Creato da sheyla_1978 il 09/09/2008

Verso la mia vita

UNA DONNA, MILLE DONNE.

 

 

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UN PANINO CON LO STOLKER

Post n°117 pubblicato il 07 Dicembre 2010 da sheyla_1978
 

 

Un panino con lo stolkerA volte sono le situazioni, le scoperte, le notizie a cercarmi, come in questo caso. Sto mangiando un panino con un’amica, tra noi c’è un nuovo conoscente. I discorsi sono frivoli “donne vs uomini”. Lui entra nella conversazione e noi lo scherniamo sul fatto che tanto “l’uomo non capirà mai cosa vogliono le donne”, mentre ridiamo, lui dice candidamente, con un filo di voce, ma deciso “io sono uno stalker”. Silenzio, qualche istante per capire cosa ha detto, ma specialmente cosa vuole esprimere. Non resisto e chiedo “ti va di fare un’intervista?”, non ci pensa neanche un attimo “sì, certo”. Così Claudio (nome di fantasia), inizia a snocciolarmi una serie di situazioni e motivazioni, le registro mentalmente, gli chiedo di rispondere anche a domande scritte, le leggo e rileggo, ci metto diversi giorni per cominciare quest’articolo, ora sono pronta. Claudio ha trentadue anni, nato e vissuto sino ai vent'anni a Bordighera, si è trasferito a Torino per studio, si è laureato e ora vive da solo.  Proprio all’università conosce quella che definisce “la mia ex storica”. D. “Parlami di lei” R. “siamo stati insieme a lungo e abbiamo vissuto le varie fasi della vita, l’università e gli esami, la ‘prima volta’, vacanze, viaggi, progetti, convivenze, passioni comuni; da ragazzi siamo divenuti adulti insieme. Ero convinto fossimo molto simili, ma sbagliavo. L’aver vissuto tanti momenti l’uno accanto all’altra ci aveva unito, quasi indissolubilmente e quando senza preavviso decise di lasciarmi precipitai nel vuoto. Avevo investito tutto su quel rapporto, avevo dato tutto me stesso e anche di più per portare avanti la nostra relazione coprendo anche i “vuoti” che lei lasciava. Alla fine mi sono trovato totalmente inaridito. Persi, di conseguenza, gli amici comuni, i conoscenti, i luoghi che frequentavamo e anche con la famiglia iniziarono degli screzi. Non comprendevo, accettavo non potevo e neppure volevo; io sono portato a costruire e trovavo stupido distruggere qualcosa così faticosamente costruito”. D. “ come ti ha fatto cambiare questa situazione?” R.”Inizialmente con disperazione, poi tre falliti tentativi di suicidio (forse volutamente falliti) perdita del sonno, appetito, attacchi di panico, rabbia, ansia (una discesa agli inferi che ha coinvolto anche le persone che mi stavano accanto, in particolare i miei genitori). Poi ciò che era amore e desiderio di costruire, si è trasformato in odio e desiderio di distruggere; dopo che ho saputo che dopo pochissimo dal momento in cui mi aveva lasciato, si era messa con un altro. E’ un processo che non ha possibilità di controllo, non nasce dal rifiuto o dalla perdita, ma nasce dal capovolgimento del sentimento. Si dice che l’amore sia ossessione, ed anche l’odio lo è, è l’altra faccia della stessa medaglia!” Lo lascio parlare ma le mie domande sono tante, è a quel punto che gli chiedo di scrivermi le risposte. L’ho guardato negli occhi mentre si confessava, lo sguardo lontano, il tono calmo e deciso. D. “Perché i tentativi di suicidio?” R. Beh, la sensazione di smettere di soffrire e il piacere di pensare che finalmente avrei ripagato la mia ex con un dolore mentale facendola schiacciare dal senso di colpa.” D. “è quindi l’indifferenza che ha fatto scattarla tua rabbia?” D.” Sì lì indifferenza, il non sapere, è quello che fa esplodere la mente, ciò che prima era gelosia o paura di perdere la persona, diventa rabbia, possesso. È come se si spegnesse la luce e si perde di vista tutto e ti fa dire ‘se non è più mia, non sarà mai di nessun’altro.  