Il campanile di Oroset I (episodio 107°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito:

 

Un segreto deve vivere interamente la sua esistenza!

Okay….??>

Un segreto deve vivere interamente la sua esistenza!

Okay….??>

 

<Grazie Alex, sei un uomo eccezionale oltre che….. un tesoro…!!>

 

<Ma tu ancora non sai di una cosa che io trovo piuttosto divertente: loro ti conoscono già….. e anche molto bene…!!> intervenne Aleandro.

<Oh! ma allora è tutto vero….. io non sto sognando! Sono qui solamente da tre giorni e già mi conoscono tutti. Ma poi….. ditemi come faccio a non montarmi la testa…?? Perché va a finire che alla storia del personaggio famoso incomincio a crederci anch’io….. Uahahah…!! Fosse vero….? Sarebbe veramente fantastico…!!  Uahahah…!!>

<Ahahahah…!! Ma allora sei proprio scemo…??>

<Ma te lo sta dicendo anche Aleandro?? Se n’è accorto pure lui…??  Ahahahah…!!> sottolineò una divertita Isabel.

<Uahahah…!!  Uahahah…!!>

<Già sei proprio scemo ma non può essere tutta tua la colpa, assolutamente no! Sono così pochi i tuoi giorni lunari che è praticamente impossibile realizzare in modo completo quanto ti sta accadendo attorno…!!

Comunque fin dal momento in cui abbiamo annunciato il tuo arrivo sulla Luna loro ti vedono niente popò di meno come un eroe “fenomeno”.

Quando sono a casa spesso ti osservano attraverso le webcam della città, proprio come si fa con le super star, e adesso ovviamente non vedono l’ora di conoscerti di persona.

A tale proposito ti volevo rammentare che non faremo improvvisate di alcun genere!

 

Apparizioni miracolose zero!

 

Considerato che sono persone particolarmente sensibili, con una tensione emotiva che supera di gran lunga la soglia della normalità,

 

l’effetto sorpresa va scartato a priori…!!

 

Per questo motivo li abbiamo avvisati della tua visita organizzata per domani mattina. Meglio di così non potevamo fare.

Sono sicuro che avranno fatto i salti di gioia per l’avvenimento…!!>

 

Purtroppo rimasero ancora prigionieri del loro carattere timido, introverso, pauroso e cauto.

Un fastidioso deterrente che impediva di farli uscire da quella che si poteva definire come una privacy boomerang!

 

<Sarà un incontro dalle forti emozioni,

tra rappresentanti di popoli appartenenti a mondi diversi!> affermò Aleandro.

 

<Okay okay, un onore per il sottoscritto…!!> sottolineò Alex.

 

<Veramente oltre l’emozione,

impensabile nel provarla anche solamente con il pensiero! >

 

<Descritta così posso pensare che tutto questo porterà Alex alla felicità assoluta…!!> affermò una Isabel sorridente come spesso le accadeva. <Ma lo sapete che ora abbiamo fatto?>

 

Un sorriso ebetino allargò, e anche di molto,  le facce di Alex e Aleandro.

 

Una dimostrazione più che sincera di solidarietà nei confronti della cara Isabel!

 

<Ma abbiamo fatto le due del mattino…??> proseguì Isabel.

<Va bene….> intervenne Aleandro. <Allora direi che è arrivato giusto il momento di andare a letto a dormire…!!>

<Su questo mi trovi assolutamente d’accordo!

Allora…? Dai….. muoviamoci, ma cosa stiamo aspettando…?? Uahahah…!! Uahahah…!!> rispose Alex.

 

Ahahahah…!!  Uahahah…!!  Ahahahah…!!

 

<Comunque penso che per me sarà piuttosto difficile riuscire a dormire…..> proseguì Alex. <Ci sono troppe cose intriganti a cui pensare …!!  E comunque mi sembra ancora di sognareeeee…??>

 

<Ma basta sognareeeee…..!!

 

Ahahahah…!!  Uahahah…!!  Ahahahah…!!

 

 In questo momento proprio non puoi…..

 A quali intrighi ti riferisci …??>

Esclamò un sogghignante e ironico Aleandro, forse equivocando….. o forse anche no…!!

 

Uahahah…!!   Ahahahah …!!  Uahahah…!!  Ahahahah…!!


segue…..

Il campanule di Oroset I (episodio 106°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito:

<Certo Aleandro, adesso mi è tutto chiaro!

Questo significa che non ho avuto le traveggole…..

Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Ahahahah…!! Certamente no!  Ahahahah…!!

<Certo Aleandro, adesso mi è tutto chiaro!

Questo significa che non ho avuto le traveggole…..

Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Ahahahah…!! Certamente no!  Ahahahah…!!

E’ una delle poche gallerie ancora priva d’illuminazione! Un limite ambientale che presto verrà cancellato dall’installazione che presto andremo a porre…!!>

<Mi devo pizzicare il viso perché mi sembra veramente di sognare>, disse Alex, <ma qui i colpi di bacchetta magica si sprecano come se fossero caramelle! Sto vivendo certi spezzoni di vita che troverò scolpiti nei miei ricordi più belli. Quelli che, senza far sconti a nessuno, ti regalano emozioni a non finire…… uniche e incomparabili!>

<Mamma mia Alex, mi fai impressione…!!> disse Isabel.

<Uahahah…!! E adesso chi si muove più dalla Luna…!!> riprese Alex.

<Anche se, a dire il vero, io avevo una mezza intenzione di fare una capatina a casa Italia…. In quel di Mestre…??>

Isabel stizzita, e non poco, lo interruppe prontamente…..

 

  <Come sarebbe….. una capatina in Italia..?

Vorrei sapere perché non me ne hai mai parlato prima…??>

<Infatti te lo sto dicendo adesso…!! Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Questa volta la tua risata mi sembra proprio da cretino, i.m.b.e.c.i.l.l.e.  che non sei altro…!!>

<Ma comunque sarebbero due o tre giorni al massimo, giusto per chiudere tutti i miei conti ancora aperti…!!>

<Imbecille e anche stronzo…!!…!!…!!>

<Grazie….. grazieeeeeeee!!

E’ tutto amore….. Cos’altro potrebbe essere…??

Tanto lo sapevo già da un pezzo che ti eri innamorata di me,

perdutamente innamorata…..

Uahahah…!!>

 

<Più che altro mi sono proprio persa…….. Ahahahah…!! Aahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!! Cerca di ritrovarti mia cara altrimenti finisco sulla strada che porta allo sconforto più assoluto. Torna, torna mia cara…….. Uahahah…!!  Uahahah…!!  Uahahah…!!>

 

Ahahahah…!!  Uahahah…!!  Ahahahah…!!

 

<Ma comunque di andare sulla Terra per il momento non ci penso proprio>, proseguì Alex,

<per il semplice motivo che muoio dalla voglia di conoscere “ET e company”.>

<Già già, ET….. e io proprio qua ti volevo…!!…?? Perché non vedevo l’ora di alleggerire la mia posizione al riguardo piuttosto imbarazzante…??>

<Che diamine….. ma che sarà mai…? “Guarda guarda”….. ti si sono arrossate le guance e anche il naso.

Ma lo hai fatto semplicemente per farti più bella e pensarmi in “estasi con catalessia”…!! Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Ahahahah…!! Ma sei troppo….. troppo….. esagerato…..! Ahahahah…!! Ahahahah…!! Scemo te e la tua catalessia del marziano….. Ahahahah…!!>

<Uahahah…!!  Uahahah…!!>

<Semplicemente mi sento leggermente imbarazzata per la confessione che devo farti circa il segreto che ho dovuto mantenere su Luminor e company. Un segreto sicuramente dalla vita breve ma che non poteva finire la sua esistenza prima che Aleandro lo volesse.  Alex ti chiedo scusa se…….>

<”Zitta zitta”, non dirmi nulla…. !! Isabel, capisco benissimo………

Un segreto deve vivere interamente la sua esistenza!

Okay….??>


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 105°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito:

<Che storia fantastica>, commentò Alex, <sembra incredibile invece è tutto vero!!

Ma i due anni impiegati per giungere sin qui in che modo li hanno calcolati?

Non avranno per caso anche loro il nostro calendario??>

<Che storia fantastica>, commentò Alex, <sembra incredibile invece è tutto vero!!

Ma i due anni impiegati per giungere sin qui in che modo li hanno calcolati?

Non avranno per caso anche loro il nostro calendario??>

<No, è completamente diverso dal nostro.

Tra le varie….. hanno utilizzato un programma grazie al quale sono stati in grado di eseguire un calcolo, in doppia linea temporale rapido e preciso, sulla traduzione per riportare il periodo al nostro calendario. Tutto qui…!!>

<Semplicemente fantastico…!!>

<Comunque il giorno dopo siamo andati a trovarli. Erano tutti tristi ma, allo stesso tempo, anche felici…!!…??…!!

E non era un caso se nell’aria aleggiava un certo ottimismo….

Perché essere riusciti a sopravvivere in quel disastro aveva del miracoloso!

Dei ventuno compagni persi dieci erano donne.

Praticamente morirono tutte e dieci le donne che facevano parte della squadra…!!

Una tragedia nella tragedia:

 i sette sopravvissuti erano tutti “maschi”…!!>

Onestamente non riuscirono a nascondere il loro entusiasmo nei confronti del popolo lunare,

un grande popolo di amici veri.

Facile affidarsi al buon cuore dei selenesi. Gente capace di dimostrare come il dono della sensibilità se usato intelligentemente quasi sempre riusciva nel compito, per niente semplice, di mettere chiunque a proprio agio…!!

E con quelle più che rosee prospettive fu anche ragionevole pensare al buon esito di quel nobile intento.

Immediata e positiva la risposta dei magnifici sette concentrata nell’esprimere i loro primi due desideri:

  1. Abitare in un piccolo quartiere per vivere tutti insieme nella stessa casa;
  2. Poter lavorare.

Esattamente: lavorare…!!

Palese la volontà di non pesare sulle spalle altrui!

 

Aleandro, inebriato di nuova felicità, non esitò un solo istante nell’esaudire le loro richieste.

Per il posto pensò bene ad un ambiente che potesse offrire garanzie rispondenti alle loro reali esigenze…..

Si trattava di un grande appartamento ubicato in un magnifico quartiere ricco di piante di ogni genere.

Sei palazzine ognuna di tre piani per un totale di diciotto appartamenti.

Esattamente il quartiere……

posto in prossimità dell’uscita di quella oramai ben nota galleria che tanto aveva animato le loro ultime discussioni!

 

<Dunque la galleria è posta a metà strada tra le porte di accesso sesta e settima e fa parte di una serie di collegamenti tra la città e i primi due anelli. Comparabile al tratto che abbiamo percorso stamattina, praticamente dal parcheggio all’entrata nel secondo anello!

Pensa, mio caro Alex, che sono sufficienti pochi minuti per percorrerla interamente e ritrovarsi dall’altra parte dove, nel bel mezzo di quel quartiere, abitano i nostri amici.

