Creato da Web_London il 15/04/2015

L'ora di follia

Come l'istinto quando si impone e la verità diventa brutale

 

Bentornato Pojana

Post n°796 pubblicato il 16 Febbraio 2021 da Web_London


Bentornato Pojana

 
 
 

Il tempo segna la distanza

Post n°795 pubblicato il 08 Febbraio 2021 da Web_London


Un giorno, un cazzaro ha scritto:

"Niente dura per sempre,
nemmeno gli amori che
pensiamo essere eterni.
Siamo stati tutti ex di qualcuno
e verremo sempre prima
di qualcun altro che un giorno

prenderà il nostro posto.
Credimi sulla parola,

non sono cinico e tantomeno un baro,

è solo questione di tempo"

Forse è vero oppure no, a me piace pensare
che alla fine, arrivi un momento in cui noi tutti vorremmo
non essere più "ex di qualcuno" ma "l'ultimo"

...


Il tempo segna la distanza
tra quel che ero e quel che adesso sono diventato.
Echi lontani di guerre mai vinte, giorni caduti e notti senza sonno
e poi lampi di luce in fondo a una strada, fiochi bagliori senza forma nella nebbia.

Il tempo segna la distanza
tra quel che eri e quel che ora tu sei diventata.
Le tue attese accese e poi i silenzi amari,
e il rumore di un ruvido addio
che dal centro del tuo cuore alla fine il vento ha portato via.

E' anche per questo che tu adesso stai li,
mezza no e mezza si.

E' anche per questo che io adesso sto qui,
mezzo no e mezzo si.

 

Mezzo cuore lo parcheggio qua,
l'altro pezzo la strada la sa


 

 
 
 

Aperto solo per Asporto

Post n°794 pubblicato il 28 Gennaio 2021 da Web_London

 

Pausa pranzo

Nemmeno oggi c'è un po' di sole, fa freddo, parecchio freddo.
Sono andati tutti a pranzo e qui dentro ci siamo solo io e un altro collega seduto di fronte a me.
Non capisco di cosa stia parlando, lo sento brontolare al telefono con qualcuno che sembra non capire quello che sta dicendo.
Ho appena finito una call su quella cosa dell'Ecobonus 110% che il governo ha messo in pista in questi mesi.
Non è proprio come la gente pensa, non è così immediato e le pratiche sono lunghe e tortuose che a fare qualche errore ci si mette un attimo.
Vedremo come andrà, non dico niente.

Siamo arrivati a fine gennaio e continua ad essere una disperazione
Siamo ancora con le mascherine in faccia, 500 morti ogni giorno, i vaccini che non arrivano oppure prendono altre strade più renumerative per chi li produce, non lo so ma ho il forte sospetto che sia così, eppure in fondo al tunnel, anche se molto in fondo, si intravede una piccola luce.
Ma è una luce, non ci sono dubbi.
La famosa curva che ormai abbiamo imparato a conoscere tutti sta lentamente scendendo.
Non molto, per carità, ma quel tanto che basta per essere, nel mare delle notizie disastrose, una piccola speranza.

Come non bastasse, siamo anche in piena crisi di governo
Ma io dico, non ce n'erano già tanti problemi sparsi intorno al tavolo per pensare anche di far cadere il governo?
Mah, mon lo metto in dubbio, sicuramente ci saranno state delle ragioni da entrambe le parti, tutte più o meno valide, ma proprio adesso doveva cadere?
Stavolta rischiamo verramente di diventare il fanalino di coda del mondo occidentale, gli altri correanno e ci staccheranno a vista mentre noi staremo ancora cercando di capire cosa ci è capitato e poi a lamentarci e far polemiche come siamo soliti fare.
Un tipo che conosco con cui un tempo eravamo amici, forse lo siamo ancora anche se da un po' di tempo che non lo incontro, e che avevo pure invitato al mio matrimonio oltre vent'anni fa, oggi è stato dal Presidente Mattarella per le consultazioni per il nuovo Governo.
E' stato così strano ascoltarlo nella stanza del Quirinale mentre dava ai giornalisti e alle telecamere il resoconto dell'incontro.
Lo conosco bene e vederlo lì mi sono venuti in mente un sacco di pensieri e di situazioni che abbiamo vissuto insieme fino a qualche anno fa.
E vabbè ...

Intanto, camminando piano oppure correndo forte, la vita scorre in avanti.
In questo tempo non è come me la sarei aspettata, non in questo momento, ma lo sappiamo tutti che la vita è anche questa, prima o poi ti mette davanti quello a cui tu non avresti mai pensato e immaginato.
Ci vorrebbe sempe la giusta distanza emotiva dalle cose ma cosi non è, non lo è mai; quando ti mette con le spalle al muro te ne freghi della distanza emotiva e reagisci per trovare una soluzione.
Io mi conosco, ho il grande difetto di voler sempre avere il controllo sulle cose che mi stanno intorno e faccio tanta fatica a rendermi conto che non è mai così, le cose succedono e tu non ci puoi far nulla per evitarlo se non affidarti e avere un briciolo di fiducia
Dirlo è facile ma quanta fatica per riuscire ad accettarlo per uno come me abituato a prendere continuamente delle decisioni per gli altri e assumersi la responsabilità delle azioni che fa.
Ma così è, spesso non ci si può fare niente se non fidarsi e fare un passo indietro per farne, un giorno, due avanti.

