Creato da Web_London il 15/04/2015

L'ora di follia

Come l'istinto quando si impone e la verità diventa brutale

 

Palo Santo e Salvia Bianca, Ossignore, cominciamo proprio bene!

Post n°828 pubblicato il 20 Agosto 2021 da Web_London

 


Il messaggio allegato alla foto era chiaro:
"Conosci e sai dov'è?"
"Certo, è a 100 metri da dove lavoro io"
"Potresti passare a prendermi qualcosa?"
"Certo, cosa ti serve?"
"Palo Santo e Salvia Bianca"
"Ossignore, cominciamo bene ..."

E così stamattina mi sono preso un momento di pausa e sono andato in questo negozio "alternativo".
Mi ricordo che fino a qualche anno fa al suo posto c'era un negozio completamente diverso, se non altro per il tipo di clientela che lo frequentava.
All'epoca vendevano abbigliamento, scarpe e accessori per lo spettacolo, specialmente di un genere particolare di spettacolo, scarpe dal vertiginoso tacco 15, vestitini e accessori per le frequentatrici dei lap dance, in quegli anni nati come funghi in ogni paese del Veneto.
Insomma, un genere di articoli per donne donne che non amavano passare inosservate.
Un gran bel negozio, non c'è che dire, ci passavo spesso davanti e a guardarci dentro ti accorgevi subito che non c'erano mai degli uomini ma deliziose e appetitose giovincelle smaliziate ed esuberanti alla ricerca di un vestitino malizioso e di scarpe dal tacco da far venire le vertigini.

Adesso quella specie di paese dei balocchi non c'è più, forse per la chiusura della maggior parte dei lap dance o forse solo per un cambio di moda.
Al suo posto c'è questo negozio alternativo in cui ci trovi sempre degli abiti e qualche tipo di accessorio ma di natura completamente diversa.

Sono entrato per la prima volta stamattina quasi obbligato dall'Orsetta che mi ha chiesto di prenderle sta cosa del Palo Santo e la Salvia Bianca.
All'inizio, quando mi ha chiesto della Salvia, tra me e me ho pensato che volesse preparare i gnocchi alla zucca che con la salvia tostata e il burro fuso sono una cosa che ti manda in estasi ma poi ho capito che lei la salvia voleva non la voleva mangiare ma bruciarla nell'aria per mandare via le energie negative
(addio alle energie negative e addio anche ai gnocchi alla zucca con salvia e burro fuso ....)

Appena entrato mi ha accolto la commessa, una ragazzina molto giovane e un po' timida che si è rivolta a me con un po' di soggezione come fossi stato il suo professore di matematica del liceo.
"Buongiorno"
"Buongiorno" dico io, "avete del Palo Santo e della Salvia Bianca"
"Certo"
mi risponde e mentre lo dice si gira e mi mostra l'espositore dietro di sè
Mi porge un legnetto dentro una bustina di cellophane
"Questo è il Palo Santo"
"Ah, questo pezzettino di legno"
"Si ma non è un legno normale"

Mi spiega cos'è, come viene fatto e le proprietà miracolose che dovrebbe avere.
"Ok, me ne dia un paio. La Salvia Bianca, ce l'avete?"
"Si, eccola qui"

Mi mette in mano un mazzetto di salvia grigio verde legata  stretta da un filo colorato e anche di questa mi spiega come funziona, proprietà e caratteristiche.
Storie lontane di sciamani messicani dell'America Centrale, negatività che spariscono, pensieri positivi che ritornano, insomma un gran giro di energie che prima vanno di quà e poi vanno di là.

Da quel che capisco dovrebbe essere una gran  bella cosa.
Visto che son lì mi faccio dare qualche confezione di incensi, quelli piacciono  a me e in casa li accendo spesso.
Li faccio scegliere alla commessa perchè con tutti quei nomi indiani io non ci capisco un granchè mentre lei sembra nel suo ambiente naturale e con pazienza comincia a elencarmi aromi e benfici.

Alla fine, forse contenta dal mio interesse verso queste cose e per i suoi consigli che ho accettato o forse solo spinta dalla differenza di età mi regala pure una confezione di incenso che arrivava da una parte imprecisata dell'India.
Pago, ci salutiamo e torno al lavoro
Quando appoggio il sacchettino sulla scrivania accanto me sento un aroma leggero cominciare a salire e riempire la stanza e penso che non ci vorrà molto che qualcuno dei colleghi mi chieda che profumo ho indossato stamattina.

Evabbè che dire, queste cose qui che arrivano da Oriente oppure da qualche zona sperduta del Centro/Sud America cariche di un minimo di spiritualità, fanno andar via di testa le donne dai 45 su che ci si buttano di testa con un gran salto.
Basta che qualcuno dica loro o che leggano in giro delle mirabili proprietà di mandar via le energie negative, aprire la mente a nuove percezioni e che quel tale oggetto ti fa mettere in contatto con mondi sconosciuti che loro, le donne dai 45, ci vanno pazze.
Vediamo un po' di trovare l'esempio giusto, ecco, si, ci cadono come farebbe un uomo di mezza età se una giovane donzella lo riempisse di complimenti e lo seducesse con la maestria di cui solo certe donne sono capaci.

Dal canto mio, sono sciuro che non è finità qui, la prossima volta l'Orsetta mi farà prendere qualche altra diavoleria esoterica di cui ha letto o che le hanno raccontato, qualche pianta strana che magari la prossima volta arriverà da Oriente.
Devo prepararmi, cosa mi chiederà la prossima volta?

Magari mi chiederà un'ankh egizia raccontandomi che è la chiave della vita oppure una candela esoterica contro il malocchio?
E se capitasse che qualche amica le regalasse dei tarocchi poi, pretenderà di leggermeli?
Aiuto, nooo, ancora!
Si, perchè è già capitato che mi sia fatto leggere i tarocchi.
Ero ad una manifestazione a Marghera e mi sono fatto convincere a farmeli leggere da una specie di Maga Magoo seduta su un tavolino a tre gambe.
Aveva girato una carta detro l'altra e con aria seria e ispirata aveva previsto tutto quello che mi sarebbe capitato da li a breve con una precisione e cronologia tale come fosse un'agenda per gli appuntamenti.
E poi, tutte queste cose sono poi successe?
Zero, nemmeno una.
Anzi no, una è successa davvero, mi aveva previsto che avrei subito un piccolo furto e devo dire che quello è successo veramente subito dopo quando mi ha chiesto i 20 Euro per la sua "consulenza"!

Massì dai, che problema c'è, sono aperto a tutto, a farmi fare ogni tipo di tarocchi, da quelli Egiziani a quelli di Mantegna o di Visconti, basta chiedere e io sono qui come un tontolone a porgere la mia mano aperta e aspettare la benevola sentenza.
Ormai lo so, è inutile opporsi a certe cose e soprattutto ad ogni follia dell'Orsetta.
Dei tarocchi non me ne ha ancora mai parlato e spero tanto di  passarla liscia ma intanto mi prendo avanti e cerco di essere pronto per quando una sera mi dirà: "Una mia amica mi ha regalato dei tarocchi, vuoi provare a farteli leggere?"

Insomma, Energie che entrano, Energie che escono, incensi e profumi, piante che arrivano da Oriente o dal Sud America che promettono la luna, amore e la felicità, o te la fanno perdere, e che piacciono a tanto alle donne dai 45 in su.
Adesso che c'è pure un negozio fornitissimo a due passi da dove lavoro, basta che mi diciate cosa volete et voilà, eccovi incensi naturali di tutti i tipi, croci, piramidi, amuleti di sale, medaglioni, geodi e tarocchi.
E poi, cose da appendere, cose da bruciare per allontanare energie negative, e trasformare la vostra casa in un turbinio di positività, ogni ben di Dio in gran quantità, in quel negozietto si trova di tutto, chiedete e vi sarà dato!

 

 

 
 
 

Che strana donna l’Orsetta, mi mostra il dito anulare sempre e solo quando parliamo del nostro decimo anniversario

Post n°827 pubblicato il 20 Luglio 2021 da Web_London

 


Fra poco meno di sei mesi saranno 10 anni da quando io e l'Orsetta, quasi per sbaglio, ci siamo caduti addosso la prima volta.
(10 anni, e chi l'avrebbe mai detto, io di sicuro non ci avrei mai scommesso e lei nemmeno, presumo ...)
Credo che l'evento meriterà di essere in qualche modo festeggiato.
Si, non c'è dubbio.

