Il campanile di Oroset II (episodio 38°)


felice

Felice Tolfo 

seguito:

<Bravo Alfonso le cose stanno esattamente così!

Senti, amico mio, ti volevo avvisare della riunione che ho indetto per domani con i rappresentati della città perché voglio renderli partecipi delle ultime scoperte ma anche dei miei nuovi…..  timori……..??……??

Ho una paura folle che a qualche impavido, eroe improvvisato,

venga in mente di farsi un viaggetto verso Oroset, magari utilizzando l’astronave che presto andremo a recuperare…??

Su tutta sta storia cha sa di favola!

Che te ne pare?>

<Bravo Alfonso le cose stanno esattamente così!

Senti, amico mio, ti volevo avvisare della riunione che ho indetto per domani con i rappresentati della città perché voglio renderli partecipi delle ultime scoperte ma anche dei miei nuovi…..  timori……..??……??

Ho una paura folle che a qualche impavido, eroe improvvisato,

venga in mente di farsi un viaggetto verso Oroset, magari utilizzando l’astronave che presto andremo a recuperare…??

Su tutta sta storia cha sa di favola!

Che te ne pare?>

<Per me si può fare. Sono sempre dell’idea che è meglio prevenire in tempo utile tutto quello che, se lasciato alle spalle, potrebbe in seguito portare ad un inutile e deleterio panico.>

<Noto con piacere che la compagnia di Socrate è sempre portatrice di saggezza. La sua è una fonte inesauribile di positività per tutti noi, e di questo me ne compiaccio…!!

Allora restiamo d’accordo per domani mattina?>

 

<Potrei non essere d’accordo…??

Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

Ahahahah…!!  Ahahahah…!!  Ahahahah…!!

Nel frattempo Luminor e i suoi, raggianti come raramente capitava loro, completarono la traduzione del diario steso dai loro fratelli.

L’emozione di condividerne il contenuto con gli amici selenesi li esaltavano non poco proiettandoli oltre la felicità ritrovata!

Luminor e i suoi fratelli….. “Tutti insieme all’unisono”

 

  

“diciottesimo”

 

  

Isabel e Alex pranzarono con un piattone di spaghetti al pomodoro accuratamente preparati dal cuoco italiano con una delle sue ricette preferite.

“Sugo al pomodoro:

passata di pomodoro, poco sale, due foglie di basilico, un’idea di peperoncino e due cucchiai di olio di oliva.

Breve cottura a fuoco lento”

 

Per finire con un contorno di verdure miste lessate e sposate con un piattino di formaggi misti…!!

 

Sazi e felici si gettarono sul loro bel lettone per una dormita dal sapore romantico digestivo…!!

La loro felicità, con la vita sempre più ispirata dall’amore, andava lievitando giorno dopo giorno.

Stavano talmente bene insieme che per loro il tempo avrebbe dovuto fermarsi, almeno per un po’…..!

E così, lasciando i due innamorati mentre riposavano,

il pensiero volava direttamente alla galleria Oroset.

In particolare verso quei resti ancora in attesa di una degna collocazione.

 

Si sapeva che Luminor, in piena collaborazione con Aleandro, stava organizzando una cerimonia funebre.

Una cerimonia per il rispetto di quei nove eroi per caso, morti nel compimento del loro dovere, sicuramente avrebbe rappresentato un motivo di grande orgoglio per l’intera popolazione lunare.

 

Erano da poco passate le diciannove quando Isabel nel svegliarsi si rese conto di aver dormito oltre il dovuto.

Lanciò un’occhiata al suo Alex con la speranza di vederlo già desto e magari anche ispirato…..

Ma la sua illusione durò come un lampo prima del tuono,

visto che Alex stava ancora dormendo

beatamente il sonno dell’innamorato!

Così ne approfittò per contemplarsi quell’uomo che tanto….. ma proprio tanto amava!

Un’atmosfera particolarmente sognante che l’ora tarda ne avrebbe comunque impedito la sua prosecuzione.

Controvoglia, ma ineluttabilmente, posò la sua amabile, dolce, sincera e forte mano sulla spalla del dormiente dando il via ad una serie di scossoni che avrebbero svegliato chiunque li avesse ricevuti, Alex compreso!

 

segue…..

Il campanile di Oroset II (episodio 37°)


felice

Felice Tolfo 

seguito:

Mentre l’acquedotto altro non era che un insieme di tre grosse taniche, dotate di semplici ma efficaci filtri di facile pulizia, e una serie di tubi in plastica collegati in modo tale da formare una via di trasporto verso il lavello ed il minuscolo bagno.

Una seconda pompa elettrica ne garantiva i vari flussi.

Mentre l’acquedotto altro non era che un insieme di tre grosse taniche, dotate di semplici ma efficaci filtri di facile pulizia, e una serie di tubi in plastica collegati in modo tale da formare una via di trasporto verso il lavello ed il minuscolo bagno.

Una seconda pompa elettrica ne garantiva i vari flussi.

<Il tutto ancora perfettamente funzionante…!!

Non abbiamo controllato i filtri ma possiamo tranquillamente immaginarli “leggermente intasati”!

Ahahahah…!! Ahahahah…!!> proseguì Alfonso.

<Non solo gira la corrente elettrica nell’intero impianto ma il loro sae è ancora tenuto perfettamente in carica!

Questa è la risposta a tutti i nostri quesiti sull’energia tutt’ora presente!

