Siamo più intelligenti

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Felice Tolfo

 

 

Un uomo e una donna si scontrano in un incidente automobilistico.
Le due auto sono distrutte, anche se nessuno dei due e’ ferito.
Riescono a strisciare fuori dalle macchine sfasciate e la donna dice all’uomo:
‘Non riesco a crederci: tu sei un uomo … io una donna. E ora guarda le nostre macchine: sono completamente distrutte eppure noi siamo illesi. Questo e’ un segno: il destino ha voluto che ci incontrassimo e che diventassimo amici e che vivessimo insieme in pace per il resto dei nostri giorni.’
E lui: ‘Sono d’accordo: deve essere un segno del cielo!’
La donna prosegue: ‘E guarda quest’altro miracolo … La mia macchina e’ demolita ma la bottiglia di vino che avevo dentro non si e’ rotta. Di certo il destino voleva che noi bevessimo questo vino per celebrare il nostro fortunato incontro…’
La donna gli passa la bottiglia, lui la apre, se ne beve praticamente metà e la passa a lei… ma la donna richiude la bottiglia senza berne neppure una goccia. L’uomo le chiede: ‘Tu non bevi?’
E gli risponde: ‘No … io aspetto che arrivi la polizia stradale…….’

MORALE:  SIAMO SOLO PIU’ INTELLIGENTI….

 

by: il forum di sanihelp.it

Non ho più la patente

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Felice Tolfo

 La patente

Cari miei, avete sicuramente sentito che non ho più la patente di guida. Visto che in giro si dice che sono stata ubriaca, voglio in questo modo raccontarvi come è andata la faccenda veramente. Ieri sulla strada che mi porta verso la casa mi ferma un poliziotto e mi dice:
– Controllo. Mi faccia vedere i documenti. Inoltre, mi sembra che lei sia ubriaca.
– Le posso garantire che non ho bevuto niente.
– Va bene, facciamo un piccolo test. Immagini che si trova in una strada buia e che verso di lei vengono due luci. Che cos’è?
– E’ una macchina.
– E’ chiaro che è una macchina, ma quale: una Mercedes, un’Audi oppure una BMW.
– Che ne so io?
– Va be’, facciamo un altro test. Lei guida in una strada senza illuminazione e vede arrivare dalla direzione opposta una luce. Che cos’è?
– Una moto.
– Certo, ma quale: una Honda, una Kawasaki o una Harley?
– Non lo so.
– Allora avevo ragione io; lei è ubriaca.
– Scusi, posso fare una domanda io a lei?
– Faccia pure!
– Allora, accanto a una strada c’è una donna in mini gonna, con le calze a rete e con tacchi alti. Chi è?
– Una prostituta, chiaramente.
– Ovvio che è una puttana, ma è sua moglie, sua figlia o sua sorella?

E da allora non ho più la patente.

 

by: barzellette.a-jokes.com

Amore = tradizione generazionale

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Felice Tolfo

 

Due coinquiline a casa stanno friggendo i wurstel. Colei che frigge, prende il wurstel, taglia entrambe le estremità e mette in padella. L’altra chiede:
– Senti, perché li stai tagliando da entrambi i lati?
Quella che sta cucinando risponde:
– Non ne ho idea; mia mamma fa sempre in questo modo…

Arriva il fine settimana, la ragazza va a visitare la famiglia e ad un certo punto chiede alla mamma:
– Mamma, perché quando friggi i wurstel tagli sempre entrambi i lati?
– Non saprei, ma la nonna faceva sempre così.

Alla fine la ragazza fa la stessa domanda alla nonna e salta fuori che si tratta di una tradizione della famiglia in quanto anche la bis nonna (che ora sta in una casa di riposo) tagliava le estremità prima di friggere!

Il giorno successivo l’eroina di questa nostra storia si reca a trovare la bis nonna portandole dei fiori e, con tanta pazienza ad un certo punto chiede alla bis nonna, felicissima di avere delle visite:
– Nonnina, per quale ragione prima di friggere i wurstel bisogna rimuovere le estremità?
– Scusa, ma ancora oggi non avete comprato una padella più grande???

 

by: barzellette.a-jokes.com

Il campanile di Oroset (episodio 31°)

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Felice Tolfo

 

seguito:

Ah, ma allora non sei proprio scemo del tutto??  Ahahahah…!!

Uahahah…!!  Ahahahah…!!  Uahahah…!!  Aahahahah…!!

 

 

Ah, ma allora non sei proprio scemo del tutto??  Ahahahah…!!

Uahahah…!!  Ahahahah…!!  Uahahah…!!  Aahahahah…!!

La testimonianza di quella drammatica realtà vissuta dai fondatori della colonia kalloxiana venne tramandata,

di generazione in generazione,

semplicemente per

“non dimenticare mai”…!!

Fondamentale ricordare la ragione che costrinse quegli intrepidi sessanta sarioriani ad emigrare sul pianeta Kallox…!!

Gli stessi, avveduti come meglio non potevano, scartarono l’ipotesi di vivere sparpagliati per l’intero pianeta.

Una vita da affrontare tutti insieme in un solo e grande nucleo.

Uniti per non farsi cogliere impreparati nell’eventualità di un tragico e repentino abbandono del pianeta stesso.

Ciò non impedì alla bella città di ritrovarsi con certi connotati periferici dotati di enormi spazi dedicati principalmente alle industrie ed in parte alle piccole coltivazioni.

Ragionevolmente distanziati i vari siti estrattivi: due dedicati alle cave per l’edilizia e una decina alle miniere.

Ad una trentina di chilometri dalle stesse miniere vivevano, in fattorie tecnologiche superdotate, alcune centinaia di persone dedite al settore alimentare in tutte le sue forme e quantità.

In altri luoghi situati nei punti più disparati di Kallox ci si concentrava con le coltivazioni di frutta caratterizzate da certe esigenze climatiche e ambientali non riscontrabili nel suolo irasoriano.  Cercavano in qualche modo di ridurre al minimo quelle che inevitabilmente sarebbero state le loro privazioni.

Si doveva sfruttare quella magica opportunità che permetteva poter usufruire dei prodotti che la natura generosamente offriva, fiori compresi.

Allo scopo per vivere con il buonumore della felicità, quei bellissimi momenti a stretto contatto con una natura splendida e meravigliosamente incontaminata, si organizzarono in mini fattorie dove potevano saltuariamente soggiornare per un certo numero di giorni senza farsi mancare nulla.

Per la continuità in prosecuzione di tali eventi, dove la partecipazione veniva considerata come un premio extra lusso, si procedeva con le velocissime astronavi cargo.

La loro storia li portò a non dover trascurare neanche il più piccolo dei dettagli.

Si organizzarono come meglio non poterono.

Istituendo un grande centro di raccolta per un’eventuale indesiderata evacuazione.

La scelta del posto,

che potesse in qualche modo soddisfare le diverse esigenze dei cinquantamila,

cadde sulle immense e spettacolari piste di atterraggio.

Esattamente dove si trovavano

parcheggiate centinaia di astronavi

pronte per uno sgradito “immane” evento!

 

E neanche farlo apposta è esattamente quello che si è verificato!!

Sembra incredibile ma fu grazie a quella genialata che i cinquantamila di Irasor, nonostante i gravi disagi patiti, si salvarono tutti!

Molto intelligenti ma anche fortunati…!! Drammaticamente fantastico…!!

Alex, ci siamoooo…!!

Eccoci oramai prossimi allo sbarco sulla Luna…..!!

Eh… ti è piaciuto l’annuncio…??

Proprio niente male…!! E’ così che si fa se vuoi che io mi senta un vero pioniere dello spazio.

Me le devi regalare sempre queste emozioni…!!

Uahahah…!!  Uahahah…!!  Uahahah…!!

Ahahahah…!! Adesso è anche arrivato il momento della tanto amata, per non dire “odiata”, vestizione! E già mio caro perché prima di uscire fuori all’aperto, per percorrere quei settanta metri che ci separeranno dalla città, dovrai entrare in una bella super tecnologica tuta spaziale.

E se invece usciamo senza la tuta?

Gli ultimi trenta secondi della tua preziosa ed unica vita prima di morire stecchito…!!

segue…..

 

Libro I e Libro II

luna1

Libro I gratuito 
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Il campanile di Oroset (episodio 32°)

 

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Felice Tolfo

 

Seguito:

E se invece usciamo senza la tuta?

Gli ultimi trenta secondi della tua preziosa ed unica vita prima di morire stecchito…!!

 

 

Gli ultimi trenta secondi della tua preziosa ed unica vita prima di morire stecchito…!!

Brrrrrr… brividiiiii, temevo che si dovesse soffrire un po’…!!

Eheheheh…… soffrire…?  Addirittura ….?  Esagerato!

Ma daiiiiiiiiii, Isabel…….. stavo scherzando…!!

Non vedo l’ora di fare la mia prima passeggiata lunare…..

E’ anche innegabile che un po’ si dovrà

effettivamente soffrire…..

Per via dell’ingombro della tuta…!! Uahahah…!!