Ma c'è una cosa che non capisco, ogni volta che andiamo sull'argomento succede sempre una cosa stranissima.
Quando le chiedo come vorrebbe festeggiare il nostro decimo anniversario e se c'è una cosa che le piacerebbe io facessi, l'Orsetta, con aria strana e interrogativa, come se volesse dirmi o perlomeno farmi capire qualcosa, comincia a toccarsi le mani, si accarezza insistentemente il dito anulare e poi me lo mette davanti al viso.
Che vorrà dire?
Ho sempre pensato fosse un po' di prurito dovuto dal caldo e dall'afa di questi tempi ma ho notato che poi, quando parliamo d'altro le passa subito, succede solo quando parliamo del nostro imminente anniversario.

Strana questa specie di coincidenza, ogni volta che parliamo del nostro decimo anniversario e le chiedo cosa le piacerebbe avere l'Orsetta si tocca il dito anulare e me lo mette davanti al naso.
Secondo me non c'è da preoccuparsi più di tanto, di sicuro con i primi freschetti di fine estate il prurito le passerà.

Io continuo a dirglielo, per far passare tutto basterebbe mettere il dito santo sotto l'acqua fresca e poi spruzzarci sopra un po' di talco alla menta ma lei dice di no, che l'acqua non basta e non è proprio sufficente.
E intanto mi guarda come fossi un povero idiota che non capisce
Cosa c'è poi tanto da capire, caldo-afa-prurito-acqua-talco alla menta e poi al ditino passa ogni prurito.

Mah, è proprio vero, le donne a volte son davvero strane e incomprensibili ...

 
 
 

E così, mentre l'Orsetta si esibiva mezza nuda sopra un palco, io ascoltavo rapito un Biblista parlare di Dio, di Abramo e Mosè

Post n°826 pubblicato il 30 Giugno 2021 da Web_London

 

"Non c'è che dire, tra me e l'Orsetta
esiste un'alchimia di diversità perfetta,
nel senso che io sono
normale e lei no.
Lei è completamente folle
e io non ci posso fare niente"


...

30 Giugno 2021

Un paio di anni fa, di questi tempi, mi è capitata una cosa che ho ritrovato ieri abbozzata dentro il pc.
Avevo pensato di fissarla in qualche modo pubblicandola qui dentro ma il tempo è poi passato e io me ne sono scordato.

...

Come ho già scritto, più o meno in autunno di un po' di tempo fa, l'Orsetta si è iscritta ad un corso di Burlesque mentre io, nel frattempo, mi sono appassionato sempre di più al lavoro di Mauro Biglino, un traduttore fuori dagli schemi dall'ebraico antico, lingua in cui è scritta la Bibbia.
E mentre l'Orsetta passava un paio di ore alla settimana a imparare a far volteggiare il boa e a come sfilarsi i guanti a ritmo di musica, io leggevo quel che Biglino scriveva e mi immergevo nelle sue lunghissime conferenze.
Il suo lavoro mi intrigava allora e mi intriga ancora adesso, è così diverso da quello che ho sempre conosciuto e mi affascina ogni giorno di più.
Da qualche anno le sue ricerche hanno messo con le spalle al muro i teologi di mezza Italia che gli si sono messi di traverso, balbettando impotenti davanti alle sue argomentazioni e alle sue traduzioni.
C'è poco da fare, il tipo mi intriga ancora come il primo giorno in cui quasi per caso mi ci sono imbattuto.

L'Orsetta alle prese con i tacchi a spillo e io con l'Antico Testamento, non c'è che dire, tra me e lei esiste un'alchimia di diversità perfetta.
Nel senso che io sono normale e lei semplicemente no!
Lei è completamente folle e io non ci posso fare niente, al limite potrei legarla a una sedia ma tanto lo so, troverebbe sempre il modo di slegarsi e divincolarsi.
E così va a finire che lei si cimenta con il Burlesque imparando come sedurre
seminuda con reggicalze e guanti da sfilare in modo seducente ed io ad ascoltare un tipo che parla di Abramo e di Mosè che quando mi capita di raccontarlo nessuno mi crede nemmeno a giurarlo in ginocchio  ... :-)

Qualche tempo dopo da questo trip su Biglino, mi arriva una mail dalla casa editrice dei suoi libri.
Mi comunicano che avere organizzato un incontro presso la loro sede con l'autore in persona.
L'evento comprendeva una cena e una conferenza di Biglino a numero chiuso, non più di 30 persone, un evento a cui non potevo assolutamente rinunciare.
Avrei potuto conoscerlo di persona e scambiarci qualche pensiero assieme e per quel che mi riguardava, fosse venuto giù il celo, per niente al mondo ci avrei rinunciato!
Alla sera sento l'Orsetta e le racconto di questa cosa della serata a Torino.
E' entusiasta e mi dice che vorrebbe tanto venirci anche lei.
"Perfetto" le rispondo, "prenoto subito per due perchè i posti si stanno esaurendo velocemente"
"Va bene, quando la fanno?"
"C'è ancora tempo, il 14 giugno a Torino"
"il 14 giugno"
ci pensa  un momento ... "Nooooo!"
"Perchè no?"
"Quella sera ho il saggio del Burlesque!"
"Ossignore, ma sei sicura che è il 14?"
"Si"
"Caspita, non me lo ricordavo più, e adesso come facciamo?"
(eh, adesso, io cosa faccio?)

Già, e adesso che faccio?
Mi ero reso perfettamente conto che la palla era passata a me e mi ritrovavo davanti a due scelte
A dirla tutta mi attiravano tutte e due le possibilità e decidere non era per niente facile.
L'Orsetta mezza vestita
che si esibiva in un torrido Burlesque sopra un palco di un locale dalle mie parti
(dalle mie parti poi, dove di sicuro sarebbe capitato di incontrare qualcuno che conoscevo ... Perdio, un po' più distante no?)

oppure il Biblista diventato un vero terremoto per mezzo mondo e che davanti alle sue traduzioni la gerarchia della Chiesa si arrampicava sugli specchi non riuscendo a contestalo sul merito delle sue traduzioni?
Pensando a quando mi sarebbe capitata un'altra occasione del genere, alla fine ho preso una decisione.

...

L'incontro con Mauro Biglino è stato una meraviglia!
Certo, fare in una serata andata e ritorno da casa mia a Torino è stata un po' lunghetta ma ne è valsa la pena.
E' il saggio di Burlesque dell'Orsetta?
Meraviglioso anche quello, così mi ha detto lei.

La giornata è finita verso le due di notte lungo l'autostrada tra Torino e Venezia.
Mentre tornavo a casa e lei era appena rientrata dopo lo spettacolo ci siamo sentiti al telefono per raccontarci le rispettive serate.

"E' stato bello, c'era molta gente, prima ci siamo esibite tutte assieme e poi ognuna di noi ha fatto un pezzo da solista davanti a tutti.
Io ho preso un uomo a caso dal pubblico, l'ho messo seduto su una sedia in mezzo al palco e gli ho ballato attorno togliendomi i guanti, le calze e giocando con il boa di stoffa.
"Hai poi saputo come si chiamava il tipo?"
"No"
"Magari lo conoscevo"
"Si, può essere"
"Aiuto!"
"Ahahah e a te, come è andata la serata?"
"Io? Io ho ascoltato per due ore uno che ha parlato di Dio, degli ebrei, di Abramo e di Mosè!"
"Interessante?"
"Tanto!"
"Lo hai anche conosciuto?"
"Si, certo, durante la cena si è chiacchierato un po'"
"E com'è di persona?"
"Come lo vedi in Tv, semplice e gentile"

La notte scivolata così, al telefono con l'Orsetta in mezzo alla Torino-Venezia a raccontarci le nostre due esperienze, due belle esperienze, anche se leggermente, ma solo "leggerissimamente", diverse.

Qualcuno un giorno mi ha detto che io e lei sembriamo come il diavolo e l'acquasanta anche se io sta cosa qui non l'ho ancora capita bene, chi poi sarebbe il Diavolo e chi invece l'Acquasanta?
E poi, se lei è folle e insegue ogni inimmaginabile follia cercando di trascinarci anche me, io che ci posso fare?
Niente, non ci posso fare più niente, ormai è tardi per tornare indietro, da tempo me la sono messa via e ho la netta sensazione che sarò "costretto" a tenermela a vita così com'è.
Aiuto!!