Anche perché sulla Luna ci sono parecchi fulmini causati dai raggi cosmici che hanno consentito alla stessa energia di non venire mai meno garantendo il pieno funzionamento dell’intera struttura

“ossigeno compreso”!

Pensa che il cavo del parafulmine scompare nel soffitto per attraversare l’appartamento e riapparire all’esterno con una bella punta di rame!!

Luminor mi ha anche raccontato come diavolo viene sparata su, nel vero senso della parola…!!

  Comunque adesso funzionano anche le luci.

Le abbiamo semplicemente sostituite con le nostre plafoniere  dotate di lampade sofil…….

Risultato fantastico…!!

Trovata anche la mia glorificata centralina, tutt’ora in piena funzione!!>

<Esattamente come ce l’aspettavamo!

Questa è la risposta che tutti noi volevamo circa la tecnologia applicata nell’intero habitat, stanza dei bottoni compresa,

che ha consentito ai nostri nuovi eroi, i più grandi di tutti i tempi,

di poter vivere una parte della loro vita:

l’ultima…!!>

 

La commozione di Aleandro fu tale da vederlo stringersi in un forte abbraccio con l’inconsapevole ma divertito Alfonso!

 

Per il resto appariva con clamorosa evidenza il passaggio, attraverso il soffitto, dei cavi elettrici, dei tubi dell’ossigeno e dell’acqua che andavano ad alimentare le stanze della casa.

Giusto in un angolo gli scarichi diretti del bagnetto precipitavano, senza indugio alcuno, all’interno di quella che, a prima vista, poteva anche presentarsi come una normale fossa.

Ma che in realtà fossa non era!

Si trattava di una delle numerose voragini presenti nel sottosuolo lunare, del diametro di una quarantina di centimetri e profonda tanto che non se ne vedeva la fine, dove vi affluivano anche gli scarichi del lavello della cucina.

<Che figata..!! Troppo geniale! Sembra incredibile eppure è tutto vero!!> affermò Aleandro.

In un altro angolo, ammucchiate l’una sull’altra, tutte le tute spaziali che in un momento imprecisato della loro vita lunare probabilmente avranno dato vita ad un tragico pianto nostalgico…..

 

Accanto alle tute anche gli attrezzi da lavoro che

“gloriosamente”

contribuirono alla creazione di quell’habitat!

<Come aumentano le nostre scoperte e più mi rendo conto che l’appartamento “galleria Oroset” dovrà essere assegnato a Luminor e soci!> riprese Aleandro.

<Certo che sì! Sono assolutamente d’accordo con te, Luminor e i suoi se lo strameritano!

Tutto questo non potrà che contribuire a rendere più efficace quell’iniezione di fiducia di cui tanto avevano bisogno!

Spero possa essere veramente utile a conservare la loro voglia di vivere?>

<Bravo Alfonso le cose stanno esattamente così!

Senti, amico mio, ti volevo avvisare della riunione che ho indetto per domani con i rappresentati della città perché voglio renderli partecipi delle ultime scoperte ma anche dei miei nuovi…..  timori……..??……??

Ho una paura folle che a qualche impavido, eroe improvvisato,

venga in mente di farsi un viaggetto verso Oroset, magari utilizzando l’astronave che presto andremo a recuperare…??

Su tutta sta storia cha sa di favola!

Che te ne pare?>

segue…..

Il campanile di Oroset II (episodio 38°)


felice

Felice Tolfo 

seguito:

<Bravo Alfonso le cose stanno esattamente così!

Senti, amico mio, ti volevo avvisare della riunione che ho indetto per domani con i rappresentati della città perché voglio renderli partecipi delle ultime scoperte ma anche dei miei nuovi…..  timori……..??……??

Ho una paura folle che a qualche impavido, eroe improvvisato,

venga in mente di farsi un viaggetto verso Oroset, magari utilizzando l’astronave che presto andremo a recuperare…??

Su tutta sta storia cha sa di favola!

Che te ne pare?>

<Bravo Alfonso le cose stanno esattamente così!

Senti, amico mio, ti volevo avvisare della riunione che ho indetto per domani con i rappresentati della città perché voglio renderli partecipi delle ultime scoperte ma anche dei miei nuovi…..  timori……..??……??

Ho una paura folle che a qualche impavido, eroe improvvisato,

venga in mente di farsi un viaggetto verso Oroset, magari utilizzando l’astronave che presto andremo a recuperare…??

Su tutta sta storia cha sa di favola!

Che te ne pare?>

 

 

<Per me si può fare. Sono sempre dell’idea che è meglio prevenire in tempo utile tutto quello che, se lasciato alle spalle, potrebbe in seguito portare ad un inutile e deleterio panico.>

<Noto con piacere che la compagnia di Socrate è sempre portatrice di saggezza. La sua è una fonte inesauribile di positività per tutti noi, e di questo me ne compiaccio…!!

Allora restiamo d’accordo per domani mattina?>

 

<Potrei non essere d’accordo…??

Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

 

Ahahahah…!!  Ahahahah…!!  Ahahahah…!!

 

Nel frattempo Luminor e i suoi, raggianti come raramente capitava loro, completarono la traduzione del diario steso dai loro fratelli.

L’emozione di condividerne il contenuto con gli amici selenesi li esaltavano non poco proiettandoli oltre la felicità ritrovata!