 

Ahahahah…!!  Uahahah…!!

 

Comunque devi sapere che le nostre tute spaziali sono vistosamente meno ingombranti delle tute utilizzate dai terrestri!! Le vostre, a pieno regime, sono piuttosto goffe. La tuta troppo gonfia condiziona l’agibilità di chi la indossa, limitandone i movimenti rendendoli lenti ed impacciati!

 

Ma la vostra tecnologia rispetto alla nostra è molto più evoluta!

Basta guardare questa astronave che ci sta

gentilmente

accompagnando sulla Luna…..

Siete grandiosi…!!

 

Ore ventuno e trenta: entrata nell’orbita lunare.

Ore ventidue: atterraggio sulla Luna.

Isabel e Alex, all’interno della loro bianca tuta spaziale, in serena attesa di toccare il suolo lunare.

Scansando, avvedutamente, la manovra del parcheggio diretto nell’hangar avrebbero anticipato il loro sbarco di circa una trentina di minuti.

 

L’astronave posizionata orizzontalmente eseguì,

in un tempo sufficientemente ristretto,

il classico atterraggio in verticale.

Da espletare la pratica sbarco passeggeri.

Dopodiché si sarebbe dovuta risollevare,

alzare la testa,

disporsi in perfetta verticale ed infine introdursi,

con esasperante concentrazione,

all’interno dell’hangar!

Per i due avventurieri che non vedevano l’ora di entrare in città

il tempo meglio se risparmiato!

 

Tre le possibilità di atterraggio dell’astronave kalloxiana:

 

  • “Astronave orizzontale” atterraggio verticale (normalmente in uso nelle missioni);
  • “Astronave orizzontale” atterraggio orizzontale in scivolata come un normale aeroplano (effettuato saltuariamente sulle piste di Irasor);
  • “Astronave verticale” atterraggio verticale (parcheggio nell’hangar).

 

Scendere dall’astronave e mettere i piedi sulla superficie lunare non era così semplice come sulla Terra dove, per ovvie ragioni, ci si poteva muovere liberamente senza dipendenze ambientali.

Una breve attesa per l’apertura alternata delle due porte stagne prima di scendere lungo la scaletta fuoriuscita fino a toccare dolcemente il suolo. Isabel da perfetta padrona di casa s’impadronì del dilettante inesperto garantendogli il massimo sostegno di una guida, competente e altamente qualificata, nella sua prima passeggiata lunare.

Il panorama non era un granché per il semplice emotivo che si doveva rispecchiare nella provvisoria realtà del buio lunare.

 

Il secondo dei quattordici giorni di buio!

 

Però per Alex

 

si trattava della sua “prima volta” sulla Luna!

Ed essere lì, in quel preciso istante, aveva un fascino del tutto particolare, “molto particolare”…!!

Sempre così la prima volta, ma quella lo era ancora di più!

 

Segue ……

 

Libro I e Libro II

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Libro I gratuito 
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Siamo più intelligenti

 

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Un uomo e una donna si scontrano in un incidente automobilistico.
Le due auto sono distrutte, anche se nessuno dei due e’ ferito.
Riescono a strisciare fuori dalle macchine sfasciate e la donna dice all’uomo:
‘Non riesco a crederci: tu sei un uomo … io una donna. E ora guarda le nostre macchine: sono completamente distrutte eppure noi siamo illesi. Questo e’ un segno: il destino ha voluto che ci incontrassimo e che diventassimo amici e che vivessimo insieme in pace per il resto dei nostri giorni.’
E lui: ‘Sono d’accordo: deve essere un segno del cielo!’
La donna prosegue: ‘E guarda quest’altro miracolo … La mia macchina e’ demolita ma la bottiglia di vino che avevo dentro non si e’ rotta. Di certo il destino voleva che noi bevessimo questo vino per celebrare il nostro fortunato incontro…’
La donna gli passa la bottiglia, lui la apre, se ne beve praticamente metà e la passa a lei… ma la donna richiude la bottiglia senza berne neppure una goccia. L’uomo le chiede: ‘Tu non bevi?’
E gli risponde: ‘No … io aspetto che arrivi la polizia stradale…….’

MORALE:  SIAMO SOLO PIU’ INTELLIGENTI….

 

 

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Non ho più la patente

 

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Felice Tolfo

 La patente

Cari miei, avete sicuramente sentito che non ho più la patente di guida. Visto che in giro si dice che sono stata ubriaca, voglio in questo modo raccontarvi come è andata la faccenda veramente. Ieri sulla strada che mi porta verso la casa mi ferma un poliziotto e mi dice:
– Controllo. Mi faccia vedere i documenti. Inoltre, mi sembra che lei sia ubriaca.
– Le posso garantire che non ho bevuto niente.
– Va bene, facciamo un piccolo test. Immagini che si trova in una strada buia e che verso di lei vengono due luci. Che cos’è?
– E’ una macchina.
– E’ chiaro che è una macchina, ma quale: una Mercedes, un’Audi oppure una BMW.
– Che ne so io?
– Va be’, facciamo un altro test. Lei guida in una strada senza illuminazione e vede arrivare dalla direzione opposta una luce. Che cos’è?
– Una moto.
– Certo, ma quale: una Honda, una Kawasaki o una Harley?
– Non lo so.
– Allora avevo ragione io; lei è ubriaca.
– Scusi, posso fare una domanda io a lei?
– Faccia pure!
– Allora, accanto a una strada c’è una donna in mini gonna, con le calze a rete e con tacchi alti. Chi è?
– Una prostituta, chiaramente.
– Ovvio che è una puttana, ma è sua moglie, sua figlia o sua sorella?

E da allora non ho più la patente.

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Amore = tradizione generazionale

 

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Felice Tolfo

 

 

Due coinquiline a casa stanno friggendo i wurstel. Colei che frigge, prende il wurstel, taglia entrambe le estremità e mette in padella. L’altra chiede:
– Senti, perché li stai tagliando da entrambi i lati?
Quella che sta cucinando risponde:
– Non ne ho idea; mia mamma fa sempre in questo modo…

Arriva il fine settimana, la ragazza va a visitare la famiglia e ad un certo punto chiede alla mamma:
– Mamma, perché quando friggi i wurstel tagli sempre entrambi i lati?
– Non saprei, ma la nonna faceva sempre così.

Alla fine la ragazza fa la stessa domanda alla nonna e salta fuori che si tratta di una tradizione della famiglia in quanto anche la bis nonna (che ora sta in una casa di riposo) tagliava le estremità prima di friggere!

Il giorno successivo l’eroina di questa nostra storia si reca a trovare la bis nonna portandole dei fiori e, con tanta pazienza ad un certo punto chiede alla bis nonna, felicissima di avere delle visite:
– Nonnina, per quale ragione prima di friggere i wurstel bisogna rimuovere le estremità?
– Scusa, ma ancora oggi non avete comprato una padella più grande???

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Il campanile di Oroset (episodio 31°)

 

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Felice Tolfo

 

seguito:

Ah, ma allora non sei proprio scemo del tutto??  Ahahahah…!!

Uahahah…!!  Ahahahah…!!  Uahahah…!!  Aahahahah…!!

 

 

Ah, ma allora non sei proprio scemo del tutto??  Ahahahah…!!

Uahahah…!!  Ahahahah…!!  Uahahah…!!  Aahahahah…!!

La testimonianza di quella drammatica realtà vissuta dai fondatori della colonia kalloxiana venne tramandata,

di generazione in generazione,

semplicemente per

“non dimenticare mai”…!!

Fondamentale ricordare la ragione che costrinse quegli intrepidi sessanta sarioriani ad emigrare sul pianeta Kallox…!!

Gli stessi, avveduti come meglio non potevano, scartarono l’ipotesi di vivere sparpagliati per l’intero pianeta.

Una vita da affrontare tutti insieme in un solo e grande nucleo.

Uniti per non farsi cogliere impreparati nell’eventualità di un tragico e repentino abbandono del pianeta stesso.

Ciò non impedì alla bella città di ritrovarsi con certi connotati periferici dotati di enormi spazi dedicati principalmente alle industrie ed in parte alle piccole coltivazioni.

Ragionevolmente distanziati i vari siti estrattivi: due dedicati alle cave per l’edilizia e una decina alle miniere.

Ad una trentina di chilometri dalle stesse miniere vivevano, in fattorie tecnologiche superdotate, alcune centinaia di persone dedite al settore alimentare in tutte le sue forme e quantità.

In altri luoghi situati nei punti più disparati di Kallox ci si concentrava con le coltivazioni di frutta caratterizzate da certe esigenze climatiche e ambientali non riscontrabili nel suolo irasoriano.  Cercavano in qualche modo di ridurre al minimo quelle che inevitabilmente sarebbero state le loro privazioni.

Si doveva sfruttare quella magica opportunità che permetteva poter usufruire dei prodotti che la natura generosamente offriva, fiori compresi.

Allo scopo per vivere con il buonumore della felicità, quei bellissimi momenti a stretto contatto con una natura splendida e meravigliosamente incontaminata, si organizzarono in mini fattorie dove potevano saltuariamente soggiornare per un certo numero di giorni senza farsi mancare nulla.