Eccoti servito!

Finalmente hai visto dissolversi quello che per te era il grande mistero della galleria flashata…!!>

<Certo Aleandro, adesso mi è tutto chiaro!

Questo significa che non ho avuto le traveggole…..

Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Ahahahah…!! Certamente no!  Ahahahah…!!


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 106°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito:

<Certo Aleandro, adesso mi è tutto chiaro!

Questo significa che non ho avuto le traveggole…..

Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Ahahahah…!! Certamente no!  Ahahahah…!!

<Certo Aleandro, adesso mi è tutto chiaro!

Questo significa che non ho avuto le traveggole…..

Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Ahahahah…!! Certamente no!  Ahahahah…!!

 

E’ una delle poche gallerie ancora priva d’illuminazione! Un limite ambientale che presto verrà cancellato dall’installazione che presto andremo a porre…!!>

<Mi devo pizzicare il viso perché mi sembra veramente di sognare>, disse Alex, <ma qui i colpi di bacchetta magica si sprecano come se fossero caramelle! Sto vivendo certi spezzoni di vita che troverò scolpiti nei miei ricordi più belli. Quelli che, senza far sconti a nessuno, ti regalano emozioni a non finire…… uniche e incomparabili!>

<Mamma mia Alex, mi fai impressione…!!> disse Isabel.

 

<Uahahah…!! E adesso chi si muove più dalla Luna…!!> riprese Alex.

<Anche se, a dire il vero, io avevo una mezza intenzione di fare una capatina a casa Italia…. In quel di Mestre…??>

 

Isabel stizzita, e non poco, lo interruppe prontamente…..

 

  <Come sarebbe….. una capatina in Italia..?

Vorrei sapere perché non me ne hai mai parlato prima…??>

<Infatti te lo sto dicendo adesso…!! Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Questa volta la tua risata mi sembra proprio da cretino, i.m.b.e.c.i.l.l.e.  che non sei altro…!!>

<Ma comunque sarebbero due o tre giorni al massimo, giusto per chiudere tutti i miei conti ancora aperti…!!>

 

<Imbecille e anche stronzo…!!…!!…!!>

<Grazie….. grazieeeeeeee!!

E’ tutto amore….. Cos’altro potrebbe essere…??

 

Tanto lo sapevo già da un pezzo che ti eri innamorata di me,

perdutamente innamorata…..

Uahahah…!!>

 

<Più che altro mi sono proprio persa…….. Ahahahah…!! Aahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!! Cerca di ritrovarti mia cara altrimenti finisco sulla strada che porta allo sconforto più assoluto. Torna, torna mia cara…….. Uahahah…!!  Uahahah…!!  Uahahah…!!>

 

Ahahahah…!!  Uahahah…!!  Ahahahah…!!

 

<Ma comunque di andare sulla Terra per il momento non ci penso proprio>, proseguì Alex,

 

<per il semplice motivo che muoio dalla voglia di conoscere “ET e company”.>

 

<Già già, ET….. e io proprio qua ti volevo…!!…?? Perché non vedevo l’ora di alleggerire la mia posizione al riguardo piuttosto imbarazzante…??>

<Che diamine….. ma che sarà mai…? “Guarda guarda”….. ti si sono arrossate le guance e anche il naso.

 

Ma lo hai fatto semplicemente per farti più bella e pensarmi in “estasi con catalessia”…!! Uahahah…!! Uahahah…!!>

 

<Ahahahah…!! Ma sei troppo….. troppo….. esagerato…..! Ahahahah…!! Ahahahah…!! Scemo te e la tua catalessia del marziano….. Ahahahah…!!>

<Uahahah…!!  Uahahah…!!>

<Semplicemente mi sento leggermente imbarazzata per la confessione che devo farti circa il segreto che ho dovuto mantenere su Luminor e company. Un segreto sicuramente dalla vita breve ma che non poteva finire la sua esistenza prima che Aleandro lo volesse.  Alex ti chiedo scusa se…….>

<”Zitta zitta”, non dirmi nulla…. !! Isabel, capisco benissimo………

 

Un segreto deve vivere interamente la sua esistenza!

 

Okay….??>


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 105°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito:

<Che storia fantastica>, commentò Alex, <sembra incredibile invece è tutto vero!!

Ma i due anni impiegati per giungere sin qui in che modo li hanno calcolati?

Non avranno per caso anche loro il nostro calendario??>

<Che storia fantastica>, commentò Alex, <sembra incredibile invece è tutto vero!!

Ma i due anni impiegati per giungere sin qui in che modo li hanno calcolati?

Non avranno per caso anche loro il nostro calendario??>

<No, è completamente diverso dal nostro.

Tra le varie….. hanno utilizzato un programma grazie al quale sono stati in grado di eseguire un calcolo, in doppia linea temporale rapido e preciso, sulla traduzione per riportare il periodo al nostro calendario. Tutto qui…!!>

<Semplicemente fantastico…!!>

<Comunque il giorno dopo siamo andati a trovarli. Erano tutti tristi ma, allo stesso tempo, anche felici…!!…??…!!

E non era un caso se nell’aria aleggiava un certo ottimismo….

Perché essere riusciti a sopravvivere in quel disastro aveva del miracoloso!

Dei ventuno compagni persi dieci erano donne.

Praticamente morirono tutte e dieci le donne che facevano parte della squadra…!!

Una tragedia nella tragedia:

 i sette sopravvissuti erano tutti “maschi”…!!>

Onestamente non riuscirono a nascondere il loro entusiasmo nei confronti del popolo lunare,

un grande popolo di amici veri.

Facile affidarsi al buon cuore dei selenesi. Gente capace di dimostrare come il dono della sensibilità se usato intelligentemente quasi sempre riusciva nel compito, per niente semplice, di mettere chiunque a proprio agio…!!

E con quelle più che rosee prospettive fu anche ragionevole pensare al buon esito di quel nobile intento.

Immediata e positiva la risposta dei magnifici sette concentrata nell’esprimere i loro primi due desideri:

  1. Abitare in un piccolo quartiere per vivere tutti insieme nella stessa casa;
  2. Poter lavorare.

Esattamente: lavorare…!!

Palese la volontà di non pesare sulle spalle altrui!

 

Aleandro, inebriato di nuova felicità, non esitò un solo istante nell’esaudire le loro richieste.

Per il posto pensò bene ad un ambiente che potesse offrire garanzie rispondenti alle loro reali esigenze…..

Si trattava di un grande appartamento ubicato in un magnifico quartiere ricco di piante di ogni genere.

Sei palazzine ognuna di tre piani per un totale di diciotto appartamenti.

Esattamente il quartiere……

posto in prossimità dell’uscita di quella oramai ben nota galleria che tanto aveva animato le loro ultime discussioni!

 

<Dunque la galleria è posta a metà strada tra le porte di accesso sesta e settima e fa parte di una serie di collegamenti tra la città e i primi due anelli. Comparabile al tratto che abbiamo percorso stamattina, praticamente dal parcheggio all’entrata nel secondo anello!

Pensa, mio caro Alex, che sono sufficienti pochi minuti per percorrerla interamente e ritrovarsi dall’altra parte dove, nel bel mezzo di quel quartiere, abitano i nostri amici.

Eccoti servito!

Finalmente hai visto dissolversi quello che per te era il grande mistero della galleria flashata…!!>

<Certo Aleandro, adesso mi è tutto chiaro!

Questo significa che non ho avuto le traveggole…..

Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Ahahahah…!! Certamente no!  Ahahahah…!!


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 104°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito:

Di statura moderatamente più alta, mani più piccole, viso ovale, orecchie più grandi e leggermente appuntite.

Il tutto per un risultato di bell’aspetto nella giusta proporzione!

Il colorito della pelle non era verde ma di un chiaro che dava sul roseo.

Ed erano tutti, nessuno escluso, dotati di vistose capigliature!

 

Di statura moderatamente più alta, mani più piccole, viso ovale, orecchie più grandi e leggermente appuntite.

Il tutto per un risultato di bell’aspetto nella giusta proporzione!

Il colorito della pelle non era verde ma di un chiaro che dava sul roseo.

Ed erano tutti, nessuno escluso, dotati di vistose capigliature!

 

Il più vivace dei sette, l’unico ad avere una certa loquacità con espressioni e atteggiamenti da leader, iniziò a raccontare quanto accaduto in quei terribili momenti che avevano preceduto un mezzo disastro definito atterraggio…!!

 

Era lui….. il portavoce!!

Praticamente il comandante dell’astronave…!!

L’intuizione fu immediata,

una figura preponderante su tutte le altre,

il suo nome: Luminor!

La cui capigliatura nera,

folta e non troppo corta,

intrisa di gel e pettinata all’indietro,

impreziosita da un grosso e alto ciuffo bianco,

si staccava da tutte le altre capigliature che,

sebbene originali nei loro tagli,

non avevano il bicolor….

Gli orosetiani erano uomini con caratteristiche somatiche clamorosamente diverse rispetto ai terrestri e ai selenesi!

Vivevano su Oroset un pianeta,

 molto lontano dalla Luna,

appartenente ad un altro sistema solare,

distante 21 anni luce (200 mila miliardi di chilometri)…!!

Una delle loro virtù:

 parlare tutte le lingue conosciute e anche non…!!

Raccontarono del viaggio durato circa due anni,

giorno più giorno meno.

Due soli anni per percorrere 200 mila miliardi di chilometri?? Una velocità strabiliante…!!

Ma erano tutti molto stanchi e particolarmente stressati!

Com’era logico che fosse…..

Dopo una fugace rifocillata rimasero al centro delle attenzioni da parte di tutti quei lunari che, presenti nella realtà identificabile come un vero miracolo, cercarono in tutti i modi di darsi da fare per soddisfare le loro necessità primarie. Di rimbalzo i sette sopravvissuti dimostrarono di apprezzare tutte le cortesie ricevute spendendo, a destra e a manca, ampi sorrisi di compiacimento!

L’unica cosa che non accettarono fu la visita medica.

Effettivamente troppo stanchi!

Stavano bene e la loro unica sofferenza era alimentata da un più che comprensibile e giustificato accumulo di stress.

Facile sistemarli provvisoriamente presso un grande appartamento dotato di ogni confort.

L’incontro, un’evento che segnava in modo marcato la nascita di una nuova fratellanza!

<Che storia fantastica>, commentò Alex, <sembra incredibile invece è tutto vero!!

Ma i due anni impiegati per giungere sin qui in che modo li hanno calcolati?

Non avranno per caso anche loro il nostro calendario??>


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 105°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito:

<Che storia fantastica>, commentò Alex, <sembra incredibile invece è tutto vero!!

Ma i due anni impiegati per giungere sin qui in che modo li hanno calcolati?

Non avranno per caso anche loro il nostro calendario??>

<Che storia fantastica>, commentò Alex, <sembra incredibile invece è tutto vero!!

Ma i due anni impiegati per giungere sin qui in che modo li hanno calcolati?

