Lascio i commenti a voi...
LONDRA - Per gli studiosi che si
apprestano a spingere il pulsante d'accensione, si tratta di ricreare le
condizioni che esistevano una frazione di secondo dopo il Big Bang: ovvero di
riportarci indietro nel tempo sino al momento della creazione del nostro
universo, all'inizio del mondo.
Ma per un gruppo di preoccupati
ricercatori l'esperimento che dovrebbe cominciare tra dieci giorni in un immenso
laboratorio sotterraneo, sepolto a un centinaio di metri sotto il confine tra
Francia e Svizzera, comporta il rischio della fine del mondo, la distruzione e
anzi la letterale scomparsa del nostro pianeta. Così, all'ultimo momento, gli
oppositori del progetto hanno presentato un ricorso davanti alla Corte Europea
dei Diritti Umani, che in teoria potrebbe bloccare il più grande, ambizioso e
costoso test scientifico di tutti i tempi.
Oggetto della contesa è il Large
hadron collider, un acceleratore da 6 miliardi di euro che, facendo scontrare
particelle atomiche ad alta velocità e generando temperature di più di un
trilione di gradi centigradi, dovrebbe rivelare il segreto di come è cominciato
l'universo. Venti paesi europei, più gli Stati Uniti, hanno finanziato il
progetto, che dopo anni di preparativi dovrebbe prendere il via il 10 settembre
al Centro di Ricerche Nucleari di Ginevra.
Qualcuno, tuttavia, teme che
l'esperimento andrà ben oltre le aspettative, creando effettivamente un mini
buco nero, che crescerà di dimensioni e potenza fino a risucchiare dentro di sé
la terra, divorandola completamente nel giro di quattro anni. Gli scienziati di
Ginevra ribattono che non c'è assolutamente nulla da temere: ci sono scarse
possibilità che l'acceleratore formi un buco nero capace di porre una minaccia
concreta al pianeta, dicono, perché la natura produce continuamente delle
collisioni di energia più alte di quelle che saranno create artificialmente
dall'acceleratore, per esempio quando i raggi cosmici colpiscono la terra.
Esperimenti di questo tipo, inoltre, sono stati condotti per trent'anni, senza
avere risucchiato nemmeno un pezzettino della terra né causato danni di
qualsiasi genere.
Vero è che il nuovo acceleratore ha
suscitato attenzioni e polemiche perché è il più grande mai costruito, con una
circonferenza di 26 chilometri e la possibilità di lanciare particelle atomiche
11.245 volte al secondo prima di farle scontrare una contro l'altra a una
temperatura 100mila volte più alta di quella che esiste al centro del sole. La
speranza è individuare, così facendo, le teoriche particelle chiamate bosoni di
Higgs, giudicate responsabili di avere dato massa, ovvero peso, a ogni altra
particella esistente. Ma gli scienziati ammettono che ci vorranno anni prima di
arrivare eventualmente a un risultato del genere, per le difficoltà nel trovare
particelle così infinitesimamente piccole nel caos primordiale post-Big Bang
creato dentro l'acceleratore.
Abbiamo ancora dieci giorni per
salvare la terra?, si chiede, con leggera ironia, il Sunday Telegraph. "I miei
calcoli indicano che il rischio che un buco nero mangi il pianeta a causa
dell'esperimento è serio", afferma il professor Otto Rossler, un chimico tedesco
della Eberhard Karls University che ha presentato il ricorso alla Corte Europea
dei Diritti Umani insieme ad alcuni colleghi. Replica James Gillies, portavoce
del Centro Ricerche Nucleari di Ginevra: "Il ricorso non introduce nessun
argomento che non sia già stato esaminato e respinto in passato, se questi
esperimenti fossero rischiosi lo sapremmo già".
In ogni caso lo sapremo con certezza
dopo il 10 settembre, se la Corte Europea, come sembra di capire, darà luce
verde all'iniziativa: che non sarà la "fine del mondo", ma un po' di curiosità
al di fuori dei confini della scienza, in questo modo, l'ha ottenuta.
Fonte: www.repubblica.it
Inviato da: danege
il 26/10/2012 alle 18:18
Inviato da: seigennaio_befana
il 17/04/2010 alle 22:21
Inviato da: diavolettopazzo74
il 19/03/2010 alle 17:10
Inviato da: anima_2009
il 05/03/2010 alle 23:21
Inviato da: filtr
il 07/12/2009 alle 18:40