Per la continuità in prosecuzione di tali eventi, dove la partecipazione veniva considerata come un premio extra lusso, si procedeva con le velocissime astronavi cargo.

La loro storia li portò a non dover trascurare neanche il più piccolo dei dettagli.

Si organizzarono come meglio non poterono.

Istituendo un grande centro di raccolta per un’eventuale indesiderata evacuazione.

La scelta del posto,

che potesse in qualche modo soddisfare le diverse esigenze dei cinquantamila,

cadde sulle immense e spettacolari piste di atterraggio.

Esattamente dove si trovavano

parcheggiate centinaia di astronavi

pronte per uno sgradito “immane” evento!

 

E neanche farlo apposta è esattamente quello che si è verificato!!

Sembra incredibile ma fu grazie a quella genialata che i cinquantamila di Irasor, nonostante i gravi disagi patiti, si salvarono tutti!

Molto intelligenti ma anche fortunati…!! Drammaticamente fantastico…!!

Alex, ci siamoooo…!!

Eccoci oramai prossimi allo sbarco sulla Luna…..!!

Eh… ti è piaciuto l’annuncio…??

Proprio niente male…!! E’ così che si fa se vuoi che io mi senta un vero pioniere dello spazio.

Me le devi regalare sempre queste emozioni…!!

Uahahah…!!  Uahahah…!!  Uahahah…!!

Ahahahah…!! Adesso è anche arrivato il momento della tanto amata, per non dire “odiata”, vestizione! E già mio caro perché prima di uscire fuori all’aperto, per percorrere quei settanta metri che ci separeranno dalla città, dovrai entrare in una bella super tecnologica tuta spaziale.

E se invece usciamo senza la tuta?

Gli ultimi trenta secondi della tua preziosa ed unica vita prima di morire stecchito…!!

segue…..

Libro I e Libro II

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Il campanile di Oroset (episodio 30°)

 

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seguito:

Basilare per captare i segnali dei satelliti terrestri.

Basilare per captare i segnali dei satelliti terrestri.

I chilometri di cavi utilizzati nel collegamento con le parabole vennero conficcati a cinquanta centimetri sotto luna, al riparo dai rigori dello spazio cosmico e da eventuali occhi telescopici indiscreti…!!

Infine era il sistema unifre a garantire una ricezione costante nel tempo e senza interruzioni di sorta. Un’opera importantissima per la città di Selene che veniva risaltata dall’alta velocità con la quale la stessa rete di telecomunicazioni correva considerato che la struttura utilizzava cavi in fibre ottiche all’interno delle quali viaggiavano internet, le immagini televisive e le conversazioni telefoniche.

La nostra Camilla è rimasta sempre in contatto con noi perché non le è mai venuto meno quel valore affettivo che l’ha tenuta saldamente legata alle sue origini.

Un legame inossidabile sin da prima dell’avventura terrestre che, con il passare del tempo, si è ulteriormente rafforzato…!!

 Incredibile! Sicuramente ognuno di loro avrà avuto un proprio percorso di vita: chi sposato con o senza figli e chi single. Mi auguro sia stato, e lo sia tuttora, ricco di valori e di cose a cui credere…!!

Ma speriamo tutti felici…!! Speriamo…??

Non posso sottrarmi dal pensare alla mia cara zia Licia, neo settantenne, che non esitò un solo istante nell’adottarmi per poi amarmi come un vero figlio. Un figlio che, considerato il suo stato di donna single, avrebbe anche potuto desiderare…??…??

Invece io sono stata adottata dai nonni materni che mi hanno accolta e amata fin da subito. Purtroppo all’epoca erano già piuttosto anziani e tre anni fa, quando si sono ammalati, nell’arco di una settimana sono deceduti…!! Prima il nonno e a seguire, esattamente dopo sette giorni, la nonna!

Però se ne sono andati lasciandomi un’eredità morale di un valore inestimabile che io personalmente solo vivendo potrò dimostrare di esserne all’altezza!!

Scusami Isabel, ma mi dovresti togliere una curiosità per quella che era stata la vita su Kallox? Però dobbiamo partire da Selene perché gli abitanti della Luna vivono, per ovvie ragioni di sottosuolo, tutti insieme in una sola città.

Mentre su Kallox, dove ci si poteva muovere liberamente come sulla Terra, quei cinquantamila come si erano organizzati?

Sparsi qua e là per il pianeta oppure tutti uniti…??

Bella domanda mio caro Alex…! I gloriosi pionieri che colonizzarono quel pianeta, non dimentichi di quanto accaduto al loro vecchio e caro Sarior, presero la ponderata e saggia decisione di formare un’unica squadra con il semplice intento di rimanere uniti per sempre.

Con il trascorrere del tempo la popolazione aumentò sino a raggiungere una ragguardevole cifra che permise loro di formare un gruppo compatto in una grande e comoda città chiamata Irasor…!! Ti dice nulla questo nome…??

No! Ma non riesco nemmeno ad immaginare cosa mai potrebbe dirmi il nome di una città kalloxiana…??

E invece per quelle che sono le tue ultime conoscenze se ti concentri un’attimo su Irasor qualcosa dovrebbe dirti….. bello mio?

Le sei lettere…!! Sono le stesse di Sarior!

Bravo!

Per non dimenticare mai le loro origini…!!

L’essere grati per non dimenticare è segno di grande intelligenza…!!

Ah, ma allora non sei proprio scemo del tutto??  Ahahahah…!!

Uahahah…!!  Ahahahah…!!  Uahahah…!!  Aahahahah…!!

segue……….

 

Libro I e Libro II

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 La patente

Cari miei, avete sicuramente sentito che non ho più la patente di guida. Visto che in giro si dice che sono stata ubriaca, voglio in questo modo raccontarvi come è andata la faccenda veramente. Ieri sulla strada che mi porta verso la casa mi ferma un poliziotto e mi dice:
– Controllo. Mi faccia vedere i documenti. Inoltre, mi sembra che lei sia ubriaca.
– Le posso garantire che non ho bevuto niente.
– Va bene, facciamo un piccolo test. Immagini che si trova in una strada buia e che verso di lei vengono due luci. Che cos’è?
– E’ una macchina.
– E’ chiaro che è una macchina, ma quale: una Mercedes, un’Audi oppure una BMW.
– Che ne so io?
– Va be’, facciamo un altro test. Lei guida in una strada senza illuminazione e vede arrivare dalla direzione opposta una luce. Che cos’è?
– Una moto.
– Certo, ma quale: una Honda, una Kawasaki o una Harley?
– Non lo so.
– Allora avevo ragione io; lei è ubriaca.
– Scusi, posso fare una domanda io a lei?
– Faccia pure!
– Allora, accanto a una strada c’è una donna in mini gonna, con le calze a rete e con tacchi alti. Chi è?
– Una prostituta, chiaramente.
– Ovvio che è una puttana, ma è sua moglie, sua figlia o sua sorella?

E da allora non ho più la patente.

 

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Amore = tradizione generazionale

 

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Due coinquiline a casa stanno friggendo i wurstel. Colei che frigge, prende il wurstel, taglia entrambe le estremità e mette in padella. L’altra chiede:
– Senti, perché li stai tagliando da entrambi i lati?
Quella che sta cucinando risponde:
– Non ne ho idea; mia mamma fa sempre in questo modo…

Arriva il fine settimana, la ragazza va a visitare la famiglia e ad un certo punto chiede alla mamma:
– Mamma, perché quando friggi i wurstel tagli sempre entrambi i lati?
– Non saprei, ma la nonna faceva sempre così.

Alla fine la ragazza fa la stessa domanda alla nonna e salta fuori che si tratta di una tradizione della famiglia in quanto anche la bis nonna (che ora sta in una casa di riposo) tagliava le estremità prima di friggere!

Il giorno successivo l’eroina di questa nostra storia si reca a trovare la bis nonna portandole dei fiori e, con tanta pazienza ad un certo punto chiede alla bis nonna, felicissima di avere delle visite:
– Nonnina, per quale ragione prima di friggere i wurstel bisogna rimuovere le estremità?
– Scusa, ma ancora oggi non avete comprato una padella più grande???

 

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Uahahah…!!  Ahahahah…!!  Uahahah…!!  Aahahahah…!!

 

 

Ah, ma allora non sei proprio scemo del tutto??  Ahahahah…!!

Uahahah…!!  Ahahahah…!!  Uahahah…!!  Aahahahah…!!

La testimonianza di quella drammatica realtà vissuta dai fondatori della colonia kalloxiana venne tramandata,

di generazione in generazione,

semplicemente per

“non dimenticare mai”…!!

Fondamentale ricordare la ragione che costrinse quegli intrepidi sessanta sarioriani ad emigrare sul pianeta Kallox…!!

Gli stessi, avveduti come meglio non potevano, scartarono l’ipotesi di vivere sparpagliati per l’intero pianeta.

Una vita da affrontare tutti insieme in un solo e grande nucleo.