 

Luminor e i suoi fratelli….. “Tutti insieme all’unisono”

 

  

“diciottesimo”

 

  

Isabel e Alex pranzarono con un piattone di spaghetti al pomodoro accuratamente preparati dal cuoco italiano con una delle sue ricette preferite.

 

“Sugo al pomodoro:

passata di pomodoro, poco sale, due foglie di basilico, un’idea di peperoncino e due cucchiai di olio di oliva.

Breve cottura a fuoco lento”

 

Per finire con un contorno di verdure miste lessate e sposate con un piattino di formaggi misti…!!

 

Sazi e felici si gettarono sul loro bel lettone per una dormita dal sapore romantico digestivo…!!

La loro felicità, con la vita sempre più ispirata dall’amore, andava lievitando giorno dopo giorno.

Stavano talmente bene insieme che per loro il tempo avrebbe dovuto fermarsi, almeno per un po’…..!

E così, lasciando i due innamorati mentre riposavano,

 

il pensiero volava direttamente alla galleria Oroset.

In particolare verso quei resti ancora in attesa di una degna collocazione.

 

Si sapeva che Luminor, in piena collaborazione con Aleandro, stava organizzando una cerimonia funebre.

 

Una cerimonia per il rispetto di quei nove eroi per caso, morti nel compimento del loro dovere, sicuramente avrebbe rappresentato un motivo di grande orgoglio per l’intera popolazione lunare.

 

Erano da poco passate le diciannove quando Isabel nel svegliarsi si rese conto di aver dormito oltre il dovuto.

Lanciò un’occhiata al suo Alex con la speranza di vederlo già desto e magari anche ispirato…..

 

Ma la sua illusione durò come un lampo prima del tuono,

 

visto che Alex stava ancora dormendo

 

beatamente il sonno dell’innamorato!

 

Così ne approfittò per contemplarsi quell’uomo che tanto….. ma proprio tanto amava!

Un’atmosfera particolarmente sognante che l’ora tarda ne avrebbe comunque impedito la sua prosecuzione.

 

Controvoglia, ma ineluttabilmente, posò la sua amabile, dolce, sincera e forte mano sulla spalla del dormiente dando il via ad una serie di scossoni che avrebbero svegliato chiunque li avesse ricevuti, Alex compreso!

 

segue…..

Il campanile di Oroset II (episodio 37°)


felice

Felice Tolfo 

seguito:

Mentre l’acquedotto altro non era che un insieme di tre grosse taniche, dotate di semplici ma efficaci filtri di facile pulizia, e una serie di tubi in plastica collegati in modo tale da formare una via di trasporto verso il lavello ed il minuscolo bagno.

Una seconda pompa elettrica ne garantiva i vari flussi.

Mentre l’acquedotto altro non era che un insieme di tre grosse taniche, dotate di semplici ma efficaci filtri di facile pulizia, e una serie di tubi in plastica collegati in modo tale da formare una via di trasporto verso il lavello ed il minuscolo bagno.

Una seconda pompa elettrica ne garantiva i vari flussi.

<Il tutto ancora perfettamente funzionante…!!

Non abbiamo controllato i filtri ma possiamo tranquillamente immaginarli “leggermente intasati”!

Ahahahah…!! Ahahahah…!!> proseguì Alfonso.

<Non solo gira la corrente elettrica nell’intero impianto ma il loro sae è ancora tenuto perfettamente in carica!

Questa è la risposta a tutti i nostri quesiti sull’energia tutt’ora presente!

Anche perché sulla Luna ci sono parecchi fulmini causati dai raggi cosmici che hanno consentito alla stessa energia di non venire mai meno garantendo il pieno funzionamento dell’intera struttura

“ossigeno compreso”!

Pensa che il cavo del parafulmine scompare nel soffitto per attraversare l’appartamento e riapparire all’esterno con una bella punta di rame!!

Luminor mi ha anche raccontato come diavolo viene sparata su, nel vero senso della parola…!!

  Comunque adesso funzionano anche le luci.

Le abbiamo semplicemente sostituite con le nostre plafoniere  dotate di lampade sofil…….

Risultato fantastico…!!

Trovata anche la mia glorificata centralina, tutt’ora in piena funzione!!>

<Esattamente come ce l’aspettavamo!

Questa è la risposta che tutti noi volevamo circa la tecnologia applicata nell’intero habitat, stanza dei bottoni compresa,

che ha consentito ai nostri nuovi eroi, i più grandi di tutti i tempi,

di poter vivere una parte della loro vita:

l’ultima…!!>

 

La commozione di Aleandro fu tale da vederlo stringersi in un forte abbraccio con l’inconsapevole ma divertito Alfonso!

 

Per il resto appariva con clamorosa evidenza il passaggio, attraverso il soffitto, dei cavi elettrici, dei tubi dell’ossigeno e dell’acqua che andavano ad alimentare le stanze della casa.

Giusto in un angolo gli scarichi diretti del bagnetto precipitavano, senza indugio alcuno, all’interno di quella che, a prima vista, poteva anche presentarsi come una normale fossa.

Ma che in realtà fossa non era!

Si trattava di una delle numerose voragini presenti nel sottosuolo lunare, del diametro di una quarantina di centimetri e profonda tanto che non se ne vedeva la fine, dove vi affluivano anche gli scarichi del lavello della cucina.

<Che figata..!! Troppo geniale! Sembra incredibile eppure è tutto vero!!> affermò Aleandro.

In un altro angolo, ammucchiate l’una sull’altra, tutte le tute spaziali che in un momento imprecisato della loro vita lunare probabilmente avranno dato vita ad un tragico pianto nostalgico…..