E' così strano, con questa cosa qui delle zone a colori, non ho nemmeno voglia di pranzare.
"Aperto Solo Per Asporto" è la nuova parola che leggo fuori da ogni bar e da ogni tratoria. Ordini, prendi, paghi e te ne vai a mangiare fuori oppure risali nel palazzo e ti metti seduto alla scrivania
E' triste, preferisco saltare, solo qualcosa di caldo consumato in piedi a guardare la gente che cammina disordinata per la piazza.
Non morirò certo di fame e a mangiare ci penserò stasera.
Durante la pausa ho fatto due passi per il centro.
Negozi deserti, un clima da post attacco chimico di una guerra batteriologica, tutti con la mascherina che ti guardano male se tu l'abbassi un momento per prendere una boccata d'aria, non c'è che dire, c'è ancora un brutto clima e non si sa ancora bene quando finirà.

Andremo a votare? Non lo so, io vorrei si evitasse
Avremo un altro governo? Penso di si, non ho idea se e come reggerà ma credo che raccattando un po' a destra e un po' a sinistra, in qualche modo una fragile maggiornaza la troveranno
Quantò durerà io non lo so, ci proveranno, cercheranno di tenerla in piedi, io per ora alternative non ne vedo.
A me piacerebbe proponessero uno come Cottarelli ma credo sarà molto difficile, è un tecnico e i ministri tecnici hanno sempre avuto poca fortuna come Primi Ministri.

Stamattina mi ha chiamato il corriere di Amazon, era davanti a casa mia per consegnarmi un pacco. Me lo sono fatto arrivare a casa perché era un po' voluminoso e pesante e la vedevo dura portarlo in auto e soprattutto a farcelo stare.
Con le palestre chiuse mi sono fatto un regalo, un vogatore, dicono che faccia bene il suo lavoro e per tenersi in forma a me può andar bene.
Bene, adesso comincerò a vogare e diventerò un piccolo Abbagnale!
Li ricordate i fratelli Abbagnale, quante emozioni ci hanno reglato con Galeazzi che perdeva la voce ogni volta arrivavano alla fine.
Altri tempi ...

E' così, va così, in qualche modo la facciamo andare, non è un gran periodo, anzi, ma non credo sia migliore o peggiore di quello di tutti in questi mesi.
Confido nel futuro, ci punto tutto.


 
 
 

Ha fatto anche cose buone - Il culto di Mussolini e le bufale sul fascismo in Italia

Post n°793 pubblicato il 27 Gennaio 2021 da Web_London


"Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario,
perché ciò che è accaduto può ritornare,
le coscienze possono nuovamente essere sedotte
ed oscurate: anche le nostre."

Primo Levi

...

L'articolo seguente, preso dal Bolg di Gabriella Giudici e dal sito Io Ex Trastrong, fa luce e apre gli occhi sull'incredibile persistenza delle falsità sul fascismo davanti a un popolo, quello tedesco, che a differenza del nostro non ha mancato di fare i conti con la storia.

I miti del fascismo

1 «Devi ringraziare il Duce se esiste la pensione»
2 «Il Duce garantì l'assistenza sanitaria a tutti lavoratori»
3 «La cassa integrazione guadagni è stata pensata e creata dal Duce»
4 «Il Duce ha avviato il progetto della bonifica pontina»
5 «Ai tempi del Duce eravamo tutti più ricchi»
6 «Il Duce ha fatto costruire grandi strade in Italia»
7 «Quando c'era lui i treni arrivavano in orario»
8 «Il governo di Mussolini raggiunse il pareggio di bilancio il primo aprile 1924 (e quindi è migliore dei governi attuali)»
9 «Mussolini rinunciò al suo stipendio per risanare l'economia e finanziare la guerra»
10 «Mussolini non aumentò le tasse»
11 Mussolini impose ai membri del governo l'uso delle biciclette facendo risparmiare miliardi al popolo italiano
12 I fascisti non hanno mai rubato
13 Il Duce è stato l'unico uomo di governo che abbia veramente amato questa nazione

I miti del fascismo tra fantasia e realtà

Mito «Devi ringraziare il Duce se esiste la pensione»
Realtà:
In Italia la previdenza sociale nasce nel 1898 con la fondazione della "Cassa nazionale di previdenza per l'invalidità e la vecchiaia degli operai", un'assicurazione volontaria integrata da un contributo di incoraggiamento dello Stato e dal contributo anch'esso libero degli imprenditori. Mussolini aveva in quella data l'età 15 anni. L'iscrizione a tale istituto diventa obbligatoria solo nel 1919, durante il Governo Orlando, anno in cui l'istituto cambia nome in "Cassa Nazionale per le Assicurazioni Sociali". Mussolini fondava in quella data i Fasci Italiani e non era al governo.
Tutta la storia della nostra previdenza sociale è peraltro verificabile sul sito dell'Inps. La pensione sociale viene introdotta solo nel 1969. Mussolini in quella data è morto da 24 anni.

