Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 10°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

precedente:

 Ma ciononostante l’apocalisse tutti i cinquantamila abitanti riuscirono a mettersi in salvo. Un evento di tale portata lo si faceva uscire dalla casa dei miracoli. Anche se a dire il vero ai miracoli non ci credeva nessuno, o quasi! Però alla fortuna sì, ci credevano tutti!

Pure nella disgrazia la fortuna riesce a farsi un po’ di spazio!

(10° ep.)

Altrimenti non si sarebbero spiegati certi segnali, particolarmente drammatici, come terremoti intermedi e profondi nell’intera area del pianeta, apparsi sin dai primissimi giorni del 1978. Segnali premonitori per metterci sull’avviso, anche se io non ero ancora nata, del triste destino a cui inevitabilmente il nostro pianeta stava andando incontro. Segnali che autorizzarono l’intera popolazione a pianificare l’evacuazione di Kallox per uno sbalorditivo trasferimento sulla Luna!>

<Stupefacente!! Ma non mi hai ancora detto quante astronavi sono state impiegate per un’operazione certamente esagerata…??>

<Duecentocinquanta e tutte stipate all’inverosimile!>

<Incredibile, duecentocinquanta astronavi! Ma adesso dove le avete nascoste…??>

<E’ stato costruito un hangar all’interno della città per dieci di quelle astronavi. Un numero che con il trascorrere del tempo si è rivelato sin troppo generoso per soddisfare le necessità ordinarie che abitualmente si presentano.>

Un’opera grandiosa a quarantatré metri sotto luna.

<Le altre duecentoquaranta non vennero abbandonate al loro destino, assolutamente no! Parcheggiate all’interno di un enorme cratere meteoritico distante circa mille metri dal terzo anello, in linea d’aria a metà strada tra le porte di accesso terza e quarta. Sono tutte mantenute in perfetto stato di funzionamento, pronte per un loro eventuale impiego nell’evento catastrofico che speriamo non debba verificarsi mai…!!>

Un cratere del diametro di un chilometro con una profondità di cinquanta di metri.

Posizionate su file parallele in un ordine tale da rasentare la perfezione. Tutte rigorosamente protette da un manto di tettoie di plastica kriatra. Una plastica semirigida particolarmente resistente all’urto. Ma, andando oltre alle più rosee aspettative garantistiche, si optò per una ulteriore copertura imbottita con del materiale antiurto.

Solamente la caduta di un grosso meteorite avrebbe rischiato di

comprometterne la tenuta…!!

Un leggero strato di regolite (sabbia e frammenti di roccia) posto sopra l’intera struttura la faceva ritornare agli antichi splendori del cratere meteoritico.

L’anonimato: una garanzia assoluta…!!”

<Comunque oggi ci sentiamo parte integrante di questo pianeta che ci sta ospitando da oltre trentatré anni tenendoci in vita con le sue risorse.

Ed è con grande fierezza e orgoglio che noi tutti ci consideriamo lunari a tutti gli effetti.

I cinquantamila provenienti da Kallox e tutti gli altri nati sulla Luna, compresa la sottoscritta!

Nati successivamente allo sbarco avvenuto il sei febbraio del 1980:

oltre ventitremila,

da conteggiare con i tredicimila decessi.

Per un totale aggiornato ad oggi di circa sessantamila.>

<Che storia incredibile….! Rimango sempre più ammaliato dai tuoi racconti che per me hanno il sapore delle grandi avventure, quelle impossibili! Però a pensarci bene il pianeta….. Kallox, doveva essere piuttosto piccolino per avere una popolazione di soli cinquantamila abitanti. Effettivamente mi sembrano proprio “pochi pochi”…??>

<Non era affatto piccolo! Grande due volte e mezza la Luna, vale a dire un quinto della Terra. Con la prerogativa di essere un pianeta perfettamente abitabile tanto quanto lo è la Terra stessa! Devi sapere che i suoi primi abitanti arrivarono esattamente 333 anni fa!>

Furono sessanta sarioriani che sbarcarono da tre astronavi provenienti da Sarior. Un pianeta grande come lo stesso Kallox, dal quale distava settanta milioni di chilometri,

che si videro costretti ad abbandonare in un clima assurdo dominato dal terrore di una fine imminente. Esattamente pochi attimi prima della sua improvvisa e rapida distruzione avvenuta in una totale “allucinante” mancanza di segnali premonitori. Anche in quel caso fu il nocciolo ad esplodere devastando il cuore del pianeta per poi distruggerlo completamente fino a farlo scomparire nel vuoto infinito portandosi dietro tutti i suoi duecento milioni di abitanti.

Eccezione fatta per quei sessanta…!!

Quei gloriosi che, malgrado la drammaticità dei momenti precedenti la fuga da Sarior, riuscirono a mantenere una freddezza tale da riuscire a comporre quasi scientificamente il gruppo da salvare caricando sulle astronavi trenta uomini e trenta donne.

Sessanta persone con evidenti diversità circa il colore della pelle.

Dieci di carnagione scura: cinque donne e cinque uomini. Cinquanta di carnagione chiara.

<Di loro abbiamo memoria scritta e anche fotografica…!!>

<Caspitina…!!

Sono a secco, non ho parole…!!

Posso solo constatare che già nel lontano 1680 i tuoi antenati se andavano in giro per l’universo con le loro belle astronavi.!.!.!>

<E d’altronde se uno non ha parole è meglio che taccia…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!!>

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 9°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

precedente:

 L’equipaggio: primo pilota il comandante Erasmo, secondo pilota l’ingegnere Libero che fungeva da esperto di bordo e due assistenti di volo: l’affascinante, sorridente e solare Aikaterine e il tenebroso, di bell’aspetto ma cupo e sdegnoso, Lodovico!

Un team all’altezza della situazione che stava dando rassicurante dimostrazione di grande professionalità!

Isabel e Alex erano solamente dei viaggiatori:

Viaggiatori non paganti”.

(9° ep.)

<Vedi Alex come ti dicevo poco fa il nostro viaggio durerà esattamente ventiquattro ore…!!