Non avranno per caso anche loro il nostro calendario??>

 

<No, è completamente diverso dal nostro.

Tra le varie….. hanno utilizzato un programma grazie al quale sono stati in grado di eseguire un calcolo, in doppia linea temporale rapido e preciso, sulla traduzione per riportare il periodo al nostro calendario. Tutto qui…!!>

<Semplicemente fantastico…!!>

<Comunque il giorno dopo siamo andati a trovarli. Erano tutti tristi ma, allo stesso tempo, anche felici…!!…??…!!

E non era un caso se nell’aria aleggiava un certo ottimismo….

 

Perché essere riusciti a sopravvivere in quel disastro aveva del miracoloso!

Dei ventuno compagni persi dieci erano donne.

Praticamente morirono tutte e dieci le donne che facevano parte della squadra…!!

Una tragedia nella tragedia:

 i sette sopravvissuti erano tutti “maschi”…!!>

 

Onestamente non riuscirono a nascondere il loro entusiasmo nei confronti del popolo lunare,

 

un grande popolo di amici veri.

 

Facile affidarsi al buon cuore dei selenesi. Gente capace di dimostrare come il dono della sensibilità se usato intelligentemente quasi sempre riusciva nel compito, per niente semplice, di mettere chiunque a proprio agio…!!

E con quelle più che rosee prospettive fu anche ragionevole pensare al buon esito di quel nobile intento.

Immediata e positiva la risposta dei magnifici sette concentrata nell’esprimere i loro primi due desideri:

 

  1. Abitare in un piccolo quartiere per vivere tutti insieme nella stessa casa;
  2. Poter lavorare.

 

Esattamente: lavorare…!!

Palese la volontà di non pesare sulle spalle altrui!

 

Aleandro, inebriato di nuova felicità, non esitò un solo istante nell’esaudire le loro richieste.

Per il posto pensò bene ad un ambiente che potesse offrire garanzie rispondenti alle loro reali esigenze…..

 

Si trattava di un grande appartamento ubicato in un magnifico quartiere ricco di piante di ogni genere.

Sei palazzine ognuna di tre piani per un totale di diciotto appartamenti.

Esattamente il quartiere……

posto in prossimità dell’uscita di quella oramai ben nota galleria che tanto aveva animato le loro ultime discussioni!

 

<Dunque la galleria è posta a metà strada tra le porte di accesso sesta e settima e fa parte di una serie di collegamenti tra la città e i primi due anelli. Comparabile al tratto che abbiamo percorso stamattina, praticamente dal parcheggio all’entrata nel secondo anello!

Pensa, mio caro Alex, che sono sufficienti pochi minuti per percorrerla interamente e ritrovarsi dall’altra parte dove, nel bel mezzo di quel quartiere, abitano i nostri amici.

 

Eccoti servito!

Finalmente hai visto dissolversi quello che per te era il grande mistero della galleria flashata…!!>

<Certo Aleandro, adesso mi è tutto chiaro!

Questo significa che non ho avuto le traveggole…..

Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Ahahahah…!! Certamente no!  Ahahahah…!!


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 104°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito:

Di statura moderatamente più alta, mani più piccole, viso ovale, orecchie più grandi e leggermente appuntite.

Il tutto per un risultato di bell’aspetto nella giusta proporzione!

Il colorito della pelle non era verde ma di un chiaro che dava sul roseo.

Ed erano tutti, nessuno escluso, dotati di vistose capigliature!

 

Di statura moderatamente più alta, mani più piccole, viso ovale, orecchie più grandi e leggermente appuntite.

Il tutto per un risultato di bell’aspetto nella giusta proporzione!

Il colorito della pelle non era verde ma di un chiaro che dava sul roseo.

Ed erano tutti, nessuno escluso, dotati di vistose capigliature!

 

Il più vivace dei sette, l’unico ad avere una certa loquacità con espressioni e atteggiamenti da leader, iniziò a raccontare quanto accaduto in quei terribili momenti che avevano preceduto un mezzo disastro definito atterraggio…!!

 

Era lui….. il portavoce!!

Praticamente il comandante dell’astronave…!!

L’intuizione fu immediata,

una figura preponderante su tutte le altre,

il suo nome: Luminor!

La cui capigliatura nera,

folta e non troppo corta,

intrisa di gel e pettinata all’indietro,

impreziosita da un grosso e alto ciuffo bianco,

si staccava da tutte le altre capigliature che,

sebbene originali nei loro tagli,

non avevano il bicolor….

Gli orosetiani erano uomini con caratteristiche somatiche clamorosamente diverse rispetto ai terrestri e ai selenesi!

Vivevano su Oroset un pianeta,

 molto lontano dalla Luna,

appartenente ad un altro sistema solare,

distante 21 anni luce (200 mila miliardi di chilometri)…!!

Una delle loro virtù:

 parlare tutte le lingue conosciute e anche non…!!

Raccontarono del viaggio durato circa due anni,

giorno più giorno meno.

Due soli anni per percorrere 200 mila miliardi di chilometri?? Una velocità strabiliante…!!

Ma erano tutti molto stanchi e particolarmente stressati!

Com’era logico che fosse…..

Dopo una fugace rifocillata rimasero al centro delle attenzioni da parte di tutti quei lunari che, presenti nella realtà identificabile come un vero miracolo, cercarono in tutti i modi di darsi da fare per soddisfare le loro necessità primarie. Di rimbalzo i sette sopravvissuti dimostrarono di apprezzare tutte le cortesie ricevute spendendo, a destra e a manca, ampi sorrisi di compiacimento!

L’unica cosa che non accettarono fu la visita medica.

Effettivamente troppo stanchi!

Stavano bene e la loro unica sofferenza era alimentata da un più che comprensibile e giustificato accumulo di stress.

Facile sistemarli provvisoriamente presso un grande appartamento dotato di ogni confort.

L’incontro, un’evento che segnava in modo marcato la nascita di una nuova fratellanza!

<Che storia fantastica>, commentò Alex, <sembra incredibile invece è tutto vero!!

Ma i due anni impiegati per giungere sin qui in che modo li hanno calcolati?

Non avranno per caso anche loro il nostro calendario??>


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 103°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito:

D’istinto tutti gli sguardi si concentrarono lungo la parte centrale dell’astronave dove finalmente si poteva notare un portellone in lento movimento verso il suo interno.

 

D’istinto tutti gli sguardi si concentrarono lungo la parte centrale dell’astronave dove finalmente si poteva notare un portellone in lento movimento verso il suo interno.

 

Ad apertura completata ci furono quindici secondi di vuoto assoluto, più che sufficienti per creare una certa dose di suspense.

L’alta tensione emotiva toccò il suo picco più alto quando

dal portellone fuoriuscì una scaletta che andò presto  

a toccare il suolo.

Tutti i presenti volsero i loro sguardi verso la parte interna dell’astronave dove la presenza di una flebile luce poteva apparire insufficiente per tenere quell’ambiente illuminato.

Solitamente si trattava di un piccolo spazio

dotato di doppia porta stagna:

praticamente il confine tra l’interno e l’esterno.

Ma la curiosità collettiva fu presto appagata dall’apparizione di certe figure in movimento.

 

Erano dei sopravvissuti!

Alcuni stavano già scendendo la scaletta mentre altri si apprestavano a farlo.

I selenesi presenti stavano per vivere un momento unico,

irripetibile…!!

Piuttosto bassi di statura, circa un metro e trenta/trentacinque!

Ne contarono sette.

Solamente sette per un’astronave così grande…??

Con un sincero ed emozionante abbraccio generale venne stabilito il primo contatto.

 

Le tute che indossavano, dimensioni a parte, non davano clamorosi segnali di diversità rispetto a quanto in casa.

 

Regolate le loro radio sulla frequenza gemella fecero intendere, parlando un ottimo italiano,

che l’equipaggio dell’astronave era in realtà formato da ventotto componenti,

ventuno dei quali deceduti nel tragico atterraggio…!!

Il primo pensiero rassicurare i lunari circa una loro più che fattiva presenza in affianco alle squadre che si sarebbero dovute alternare al recupero dei poveri corpi rimasti all’interno della loro astronave.

Dal frontale dei loro caschi, ciononostante le luci vi si riflettessero contro, si notavano delle evidenti diversità somatiche verso le quali nessuno dei presenti osò una qualsivoglia osservazione.

Vinti tutti i facili entusiasmi salirono sui fuoristrada per un trionfante rientro in città dove i sette ospiti avrebbero potuto ricevere tutta l’assistenza del caso.

I sette extra “terrestri/lunari” si sorpresero, e non di poco, nel vedere tanta e tale vastità dedicata agli spazi abitativi pur non rendendosi ancora conto della reale grandezza del posto:

 

“una città di sessantamila abitanti”!

 

Ma quando si levarono le tute e i caschi…??…??…??

tra i presenti ci fu un momento di grande stupore e meraviglia subito sostituito da una più che logica e umana comprensione…!!

Perché la circostanza che lasciò tutti un po’ perplessi, ma allo stesso tempo anche particolarmente entusiasti, non era la bassa statura, circa un metro e trentacinque, già notata mentre scendevano dall’astronave, e nemmeno i loro tratti somatici manifestamente diversi,

bensì quell’incredibile somiglianza,  

a dir poco clamorosa,

con   ET.

Il simpatico personaggio rappresentato nell’omonimo e famoso film..!!

Una somiglianza molto forte anche se non erano proprio uguali sputati.

Di statura moderatamente più alta, mani più piccole, viso ovale, orecchie più grandi e leggermente appuntite.

Il tutto per un risultato di bell’aspetto nella giusta proporzione!

Il colorito della pelle non era verde ma di un chiaro che dava sul roseo.

Ed erano tutti, nessuno escluso, dotati di vistose capigliature!

 


segue…..

Dalla raccolta “storielle” di Felice Tolfo

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html

 

Se il mattino ti regala l’oro in bocca…..

Giovanotto mi alzavo al mattino con l’oro in bocca

quanto ne avrei potuto mettere via

Tutto quell’oro per tanti anni

Con innocente orgoglio sbandieravo ai quattro venti il mio slogan

la mattina mi fa sentire sempre l’oro in bocca

Beato te ribattevano moglie e figlio

Splendida sensazione che facile si prestava al gioco

 

Senti tu che hai l’ora in bocca

Per favore fammi questo e poi anche quest’altro

Oggi

anziano

inevitabili mutamenti fanno da contorno alla vita che per grazia ricevuta ancora mi accompagna

mi alzo un po’ più tardi

L’orgoglio dorato non c’è più

se n’è andato via

Al suo posto angoscia depressiva dal sapore tutt’altro che piacevole

Un mix di energia negativa

che però piano piano con il trascorrere delle ore se ne va

Moglie e figlio non mi dicono più nulla

Il campanile di Oroset I (episodio 104°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito:

Di statura moderatamente più alta, mani più piccole, viso ovale, orecchie più grandi e leggermente appuntite.