Mito: «Il Duce garantì l'assistenza sanitaria a tutti lavoratori»
Realtà: Con la legge dell'11 gennaio 1943, n. 138, con il nome di Ente mutualità fascista - Istituto per l'assistenza di malattia ai lavoratori, venne istituita la prima Cassa Mutua di Assistenza di Malattia che offriva tutele solo ai lavoratori del pubblico impiego. Tutti gli altri non ne avevano diritto.
Il diritto alla tutela della salute per tutti nasce il 13 maggio 1947, data in cui viene istituita l'INAM, Istituto Nazionale per l'assicurazione contro le malattie, riformato nel 1968, con la legge n. 132 (cosiddetta "legge Mariotti"), che assisteva tutti i lavoratori, anche coloro che dipendevano da imprese private.
Nel 1978, con la legge n. 833 del 27 dicembre, veniva estesa, oltre che l'indennità retributiva in caso di malattia, anche il diritto all'assistenza medica con la costituzione del Servizio Sanitario Nazionale, con decorrenza del 1º luglio 1980 (la cosiddetta "riforma sanitaria"). La norma era chiaramente ispirata al National Health Service (NHS) britannico.

Mito: «La cassa integrazione guadagni è stata pensata e creata dal Duce»
Realtà: La cassa integrazione guadagni (CIG) è un ammortizzatore sociale per sostenere i lavoratori delle aziende in difficoltà economica. Nasce nell'immediato dopoguerra per sostenere i lavoratori dipendenti da aziende che durante la guerra furono colpite dalla crisi e non erano in grado di riprendere normalmente l'attività. Quindi la cassa integrazione nasce per rimediare ai danni causati dal fascismo e della guerra che hanno causato milioni di disoccupati.

Mito: «Il Duce ha avviato il progetto della bonifica pontina»
Realtà: I primi lavori di bonifica cominciarono nel 1924 con l'istituzione del Consorzio di Bonifica di Piscinara che avviò la canalizzazione delle acque del bacino del fiume Astura, riprendendo un progetto di Leonardo Da Vinci, interessato anche lui su una ipotesi di bonifica.
Addirittura i primi lavori furono eseguiti da i Volsci (intorno al VI secolo a.c.) che, con un sistema di drenaggio a base di cunicoli rimasti celebri e forse insuperati, riuscirono ad assicurare la disciplina delle acque per cui la zona divenne prosperosa e fertile. Mussolini, quindi, non ha avviato un bel niente.

Mito: «Ai tempi del Duce eravamo tutti più ricchi»
Realtà: Mussolini permise agli industriali e agli agrari di aumentare in modo consistente i loro profitti, a scapito degli operai. Infatti fece approvare il loro contenimento dei salari.
Nel 1938, dopo 15 anni di suo operato, la situazione economica dell'italiano medio era pessima, il suo reddito era circa un terzo di quello di un omologo francese.

Mito: «Il Duce ha fatto costruire grandi strade in Italia»
Realtà: Il programma infrastrutturale che prevedeva la costruzione delle strade completate durante il ventennio cominciò già durante il quinto governo di Giovanni Giolitti, avendo constatato l'impossibilità di uno sviluppo industriale in mancanza di solide strutture.
Tale "rivoluzione" non potè essere attuata da Giovanni Giolitti, prima, e dal governo Bonomi che ne seguì solo per i sette mesi che resse a causa del boicottaggio e dell'ostruzionismo politico da parte del nascente fascismo, prima generico movimento popolare (1919) e poi soggetto in forma di partito dal 1921, con la costituzione del Partito Nazionale Fascista.

Mito: «Quando c'era lui i treni arrivavano in orario»
Realtà: non è vero. Si tratta di un mito derivante dalla propaganda durante il Ventennio. La puntualità dei treni era infatti per la propaganda fascista il simbolo del ritorno all'ordine nel paese ma, in realtà, è solo grazie alla censura sistematica delle notizie riguardanti incidenti e disservizi ferroviari che questa immagine si è potuta formare.