Ma attenzione perché stiamo affrontando questa navigazione ad una velocità notevolmente ridotta rispetto alle reali possibilità dell’astronave…!!>

Si trattava di un’astronave lunga trentacinque metri con una fusoliera a tubo del diametro di sette metri. Configurata a doppio ponte con il muso slanciato che andava timidamente a schiacciare la cabina di comando. Nella parte centrale due piccole ali, a forma di pinna dorsale del pesce cane, si estendevano per due metri fino a chiudersi quattro metri più indietro. Cinque cannoni di scarico e quattro piloni esterni per l’atterraggio verticale dell’astronave in verticale completavano il posteriore. Il suo cuore batteva grazie ad un propulsore nucleare in grado di produrre energia elettrica per oltre cinquant’anni di fila senza interruzioni di sorta. Dotata di cinque motori termo elettrici sistemati in coda nel cilindro di contenimento con i comandi indipendenti che ne permettevano una piena autonomia di manovra, sia nell’accensione che nello spegnimento, garantendo così un’uso quasi smodato in una grande libertà di movimenti. Provvista di un sistema in grado di aspirare alcuni dei gas presenti nello spazio come l’idrogeno e l’elio che andavano a riempire degli appositi serbatoi predisposti per il loro utilizzo. I gas venivano impiegati nel cilindro rotante di ogni singolo motore in modo tale da generare una forza esplosiva di esorbitante potenza che, propagandosi verso l’uscita, determinava una spinta tale da portare l’astronave alla velocità di 385.000 Km/h (chilometro più chilometro meno).

Navigando nello spazio spinti da altre gravità potevano tranquillamente spegnere i motori per poi riaccenderli nella necessità di una spinta maggiore, oppure semplicemente per un cambio di rotta.

Allo scopo si poteva giocare sulla potenza di ogni singolo motore.

Dinamico l’intero apparato relativo al reattore e alla piccola centrale elettrica che spiccava per il suo concentrato di ingegno scientifico, ma anche per le ridotte dimensioni che regalavano un po’ di spazio all’abitabilità della fusoliera. Una fusoliera a doppio ponte dedicata ai passeggeri, alla cambusa e al magazzino.

<E’ questa l’esatta velocità? Ma allora andando a 385.000 Km/h il nostro viaggio potrebbe durare poco più di un’oretta invece delle ventiquattro previste??>

<Vero….. un’ora e qualche minuto! Ma ci sono delle problematiche inerenti il nostro modo di essere invisibili. In parole povere con una grande velocità aumentano i rischi dell’intercettazione terrestre…!! Ecco tutto qui…!!>

<Pensavo fosse esattamente l’opposto…?? Ma gli esperti siete voi…..Comunque non mi sarei mai immaginato, nemmeno in uno dei miei più folli pensieri, l’esistenza di un’astronave così grande e così potente!> sottolineò Alex. <Sicuramente non l’avete costruita sulla Luna altrimenti da quel pianeta lì….. ma come si chiamava?>

<Kallox…!!>

<Già Kallox, per l’appunto! Traslocare sulla Luna senza le astronavi sarebbe stata un’impresa da teletrasporto….. più o meno l’equivalente di un brutto sogno…!! Solamente una grande e possente flotta di astronavi avrebbe potuto appoggiarvi in quella che deve essere stata un’apocalittica e mirabolante migrazione?>

<Bravissimo sei stato praticamente perfetto, hai fatto centro…!!

Tutte le nostre astronavi sono state costruite su Kallox…!!

Un pianeta relativamente vicino a Marte.

Niente male….. Eh!>

Kallox un pianeta distante mediamente cinquanta milioni di chilometri da Marte e duecentocinquanta milioni di chilometri dalla Luna e dalla Terra!

A quel punto Alex, per l’emozione, non fu più in grado di fare dei commenti sensati.

Si rese perfettamente conto che la sua era una storia vera in una realtà fantastica!

<Già i kalloxiani, un grande popolo!!> affermò Isabel. In quell’istante leggermente adombrata da una cupa e dolce tristezza!

<Adesso su Kallox non ci abita più nessuno:

il pianeta non esiste più…!!

Esattamente il dieci gennaio di trentatré anni fa venne distrutto dall’esplosione del suo nocciolo che lo disintegrò polverizzandolo.

Ma ciononostante l’apocalisse tutti i cinquantamila abitanti riuscirono a mettersi in salvo. Un evento di tale portata lo si faceva uscire dalla casa dei miracoli. Anche se a dire il vero ai miracoli non ci credeva nessuno, o quasi! Però alla fortuna sì, ci credevano tutti!

Pure nella disgrazia la fortuna riesce a farsi un po’ di spazio!

                         

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 10°)

 

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

precedente:

 Ma ciononostante l’apocalisse tutti i cinquantamila abitanti riuscirono a mettersi in salvo. Un evento di tale portata lo si faceva uscire dalla casa dei miracoli. Anche se a dire il vero ai miracoli non ci credeva nessuno, o quasi! Però alla fortuna sì, ci credevano tutti!

Pure nella disgrazia la fortuna riesce a farsi un po’ di spazio!

(10° ep.)

Altrimenti non si sarebbero spiegati certi segnali, particolarmente drammatici, come terremoti intermedi e profondi nell’intera area del pianeta, apparsi sin dai primissimi giorni del 1978. Segnali premonitori per metterci sull’avviso, anche se io non ero ancora nata, del triste destino a cui inevitabilmente il nostro pianeta stava andando incontro. Segnali che autorizzarono l’intera popolazione a pianificare l’evacuazione di Kallox per uno sbalorditivo trasferimento sulla Luna!>

<Stupefacente!! Ma non mi hai ancora detto quante astronavi sono state impiegate per un’operazione certamente esagerata…??>

<Duecentocinquanta e tutte stipate all’inverosimile!>

<Incredibile, duecentocinquanta astronavi! Ma adesso dove le avete nascoste…??>

<E’ stato costruito un hangar all’interno della città per dieci di quelle astronavi. Un numero che con il trascorrere del tempo si è rivelato sin troppo generoso per soddisfare le necessità ordinarie che abitualmente si presentano.>

Un’opera grandiosa a quarantatré metri sotto luna.

<Le altre duecentoquaranta non vennero abbandonate al loro destino, assolutamente no! Parcheggiate all’interno di un enorme cratere meteoritico distante circa mille metri dal terzo anello, in linea d’aria a metà strada tra le porte di accesso terza e quarta. Sono tutte mantenute in perfetto stato di funzionamento, pronte per un loro eventuale impiego nell’evento catastrofico che speriamo non debba verificarsi mai…!!>

Un cratere del diametro di un chilometro con una profondità di cinquanta di metri.

Posizionate su file parallele in un ordine tale da rasentare la perfezione. Tutte rigorosamente protette da un manto di tettoie di plastica kriatra. Una plastica semirigida particolarmente resistente all’urto. Ma, andando oltre alle più rosee aspettative garantistiche, si optò per una ulteriore copertura imbottita con del materiale antiurto.

Solamente la caduta di un grosso meteorite avrebbe rischiato di

comprometterne la tenuta…!!

Un leggero strato di regolite (sabbia e frammenti di roccia) posto sopra l’intera struttura la faceva ritornare agli antichi splendori del cratere meteoritico.

L’anonimato: una garanzia assoluta…!!”

<Comunque oggi ci sentiamo parte integrante di questo pianeta che ci sta ospitando da oltre trentatré anni tenendoci in vita con le sue risorse.

