Creato da veuve_cliquot il 10/01/2011

La Specola

"Non mi piace la via che conduce qui e là. Non bevo alla fonte verso cui tutti s'intruppano. Detesto ciò che é comune, popolare e senza regole" Callimaco

 

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LEGGERE 2

Post n°112 pubblicato il 21 Gennaio 2012 da veuve_cliquot

G. Reni: San Giovanni

“L’atto della lettura è a rischio. Leggere, voler leggere, saper leggere, sono sempre meno comportamenti garantiti. Leggere libri non è naturale e necessario come camminare, respirare, mangiare, parlare o esercitare i cinque sensi. Non è un’attività primaria, né fisiologicamente né socialmente. Viene dopo. E’ una forma di arricchimento, implica una razionale e volontaria cura di sé. Leggere letteratura, filosofia e scienza, se non lo si fa per professione, è un lusso, una passione virtuosa o leggermente perversa: un vizio che la società non censura; è sia un piacere che un proposito di automiglioramento. Richiede un certo grado e capacità di introversione concentrata. E’ un modo per uscire da sé e dall’ambiente circostante, ma anche un modo per frequentare più consapevolmente se stessi e il proprio ordine e disordine mentale….” E’ questo l’incipit di un articolo di Alfonso Berardinelli comparso alcune settimane fa sul domenicale del sole24ore. Il titolo di questo articolo è “Tutti i pericoli della lettura” e, in effetti, l’articolo si pone come scopo di mostrare come la lettura può far correre dei rischi, come i libri possono essere contagiosi in quanto contribuiscono alla costruzione dell’identità personale.

 

 

Partendo da questa tesi, quanti di noi o quanto la società si è fatta influenzare da certi libri? Pensiamo un momento a quanto i libri di Marx hanno influenzato la storia degli ultimi 100 anni o i Vangeli quella degli ultimi 2000? Come sarebbe il mondo se non fossero esistiti questi libri? E noi nel nostro piccolo quanto ci siamo lasciati influenzare dai libri? Quante madame Bovary ci sono in giro che si sono riempite la testa di libri rosa e che ancora sognano il grande amore di un principe azzurro che travolga la loro vita?

Eppure leggere è ancora il più grande atto di libertà che l’uomo può fare. Non per nulla ogni dittatura ha sempre messo al bando dei libri perché essi avrebbero potuto minare il pensiero unico che ogni dittatura porta con sé. Il conoscere il pensiero altrui, allarga il nostro pensiero. Cosa saremmo se non avessimo letto certi libri? Quanto i libri che abbiamo letto hanno influenzato il nostro modo di vedere la vita, il nostro pensiero? Quante emozioni sono scattate dentro di noi perché le avevamo già vissute attraverso i libri?

 

 

Noi non siamo solo ciò che i geni hanno deciso che noi fossimo e neppure solo ciò che le esperienze che abbiamo vissuto ci hanno dato. Siamo anche quanto abbiamo letto, il nostro pensiero è anche quello che i libri hanno costruito dentro di noi. Il nostro mondo interiore è costruito anche attraverso il pensiero di altri che sono vissuti prima di noi, che hanno scritto dei libri e che ci hanno trasmesso il loro pensiero attraverso di essi e che noi abbiamo ricevuto leggendo i loro libri.

Infine, come saremmo se avessimo letto libri diversi da quelli che invece abbiamo letto?

 