Mito: «Il governo di Mussolini raggiunse il pareggio di bilancio il primo aprile 1924 (e quindi è migliore dei governi attuali)»
Realtà: Partiamo malissimo perché il pareggio è successo nel 1925 ed in altra data. Il mito calca la mano sul concetto fondamentale che il governo fascista fu in grado di pareggiare il bilancio dello stato mentre i governi attuali siano degli inetti.
Che ci sia riuscito non c'è dubbio, ma era già successo prima che Mussolini salisse al governo (fu Minghetti a realizzarlo) nel 1876. Come ogni disinformazione che si rispetti è più importante quello che si sta dimenticando di dire, e cioè che negli anni successivi però andò tutto in vacca: la crisi mondiale in parte e il disinteresse dell'economia del Duce, molto più interessato a fare la guerra, portarono il bilancio in negativo vanificando tutti gli sforzi fatti.
La politica di autarchia messa in atto limitò moltissimo le importazioni e le esportazioni, politica totalmente inapplicabile oggi. Oltre ad aver causato la distruzione della nazione nella Seconda Guerra Mondiale.
Citando Totò: "L'operazione è riuscita, ma il paziente è morto"

Mito: «Mussolini rinunciò al suo stipendio per risanare l'economia e finanziare la guerra»
Realtà: che Mussolini abbia o meno rinunciato al suo stipendio è irrilevante essendo stato un dittatore con spese personali non trasparenti. È noto peraltro che quando fu catturato a Dongo con Claretta Petacci, aveva con sé un importante patrimonio inclusi, tra l'altro, 42 kg. d'oro in lingotti (l'Oro di Dongo).

Mito: «Mussolini non aumentò le tasse»
Realtà: a parte i primi anni non è vero che le tasse non furono aumentate, un po' alla volta nuove tasse colpirono gli italiani e la lira che aveva rafforzato nei primi anni venne svalutata più volte per poter tirare avanti. In parole povere davanti alle difficoltà il governo prese di volta in volta decisioni diverse in base al momento storico.

Mito: «Mussolini impose ai membri del governo l'uso delle biciclette facendo risparmiare miliardi al popoli italiano»
Realtà: Non esiste nessuna conferma sulla fiaba delle biciclette. Anzi ad un certo punto per spingere l'industria dell'automobile si mise una tassa sulla bici e, almeno in alcune grandi città, si cominciò a limitarne l'uso.
Sull'effettivo risparmio di questa manovra come prima pesa il non detto: a chi rimosse l'auto? Quante erano le auto? Furono risparmiati miliardi di lire? Se parliamo di miliardi di lire (ne considero almeno due per essere plurale) del 1925 parliamo di circa 1.5 Miliardi di euro oggi.
Al 2012 la spesa per autoblu e autogrigie in italia è stato di circa 1 Miliardo di euro, quindi dobbiamo dedurre che negli anni '20 in Italia c'erano più auto pubbliche che adesso? Vi sembra possibile? E cercando tra i documenti del parlamento di quegli anni si trovano stanziamenti per le automobili al servizio del governo...

Mito: «I fascisti non hanno mai rubato»
Realtà: Si è sempre detto che il Fascismo è stata una dittatura che ha strappato la libertà agli italiani ma che almeno i fascisti non hanno mai rubano, non sono stati corrotti. Invece non è così. Mussolini non fa in tempo a prendere il potere che la corruzione già dilaga. Un sistema corrotto scoperto già da Giacomo Matteotti: denuncia traffici di tangenti per l'apertura di nuovi casinò, speculazioni edilizie, di ferrovie, di armi. Affari in cui è coinvolto il futuro Duce attraverso suo fratello Arnaldo.
E poi c'è l'affare Sinclair Oil: l'azienda americana pur di ottenere il contratto di ricerche petrolifere in esclusiva sul suolo italiano paga tangenti a membri del governo, e ancora ad Arnaldo, per oltre 30 milioni di lire. Matteotti lo scopre ma il 10 giugno 1924 viene rapito da una squadraccia fascista e ucciso. Messo a tacere il deputato socialista, di questa corruzione dilagante gli italiani non devono, non possono assolutamente più sapere. Speculazioni, truffe, arricchimenti improvvisi, carriere strepitose e inspiegabili: gerarchi, generali, la figlia Edda e il genero Galeazzo Ciano e Mussolini stesso! Nessuno rimane immune.
I documenti scoperti e mostrati da storici di assoluto valore come Mauro Canali, Mimmo Franzinelli, Lorenzo Benadusi, Francesco Perfetti, Lorenzo Santoro presso l'Archivio Centrale dello Stato sono prove che inchiodano il fascismo alla verità. È stato anche realizzato un documentario RAI che lo testimonia bene.
Dossier, lettere, minacce, accuse vere e false oscenità, inganni, arresti, ricatti. Un ventennio di ricatti! Gerarca contro Gerarca, amante contro amante, e l'accusa di omosessualità come arma politica. E Mussolini su tutto e su tutti fa spiare, controlla, punisce, muove le sue pedine.