Uniti per non farsi cogliere impreparati nell’eventualità di un tragico e repentino abbandono del pianeta stesso.

Ciò non impedì alla bella città di ritrovarsi con certi connotati periferici dotati di enormi spazi dedicati principalmente alle industrie ed in parte alle piccole coltivazioni.

Ragionevolmente distanziati i vari siti estrattivi: due dedicati alle cave per l’edilizia e una decina alle miniere.

Ad una trentina di chilometri dalle stesse miniere vivevano, in fattorie tecnologiche superdotate, alcune centinaia di persone dedite al settore alimentare in tutte le sue forme e quantità.

In altri luoghi situati nei punti più disparati di Kallox ci si concentrava con le coltivazioni di frutta caratterizzate da certe esigenze climatiche e ambientali non riscontrabili nel suolo irasoriano.  Cercavano in qualche modo di ridurre al minimo quelle che inevitabilmente sarebbero state le loro privazioni.

Si doveva sfruttare quella magica opportunità che permetteva poter usufruire dei prodotti che la natura generosamente offriva, fiori compresi.

Allo scopo per vivere con il buonumore della felicità, quei bellissimi momenti a stretto contatto con una natura splendida e meravigliosamente incontaminata, si organizzarono in mini fattorie dove potevano saltuariamente soggiornare per un certo numero di giorni senza farsi mancare nulla.

Per la continuità in prosecuzione di tali eventi, dove la partecipazione veniva considerata come un premio extra lusso, si procedeva con le velocissime astronavi cargo.

La loro storia li portò a non dover trascurare neanche il più piccolo dei dettagli.

Si organizzarono come meglio non poterono.

Istituendo un grande centro di raccolta per un’eventuale indesiderata evacuazione.

La scelta del posto,

che potesse in qualche modo soddisfare le diverse esigenze dei cinquantamila,

cadde sulle immense e spettacolari piste di atterraggio.

Esattamente dove si trovavano

parcheggiate centinaia di astronavi

pronte per uno sgradito “immane” evento!

 

E neanche farlo apposta è esattamente quello che si è verificato!!

Sembra incredibile ma fu grazie a quella genialata che i cinquantamila di Irasor, nonostante i gravi disagi patiti, si salvarono tutti!

Molto intelligenti ma anche fortunati…!! Drammaticamente fantastico…!!

Alex, ci siamoooo…!!

Eccoci oramai prossimi allo sbarco sulla Luna…..!!

Eh… ti è piaciuto l’annuncio…??

Proprio niente male…!! E’ così che si fa se vuoi che io mi senta un vero pioniere dello spazio.

Me le devi regalare sempre queste emozioni…!!

Uahahah…!!  Uahahah…!!  Uahahah…!!

Ahahahah…!! Adesso è anche arrivato il momento della tanto amata, per non dire “odiata”, vestizione! E già mio caro perché prima di uscire fuori all’aperto, per percorrere quei settanta metri che ci separeranno dalla città, dovrai entrare in una bella super tecnologica tuta spaziale.

E se invece usciamo senza la tuta?

Gli ultimi trenta secondi della tua preziosa ed unica vita prima di morire stecchito…!!

segue…..

 

Libro I e Libro II

luna1

Libro I gratuito 
http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html

Il campanile di Oroset (episodio 30°)

 

 

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

 

 

seguito:

Basilare per captare i segnali dei satelliti terrestri.

Basilare per captare i segnali dei satelliti terrestri.

I chilometri di cavi utilizzati nel collegamento con le parabole vennero conficcati a cinquanta centimetri sotto luna, al riparo dai rigori dello spazio cosmico e da eventuali occhi telescopici indiscreti…!!

Infine era il sistema unifre a garantire una ricezione costante nel tempo e senza interruzioni di sorta. Un’opera importantissima per la città di Selene che veniva risaltata dall’alta velocità con la quale la stessa rete di telecomunicazioni correva considerato che la struttura utilizzava cavi in fibre ottiche all’interno delle quali viaggiavano internet, le immagini televisive e le conversazioni telefoniche.

La nostra Camilla è rimasta sempre in contatto con noi perché non le è mai venuto meno quel valore affettivo che l’ha tenuta saldamente legata alle sue origini.

Un legame inossidabile sin da prima dell’avventura terrestre che, con il passare del tempo, si è ulteriormente rafforzato…!!

 Incredibile! Sicuramente ognuno di loro avrà avuto un proprio percorso di vita: chi sposato con o senza figli e chi single. Mi auguro sia stato, e lo sia tuttora, ricco di valori e di cose a cui credere…!!

Ma speriamo tutti felici…!! Speriamo…??

Non posso sottrarmi dal pensare alla mia cara zia Licia, neo settantenne, che non esitò un solo istante nell’adottarmi per poi amarmi come un vero figlio. Un figlio che, considerato il suo stato di donna single, avrebbe anche potuto desiderare…??…??

Invece io sono stata adottata dai nonni materni che mi hanno accolta e amata fin da subito. Purtroppo all’epoca erano già piuttosto anziani e tre anni fa, quando si sono ammalati, nell’arco di una settimana sono deceduti…!! Prima il nonno e a seguire, esattamente dopo sette giorni, la nonna!

Però se ne sono andati lasciandomi un’eredità morale di un valore inestimabile che io personalmente solo vivendo potrò dimostrare di esserne all’altezza!!

Scusami Isabel, ma mi dovresti togliere una curiosità per quella che era stata la vita su Kallox? Però dobbiamo partire da Selene perché gli abitanti della Luna vivono, per ovvie ragioni di sottosuolo, tutti insieme in una sola città.

Mentre su Kallox, dove ci si poteva muovere liberamente come sulla Terra, quei cinquantamila come si erano organizzati?

Sparsi qua e là per il pianeta oppure tutti uniti…??

Bella domanda mio caro Alex…! I gloriosi pionieri che colonizzarono quel pianeta, non dimentichi di quanto accaduto al loro vecchio e caro Sarior, presero la ponderata e saggia decisione di formare un’unica squadra con il semplice intento di rimanere uniti per sempre.

Con il trascorrere del tempo la popolazione aumentò sino a raggiungere una ragguardevole cifra che permise loro di formare un gruppo compatto in una grande e comoda città chiamata Irasor…!! Ti dice nulla questo nome…??

No! Ma non riesco nemmeno ad immaginare cosa mai potrebbe dirmi il nome di una città kalloxiana…??

E invece per quelle che sono le tue ultime conoscenze se ti concentri un’attimo su Irasor qualcosa dovrebbe dirti….. bello mio?

Le sei lettere…!! Sono le stesse di Sarior!

Bravo!

Per non dimenticare mai le loro origini…!!

L’essere grati per non dimenticare è segno di grande intelligenza…!!

Ah, ma allora non sei proprio scemo del tutto??  Ahahahah…!!

Uahahah…!!  Ahahahah…!!  Uahahah…!!  Aahahahah…!!

segue……….

 

Libro I e Libro II

luna1

Libro I gratuito 
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“Non ho più la patente”

 

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Felice Tolfo

La patente

 

Cari miei, avete sicuramente sentito che non ho più la patente di guida. Visto che in giro si dice che sono stata ubriaca, voglio in questo modo raccontarvi come è andata la faccenda veramente. Ieri sulla strada che mi porta verso la casa mi ferma un poliziotto e mi dice:
– Controllo. Mi faccia vedere i documenti. Inoltre, mi sembra che lei sia ubriaca.
– Le posso garantire che non ho bevuto niente.
– Va bene, facciamo un piccolo test. Immagini che si trova in una strada buia e che verso di lei vengono due luci. Che cos’è?
– E’ una macchina.
– E’ chiaro che è una macchina, ma quale: una Mercedes, un’Audi oppure una BMW.
– Che ne so io?
– Va be’, facciamo un altro test. Lei guida in una strada senza illuminazione e vede arrivare dalla direzione opposta una luce. Che cos’è?
– Una moto.
– Certo, ma quale: una Honda, una Kawasaki o una Harley?
– Non lo so.
– Allora avevo ragione io; lei è ubriaca.
– Scusi, posso fare una domanda io a lei?
– Faccia pure!
– Allora, accanto a una strada c’è una donna in mini gonna, con le calze a rete e con tacchi alti. Chi è?
– Una prostituta, chiaramente.
– Ovvio che è una puttana, ma è sua moglie, sua figlia o sua sorella?

E da allora non ho più la patente.

 

by: barzellette.a-jokes.com

Amore = tradizione generazionale

 

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Felice Tolfo

 

 

Due coinquiline a casa stanno friggendo i wurstel. Colei che frigge, prende il wurstel, taglia entrambe le estremità e mette in padella. L’altra chiede:
– Senti, perché li stai tagliando da entrambi i lati?
Quella che sta cucinando risponde:
– Non ne ho idea; mia mamma fa sempre in questo modo…

Arriva il fine settimana, la ragazza va a visitare la famiglia e ad un certo punto chiede alla mamma:
– Mamma, perché quando friggi i wurstel tagli sempre entrambi i lati?
– Non saprei, ma la nonna faceva sempre così.