Commenti al Post:
avvbia
avvbia il 21/01/12 alle 10:09 via WEB
e che post complesso e bello come quasi tutti veubve,che post!!si LEGGERE. preferisco rispondere con i ..numeretti 1 LEGGERE. è scritto nel mio profilo nelle cose che mi piacciono.. 2 io nno sono solo un avido lettore ma un bibliofilo nel mio piccolo,un bibliomane un ,anche come diceva sfottendomi il mio amico giacomo,"cozzologo"cioè uno che legge il cozzo o dorso del libro...3 si i libri ci formano: ricordo stato e rivoluzione di lenin(che poi ho criticato..) ricordo le opere di freud di cui ho l'opera omnia,ricordo il nome della rosa,l'insostenibile,le poesie foscoliane e carducciane.. e vero che Loro ci formano ma noi scegliamo..5 infine, a proposito di dittatura e libri BELLO (non so se lo conosci) il libro fareneith 431 o giù di li:bruciavano tutti i libri e i lettori li imparavano a MEMORIA.sublime.. altro vorrei dire ma non voglio appesantire il comm. gino.ciao
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 21/01/12 alle 13:44 via WEB
Come vedi dal titolo è il secondo post che dedico all'argomento. E' il mio unico hobby (forse sono troppo pigra per fare altro e i viaggi che amo altrettanto li devo limitare per problemi di tempo libero). I libri, oltre che formare il mio pensiero sono stati per me anche amici, consolatori, aiuti insostituibili. Spesso li dimentico ma credo che mentre leggi qualche cosa sedimenta sempre nel profondo e rimane lì a formare il substrato di ciò che sarai. Penso che se fossi vissuta nel mondo di Fahrenheit451 avrei fatto parte di quella schiera che avrebbe imparato un libro a memoria...magari uno piccolo, ho poca memoria! :))
 
kiwai
kiwai il 21/01/12 alle 13:01 via WEB
Leggere “è un modo per uscire da sé e dall’ambiente circostante, ma anche un modo per frequentare più consapevolmente se stessi e il proprio ordine e disordine mentale….”?
Concordo, ma non credo che i contenuti della lettura siano altro dall’insieme di input che la vita ci offre in mille forme, ma solo una di quelle mille forme. Forse talora più fascinosa e magari più penetrante, perché comunque sempre frutto di una prima elaborazione inconscia, ma non credo di per sé determinante nel modificare profondamente il pensiero.
Il pericolo? Ovviamente, la lettura acritica.
Ma è un pericolo progressivamente tendente a zero .. al moltiplicarsi di "stimoli diversi", cresce la capacità di elaborazione individuale del messaggio.
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 21/01/12 alle 13:56 via WEB
Giustamente parli da adulto quindi con un pensiero critico ormai formato. Ma non credi che i libri che hai letto da ragazzo o da giovane non abbiano contribuito a formare il tuo pensiero? Un po' dell'etica e della morale che sicuramente hai nella tua vita non pensi possano dipendere anche dalle letture giovanili, quelle che una volta si facevano a scuola o che ci consigliavano di leggere? Per me è stato così e lo riconosco. Sinceramente certe volte rimpiango di aver letto certi libri quando mi ritrovo a portare avanti lotte eticamente perfette ma spesso perdenti davanti a una realtà che di etica e di morale non sa cosa farsene. Ma ormai non riesco a essere altrimenti e spesso mi riconosco in Don Chisciotte, splendido personaggio letterario ma che farebbe bene a rimanere esclusivamente tale. Quanto alla lettura acritica concordo con te, si diventa un po' come i buongustai che più passa il tempo più affinano il palato e capiscono tutti gli ingredienti di cui è fatto un cibo. Così per i libri. Grazie. :))
 
Vince198
Vince198 il 21/01/12 alle 14:09 via WEB
La lettura è uno dei miei (pochi) hobbies preferiti fin da ragazzo quando mi perdevo - ad es.- nelle letture di Salgari, ergo non saprei rinunciarvi e non saprei immaginare cosa potremmo essere, noi esseri umani, senza la lettura, qualsiasi lettura.
A tal proposito mi torna alla mente un film con Denzel Washington, "Codice genesi", che parla di un mondo distrutto, lui unico conoscitore e portatore della Bibbia. La.. portava - però - dentro sè stesso, nella memoria: tutti gli sforzi di portargliela via dei suoi detrattori, dunque, risultarono inutili! Prima di morire, però, ne fece fare una stampa per la successiva conservazione e divulgazione..
Conoscere attraverso la scrittura fa parte, penso, del nostro dna - la biblioteca di Alessandria, purtroppo andata in gran paarte distrutta, ne è chiaro esempio - ma da qui a lasciarsi necessariamente influenzare, condizionare ce ne corre, molto.
Adoro i libri di storia in particolare, ma solo ed esclusivamente per cultura. In alcuni casi ho pure letto libri afferenti lo stesso argomento ma visto sotto aspetti differenti, traendone notizie interessanti..
Quello che mi influenza maggiormante, al giorno d'oggi, ma sempre con il dovuto "granu salis", sono i fatti cui vengo a conoscenza tramite giornali e media: questo è vero! Buon proseguimento, Vince
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 22/01/12 alle 09:13 via WEB
In gioventù anch'io ero un'appassionata lettrice di Salgari, avevo un'intera collezione dei suoi libri, anche i meno noti. Credo che i libri si leggano a cicli temporali: quelli di storia li leggevo molto ai tempi del liceo e dell'università, poi ci fu il periodo della psicologia e infine, ed è una passione che mi rimane ancora, sono passata alla sociologia e alle neuroscienze. Ma ho sempre continuato a leggere romanzi e ora, data la carenza, dal mio punto di vista, di buoni scrittori di romanzi, sto ricominciando a rileggere romanzi che avevo letto in gioventù: ho finito da poco i Buddenbrook e adesso sto leggendo i Fratelli Karamazov. Evidentemente la rilettura è molto diversa, filtrata ormai da tutta una vita vissuta e non ancora da vivere come quando li lessi la prima volta. :))
 