Il tutto per un risultato di bell’aspetto nella giusta proporzione!

Il colorito della pelle non era verde ma di un chiaro che dava sul roseo.

Ed erano tutti, nessuno escluso, dotati di vistose capigliature!

 

Di statura moderatamente più alta, mani più piccole, viso ovale, orecchie più grandi e leggermente appuntite.

Il tutto per un risultato di bell’aspetto nella giusta proporzione!

Il colorito della pelle non era verde ma di un chiaro che dava sul roseo.

Ed erano tutti, nessuno escluso, dotati di vistose capigliature!

 

Il più vivace dei sette, l’unico ad avere una certa loquacità con espressioni e atteggiamenti da leader, iniziò a raccontare quanto accaduto in quei terribili momenti che avevano preceduto un mezzo disastro definito atterraggio…!!

 

Era lui….. il portavoce!!

Praticamente il comandante dell’astronave…!!

L’intuizione fu immediata,

una figura preponderante su tutte le altre,

il suo nome: Luminor!

La cui capigliatura nera,

folta e non troppo corta,

intrisa di gel e pettinata all’indietro,

impreziosita da un grosso e alto ciuffo bianco,

si staccava da tutte le altre capigliature che,

sebbene originali nei loro tagli,

non avevano il bicolor….

Gli orosetiani erano uomini con caratteristiche somatiche clamorosamente diverse rispetto ai terrestri e ai selenesi!

Vivevano su Oroset un pianeta,

 molto lontano dalla Luna,

appartenente ad un altro sistema solare,

distante 21 anni luce (200 mila miliardi di chilometri)…!!

Una delle loro virtù:

 parlare tutte le lingue conosciute e anche non…!!

Raccontarono del viaggio durato circa due anni,

giorno più giorno meno.

 

Due soli anni per percorrere 200 mila miliardi di chilometri?? Una velocità strabiliante…!!

Ma erano tutti molto stanchi e particolarmente stressati!

 

Com’era logico che fosse…..

 

Dopo una fugace rifocillata rimasero al centro delle attenzioni da parte di tutti quei lunari che, presenti nella realtà identificabile come un vero miracolo, cercarono in tutti i modi di darsi da fare per soddisfare le loro necessità primarie. Di rimbalzo i sette sopravvissuti dimostrarono di apprezzare tutte le cortesie ricevute spendendo, a destra e a manca, ampi sorrisi di compiacimento!

L’unica cosa che non accettarono fu la visita medica.

 

Effettivamente troppo stanchi!

 

Stavano bene e la loro unica sofferenza era alimentata da un più che comprensibile e giustificato accumulo di stress.

Facile sistemarli provvisoriamente presso un grande appartamento dotato di ogni confort.

 

L’incontro, un’evento che segnava in modo marcato la nascita di una nuova fratellanza!

 

<Che storia fantastica>, commentò Alex, <sembra incredibile invece è tutto vero!!

Ma i due anni impiegati per giungere sin qui in che modo li hanno calcolati?

Non avranno per caso anche loro il nostro calendario??>


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 103°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito:

D’istinto tutti gli sguardi si concentrarono lungo la parte centrale dell’astronave dove finalmente si poteva notare un portellone in lento movimento verso il suo interno.

 

D’istinto tutti gli sguardi si concentrarono lungo la parte centrale dell’astronave dove finalmente si poteva notare un portellone in lento movimento verso il suo interno.

 

Ad apertura completata ci furono quindici secondi di vuoto assoluto, più che sufficienti per creare una certa dose di suspense.

L’alta tensione emotiva toccò il suo picco più alto quando

dal portellone fuoriuscì una scaletta che andò presto  

a toccare il suolo.

Tutti i presenti volsero i loro sguardi verso la parte interna dell’astronave dove la presenza di una flebile luce poteva apparire insufficiente per tenere quell’ambiente illuminato.

Solitamente si trattava di un piccolo spazio

dotato di doppia porta stagna:

praticamente il confine tra l’interno e l’esterno.

Ma la curiosità collettiva fu presto appagata dall’apparizione di certe figure in movimento.

 

Erano dei sopravvissuti!

Alcuni stavano già scendendo la scaletta mentre altri si apprestavano a farlo.

I selenesi presenti stavano per vivere un momento unico,

irripetibile…!!

Piuttosto bassi di statura, circa un metro e trenta/trentacinque!

Ne contarono sette.

Solamente sette per un’astronave così grande…??

Con un sincero ed emozionante abbraccio generale venne stabilito il primo contatto.

 

Le tute che indossavano, dimensioni a parte, non davano clamorosi segnali di diversità rispetto a quanto in casa.

 

Regolate le loro radio sulla frequenza gemella fecero intendere, parlando un ottimo italiano,

che l’equipaggio dell’astronave era in realtà formato da ventotto componenti,

ventuno dei quali deceduti nel tragico atterraggio…!!

Il primo pensiero rassicurare i lunari circa una loro più che fattiva presenza in affianco alle squadre che si sarebbero dovute alternare al recupero dei poveri corpi rimasti all’interno della loro astronave.

Dal frontale dei loro caschi, ciononostante le luci vi si riflettessero contro, si notavano delle evidenti diversità somatiche verso le quali nessuno dei presenti osò una qualsivoglia osservazione.

Vinti tutti i facili entusiasmi salirono sui fuoristrada per un trionfante rientro in città dove i sette ospiti avrebbero potuto ricevere tutta l’assistenza del caso.

I sette extra “terrestri/lunari” si sorpresero, e non di poco, nel vedere tanta e tale vastità dedicata agli spazi abitativi pur non rendendosi ancora conto della reale grandezza del posto:

 

“una città di sessantamila abitanti”!

 

Ma quando si levarono le tute e i caschi…??…??…??

tra i presenti ci fu un momento di grande stupore e meraviglia subito sostituito da una più che logica e umana comprensione…!!

Perché la circostanza che lasciò tutti un po’ perplessi, ma allo stesso tempo anche particolarmente entusiasti, non era la bassa statura, circa un metro e trentacinque, già notata mentre scendevano dall’astronave, e nemmeno i loro tratti somatici manifestamente diversi,

bensì quell’incredibile somiglianza,  

a dir poco clamorosa,

con   ET.

Il simpatico personaggio rappresentato nell’omonimo e famoso film..!!

Una somiglianza molto forte anche se non erano proprio uguali sputati.

Di statura moderatamente più alta, mani più piccole, viso ovale, orecchie più grandi e leggermente appuntite.

Il tutto per un risultato di bell’aspetto nella giusta proporzione!

Il colorito della pelle non era verde ma di un chiaro che dava sul roseo.

Ed erano tutti, nessuno escluso, dotati di vistose capigliature!

 


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 102°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito:

Non eravamo preoccupati per i nostri compagni che sapevamo essere al sicuro ed in perfetta salute. Dovevamo solamente verificare l’entità del cratere provocato dal meteorite che, sebbene fosse stato gentile nel suo cadere ben oltre il nostro tetto, avrebbe comunque potuto provocare qualche crepa di scortesia.>

Non eravamo preoccupati per i nostri compagni che sapevamo essere al sicuro ed in perfetta salute.  Dovevamo solamente verificare l’entità del cratere provocato dal meteorite che, sebbene fosse stato gentile nel suo cadere ben oltre il nostro tetto, avrebbe comunque potuto provocare qualche crepa di scortesia.>

Per l’avvenimento utilizzarono l’uscita della porta di accesso ottava,

la più vicina al punto d’impatto!

In breve tempo raggiunsero la zona incriminata,

a circa ottocento metri dall’uscita,

dove si unirono con la squadra che stava operando all’esterno.

Quel timore che stava alimentando una certa,

seppur contenuta,

apprensione venne subito spazzato via da un senso di meravigliosa cosmogioia…!!

Altro che meteorite…!!…??…!!

“Qualcosa di fantastico” 

quello che i loro occhi ebbero la fortuna di vedere:

un’astronave!

Maestosamente appoggiata su otto ruote centrali (due carrelli) e quattro posteriori (un carrello).

Il frontale non era pervenuto ma solamente dichiarato disperso tra le rocce e la sabbia polverosa.

 

La parte rimanente appariva, in tutto il suo splendore, perfettamente integra e alla facile portata dei soccorritori.

Un profilo nettamente diverso rispetto alle solite astronavi kalloxiane.

La luce forte ed intensa sprigionata dalle torce e dai fari posizionati sui mezzi permetteva una visuale praticamente a giorno dell’intera area dedicata all’astronave.

Strutturata a triangolo dava netta la sensazione di un qualcosa di maestoso da ammirare.

Alta poco più di otto metri, compresi i carrelli di allunaggio.

Surreale l’atmosfera che si respirava al punto da sembrare  magica…..

La tensione emotiva schizzava forte da parte di tutti i presenti!

 

Squadra di soccorso: Aleandro, otto incaricati specializzati interventi esterni e quattro fuoristrada;

Squadra già operante all’esterno: tre incaricati specializzati interventi esterni e un fuoristrada.

Armi zero.

Mai sfiorati da un solo pensiero armato,

non era contemplato nel loro DNA,

 

Indossando tute e caschi non potevano avvertire la temperatura che si era generata nella zona occupata dall’astronave,

ma il termometro misurava sessanta gradi.

 

Malgrado ciò vollero osservarla da vicino, anche per cercare di individuare una probabile fessura da portellone così da poter intervenire tempestivamente nell’eventualità di una prestazione di soccorso a degli ipotetici sopravvissuti. Ma non riuscirono a notare nulla che potesse, anche vagamente, assomigliare alla fessura che stavano cercando.

Quando all’improvviso furono scossi da un rumore stridulo,

simile ad una sirena strozzata.

D’istinto tutti gli sguardi si concentrarono lungo la parte centrale dell’astronave dove finalmente si poteva notare un portellone in lento movimento verso il suo interno.

 


segue…..

Dalla raccolta “storielle” di Felice Tolfo

 

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html

 

 

Se il mattino ti regala l’oro in bocca…..

 

Giovanotto mi alzavo al mattino con l’oro in bocca

 

quanto ne avrei potuto mettere via

 

Tutto quell’oro per tanti anni

Con innocente orgoglio sbandieravo ai quattro venti il mio slogan

 

la mattina mi fa sentire sempre l’oro in bocca

 

Beato te ribattevano moglie e figlio

 

Splendida sensazione che facile si prestava al gioco

 

Senti tu che hai l’ora in bocca

Per favore fammi questo e poi anche quest’altro

 

Oggi

anziano

 

inevitabili mutamenti fanno da contorno alla vita che per grazia ricevuta ancora mi accompagna

 

mi alzo un po’ più tardi

 

L’orgoglio dorato non c’è più

se n’è andato via

 

Al suo posto angoscia depressiva dal sapore tutt’altro che piacevole

 

Un mix di energia negativa

 

che però piano piano con il trascorrere delle ore se ne va

 

Moglie e figlio non mi dicono più nulla

 

 

 

 

 

 

 

Il campanile di Oroset I (episodio 103°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito:

D’istinto tutti gli sguardi si concentrarono lungo la parte centrale dell’astronave dove finalmente si poteva notare un portellone in lento movimento verso il suo interno.