Ed è con grande fierezza e orgoglio che noi tutti ci consideriamo lunari a tutti gli effetti.

I cinquantamila provenienti da Kallox e tutti gli altri nati sulla Luna, compresa la sottoscritta!

Nati successivamente allo sbarco avvenuto il sei febbraio del 1980:

oltre ventitremila,

da conteggiare con i tredicimila decessi.

Per un totale aggiornato ad oggi di circa sessantamila.>

<Che storia incredibile….! Rimango sempre più ammaliato dai tuoi racconti che per me hanno il sapore delle grandi avventure, quelle impossibili! Però a pensarci bene il pianeta….. Kallox, doveva essere piuttosto piccolino per avere una popolazione di soli cinquantamila abitanti. Effettivamente mi sembrano proprio “pochi pochi”…??>

<Non era affatto piccolo! Grande due volte e mezza la Luna, vale a dire un quinto della Terra. Con la prerogativa di essere un pianeta perfettamente abitabile tanto quanto lo è la Terra stessa! Devi sapere che i suoi primi abitanti arrivarono esattamente 333 anni fa!>

Furono sessanta sarioriani che sbarcarono da tre astronavi provenienti da Sarior. Un pianeta grande come lo stesso Kallox, dal quale distava settanta milioni di chilometri,

che si videro costretti ad abbandonare in un clima assurdo dominato dal terrore di una fine imminente. Esattamente pochi attimi prima della sua improvvisa e rapida distruzione avvenuta in una totale “allucinante” mancanza di segnali premonitori. Anche in quel caso fu il nocciolo ad esplodere devastando il cuore del pianeta per poi distruggerlo completamente fino a farlo scomparire nel vuoto infinito portandosi dietro tutti i suoi duecento milioni di abitanti.

Eccezione fatta per quei sessanta…!!

Quei gloriosi che, malgrado la drammaticità dei momenti precedenti la fuga da Sarior, riuscirono a mantenere una freddezza tale da riuscire a comporre quasi scientificamente il gruppo da salvare caricando sulle astronavi trenta uomini e trenta donne.

Sessanta persone con evidenti diversità circa il colore della pelle.

Dieci di carnagione scura: cinque donne e cinque uomini. Cinquanta di carnagione chiara.

<Di loro abbiamo memoria scritta e anche fotografica…!!>

<Caspitina…!!

Sono a secco, non ho parole…!!

Posso solo constatare che già nel lontano 1680 i tuoi antenati se andavano in giro per l’universo con le loro belle astronavi.!.!.!>

<E d’altronde se uno non ha parole è meglio che taccia…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!!>

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 9°)

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Felice Tolfo

precedente:

 L’equipaggio: primo pilota il comandante Erasmo, secondo pilota l’ingegnere Libero che fungeva da esperto di bordo e due assistenti di volo: l’affascinante, sorridente e solare Aikaterine e il tenebroso, di bell’aspetto ma cupo e sdegnoso, Lodovico!

Un team all’altezza della situazione che stava dando rassicurante dimostrazione di grande professionalità!

Isabel e Alex erano solamente dei viaggiatori:

Viaggiatori non paganti”.

(9° ep.)

<Vedi Alex come ti dicevo poco fa il nostro viaggio durerà esattamente ventiquattro ore…!!

Ma attenzione perché stiamo affrontando questa navigazione ad una velocità notevolmente ridotta rispetto alle reali possibilità dell’astronave…!!>

Si trattava di un’astronave lunga trentacinque metri con una fusoliera a tubo del diametro di sette metri. Configurata a doppio ponte con il muso slanciato che andava timidamente a schiacciare la cabina di comando. Nella parte centrale due piccole ali, a forma di pinna dorsale del pesce cane, si estendevano per due metri fino a chiudersi quattro metri più indietro. Cinque cannoni di scarico e quattro piloni esterni per l’atterraggio verticale dell’astronave in verticale completavano il posteriore. Il suo cuore batteva grazie ad un propulsore nucleare in grado di produrre energia elettrica per oltre cinquant’anni di fila senza interruzioni di sorta. Dotata di cinque motori termo elettrici sistemati in coda nel cilindro di contenimento con i comandi indipendenti che ne permettevano una piena autonomia di manovra, sia nell’accensione che nello spegnimento, garantendo così un’uso quasi smodato in una grande libertà di movimenti. Provvista di un sistema in grado di aspirare alcuni dei gas presenti nello spazio come l’idrogeno e l’elio che andavano a riempire degli appositi serbatoi predisposti per il loro utilizzo. I gas venivano impiegati nel cilindro rotante di ogni singolo motore in modo tale da generare una forza esplosiva di esorbitante potenza che, propagandosi verso l’uscita, determinava una spinta tale da portare l’astronave alla velocità di 385.000 Km/h (chilometro più chilometro meno).

Navigando nello spazio spinti da altre gravità potevano tranquillamente spegnere i motori per poi riaccenderli nella necessità di una spinta maggiore, oppure semplicemente per un cambio di rotta.

Allo scopo si poteva giocare sulla potenza di ogni singolo motore.

Dinamico l’intero apparato relativo al reattore e alla piccola centrale elettrica che spiccava per il suo concentrato di ingegno scientifico, ma anche per le ridotte dimensioni che regalavano un po’ di spazio all’abitabilità della fusoliera. Una fusoliera a doppio ponte dedicata ai passeggeri, alla cambusa e al magazzino.

<E’ questa l’esatta velocità? Ma allora andando a 385.000 Km/h il nostro viaggio potrebbe durare poco più di un’oretta invece delle ventiquattro previste??>

<Vero….. un’ora e qualche minuto! Ma ci sono delle problematiche inerenti il nostro modo di essere invisibili. In parole povere con una grande velocità aumentano i rischi dell’intercettazione terrestre…!! Ecco tutto qui…!!>

<Pensavo fosse esattamente l’opposto…?? Ma gli esperti siete voi…..Comunque non mi sarei mai immaginato, nemmeno in uno dei miei più folli pensieri, l’esistenza di un’astronave così grande e così potente!> sottolineò Alex. <Sicuramente non l’avete costruita sulla Luna altrimenti da quel pianeta lì….. ma come si chiamava?>

<Kallox…!!>

<Già Kallox, per l’appunto! Traslocare sulla Luna senza le astronavi sarebbe stata un’impresa da teletrasporto….. più o meno l’equivalente di un brutto sogno…!! Solamente una grande e possente flotta di astronavi avrebbe potuto appoggiarvi in quella che deve essere stata un’apocalittica e mirabolante migrazione?>

<Bravissimo sei stato praticamente perfetto, hai fatto centro…!!

Tutte le nostre astronavi sono state costruite su Kallox…!!