 

Accanto alle tute anche gli attrezzi da lavoro che

“gloriosamente”

contribuirono alla creazione di quell’habitat!

<Come aumentano le nostre scoperte e più mi rendo conto che l’appartamento “galleria Oroset” dovrà essere assegnato a Luminor e soci!> riprese Aleandro.

<Certo che sì! Sono assolutamente d’accordo con te, Luminor e i suoi se lo strameritano!

Tutto questo non potrà che contribuire a rendere più efficace quell’iniezione di fiducia di cui tanto avevano bisogno!

Spero possa essere veramente utile a conservare la loro voglia di vivere?>

<Bravo Alfonso le cose stanno esattamente così!

Senti, amico mio, ti volevo avvisare della riunione che ho indetto per domani con i rappresentati della città perché voglio renderli partecipi delle ultime scoperte ma anche dei miei nuovi…..  timori……..??……??

Ho una paura folle che a qualche impavido, eroe improvvisato,

venga in mente di farsi un viaggetto verso Oroset, magari utilizzando l’astronave che presto andremo a recuperare…??

Su tutta sta storia cha sa di favola!

Che te ne pare?>

segue…..

Il campanile di Oroset II (episodio 36°)


felice

Felice Tolfo 

seguito:

<Ce l’abbiamo fatta!>

<Sono molto felice!

Sai….. non avevo dubbi circa l’esito delle tue ricerche. Adesso però è arrivato il momento di raccontarmi tutto…!!

<Ce l’abbiamo fatta!>

<Sono molto felice!

Sai….. non avevo dubbi circa l’esito delle tue ricerche. Adesso però è arrivato il momento di raccontarmi tutto…!!

Sto fremendo dalla curiosità e il tempo che passa

non fa altro che aumentare la mia già assurda, quasi ridicola, eccitazione!!>

Una ricerca baciata dalla fortuna che li portò, in breve tempo, di fronte ad un’apertura rassicurante e di bell’aspetto.  

Non si trattava di un nascondiglio,

inimmaginabile una qualsiasi sua eventuale ragione.

Sotto un banalissimo tappetino di metallo, di sicuro lì per caso, che ben si confondeva con quella parte di pavimento verso il quale avevano mal riposto le loro attenzioni.

Precisamente nella stanza dormitorio, la terza in ordine di entrata.

L’apertura, nient’altro che una normale botola…..

 

Una botola per scendere al piano inferiore….

 

Semplice l’apertura…..

Discendere i dieci gradini di roccia per trovarsi all’interno della

tanto agognata stanza dei bottoni…!!

“Finalmente”

A prima vista la sensazione di un locale sottodimensionato?

Al contrario, osservandolo con la dovuta calma e attenzione, ci si rendeva conto di tutt’altra ampiezza e vastità!

 

In realtà un discreto ambiente ricavato all’interno di una grotta la cui altezza interna non superava i tre metri.

La grotta con il lago propiziatore…!!

Risaltava il particolare del soffitto, ovvero il pavimento di casa Oroset, messo in sicurezza da solide colonne di pietra tirate su a secco.

L’inevitabile manciata di secondi per comprendere la genialità di un lavoro che si specchiava nella grande quantità di materiale sistemato con un ordine tale da rasentare la perfezione.

“Sfruttare il massimo della potenzialità con il minimo sforzo”.

Sicuramente si trattava dell’intero kit di sopravvivenza in dotazione dell’astronave,

per buona parte già brillantemente illustrato da Luminor, costituito da una serie di apparecchiature specifiche per recuperare l’acqua, generare l’energia elettrica e l’ossigeno.

 

Per l’energia elettrica fu utilizzato il sistema del “parafulmine”.

Sulla Luna i fulmini provocati dai raggi cosmici si sprecavano.

Ciò permetteva di mantenere il sae sempre carico.

Tra il parafulmine ed il sae avevano installato un impianto di scarico a luna dotato di alcuni dispersori distribuiti lungo il suo percorso. Ciò permetteva al grosso dell’energia della saetta di scaricare gran parte della sua potenza nel sottosuolo. Lasciando in quel modo scorrere solamente una quantità minima della stessa che poteva risultare sufficiente per caricare il sae.

Per l’acqua e l’ossigeno c’era un lago.

 

Un piccolo e profondo lago ben protetto da solidi teloni di plastica.

 Lungo il bordo, bella e ben conservata,  

una delle loro potenti e indistruttibili pompe elettriche.

Tre i tubi collegati appositamente per sfruttarne le caratteristiche.

Il primo completamente immerso nell’acqua e gli altri due, applicati alla doppia uscita, si predisponevano rispettivamente per alimentare l’acquedotto e riempire il contenitore del generatore di ossigeno.

Nel preciso momento in cui il livello dell’acqua, all’interno del contenitore, raggiungeva il minimo programmato automaticamente la pompa entrava in funzione per ristabilire quell’equilibrio calcolato per il suo utilizzo.

Per la distribuzione dell’ossigeno le tubature a soffietto salivano direttamente nella terza stanza per poi proseguire,

lungo l’angolo del soffitto, all’interno delle altre stanze fino a terminare il loro percorso esattamente sopra la prima porta in doppia uscita per essere lanciato nella galleria di transito.