Mito: «Il Duce è stato l'unico uomo di governo che abbia veramente amato questa nazione»
Realtà: "Mi serve qualche migliaio di morti per sedermi al tavolo delle trattative"
Mussolini amava talmente l'Italia che:
- ha instaurato una dittatura
- ha abbassato tutti i salari
- ha firmato i Patti Lateranensi
- ha portato il paese al collasso economico
- ha tolto la libertà ai cittadini italiani
- instaurando le leggi razziali ha scritto una delle pagine più infami e vili della storia italiana.
Voleva così bene al suo popolo da farlo sprofondare in una guerra civile quando fu esautorato dal potere creando la Repubblica Sociale Italiana. Un paese già allo sbando a causa dell'armistizio dell'8 settembre e provato dalla guerra (condotta da lui con esiti a dir poco disastrosi) venne dilaniato ancora di più tra cosiddetta" Repubblica di Salò" e Italia liberata.

Fonte: Blog di Gabriella Giudici
Fonte: Io, Ex Trastrong


Se ci fosse qualcuno che volesse approfondire l'argomento, consiglio questo libro di Francesco Filippi che si può trovare cliccando sopra l'immagine della copertina


 
 
 

Padri all'antica e Figli sapientini

Post n°792 pubblicato il 24 Gennaio 2021 da Web_London

 

Oggi ho chiesto a mio figlio di passarmi un momento il giornale.
Lui, con l'aria da sapientino che sa tutto mi ha detto:
"Papà, sei vecchio e fuori luogo. Non riesci più a stare al passo coi tempi!!"
e guardandomi come fossi un'idiota arrivato giù dai monti con la piena di questi giorni, mi ha passato il suo Iphone.

Per non farla troppo lunga,

la mosca è morta, l'IPhone è distrutto e mio figlio sta piangendo a dirotto come un vitello!!

(Anonimo del Web)

 

 
 
 

L'anno che verrà

Post n°791 pubblicato il 31 Dicembre 2020 da Web_London


GRAZIE

...

L'anno che verrà
Lucio Dalla

Caro amico, ti scrivo, così mi distraggo un po'
e siccome sei molto lontano, più forte ti scriverò

Da quando sei partito c'è una grande novità
l'anno vecchio è finito, ormai, ma qualcosa ancora qui non va

Si esce poco la sera, compreso quando è festa
e c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra

e si sta senza parlare per intere settimane
e a quelli che hanno niente da dire del tempo ne rimane

Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
porterà una trasformazione e tutti quanti stiamo già aspettando

Sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno
ogni Cristo scenderá dalla croce,
anche gli uccelli faranno ritorno

Ci sarà da mangiare e luce tutto l'anno
Anche i muti potranno parlare mentre i sordi già lo fanno

E si farà l'amore, ognuno come gli va
anche i preti potranno sposarsi ma soltanto a una certa età

E senza grandi disturbi qualcuno sparirà
saranno forse i troppo furbi e i cretini di ogni età

Vedi, caro amico, cosa ti scrivo e ti dico
e come sono contento di essere qui in questo momento

Vedi, vedi, vedi, vedi
vedi caro amico cosa si deve inventare
per poter riderci sopra per continuare a sperare

E se quest'anno poi passasse in un istante
Vedi amico mio
come diventa importante che in questo istante ci sia anch'io

L'anno che sta arrivando tra un anno passerà
io mi sto preparando, è questa la novità

...


L'anno che verrà
Lucio Dalla

 
 
 

Anche a te e Famiglia ...

Post n°790 pubblicato il 25 Dicembre 2020 da Web_London


"Anche a te e Famiglia ..."
(Zaia Docet)

Buon Natale a chi passa per di qua
e un unico e solo desiderio, passare dei giorni sereni.

Nella disperazione di questi tempi, tra zone rosse, gialle, arancione, lockdown, mascherina su, mascherina giù, un virologo che in un programma dice una cosa e contemporaneamente uno che in un altro ne dice un'altra,

di un po' di tregua e di passare qualche giorn sereno ne abbiamo tutti un gran bisogno.

Statemi tutti bene e ripettate le regole sennò questa volta non ne usciamo più.

...


Evanescence
Lithium


 

 
 
 

È un Natale molto duro, a luci quasi spente e su ogni mio regalo non c'è scritto niente

Post n°789 pubblicato il 21 Dicembre 2020 da Web_London

 

È un Natale molto duro
a luci quasi spente
su ogni mio regalo
non c'è scritto niente.
Quando sai com'è l'abisso
non sei più lo stesso
sai solo andare avanti
per come sei adesso.

(L. Ligabue)


...

Ci sono momenti,
alcuni sono davvero buoni, ti danno prospettive inaspettate,
disegnano nuove direzioni e ti spingono oltre l'orizzonte davanti a te.

Altri, invece, lo sono un po' di meno.