Un pianeta relativamente vicino a Marte.

Niente male….. Eh!>

Kallox un pianeta distante mediamente cinquanta milioni di chilometri da Marte e duecentocinquanta milioni di chilometri dalla Luna e dalla Terra!

A quel punto Alex, per l’emozione, non fu più in grado di fare dei commenti sensati.

Si rese perfettamente conto che la sua era una storia vera in una realtà fantastica!

<Già i kalloxiani, un grande popolo!!> affermò Isabel. In quell’istante leggermente adombrata da una cupa e dolce tristezza!

<Adesso su Kallox non ci abita più nessuno:

il pianeta non esiste più…!!

Esattamente il dieci gennaio di trentatré anni fa venne distrutto dall’esplosione del suo nocciolo che lo disintegrò polverizzandolo.

Ma ciononostante l’apocalisse tutti i cinquantamila abitanti riuscirono a mettersi in salvo. Un evento di tale portata lo si faceva uscire dalla casa dei miracoli. Anche se a dire il vero ai miracoli non ci credeva nessuno, o quasi! Però alla fortuna sì, ci credevano tutti!

Pure nella disgrazia la fortuna riesce a farsi un po’ di spazio!

                         

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 9°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

precedente:

 L’equipaggio: primo pilota il comandante Erasmo, secondo pilota l’ingegnere Libero che fungeva da esperto di bordo e due assistenti di volo: l’affascinante, sorridente e solare Aikaterine e il tenebroso, di bell’aspetto ma cupo e sdegnoso, Lodovico!

Un team all’altezza della situazione che stava dando rassicurante dimostrazione di grande professionalità!

Isabel e Alex erano solamente dei viaggiatori:

Viaggiatori non paganti”.

(9° ep.)

<Vedi Alex come ti dicevo poco fa il nostro viaggio durerà esattamente ventiquattro ore…!!

Ma attenzione perché stiamo affrontando questa navigazione ad una velocità notevolmente ridotta rispetto alle reali possibilità dell’astronave…!!>

Si trattava di un’astronave lunga trentacinque metri con una fusoliera a tubo del diametro di sette metri. Configurata a doppio ponte con il muso slanciato che andava timidamente a schiacciare la cabina di comando. Nella parte centrale due piccole ali, a forma di pinna dorsale del pesce cane, si estendevano per due metri fino a chiudersi quattro metri più indietro. Cinque cannoni di scarico e quattro piloni esterni per l’atterraggio verticale dell’astronave in verticale completavano il posteriore. Il suo cuore batteva grazie ad un propulsore nucleare in grado di produrre energia elettrica per oltre cinquant’anni di fila senza interruzioni di sorta. Dotata di cinque motori termo elettrici sistemati in coda nel cilindro di contenimento con i comandi indipendenti che ne permettevano una piena autonomia di manovra, sia nell’accensione che nello spegnimento, garantendo così un’uso quasi smodato in una grande libertà di movimenti. Provvista di un sistema in grado di aspirare alcuni dei gas presenti nello spazio come l’idrogeno e l’elio che andavano a riempire degli appositi serbatoi predisposti per il loro utilizzo. I gas venivano impiegati nel cilindro rotante di ogni singolo motore in modo tale da generare una forza esplosiva di esorbitante potenza che, propagandosi verso l’uscita, determinava una spinta tale da portare l’astronave alla velocità di 385.000 Km/h (chilometro più chilometro meno).

Navigando nello spazio spinti da altre gravità potevano tranquillamente spegnere i motori per poi riaccenderli nella necessità di una spinta maggiore, oppure semplicemente per un cambio di rotta.

Allo scopo si poteva giocare sulla potenza di ogni singolo motore.

Dinamico l’intero apparato relativo al reattore e alla piccola centrale elettrica che spiccava per il suo concentrato di ingegno scientifico, ma anche per le ridotte dimensioni che regalavano un po’ di spazio all’abitabilità della fusoliera. Una fusoliera a doppio ponte dedicata ai passeggeri, alla cambusa e al magazzino.

<E’ questa l’esatta velocità? Ma allora andando a 385.000 Km/h il nostro viaggio potrebbe durare poco più di un’oretta invece delle ventiquattro previste??>

<Vero….. un’ora e qualche minuto! Ma ci sono delle problematiche inerenti il nostro modo di essere invisibili. In parole povere con una grande velocità aumentano i rischi dell’intercettazione terrestre…!! Ecco tutto qui…!!>

<Pensavo fosse esattamente l’opposto…?? Ma gli esperti siete voi…..Comunque non mi sarei mai immaginato, nemmeno in uno dei miei più folli pensieri, l’esistenza di un’astronave così grande e così potente!> sottolineò Alex. <Sicuramente non l’avete costruita sulla Luna altrimenti da quel pianeta lì….. ma come si chiamava?>

<Kallox…!!>

<Già Kallox, per l’appunto! Traslocare sulla Luna senza le astronavi sarebbe stata un’impresa da teletrasporto….. più o meno l’equivalente di un brutto sogno…!! Solamente una grande e possente flotta di astronavi avrebbe potuto appoggiarvi in quella che deve essere stata un’apocalittica e mirabolante migrazione?>

<Bravissimo sei stato praticamente perfetto, hai fatto centro…!!

Tutte le nostre astronavi sono state costruite su Kallox…!!

Un pianeta relativamente vicino a Marte.

Niente male….. Eh!>

Kallox un pianeta distante mediamente cinquanta milioni di chilometri da Marte e duecentocinquanta milioni di chilometri dalla Luna e dalla Terra!

A quel punto Alex, per l’emozione, non fu più in grado di fare dei commenti sensati.

Si rese perfettamente conto che la sua era una storia vera in una realtà fantastica!

<Già i kalloxiani, un grande popolo!!> affermò Isabel. In quell’istante leggermente adombrata da una cupa e dolce tristezza!

<Adesso su Kallox non ci abita più nessuno:

il pianeta non esiste più…!!

Esattamente il dieci gennaio di trentatré anni fa venne distrutto dall’esplosione del suo nocciolo che lo disintegrò polverizzandolo.

Ma ciononostante l’apocalisse tutti i cinquantamila abitanti riuscirono a mettersi in salvo. Un evento di tale portata lo si faceva uscire dalla casa dei miracoli. Anche se a dire il vero ai miracoli non ci credeva nessuno, o quasi! Però alla fortuna sì, ci credevano tutti!

Pure nella disgrazia la fortuna riesce a farsi un po’ di spazio!

                         

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 8°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

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 <Sono sempre più sbalordito! Praticamente Selene è anche un po’ italiana…??>

<Direi proprio di sì! Ci siamo autocandidati per entrare nella vostra grande famiglia, come dei veri fratelli. Ahahahah…!!>

<Uauuuuu..… che meraviglia…!! Uahahah…!!>

(8° ep.)