Alla fine la ragazza fa la stessa domanda alla nonna e salta fuori che si tratta di una tradizione della famiglia in quanto anche la bis nonna (che ora sta in una casa di riposo) tagliava le estremità prima di friggere!

Il giorno successivo l’eroina di questa nostra storia si reca a trovare la bis nonna portandole dei fiori e, con tanta pazienza ad un certo punto chiede alla bis nonna, felicissima di avere delle visite:
– Nonnina, per quale ragione prima di friggere i wurstel bisogna rimuovere le estremità?
– Scusa, ma ancora oggi non avete comprato una padella più grande???

 

by: barzellette.a-jokes.com

Il campanile di Oroset (episodio 31°)

 

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Felice Tolfo

 

seguito:

Ah, ma allora non sei proprio scemo del tutto??  Ahahahah…!!

Uahahah…!!  Ahahahah…!!  Uahahah…!!  Aahahahah…!!

 

 

Ah, ma allora non sei proprio scemo del tutto??  Ahahahah…!!

Uahahah…!!  Ahahahah…!!  Uahahah…!!  Aahahahah…!!

La testimonianza di quella drammatica realtà vissuta dai fondatori della colonia kalloxiana venne tramandata,

di generazione in generazione,

semplicemente per

“non dimenticare mai”…!!

Fondamentale ricordare la ragione che costrinse quegli intrepidi sessanta sarioriani ad emigrare sul pianeta Kallox…!!

Gli stessi, avveduti come meglio non potevano, scartarono l’ipotesi di vivere sparpagliati per l’intero pianeta.

Una vita da affrontare tutti insieme in un solo e grande nucleo.

Uniti per non farsi cogliere impreparati nell’eventualità di un tragico e repentino abbandono del pianeta stesso.

Ciò non impedì alla bella città di ritrovarsi con certi connotati periferici dotati di enormi spazi dedicati principalmente alle industrie ed in parte alle piccole coltivazioni.

Ragionevolmente distanziati i vari siti estrattivi: due dedicati alle cave per l’edilizia e una decina alle miniere.

Ad una trentina di chilometri dalle stesse miniere vivevano, in fattorie tecnologiche superdotate, alcune centinaia di persone dedite al settore alimentare in tutte le sue forme e quantità.

In altri luoghi situati nei punti più disparati di Kallox ci si concentrava con le coltivazioni di frutta caratterizzate da certe esigenze climatiche e ambientali non riscontrabili nel suolo irasoriano.  Cercavano in qualche modo di ridurre al minimo quelle che inevitabilmente sarebbero state le loro privazioni.

Si doveva sfruttare quella magica opportunità che permetteva poter usufruire dei prodotti che la natura generosamente offriva, fiori compresi.

Allo scopo per vivere con il buonumore della felicità, quei bellissimi momenti a stretto contatto con una natura splendida e meravigliosamente incontaminata, si organizzarono in mini fattorie dove potevano saltuariamente soggiornare per un certo numero di giorni senza farsi mancare nulla.

Per la continuità in prosecuzione di tali eventi, dove la partecipazione veniva considerata come un premio extra lusso, si procedeva con le velocissime astronavi cargo.

La loro storia li portò a non dover trascurare neanche il più piccolo dei dettagli.

Si organizzarono come meglio non poterono.

Istituendo un grande centro di raccolta per un’eventuale indesiderata evacuazione.

La scelta del posto,

che potesse in qualche modo soddisfare le diverse esigenze dei cinquantamila,

cadde sulle immense e spettacolari piste di atterraggio.

Esattamente dove si trovavano

parcheggiate centinaia di astronavi

pronte per uno sgradito “immane” evento!

 

E neanche farlo apposta è esattamente quello che si è verificato!!

Sembra incredibile ma fu grazie a quella genialata che i cinquantamila di Irasor, nonostante i gravi disagi patiti, si salvarono tutti!

Molto intelligenti ma anche fortunati…!! Drammaticamente fantastico…!!

Alex, ci siamoooo…!!

Eccoci oramai prossimi allo sbarco sulla Luna…..!!

Eh… ti è piaciuto l’annuncio…??

Proprio niente male…!! E’ così che si fa se vuoi che io mi senta un vero pioniere dello spazio.

Me le devi regalare sempre queste emozioni…!!

Uahahah…!!  Uahahah…!!  Uahahah…!!

Ahahahah…!! Adesso è anche arrivato il momento della tanto amata, per non dire “odiata”, vestizione! E già mio caro perché prima di uscire fuori all’aperto, per percorrere quei settanta metri che ci separeranno dalla città, dovrai entrare in una bella super tecnologica tuta spaziale.

E se invece usciamo senza la tuta?

Gli ultimi trenta secondi della tua preziosa ed unica vita prima di morire stecchito…!!

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Libro I gratuito 
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Il campanile di Oroset (episodio 30°)

 

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Felice Tolfo

 

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Basilare per captare i segnali dei satelliti terrestri.

 

 

Basilare per captare i segnali dei satelliti terrestri.

I chilometri di cavi utilizzati nel collegamento con le parabole vennero conficcati a cinquanta centimetri sotto luna, al riparo dai rigori dello spazio cosmico e da eventuali occhi telescopici indiscreti…!!

Infine era il sistema unifre a garantire una ricezione costante nel tempo e senza interruzioni di sorta. Un’opera importantissima per la città di Selene che veniva risaltata dall’alta velocità con la quale la stessa rete di telecomunicazioni correva considerato che la struttura utilizzava cavi in fibre ottiche all’interno delle quali viaggiavano internet, le immagini televisive e le conversazioni telefoniche.

La nostra Camilla è rimasta sempre in contatto con noi perché non le è mai venuto meno quel valore affettivo che l’ha tenuta saldamente legata alle sue origini.

Un legame inossidabile sin da prima dell’avventura terrestre che, con il passare del tempo, si è ulteriormente rafforzato…!!

 Incredibile! Sicuramente ognuno di loro avrà avuto un proprio percorso di vita: chi sposato con o senza figli e chi single. Mi auguro sia stato, e lo sia tuttora, ricco di valori e di cose a cui credere…!!

Ma speriamo tutti felici…!! Speriamo…??

Non posso sottrarmi dal pensare alla mia cara zia Licia, neo settantenne, che non esitò un solo istante nell’adottarmi per poi amarmi come un vero figlio. Un figlio che, considerato il suo stato di donna single, avrebbe anche potuto desiderare…??…??

Invece io sono stata adottata dai nonni materni che mi hanno accolta e amata fin da subito. Purtroppo all’epoca erano già piuttosto anziani e tre anni fa, quando si sono ammalati, nell’arco di una settimana sono deceduti…!! Prima il nonno e a seguire, esattamente dopo sette giorni, la nonna!

Però se ne sono andati lasciandomi un’eredità morale di un valore inestimabile che io personalmente solo vivendo potrò dimostrare di esserne all’altezza!!

Scusami Isabel, ma mi dovresti togliere una curiosità per quella che era stata la vita su Kallox? Però dobbiamo partire da Selene perché gli abitanti della Luna vivono, per ovvie ragioni di sottosuolo, tutti insieme in una sola città.

Mentre su Kallox, dove ci si poteva muovere liberamente come sulla Terra, quei cinquantamila come si erano organizzati?

Sparsi qua e là per il pianeta oppure tutti uniti…??

Bella domanda mio caro Alex…! I gloriosi pionieri che colonizzarono quel pianeta, non dimentichi di quanto accaduto al loro vecchio e caro Sarior, presero la ponderata e saggia decisione di formare un’unica squadra con il semplice intento di rimanere uniti per sempre.

Con il trascorrere del tempo la popolazione aumentò sino a raggiungere una ragguardevole cifra che permise loro di formare un gruppo compatto in una grande e comoda città chiamata Irasor…!! Ti dice nulla questo nome…??

No! Ma non riesco nemmeno ad immaginare cosa mai potrebbe dirmi il nome di una città kalloxiana…??

E invece per quelle che sono le tue ultime conoscenze se ti concentri un’attimo su Irasor qualcosa dovrebbe dirti….. bello mio?

Le sei lettere…!! Sono le stesse di Sarior!

Bravo!

Per non dimenticare mai le loro origini…!!

L’essere grati per non dimenticare è segno di grande intelligenza…!!

Ah, ma allora non sei proprio scemo del tutto??  Ahahahah…!!

Uahahah…!!  Ahahahah…!!  Uahahah…!!  Aahahahah…!!

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Il campanile di Oroset (episodio 31°)

 

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Felice Tolfo

 

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Uahahah…!!  Ahahahah…!!  Uahahah…!!  Aahahahah…!!

 

 

Ah, ma allora non sei proprio scemo del tutto??  Ahahahah…!!

Uahahah…!!  Ahahahah…!!  Uahahah…!!  Aahahahah…!!

La testimonianza di quella drammatica realtà vissuta dai fondatori della colonia kalloxiana venne tramandata,

di generazione in generazione,

semplicemente per

“non dimenticare mai”…!!