   
Vince198
Vince198 il 22/01/12 alle 09:47 via WEB
I romanzi di Emilio Salgari me li.. passò di sana pianta mio padre, felice di questa mia scelta (che poi è stata anche una sua scelta di gioventù); solo ora sono un pò dispiaciuto perchè non so più dove sono andati a finire. Erano parecchi oltretutto e con molti decenni addosso: un ricordo che porto sempre dentro, nel cuore.
Per il resto credo che ciascuno di noi abbia, nel corso della propria vita, passioncine che ogni tanto rinverdisce e che vede con altri occhi, con maggiore maturità, comprensione - qualche particolare sfugge sempre.., che "assorbe" con ancor più gusto (sono daccordissimo con la tua chiosa). I libri di storia li sfoglio spesso per cercare di avere un quadro più chiaro di avvenimenti collegati con la nostra storia più recente, di solito, da vari punti di vista.
In questo periodo.. sto zompettando in mezzo agli scritti di Shakespeare e lo scopro sempre più piacevole - un grandissimo poeta e drammaturgo, intenso nelle sue riflessioni e nell'espressione dei più profondi sentimenti che riesce ad imprimere ai suoi personaggi, nei versi - meravigliosi, immortali, sempre attuali - che scrisse oltre 400annifa.. ^___^
 
     
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 22/01/12 alle 10:27 via WEB
Neanch'io ho più i libri di Salgari: li ho regalati tutti a mio nipote quando scoprii che anche lui continuava la tradizione di famiglia iniziata da mio padre. Spero che li leggerà fra qualche anno anche suo figlio. Ho letto nel tuo blog i sonetti di Shakespeare: riconosco di conoscerli molto poco e trovo molto belli quelli che scegli. Di lui conosco le tragedie ma non avevo quasi letto nessun sonetto e, in effetti, mi hai stimolato ad andare a leggerli. :))
 
avvbia
avvbia il 21/01/12 alle 16:53 via WEB
Veuve:due parole. appena ho più di un minuto libero vado al numero 1 e comm. E poi mi hai fatto davvero emozionare quando hai detto che saresti stata uno dei libri viventi ma ora DEVI dirmi quale ora.. io ti dico alcuni solo alcuni a prima vista:1984,l'insostenibile di cui tu parli nel blog di vincee e l'ombra del vento che raccoglie il cimitero dei libri perduti....ciao! ps tu forse visto che è breve, la orwelliana fattoria degli animali dove alcuni animali sono più egauali degli altri o dove,in fine, gli animali vedevano il maiale fare affari con l'uomo e non notavano la DIFFERENZA..
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 22/01/12 alle 09:19 via WEB
Diciamo che mi sento ancora molto Don Chisciotte contro i mulini a vento: l'esperienza, da questo punto di vista mi è servita a poco. L'unica differenza è che ora sono consapevole che è tutto inutile, mentre da giovane lo facevo con l'idea che fare una cosa giusta avrebbe cambiato il mondo, ma ci provo lo stesso...in fondo mi diverto anche un po'. :)) p.s. il post è il n° 65 (sono andata a controllare) ma parla di lettura anche il n° 81...così non devi cercare molto!
 