Così, tanto per dire.


...


Ciò che rimane di noi
(L. Ligabue)

 

 
 
 

E' lei o non è lei?

Post n°788 pubblicato il 01 Dicembre 2020 da Web_London


Col tempo e le distanze
io sono quel che ho preso
dal giorni e dalle stanze
dal vino e dalle rose

 

...

Domenica sera ho riportato a casa mio figlio, il giovane anarchico, dopo il fine settimana passato assieme.
Ritornando indietro, mi sono fermato in un centro commerciale sulla strada Feltrina, uno di quei posti nati come i funghi in autunno, con un grande parcheggio, qualche negozio all'interno e un enorme supermercato che riempie più dell'ottanta per cento dello spazio.
Ho preso un carrello e sono entrato, notando davanti a me una donna procedere lenta e tranquilla, anche lei spingendo un carrello.
L'ho superata e prima di fare la spesa mi sono fermato nel bar a pochi metri dall'ingresso del supermercato a prendere un caffè.
Con la coda dell'occhio la vedo arrivare, mettersi a due metri da me e ordinare qualcosa anche lei.
Distrattamente, mi giro a osservarla e "Booom!" un flashback, la donna assomigliava in modo incredibile a una persona appartenuta al mio passato con la quale, tanti anni fa, ci siamo frequentati per un periodo di tempo.
Il suo modo di muoversi e di ordinare, quell'aria tra l'impertinente e il seduttivo, o forse tutte e due le cose messe assieme, sembrava proprio lei.
L'ho osservata meglio, appariva un po' più giovane e un po' più alta ma la somiglianza era incredibile.
Non poteva essere, passi qualche cambiamento, quello ci sta, ogni donna fa continuamente dei patti con il diavolo per il suo aspetto, ma con l'altezza come come la mettiamo, ci mancherebbe, mica possiamo alzarci quanto vogliamo, eh?
Non la vedo
da quasi dieci anni, non so neppure se abiti ancora nello stesso posto e incontrarla una domenica sera di novembre in quel supermercato di passaggio dalle parti di Treviso sarebbe stata una coincidenza poco probabile.
Una delle ultime volte che ho avuto notizie di lei, e ormai sono passati parecchi anni, avevo capito che da li a poco si sarebbe probabilmente trasferita da un'altra parte dell'Italia. Poi, un anno dopo o giù di lì, mi aveva contattato per una cosa di lavoro e intuii che forse era ritornata nella sua città.
Ci eravamo conosciuti in un tempo in cui non esisteva ancora nessun blog e a malepena sapevo cosa fossero mentre lei, invece, ne aveva uno bello vispo.
Leggendola, ci avevo messo poco a capire che in quell'universo virtuale era diventata una specie di personaggio, amata e odiata solo come chi ha del carattere e a lei il carattere non mancava di certo e ne aveva da vendere.
Ricordo alcuni suoi post e poi i commenti e le molte discussioni su quello che scriveva; non c'era che dire, in quello spazio, tra centinaia di profili di tutti i tipi, lei e il suo Blog non passavano inosservati.
Non si sottraeva mai al confronto e per questo aveva lunghe file di ammiratori e altrettante che la criticavano. E a dirla tutta, in cuor mio ho sempre avuto l'impressiome che a lei piacessero entrambe.
L'ho seguita per un po' e poi per mille motivi smisi e mi dedicai al mio blog e a quello di pochi altri.
All'epoca c'era un'amica che prima leggeva me, poi passava a leggere lei rimanendo ogni volta meravigliata facendo fatica a credere che che per qualche strano gioco del destino potessimo frequentarci.
La cosa faceva sempre sorridere anche me, sembrava strano ma in quei giorni era davvero così.
A parte quell'amica e pochissimi altri, nessuno sapeva o avrebbe mai immaginato che tra me e quella donna ci legasse un filo oltre a quello di essere due blogger con la passione della scrittura o almeno con la voglia di provarci.
Poi il tempo è passato, il filo tra di noi si è interrotto e le poche persone che sapevano sono uscite dai blog, l'hanno chiuso o si sono trasferite altrove e, come è giusto che sia, la vita è andata avanti lasciando per tutti dei lontani ricordi.
Se ci ripenso adesso, a tanti anni di distanza, e mio Dio ne sono passati ormai quasi dieci, mi rendo conto che in quei giorni ho imparato anche delle cose che mi sono poi state utili negli anni successivi.

In quel momento, mentre prendevo il caffè osservando quella donna al banco del bar, mi sembrava di essere davanti ad una specie di ologramma in carne ed ossa, una sorta di sorella gemella, anche se capivo benissimo che sebbene la somiglianza fosse enorme non poteva essere lei .
Provavo la netta sensazione che avrei potuto leggerle i pensieri, non me lo so spiegare ma ci avrei messo la mano sul fuoco di sapere esattamente a cosa stesse pensando quella donna in quei pochi istanti in cui aspettava l'ordinazione e il suo sguardo vagava alla ricerca di posarsi su qualche cosa che catturasse il suo interesse.