Mentre l’acquedotto altro non era che un insieme di tre grosse taniche, dotate di semplici ma efficaci filtri di facile pulizia, e una serie di tubi in plastica collegati in modo tale da formare una via di trasporto verso il lavello ed il minuscolo bagno.

Una seconda pompa elettrica ne garantiva i vari flussi.

segue…..

Il campanile di Oroset II (episodio 37°)


felice

Felice Tolfo 

seguito:

 

Mentre l’acquedotto altro non era che un insieme di tre grosse taniche, dotate di semplici ma efficaci filtri di facile pulizia, e una serie di tubi in plastica collegati in modo tale da formare una via di trasporto verso il lavello ed il minuscolo bagno.

Una seconda pompa elettrica ne garantiva i vari flussi.

Mentre l’acquedotto altro non era che un insieme di tre grosse taniche, dotate di semplici ma efficaci filtri di facile pulizia, e una serie di tubi in plastica collegati in modo tale da formare una via di trasporto verso il lavello ed il minuscolo bagno.

Una seconda pompa elettrica ne garantiva i vari flussi.

 

<Il tutto ancora perfettamente funzionante…!!

Non abbiamo controllato i filtri ma possiamo tranquillamente immaginarli “leggermente intasati”!

Ahahahah…!! Ahahahah…!!> proseguì Alfonso.

<Non solo gira la corrente elettrica nell’intero impianto ma il loro sae è ancora tenuto perfettamente in carica!

Questa è la risposta a tutti i nostri quesiti sull’energia tutt’ora presente!

Anche perché sulla Luna ci sono parecchi fulmini causati dai raggi cosmici che hanno consentito alla stessa energia di non venire mai meno garantendo il pieno funzionamento dell’intera struttura

“ossigeno compreso”!

Pensa che il cavo del parafulmine scompare nel soffitto per attraversare l’appartamento e riapparire all’esterno con una bella punta di rame!!

Luminor mi ha anche raccontato come diavolo viene sparata su, nel vero senso della parola…!!

  Comunque adesso funzionano anche le luci.

Le abbiamo semplicemente sostituite con le nostre plafoniere  dotate di lampade sofil…….

Risultato fantastico…!!

Trovata anche la mia glorificata centralina, tutt’ora in piena funzione!!>

<Esattamente come ce l’aspettavamo!

Questa è la risposta che tutti noi volevamo circa la tecnologia applicata nell’intero habitat, stanza dei bottoni compresa,

che ha consentito ai nostri nuovi eroi, i più grandi di tutti i tempi,

di poter vivere una parte della loro vita:

l’ultima…!!>

 

La commozione di Aleandro fu tale da vederlo stringersi in un forte abbraccio con l’inconsapevole ma divertito Alfonso!

 

Per il resto appariva con clamorosa evidenza il passaggio, attraverso il soffitto, dei cavi elettrici, dei tubi dell’ossigeno e dell’acqua che andavano ad alimentare le stanze della casa.

Giusto in un angolo gli scarichi diretti del bagnetto precipitavano, senza indugio alcuno, all’interno di quella che, a prima vista, poteva anche presentarsi come una normale fossa.

 

Ma che in realtà fossa non era!

 

Si trattava di una delle numerose voragini presenti nel sottosuolo lunare, del diametro di una quarantina di centimetri e profonda tanto che non se ne vedeva la fine, dove vi affluivano anche gli scarichi del lavello della cucina.

 

<Che figata..!! Troppo geniale! Sembra incredibile eppure è tutto vero!!> affermò Aleandro.

 

In un altro angolo, ammucchiate l’una sull’altra, tutte le tute spaziali che in un momento imprecisato della loro vita lunare probabilmente avranno dato vita ad un tragico pianto nostalgico…..

 

Accanto alle tute anche gli attrezzi da lavoro che

“gloriosamente”

contribuirono alla creazione di quell’habitat!

 

<Come aumentano le nostre scoperte e più mi rendo conto che l’appartamento “galleria Oroset” dovrà essere assegnato a Luminor e soci!> riprese Aleandro.

<Certo che sì! Sono assolutamente d’accordo con te, Luminor e i suoi se lo strameritano!

Tutto questo non potrà che contribuire a rendere più efficace quell’iniezione di fiducia di cui tanto avevano bisogno!

 

Spero possa essere veramente utile a conservare la loro voglia di vivere?>

 

<Bravo Alfonso le cose stanno esattamente così!

 

Senti, amico mio, ti volevo avvisare della riunione che ho indetto per domani con i rappresentati della città perché voglio renderli partecipi delle ultime scoperte ma anche dei miei nuovi…..  timori……..??……??

Ho una paura folle che a qualche impavido, eroe improvvisato,

venga in mente di farsi un viaggetto verso Oroset, magari utilizzando l’astronave che presto andremo a recuperare…??

Su tutta sta storia cha sa di favola!

 

Che te ne pare?>

 

segue…..

Il campanile di Oroset II (episodio 36°)


felice

Felice Tolfo 

seguito:

<Ce l’abbiamo fatta!>

<Sono molto felice!

Sai….. non avevo dubbi circa l’esito delle tue ricerche. Adesso però è arrivato il momento di raccontarmi tutto…!!

<Ce l’abbiamo fatta!>

<Sono molto felice!

Sai….. non avevo dubbi circa l’esito delle tue ricerche. Adesso però è arrivato il momento di raccontarmi tutto…!!