Lolablu7
Lolablu7 il 21/01/12 alle 18:00 via WEB
Ti dirò una cosa che può apparire strana.Il mio Io interiore vive di sensazioni che si muovono come in sostrato fluido del mio essere.Avverto languori gioiosi apparentemente inspiegabili quando, ad esempio, ricordo i momenti trascorsi sulle traduzioni delle tragedie greche,dei versi dell'Odissea,delle storie del mito.Pensare a Eurialo e Niso,ai riflessi di quel raggio di luna traditore,ai sentimenti di Andromaca sulle mura di Troia con il suo piccolo in braccio mi chiudono la bocca dello stomaco.E così mi ritrovo oggi a credere,pur nella consapevolezza che così non è,nella vera amicizia perchè se non vi credessi sentirei di tradire quei due giovani del mitico passato eroico che hanno toccato profondamente il mio cuore per anni e anni.E' qualcosa di più di un semplice ricordo.E potrei andare avanti per lungo tempo nel mio elenco,ma sarebbe uno sterile elencare...Sì,sono certa,se non avessi letto quello che ho letto sarei un'altra persona.Bellissimo questo post!Resto sempre con il rammarico di non essere andata più a fondo!Un abbraccio:-)) PS:è importantissimo insegnare a leggere nella maniera giusta.La lettura,per non rischiare di essere dannosa,deve essere un esercizio attivo a 360° gradi.
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 22/01/12 alle 09:49 via WEB
Circa una decina di anni fa, andando una sera a trovare la mia migliore amica, trovai sul tavolo della cucina (stanza dei nostri incontri), l'Eneide, lasciata lì da suo figlio che ai tempi frequentava il liceo. Mentre aspettavo che lei finisse le solite incombenze serali di una madre di famiglia, aprii il libro e casualmente finii nel capitolo della morte di Priamo. Lo ricordi? Questo vecchio che riveste orgogliosamente le armi di quando era giovane ma non riesce quasi più a reggere la spada, Ecuba che lo rivede così vestito e le parole affettuosissime che gli rivolge facendolo rimanere accanto a lei (questo altare o ci salverà o moriremo insieme), le ultime parole di Priamo, così orgogliose ed eroiche. Non mi vergogno a dire che le lacrime cominciarono a scendermi dagli occhi mentre rileggevo quel pezzo. Così come rileggendo i Sepolcri, riesce ancora a commuovermi il pezzo in cui si racconta del mare pietoso che riporta le armi di Achille sulla spiaggia dov'è il cadavere di Aiace Telemonio, l'unico a cui dovevano andare come premio di vittoria. E avrei un elenco lunghissimo di poemi epici, poesie o romanzi che hanno su di me lo stesso effetto. Non so quali siano i meccanismi che certi versi che leggevo in gioventù risvegliano dentro di me a più di 40 anni di distanza, ma l'emozione di allora rimane immutata, nessuna esperienza di vita è riuscita a rimuovere queste emozioni. Per questo credo che ciò che abbiamo letto in gioventù faccia ancora parte di noi e ha formato quello che ora noi siamo. :))
 
   
Lolablu7
Lolablu7 il 22/01/12 alle 17:22 via WEB
Bene,cara,allora puoi capirmi sino in fondo,d'altra parte non avevo dubbi in merito.Ora ti faccio sorridere.Ancora adesso piango nel vedere il film di Bamby?Infantilismo?Può darsi,ma io credo che si tratti di sentimento autentico.Buona serata:-))
 
     
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 22/01/12 alle 22:03 via WEB
Lacia perdere, sapessi le volte che mi capita al cinema e me ne vergogno terribilmente. Almeno se mi succede mentre leggo, nessuno mi vede! :))
 