 

D’istinto tutti gli sguardi si concentrarono lungo la parte centrale dell’astronave dove finalmente si poteva notare un portellone in lento movimento verso il suo interno.

 

Ad apertura completata ci furono quindici secondi di vuoto assoluto, più che sufficienti per creare una certa dose di suspense.

L’alta tensione emotiva toccò il suo picco più alto quando

 

dal portellone fuoriuscì una scaletta che andò presto  

a toccare il suolo.

 

Tutti i presenti volsero i loro sguardi verso la parte interna dell’astronave dove la presenza di una flebile luce poteva apparire insufficiente per tenere quell’ambiente illuminato.

 

Solitamente si trattava di un piccolo spazio

dotato di doppia porta stagna:

praticamente il confine tra l’interno e l’esterno.

 

Ma la curiosità collettiva fu presto appagata dall’apparizione di certe figure in movimento.

 

Erano dei sopravvissuti!

Alcuni stavano già scendendo la scaletta mentre altri si apprestavano a farlo.

 

I selenesi presenti stavano per vivere un momento unico,

 

irripetibile…!!

 

Piuttosto bassi di statura, circa un metro e trenta/trentacinque!

Ne contarono sette.

Solamente sette per un’astronave così grande…??

Con un sincero ed emozionante abbraccio generale venne stabilito il primo contatto.

 

Le tute che indossavano, dimensioni a parte, non davano clamorosi segnali di diversità rispetto a quanto in casa.

 

Regolate le loro radio sulla frequenza gemella fecero intendere, parlando un ottimo italiano,

che l’equipaggio dell’astronave era in realtà formato da ventotto componenti,

ventuno dei quali deceduti nel tragico atterraggio…!!

 

Il primo pensiero rassicurare i lunari circa una loro più che fattiva presenza in affianco alle squadre che si sarebbero dovute alternare al recupero dei poveri corpi rimasti all’interno della loro astronave.

Dal frontale dei loro caschi, ciononostante le luci vi si riflettessero contro, si notavano delle evidenti diversità somatiche verso le quali nessuno dei presenti osò una qualsivoglia osservazione.

Vinti tutti i facili entusiasmi salirono sui fuoristrada per un trionfante rientro in città dove i sette ospiti avrebbero potuto ricevere tutta l’assistenza del caso.

 

I sette extra “terrestri/lunari” si sorpresero, e non di poco, nel vedere tanta e tale vastità dedicata agli spazi abitativi pur non rendendosi ancora conto della reale grandezza del posto:

 

“una città di sessantamila abitanti”!

 

Ma quando si levarono le tute e i caschi…??…??…??

 

tra i presenti ci fu un momento di grande stupore e meraviglia subito sostituito da una più che logica e umana comprensione…!!

Perché la circostanza che lasciò tutti un po’ perplessi, ma allo stesso tempo anche particolarmente entusiasti, non era la bassa statura, circa un metro e trentacinque, già notata mentre scendevano dall’astronave, e nemmeno i loro tratti somatici manifestamente diversi,

bensì quell’incredibile somiglianza,  

a dir poco clamorosa,

con   ET.

Il simpatico personaggio rappresentato nell’omonimo e famoso film..!!

Una somiglianza molto forte anche se non erano proprio uguali sputati.

Di statura moderatamente più alta, mani più piccole, viso ovale, orecchie più grandi e leggermente appuntite.

Il tutto per un risultato di bell’aspetto nella giusta proporzione!

Il colorito della pelle non era verde ma di un chiaro che dava sul roseo.

Ed erano tutti, nessuno escluso, dotati di vistose capigliature!

 


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 102°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito:

Non eravamo preoccupati per i nostri compagni che sapevamo essere al sicuro ed in perfetta salute. Dovevamo solamente verificare l’entità del cratere provocato dal meteorite che, sebbene fosse stato gentile nel suo cadere ben oltre il nostro tetto, avrebbe comunque potuto provocare qualche crepa di scortesia.>

Non eravamo preoccupati per i nostri compagni che sapevamo essere al sicuro ed in perfetta salute.  Dovevamo solamente verificare l’entità del cratere provocato dal meteorite che, sebbene fosse stato gentile nel suo cadere ben oltre il nostro tetto, avrebbe comunque potuto provocare qualche crepa di scortesia.>

Per l’avvenimento utilizzarono l’uscita della porta di accesso ottava,

la più vicina al punto d’impatto!

In breve tempo raggiunsero la zona incriminata,

a circa ottocento metri dall’uscita,

dove si unirono con la squadra che stava operando all’esterno.

Quel timore che stava alimentando una certa,

seppur contenuta,

apprensione venne subito spazzato via da un senso di meravigliosa cosmogioia…!!

Altro che meteorite…!!…??…!!

“Qualcosa di fantastico” 

quello che i loro occhi ebbero la fortuna di vedere:

un’astronave!

Maestosamente appoggiata su otto ruote centrali (due carrelli) e quattro posteriori (un carrello).

Il frontale non era pervenuto ma solamente dichiarato disperso tra le rocce e la sabbia polverosa.

 

La parte rimanente appariva, in tutto il suo splendore, perfettamente integra e alla facile portata dei soccorritori.

Un profilo nettamente diverso rispetto alle solite astronavi kalloxiane.

La luce forte ed intensa sprigionata dalle torce e dai fari posizionati sui mezzi permetteva una visuale praticamente a giorno dell’intera area dedicata all’astronave.

Strutturata a triangolo dava netta la sensazione di un qualcosa di maestoso da ammirare.

Alta poco più di otto metri, compresi i carrelli di allunaggio.

Surreale l’atmosfera che si respirava al punto da sembrare  magica…..

La tensione emotiva schizzava forte da parte di tutti i presenti!

 

Squadra di soccorso: Aleandro, otto incaricati specializzati interventi esterni e quattro fuoristrada;

Squadra già operante all’esterno: tre incaricati specializzati interventi esterni e un fuoristrada.

Armi zero.

Mai sfiorati da un solo pensiero armato,

non era contemplato nel loro DNA,

 

Indossando tute e caschi non potevano avvertire la temperatura che si era generata nella zona occupata dall’astronave,

ma il termometro misurava sessanta gradi.

 

Malgrado ciò vollero osservarla da vicino, anche per cercare di individuare una probabile fessura da portellone così da poter intervenire tempestivamente nell’eventualità di una prestazione di soccorso a degli ipotetici sopravvissuti. Ma non riuscirono a notare nulla che potesse, anche vagamente, assomigliare alla fessura che stavano cercando.

Quando all’improvviso furono scossi da un rumore stridulo,

simile ad una sirena strozzata.

D’istinto tutti gli sguardi si concentrarono lungo la parte centrale dell’astronave dove finalmente si poteva notare un portellone in lento movimento verso il suo interno.

 


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 101°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito:

Una storia che sicuramente riuscirà ad entrare nel vivo dei tuoi sentimenti e ti darà anche la possibilità di scoprire

un’altra parte del nostro mondo dal sapore veramente “unico”!>

 

Una storia che sicuramente riuscirà ad entrare nel vivo dei tuoi sentimenti e ti darà anche la possibilità di scoprire

un’altra parte del nostro mondo dal sapore veramente “unico”!>

 

<Pendo dalle tue dotte labbra…..> gongolò Alex.

<Lo so…!!

Ebbene sì….. avevi visto giusto!

Quei bagliori di riflesso che timidamente illuminavano la galleria

provenivano dalle luci tremolanti delle torce dei minatori che frettolosamente stavano raggiungendo il loro posto di lavoro in una delle numerose gallerie presenti nel secondo anello.

Un passaggio dovuto

attraverso la galleria “incriminata”,

provvisoriamente ancora priva di illuminazione…!!

 

Adesso presta molta attenzione su quanto sto per dirti, e

soprattutto tieniti forte…..

 

perché non si trattava di lunari e, ovviamente, non potevano essere nemmeno dei terrestri! Allora dimmi chi erano…?? Ahahahah…!!>

<Chi erano…??  Bohhh….. Uahahah…!!>

<Orosetiani provenienti dal pianeta Oroset…!!

Come va Alex……?

Sei ancora vivo……?

Vedo che lo stupore e la curiosità sono riusciti, per l’ennesima volta, a far brillare i tuoi occhi…!!>

 

Alex non rispose.

Non poteva…..  

Rimase con la bocca spalancata…..

completamente basito…!!

Troppo grande la sua curiosità per perdersi anche un solo istante di quel magico momento.

Senza la benché minima esitazione esortò Aleandro di continuare!!

 

E Aleandro, ridente come raramente gli succedeva, non se lo fece ripetere due volte.

<Tutto accadde nella notte del 12 marzo 2012,

in una delle quattordici giornate di buio,

quando la stragrande maggioranza della popolazione stava ancora viaggiando lungo il percorso disegnato dal buon Morfeo.

Alcuni di noi vennero distratti da un certo fragore paragonabile ad un modesto boato.

Alle due e trenta del mattino dormivano quasi tutti e quel rumore, seppur anomalo,

 riuscì a scalfire il sonno di pochi selenesi.

Altri non potevano essere se non i soliti sventurati colpiti da una cronica insonnia….. Ahahahah…!!

 

I componenti di una squadra che stavano operando all’esterno notarono in lontananza, ad una distanza di sicurezza generosamente oltre la linea del tetto di Selene, una debolissima scia di luce splendere per un paio di secondi e nulla più! Mentre altri, a dire il vero pochi eletti, la notarono attraverso le finestre virtuali.

Immediatamente ci organizzammo con una squadra di soccorso!

Non eravamo preoccupati per i nostri compagni che sapevamo essere al sicuro ed in perfetta salute.  Dovevamo solamente verificare l’entità del cratere provocato dal meteorite che, sebbene fosse stato gentile nel suo cadere ben oltre il nostro tetto, avrebbe comunque potuto provocare qualche crepa di scortesia.>


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 102°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito:

 

Non eravamo preoccupati per i nostri compagni che sapevamo essere al sicuro ed in perfetta salute. Dovevamo solamente verificare l’entità del cratere provocato dal meteorite che, sebbene fosse stato gentile nel suo cadere ben oltre il nostro tetto, avrebbe comunque potuto provocare qualche crepa di scortesia.>

Non eravamo preoccupati per i nostri compagni che sapevamo essere al sicuro ed in perfetta salute.  Dovevamo solamente verificare l’entità del cratere provocato dal meteorite che, sebbene fosse stato gentile nel suo cadere ben oltre il nostro tetto, avrebbe comunque potuto provocare qualche crepa di scortesia.>

 

Per l’avvenimento utilizzarono l’uscita della porta di accesso ottava,

la più vicina al punto d’impatto!