Dalla cronaca e dai giornali sappiamo che quando l’uomo arriva a pensare questa cosa si hanno le disgrazie, donne uccise, trucidate … ma questo capita solo agli uomini che non hanno limiti e controllo; mentre gli uomini con limiti morali più definiti hanno bisogno di scaricare la rabbia, di dare sofferenza in egual misura a quella che ricevono loro venendo in maniera diversa. È a quel punto che iniziano le telefonate o gli squilli anonimi, gli sms di odio, la creazione di profili o indirizzi web falsi per riuscire a spiare la vita dell’ex in questione. Hakeraggio di password, indagini attraverso amici, se poi l’ossessione porta oltre si passa ad appostamenti, inseguimenti, senza mai farsi scoprire, anche se inconsciamente il desiderio di essere scoperto c’è.”. D. “Cosa ti faceva credere che dovevi perseguitare la tua ex?” R. “Nulla, non è una cosa che si sente di ‘dovere’, semplicemente è una reazione all’indifferenza, all’ingratitudine, un istinto ossessivo sul quale non c’è un totale controllo, è il capovolgimento di un sentimento.” D. “L’hai mai picchiata?” R. “No, detesto la violenza fisica, è un elemento totalmente estraneo alla mia vita, ho dato uno schiaffo alla mia ultima ex ragazza, quando ho saputo che mi ha tradito; in quel momento sono morto dentro, non ero io e quel gesto mi uccideva, ho sempre avuto riluttanza e sofferenza nel percuoterla anche quando era lei a chiedermelo espressamente nei rapporti sessuali. Non arriverei mai a fare del male fisico a una donna o addirittura a ucciderla, mentre ucciderei senza pensarci minimamente l’uomo con cui inizia una relazione dopo di me o con cui mi tradisce Il pensiero che qualcuno tocchi o baci o faccia l’amore con la donna che è stata la tua ragione di vita, toglie totalmente il controllo. E’ una cosa profonda animalesca, l’eliminazione fisica della concorrenza. Alle mie ex ho solo arrecato sofferenza mentale, per restituire l’equo dolore che mi avevano dato, una reazione alla loro indifferenza, un tentativo di attirare la loro attenzione e farle schiacciare dai sensi di colpa”. D. “la perseguitavi per punirla della sua indifferenza, cosa provavi per te stesso e per lei in quei momenti?” R.” Per me stesso non provavo nulla, era come vedermi dall’esterno, come un cagnolino dolcissimo e fedelissimo trasformato in una belva lasciata alla catena, senza dargli attenzione, affetto, ignorandola, usandola, maltrattandola. La belva diventa forte e spezza la catena, in quel momento neanche l’uomo più potente del mondo la può fermare senza essere sbranato, è necessario farla sfogare e calmare per poi recuperare la sua fiducia. Per la mia ex ragazza provavo rabbia, desiderio di vendetta, voglia di distruggerla mentalmente, un senso di rivalsa e poi col passare del tempo e delle fasi obbligatorie si arriva alla sensazione di schifo e di avariato, come avere una cicatrice indelebile e molto appariscente che ti fa male se toccata, ma la tua vita prosegue e rimane lì a monito del passato.”. D.” Tu la amavi ancora? Saresti tornato con lei?” R. “Beh bisogna distinguere, con la mia ex storica non ci sarei più stato di sicuro. Penso che quando si fa l’amore con la persona che ami arrivi a un livello totale assoluto d’intimità e condivisione che non puoi accettare che qualcun altro possa averlo dopo di te (figuriamoci mentre esiste ancora la relazione), quindi vedo la donna che amavo come una cosa contaminata, che ormai mi fa schifo destinata a marcire. Con la mia ultima ex è stato diverso, ma direi che per lei ho fatto cose che non pensavo di poter fare e si sono aperte parti e moduli di me stesso che non conoscevo o sentivo sopite. Lei l’ho riaccettata, ho baciato quella bocca che un altro aveva mentre stavamo insieme e anche dopo, forse unicamente perché lei mi aveva detto che non aveva mai avuto rapporti sessuali con lui, ipotizzo per questo, o forse per cieco amore malato, per illusione, per ingannare me stesso, chi lo sa, non lo capirò mai, ma sono certo che una tale cosa non accadrà mai più, poiché la mia forma mentis rimane quella del primo caso”. D. “mi ha molto colpito un tuo pensiero, mi dicesti che ‘a causa delle donne che ci hanno levato tutto, noi uomini siamo molto più simili alle bestie e in qualche modo è normale che ci comportiamo così, in qualche modo mi stai dicendo che è colpa delle donne?” R.” E’ la mia personalissima opinione (anche se poi suffragata da una mia amica psicologa che si occupa di donne che hanno subito violenze), che la repentina inversione