lorifu
lorifu il 21/01/12 alle 18:35 via WEB
Quanta verità in quello che scrivi. Senza libri come saremmo? cosa saremmo? Tutti dovremmo porci queste domande perché è vero noi siamo anche le nostre letture, la nostra dedizione ai libri, le nostre scelte letterarie. Sin da piccoli, se avviati e stimolati alla lettura cresceremo con quella voglia di allargare i nostri orizzonti, di spingerci più in là, di interrogarci, fare scelte consapevoli. Forse non ci rendiamo conto di quanta influenza possano avere i libri su di noi ma sensibilità, giudizio, senso del bello sono alcuni degli aspetti che si sviluppano attraverso l’educazione alla lettura senza tenere conto dell’influenza sul nostro immaginario…
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 22/01/12 alle 10:04 via WEB
Non avendo molta esperienza con i giovani di oggi, non so quali siano le letture che fanno a scuola o nella vita. Leggo sui giornali che amano molto Volo e Ammaniti, ma mi chiedo se alle spalle hanno anche altre letture. Senza nulla togliere a questi due scrittori, non mi sembra che siano scrittori che passeranno nella storia della letteratura. Personalmente ritengo che l'amore alla lettura debba essere stimolato dalla famiglia ma soprattutto dai professori. Io ho avuto la fortuna di avere professori di lettere che erano dei veri appassionati della loro materia e avevano la capacità di trasmettere questa passione ai giovani. Le ore di letteratura in classe per me furono ore indimenticabili, tutti ascoltavamo affascinati la prof che ci raccontava, ci spiegava, ci faceva notare i passi più belli. Ma lo faceva con una passione che traspariva da ogni parola, trasformando i versi in racconto fantastico in cui riusciva a immergerci. Ecco cosa non dovrebbe mai mancare a un professore: la passione per la materia che insegna, perché i giovani capiscono quando un insegnante spiega con passione da quando lo fa solo perché deve farlo. E la passione è un sentimento che si trasmette, forse non a tutti ma sicuramente a molti dei propri allievi. E sono insegnamenti che non si dimenticano mai perché al di là del verso o del passo che viene insegnato, quello che viene trasmesso è anche il valore etico che sottende quei versi, il gusto del bello, la capacità di giudicare altre cose, la voglia di scoprire altro che possa dare le stesse emozioni. :))
 
roseilmare
roseilmare il 21/01/12 alle 19:33 via WEB
Io mi riallaccio al commento di Grazia che rispecchia anche il mio pensiero. Leggere non equivale a saper leggere. Mi riferisco in particolare ai classici della letteratura straniera e italiana. Ogni libro va meditato, studiato, anche in relazione al contesto storico in cui è stato scritto. Mi viene in mente per esempio il romanzo "I Promessi Sposi". Un libro va capito e solo così si acquisisce la capacità di formarsi un proprio pensiero, si acquista autonomia di giudizio. E, sono d'accordo, noi siamo quello che siamo anche grazie ai libri che leggiamo e/o che abbiamo letto, già dall'infanzia.
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 22/01/12 alle 10:20 via WEB
E' per questo che i giovani non dovrebbero essere lasciati soli nella lettura. Ai miei tempi i grandi classici greci, latini, italiani, venivano commentati in classe. Poi la prof di lettere ci dava un elenco di classici stranieri che dovevamo leggere durante l'anno o nelle vacanze estive di cui poi si discuteva in classe, magari nell'ultima ora del sabato quando eravamo troppo stanchi per reggere interrogazioni o compiti in classe. E' stato in questo modo che ho scoperto la letteratura russa, tedesca, americana che non era compresa nei programmi della scuola. Adesso molti professori si lamentano di non riuscire a finire il programma. Ma come si faceva allora a finire il programma e a riuscire a fare pure letteratura comparata (la mia prof chiamava così la letteratura straniera dello stesso periodo di quella italiana che studiavamo in classe)? Se ad esempio qualcuno aveva letto e faceva un breve riassunto di Per chi suona la campana, lei ci parlava dell'autore, degli altri suoi libri, della guerra di Spagna. Immergeva cioé il libro, come giustamente dici tu, nel suo periodo storico. Non si rimaneva ristretti alla sola letteratura o storia italiana ma si cercava di avere un pensiero di insieme di quel periodo, di quello che succedeva oltre confine. Riconosco che la mia prof di italiano del liceo amava molto di più spiegare che non interrogare, ma credo che abbia lasciato dentro i suoi allievi molte più idee che ancora ricordo che non nozioni che adesso sicuramente non ricorderei. :))
 
   
roseilmare
roseilmare il 22/01/12 alle 14:40 via WEB
Questo lo sa bene chi, come te e come me, ha frequentato il liceo classico. Buona domenica.
 