Per mantenere la navigazione in incognito l’astronave, oltre alla superficie esterna interamente rivestita da un materiale anti calore e anti radar, fu generosamente dotata di sistemi elettronici particolarmente sofisticati che la rendevano quasi invisibile.

Ma quasi invisibile non voleva dire trasparente.

Ecco allora spiegato l’arcano delle partenze notturne.

<Vedi Alex, per arrivare sulla Luna con questa astronave ci impiegheremo un giorno e non i quattro che solitamente richiedono i veicoli spaziali terrestri”…!!>

<Ottimo! Considerando il particolare dei circa quattrocentomila chilometri che ci separano dalla Luna devo valutare una velocità di oltre 16.000 Km/h. Non proprio esaltante per un’astronave, comunque sempre meglio delle nostre navette spaziali che raggiungono i 4.200 Km/h.>

<Ne sono perfettamente al corrente….. Ahahahah…!!>

<E che dire su di me…!! Pensa che a quest’ora sarei nel mio tanto amato quanto odiato lettone già completamente nel mondo dei sogni. Perché, mia cara e bella Isabel, la mattina mi devo alzare presto se voglio arrivare in ufficio puntuale per poi farmi sommergere da quelle solite e noiose pratiche salva culo…!!

Beh, alquanto frustrante!>

<Oh! “Sentilo sentilo” il poverino…….. Scommetto che quando ti trovavi in compagnia delle tue belle e amate colleghe non ti sentivi “alquanto frustrato”, caro il mio tesoro…!!…??…!!

Ma proprio per niente….. Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!!

Sei già gelosa…?? Eheheh…. E dire che ci conosciamo da così poco tempo…??…??…??>

Uahahah…!! Ahahahah…!! Uahahah…!! Ahahahah…!!

<Ahahahah…!! Ma, gelosia a parte, lo sai che noi due, “scherzando scherzando”, ci troveremo a dover vivere insieme per chissà quanto?

Quindi?

Attenzione attenzione”,

si sta profilando all’orizzonte una nostra convivenza, magari anche divertente….. Forse?>

<Che esagerata……..! Ma com’è che ti sei inventata pure sta storia della convivenza forzata….. Uahahah…!! Uahahah…!!

Scusami ma alle volte proprio non riesco a trattenermi…..Uahahah…!!>

<Forzata lo stai dicendo tu, anche se sempre di convivenza si tratta!

Comunque speriamo di non doverci scontrare con le nostre personalità che così, a prima vista, mi sembrano sintonizzate sul devastante! Ahahahah…!!>

<Sicuramente “due persone intelligenti come noi” …??…??…??…??…??…??

Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Ahahahah…!!

Che scemo che sei…??>

<Dicevo, due persone intelligenti come noi riusciranno ad andare d’accordo…??

Magari anche con un certo e non indifferente “feeling”…??

Perché, e questo sinceramente non lo possiamo ignorare, sotto un certo punto di vista noi formiamo già una bella coppia!

Se poi vogliamo considerare anche quel particolare, per nulla di poco conto, di essere partiti con il piede giusto per un passo chiaro e determinato,

mi sembra inevitabile prendere in considerazione anche il fattore sentimentale.

Ma adesso….. devi stare attenta a non montarti la testa….. Nehhhhhh!!! Nehhhhhh!!! Nehhhhhh!!!

Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Che eri un po’ stronzo questo lo avevo già intuito, ma così tanto….. solamente da adesso…!! Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!!

Qualche “litigatina” ci può stare, ma niente che non appartenga alla “normalità”! >

<Certo Alex, sicuramente sarà così…!! Mannaggia a te! Il tuo bicchiere che è sempre mezzo pieno mi piace un sacco!>

<Si però attenta a non ubriacarti neh..…!! Uahahah…!! Uahahah…!! >

Uahahah…!! Ahahahah…!!

<Dai Isabel…… lo sai che per tutto quello che mi sta accadendo sto provando una strana sensazione di “incomprensibile realtà”!!>

<Ma come ti vengono:

una strana sensazione di incomprensibile realtà”?

Mi sembra di stare accanto ad un marziano….. Ahahahah…!!>

<Uahahah…!!>

<Maaaa…….. comunque, per farla un po’ più semplice, io direi che stai per vivere

un’avventura straordinariamente vera”!>

Nel frattempo l’astronave modificò la sua traiettoria per proseguire la navigazione lungo la rotta prestabilita.

Grande gioia da parte dei suoi occupanti considerato che la manovra stessa consentì loro di liberarsi dall’imbracatura delle cinture.

Erano tutti immersi in un’atmosfera a dir poco idilliaca, fatta di cose semplici ma che davano la felicità, dove la gioia di Alex aveva un sapore del tutto speciale…!!

L’equipaggio: primo pilota il comandante Erasmo, secondo pilota l’ingegnere Libero che fungeva da esperto di bordo e due assistenti di volo: l’affascinante, sorridente e solare Aikaterine e il tenebroso, di bell’aspetto ma cupo e sdegnoso, Lodovico!

Un team all’altezza della situazione che stava dando rassicurante dimostrazione di grande professionalità!

Isabel e Alex erano solamente dei viaggiatori:

Viaggiatori non paganti”.

                         

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 9°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

precedente:

 L’equipaggio: primo pilota il comandante Erasmo, secondo pilota l’ingegnere Libero che fungeva da esperto di bordo e due assistenti di volo: l’affascinante, sorridente e solare Aikaterine e il tenebroso, di bell’aspetto ma cupo e sdegnoso, Lodovico!

Un team all’altezza della situazione che stava dando rassicurante dimostrazione di grande professionalità!

Isabel e Alex erano solamente dei viaggiatori:

Viaggiatori non paganti”.

(9° ep.)

<Vedi Alex come ti dicevo poco fa il nostro viaggio durerà esattamente ventiquattro ore…!!

Ma attenzione perché stiamo affrontando questa navigazione ad una velocità notevolmente ridotta rispetto alle reali possibilità dell’astronave…!!>

Si trattava di un’astronave lunga trentacinque metri con una fusoliera a tubo del diametro di sette metri. Configurata a doppio ponte con il muso slanciato che andava timidamente a schiacciare la cabina di comando. Nella parte centrale due piccole ali, a forma di pinna dorsale del pesce cane, si estendevano per due metri fino a chiudersi quattro metri più indietro. Cinque cannoni di scarico e quattro piloni esterni per l’atterraggio verticale dell’astronave in verticale completavano il posteriore. Il suo cuore batteva grazie ad un propulsore nucleare in grado di produrre energia elettrica per oltre cinquant’anni di fila senza interruzioni di sorta. Dotata di cinque motori termo elettrici sistemati in coda nel cilindro di contenimento con i comandi indipendenti che ne permettevano una piena autonomia di manovra, sia nell’accensione che nello spegnimento, garantendo così un’uso quasi smodato in una grande libertà di movimenti. Provvista di un sistema in grado di aspirare alcuni dei gas presenti nello spazio come l’idrogeno e l’elio che andavano a riempire degli appositi serbatoi predisposti per il loro utilizzo. I gas venivano impiegati nel cilindro rotante di ogni singolo motore in modo tale da generare una forza esplosiva di esorbitante potenza che, propagandosi verso l’uscita, determinava una spinta tale da portare l’astronave alla velocità di 385.000 Km/h (chilometro più chilometro meno).