La cosa mi incuriosiva anche perché portava una giacca rossa in ecopelle, una specie di chiodo, identica a quella della mia amica Francesca.
Francesca è molto disordinata e spesso dimentica le sue cose in giro senza sapere dove le ha lasciate e non sarebbe stato così improbabile che quella giacca fosse davvero la sua.
Ho pensato che le due donne in qualche modo si conoscessero e si fossero scambiate dei vestiti, mi hanno sempre detto che che tra donne a volte succede di prestarsi gli abiti, chi lo sa, poteva anche essere così.
Mah, non lo so se era così oppure no, a me la situazione appariva comunque un tantino bizzarra, la sosia di una donna che ho frequentato nel passato indossava una giacca identica a quella di una mia cara amica e che non le ho più visto addosso.
Ero consapevole che la soluzione fosse sicuramente molto più semplice di quella che immaginavo io, erano due giacche uguali a tante anche se a me sembravano davvero identiche, con le stesse strane
particolari lavorazioni fatte a mano e che di solito vengono confezionate in numero limitato.
Non era poi tanto difficile arrivarci ma ormai io mi conosco, ci sono cose che innescano dentro la mia testa le suggestioni più improbabili e poi la fantasia fa il resto, galoppando senza freni.
In quel momento mi sono venute in mente le situazioni più bizzarre e intriganti, vere e proprie capriole nel vuoto per dare un senso alla giacca rossa addosso a quella donna.
E' assurdo, lo ammetto, me ne rendo perfettamente conto anch'io, ma che ci posso fare, se dentro la nostra vita non si mette un po' di fantasia, specie in questo periodo, come altrimenti ce la potremmo cavare?

Ad un certo punto mi è perfino venuto voglia di chiederle:
"Ciao, ti ricordi di me?" ... e, una curiosità, quella giacca dove l'hai acquistata??"
Che cosa mi avrebbe potuto rispondere?
Se fosse stata alla persona che conoscevo forse mi avrebbe risposto: "Si, mi ricordo di te, ... che cosa vuoi?"
Se invece non fosse stata lei, come probabilmente non lo era, avrebbe potuto dirmi: "No, non so chi tu sia, ... che cosa vuoi?"
In ogni caso, avrei sempre dovuto dare una spiegazione al "che cosa vuoi?" e il mistero della giacca rossa sarebbe rimasto tale perchè in ogni caso, chiunque fosse stata quella donna, mi avrebbe preso per un matto e fuori come un balcone.
Naaaa, niente domande, domenica sera sera non ero granché di compagnia e in vena di tanti discorsi per cui mi sono limitato a pagare il mio caffè e passare oltre, prendendo il carrello e andando per la mia strada e tenendo per me il mistero di quella giacca rossa.

Incrociandola ogni tanto tra una corsia e l'altra, una volta ho colto l'occasione per buttare l'occhio dentro il suo carrello e tra le altre cose ho notato alcune scatolette di cibo per cani.
Non poteva essere lei, non ricordo avesse un cane anche se, a ripensarci meglio, in fondo è passata una vita e per quel che ne so io, perché no, adesso un cane potrebbe anche averlo.
Dopo venti minuti sono alla cassa e la vedo arrivare tutta pimpante spingendo il suo carrello e mettersi dietro di me aspettando il suo turno.
La osservo per un istante in più e mi accorgo che la somiglianza è stupefacente, soprattutto nel modo di muoversi nello spazio attorno a sè e di rivolgersi alla cassiera.
Non da nessun segno di riconoscermi e questo è già una conferma ma sento mancare ancora qualcosa per convincermi del tutto; la questione dell'altezza.
Mi viene un'idea a cui non avevo ancora pensato, c'è una sola cosa che può alzare l'altezza di una donna di almeno dieci centimetri e sono un paio scarpe con un stratosferico tacco 12.
Il pensiero viene immediatamente seguito dai miei occhi che un nanosecondo dopo e senza rendermene vanno ai suoi piedi e, ... naaaa, mistero risolto, non è lei, la donna indossava un paio di scarpe basse, altro che la vertigine del tacco 12!
Sorrido da solo, prendo l'uscita, esco dal supermercato, salgo in auto e torno verso casa.

Non era lei, questo era evidente, ma dopo tanti anni è stata un'occasione per ripensare un istante a quei giorni di tanto tempo fa e, perchè no, anche per ricordarmi, la prossima volta che la sento, di chiedere alla Francesca che se per caso ha prestato in giro la sua giacca rossa e non si ricorda più a chi, una mezza idea io ce l'avrei.

Con questi pensieri in testa e i Dire Straits a riempire l'auto guido verso casa e penso che no, non era lei però, quanto le assomigliava!