     
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 22/01/12 alle 17:08 via WEB
Forse sono stata solo molto fortunata ad avere al liceo (scientifico) una prof come questa. Ma anche un prof di fisica che quando entrava in classe faceva ammutolire tutti ma riusciva a farci capire la fisica in maniera assolutamente semplice e a farcela amare. Credo che molte passioni si sviluppino nelle persone proprio in base a chi incontra come insegnante. Per questo continuo a ritenere che gli insegnanti dovrebbero essere trattati molto meglio di quanto non si faccia attualmente in Italia: un buono o un cattivo insegnante può incidere molto sul futuro di un allievo, non solo a scuola, ma soprattutto nella vita. :))
 
     
roseilmare
roseilmare il 22/01/12 alle 22:03 via WEB
Sono d'accordo:-))
 
LupoSolitairo
LupoSolitairo il 22/01/12 alle 13:03 via WEB
Come tutti ho dei libri che mi hanno segnato. Forse li ho letti al momento giusto, o forse leggedoli mi sono lasciato suggestionare che quello era il momento giusto per leggerli. Per alcuni ho dovuto rileggerli per capirli fino in fondo e far si che mi lasciassero qualcosa.
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 22/01/12 alle 17:13 via WEB
E' vero, hai introdotto un argomento che non avevo toccato, quello del momento in cui si leggono certi libri: evidentemente è più facile che alcuni libri siano più incisivi quando la personalità non è ancora ben formata piuttosto che letti, per esempio, in età matura. In effetti i libri che ricordo maggiormante e che reputo mi abbiano influenzato maggiormente sono proprio quelli che ho letto da ragazza. :))
 
rteo1
rteo1 il 22/01/12 alle 20:20 via WEB
Nietzsche abbracciò un cavallo che veniva frustato a sangue dal padrone e pianse per il male ingiusto che gli veniva fatto; io mi dispiaccio e mi scuso con tutti i libri della mia libreria per non riuscire a leggerli tutti. Ogni libro è un pezzo di vita; non è carta, ma l'anima donata agli altri. Grazie ai libri completiamo il nostro pensiero, e tanti nostri interrogativi trovano risposte. Ogni uomo contribuisce con le sue riflessioni scritte a comporre il mosaico della vita. Nessuna certezza, però, va cercata e trovata nei libri, perchè essa va cercata solo in se stessi. Difendere i libri, belli o brutti, è un imperativo categorico.
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 22/01/12 alle 21:52 via WEB
Ogni tanto passo dalla piazza su cui si affaccia la finestra da cui Nietzsche vide quella scena e io, che amo molto gli animali, non lo trovo il gesto di un uomo ormai avviato alla pazzia. Sapessi le volte che ho il tuo stesso pensiero: speravo di andare in pensione a 60 anni per poter finalmente leggere tutti i libri che vorrei leggere e invece dovrò aspettare altri sette anni! E' vero, nei libri non si devono cercare certezze, ma sicuramente stimolano lo spirito critico, ti fanno nascere idee a cui non avevi pensato, rinforzano il tuo pensiero o lo mettono in dubbio. La cosa che però fanno sicuramente è di farti pensare. :))
 
trixty
trixty il 22/01/12 alle 20:41 via WEB
Meravigliose la citazione. è una delle migliori che abbia mai trovato sulla lettura. Io ho sempre letto, ricalcando i termini della citazione, per arricchimento, per razionale e volontaria cura di me stessa, per un piacere che è anche un proposito di automiglioramento. Non so se sono io che ho incontrato i libri che ho letto o sono loro che hanno incrociato me. Questo per quanto riguarda quelli ai quali mi sono appassionata. Gli altri? Li ho dimenticati!!! Mi vergogno un po'. :-))
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 22/01/12 alle 22:00 via WEB
Sapessi quelli che ho dimenticato io! Ma in fondo ci sono anche i libri che forse non valeva la pena leggere o che abbiamo utilizzato solo per far passare un po' di tempo o per seguire la moda del momento. Libri che danno poco perché valgono poco o forse non adatti a noi. Per esempio, ultimamente non sto trovando molti libri che mi appassionano, mi sembra che di buoni romanzieri in giro ce ne siano ben pochi o forse si pubblicano troppi libri per motivi editoriali o forse quando ormai il palato si è abituato a buoni libri, quelli mediocri non riesci proprio ad apprezzarli. Ma quando alla fine trovo il libro che mi piace mi auguro che sia sempre lunghissimo e mi dispiace molto quando finisce! :))
 