"Tutti noi nasciamo folli.
C'è chi però lo rimane anche da grande"

 


 
 
 

Quando la vita ti salta addosso

Post n°825 pubblicato il 22 Giugno 2021 da Web_London

 

"Ascolta il vento asciugare l'erba,
ascolta l'uomo e le sue distanze.
Senti nell'aria la primavera
ascolta, guarda, respira,
ascolta quello che siamo
quanto odiamo, quanto amiamo

Ascolta, fatti stupire, cambiare, guarire
ascolta dentro te stesso,
ascolta quello che hai dentro al petto
e che non hai mai detto!"

The King


...

Quando la vita ti salta addosso, a mio parere hai davanti a te più di una scelta.
Puoi tenerla con te, puoi scaricarla alla prima fermata o puoi far finta di niente.
No, l'ultima no, non credo si possa fare finta di niente, qualcosa comunque si fa sempre.
La vita è strana, ti prende per mano e qualche volta ti porta in posti dove tu non avresti mai pensato di andare per poi sorprenderti con un cambio di rotta improvviso.
E poi succede che senza preavviso cambi ancora direzione.
E' imprevedibile, tenera e feroce come nessuna donna potrà mai esserlo, e ti salta al collo anche quando tu non vuoi.
(beh, a dir la verità, questo lo fanno anche le donne...)
Ti mette davanti gli occhi l'imprevisto che non avevi ancora considerato e a cui pensi di non essere preparato e ti accompagna lungo strade impervie e ti guarda da lontano, ti osserva e se va bene qualche volta ti strizza l'occhio.

Tutti noi abbiamo dei desideri che perseguiamo, una vita che ci siamo immaginati nella nostra testa.
Spesso facciamo di tutto per ottenerli ma non sempre va come vorremmo noi
Passiamo lungo tempo in apnea e quando pensiamo di aver imparato a nuotare nel fondo, ecco che la vita ci riporta su un terreno diverso, dove magari trattenere il respiro non serve a niente ed è più utile aver delle buone gambe per spingere.
E quando senti di avere le gambe ben allenate e pensi che quella sia la strada che la vita ha scelto per te, ecco un nuovo cambio di rotta.

Ci sono momenti in cui incontri delle persone
Facce sconosciute in mezzo alla folla oppure voci e volti conosciuti che condividono il loro andare con te.
Donne e uomini con la loro vita, i loro sogni, i loro strappi in avanti e le loro cadute all'inferno.
C'è chi aspetta disperatamente una data che può cambiargli completamente la vita, chi si prepara all'arrivo di un figlio non atteso, chi è in attesa di una telefonata che ancora non arriva e chi aspetta che la vita gli dia una direzione.
Chi vive amori disordinati, chi vive accanto a qualcuno ed è un lento morire dentro, chi attende silenzioso il suo turno in una stanza bianca osservando la gente intorno a lui.
Ascolti amore per un marito o per i figli da chi ha una famiglia e lo invidi un po' perchè una famiglia cosi l'avresti voluta anche tu e allora pensi che non sempre le cose vanno come te le sei immaginate nella testa.
C'è chi si iscrive ad un corso di cucina orientale, chi torna alla passione di quando era bambino e va a tirare due calci ad un pallone o a fare trenta vasche in piscina, chi ha avuto una perdita improvvisa cosi straziante che ogni parola diventa inutile e chi ti chiama e gli viene da piangere perchè non sa più in che direzione si trova e ogni strada sembra smarrita.
Capita che qualcuno ti chieda aiuto e tu non sai che dire, a volte è il momento sbagliato, ti senti impotente di fronte a lui ma vorresti poter fare qualcosa, qualsiasi cosa.

A volte si ha la sensazione di bruciare un sogno ogni giorno e non capisci bene se te lo sei bruciato tu o se qualcuno abbia acceso un cerino e gli abbia dato fuoco.
Se sei furbo, però, da ogni sogno che ti bruci ce ne sono altri cento da inseguire che la vita ti mette davanti agli occhi
Spesso purtroppo non sempre li riconosciamo, ci passano sfiorano vicino e ce ne accorgiamo solo quando sono andati.
(Puff!...)
Siamo cosi presi a rimpiangere quello che non abbiamo che spesso lasciamo che la vita ci passi davanti a velocità supersonica.
A volte ci strizza l'occhiolino sorridendo, a volte è discreta come un sottile alito di vento che non vedi ma lo senti scivolare sulla pelle.
Qualche volta, invece, è feroce e affamata come una tigre che non mangia da giorni.
E' come l'acqua, si intrufola e penetra in ogni angolo e in ogni fibra del nostro essere.
Non possiamo sfuggirle, se cerchiamo di fermarla ci travolge violenta.

Quanto la vita ti salta addosso noi possiamo solo lasciarci andare e seguirne la direzione cercando di tenere la barra a dritta per non cadere
Non sempre ci riusciamo ma almeno ci proviamo.

Spesso si danno per scontate molte cose, l'amore, gli affetti, le persone che ci sono vicine
Ma non c'è niente di più scontato che l'animo di un uomo o di una donna quando ti guarda negli occhi e ti entra dentro la testa e il cuore
Ed è una responsabilità.
Quando ami o tieni per qualcuno non esistono frasi come "faccio come mi sento"
Se ci guardiamo dentro, togliamo tutte le "cose" che ci circondano e andiamo in fondo a noi, alla fine cosa cerchiamo?
Alla fine cos'è che conta veramente?
Alla fine del viaggio, cosa ci resta?
Credo che tutti noi cerchiamo di toccarci l'uno con l'altro, di trovare tra mille una mano che prenda la nostra, di stare bene e di stare con chi ci fa stare bene
Non è facile, ci vuole occhio e anche una piccola dose di fortuna
(quella ci vuole sempre...)
Spesso succede di trovare quella persona, spesso sono delle false partenze, qualche volta passiamo attraverso la vita senza incontrarla mai quella persona.
Può succedere.
Tutti abbiamo conosciuto persone che verso la fine del loro viaggio erano piene di rimpianti per quello che non hanno fatto e che avrebbero tanto voluto fare
Ma se ascoltiamo veramente le loro parole capiamo che alla fine quello che rimpiangono e che non hanno avuto è solo qualcosa che non si può comprare.
Ci parlano di affetti, di persone, di occasioni mancate, di parole non dette.
Ci parlano di persone a cui vorrebbero tanto essere nel cuore.
Pensano sia troppo tardi, pensano sia ormai troppo tardi per tutto.
E noi siamo qui a ferirci, a violentarci l'anima, a preoccuparci di cose assolutamente inutili quando sappiamo benissimo che in fondo quello che ci basta, tutto quello che da il senso al nostro andare, non ha un prezzo e non si può comprare al mercato.
E' la mano di una persona tra le nostre, è un sorriso di un bambino o di un amico, è un abbraccio da così stretto da farci male, è sentire che dentro il cuore di un altro ci siamo anche noi.
Solo questo.
Litighiamo furiosamente per delle stupidaggini, cerchiamo disperatamente di aggrapparci alle nostre ragioni, alle nostre miserie solo per sentirci migliori o per aver ragione sull'altro.
Ma che senso ha tutto questo?
C'è chi la vita la vive con gli occhi, il cuore e le mani aperte a quello che viene e c'è chi resta rinchiuso dentro in una gabbia e sta li a guardare la vita degli altri pensando di essere dalla parte esterna del recinto.
Succede, sono scelte.
Ho conosciuto chi ha avuto la testa rivolta dall'altra parte quando un amico, un figlio gli chiedeva solo di girarla per un unico e solo momento, e poi, a distanza di tempo piangere lacrime di coccodrillo perchè si sentiva solo e nessuno lo amava veramente per quel che era al di la di tutte le "cose" che aveva.

Quando la vita ti salta addosso, e ti chiede solamente di viverla e di non bruciarla, capisci che quella è la strada.
A volte si sente l'urgenza di partire.
Verso qualcosa, verso qualcuno, non ha molta importanza.
Non sai attraverso quali strade ci arriverai, non lo sai mai prima.
Non sai quali venti incontrerai, non conosci le buche e i sassi su cui inciamperai, verso quali direzioni prese ti sbaglierai di grosso e quali treni rischierai di perdere.
Qualche treno io l'ho perso, qualcuno l'ho preso in tempo, se tanti o pochi non lo so
Credo di appartenere a quella categoria di quelli che "ci credono troppo presto"
Succede, è da mettere nel conto
Vai avanti, cadi, ti rialzi, e magari cadi di nuovo
Il viaggio è lungo, prima o poi s'impara.

 
 
 

In meglio? Sinceramente non lo so. In peggio? Non ne ho la minima idea.