In breve tempo raggiunsero la zona incriminata,

a circa ottocento metri dall’uscita,

dove si unirono con la squadra che stava operando all’esterno.

Quel timore che stava alimentando una certa,

seppur contenuta,

apprensione venne subito spazzato via da un senso di meravigliosa cosmogioia…!!

Altro che meteorite…!!…??…!!

“Qualcosa di fantastico” 

quello che i loro occhi ebbero la fortuna di vedere:

un’astronave!

Maestosamente appoggiata su otto ruote centrali (due carrelli) e quattro posteriori (un carrello).

Il frontale non era pervenuto ma solamente dichiarato disperso tra le rocce e la sabbia polverosa.

 

La parte rimanente appariva, in tutto il suo splendore, perfettamente integra e alla facile portata dei soccorritori.

 

Un profilo nettamente diverso rispetto alle solite astronavi kalloxiane.

 

La luce forte ed intensa sprigionata dalle torce e dai fari posizionati sui mezzi permetteva una visuale praticamente a giorno dell’intera area dedicata all’astronave.

 

Strutturata a triangolo dava netta la sensazione di un qualcosa di maestoso da ammirare.

Alta poco più di otto metri, compresi i carrelli di allunaggio.

Surreale l’atmosfera che si respirava al punto da sembrare  magica…..

La tensione emotiva schizzava forte da parte di tutti i presenti!

 

Squadra di soccorso: Aleandro, otto incaricati specializzati interventi esterni e quattro fuoristrada;

Squadra già operante all’esterno: tre incaricati specializzati interventi esterni e un fuoristrada.

 

Armi zero.

 

Mai sfiorati da un solo pensiero armato,

 

non era contemplato nel loro DNA,

 

Indossando tute e caschi non potevano avvertire la temperatura che si era generata nella zona occupata dall’astronave,

 

ma il termometro misurava sessanta gradi.

 

Malgrado ciò vollero osservarla da vicino, anche per cercare di individuare una probabile fessura da portellone così da poter intervenire tempestivamente nell’eventualità di una prestazione di soccorso a degli ipotetici sopravvissuti. Ma non riuscirono a notare nulla che potesse, anche vagamente, assomigliare alla fessura che stavano cercando.

 

Quando all’improvviso furono scossi da un rumore stridulo,

simile ad una sirena strozzata.

D’istinto tutti gli sguardi si concentrarono lungo la parte centrale dell’astronave dove finalmente si poteva notare un portellone in lento movimento verso il suo interno.

 


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 101°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito:

Una storia che sicuramente riuscirà ad entrare nel vivo dei tuoi sentimenti e ti darà anche la possibilità di scoprire

un’altra parte del nostro mondo dal sapore veramente “unico”!>

 

Una storia che sicuramente riuscirà ad entrare nel vivo dei tuoi sentimenti e ti darà anche la possibilità di scoprire

un’altra parte del nostro mondo dal sapore veramente “unico”!>

 

<Pendo dalle tue dotte labbra…..> gongolò Alex.

<Lo so…!!

Ebbene sì….. avevi visto giusto!

Quei bagliori di riflesso che timidamente illuminavano la galleria

provenivano dalle luci tremolanti delle torce dei minatori che frettolosamente stavano raggiungendo il loro posto di lavoro in una delle numerose gallerie presenti nel secondo anello.

Un passaggio dovuto

attraverso la galleria “incriminata”,

provvisoriamente ancora priva di illuminazione…!!

 

Adesso presta molta attenzione su quanto sto per dirti, e

soprattutto tieniti forte…..

 

perché non si trattava di lunari e, ovviamente, non potevano essere nemmeno dei terrestri! Allora dimmi chi erano…?? Ahahahah…!!>

<Chi erano…??  Bohhh….. Uahahah…!!>

<Orosetiani provenienti dal pianeta Oroset…!!

Come va Alex……?

Sei ancora vivo……?

Vedo che lo stupore e la curiosità sono riusciti, per l’ennesima volta, a far brillare i tuoi occhi…!!>

 

Alex non rispose.

Non poteva…..  

Rimase con la bocca spalancata…..

completamente basito…!!

Troppo grande la sua curiosità per perdersi anche un solo istante di quel magico momento.

Senza la benché minima esitazione esortò Aleandro di continuare!!

 

E Aleandro, ridente come raramente gli succedeva, non se lo fece ripetere due volte.

<Tutto accadde nella notte del 12 marzo 2012,

in una delle quattordici giornate di buio,

quando la stragrande maggioranza della popolazione stava ancora viaggiando lungo il percorso disegnato dal buon Morfeo.

Alcuni di noi vennero distratti da un certo fragore paragonabile ad un modesto boato.

Alle due e trenta del mattino dormivano quasi tutti e quel rumore, seppur anomalo,

 riuscì a scalfire il sonno di pochi selenesi.

Altri non potevano essere se non i soliti sventurati colpiti da una cronica insonnia….. Ahahahah…!!

 

I componenti di una squadra che stavano operando all’esterno notarono in lontananza, ad una distanza di sicurezza generosamente oltre la linea del tetto di Selene, una debolissima scia di luce splendere per un paio di secondi e nulla più! Mentre altri, a dire il vero pochi eletti, la notarono attraverso le finestre virtuali.

Immediatamente ci organizzammo con una squadra di soccorso!

Non eravamo preoccupati per i nostri compagni che sapevamo essere al sicuro ed in perfetta salute.  Dovevamo solamente verificare l’entità del cratere provocato dal meteorite che, sebbene fosse stato gentile nel suo cadere ben oltre il nostro tetto, avrebbe comunque potuto provocare qualche crepa di scortesia.>


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 100°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito:

Nel frattempo si resero conto che il tempo a loro disposizione si era praticamente azzerato.

Un rapido passaggio a casa per i preparativi di rito in vista della “romantica” cena in casa Aleandro…..

 

Nel frattempo si resero conto che il tempo a loro disposizione si era praticamente azzerato.

Un rapido passaggio a casa per i preparativi di rito in vista della “romantica” cena in casa Aleandro…..

 

<Toh guarda chi si rivede? Ma è trascorso così tanto tempo…?? Ahahahah…!!

Vi aspettavo anche con una certa ansia fobica perché mi è venuta fame…… Ahahahah…!!>

<Ansia nervosa per la fame…?? Ma hai la fame nervosa!! Uahahah…!!> rispose Alex.

Uahahah…!! Ahahahah…!!

<Comunque ho una fame pazzesca!! Ahahahah…!!>

 

Uahahah…!! Ahahahah…!!

 

<Tra l’altro, a dire il vero, ero anche curioso di sentire il pensiero di Alex

sul giretto che abbiamo fatto in mattinata…??

Perché personalmente mi sono divertito, e non poco, nel vedere quelle tue espressioni di stupore e di trasporto che fanno di te un uomo unico!!>

 

<Già…!!> rispose Alex. <Mentre io ti ho rotto le scatole per certe luci che avevo notato in fondo a quella che oramai ti risulta come una galleria dismessa…??>

 

<Eccoti qua…!!

Sei venuto esattamente dove volevo portarti…!!

Il vero ed unico motivo per il quale adesso vi trovate qui!

Perché ho deciso di raccontarti tutta la verità nel merito di quella tua galleria virtuale

illuminata da certi misteriosi flash…!!

Ma lo farò con la dovuta calma…..

 Un po’ di pazienza e vedrai che razza di schiarita…!!…!!

Intanto riallacciandomi all’ansia fobica devo assolutamente farvi una proposta “indecente”: mettiamoci a tavola! Almeno possiamo giocare d’anticipo contro i crampi della fame….. Ahahahah…!!>

Uahahah…!!   Ahahahah…!!

<Allora dobbiamo mangiare!> concordò un’affamata Isabel.

Una cena dal sapore romantico, senza il lume di una candela ma sin da subito avvolta in un’atmosfera di felice intimità.

La cucina di Aleandro,

benché nella sua semplicità,

seppe esaltarsi per la sua grande ricchezza di sapori!

Dopodiché il direttore diede una svolta storica alla serata lanciandosi a cuore aperto sull’argomento

tanto caro ad Alex.

<Senti Alex, mi sento in dovere di chiederti ufficialmente scusa se stamattina sono stato deliberatamente fuorviante circa le tue più che ovvie e giustificate richieste.

 

A mia discolpa

il particolare che avevo il freno a mano tirato per via di una storia che ancora non ti avevo raccontato.

E questo solamente perché aspettavo l’occasione giusta,

il momento più opportuno!

Ahahahah…!!

Ma il concetto è sempre lo stesso…..

Ahahahah…!!>

<Uahahah…!!  Uahahah…!!>

Eccolo:

 il momento è arrivato!

Una storia che sicuramente riuscirà ad entrare nel vivo dei tuoi sentimenti e ti darà anche la possibilità di scoprire

un’altra parte del nostro mondo dal sapore veramente “unico”!>

 


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 101°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito:

 

Una storia che sicuramente riuscirà ad entrare nel vivo dei tuoi sentimenti e ti darà anche la possibilità di scoprire

un’altra parte del nostro mondo dal sapore veramente “unico”!>

 

Una storia che sicuramente riuscirà ad entrare nel vivo dei tuoi sentimenti e ti darà anche la possibilità di scoprire

un’altra parte del nostro mondo dal sapore veramente “unico”!>

 

<Pendo dalle tue dotte labbra…..> gongolò Alex.

<Lo so…!!

Ebbene sì….. avevi visto giusto!

Quei bagliori di riflesso che timidamente illuminavano la galleria

 

provenivano dalle luci tremolanti delle torce dei minatori che frettolosamente stavano raggiungendo il loro posto di lavoro in una delle numerose gallerie presenti nel secondo anello.

Un passaggio dovuto

attraverso la galleria “incriminata”,

provvisoriamente ancora priva di illuminazione…!!

 

Adesso presta molta attenzione su quanto sto per dirti, e

 

soprattutto tieniti forte…..

 

perché non si trattava di lunari e, ovviamente, non potevano essere nemmeno dei terrestri! Allora dimmi chi erano…?? Ahahahah…!!>

<Chi erano…??  Bohhh….. Uahahah…!!>

 

<Orosetiani provenienti dal pianeta Oroset…!!

 

Come va Alex……?

Sei ancora vivo……?

Vedo che lo stupore e la curiosità sono riusciti, per l’ennesima volta, a far brillare i tuoi occhi…!!>

 

Alex non rispose.

Non poteva…..  

Rimase con la bocca spalancata…..

completamente basito…!!

 

Troppo grande la sua curiosità per perdersi anche un solo istante di quel magico momento.

 

Senza la benché minima esitazione esortò Aleandro di continuare!!

 

E Aleandro, ridente come raramente gli succedeva, non se lo fece ripetere due volte.

 

<Tutto accadde nella notte del 12 marzo 2012,

in una delle quattordici giornate di buio,

quando la stragrande maggioranza della popolazione stava ancora viaggiando lungo il percorso disegnato dal buon Morfeo.