Fondamentale ricordare la ragione che costrinse quegli intrepidi sessanta sarioriani ad emigrare sul pianeta Kallox…!!

Gli stessi, avveduti come meglio non potevano, scartarono l’ipotesi di vivere sparpagliati per l’intero pianeta.

Una vita da affrontare tutti insieme in un solo e grande nucleo.

Uniti per non farsi cogliere impreparati nell’eventualità di un tragico e repentino abbandono del pianeta stesso.

Ciò non impedì alla bella città di ritrovarsi con certi connotati periferici dotati di enormi spazi dedicati principalmente alle industrie ed in parte alle piccole coltivazioni.

Ragionevolmente distanziati i vari siti estrattivi: due dedicati alle cave per l’edilizia e una decina alle miniere.

Ad una trentina di chilometri dalle stesse miniere vivevano, in fattorie tecnologiche superdotate, alcune centinaia di persone dedite al settore alimentare in tutte le sue forme e quantità.

In altri luoghi situati nei punti più disparati di Kallox ci si concentrava con le coltivazioni di frutta caratterizzate da certe esigenze climatiche e ambientali non riscontrabili nel suolo irasoriano.  Cercavano in qualche modo di ridurre al minimo quelle che inevitabilmente sarebbero state le loro privazioni.

Si doveva sfruttare quella magica opportunità che permetteva poter usufruire dei prodotti che la natura generosamente offriva, fiori compresi.

Allo scopo per vivere con il buonumore della felicità, quei bellissimi momenti a stretto contatto con una natura splendida e meravigliosamente incontaminata, si organizzarono in mini fattorie dove potevano saltuariamente soggiornare per un certo numero di giorni senza farsi mancare nulla.

Per la continuità in prosecuzione di tali eventi, dove la partecipazione veniva considerata come un premio extra lusso, si procedeva con le velocissime astronavi cargo.

La loro storia li portò a non dover trascurare neanche il più piccolo dei dettagli.

Si organizzarono come meglio non poterono.

Istituendo un grande centro di raccolta per un’eventuale indesiderata evacuazione.

La scelta del posto,

che potesse in qualche modo soddisfare le diverse esigenze dei cinquantamila,

cadde sulle immense e spettacolari piste di atterraggio.

Esattamente dove si trovavano

parcheggiate centinaia di astronavi

pronte per uno sgradito “immane” evento!

 

E neanche farlo apposta è esattamente quello che si è verificato!!

Sembra incredibile ma fu grazie a quella genialata che i cinquantamila di Irasor, nonostante i gravi disagi patiti, si salvarono tutti!

Molto intelligenti ma anche fortunati…!! Drammaticamente fantastico…!!

Alex, ci siamoooo…!!

Eccoci oramai prossimi allo sbarco sulla Luna…..!!

Eh… ti è piaciuto l’annuncio…??

Proprio niente male…!! E’ così che si fa se vuoi che io mi senta un vero pioniere dello spazio.

Me le devi regalare sempre queste emozioni…!!

Uahahah…!!  Uahahah…!!  Uahahah…!!

Ahahahah…!! Adesso è anche arrivato il momento della tanto amata, per non dire “odiata”, vestizione! E già mio caro perché prima di uscire fuori all’aperto, per percorrere quei settanta metri che ci separeranno dalla città, dovrai entrare in una bella super tecnologica tuta spaziale.

E se invece usciamo senza la tuta?

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Basilare per captare i segnali dei satelliti terrestri.

I chilometri di cavi utilizzati nel collegamento con le parabole vennero conficcati a cinquanta centimetri sotto luna, al riparo dai rigori dello spazio cosmico e da eventuali occhi telescopici indiscreti…!!

Infine era il sistema unifre a garantire una ricezione costante nel tempo e senza interruzioni di sorta. Un’opera importantissima per la città di Selene che veniva risaltata dall’alta velocità con la quale la stessa rete di telecomunicazioni correva considerato che la struttura utilizzava cavi in fibre ottiche all’interno delle quali viaggiavano internet, le immagini televisive e le conversazioni telefoniche.

La nostra Camilla è rimasta sempre in contatto con noi perché non le è mai venuto meno quel valore affettivo che l’ha tenuta saldamente legata alle sue origini.

Un legame inossidabile sin da prima dell’avventura terrestre che, con il passare del tempo, si è ulteriormente rafforzato…!!

 Incredibile! Sicuramente ognuno di loro avrà avuto un proprio percorso di vita: chi sposato con o senza figli e chi single. Mi auguro sia stato, e lo sia tuttora, ricco di valori e di cose a cui credere…!!

Ma speriamo tutti felici…!! Speriamo…??

Non posso sottrarmi dal pensare alla mia cara zia Licia, neo settantenne, che non esitò un solo istante nell’adottarmi per poi amarmi come un vero figlio. Un figlio che, considerato il suo stato di donna single, avrebbe anche potuto desiderare…??…??

Invece io sono stata adottata dai nonni materni che mi hanno accolta e amata fin da subito. Purtroppo all’epoca erano già piuttosto anziani e tre anni fa, quando si sono ammalati, nell’arco di una settimana sono deceduti…!! Prima il nonno e a seguire, esattamente dopo sette giorni, la nonna!

Però se ne sono andati lasciandomi un’eredità morale di un valore inestimabile che io personalmente solo vivendo potrò dimostrare di esserne all’altezza!!

Scusami Isabel, ma mi dovresti togliere una curiosità per quella che era stata la vita su Kallox? Però dobbiamo partire da Selene perché gli abitanti della Luna vivono, per ovvie ragioni di sottosuolo, tutti insieme in una sola città.

Mentre su Kallox, dove ci si poteva muovere liberamente come sulla Terra, quei cinquantamila come si erano organizzati?

Sparsi qua e là per il pianeta oppure tutti uniti…??

Bella domanda mio caro Alex…! I gloriosi pionieri che colonizzarono quel pianeta, non dimentichi di quanto accaduto al loro vecchio e caro Sarior, presero la ponderata e saggia decisione di formare un’unica squadra con il semplice intento di rimanere uniti per sempre.

Con il trascorrere del tempo la popolazione aumentò sino a raggiungere una ragguardevole cifra che permise loro di formare un gruppo compatto in una grande e comoda città chiamata Irasor…!! Ti dice nulla questo nome…??

No! Ma non riesco nemmeno ad immaginare cosa mai potrebbe dirmi il nome di una città kalloxiana…??

E invece per quelle che sono le tue ultime conoscenze se ti concentri un’attimo su Irasor qualcosa dovrebbe dirti….. bello mio?

Le sei lettere…!! Sono le stesse di Sarior!

Bravo!

Per non dimenticare mai le loro origini…!!

L’essere grati per non dimenticare è segno di grande intelligenza…!!

Ah, ma allora non sei proprio scemo del tutto??  Ahahahah…!!

Uahahah…!!  Ahahahah…!!  Uahahah…!!  Aahahahah…!!

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Felice Tolfo

 

 

Due coinquiline a casa stanno friggendo i wurstel. Colei che frigge, prende il wurstel, taglia entrambe le estremità e mette in padella. L’altra chiede:
– Senti, perché li stai tagliando da entrambi i lati?
Quella che sta cucinando risponde:
– Non ne ho idea; mia mamma fa sempre in questo modo…

Arriva il fine settimana, la ragazza va a visitare la famiglia e ad un certo punto chiede alla mamma:
– Mamma, perché quando friggi i wurstel tagli sempre entrambi i lati?
– Non saprei, ma la nonna faceva sempre così.

Alla fine la ragazza fa la stessa domanda alla nonna e salta fuori che si tratta di una tradizione della famiglia in quanto anche la bis nonna (che ora sta in una casa di riposo) tagliava le estremità prima di friggere!

Il giorno successivo l’eroina di questa nostra storia si reca a trovare la bis nonna portandole dei fiori e, con tanta pazienza ad un certo punto chiede alla bis nonna, felicissima di avere delle visite:
– Nonnina, per quale ragione prima di friggere i wurstel bisogna rimuovere le estremità?
– Scusa, ma ancora oggi non avete comprato una padella più grande???

 

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La patente

Cari miei, avete sicuramente sentito che non ho più la patente di guida. Visto che in giro si dice che sono stata ubriaca, voglio in questo modo raccontarvi come è andata la faccenda veramente. Ieri sulla strada che mi porta verso la casa mi ferma un poliziotto e mi dice:
– Controllo. Mi faccia vedere i documenti. Inoltre, mi sembra che lei sia ubriaca.
– Le posso garantire che non ho bevuto niente.
– Va bene, facciamo un piccolo test. Immagini che si trova in una strada buia e che verso di lei vengono due luci. Che cos’è?
– E’ una macchina.
– E’ chiaro che è una macchina, ma quale: una Mercedes, un’Audi oppure una BMW.
– Che ne so io?
– Va be’, facciamo un altro test. Lei guida in una strada senza illuminazione e vede arrivare dalla direzione opposta una luce. Che cos’è?
– Una moto.
– Certo, ma quale: una Honda, una Kawasaki o una Harley?
– Non lo so.
– Allora avevo ragione io; lei è ubriaca.
– Scusi, posso fare una domanda io a lei?
– Faccia pure!
– Allora, accanto a una strada c’è una donna in mini gonna, con le calze a rete e con tacchi alti. Chi è?
– Una prostituta, chiaramente.
– Ovvio che è una puttana, ma è sua moglie, sua figlia o sua sorella?