Navigando nello spazio spinti da altre gravità potevano tranquillamente spegnere i motori per poi riaccenderli nella necessità di una spinta maggiore, oppure semplicemente per un cambio di rotta.

Allo scopo si poteva giocare sulla potenza di ogni singolo motore.

Dinamico l’intero apparato relativo al reattore e alla piccola centrale elettrica che spiccava per il suo concentrato di ingegno scientifico, ma anche per le ridotte dimensioni che regalavano un po’ di spazio all’abitabilità della fusoliera. Una fusoliera a doppio ponte dedicata ai passeggeri, alla cambusa e al magazzino.

<E’ questa l’esatta velocità? Ma allora andando a 385.000 Km/h il nostro viaggio potrebbe durare poco più di un’oretta invece delle ventiquattro previste??>

<Vero….. un’ora e qualche minuto! Ma ci sono delle problematiche inerenti il nostro modo di essere invisibili. In parole povere con una grande velocità aumentano i rischi dell’intercettazione terrestre…!! Ecco tutto qui…!!>

<Pensavo fosse esattamente l’opposto…?? Ma gli esperti siete voi…..Comunque non mi sarei mai immaginato, nemmeno in uno dei miei più folli pensieri, l’esistenza di un’astronave così grande e così potente!> sottolineò Alex. <Sicuramente non l’avete costruita sulla Luna altrimenti da quel pianeta lì….. ma come si chiamava?>

<Kallox…!!>

<Già Kallox, per l’appunto! Traslocare sulla Luna senza le astronavi sarebbe stata un’impresa da teletrasporto….. più o meno l’equivalente di un brutto sogno…!! Solamente una grande e possente flotta di astronavi avrebbe potuto appoggiarvi in quella che deve essere stata un’apocalittica e mirabolante migrazione?>

<Bravissimo sei stato praticamente perfetto, hai fatto centro…!!

Tutte le nostre astronavi sono state costruite su Kallox…!!

Un pianeta relativamente vicino a Marte.

Niente male….. Eh!>

Kallox un pianeta distante mediamente cinquanta milioni di chilometri da Marte e duecentocinquanta milioni di chilometri dalla Luna e dalla Terra!

A quel punto Alex, per l’emozione, non fu più in grado di fare dei commenti sensati.

Si rese perfettamente conto che la sua era una storia vera in una realtà fantastica!

<Già i kalloxiani, un grande popolo!!> affermò Isabel. In quell’istante leggermente adombrata da una cupa e dolce tristezza!

<Adesso su Kallox non ci abita più nessuno:

il pianeta non esiste più…!!

Esattamente il dieci gennaio di trentatré anni fa venne distrutto dall’esplosione del suo nocciolo che lo disintegrò polverizzandolo.

Ma ciononostante l’apocalisse tutti i cinquantamila abitanti riuscirono a mettersi in salvo. Un evento di tale portata lo si faceva uscire dalla casa dei miracoli. Anche se a dire il vero ai miracoli non ci credeva nessuno, o quasi! Però alla fortuna sì, ci credevano tutti!

Pure nella disgrazia la fortuna riesce a farsi un po’ di spazio!

                         

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 8°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

precedente:

 <Sono sempre più sbalordito! Praticamente Selene è anche un po’ italiana…??>

<Direi proprio di sì! Ci siamo autocandidati per entrare nella vostra grande famiglia, come dei veri fratelli. Ahahahah…!!>

<Uauuuuu..… che meraviglia…!! Uahahah…!!>

(8° ep.)

Per mantenere la navigazione in incognito l’astronave, oltre alla superficie esterna interamente rivestita da un materiale anti calore e anti radar, fu generosamente dotata di sistemi elettronici particolarmente sofisticati che la rendevano quasi invisibile.

Ma quasi invisibile non voleva dire trasparente.

Ecco allora spiegato l’arcano delle partenze notturne.

<Vedi Alex, per arrivare sulla Luna con questa astronave ci impiegheremo un giorno e non i quattro che solitamente richiedono i veicoli spaziali terrestri”…!!>

<Ottimo! Considerando il particolare dei circa quattrocentomila chilometri che ci separano dalla Luna devo valutare una velocità di oltre 16.000 Km/h. Non proprio esaltante per un’astronave, comunque sempre meglio delle nostre navette spaziali che raggiungono i 4.200 Km/h.>

<Ne sono perfettamente al corrente….. Ahahahah…!!>

<E che dire su di me…!! Pensa che a quest’ora sarei nel mio tanto amato quanto odiato lettone già completamente nel mondo dei sogni. Perché, mia cara e bella Isabel, la mattina mi devo alzare presto se voglio arrivare in ufficio puntuale per poi farmi sommergere da quelle solite e noiose pratiche salva culo…!!

Beh, alquanto frustrante!>

<Oh! “Sentilo sentilo” il poverino…….. Scommetto che quando ti trovavi in compagnia delle tue belle e amate colleghe non ti sentivi “alquanto frustrato”, caro il mio tesoro…!!…??…!!

Ma proprio per niente….. Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!!

Sei già gelosa…?? Eheheh…. E dire che ci conosciamo da così poco tempo…??…??…??>

Uahahah…!! Ahahahah…!! Uahahah…!! Ahahahah…!!

<Ahahahah…!! Ma, gelosia a parte, lo sai che noi due, “scherzando scherzando”, ci troveremo a dover vivere insieme per chissà quanto?

Quindi?

Attenzione attenzione”,

si sta profilando all’orizzonte una nostra convivenza, magari anche divertente….. Forse?>

<Che esagerata……..! Ma com’è che ti sei inventata pure sta storia della convivenza forzata….. Uahahah…!! Uahahah…!!

Scusami ma alle volte proprio non riesco a trattenermi…..Uahahah…!!>

<Forzata lo stai dicendo tu, anche se sempre di convivenza si tratta!

Comunque speriamo di non doverci scontrare con le nostre personalità che così, a prima vista, mi sembrano sintonizzate sul devastante! Ahahahah…!!>

<Sicuramente “due persone intelligenti come noi” …??…??…??…??…??…??

Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Ahahahah…!!

Che scemo che sei…??>

<Dicevo, due persone intelligenti come noi riusciranno ad andare d’accordo…??

Magari anche con un certo e non indifferente “feeling”…??

Perché, e questo sinceramente non lo possiamo ignorare, sotto un certo punto di vista noi formiamo già una bella coppia!

Se poi vogliamo considerare anche quel particolare, per nulla di poco conto, di essere partiti con il piede giusto per un passo chiaro e determinato,

mi sembra inevitabile prendere in considerazione anche il fattore sentimentale.

Ma adesso….. devi stare attenta a non montarti la testa….. Nehhhhhh!!! Nehhhhhh!!! Nehhhhhh!!!

Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Che eri un po’ stronzo questo lo avevo già intuito, ma così tanto….. solamente da adesso…!! Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!!

Qualche “litigatina” ci può stare, ma niente che non appartenga alla “normalità”! >

<Certo Alex, sicuramente sarà così…!! Mannaggia a te! Il tuo bicchiere che è sempre mezzo pieno mi piace un sacco!>

<Si però attenta a non ubriacarti neh..…!! Uahahah…!! Uahahah…!! >

Uahahah…!! Ahahahah…!!

<Dai Isabel…… lo sai che per tutto quello che mi sta accadendo sto provando una strana sensazione di “incomprensibile realtà”!!>

<Ma come ti vengono:

una strana sensazione di incomprensibile realtà”?

Mi sembra di stare accanto ad un marziano….. Ahahahah…!!>

<Uahahah…!!>

<Maaaa…….. comunque, per farla un po’ più semplice, io direi che stai per vivere

un’avventura straordinariamente vera”!>

Nel frattempo l’astronave modificò la sua traiettoria per proseguire la navigazione lungo la rotta prestabilita.

Grande gioia da parte dei suoi occupanti considerato che la manovra stessa consentì loro di liberarsi dall’imbracatura delle cinture.

Erano tutti immersi in un’atmosfera a dir poco idilliaca, fatta di cose semplici ma che davano la felicità, dove la gioia di Alex aveva un sapore del tutto speciale…!!

L’equipaggio: primo pilota il comandante Erasmo, secondo pilota l’ingegnere Libero che fungeva da esperto di bordo e due assistenti di volo: l’affascinante, sorridente e solare Aikaterine e il tenebroso, di bell’aspetto ma cupo e sdegnoso, Lodovico!

Un team all’altezza della situazione che stava dando rassicurante dimostrazione di grande professionalità!

Isabel e Alex erano solamente dei viaggiatori:

Viaggiatori non paganti”.

                         

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 9°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

precedente:

 L’equipaggio: primo pilota il comandante Erasmo, secondo pilota l’ingegnere Libero che fungeva da esperto di bordo e due assistenti di volo: l’affascinante, sorridente e solare Aikaterine e il tenebroso, di bell’aspetto ma cupo e sdegnoso, Lodovico!

Un team all’altezza della situazione che stava dando rassicurante dimostrazione di grande professionalità!

Isabel e Alex erano solamente dei viaggiatori:

Viaggiatori non paganti”.

(9° ep.)

<Vedi Alex come ti dicevo poco fa il nostro viaggio durerà esattamente ventiquattro ore…!!

Ma attenzione perché stiamo affrontando questa navigazione ad una velocità notevolmente ridotta rispetto alle reali possibilità dell’astronave…!!>

Si trattava di un’astronave lunga trentacinque metri con una fusoliera a tubo del diametro di sette metri. Configurata a doppio ponte con il muso slanciato che andava timidamente a schiacciare la cabina di comando. Nella parte centrale due piccole ali, a forma di pinna dorsale del pesce cane, si estendevano per due metri fino a chiudersi quattro metri più indietro. Cinque cannoni di scarico e quattro piloni esterni per l’atterraggio verticale dell’astronave in verticale completavano il posteriore. Il suo cuore batteva grazie ad un propulsore nucleare in grado di produrre energia elettrica per oltre cinquant’anni di fila senza interruzioni di sorta. Dotata di cinque motori termo elettrici sistemati in coda nel cilindro di contenimento con i comandi indipendenti che ne permettevano una piena autonomia di manovra, sia nell’accensione che nello spegnimento, garantendo così un’uso quasi smodato in una grande libertà di movimenti. Provvista di un sistema in grado di aspirare alcuni dei gas presenti nello spazio come l’idrogeno e l’elio che andavano a riempire degli appositi serbatoi predisposti per il loro utilizzo. I gas venivano impiegati nel cilindro rotante di ogni singolo motore in modo tale da generare una forza esplosiva di esorbitante potenza che, propagandosi verso l’uscita, determinava una spinta tale da portare l’astronave alla velocità di 385.000 Km/h (chilometro più chilometro meno).

Navigando nello spazio spinti da altre gravità potevano tranquillamente spegnere i motori per poi riaccenderli nella necessità di una spinta maggiore, oppure semplicemente per un cambio di rotta.

Allo scopo si poteva giocare sulla potenza di ogni singolo motore.

Dinamico l’intero apparato relativo al reattore e alla piccola centrale elettrica che spiccava per il suo concentrato di ingegno scientifico, ma anche per le ridotte dimensioni che regalavano un po’ di spazio all’abitabilità della fusoliera. Una fusoliera a doppio ponte dedicata ai passeggeri, alla cambusa e al magazzino.

<E’ questa l’esatta velocità? Ma allora andando a 385.000 Km/h il nostro viaggio potrebbe durare poco più di un’oretta invece delle ventiquattro previste??>

<Vero….. un’ora e qualche minuto! Ma ci sono delle problematiche inerenti il nostro modo di essere invisibili. In parole povere con una grande velocità aumentano i rischi dell’intercettazione terrestre…!! Ecco tutto qui…!!>

<Pensavo fosse esattamente l’opposto…?? Ma gli esperti siete voi…..Comunque non mi sarei mai immaginato, nemmeno in uno dei miei più folli pensieri, l’esistenza di un’astronave così grande e così potente!> sottolineò Alex. <Sicuramente non l’avete costruita sulla Luna altrimenti da quel pianeta lì….. ma come si chiamava?>

<Kallox…!!>

<Già Kallox, per l’appunto! Traslocare sulla Luna senza le astronavi sarebbe stata un’impresa da teletrasporto….. più o meno l’equivalente di un brutto sogno…!! Solamente una grande e possente flotta di astronavi avrebbe potuto appoggiarvi in quella che deve essere stata un’apocalittica e mirabolante migrazione?>

<Bravissimo sei stato praticamente perfetto, hai fatto centro…!!

Tutte le nostre astronavi sono state costruite su Kallox…!!