Alcuni di noi vennero distratti da un certo fragore paragonabile ad un modesto boato.

Alle due e trenta del mattino dormivano quasi tutti e quel rumore, seppur anomalo,

 riuscì a scalfire il sonno di pochi selenesi.

Altri non potevano essere se non i soliti sventurati colpiti da una cronica insonnia….. Ahahahah…!!

 

I componenti di una squadra che stavano operando all’esterno notarono in lontananza, ad una distanza di sicurezza generosamente oltre la linea del tetto di Selene, una debolissima scia di luce splendere per un paio di secondi e nulla più! Mentre altri, a dire il vero pochi eletti, la notarono attraverso le finestre virtuali.

Immediatamente ci organizzammo con una squadra di soccorso!

Non eravamo preoccupati per i nostri compagni che sapevamo essere al sicuro ed in perfetta salute.  Dovevamo solamente verificare l’entità del cratere provocato dal meteorite che, sebbene fosse stato gentile nel suo cadere ben oltre il nostro tetto, avrebbe comunque potuto provocare qualche crepa di scortesia.>


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 100°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito:

Nel frattempo si resero conto che il tempo a loro disposizione si era praticamente azzerato.

Un rapido passaggio a casa per i preparativi di rito in vista della “romantica” cena in casa Aleandro…..

 

Nel frattempo si resero conto che il tempo a loro disposizione si era praticamente azzerato.

Un rapido passaggio a casa per i preparativi di rito in vista della “romantica” cena in casa Aleandro…..

 

<Toh guarda chi si rivede? Ma è trascorso così tanto tempo…?? Ahahahah…!!

Vi aspettavo anche con una certa ansia fobica perché mi è venuta fame…… Ahahahah…!!>

<Ansia nervosa per la fame…?? Ma hai la fame nervosa!! Uahahah…!!> rispose Alex.

Uahahah…!! Ahahahah…!!

<Comunque ho una fame pazzesca!! Ahahahah…!!>

 

Uahahah…!! Ahahahah…!!

 

<Tra l’altro, a dire il vero, ero anche curioso di sentire il pensiero di Alex

sul giretto che abbiamo fatto in mattinata…??

Perché personalmente mi sono divertito, e non poco, nel vedere quelle tue espressioni di stupore e di trasporto che fanno di te un uomo unico!!>

 

<Già…!!> rispose Alex. <Mentre io ti ho rotto le scatole per certe luci che avevo notato in fondo a quella che oramai ti risulta come una galleria dismessa…??>

 

<Eccoti qua…!!

Sei venuto esattamente dove volevo portarti…!!

Il vero ed unico motivo per il quale adesso vi trovate qui!

Perché ho deciso di raccontarti tutta la verità nel merito di quella tua galleria virtuale

illuminata da certi misteriosi flash…!!

Ma lo farò con la dovuta calma…..

 Un po’ di pazienza e vedrai che razza di schiarita…!!…!!

Intanto riallacciandomi all’ansia fobica devo assolutamente farvi una proposta “indecente”: mettiamoci a tavola! Almeno possiamo giocare d’anticipo contro i crampi della fame….. Ahahahah…!!>

Uahahah…!!   Ahahahah…!!

<Allora dobbiamo mangiare!> concordò un’affamata Isabel.

Una cena dal sapore romantico, senza il lume di una candela ma sin da subito avvolta in un’atmosfera di felice intimità.

La cucina di Aleandro,

benché nella sua semplicità,

seppe esaltarsi per la sua grande ricchezza di sapori!

Dopodiché il direttore diede una svolta storica alla serata lanciandosi a cuore aperto sull’argomento

tanto caro ad Alex.

<Senti Alex, mi sento in dovere di chiederti ufficialmente scusa se stamattina sono stato deliberatamente fuorviante circa le tue più che ovvie e giustificate richieste.

 

A mia discolpa

il particolare che avevo il freno a mano tirato per via di una storia che ancora non ti avevo raccontato.

E questo solamente perché aspettavo l’occasione giusta,

il momento più opportuno!

Ahahahah…!!

Ma il concetto è sempre lo stesso…..

Ahahahah…!!>

<Uahahah…!!  Uahahah…!!>

Eccolo:

 il momento è arrivato!

Una storia che sicuramente riuscirà ad entrare nel vivo dei tuoi sentimenti e ti darà anche la possibilità di scoprire

un’altra parte del nostro mondo dal sapore veramente “unico”!>

 


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 99°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito: 

Perché..? Che significato ha negare l’evidenza di un fatto realmente accaduto, dove io sono stato l’unico vero testimone…!!

Questo mi fa pensare che stia nascondendo qualcosa di suo proposito, ma non riesco ad immaginare cosa mai potrebbe essere….??  Uhmm….. ho una voglia matta di ritornare da quelle parti per un giretto esplorativo nella “misteriosa” galleria…??  Uahahah…!!

Perché..? Che significato ha negare l’evidenza di un fatto realmente accaduto, dove io sono stato l’unico vero testimone…!!

Questo mi fa pensare che stia nascondendo qualcosa di suo proposito, ma non riesco ad immaginare cosa mai potrebbe essere….??  Uhmm….. ho una voglia matta di ritornare da quelle parti per un giretto esplorativo nella “misteriosa” galleria…??  Uahahah…!!

La mia non è altro che pura e semplice curiosità!

Purtroppo io sono fatto così….!!

Alle volte mi sento ancora un bimbetto immaturo e curioso…!!>

<Senti un po’, bimbetto immaturo e curioso,

Ahahahah… Ahahahah…!!>

<Uahahah…!!  Uahahah…!!>

<E’ ovvio che adesso non abbiamo il tempo che ci servirebbe ma più in là….. si potrebbe anche andare a curiosare per vedere meglio quella galleria…??…??>

E con l’allegra speranza nel cuore di Alex uscirono di casa per una passeggiata più che mai dal sapore romantico.

 

Per Alex si trattava pur sempre di un avvenimento, nel vero senso della parola!

Si camminava lungo marciapiedi colorati di arancione tra costruzioni dipinte di mille colori.

 La segnaletica si presentava in orizzontale sulle strade e stampata sui muri laterali di certe palazzine predestinate.

Oltre ai tabelloni elettronici presenti in grande numero attraverso i quali passava anche la pubblicità!

Ma in realtà altro non era se non il lancio di alcuni

nuovi prodotti da utilizzare…..

Malgrado un’apprezzabile concentrazione di persone, biciclette e mezzi motorizzati, non si percepivano situazioni di criticità. L’ordine che si viveva era il risultato della grande civiltà che regnava nella città.

 

Considerevole l’estensione di Selene dove per le strutture più alte si era scavato maggiormente per raggiungere profondità superiori,

meno ventidue/ventitré metri.

Ma in certi casi anche meno ventisei/ventisette metri.

In quel modo si era creata, per alcuni tratti, un’urbanistica stradale similare alle zone collinari terrestri.

 

Numerosissimi e variegati i bedico. Regolarmente riforniti e sempre a disposizione dell’intera cittadinanza con compiacenti orari di apertura.

Si andava nei bedico per rifornirsi quanto bastava e ovviamente “non si pagava nulla”!

Nei ristoranti e nei bar ci si poteva sedere per essere serviti

 con quanto si desiderava, e

“non si pagava nulla”!

 

<Isabel mi devi togliere una curiosità sui bedico, perché non ho capito il peso della disponibilità nel dare cose anche oltre il necessario…!!.

<Bella domanda!

Disponibilità illimitata…..

L’intera popolazione è stata educata per vivere una vita basata sul proprio autocontrollo comportamentale senza la necessità di interventi da parte di terze persone.

Come ti avevo già accennato durante il nostro viaggio:

esistono delle regole ben precise che vengono rispettate grazie ad un meccanismo spontaneo di adeguamento personale…!!>

<Splendido:

tutto questo non è altro che patrimonio civile del popolo selenese…!!>

 

Nel frattempo si resero conto che il tempo a loro disposizione si era praticamente azzerato.

Un rapido passaggio a casa per i preparativi di rito in vista della “romantica” cena in casa Aleandro…..

 


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 100°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito:

Nel frattempo si resero conto che il tempo a loro disposizione si era praticamente azzerato.

Un rapido passaggio a casa per i preparativi di rito in vista della “romantica” cena in casa Aleandro…..

 

 

Nel frattempo si resero conto che il tempo a loro disposizione si era praticamente azzerato.

Un rapido passaggio a casa per i preparativi di rito in vista della “romantica” cena in casa Aleandro…..

 

<Toh guarda chi si rivede? Ma è trascorso così tanto tempo…?? Ahahahah…!!

Vi aspettavo anche con una certa ansia fobica perché mi è venuta fame…… Ahahahah…!!>

<Ansia nervosa per la fame…?? Ma hai la fame nervosa!! Uahahah…!!> rispose Alex.

Uahahah…!! Ahahahah…!!

 

<Comunque ho una fame pazzesca!! Ahahahah…!!>

 

Uahahah…!! Ahahahah…!!

 

<Tra l’altro, a dire il vero, ero anche curioso di sentire il pensiero di Alex

 

sul giretto che abbiamo fatto in mattinata…??

Perché personalmente mi sono divertito, e non poco, nel vedere quelle tue espressioni di stupore e di trasporto che fanno di te un uomo unico!!>

 

<Già…!!> rispose Alex. <Mentre io ti ho rotto le scatole per certe luci che avevo notato in fondo a quella che oramai ti risulta come una galleria dismessa…??>

 

<Eccoti qua…!!

Sei venuto esattamente dove volevo portarti…!!

Il vero ed unico motivo per il quale adesso vi trovate qui!

Perché ho deciso di raccontarti tutta la verità nel merito di quella tua galleria virtuale

illuminata da certi misteriosi flash…!!

Ma lo farò con la dovuta calma…..

 Un po’ di pazienza e vedrai che razza di schiarita…!!…!!

 

Intanto riallacciandomi all’ansia fobica devo assolutamente farvi una proposta “indecente”: mettiamoci a tavola! Almeno possiamo giocare d’anticipo contro i crampi della fame….. Ahahahah…!!>

 

Uahahah…!!   Ahahahah…!!

 

<Allora dobbiamo mangiare!> concordò un’affamata Isabel.

 

Una cena dal sapore romantico, senza il lume di una candela ma sin da subito avvolta in un’atmosfera di felice intimità.

La cucina di Aleandro,

benché nella sua semplicità,

seppe esaltarsi per la sua grande ricchezza di sapori!

Dopodiché il direttore diede una svolta storica alla serata lanciandosi a cuore aperto sull’argomento

tanto caro ad Alex.

 

<Senti Alex, mi sento in dovere di chiederti ufficialmente scusa se stamattina sono stato deliberatamente fuorviante circa le tue più che ovvie e giustificate richieste.

 

A mia discolpa

il particolare che avevo il freno a mano tirato per via di una storia che ancora non ti avevo raccontato.