Post n°824 pubblicato il 17 Giugno 2021 da Web_London


Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere,
ma quella che si adatta meglio al cambiamento


(Charles Darwin)

...

17 Giugno 2021

Oggi è successo qualcosa che mi ha fatto riflettere.
Stamattina sono stato invitato ad una riunione in cui si parlava di bilanci e di costi.
Ad un certo punto gli animi si sono accesi e un collega si è rivolto ad un altro con una durezza improvvisa.
"Ma io non ho detto questo, non è nel mio carattere usare quel linguaggio" ha cercato di difendersi il collega attaccato.
La risposta di rimando è stata immediata:"Ma tu, negli anni hai cambiato il tuo carattere"
Silenzio, un momento di pesante silenzio a cui non assistevo da un po' di tempo.
Non è durato molto ma quel tanto che è bastato a far calare una cappa pesante all'interno del gruppo.
Ho guardato chi avevo davanti a me e ho trovato la mia stessa incredulità, un attacco così diretto è raro e ci ha lasciato tutti sbigottiti.
La riunione è poi continuata e mezzora dopo è finita rivivendo in corridoio fino a pochi minuti.

A me sta cosa qui ha fatto riflettere.
Mi sono chiesto se davvero negli anni possiamo cambiare così tanto da diventare una persona completamente diversa da quella che eravamo fino a pochi anni prima.
Può succedere che cambiamo in modo così radicale e profondo fino a non riconoscerci più oppure c'è sempre una parte di noi che rimane fedele a quello che siamo sempre stati?

Io penso che si, possiamo cambiare, se in meglio o se in peggio non importa, non è questo il punto dell questione.
Il nocciolo è la capacità del cambiamento.
Gli eventi, la vita, il nostro percorso ci fanno cambiare continuamente.
A volte possono essere piccoli cambiamenti, qualche opinione, a volte diventano più profondi e intaccano le nostre credenze su ciò che pensiamo e su ciò in cui crediamo.
Più difficilmente i cambiamenti possono scardinare i nostri valori, penso che potrebbe succedere solo se vivessimo delle esperienze così forti da far vacillare i nostri punti cardinali su cui ci siamo sempre orientati e che sono stati la nostra guida fino a un attimo prima.
Molto raramente, ma penso possa capitare anche questo, il cambiamento potrebbe avvenire alle radici, nel più profondo luogo di noi stessi, nella nostra identità.
E' difficile, quasi impossibile ma credo che in rarissimi casi possa  succedere anche questo.
Mi è capitato solo una volta di conoscere qualcuno che abbia avuto un cambiamento così importante e profondo e per me è stato come trovarsi davanti una persona completamente diversa da quella che conoscevo.

Ci sono poi i finti cambiamenti, fatti perlopiù per opportunismo e per dare agli altri una nuova immagine di noi stessi ma che non vanno intaccare di un millimetro la nostra versione originale.
A me fanno ridere, alla fine si diventa la parodia di se stessi e poi si incazzano pure se li prendi per il culo.
Ma per piacere, cambiamenti al volo in base alla moda del momento oppure a quell'immagine che ci piace tanto e che vorremmo che gli altri vedessero in noi durano poco, in genere fino a quando non ci si stanca e non ci si sta più dentro oppure  non si raggiungono i risultati sperati nella nuova versione di noi stessi.
Oppure fino a quando non si trova un altro modello più intrigante a cui assomigliare e allora, altra giravolta.
C'è un mio amico che pensando di fare più colpo sulle donne si era messo in testa di diventare (e comportarsi di conseguenza) come un vero duro, uno di quegli uomini che non devono chiedere mai, come la pubblicità del dopobarba per capirci.

E' durata una settimana, faceva il duro ma era talmente idiota che già con la prima donna che gli ha dato un appuntamento è stato liquidato dopo mezzora.
In verità, la giovane donzella aveva capito subito di trovarsi di fronte a un vero "fake" e l'ha scaricato in modo molto colorito tanto da farlo scappare con la coda tra le gambe.
Idiota lui, sveglia lei che ha capito al volo chi aveva di fronte.
Di esempi così ne potrei raccontare un paio che mi hanno visto spettatore inconsapevole e anche molto divertito.
Eh, ci vuole altro per cambiare, altro che scimmiottare un comportamento che si è visto al cinema o indossare una maschera che ci piace, la maggior parte delle volte è un percorso lento, faticoso e non poco doloroso che spesso porta a confrontarci con noi stessi e con quello che sta avvenendo dentro di noi.
E poi, che siamo cambiati mica lo decidiamo da soli, troppo facile, del vero cambiamento se ne devono accorgere gli altri.

Ma poi, mi chiedo, perchè si cambia o si dovrebbe cambiare?
Io credo che semplicemente non si possa fare a meno di farlo, succede in continuazione, niente resta mai uguale a prima.
Sarebbe strano e soprattutto triste se non fosse così, nemmeno un pezzo di ferro se lasciato lì rimane uguale a se stesso per sempre.
Poi, secondo me, ci sono anche i cambiamenti più importanti, quelli di "taglia grossa".
Una forte reazione ad un evento che ci capita addosso e che ci sbatte a terra, per istinto di sopravvivenza, a volte anche per amore.
Spesso si cambia dopo una malattia oppure davanti alla una perdita di una persona cara e in questi casi il cambiamento è completo, uno spostamento radicale della scala dei valori e delle priorità
Nella mia vita ho assistito a cambiamenti lenti e mai improvvisi e veloci,.
Soprattutto dettati da un senso di ineduatezza nel vivere, a volte dopo un colpo della vita che ti mette alle corde o ti sbatte fuori dal ring.

Capita spesso che i cambiamenti siano naturali nell'evoluzione di una persona; una nuova compagnia di amici, un nuovo lavoro e qualche buon libro portano spesso a espandere la percezione di sé e aprire porte fino a poco tempo prima chiuse e sconosciute alimentando il fuoco di nuovi orizzonti.

Io credo sia impossibile non cambiare, nulla resta mai sempre se stesso di fronte allo scorrere del tempo e alle esperienze della vita.
Cambiamo tutti anche chi dice che la sua vita è noiosa e non gli succede mai nulla.
E' un po' come la comunicazione, si comunica sempre anche se si sta zitti e immobili, non si può non comunicare
E così, nello stesso identico modo, non si può non cambiare.
Si cambia sempre.

In meglio? Sinceramente non lo so.
In peggio? Non ne ho la minima idea.
L'unica cosa che so è che succede, si cambia e poi ad ognuno la libertà di farlo come e meglio gli piace.

Se chi a cinquant'anni vede il mondo
così come lo vedeva quando ne aveva venti
ha sprecato trent'anni della sua vita.

(Muhammad Ali)

 
 
 

Quanta bellezza quando muore il personaggio e ritorna la persona

Post n°823 pubblicato il 15 Giugno 2021 da Web_London

 

 

"Quanta bellezza quando finalmente muore il personaggio e ritorna la persona"

...


Imany
Slow Down

 
 
 

Ci han concesso solo una vita, soddisfatti o no, qua non rimborsano mai

Post n°822 pubblicato il 14 Giugno 2021 da Web_London

 

Perdo treni, perdo le cose,
perdo tempo, e perdo un sacco di occasioni,
Oi, mai una volta che perdessi qualche chilo!

...

"Se un bel giorno passi di qua
lasciati amare e poi scordati, svelta, di me,
che quel giorno è già buono per amare
qualcun altro, qualche altro.
Dicono che noi ci stiamo buttando via,
ma siam bravi a raccoglierci"


(Luciano Ligabue)

...

"Web, se mai dovessi separarmi, non credo mi risposerei ancora"
"Già"
"Magari potrei avere una compagna, questo si, e anche avere altri figli, ma non credo che mi sposerei"
"Già"
"Troppi casini, troppi legami, troppo tutto"
"Già"

L'uomo mi parlava ed era un fiume in piena.
Non che la cosa lo toccasse ma lui è così, su ogni cosa, che lo riguardi o meno, deve per forza dire la sua come fosse la verità assoluta e incontestabile su cui non si può discutere ma solo accettare così come lui la dice.
Io non ci provo nemmeno più a rispondere, lo lascio parlare e intanto faccio le mie cose.
E' tempo perso e non si va da nessuna parte
Ma su questa cosa che mi ha detto oggi, che non abbia ragione lui?
Mah ...

 

 

 
 
 

Ora mi faccio dare coraggio dalla signora bionda del bar, tra le bottiglie multicolori l'aria di molti amori ce l'ha

Post n°821 pubblicato il 10 Giugno 2021 da Web_London

 


Malinconia di mezza stagione, dammi ragione, come si fa,
come si fa a sedersi in un ristorante da soli in questa città?
Come una sentinella con zero idee,
guardo chi va e chi viene, non mi voglio per niente bene.

