Salvatores per Conad (e le camicie impuzzonite) spaccano in rete

Salvatores per Conad ci regala in uno spot di 30  secondi e  il genio della carta prepagata: se sei in partenza e vuoi gustare caciovalli e taralli di “casa”  quando sei fuori non devi metterli in valigia col rischio di  impuzzonire le camicie,  puoi acquistarli comodamente con la tessera prepagata.

Quella che puoi usare da Pantano di Teggiano in via Provinciale del Corticato a Viale Giostra di Messina,  e al Vicolo Dell’oro di Nalles al confine  per intenderci, ma niente viaggi all’estero come ammiccano i saluti conclusivi della leadership dei supermercati al giovane neoassunto  che va lontano, con partenza immediata, per l’arruolamento al lavoro.

“C’è un articolo su Lettera 43  della  giornalista Giacomotti che considera il video espressione di un anti-europeismo evidente, ma anche una summa di tutti i peggiori luoghi comuni dell’italianità. Compreso il disprezzo sociale nei confronti delle donne”.

Capisco che  Andare lontano, (nell’Italia markettizzata) crea esattamente questa apprensione, non si trova il cibo genuino. E anche se lo sforzo è sapori e dintorni, una linea di prodotti  dop,  se avesse avuto tempo  “mammà” preparava la conserva, un sottolio, un pane fatto in casa, un taglio di buon cacio e qualche medicamento naturale per i piccoli mali stagionali; li avrebbe incartati con cura e infilati nella valigia,  se l’avesse fatta lei.

t u t t o q u e l c h e s o n o  è  q u e l c h e  h o .

Perché davvero all’estero, per chi ci va sul serio, non trova Evo l’olio d’oliva,  il parmigiano reggiano e il caffè preferito e un piccolo tesoretto di rifornimento è apprezzabile e ci sta. Non per questo si diventa attori lettori del mezzogiorno dello Spot, o luogo comune di un’Italia retrograda specie meridionale che incarna l’emigrato a nord.

Un minimo di elasticità però e soprattutto vediamola così Conad è  leader di mercato anche in Campania, il suo trend è in salita: potere del market e probabilmente  un target che non protesterà.

A torto o a ragione chi si spacca invece in rete, sotto l’articolo,  è lo scampolo di popolo che è costretto a protestarne la faziosità; per non parlare della scarsa originalità dello spot.  E di certo con l’imbeccata dell’autrice. E il motivetto Conad va.

Buon 2019 

Dizzly

 

Salvatores per Conad (e le camicie impuzzonite) spaccano in reteultima modifica: 2018-12-31T17:40:31+01:00da Dizzly

← Previous post

Next post →

6 Comments

  1. “Un minimo di elasticità”… condivido, è la sintesi migliore. Tante volte gli intellettuali mostrano più limiti delle loro stesse censure. Eppure basterebbe un piccolo sforzo per contestualizzare ed apprezzare, come hai fatto tu.

  2. Lo spot è certamente criticabile, ma la giornalista è andata ben oltre il servizio di informazione e critica, ha ideato dei contenuti imprecisi per utilizzare un frasario di parte. Le risposte non sono mancate e i clik sono andati su. Spero non sia una combattente delle fake news ah ah !

  3. Al di là della disanima della giornalista, a me questo spot non piace perché è di una retorica insopportabile: famiglia del sud, mamma chioccia, papà che come sempre in questi casi ha un ruolo marginale e per concludere figlio bamboccione…ci mancava solo la valigia di cartone e il quadretto sarebbe stato perfetto.

    • Concordo pienamente nel trito e ritrito stereotipo, la valigia di cartone nooo, vedi quanto è “agiata” la famiglia, la casa con gli stucchi sopra le porte eccetera; però mi è capitato per esempio di fare valigie da chioccia preoccupandomi di quei piccoli beni , in grande accordo col portatore, introvabili all’estero:)

  4. Eppure sono convinta che se aprissi il valigione di qualche passeggero freccia bianca Bari-Milano, qualche caciocavallo lo troverei ancora 🙂

  5. E buon per lui! Io non posso credere che questo modo di “emigrare” sia etichettabile solo come italiano ma sono sicura che un caciocavallo si:)…

Lascia un commento