Sto fremendo dalla curiosità e il tempo che passa

non fa altro che aumentare la mia già assurda, quasi ridicola, eccitazione!!>

Una ricerca baciata dalla fortuna che li portò, in breve tempo, di fronte ad un’apertura rassicurante e di bell’aspetto.  

Non si trattava di un nascondiglio,

inimmaginabile una qualsiasi sua eventuale ragione.

Sotto un banalissimo tappetino di metallo, di sicuro lì per caso, che ben si confondeva con quella parte di pavimento verso il quale avevano mal riposto le loro attenzioni.

Precisamente nella stanza dormitorio, la terza in ordine di entrata.

L’apertura, nient’altro che una normale botola…..

 

Una botola per scendere al piano inferiore….

 

Semplice l’apertura…..

Discendere i dieci gradini di roccia per trovarsi all’interno della

tanto agognata stanza dei bottoni…!!

“Finalmente”

A prima vista la sensazione di un locale sottodimensionato?

Al contrario, osservandolo con la dovuta calma e attenzione, ci si rendeva conto di tutt’altra ampiezza e vastità!

 

In realtà un discreto ambiente ricavato all’interno di una grotta la cui altezza interna non superava i tre metri.

La grotta con il lago propiziatore…!!

Risaltava il particolare del soffitto, ovvero il pavimento di casa Oroset, messo in sicurezza da solide colonne di pietra tirate su a secco.

L’inevitabile manciata di secondi per comprendere la genialità di un lavoro che si specchiava nella grande quantità di materiale sistemato con un ordine tale da rasentare la perfezione.

“Sfruttare il massimo della potenzialità con il minimo sforzo”.

Sicuramente si trattava dell’intero kit di sopravvivenza in dotazione dell’astronave,

per buona parte già brillantemente illustrato da Luminor, costituito da una serie di apparecchiature specifiche per recuperare l’acqua, generare l’energia elettrica e l’ossigeno.

 

Per l’energia elettrica fu utilizzato il sistema del “parafulmine”.

Sulla Luna i fulmini provocati dai raggi cosmici si sprecavano.

Ciò permetteva di mantenere il sae sempre carico.

Tra il parafulmine ed il sae avevano installato un impianto di scarico a luna dotato di alcuni dispersori distribuiti lungo il suo percorso. Ciò permetteva al grosso dell’energia della saetta di scaricare gran parte della sua potenza nel sottosuolo. Lasciando in quel modo scorrere solamente una quantità minima della stessa che poteva risultare sufficiente per caricare il sae.

Per l’acqua e l’ossigeno c’era un lago.

 

Un piccolo e profondo lago ben protetto da solidi teloni di plastica.

 Lungo il bordo, bella e ben conservata,  

una delle loro potenti e indistruttibili pompe elettriche.

Tre i tubi collegati appositamente per sfruttarne le caratteristiche.

Il primo completamente immerso nell’acqua e gli altri due, applicati alla doppia uscita, si predisponevano rispettivamente per alimentare l’acquedotto e riempire il contenitore del generatore di ossigeno.

Nel preciso momento in cui il livello dell’acqua, all’interno del contenitore, raggiungeva il minimo programmato automaticamente la pompa entrava in funzione per ristabilire quell’equilibrio calcolato per il suo utilizzo.

Per la distribuzione dell’ossigeno le tubature a soffietto salivano direttamente nella terza stanza per poi proseguire,

lungo l’angolo del soffitto, all’interno delle altre stanze fino a terminare il loro percorso esattamente sopra la prima porta in doppia uscita per essere lanciato nella galleria di transito.

Mentre l’acquedotto altro non era che un insieme di tre grosse taniche, dotate di semplici ma efficaci filtri di facile pulizia, e una serie di tubi in plastica collegati in modo tale da formare una via di trasporto verso il lavello ed il minuscolo bagno.

Una seconda pompa elettrica ne garantiva i vari flussi.

segue…..

Il campanile di Oroset II (episodio 35°)


felice

Felice Tolfo 

seguito:

<Un grande direttore d’orchestra…!!> aggiunse Alex.

Ahahahah…!!  Uhahah…!!  Ahahahah…!!

Un grande direttore d’orchestra…!!> aggiunse Alex.

 Ahahahah…!!  Uhahah…!!  Ahahahah…!!

<Ti dà fastidio anche solamente l’idea che qualcuno di noi si possa trovare coinvolto in sciagurate avventure dove l’unica certezza è la morte…!!> disse Isabel.

<Tesorooo miooooo.  Scusami Alex, ma per me

 

Isabel è come una figlia,

 permettimi di baciarla:

smach, smach, smach…!!

 

Tu sai leggere in fondo al mio pensiero….. e alla fine tiri fuori il meglio che c’è in me…!!>

<Sta donna “eccezionale” che nella vita è diventata la mia metà!> intervenne con orgoglio Alex,

<ma forse è qualcosa di più,

io un quarto e lei tre quarti, Uahahah….!!>

 

Ahahahah…!!  Uahahah…!!  Ahahahah…!!

<Isabel oltre ad essere bellissima è anche molto intelligente e tu Alex sei di una simpatia unica….. Ahahahah…!!>

<Sic, sic, così mi emozioni, grazie mister.>

Aleandro annunciò di voler organizzare un’ulteriore riunione all’indomani alle ore nove

con i rappresentanti della città per renderli, in ogni caso, partecipi delle sue ultime “perplessità e paure”, anche se in parte mitigate

dalla saggezza dei suoi affezionatissimi Isabel e Alex…!!