Ora mi faccio dare coraggio dalla signora bionda del bar,
tra le bottiglie multicolori l'aria di molti amori ce l'ha.
Mette nel conto un mezzo sorriso in più,
pesca nei suoi pensieri, si ricorda con chi ero ieri.

E invece io non voglio pensarci più,
fuori stagione in lista non ci sei più.
Metto le cose in fila che eran cadute un po',
quella che mi consola la troverò.

Gusto di vino forte si parte in fretta a parlarsi addosso così,
l'occhio mi fa da spia che le cose dentro non stanno proprio così,
è un gatto con molte code la vita mia,
basta tirarne una e poi che fosse la volta buona.

Tanto sbagliare tutto o sbagliare no
fuori stagione troppo io non ci sto
notte di mezza luna, fammi lo sconto tu,
fuori stagione non ci sto dentro più.


"Fuori Stagione"
by Valerio Negrini, "The King"


 

 

 
 
 

Sento donne parlare piano e raccontarmi il mondo dentro di loro, gli slanci, le paure e le lunghe attese del cuore

Post n°820 pubblicato il 03 Giugno 2021 da Web_London

 


Sento donne parlare piano e raccontarmi il mondo dentro di loro, gli slanci, le paure e le lunghe attese del cuore.
Resto in silenzio e con rispetto davanti alle loro emozioni, alle intensità, alle ragioni e alle cadute del loro cuore.
E, mentre le ascolto rapito, mi arriva da lontano un solo pensiero;

"Oi, ma se Cupido cominciasse a tirare valanghe di vibratori anzichè frecce,
non sareste tutte più felici e appagate
anzichè sempre innamorate ma scontente?"

 


Fools Garden
Lemon tree

 
 
 

L'entanglement ai giorni nostri

Post n°819 pubblicato il 21 Maggio 2021 da Web_London


L'entanglement
è un fenomeno quantistico per cui due particelle sono intrinsecamente connesse tra loro anche a distanza.
Tra due particelle si crea tra di esse una forma di "connessione" per cui il comportamento di ciascuna delle due condiziona in modo diretto ed istantaneo il comportamento dell'altra indipendentemente dalla distanza che le separa.

Ogni alterazione di stato di una delle due corrisponde un cambiamento di verso opposto dell'altro.
Possiamo immaginarlo così:
Abbiamo due monete magiche connesse tra loro in un modo intangibile, tanto che se capovolgiamo una delle due monete per mostrare la faccia con la testa, l'altra si capovolgerà per mostrare invece la croce.
E questa connessione rimarrà tale anche se le due monete tra di loro sono a 1, 10, 100, 1.000 Chilometri oppure ai due lati opposti della via Lattea.
Bella roba, eh?
Una meraviglia, non c'è che dire.

Ed è tutto vero, questo fenomeno è stato dimostrato innumerevoli volte e non è mai stato smentito.
A dove ci porterà questa scoperta fra un bel po' di anni?
Non subito, questo no, adesso purtroppo non abbiamo ancora le conoscenze sufficenti ma fra  100, 200 anni, cosa si potrà arrivare a conoscere?
Peccato non esserci per allora.


...

Siamo tutti legati gli uni agli altri da fili sottili.
A volte talmente sottili da sfuggire agli occhi più distratti,
ai cuori che non hanno ancora imparato a vedere,
alle anime che non hanno ancora imparato a volare.
Ma non a tutti, qualcuno lo sente, lo percepisce, ne riconosce l'esistenza.

A volte, i fili sono così sottili e trasparenti da sembrare impalabili, improbabili e spesso fragili.
Quasi sempre invisibili.

Sono come il vento, lo senti passare sopra la pelle e non lo vedi con gli occhi.
Ma senti che c'è.

Siamo tutti legati da fili sottili.

 

 
 
 

L'angolo dei ricordi, "Notte di luglio feriale, un caldo di Dio"

Post n°818 pubblicato il 19 Maggio 2021 da Web_London

 

"Dal fango e dai campi di rose
imparo da tutte le cose"

 

Anche stasera, voglia di scrivere zero assoluto
Sono un po' stanco per la giornata di oggi e rimetto anche stasera uno dei vecchi post vocali trovati ancora integri nella cantine di Youtube.
E' un po' vecchiotto, avrà sei o sette anni o giù di li, e anche lui porta qualche piccolo segno del tempo che da allora è passato.

 

Post Vocale
"Notte di luglio feriale, un caldo di Dio"

 
 
 

L'angolo dei ricordi, i Post Vocali

Post n°817 pubblicato il 18 Maggio 2021 da Web_London

 

C'è stato un tempo, circa sei o sette anni fa, in cui in questo e in altri blog con nick diversi, ho pubblicato dei Post Vocali.
Delle cazzate, prove ed esperimenti più che altro il gusto di raccontare senza star troppo lì con la tastiera.
Ne avevo perso traccia fino a oggi, in pausa pranzo, in cui mi son tornati in mente e li ho cercati in rete.
Con mia non poca sorpresa, li ho ritrovati.
Mio Dio, pensavo fossero stati eliminati e invece dentro Youtube ci sono quasi tutti.
Beh, visto che la voglia di scrivere in questo periodo è zero, ne rimetto uno e faccio un giretto tra i ricordi.
Ola

 

Post Vocale nr. 2
"Facce da Blog"

 
 
 

Le cose di cui ride

Post n°816 pubblicato il 16 Maggio 2021 da Web_London

 

Giovedì scorso stavo partecipando ad un incontro organizzato da un'associazione che ho frequentato n passato e ho ricominciato a frequentare adesso.
Da qualche tempo avevo voglia di riprendere questa cosa qui ma finora il tempo, o meglio, la mancanza di tempo, non me lo aveva permesso.
Di quell'esperienza conservavo dei ricordi meravigliosi.
All'epoca, mi aveva impegnato molto ma erano altri tempi e di spazi liberi ne avevo di più di oggi.
Comunque sia, l'altra sera ero a questo incontro.
Ad un certo punto quasi per caso ascolto lo scambio di battute tra due persone vicino a me.

Una delle partecipanti chiede a Carlo, un ragazzo che conosco da tanti anni:
"Ma a te, cosa ti colpisce in una donna?"
Lui abbassa gli occhi, ci pensa un momento e con un filo di sorriso risponde:
"LE COSE DI CUI RIDE"
BOMM! ....."le Cose di cui Ride"!
Mio Dio, in quel preciso momento ho avuto una folgorazione e mi sono paralizzato all'istante.
"Le Cose di cui Ride"... e chi ci aveva mai pensato!
(E' Vero! Verissimo! Perdio! ... è proprio così!!)

Non l'avevo mai pensata in questi termini e non avrei mai saputo trovare un modo migliore per esprimere quella cosa che non sono mai riuscito a definire così bene, come quella semplice frase, ... "Le cose di cui ride".
E' come aver dato il nome a sensazioni che non avevano ancora trovato un nome.
Spesso non riuscivo a darmi una risposta convincente quando cercavo di capire cos'era quel "qualcosa in più" che mi fa piacere di più una persona rispetto ad un'altra.
Quante volte capita che qualcuno rida per delle cose che ci lasciano indifferenti oppure quante volte raccontiamo qualcosa che a noi ha fatto ridere mentre il nostro interlocutore resta a guardarci indifferente e noi non riusciamo a capire come non possa divertire anche lui quello che gli stiamo raccontando?
Quante volte ci capita di ridere di cose completamente diverse?
A me ogni tanto capita.

Fino a quel momento, io non ero mai riuscito a dare un nome preciso a questa cosa qui.
E' proprio come ha detto Carlo, preciso preciso, una delle prime cose che mi colpisce in una persona sono proprio "le Cose di cui Ride"
Appena Carlo ha pronunciato quella frase è come se dentro di me si fosse accesa improvvisamente un flash che ha fatto luce in un angolino buio.
Vedi le cose più chiaramente e sai finalmente dare un nome a quello che qualche istante prima un nome non ce l'aveva o non riuscivi a trovarlo.
Gli occhi, il corpo, la simpatia, la gentilezza, la sensibilità, l'intelligenza oppure il senso dell'umorismo sono certamente tutte cose importanti e fondamentali, ci mancherebbe, ma spesso vengono quasi tutte un "cicinin" dopo.