E da allora non ho più la patente.

 

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Il campanile di Oroset (episodio 31°)

 

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Felice Tolfo

 

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Uahahah…!!  Ahahahah…!!  Uahahah…!!  Aahahahah…!!

 

 

Ah, ma allora non sei proprio scemo del tutto??  Ahahahah…!!

Uahahah…!!  Ahahahah…!!  Uahahah…!!  Aahahahah…!!

 

La testimonianza di quella drammatica realtà vissuta dai fondatori della colonia kalloxiana venne tramandata,

di generazione in generazione,

semplicemente per

“non dimenticare mai”…!!

Fondamentale ricordare la ragione che costrinse quegli intrepidi sessanta sarioriani ad emigrare sul pianeta Kallox…!!

 

Gli stessi, avveduti come meglio non potevano, scartarono l’ipotesi di vivere sparpagliati per l’intero pianeta.

Una vita da affrontare tutti insieme in un solo e grande nucleo.

Uniti per non farsi cogliere impreparati nell’eventualità di un tragico e repentino abbandono del pianeta stesso.

 

Ciò non impedì alla bella città di ritrovarsi con certi connotati periferici dotati di enormi spazi dedicati principalmente alle industrie ed in parte alle piccole coltivazioni.

Ragionevolmente distanziati i vari siti estrattivi: due dedicati alle cave per l’edilizia e una decina alle miniere.

Ad una trentina di chilometri dalle stesse miniere vivevano, in fattorie tecnologiche superdotate, alcune centinaia di persone dedite al settore alimentare in tutte le sue forme e quantità.

In altri luoghi situati nei punti più disparati di Kallox ci si concentrava con le coltivazioni di frutta caratterizzate da certe esigenze climatiche e ambientali non riscontrabili nel suolo irasoriano.  Cercavano in qualche modo di ridurre al minimo quelle che inevitabilmente sarebbero state le loro privazioni.

Si doveva sfruttare quella magica opportunità che permetteva poter usufruire dei prodotti che la natura generosamente offriva, fiori compresi.

Allo scopo per vivere con il buonumore della felicità, quei bellissimi momenti a stretto contatto con una natura splendida e meravigliosamente incontaminata, si organizzarono in mini fattorie dove potevano saltuariamente soggiornare per un certo numero di giorni senza farsi mancare nulla.

Per la continuità in prosecuzione di tali eventi, dove la partecipazione veniva considerata come un premio extra lusso, si procedeva con le velocissime astronavi cargo.

 

La loro storia li portò a non dover trascurare neanche il più piccolo dei dettagli.

Si organizzarono come meglio non poterono.

Istituendo un grande centro di raccolta per un’eventuale indesiderata evacuazione.

La scelta del posto,

che potesse in qualche modo soddisfare le diverse esigenze dei cinquantamila,

cadde sulle immense e spettacolari piste di atterraggio.

Esattamente dove si trovavano

parcheggiate centinaia di astronavi

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E neanche farlo apposta è esattamente quello che si è verificato!!

Sembra incredibile ma fu grazie a quella genialata che i cinquantamila di Irasor, nonostante i gravi disagi patiti, si salvarono tutti!

Molto intelligenti ma anche fortunati…!! Drammaticamente fantastico…!!

Alex, ci siamoooo…!!

Eccoci oramai prossimi allo sbarco sulla Luna…..!!

Eh… ti è piaciuto l’annuncio…??

Proprio niente male…!! E’ così che si fa se vuoi che io mi senta un vero pioniere dello spazio.

Me le devi regalare sempre queste emozioni…!!

Uahahah…!!  Uahahah…!!  Uahahah…!!

Ahahahah…!! Adesso è anche arrivato il momento della tanto amata, per non dire “odiata”, vestizione! E già mio caro perché prima di uscire fuori all’aperto, per percorrere quei settanta metri che ci separeranno dalla città, dovrai entrare in una bella super tecnologica tuta spaziale.

E se invece usciamo senza la tuta?

Gli ultimi trenta secondi della tua preziosa ed unica vita prima di morire stecchito…!!

segue…..

 

Libro I e Libro II

luna1

Libro I gratuito 
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TRAGICOMICA “Un riabbraccio inaspettato e frettoloso”

 

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Felice Tolfo

 

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Una coppia di Milano decide di prendersi una settimana di vacanza nei CARAIBI PER DARE UN ATTIMO DI TREGUA AL FREDDO INVERNO. Siccome entrambi sono molto impegnati nel lavoro, devono volare con un giorno di differenza. Quando lui arriva a destinazione, cerca subito un computer nell’albergo e scrive alla moglie una email. purtroppo, nell’ indirizzo email tralascia una lettera e spedisce lo scritto senza accorgersi dell’errore.
sfortunatamente, a Roma, in quel momento, sta tornando a casa una vedova dal funerale di suo marito, un uomo diligente, buono, morto per un infarto. La neo-vedova si aspetta messaggi di condoglianze arrivati via internet e controlla la posta. Dopo aver letto la prima mail urla e sviene davanti allo schermo.Il figlio della vedova si precipita subito nella stanza e vede sua mamma priva di sensi sul pavimento.
Guardando lo schermo del computer;

to: Alla mia adorata moglie
From: Dal tuo marito appena partito
Subject: Sono arrivato

SONO APPENA ARRIVATO E HO FATTO IL CHECK-IN.

VEDO CHE TUTTO E ‘ GIA PRONTO PER TUO ARRIVO DOMANI.

SONO MOLTO FELICE DI RIABBRACCIARTI PRESTISSIMO.

SPERO CHE ANCHE IL TUO VIAGGIO VADA BENE COME  E’ STATO PER ME.

PS: FA MOLTO CALDO QUI!

 

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by: barzellette.net

Il campanile di Oroset (episodio 29°)

 

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Felice Tolfo

 

Seguito: 

All’epoca:

il settantacinque per cento di carnagione chiara e

il rimanente venticinque per cento di carnagione scura.

 

 

All’epoca:

il settantacinque per cento di carnagione chiara e

il rimanente venticinque per cento di carnagione scura. 

L’inserimento nel contesto italiano fu assolutamente naturale e privo di complicazioni.

Tutti i prescelti erano di carnagione chiara.

Assai simili nei tratti somatici ai terrestri occidentali possedevano una disinvolta padronanza della lingua e della cultura italiana. Così decisero di intraprendere un nuovo personale percorso di vita che li portò a metter su casa nei punti più svariati dell’Italia.

Quei trenta Irasoriani (Irasor la città di Kallox) che avevano lasciato volontariamente il loro pianeta per trasferirsi definitivamente sulla Terra si portarono dietro un peso che aveva l’importanza di un segreto eterno:

le loro origini.

Erano tutti volontari e facevano parte integrante di un progetto ambizioso:

salvare un piccolo gruppo di kalloxiani da un’eventuale distruzione del loro pianeta…!!

 

In seguito alcuni di loro, circa un terzo, preferì staccare in modo deciso e netto con la madrepatria riuscendo nell’intento di far perdere definitivamente le loro tracce.

 

Pur tuttavia senza mai venire meno all’atto di fedeltà a suo tempo prestato!

Mentre per gli incaponiti kalloxiani l’unico vero distacco fu quello fisico che nulla aveva a che fare con i rapporti mantenuti forti e gioiosi.

Per i primi due anni con Kallox e successivamente

con la Luna…..

 

Contatti realizzati grazie alla particolare tecnologia che contraddistingueva le caratteristiche dei loro cellulari satellitari.

Allo scopo già utilizzavano la scheda csu che permetteva, tramite il collegamento centrale, il personale inserimento nelle linee di trasmissione dei satelliti artificiali terrestri senza rischiare  l’intercettazione!

I primi satelliti artificiali terrestri furono lanciati in orbita negli anni sessanta, ma solamente negli anni settanta ci fu una loro più diffusa e concreta presenza nello spazio!

E così guardavate le trasmissioni televisive dei terrestri?? Per divertimento ma soprattutto per quella che si andava a formare come la vostra cultura terrestre.

Certamente una bella e interessante novità per tutti voi…..

Bravo, il tuo pensiero si avvicina di molto alla nostra strategia del cambiamento ottimamente studiata in quel di Kallox…!!

Unifre,

un sistema d’inserimento linee già utilizzato su Kallox e opportunamente perfezionato sulla Luna…!!

Creato appositamente per ricevere i segnali dai satelliti terrestri,

che le antenne paraboliche lunari captavano,

copiarli in un pacchetto di istantanea recepito dal sistema lunare di telecomunicazioni e restituire,

sempre attraverso le stesse antenne,

gli originali al mittente.

Garanzia certa di una totale estraneità nei movimenti!

