Algoritmo è il programmatore che sceglie i tempi e le forme.

Il concetto di arte è trasversale e le sue implicazioni sono di ordine geo-storiche oltre che socio-culturali. Il semantismo del lessema “arte” attraversa epoche, uomini, mode, tecniche e mezzi diversi. L’arte è un linguaggio che trasmettere emozioni e messaggi all’autore e allo spettatore. Si serve di codici, strategie e canali multisensoriali e multidisciplinari. Da questa premessa sorge la questione dibattuta da qualche tempo: il prodotto di un algoritmo è arte?

Per rispondere a questo interrogativo, proviamo a dare una definizione di arte, stabilendo per convenzione che esista. “Qualsiasi forma di attività dell’uomo come riprova o esaltazione del suo talento inventivo e della sua capacità espressiva. […] Qualsiasi complesso di tecniche e metodi concernenti una realizzazione autonoma” (cfr. Oxford Languages). La definizione è abbastanza ampia e ci permette di comprendere l’effettiva ragione del dibattito.

Analizziamo l’assunto “[q]ualsiasi forma di attività dell’uomo”. Per prima cosa, si indica genericamente “attività dell’uomo” e non dell’artista per evitare, a nostro avviso, di inciampare sul concetto di artista che aprirebbe a un’altra discussione esulando dal nodo della questione che ci si pone ora e qui, quindi: qualsiasi attività che esalta il talento creativo dell’uomo. Il dizionario specifica: “[q]ualsiasi forma” costituita da “tecniche e metodi” a cui noi aggiungeremmo “canali” e “supporti”, ci introduce all’idea che tutti gli aspetti dell’agire umano creerebbero arte. La premessa all’attività è il pensiero. Il pensiero dell’uomo è volgarmente una macchina complessa in grado di articolare conoscenze per sviluppare abilità le quali, in seguito a processi più o meno noti e osservabili, diventano competenze. La combinazione di competenze e di peculiarità proprie a ciascun individuo, delineano interessi e stile che confluiscono nell’opera d’arte.

Ora è lecito considerare arte, il risultato di un algoritmo, di elaborati calcoli, e di dati processati da un’intelligenza artificiale? Oppure la realizzazione si ferma alla mera “clonazione” di un’opera già esistente riprodotta come se fosse una fotocopia di un documento o di un’immagine cartacea su un dispositivo multimediale? Diversamente invece, non potrebbe forse essa essere una sorta di avatar di un brano musicale, di pièce teatrale oppure di un dipinto o di una scultura?

Dietro alla messa in atto di un sistema di calcolo c’è la mente umana. Ci sono i gusti, le sensazioni, i ricordi, le passioni, il cuore dell’uomo che programma la macchina attraverso le sue competenze informatiche. È il programmatore dell’algoritmo che sceglie quale opera “clonare”, i tempi e le forme. In questo senso, l’opera “fotocopiata” appare più come un avatar di quella già esistente fuori dalla macchina, che come un “clone”. Il lessema “avatar” significa “incarnazione” ed è usato per la prima volta da Neal Stephenson nel romanzo di fantascienza “Snow Crash” del 1992. Nel metaverso dello scrittore, con il termine “avatar” si indica l’alter-ego realistico ma virtuale dei protagonisti i quali, nella simulazione delle loro vite virtuali, fuggivano da esistenze noiose o difficili. Quindi potremmo dedurre che in “avatar” ci sia una più evidente componente creativa rispetto al termine “clone” e che, sebbene sia l’espressione di ciò che già esiste altrove, esso è unico per forma e “personalità” in questo universo di macchine e di spazi virtuali.

Per rispondere al quesito iniziale, potremmo concludere che se si intende il prodotto di un’intelligenza artificiale alla stregua di un avatar, allora esso è da considerarsi un’opera d’arte in quanto pseudonimo, creatura e riflesso di una mente umana che anima luoghi alternativi.

L’interrogativo che ci si pone è complesso e il nostro intervento vuole solamente suggerire una prospettiva di analisi alternativa come è la realtà di cui si discute.

Frᥲᥒᥴᥱsᥴᥲ Coᥣᥲᥣᥙᥴᥲ Ricercatrice del Linguaggio

COVER . SENZA NOME di Ekaterina Pugach per Cloning

Il prodotto di un algoritmo è arte? La componente creativa dell’Intelligenza artificialeultima modifica: 2022-10-08T01:30:18+02:00da Dizzly