 

<Okay, allora ci si ritrova domani!> rispose Isabel.

 <Intanto noi andiamo a fare visita al bedico alimentari perché siamo rimasti completamente a secco. 

Alex si mangia tutto, ha sempre una certa fame che non ti dico…?? Ahahahah…!!>

 

<Beato lui…!! Eheheheheh…!!>

Poco dopo, verso le ore quattordici, un Alfonso compiaciuto per l’obiettivo raggiunto decise di rientrare alla base!

Felice e raggiante, come raramente gli capitava, per quella fortunata ricerca finalmente centrata…..

Quattro fuoristrada per ricondurre a casa la squadra di Alfonso e i sette orosetiani che si erano uniti nel percorso di rientro

 

Alle quindici e trenta uscirono tutti dal CTS1.

I componenti la squadra di Alfonso, ancora scossi dall’emozione per la grande scoperta, salutarono i sette piccoletti che, altrettanto felici, frettolosamente se ne ritornarono a casa.

Veramente molo felici quasi in preda ad una esaltazione generale semplicemente per aver realizzato una loro personale piccola grande impresa andando in esplorazione lungo la parte sinistra della galleria Oroset che, a ragion veduta, avrebbe dovuto condurli verso un’uscita esterna.

Dell’ottimo risultato ne avrebbero dato voce alla prima buona occasione…!!

Poi fu la volta di Alfonso salutare i suoi compagni di avventura ancora vittime di un’entusiasmo collettivo ben stampato sui loro volti gioiosi per gli obiettivi raggiunti.

Li ringraziò tutti per l’ottimo lavoro svolto…!!

Quindi, lesto nel suo incidere, puntò dritto verso l’abitazione del direttore.

A stento riusciva a mascherare la sua felicità, figlia di uno stato d’animo che traboccava di positività.

Lanciò un’occhiata ad Aleandro più che mai convincente!

<Ce l’abbiamo fatta!>

<Sono molto felice!

Sai….. non avevo dubbi circa l’esito delle tue ricerche. Adesso però è arrivato il momento di raccontarmi tutto…!!

segue…..

Il campanile di Oroset II (episodio 36°)


felice

Felice Tolfo 

seguito:

 

<Ce l’abbiamo fatta!>

<Sono molto felice!

Sai….. non avevo dubbi circa l’esito delle tue ricerche. Adesso però è arrivato il momento di raccontarmi tutto…!!

<Ce l’abbiamo fatta!>

<Sono molto felice!

Sai….. non avevo dubbi circa l’esito delle tue ricerche. Adesso però è arrivato il momento di raccontarmi tutto…!!

 

Sto fremendo dalla curiosità e il tempo che passa

non fa altro che aumentare la mia già assurda, quasi ridicola, eccitazione!!>

 

Una ricerca baciata dalla fortuna che li portò, in breve tempo, di fronte ad un’apertura rassicurante e di bell’aspetto.  

Non si trattava di un nascondiglio,

inimmaginabile una qualsiasi sua eventuale ragione.

Sotto un banalissimo tappetino di metallo, di sicuro lì per caso, che ben si confondeva con quella parte di pavimento verso il quale avevano mal riposto le loro attenzioni.

Precisamente nella stanza dormitorio, la terza in ordine di entrata.

L’apertura, nient’altro che una normale botola…..

 

Una botola per scendere al piano inferiore….

 

Semplice l’apertura…..

Discendere i dieci gradini di roccia per trovarsi all’interno della

tanto agognata stanza dei bottoni…!!

“Finalmente”

A prima vista la sensazione di un locale sottodimensionato?

Al contrario, osservandolo con la dovuta calma e attenzione, ci si rendeva conto di tutt’altra ampiezza e vastità!

 

In realtà un discreto ambiente ricavato all’interno di una grotta la cui altezza interna non superava i tre metri.

 

La grotta con il lago propiziatore…!!

 

Risaltava il particolare del soffitto, ovvero il pavimento di casa Oroset, messo in sicurezza da solide colonne di pietra tirate su a secco.

 

L’inevitabile manciata di secondi per comprendere la genialità di un lavoro che si specchiava nella grande quantità di materiale sistemato con un ordine tale da rasentare la perfezione.

“Sfruttare il massimo della potenzialità con il minimo sforzo”.

Sicuramente si trattava dell’intero kit di sopravvivenza in dotazione dell’astronave,

per buona parte già brillantemente illustrato da Luminor, costituito da una serie di apparecchiature specifiche per recuperare l’acqua, generare l’energia elettrica e l’ossigeno.

 

Per l’energia elettrica fu utilizzato il sistema del “parafulmine”.

 

Sulla Luna i fulmini provocati dai raggi cosmici si sprecavano.

Ciò permetteva di mantenere il sae sempre carico.

 

Tra il parafulmine ed il sae avevano installato un impianto di scarico a luna dotato di alcuni dispersori distribuiti lungo il suo percorso. Ciò permetteva al grosso dell’energia della saetta di scaricare gran parte della sua potenza nel sottosuolo. Lasciando in quel modo scorrere solamente una quantità minima della stessa che poteva risultare sufficiente per caricare il sae.

Per l’acqua e l’ossigeno c’era un lago.

 

Un piccolo e profondo lago ben protetto da solidi teloni di plastica.

 Lungo il bordo, bella e ben conservata,  

una delle loro potenti e indistruttibili pompe elettriche.