E una delle prime cose che più mi colpisce in ogni persona che incontro finalmente l'ho capita ed è semplicemente "le Cose di cui Ride"...

E bravo Carlo!


 

(Un vecchio Post di un altro blog)


 

 
 
 

Donne in controluce

Post n°815 pubblicato il 14 Maggio 2021 da Web_London

 


"Donne volanti e anime perennemente alla ricerca del loro approdo,
donne che la legge della vita ha strappato via da me.

Donne da parlarci fitto la sera, appesi al filo di un telefono
o seduti davanti un bicchiere di vino rosso
e uno d'acqua con una fettina di limone.

E sono tutte qui dentro, nessuna esclusa"

...

Vivono il loro presente e hanno fatto i conti con il loro passato
Qualche volta hanno il cuore leggero, qualche volta si sentono cadere a testa in giù.
Spesso ce la fanno, qualche volta fanno un po' di fatica.
Ma ci provano sempre e raramente si arrendono.

Capita che ti raccontino di essere davanti ad una scelta che le taglia l'anima in due oppure hanno il cuore in gola per le nuove prospettive che inaspettatamente si stanno aprendo davanti.
E loro sono lì, intimorite come ragazzine di tredici anni davanti alla loro prima cotta
(è proprio vero, certe cose non cambiano mai .. ^_^)

Amiche e sorelle di una vita intera, dei miei anni più giovani, dei miei anni recenti.
Donne che non ho più rivisto.

Donne volanti e anime perennemente alla ricerca del loro approdo.
Donne che la legge della vita ha strappato via da me.

Donne da parlarci fitto la sera, appesi al filo di un telefono o seduti davanti un bicchiere di vino rosso e uno d'acqua con una fettina di limone.

Sono tutte qui dentro, nessuna esclusa.

...

Ho visto donne per amore farsi male,
e qualche ora dopo ballare sulla riva di un nuovo mare.
Ho visto donne con la schiena dritta come la canna di un fucile
e gli occhi aperti puntare lo sguardo al di là del loro confine

Ho visto donne consumate da una vita controvento
portare con eleganza tutti i segni del loro tempo.
Ho visto donne andare a casa dopo una notte passata a pregare
sedute con la testa bassa nella cappella di un ospedale.

Ho visto donne stare cosi tanto male
da non riconoscere un figlio sotto la luce del sole
Ho visto donne che da sole non sanno stare bene
e superare invisibili linee di confine per sentirsi più vive.

Ho visto donne restare impotenti e lasciarsi morire dentro
davanti un uomo coperto da un lenzuolo bianco.
Le ho viste rialzarsi sotto un cielo diventato pesante
dopo ogni colpo al volto di un uomo violento.

Ho visto donne restare dentro una Chiesa a cercare il loro Dio,
e donne con gli occhi tristi a fare le puttane sulle vie.
Ho visto donne interrogarsi sulla più bella del reame
e donne con il cuore di vetro appese per ore ad un cellulare.

Ho visto donne buttarsi ad occhi chiusi in ogni scia,
e donne che i loro sogni li hanno già gettati via.
Ho visto donne dentro una stanza di un albergo a ore
e scambiare il piacere con l'amore.

Ho visto donne in carriera restare da sole,
e donne accese alla testa di un corteo per qualcosa che vale.
Ho visto donne bestemmiare dentro una Chiesa,
e donne affidare la speranza ad una candela accesa.

Ho visto donne prigioniere del loro passato,
e nascondere con le parole il vuoto per chi non le ha volute.
Ho visto una donna dentro una vecchia fotografia,
prima che la legge della vita me la portasse via.

Ho visto donne allevare i figli con gioia e fatica,
e con la forza di una tigre andare avanti e non sentirsi mai vinte.
Ho visto donne mentire, le ho viste tradire per non morire
ho visto donne vestite di bianco camminare a testa alta verso l'altare.

Ho visto donne con il sole nel cuore,
ho visto donne in controluce scendere piano dalle scale.

Ho visto donne ridere forte quando sono in compagnia,
le ho viste piangere piano quando tutti sono andati via



 

 
 
 

Lei si spoglia e gli dice: "O sei pazzo e sei Dio a mischiare il tuo mondo col mio"

Post n°814 pubblicato il 11 Maggio 2021 da Web_London


"Lui è artista di strada,
è un poeta un cow boy
contro cosa si è messo non sa.
Lei è Stella e non viene
da un giardino del cielo
ma da dove nessuno va via."


...


Stella
(The King)

La spiaggia d'inverno è una muta magia,
lo scenario smontato di un film.
Lei si spoglia e gli dice: "o sei pazzo e sei Dio
a mischiare il tuo mondo col mio"

Lui è artista di strada,
è un poeta un cow boy
contro cosa si è messo non sa.
Lei è Stella e non viene
da un giardino del cielo
ma da dove nessuno va via.

Stella è la femmina del capobranco
chi la tocca non ha futuro
nei cunicoli della città.
Stella ha bucato la frontiera, Stella
si strappa dalla sua catena
finalmente è lei che sceglierà
Non è un letto di piume che inseguono
ma un progetto di libertà.

Dei fari alle spalle, chi c'è dietro chissà
non c'era fino a un' attimo fa
ma i ponti hanno sempre un'altra sponda di là
fa paura se ti fermi a metà

Stella, dice che chi non sa dove andare
è impossibile che si perda
chi cancella può ricominciare.
Stella affamata innamorata, Stella
vuole smettere di tramontare
ma è gia in caccia chi la troverà
E nell'alba che schianta l'oscurità
il futuro è silenzio già.

Stella fino all'ultima scintilla, Stella
anche a tempo scaduto è bella
abbracciata alla sua libertà.
Stella per amore ha fatto un grande salto
e chi alzasse gli occhi dall'asfalto
vede un cielo con due stelle in più

Perché al mondo anche un muro alto fino al cielo
non arriva alle stelle mai


"E nell'alba che schianta l'oscurità
il futuro è silenzio già."

...


Stella
(D. Battaglia - V. Negrini)

 

 
 
 

C'è davvero un tempo per ogni cosa?

Post n°813 pubblicato il 07 Maggio 2021 da Web_London

 

"A volte penso che  Francesca cercasse
solamente l'uomo giusto, solo quello.
In fondo, all'inizio di una storia
tutti gli uomini sembrano essere "quello giusto".
Ma tu non puoi essere la tempesta per chi non ha un cielo,
e prima te ne accorgi, prima te ne vai e non ci perdi tempo"

...

Spesso mi sento dire: "Web, c'è un tempo per ogni cosa"
E chi o dice?
Forse che ogni momento della vita abbia bisogno del suo tempo per maturare, compiersi e per trovare la sua giusta dimensione?
Può darsi, se visto in questa prospettiva mi può anche andar bene.
Un po' come la frutta di stagione, c'è il tempo delle mele, delle pere, delle fragole e delle ciliegie.
Oggi però siamo tutti globalizzati e se vuoi le ciliegie a dicembre le trovi in qualunque supermercato e ti costano pure un botto.
Non sono la stessa cosa di quelle di giugno ma se hai una voglia improvvisa di ciliegie le trovi sempre.
E allora, come la mettiamo con: "C'è un tempo per ogni cosa?"

C'è davvero sempre un tempo per ogni cosa?
O che forse invece ci possa essere "sempre" un tempo per tutto se lasciamo che le cose trovino il loro giusto senso con calma e senza fretta?
Nell'amicizia si può forse affermare: "c'è un tempo per ogni cosa"?
E nell'amore, già, e nell'amore vale lo stesso?
Nella vita?
Io non lo credo.

Ho visto amicizie nascere, crescere, prendere slancio e diventare forti e salde quando ormai le premesse non c'erano più ed il passato sembrava averci messo un macigno sopra.
Ho altresi visto amori spettacolari nascere nell'autunno della vita e andare avanti come treni in corsa quando a quell'età la maggior parte degli uomini e delle donne pensa solo ad arrivare a sera ancora vivi.
Mi è capitato di vedere anche degli amori fare dei giri immensi per poi ritrovarsi quando il "tempo per ogni cosa" sembrava aver esaurito il sentimento e chiuso la partita con i giocatori già ritornati a cambiarsi negli spogliatoi e ogni porta sembrava chiusa con una serratura a doppia mandata.
Qual è allora la differenza?
Qual è quella "differenza che fa la differenza" e fa si che le cose succedano al di là del "c'è un tempo per ogni cosa"?

