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Post n°209 pubblicato il 11 Novembre 2009 da t_xte
Dopo svariate giornate di pioggia oggi finalmente una bella giornata di sole. Guardavo fuori dalla finestra stamattina, il sole caldo che mi riscaldava la schiena, il cielo di un bellissimo azzurro terso e le foglie rosse e gialle ancora attaccate agli alberi sembravano enormi fiammate che protendevano verso la volta celeste. Io con la febbre. Millecento cose da fare, compresa la colazione con l'amica V. e a casa con la febbre e un terribile raffreddore, che mi picchia furibonde martellate in testa. Me ne sono stata a letto per caso? Giammai! Mi son voluta alzare lo stesso, ho spalancato tutte le finestre e ho pulito casa. L'attività mi ha fatto dimenticare la cefalea, salvo poi dare una terribile zuccata contro una finestra. Ho imprecato violentemente. Un dolore atroce. Ho messo subito il ghiaccio sulla parte dolente, per fortuna non c'è venuto il bernoccolo. Se questa non si chiama sfiga! |
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IV (PARLA PER ME)
Fossi una foglia appassita che tu potessi portare;
fossi una rapida nuvola per inseguire il tuo volo;
un'onda palpitante alla tua forza, e potessi
Condividere tutto l'impulso della tua potenza,
soltanto meno libero di te, oh tu che sei incontrollabile!
Potessi essere almeno com'ero nell'infanzia, compagno
Dei tuo vagabondaggi alti nei cieli, come quando
superare il tuo rapido passo celeste
sembrava appena un sogno; non mi rivolgerei
A te con questa preghiera nella mia dolente
necessità. Ti prego, levami come un'onda, come
una foglia o una nuvola. Cado
Sopra le spine della vita e sanguino! Un grave
peso di ore ha incatenato, incurvato
uno a te troppo simile: indomito, veloce e orgoglioso.
V
Fà di me della tua cetra, com'è della foresta;
che cosa importa se le mie foglie cadono
come le sue! Il tumulto
Delle tue forti armonie leverà a entrambi un canto
profondo ed autunnale, e dolcemente triste.
Che tu sia dunque il mio spirito, o Spirito fiero!
Spirito impetuoso, che tu sia me stesso!
Guida i miei morti pensieri per tutto l'universo
come foglie appassite per darmi una nascita nuova!
E con l'incanto di questi miei versi disperdi,
come da un focolare non ancora spento,
le faville e le ceneri, le mie parole fra gli uomini!
E alla terra che dorme, attraverso il mio labbro,
tu sia la tromba d'una profezia! Oh, Vento,
se viene l'Inverno, potrà la Primavera essere lontana?
Percy B. Shelley








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