Tre i tubi collegati appositamente per sfruttarne le caratteristiche.

Il primo completamente immerso nell’acqua e gli altri due, applicati alla doppia uscita, si predisponevano rispettivamente per alimentare l’acquedotto e riempire il contenitore del generatore di ossigeno.

Nel preciso momento in cui il livello dell’acqua, all’interno del contenitore, raggiungeva il minimo programmato automaticamente la pompa entrava in funzione per ristabilire quell’equilibrio calcolato per il suo utilizzo.

Per la distribuzione dell’ossigeno le tubature a soffietto salivano direttamente nella terza stanza per poi proseguire,

lungo l’angolo del soffitto, all’interno delle altre stanze fino a terminare il loro percorso esattamente sopra la prima porta in doppia uscita per essere lanciato nella galleria di transito.

Mentre l’acquedotto altro non era che un insieme di tre grosse taniche, dotate di semplici ma efficaci filtri di facile pulizia, e una serie di tubi in plastica collegati in modo tale da formare una via di trasporto verso il lavello ed il minuscolo bagno.

Una seconda pompa elettrica ne garantiva i vari flussi.

segue…..

Il campanile di Oroset II (episodio 34°)


felice

Felice Tolfo 

seguito:

Quella scoperta, che tanta gioia gli aveva regalato, gli stava causando anche una certa e non indifferente apprensione…!!

Quel turbamento non gli dava pace.

Era entrato dentro la sua testa come un tarlo.

Quella scoperta, che tanta gioia gli aveva regalato, gli stava causando anche una certa e non indifferente apprensione…!!

Quel turbamento non gli dava pace.

Era entrato dentro la sua testa come un tarlo.

 

La Paura che a qualche lunare venisse il desiderio di andare in giro nell’iperspazio con in cuor suo la speranza di un miraggio dal sapore orosetiano lo tormentava e non poco! Anche perché erano già due le astronavi pervenute da così lontano.

Per il ritrovamento della seconda ancora non si era deciso sul da farsi. Ma la soluzione era già nell’aria e prima o poi una nuova spedizione ne avrebbe dato il via alla ricerca…!!

Sebbene non avessero riferimenti precisi quella che aleggiava nell’aria era una semplice e ragionevole certezza circa l’ubicazione dell’astronave che la si voleva all’interno di un vulcano situato in prossimità della galleria Oroset.

Solamente una questione di tempo…!!

Quello necessario per tradurre il diario di Consolation e i suoi compagni di avventura…!!

Dopodiché………….

via libera per sfornare le più svariate ipotesi circa le esplorazioni interstellari…!!

<Magari per un viaggio senza ritorno??>

Esclamò un preoccupato Aleandro. <Un’eventualità che io voglio scartare a priori perché nessuno di noi deve rischiare di perdere la vita per delle vane illusioni.

Utilizzerò tutte le mie forze per impedire che ciò avvenga.

Sento il peso della responsabilità che mi assumo personalmente fino in fondo!

Una cosa è certa: non rinuncerò mai al vostro sostegno e di chiunque altro voglia farlo.>

<Mi dispiace Aleandro, sei disturbato da questi funerei pensieri per un qualcosa che va oltre l’esagerazione pura! Inconcepibile anche nella sola fantasia!> affermò Alex. <Oroset appartiene ad un altro sistema solare e dista ventuno anni luce dalla Luna. Secondo il mio personalissimo e modesto parere è assolutamente impossibile, anche solamente nell’immaginario di un pensiero benevolo, poter affrontare un viaggio del genere.

Oltre a ciò siamo perfettamente consapevoli del fatto che l’averli rinvenuti qui sulla Luna, dove hanno vissuto gli ultimi anni della loro vita in un habitat magistralmente ricavato nel sottosuolo, può aver solamente un significato di causa: astronave completamente fuori uso.

Sicuramente resa inutilizzabile da un grave problema in quel momento irrisolvibile?>

<L’hai detta giusta, in quel momento era irrisolvibile ma adesso…??>

<Potrebbe anche essere distrutta?

Ci sarà stato giusto il tempo per un‘atterraggio d’emergenza. Che in ogni caso ha consentito di salvare nove delle loro vite! Oltretutto in questo momento non siamo in grado di dare una valutazione sul numero reale dei componenti l’intera squadra di bordo?

E’ sufficiente pensare all’equipaggio dell’astronave di Luminor, composto da ben ventotto elementi, per renderci conto dell’impossibilità di una valutazione credibile su quanto andremo a trovare…??

Solamente il diario ce lo potrà rivelare!>

<Capisco la tua preoccupazione Aleandro>, sostenne Isabel,

<però anch’io sono convinta che non assisteremo a scene di panico per questo “ipotetico viaggio verso l’ignoto”.

Pensa che tutto ciò non si era verificato nemmeno l’altra volta quando il pianeta in argomento era la “Terra”.

Quindi in questo momento non vedo quale possa essere

 il problema!

 

Giustamente essendo il direttore di questa città ti senti più di ogni altra persona comunque responsabile delle tue scelte, sebbene condivise dalla maggioranza, che potrebbero in qualche modo mal condizionare la vita di alcuni dei suoi abitanti.

E lo fai dando il massimo di te stesso perché sei stato eletto a rappresentarli, caro il mio bravo direttore!>

 

<Un grande direttore d’orchestra…!!> aggiunse Alex.

 

Ahahahah…!!  Uhahah…!!  Ahahahah…!!

segue…..