Che sia la spinta, forse la voglia o l'intima certezza che non si è ancora dato tutto oppure il desiderio profondo in ognuno di noi di rimettersi in gioco nella vita e di giocarsi un'altra occasione?
Ho visto donne e uomini alzare le braccia al cielo in segno di resa e soffocare ogni desiderio fino a diventare schiavi dell'attesa di qualcosa che doveva ancora succedere.
Non sapevano bene cosa dovesse succedere ma oggi sono ancora lì, nell'attesa che qualche cosa succeda.
Di tanto in tanto arriveranno delle emozioni che le porteranno a dare un senso all'attesa ma niente di più, la loro vita è già programmata, spesso da altri, come una guida tv che ti dice esattamente cosa vedrai stasera.
Qualche breve interruzione e qualche fuori programma non previsto ma poi tutto rientrerà nei soliti binari e nella solita prevedibilità.
Perché è questo che alla fine quasi tutti cercano, in cui trovano le proprie certezze e i propri punti di riferimento.
Lo sappiamo tutti, se non fai qualcosa per cambiare una situazione, quella non cambia da sola e non succederà nulla.

Dall'altra parte vedo uomini e donne che non si accontentano di far passare la nottata e le cose le vogliono far succedere.
Ci provano con tutto loro stessi.
Penso a Maria, un'amica che giorno dopo giorno cerca di far succedere le cose per suo figlio, lo cerca in tutte le maniere e non è mai vinta.

Le cose, noi, in qualche modo le possiamo far succedere.
Belle o brutte chi siano non si sa, ma qualcosa, se lo vogliamo davvero, la facciamo succedere.
O perlomeno ci proviamo, e se non vanno come vogliamo noi saremo ancora lì a riprovarci ancora.
In questo lungo viaggio credo che sia questo l'importante, donne e uomini perennemente in corsa, a inseguire i propri sogni anche, e soprattutto, quando la stagione dei sogni da rincorrere sembra definitamente tramontata, che posseggono la forza primordiale di andare avanti e non mollare mai e che alzeranno bandiera bianca solo un momento prima del suono della loro campana
Non prima, assolutamente mai prima.

Che sia forse questa la "differenza che fa la differenza"?
Forse.

 
 
 

Nel frattempo, nego tutto!

Post n°812 pubblicato il 05 Maggio 2021 da Web_London

 

L'altro giorno in un blog in cui ogni tanto passo, ho letto un post molto divertente.
Mi è subito tornato alla mente che
qualche tempo fa, più o meno su quell'argomento ne scrissi uno anch'io.
Beh, a dirla tutta, il post che ho letto è molto più divertente e scritto meglio del mio ma così è, è inutile farsi strane idee, lo sappiamo tutti che qui dentro ci sono perlopiù cazzate.

E il mio post di allora, era una di queste

...


Segreti inconfessabili, segreti da niente, segreti di Pulcinella, segreti di tutti i tipi, siamo continuamente circondati da segreti
E sono tutti, ci mancherebbe, segreti da mantenere e conservare gelosamente.
Ma ditemi un po', quanto ci siamo incazzati quando qualcuno ha spifferato in giro una confidenza che gli avevamo fatto?
Lo dico io, tanto.
E quante amicizie sono andate gambe all'aria per un segreto svelato?
Molte.

E qui dentro, quanti segreti ci sono?
Ogni tanto c'è chi mi ha raccontato qualcosa e subito dopo mi ha chiesto di non confidarlo a nessuno.
Per come la vedo io non serviva dirlo, se qualcuno ti confida una cosa, è scontato che non vuole che altri la sappiano.
Io la penso così ma so che non tutti siamo fatti allo stesso modo allo stesso modo.
Se invece vuoi che lo sappiano tutti lo confidi a qualche idiota oppure basta che metta un post o scriva su Facebook e in un lampo tutti conoscono i cazzi tuoi.
E non lamentiamoci poi se veniamo criticati; se uno pubblica una cosa si deve anche assumere la responsabilità di reggere un possibile dissenso
Ho visto troppe volte la gente difendersi con "sono stato frainteso/a" oppure "non sono stato capito/a"; eh no, se quello che è scritto è chiaro non abbiamo tutti gli anelli al naso, se abbiamo tutti capito una cosa non ti devi nascondere dietro a un: "non avete capito"; quello c'è scritto e la gente non è scema.
Non tutti, almeno.

Ah i segreti, croce e delizia di chi li ha ricevuti in confidenza e che sotto sotto vorrebbe tanto poterli dire arrogandosi una specie di posizione privilegiata, una considerazione in più da parte degli altri perchè "lui/lei sa e gli altri no"
E questo per cosa?
Ricordiamoci di diffidare sempre da chi ti racconta le confidenze degli altri perché quella sarà la stessa persona che racconterà in giro le tue quando gliele confiderai.
A volte succede anche che certe confidenze finiscano per diventare un post in cui si spiattella ogni cosa sia stata raccontata in fiducia.
Beh, che dire, chi fa questo io penso sia semplicemente una merda, per qualunque motivo lo faccia e qualsiasi scusa trovi, per me sempre una merda rimane.
Ultimamente è capitato sul profilo di un'amico ed è successo il finimondo, stracci gettati al vento, vecchi regolamenti di conti, insomma, un gran casino che non ha fatto prigionieri e ha lasciato sul terreno una lunga scia di rancori repressi che non vedevano l'ora di uscire in tutta la loro forza distruttrice.

Nel tempo, qui dentro, anch'io ho raccontato un po' di me, in confidenza
Spesso l'ho raccontato dentro un post oppure con una metafora.
Si, l'ho fatto molto spesso e lo continuo a fare tra le cazzate che pubblico anche se mi accorgo che le cose si confondono una con l'altra e alla fine non ci capisco niente neppure io.
Poi è sempre la solita storia, c'è chi sa capire e andare oltre le parole e chi si ferma li.
Con alcune persone, poche per la verità, è anche capitato che mi sia confidato andando un po' più in là, ma l'ho fatto sempre con con qualcuno con cui stava nascendo, oppure era già nata, una bella amicizia che si è poi consolidata nel tempo.
E per bella amicizia, intendo proprio una "bella amiciza", pulita, con le braccia e le mani aperte e con lo sguardo limpido e diretto.

Qui dentro bisogna stare sempre molto attenti a quello che si scrive, specialmente e soprattutto in privato.
C'è sempre il rischio di essere fraintesi e di dare per scontate cose che dall'altra parte tanto scontate non sono.
Calibrare bene chi c'è dall'altra parte e fidarsi poco, specialmente con chi si presenta usando e svendendo un tanto al chilo certe parole
Io non credo, non ci ho mai creduto ed in genere mi si accendono gli allarmi, quando qualcuno che non conosco e non mi conosce, usa la parola "amico" ogni due righe come masticasse una brioche scongelata del bar.
Ci sto distante, non do corda e alla fine dura poco.
Le amicizie più belle nate qui dentro lo sono diventate nel tempo, con il rispetto e la chiarezza e non con inutili e stupidi giochi di parole, lasciate correre sul filo del sottinteso e dell'equilibrismo tra il detto e il non detto e con la malizia di chi ti vuole sedurre o vuole essere sedotta.
Che poi, nel mio caso, è tutto un dire e il gioco alla fine non ne vale granché la candela.
Ma poi mi chiedo, per dimostrare cosa? Che mi faccio sedurre? Che dall'altra parte si sia soddisfatti di essere riuscite a sedurre? Per gioco? Per un vezzo di vanità?
Mah, chi lo sa, io so solo che a me annoia da morire e il nulla per il nulla non mi dice niente e non ci perdo più tempo di un tiro di sigaretta.
Ricordo una persona che fino a poco tempo fa ad ogni post che scrivevo mi mandava un messaggio privato e giocava con sottili allusioni e aspettandosi che facessi altrettanto.
Io non ho più risposto e lei non si è più fatta vedere, non loggata almeno, e la cosa è finita prima ancora di nascere.
Mi fa ancora ridere quando qualcuno mi scrive in privato per farsi i cazzi miei e quando non trova risposta si ripresenta sotto un nome diverso, probabilmente non sapendo che l'odore che lascia è sempre il suo, e quello non lo puoi nascondere.
Ogni tanto mi scrive per sapere se quello che legge qui dentro me lo invento oppure se le persone di cui parlo esistono veramente e se le cose che scrivo sono davvero successe.
Mi par brutto essere scortese e allora io ho deciso di negare sempre qualunque cosa, cavandomela veloce e sbrigativo con: "No, è tutto inventato, l'ometto non esiste, è solo un criceto che mi hanno regalato, non è esistita nessuna delle persone di cui ho scritto in passato e le foto che ho spacciato per mie sono prese dal profilo Facebook di un mio amico tontolone che nemmeno lo sa"