acetosella5
acetosella5 il 23/01/12 alle 11:12 via WEB
Io sono straconvinta di essere quella che sono anche grazie ai libri che ho letto. Non solo, certo, ma anche. E' vero che dei libri prendi quello che ti serve in quel periodo e quindi forse siamo noi che li leggiamo in un modo o in un altro a seconda di quello che siamo in quel momento. Ma sicuramente ci aiutano a confermare intuizioni su su noi e quello che ci circonda. A riprova ho constatato l'effetto chemi fa lo stesso libro letto anni e anni dopo. Madame Bovary stessa, letta in momenti diversi della vita, può diventare tutta un'altra storia.
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 23/01/12 alle 12:36 via WEB
Magari con qualche delusione: ho riletto dopo decenni libri che in gioventù mi erano sembrati dei capolavori e che invece poi ho trovato di una noia mortale! Viceversa, libri che avevo apprezzzato molto poco che invece poi mi sono piaciuti molto. Credo sia come succede quando si rivede un ex dopo anni e ci si chiede: ma come facevo a essere innamorata di quello lì? Evidentemente il tempo non passa mai senza lasciar tracce su di noi! :))
 
frmango
frmango il 23/01/12 alle 12:52 via WEB
sicuramente la lettura è il cibo della mente. Sicuramente leggere aiuta a cambiare e a cambiarci se questo lo ricerchiamo. Il rischio della lettura è quello che possa diventare un passatempo fatto per eledure la realtà che ci circonda verso la quale ci sentiamo impotenti. Una frase delle mie scuole elementari: un uomo che legge i libri e non li mette in pratica non è molto diverso da un'asino che li trasporta. P.S Fermo restando il rispetto per l'asino
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 23/01/12 alle 21:26 via WEB
Ti sei salvato appena in tempo, sono una fervente animalista non molto convinta della supremazia dei bipedi sui quadrupedi! :)). Ma credi che se anche i libri avessero questa funzione, sarebbe una funzione molto negativa? Ci sono periodi della vita in cui si ha bisogno di staccare, di non pensare, di allontanarsi dalla realtà. E il libro può diventare il mezzo terapeutico meno pericoloso. Devo riconoscere che alcune volte l'ho usato anche a questo scopo: immergerti nella lettura può allontanare i pensieri e qualche volta può essere un fatto positivo. :))
 
avvbia
avvbia il 24/01/12 alle 13:11 via WEB
Va bene cara don chisciotte regalatomi da mio padre tanti e tanti anni fa. sai come diceva la dedica? a ginettuzzo nostro.. ecc.l'ho ancora in mente ed in bibloteca... e sai che un mio caro amico ha provato a leggerlo in lingua orignale(castigliano credo..) per gli altri psot andrò:dopo pranzo ,dopo riposino e dopolavoro.. ah ah ciaoo!Il tuo sancio pansa!!!
 
avvbia
avvbia il 24/01/12 alle 20:20 via WEB
p.s. si 65 ed 81. ci sono andato di nuovo e vedo che li avevo letti e comm. il primo parlava del domenicale che io leggo pure e del piacere di leggere,il secondo dei miserabili!!avevo, come ti dissi ,comm. ma non ricordavo.-..ciao. gino!
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 24/01/12 alle 20:37 via WEB
Io a volte non ricordo nemmeno i miei post per cui immagino che ricordare quelli scritti da altri sia ancora più difficile. Ma sicuramente sei uno dei miei più fedeli e "vecchi" commentatori....grazie!!!!! :))
 
avvbia
avvbia il 26/01/12 alle 23:04 via WEB
si! è diffiicle ricordare TUTTO quel che scriviamo:te ne do atto! buona notte!!gino
 