Un pianeta relativamente vicino a Marte.

Niente male….. Eh!>

Kallox un pianeta distante mediamente cinquanta milioni di chilometri da Marte e duecentocinquanta milioni di chilometri dalla Luna e dalla Terra!

A quel punto Alex, per l’emozione, non fu più in grado di fare dei commenti sensati.

Si rese perfettamente conto che la sua era una storia vera in una realtà fantastica!

<Già i kalloxiani, un grande popolo!!> affermò Isabel. In quell’istante leggermente adombrata da una cupa e dolce tristezza!

<Adesso su Kallox non ci abita più nessuno:

il pianeta non esiste più…!!

Esattamente il dieci gennaio di trentatré anni fa venne distrutto dall’esplosione del suo nocciolo che lo disintegrò polverizzandolo.

Ma ciononostante l’apocalisse tutti i cinquantamila abitanti riuscirono a mettersi in salvo. Un evento di tale portata lo si faceva uscire dalla casa dei miracoli. Anche se a dire il vero ai miracoli non ci credeva nessuno, o quasi! Però alla fortuna sì, ci credevano tutti!

Pure nella disgrazia la fortuna riesce a farsi un po’ di spazio!

                         

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 8°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

precedente:

 <Sono sempre più sbalordito! Praticamente Selene è anche un po’ italiana…??>

<Direi proprio di sì! Ci siamo autocandidati per entrare nella vostra grande famiglia, come dei veri fratelli. Ahahahah…!!>

<Uauuuuu..… che meraviglia…!! Uahahah…!!>

(8° ep.)

Per mantenere la navigazione in incognito l’astronave, oltre alla superficie esterna interamente rivestita da un materiale anti calore e anti radar, fu generosamente dotata di sistemi elettronici particolarmente sofisticati che la rendevano quasi invisibile.

Ma quasi invisibile non voleva dire trasparente.

Ecco allora spiegato l’arcano delle partenze notturne.

<Vedi Alex, per arrivare sulla Luna con questa astronave ci impiegheremo un giorno e non i quattro che solitamente richiedono i veicoli spaziali terrestri”…!!>

<Ottimo! Considerando il particolare dei circa quattrocentomila chilometri che ci separano dalla Luna devo valutare una velocità di oltre 16.000 Km/h. Non proprio esaltante per un’astronave, comunque sempre meglio delle nostre navette spaziali che raggiungono i 4.200 Km/h.>

<Ne sono perfettamente al corrente….. Ahahahah…!!>

<E che dire su di me…!! Pensa che a quest’ora sarei nel mio tanto amato quanto odiato lettone già completamente nel mondo dei sogni. Perché, mia cara e bella Isabel, la mattina mi devo alzare presto se voglio arrivare in ufficio puntuale per poi farmi sommergere da quelle solite e noiose pratiche salva culo…!!

Beh, alquanto frustrante!>

<Oh! “Sentilo sentilo” il poverino…….. Scommetto che quando ti trovavi in compagnia delle tue belle e amate colleghe non ti sentivi “alquanto frustrato”, caro il mio tesoro…!!…??…!!

Ma proprio per niente….. Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!!

Sei già gelosa…?? Eheheh…. E dire che ci conosciamo da così poco tempo…??…??…??>

Uahahah…!! Ahahahah…!! Uahahah…!! Ahahahah…!!

<Ahahahah…!! Ma, gelosia a parte, lo sai che noi due, “scherzando scherzando”, ci troveremo a dover vivere insieme per chissà quanto?

Quindi?

Attenzione attenzione”,

si sta profilando all’orizzonte una nostra convivenza, magari anche divertente….. Forse?>

<Che esagerata……..! Ma com’è che ti sei inventata pure sta storia della convivenza forzata….. Uahahah…!! Uahahah…!!

Scusami ma alle volte proprio non riesco a trattenermi…..Uahahah…!!>

<Forzata lo stai dicendo tu, anche se sempre di convivenza si tratta!

Comunque speriamo di non doverci scontrare con le nostre personalità che così, a prima vista, mi sembrano sintonizzate sul devastante! Ahahahah…!!>

<Sicuramente “due persone intelligenti come noi” …??…??…??…??…??…??

Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Ahahahah…!!

Che scemo che sei…??>

<Dicevo, due persone intelligenti come noi riusciranno ad andare d’accordo…??

Magari anche con un certo e non indifferente “feeling”…??

Perché, e questo sinceramente non lo possiamo ignorare, sotto un certo punto di vista noi formiamo già una bella coppia!

Se poi vogliamo considerare anche quel particolare, per nulla di poco conto, di essere partiti con il piede giusto per un passo chiaro e determinato,

mi sembra inevitabile prendere in considerazione anche il fattore sentimentale.

Ma adesso….. devi stare attenta a non montarti la testa….. Nehhhhhh!!! Nehhhhhh!!! Nehhhhhh!!!

Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Che eri un po’ stronzo questo lo avevo già intuito, ma così tanto….. solamente da adesso…!! Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!!

Qualche “litigatina” ci può stare, ma niente che non appartenga alla “normalità”! >

<Certo Alex, sicuramente sarà così…!! Mannaggia a te! Il tuo bicchiere che è sempre mezzo pieno mi piace un sacco!>

<Si però attenta a non ubriacarti neh..…!! Uahahah…!! Uahahah…!! >

Uahahah…!! Ahahahah…!!

<Dai Isabel…… lo sai che per tutto quello che mi sta accadendo sto provando una strana sensazione di “incomprensibile realtà”!!>

<Ma come ti vengono:

una strana sensazione di incomprensibile realtà”?

Mi sembra di stare accanto ad un marziano….. Ahahahah…!!>

<Uahahah…!!>

<Maaaa…….. comunque, per farla un po’ più semplice, io direi che stai per vivere

un’avventura straordinariamente vera”!>

Nel frattempo l’astronave modificò la sua traiettoria per proseguire la navigazione lungo la rotta prestabilita.

Grande gioia da parte dei suoi occupanti considerato che la manovra stessa consentì loro di liberarsi dall’imbracatura delle cinture.

Erano tutti immersi in un’atmosfera a dir poco idilliaca, fatta di cose semplici ma che davano la felicità, dove la gioia di Alex aveva un sapore del tutto speciale…!!

L’equipaggio: primo pilota il comandante Erasmo, secondo pilota l’ingegnere Libero che fungeva da esperto di bordo e due assistenti di volo: l’affascinante, sorridente e solare Aikaterine e il tenebroso, di bell’aspetto ma cupo e sdegnoso, Lodovico!

Un team all’altezza della situazione che stava dando rassicurante dimostrazione di grande professionalità!

Isabel e Alex erano solamente dei viaggiatori:

Viaggiatori non paganti”.

                         

segue…..