dei ruoli donna-uomo avvenuta negli ultimi 10-15 anni, abbia preso gli uomini totalmente alla sprovvista. L’uomo ha tempi di adattamento e trasformazione lunghissimi ma tendenzialmente non cambia, mentre la donna è repentina e tende a modificare tutto da subito con naturalezza. Quella che doveva essere la parità dei sessi, è in realtà diventata una profonda inversione. L’uomo sentendosi privato del suo ruolo dominante avuto fin dall’alba dei tempi, è diventato insicuro, debole, si è sentito prima messo in discussione e poi sminuito fino a essere ritenuto inutile. Non essendo mentalmente all’altezza di parificarsi con le donne, ha lasciato prevalere l’unico e ultimo aspetto di domino che aveva: la forza fisica, bruta, l’istinto. Una volta erano addirittura legali gli omicidi ‘d’onore’ e le donne subivano di tutto, eppure c’erano dei valori e il rispetto in fin dei conti era un concetto assoluto. Tuttavia l’escalation di violenze sulle donne, stupri, omicidi, che io imputo alla risposta bassa e animalesca che l’uomo ha avuto nel fallimentare tentativo di contrastare la dominanza alta fatta di forza mentale e intelligenza delle donne. La regressione all’età della pietra temo sarà sempre peggiore.”. D. “Ora hai una compagna?” R. “no, voglio trovare la mia stabilità e il mio spazio. E soprattutto voglio pensare solo alle mie esigenze, sono diventato egoista ma ne sono contento. Questa necessità mi ha fatto respingere due persone che caratterialmente erano identiche a me, che erano sulla carta perfette mentalmente avendo gli aspetti che cercavo in una relazione se non eterna almeno duratura, tuttavia alcuni aspetti non mi hanno fatto aprire.” D. “Hai accennato alla violenza fisica durante i rapporti sessuali, intendevi il sadomaso?” R.” tutto è cominciato con la mia ultima ragazza, lei aveva dieci anni meno di me, una persona egoista e autolesionista, con tutti i difetti della prima ex, solo elevati all’ennesima potenza. Ero conscio che stavo andando incontro a un disastro, ma il mio istinto da ‘crocerossina’ mi ha spinto ad amarla, accudirla, proteggerla, le ho fatto da padre, amante, professore, tutto insomma. Lei ha scoperchiato il vaso di Pandora, mi sono scoperto un dominatore, anche se nella vita quotidiana quasi mi sottomettevo a lei e ai suoi capricci, nella sfera sessuale ho identificato qualcosa che da sempre avevo nascosto anche a me stesso per pudore. Per me il sadomaso si concentra solo sull’avere controllo o dominio, nel potenziale del poter fare quello che mi pare con la persona tra le mie mani, ma sempre finalizzato al dare il massimo del piacere alla persona con cui ho rapporti, che quindi non è un soggetto passivo ma è un ricevente”. D. “Claudio, ti ringrazio per avermi confidato questa delicata parte della tua personalità, ancora una domanda: Perché con me ti sei aperto tanto?” R. “Perché spesso è più facile aprirsi con chi non si conosce non temendone il giudizio, piuttosto che con un’amica di vecchissima data che mi conosce come le sue tasche e mi dà giudizi o magari mi accusa o mi porta rancore. Come ho già detto, in pratica non ho rapporti intellettuali con gli uomini con i quali davvero non riesco a rapportarmi. E poi parlare di tali argomenti è un po’ una forma di sfogo, un mantra per esorcizzare tali avvenimenti e procedere con la mia vita, una sorta di cura per quelle cicatrici indelebili.”.

 

 

Sheyla Bobba

 
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La donna uscì dalla costola dell’uomo, Non dai piedi per essere calpestata, né dalla testa per essere superiore.
Ma dal lato per essere uguale, Sotto il braccio per essere protetta, E accanto al cuore per essere amata.


William Shakespeare

 

SMS DI GIUGNO 2008 - A SHEYLA DA MIRANDA

 

 

Era una calda mattina d’estate mentre ero al mercato mi arriva un sms

 “se desideri incontrare qualcuno in grado di risolverti i problemi e regalarti la felicità nonostante ciò che dicano o pensino gli altri,mettiti davanti ad uno specchio e pronuncia la parola magica CIAO” 

  La cara e dolce Miranda, sembra sappia sempre quello che mi serve

 

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