diogene51
diogene51 il 26/01/12 alle 23:08 via WEB
Bellissimo interrogativo: ma certo, non saremmo uguali se ne avessimo letto altri...fino ad un po' di anni fa cambiavo spesso abitazione, lasciavo tante cose ma mi portavo dietro i libri e ancora ora ci sono infinitamente affezionato...e come è bello, talvolta, riprenderli (magari quando mia moglie mi impone l'annuale spolveratura)e riassaporare il piacere provato una volta, riguardare l'anno (se l'ho segnato), le eventuali sottolineature, asterischi,punti esclamativi, anche se poi magari non mi è più presente del tutto il contenuto...mi son sentito orgoglioso quando mia figlia li ha scoperti (già relativamente grande, magari - 24 anni) e mi ha detto: mi lasciate in eredità una bella liberia; ora lei, che ha fatto studi professionali, si sta appassionando al mondo antico ed è stata felice quando le ho detto che posseggo quasi tutte le opere di Seneca in italiano. Ed è anche bellissimo che le abbiamo trasmesso il piacere di leggere. Tante volte mi son chiesto se io non sia stato un padre mediocre, ma se son riuscito a trasmetterle questo piacere del libro forse non è del tutto vero...
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 27/01/12 alle 15:26 via WEB
Credo che la passione per i libri sia uno dei valori che si debbano trasmettere ai propri figli: è senza dubbio più facile appassionarsi fin da piccoli alla lettura se trovi libri per casa o se vedi i tuoi genitori leggere. Ho già raccontato in un altro commento di quando, dopo una scossa di terremoto che ci fece scappare da casa, invece di prendere soldi, cibo o coperte, io mi caricai di libri! E credo che se anche dovessi morire di fame ed essere costretta a vendere le mie cose, l'ultima cosa di cui mi disfarrei sarebbero proprio i libri. Ognuno di essi ha un posto particolare nella mia vita, sia come testo in se stesso, sia come ricordo del periodo in cui lo lessi. Ho letto anche libri stupidi, molti li ho abbandonati perché non mi piacevano, ma fondamentalmente la maggior parte di essi mi ha lasciato qualche cosa anche se magari quasi non ricordo la trama della storia. Ed è bello scoprire che ci sono ancora giovani che si appassionano a Seneca, credo che abbia ancora molto da insegnare alle giovani generazioni. :))
 
Led_61
Led_61 il 31/01/12 alle 21:29 via WEB
Vado in controtendenza rispetto al tuo post: sono un accanito lettore ma temo molto l'effetto che il libro esercita su di me, in fondo è stato scritto in epoca diversa dalla nostra ma tendiamo a riportare a noi e al nostro periodo quanto leggiamo, o forse solo a me succede così. Sicuramente leggo sempre di più autori del '900 un'epoca che mi piace molto perchè sono sempre più spaventato da quanto leggo sui giornali e dal cinismo esasperato che impera oggi, ma lo ritengo un modo di sfuggire ad una realtà che ormai mi spaventa, quindi è un atto di evasione conscio, per cui dopo aver letto un libro tendo a distaccarmi da esso. Sicuramente i libri mi hanno formato, ma forse sarebbe stata più utile qualche esperienza di vita rispetto al testo scritto.
 
 
veuve_cliquot
veuve_cliquot il 01/02/12 alle 22:09 via WEB
Per certi versi, concordo con te, perché quello che tu dici non è completamente in antitesi con quello che ho scritto. In fondo attraverso il libro spesso si è ricercato un mondo migliore, quasi tutti i libri hanno i loro eroi (almeno i libri di formazione) da cui abbiamo preso sogni, morale, modi di comportamento che però spesso ci aiutano poco in questa nostra società attuale. Forse è vero, qualche esperienza in più ci avrebbe aiutato maggiormente che non principi etici e "beau geste" in questo mondo in cui conta maggiormente invece la scaltrezza e il cinismo. Ma ormai l'"impronta" non si può cancellare e, in fondo, ci piaciamo anche così, un po' perdenti ma ancora capaci di guardarci allo specchio. :))
 
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Perché un altro blog? Non credo che il mondo ne abbia necessità ed esso non nasce nemmeno da un mio bisogno di esprimere fatti o sensazioni personali.

Non sarà quindi né un diario personale, né una valvola di sfogo di sentimenti ed emozioni.

Scriverò di fatti, articoli di giornali, libri, frasi che mi hanno fatto pensare, ragionare, riflettere, che mi sono piaciuti o non piaciuti, che hanno risvegliato il mio senso critico e anche qualche rotellina un po' arrugginita del mio cervello.

Sarà il blog di una persona che ritiene ancora di avere un cervello pensante libero da ideologie, dottrine, fedi e prese di posizione o di campo acefale.

 

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