Qualcuno poi continua ancora a chiedermi di qualche visitatrice che vede qui dentro e vuole saperne di più.
E qui è tutto un altro paio di maniche, confesso che la cosa mi fa sempre ridere, mi stimola i pochi neuroni che mi sono rimasti e sarà una cosa tutta da raccontare prossimamente
Anzi, visto che per nulla non si fa nulla, ho deciso che per le feste di Natale metterò all'asta numeri di telefono, foto e pure gli indirizzi mail delle gentildonne che più destano curiosità. Come un cofanetto regalo, paghi due e compri tre e io ci faccio pure due lire che di questi tempi non guastano mai ... ^__^
Vi par brutta come idea? Naaaaaa, non preoccupatevi, poi divido, ci mancherebbe! ... ^_^
Nel frattempo, comunque, nego tutto

Al collega che ho qui davanti a me a cui racconto molte cose, un giorno mi ha detto che se vincessi al superenalotto non se ne accorgerebbe mai
Già, può essere, anche se la vedo dura da tener nascosta una cosa del genere
Un altro, poco tempo fa, mi ha detto che non gli dico mai quello che faccio.
"Ma come" gli ho risposto, "se ti racconto praticamente tutto"
"Si, ma non tutto-tutto"

Cosa lui abbia volutoa dire con quel "tutto-tutto" io non lo so ma può anche essere che abbia ragione lui.

Ah questi segreti, teniamo così tanto alla loro riservatezza e poi spesso siamo così ingenui da raccontarli alle persone più sbagliate e ritrovarceli usati a nostra insaputa come merce di scambio e nella peggiore delle ipotesi resi pubblici in facebook e persino qui dentro.

Stephen King un giorno disse: "Questa è la cosa peggiore, secondo me. Quando il segreto rimane chiuso dentro non è per mancanza di uno che lo racconti ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare"

Che avesse ragione lui?


 

 
 
 

Per il resto, è solo fumo negli occhi

Post n°811 pubblicato il 03 Maggio 2021 da Web_London

 


"Nessun mortale sa mantenere un segreto:
se le sue labbra sono serrate parlerà con la punta delle dita,
il suo tradirsi trasuderà da ogni poro"


Sigmund Freud

...

"Ci sono tre emozioni che più di altre sono legate alla menzogna da meritare un discorso a parte:
la prima è la paura di essere scoperti, la seconda è il senso di colpa per aver mentito e per ultima la soddisfazione di aver beffato qualcuno.
Adesso, vediamole nel dettaglio ..."

dott. Paul Ekman
(Un Genio)

...

Quando si mente è difficile nascondere una di queste tre emozioni.
La prima è l'emozione della paura di essere scoperti, la riconosci nel viso da precise indicazioni dei muscoli della bocca, dalla forma che assumono le sopraciglia, da alcune contrazioni che si rivelano sul viso.
La seconda è il senso di colpa e anche questo in genere si riconosce da particolari movimenti degli occhi e del viso.
Molto spesso può apparire anche la terza emozione legata alla menzogna, la soddisfazione di aver ingannato qualcuno.
Ci sono in rete un sacco di video, molto conosciuti e di casi famosissimi in cui il colpevole di turno prova questa emozione nel mentire quando è intervistato prima di essere arrestato, la soddisfazione di aver ingannato e di poterla fare franca.
Traspare nel loro viso ed è così tanto riconosibe che ti chiedi: "ma come ho fatto a non capirlo prima?"
E' come in tutte le cose che impari, "il prima" non è mai così facile come "il dopo" quando hai capito come funziona il giocattolo

Chi mente cerca di buttarti fumo negli occhi, di dissimulare e nascondere, di prenderti per il culo pur di non farti capire che mente.
Ma è sempre solo fumo negli occhi, ad occhi attenti la bugia viene sempre rivelata.

Per il resto, è solo fumo negli occhi.


...

Nota

C'è poco da dire, Paul Ekman è un genio assoluto.
Ha scoperto cose che segnano una linea netta per la nostra storia e per la nostra conoscenza.
E' una delle pochissime persone per cui puoi dire con tranquillità: "quello che lui ha scoperto prima non c'era e dopo di lui invece si".
Capita raramente nella vita, puoi dirlo di Steve Jobs, di Charles Darwin, Milton Erikson, di Einstein e di altri che sono passati da questo mondo.
Peronalmente io ci metterei anche Eric Clapton che è vivo e vegeto anche se ultimamente non se la sta passando troppo bene.
Di Einstein poi, non ne parliamo, lui è stato il genio assoluto; le sue intuizioni e i suoi esperimenti mentali l'hanno portato più di un secolo fa a scrivere quella meravigliosa cosa che è la teoria della relatività generale.
Dopo quanto tempo ci saremmo arrivati senza il suo contributo?
Probabilmente decenni.

Paul Ekman è ancora vivo e porta con leggerezza i suoi ottant'anni, è stato un pioniere per quello che ha saputo fare con un'immensa pazienza, studiando e codificando le emozioni.
E per come la vedo io, per tutto quello che ha fatto anche lui rientra nel club dei geni.

 

 
 
 

Ad altri giorni pensai ...

Post n°810 pubblicato il 29 Aprile 2021 da Web_London


"Siamo come frecce lanciate contro il vento
che non hanno ancora trovato il loro centro"


L'altro giorno ho conosciuto una donna.
Una donna molto più grande di me che potrebbe essere mia zia.
Nella casualità dell'incontro e nella sua incredibile improbabilità, questa donna si è aperta un po' con me parlandomi di sè.
Nelle sue parole e nella sua voce così ferma e determinata, a sua completa insaputa mi sono sentito ricacciato indietro a pensare ad altri giorni del mio passato.
Erano i giorni delle grandi attese, di grandi aspettative prima e di tormentate delusioni poi.
Inconsapevolmente, senza sapere chi io fossi o da dove arrivavo, le parole di questa donna hanno spostato per un momento la linea del mio tempo riportandola indietro ad altri giorni.

Ogni tanto mi scrive, mi ha invitato, se dovessi un giorno trovarmi dalla sue parti, a passare a salutarla e prendere un caffè assieme
Prima o poi magari ci andrò, per un saluto e per cercare di capire un paio di cose restate ancora lì, sospese nella linea del mio tempo.

Ad altri giorni pensai ...

 

 

 
 
 

Qualche volta uno strappo è improvviso, altre volte diventa una necessità

Post n°809 pubblicato il 26 Aprile 2021 da Web_London


Prima o poi dovrò imparare a non pubblicare cose già scritte.
E' vero, prima o poi dovrò imparare.


Che cosa è uno strappo?
Com'è fatto, che sapore ha, tu lo sai?

Qualche volta uno strappo è improvviso, altre volte diventa una necessità.
Violento e feroce, può significare la morte oppure può portare (o ri-portare) alla vita.
Può scrivere la parola fine a qualcosa o può essere l'inizio di qualcos'altro.
Io credo diipenda da che parte del tavolo stai.

Quando siamo nati, tutti noi urlando e piangendo siamo stati strappati via da dove eravamo per cominciare il nostro viaggio in questo mondo.
Siamo poi diventati grandi e ci sono stati altri strappi.
Non meno dolorosi
Strappi nel lavoro, negli affetti più cari, strappi nell'amore.

Gli strappi sono sempre così, violenti e brutali.
E' come quando restiamo sorpresi da un temporale
improvviso, sono come il tuono che ci assorda e vengono subito dopo il lampo che disegna una riga gialla e netta nel cielo
Durano il tempo di un niente.
Gli effetti poi, quelli non li possiamo mai prevedere all'inizio. Posso dire che qualche volta durano un attimo, come quando togli un cerotto all'improvviso, altre volte, invece, gli effetti te li porti addosso per un sacco di tempo.

In ogni caso uno strappo non è mai indolore.
Ci resta sempre un segno e se avremo fortuna con il tempo prima o poi lo riassorberà, lasciando un alone invisibile, una cicatrice a testimoniare che noi eravamo lì, che eravamo noi e che la pelle era la nostra
A volte non resta neppure quella, a volte molto di più di quella.

Io credo succeda sempre così
Come in tutte le cose della, vita c'è un inizio e c'è sempre una fine.
E spesso la fine avviene con uno strappo
L'unica cosa che non ancora non sappiamo prevedere con precisione è il "come" e "quando" succederà.

 
 
 
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