Quanta vita un uomo stringe nella mano,
qualche volta troppo forte
qualche volta troppo piano.
Se tornassi in tutti i posti del mio cuore,
quante volte potrei dire a chi mi ha dato un po' di sé,
tu sei parte di me

(The King)

 
 
 

E' semplicemente una donna "GIUNONICA", una Jessica Rabbit degli anni duemila

Post n°787 pubblicato il 13 Novembre 2020 da Web_London

 

Al telefono mi aveva dato l'impressione di essere una donna a cui piace comandare gli altri, ma quando me la sono vista davanti non avrei mai immaginato di ... mio Dio, che cos'è questa "cosa" qui?

..

L'altro giorno, al lavoro, sento una persona al telefono, una donna, e ci fissiamo un appuntamento.
"Va bene, venga alle 11, sa l'indirizzo?"
"Mi sembra di si, lavoro lì vicino e verrò a piedi"
"Ok, me lo segno, se ci sono problemi ci sentiamo al telefono"
"Va bene, arrivederci"
"Saluti!"

Una telefonata come tante altre, niente di speciale se non il tono della voce di quella donna, al di là della cornetta mi dava l'impressione di essere una tipa a cui piace dire agli altri quello che devono fare, sicura di sè, insomma, una di quelle donne che si sentono "in carriera", avete capito, no?

Questa mattina verso le 11 stavo parlando con una nostra assistente quando vedo affacciarsi alla porta una donna.
La guardo e resto ammutolito.
Altissima, come minimo portava un tacco 11, appariva più alta di me e io son grande eh, mica è facile superarmi in altezza.
Ma lei sembrava ancor più alta.
Ferma sulla linea dellla porta, dall'alto della sua statura, faceva vagare il suo sguardo nello spazio attorno a sè come fosse alla ricerca di qualcuno o di qualcosa fino a quando incrocia il mio e lì si ferma.
Mi guarda e con voce ferma e tuonante che assomigliava di più a un ordine che a una domanda mi dice:
"Web London?"
"Si, la stavo aspettando, venga pure, ci accomodiamo qui"
L'accompagno e lì comincia il film, mi viene incontro che non sembra nemmeno camminare ma incedere maestosa, come fosse ad una passerella e ci fossero i forografi ai lati per immortalare il momento.
E' altissima, porta i capelli lunghi e un cappotto color crema che le arriva fin quasi ai piedi.
Non è magra e non è cicciottella, è semplicemente "GIUNONICA", una "Jessica Rabbit" degli anni duemila in carne e ossa in tutto il suo splendore proprio lì davanti a noi che la osservavamo ammutoliti.
La segretaria la osserva e tace.
(eheheh, ...)
La faccio accomodare nella sala riunioni, quella
con il grande tavolo di vetro al centro e mi siedo spostando la sedia vicino a me.
"Si metta comoda" le dico
Non l'avessi mai fatto, in quel momento si toglie il lunghissimo cappotto e rimane con un vestito nero, corto e attillato.
Ha un seno enorme, ma enorme proprio, occhi chiari e dei vaporosi capelli tra il rosso e il biondo che le arrivano fin quasi all'inizio della schiena.
Si siede di fianco a me e si gira accavallando in bella vista le sue gambe che non sembravano finire mai.
E' enorme questa donna, una "pin up" arrivata qui direttamente dagli anni sessanta in cui le donne erano floride e prosperose, con seni enormi e le forme compresse dentro il vestito.
Giunonica, non trovavo altre parole per definirla, sembrava che il vestito dovesse scoppiarle addosso da un momento all'altro.
Cominciamo a parlare e mi accorgo che la prima impressione avuta al telefono era perfetta, è una donna a cui piace dire agli altri cosa devono fare e sa benissimo, eccome se lo sa, che ovunque vada non passa inosservata.

Un'ora dopo e dopo essere arrivati al "tu", le faccio firmare un paio di documenti e ci salutiamo.
"Ciao Web, aspetto una tua chiamata allora"
"Si, ti tengo al corrente, ti chiamerò e poi torni portandomi il resto dei documenti"

La vedo uscire e mi accorgo che la segretaria la sta osservando,
in silenzio, o meglio, non la sta "solo" osservando ma la sta squadrando dalla testa ai piedi.
Una volta che si è chiusa la porta e Jessica Rabbit se n'è andata, mi guarda e io già immaginavo cosa stesse per dirmi
"Non dire niente" le dico prima che parli e apra bocca.
"Ok, dico solo che ha dei meravigliosi capelli ma..."
prende una pausa e poi, sentendole nella voce una piccola puntina a metà strada tra l'invidia e l'ammirazione, con tono leggerissimamente soddisfatto, continua,

"... ma comunque quello non è il suo vero colore!!"


Ahahahah, le donne!!

 


 

 

 
 
 
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