Per i terrestri nulla di diverso o d’insolito in quella che era la tecnologia applicata alla ricezione dei segnali

sia satellitari che non…!!

L’intero apparato ricettivo era composto da uno schieramento compatto di dieci antenne paraboliche sottodimensionate ma dalla potenza straordinaria.

Mimetizzate con gli stessi colori della regolite e piazzate a poche decine di centimetri dal suolo a diversi chilometri di distanza dalla città. Esattamente in un punto compreso nel 59% della superficie lunare di visibilità dalla Terra…!!

Basilare per captare i segnali dei satelliti terrestri.

 

Segue……

Libro I e Libro II

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Libro I gratuito 
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Il campanile di Oroset (episodio 30°)

 

 

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Felice Tolfo

 

seguito:

Basilare per captare i segnali dei satelliti terrestri.

Basilare per captare i segnali dei satelliti terrestri.

I chilometri di cavi utilizzati nel collegamento con le parabole vennero conficcati a cinquanta centimetri sotto luna, al riparo dai rigori dello spazio cosmico e da eventuali occhi telescopici indiscreti…!!

Infine era il sistema unifre a garantire una ricezione costante nel tempo e senza interruzioni di sorta. Un’opera importantissima per la città di Selene che veniva risaltata dall’alta velocità con la quale la stessa rete di telecomunicazioni correva considerato che la struttura utilizzava cavi in fibre ottiche all’interno delle quali viaggiavano internet, le immagini televisive e le conversazioni telefoniche.

La nostra Camilla è rimasta sempre in contatto con noi perché non le è mai venuto meno quel valore affettivo che l’ha tenuta saldamente legata alle sue origini.

Un legame inossidabile sin da prima dell’avventura terrestre che, con il passare del tempo, si è ulteriormente rafforzato…!!

 Incredibile! Sicuramente ognuno di loro avrà avuto un proprio percorso di vita: chi sposato con o senza figli e chi single. Mi auguro sia stato, e lo sia tuttora, ricco di valori e di cose a cui credere…!!

Ma speriamo tutti felici…!! Speriamo…??

Non posso sottrarmi dal pensare alla mia cara zia Licia, neo settantenne, che non esitò un solo istante nell’adottarmi per poi amarmi come un vero figlio. Un figlio che, considerato il suo stato di donna single, avrebbe anche potuto desiderare…??…??

Invece io sono stata adottata dai nonni materni che mi hanno accolta e amata fin da subito. Purtroppo all’epoca erano già piuttosto anziani e tre anni fa, quando si sono ammalati, nell’arco di una settimana sono deceduti…!! Prima il nonno e a seguire, esattamente dopo sette giorni, la nonna!

Però se ne sono andati lasciandomi un’eredità morale di un valore inestimabile che io personalmente solo vivendo potrò dimostrare di esserne all’altezza!!

Scusami Isabel, ma mi dovresti togliere una curiosità per quella che era stata la vita su Kallox? Però dobbiamo partire da Selene perché gli abitanti della Luna vivono, per ovvie ragioni di sottosuolo, tutti insieme in una sola città.

Mentre su Kallox, dove ci si poteva muovere liberamente come sulla Terra, quei cinquantamila come si erano organizzati?

Sparsi qua e là per il pianeta oppure tutti uniti…??

Bella domanda mio caro Alex…! I gloriosi pionieri che colonizzarono quel pianeta, non dimentichi di quanto accaduto al loro vecchio e caro Sarior, presero la ponderata e saggia decisione di formare un’unica squadra con il semplice intento di rimanere uniti per sempre.

Con il trascorrere del tempo la popolazione aumentò sino a raggiungere una ragguardevole cifra che permise loro di formare un gruppo compatto in una grande e comoda città chiamata Irasor…!! Ti dice nulla questo nome…??

No! Ma non riesco nemmeno ad immaginare cosa mai potrebbe dirmi il nome di una città kalloxiana…??

E invece per quelle che sono le tue ultime conoscenze se ti concentri un’attimo su Irasor qualcosa dovrebbe dirti….. bello mio?

Le sei lettere…!! Sono le stesse di Sarior!

Bravo!

Per non dimenticare mai le loro origini…!!

L’essere grati per non dimenticare è segno di grande intelligenza…!!

Ah, ma allora non sei proprio scemo del tutto??  Ahahahah…!!

Uahahah…!!  Ahahahah…!!  Uahahah…!!  Aahahahah…!!

 

segue……….

Libro I e Libro II

luna1

Libro I gratuito 
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Il passerotto esploratore

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Felice Tolfo

 

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Un passerotto vuole esplorare il mondo allora prende i suoi averi e se ne va.
Ad un tratto incontra un animale e gli chiede: “ma tu chi 6?” “sono il cane lupo” allora scandalizzato il passerotto gli dice: “è impossibile……. o sei un cane o sei un lupo!!” “no mia mamma era una cagna, mio papà era un lupo hanno fatto sesso e sono nato io!!”
l’uccellino perplesso allora si va ad abbeverare ad un ruscello. vede un pesce e gli chiede: “ma tu chi 6? “sono la trota salmonata!” e il passerotto: “è impossibile o sei una trota o sei un salmone!! “non è vero perché mia mamma era una trota, mio papà un salmone hanno fatto l’amore e sono nata io!!”
dopo qualche ora l’uccellino incontra un insetto e allora gli chiede “e tu chi 6? “sono la zanzara tigre!!”
e l’altro: “MA VAFFANCULO!!!!!!!”

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by: barzellette.net

Il campanile di Oroset (episodio 32°)

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Felice Tolfo

 

Seguito:

E se invece usciamo senza la tuta?

Gli ultimi trenta secondi della tua preziosa ed unica vita prima di morire stecchito…!!

 

 

Gli ultimi trenta secondi della tua preziosa ed unica vita prima di morire stecchito…!!

Brrrrrr… brividiiiii, temevo che si dovesse soffrire un po’…!!

Eheheheh…… soffrire…?  Addirittura ….?  Esagerato!

Ma daiiiiiiiiii, Isabel…….. stavo scherzando…!!

Non vedo l’ora di fare la mia prima passeggiata lunare…..

E’ anche innegabile che un po’ si dovrà

effettivamente soffrire…..

Per via dell’ingombro della tuta…!! Uahahah…!!

Ahahahah…!!  Uahahah…!!

 

Comunque devi sapere che le nostre tute spaziali sono vistosamente meno ingombranti delle tute utilizzate dai terrestri!! Le vostre, a pieno regime, sono piuttosto goffe. La tuta troppo gonfia condiziona l’agibilità di chi la indossa, limitandone i movimenti rendendoli lenti ed impacciati!

Ma la vostra tecnologia rispetto alla nostra è molto più evoluta!

Basta guardare questa astronave che ci sta

gentilmente

accompagnando sulla Luna…..

Siete grandiosi…!!

Ore ventuno e trenta: entrata nell’orbita lunare.

Ore ventidue: atterraggio sulla Luna.

Isabel e Alex, all’interno della loro bianca tuta spaziale, in serena attesa di toccare il suolo lunare.

Scansando, avvedutamente, la manovra del parcheggio diretto nell’hangar avrebbero anticipato il loro sbarco di circa una trentina di minuti.

L’astronave posizionata orizzontalmente eseguì,

in un tempo sufficientemente ristretto,

il classico atterraggio in verticale.

Da espletare la pratica sbarco passeggeri.

Dopodiché si sarebbe dovuta risollevare,

alzare la testa,

disporsi in perfetta verticale ed infine introdursi,

con esasperante concentrazione,

all’interno dell’hangar!

Per i due avventurieri che non vedevano l’ora di entrare in città

il tempo meglio se risparmiato!

 

Tre le possibilità di atterraggio dell’astronave kalloxiana:

  • “Astronave orizzontale” atterraggio verticale (normalmente in uso nelle missioni);
  • “Astronave orizzontale” atterraggio orizzontale in scivolata come un normale aeroplano (effettuato saltuariamente sulle piste di Irasor);
  • “Astronave verticale” atterraggio verticale (parcheggio nell’hangar).

Scendere dall’astronave e mettere i piedi sulla superficie lunare non era così semplice come sulla Terra dove, per ovvie ragioni, ci si poteva muovere liberamente senza dipendenze ambientali.

Una breve attesa per l’apertura alternata delle due porte stagne prima di scendere lungo la scaletta fuoriuscita fino a toccare dolcemente il suolo. Isabel da perfetta padrona di casa s’impadronì del dilettante inesperto garantendogli il massimo sostegno di una guida, competente e altamente qualificata, nella sua prima passeggiata lunare.

Il panorama non era un granché per il semplice emotivo che si doveva rispecchiare nella provvisoria realtà del buio lunare.

Il secondo dei quattordici giorni di buio!

Però per Alex

si trattava della sua “prima volta” sulla Luna!

Ed essere lì, in quel preciso istante, aveva un fascino del tutto particolare, “molto particolare”…!!

Sempre così la prima volta, ma quella lo era ancora di più!

Segue ……

 

Libro I e Libro II

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Libro I gratuito 
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