E questo solamente perché aspettavo l’occasione giusta,

il momento più opportuno!

Ahahahah…!!

Ma il concetto è sempre lo stesso…..

Ahahahah…!!>

<Uahahah…!!  Uahahah…!!>

Eccolo:

 il momento è arrivato!

Una storia che sicuramente riuscirà ad entrare nel vivo dei tuoi sentimenti e ti darà anche la possibilità di scoprire

un’altra parte del nostro mondo dal sapore veramente “unico”!>

 


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 99°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito: 

Perché..? Che significato ha negare l’evidenza di un fatto realmente accaduto, dove io sono stato l’unico vero testimone…!!

Questo mi fa pensare che stia nascondendo qualcosa di suo proposito, ma non riesco ad immaginare cosa mai potrebbe essere….??  Uhmm….. ho una voglia matta di ritornare da quelle parti per un giretto esplorativo nella “misteriosa” galleria…??  Uahahah…!!

Perché..? Che significato ha negare l’evidenza di un fatto realmente accaduto, dove io sono stato l’unico vero testimone…!!

Questo mi fa pensare che stia nascondendo qualcosa di suo proposito, ma non riesco ad immaginare cosa mai potrebbe essere….??  Uhmm….. ho una voglia matta di ritornare da quelle parti per un giretto esplorativo nella “misteriosa” galleria…??  Uahahah…!!

La mia non è altro che pura e semplice curiosità!

Purtroppo io sono fatto così….!!

Alle volte mi sento ancora un bimbetto immaturo e curioso…!!>

<Senti un po’, bimbetto immaturo e curioso,

Ahahahah… Ahahahah…!!>

<Uahahah…!!  Uahahah…!!>

<E’ ovvio che adesso non abbiamo il tempo che ci servirebbe ma più in là….. si potrebbe anche andare a curiosare per vedere meglio quella galleria…??…??>

E con l’allegra speranza nel cuore di Alex uscirono di casa per una passeggiata più che mai dal sapore romantico.

 

Per Alex si trattava pur sempre di un avvenimento, nel vero senso della parola!

Si camminava lungo marciapiedi colorati di arancione tra costruzioni dipinte di mille colori.

 La segnaletica si presentava in orizzontale sulle strade e stampata sui muri laterali di certe palazzine predestinate.

Oltre ai tabelloni elettronici presenti in grande numero attraverso i quali passava anche la pubblicità!

Ma in realtà altro non era se non il lancio di alcuni

nuovi prodotti da utilizzare…..

Malgrado un’apprezzabile concentrazione di persone, biciclette e mezzi motorizzati, non si percepivano situazioni di criticità. L’ordine che si viveva era il risultato della grande civiltà che regnava nella città.

 

Considerevole l’estensione di Selene dove per le strutture più alte si era scavato maggiormente per raggiungere profondità superiori,

meno ventidue/ventitré metri.

Ma in certi casi anche meno ventisei/ventisette metri.

In quel modo si era creata, per alcuni tratti, un’urbanistica stradale similare alle zone collinari terrestri.

 

Numerosissimi e variegati i bedico. Regolarmente riforniti e sempre a disposizione dell’intera cittadinanza con compiacenti orari di apertura.

Si andava nei bedico per rifornirsi quanto bastava e ovviamente “non si pagava nulla”!

Nei ristoranti e nei bar ci si poteva sedere per essere serviti

 con quanto si desiderava, e

“non si pagava nulla”!

 

<Isabel mi devi togliere una curiosità sui bedico, perché non ho capito il peso della disponibilità nel dare cose anche oltre il necessario…!!.

<Bella domanda!

Disponibilità illimitata…..

L’intera popolazione è stata educata per vivere una vita basata sul proprio autocontrollo comportamentale senza la necessità di interventi da parte di terze persone.

Come ti avevo già accennato durante il nostro viaggio:

esistono delle regole ben precise che vengono rispettate grazie ad un meccanismo spontaneo di adeguamento personale…!!>

<Splendido:

tutto questo non è altro che patrimonio civile del popolo selenese…!!>

 

Nel frattempo si resero conto che il tempo a loro disposizione si era praticamente azzerato.

Un rapido passaggio a casa per i preparativi di rito in vista della “romantica” cena in casa Aleandro…..

 


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 98°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito: 

Esistevano altri studi per nuove formule riproduttive le cui scoperte si sarebbero susseguite all’infinito…!!

Esistevano altri studi per nuove formule riproduttive le cui scoperte si sarebbero susseguite all’infinito…!!

<Comunque venendo a noi….. devi cucinare come solamente un italiano vero….. sa fare!!! Perché altrimenti…?? Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!! Uahahah…!!>

<D’accordo!!!!! Mio bel cuoco italiano….. cucina pure i tuoi spaghetti…!!>

Una mezzoretta scarsa eeee…….

 

<Tutto prontooooooo! Si mangiaaaaaaa……!!>

Una terrina con

mezzo chilo di spaghetti al pomodoro,

rigorosamente al dente e spolverati di formaggio grana, fu “amorevolmente adagiata” sulla tavola appena apparecchiata da una Isabel più affamata che mai…..

<Adesso stappiamo una bottiglia di prosecco. Eh Alex….. ci vuole?>

<Certo….. ci penso io…!!>

I tappi, anche se di plastica, possedevano una caratteristica rigidità elastica che portavano all’aderenza perfetta e andavano molto bene per le bottiglie di vino sia frizzante che non…!!

Poooooooooooooooppppppppppppp…..!!!!!

 

<Questa sì che è musica!!>

 

Uahahah…!!  Ahahahah…!!  Uahahah…!!  Ahahahah…!!

E dopo aver mangiato e bevuto si adagiarono sul grande divano, sazi e appagati, con quella vaga intenzione di ripercorrere i bei momenti vissuti in mattinata.

Troppo astratta quell’intenzione e…….

l’addormentamento fu istantaneo…!!

  

“nono”

 

Verso le diciassette e trenta Aleandro, in clamorosa smentita, chiamò Isabel per invitarli a cena!

Una sveglia improvvisa che comunque non provocò disagio alcuno a quella giovane coppia che, già baciata dalla fortuna, accettò di buon grado quell’invito

comunque:

certamente “inaspettato”…!!

<Buondì, ah che bella dormita!> Esclamò Alex.

<Buongiorno a te tesoro…!! Ohhhhhhhh….. scusami,  pensavo fosse già trascorsa la notte! Ahahahah…!! E invece siamo ancora in pieno pomeriggio, un po’ inoltrato ma sempre di pomeriggio si tratta! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!!>

<Però devo dirti che ho dormito bene anch’io, ma di un bene come forse non mi era mai capitato prima…..

Due ore e mezza di sonno da sogno…!!

 

Ma dimmi…. cosa ti piacerebbe fare adesso?>

<Nulla…!! Nulla di nulla…!! Continuiamo a sognare…!! Uahahah…!!>

Ahahahah…!! Uahahah…!!  Ahahahah…!! Uahahah…!! 

Alex confidò a Isabel le sue perplessità circa la teoria di Aleandro nel merito dei flash in galleria!

<Già ricordo benissimo che mi avevi sussurrato qualcosa sull’argomento..??..!!..??  Ma forse non devo aver dato molto peso all’accaduto…… a quelle tue visoni….?? Ahahahah…!! Mi sono comportata come una grande mascalzona! Ahahahah…!!>

<Già esattamente, proprio una grande mascalzona…!!  Uahahah…!!  Uahahah…!! Ma comunque non ci sarebbe stato nulla di particolarmente rimarchevole se Aleandro alla mia richiesta di chiarimenti non avesse avuto quella reazione così imprevedibile, per certi versi anche un po’ misteriosa, negando nella maniera più assoluta la possibilità di una presenza all’interno di quella galleria…??

Perché..? Che significato ha negare l’evidenza di un fatto realmente accaduto, dove io sono stato l’unico vero testimone…!!

Questo mi fa pensare che stia nascondendo qualcosa di suo proposito, ma non riesco ad immaginare cosa mai potrebbe essere….??  Uhmm….. ho una voglia matta di ritornare da quelle parti per un giretto esplorativo nella “misteriosa” galleria…??  Uahahah…!!


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 99°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito: 

Perché..? Che significato ha negare l’evidenza di un fatto realmente accaduto, dove io sono stato l’unico vero testimone…!!

Questo mi fa pensare che stia nascondendo qualcosa di suo proposito, ma non riesco ad immaginare cosa mai potrebbe essere….??  Uhmm….. ho una voglia matta di ritornare da quelle parti per un giretto esplorativo nella “misteriosa” galleria…??  Uahahah…!!

Perché..? Che significato ha negare l’evidenza di un fatto realmente accaduto, dove io sono stato l’unico vero testimone…!!

Questo mi fa pensare che stia nascondendo qualcosa di suo proposito, ma non riesco ad immaginare cosa mai potrebbe essere….??  Uhmm….. ho una voglia matta di ritornare da quelle parti per un giretto esplorativo nella “misteriosa” galleria…??  Uahahah…!!

 

La mia non è altro che pura e semplice curiosità!

Purtroppo io sono fatto così….!!

Alle volte mi sento ancora un bimbetto immaturo e curioso…!!>

<Senti un po’, bimbetto immaturo e curioso,

Ahahahah… Ahahahah…!!>

<Uahahah…!!  Uahahah…!!>

<E’ ovvio che adesso non abbiamo il tempo che ci servirebbe ma più in là….. si potrebbe anche andare a curiosare per vedere meglio quella galleria…??…??>

 

E con l’allegra speranza nel cuore di Alex uscirono di casa per una passeggiata più che mai dal sapore romantico.

 

Per Alex si trattava pur sempre di un avvenimento, nel vero senso della parola!

Si camminava lungo marciapiedi colorati di arancione tra costruzioni dipinte di mille colori.

 La segnaletica si presentava in orizzontale sulle strade e stampata sui muri laterali di certe palazzine predestinate.

Oltre ai tabelloni elettronici presenti in grande numero attraverso i quali passava anche la pubblicità!

Ma in realtà altro non era se non il lancio di alcuni

nuovi prodotti da utilizzare…..

 

Malgrado un’apprezzabile concentrazione di persone, biciclette e mezzi motorizzati, non si percepivano situazioni di criticità. L’ordine che si viveva era il risultato della grande civiltà che regnava nella città.

 

Considerevole l’estensione di Selene dove per le strutture più alte si era scavato maggiormente per raggiungere profondità superiori,

meno ventidue/ventitré metri.

Ma in certi casi anche meno ventisei/ventisette metri.

In quel modo si era creata, per alcuni tratti, un’urbanistica stradale similare alle zone collinari terrestri.

 

Numerosissimi e variegati i bedico. Regolarmente riforniti e sempre a disposizione dell’intera cittadinanza con compiacenti orari di apertura.

 

Si andava nei bedico per rifornirsi quanto bastava e ovviamente “non si pagava nulla”!

Nei ristoranti e nei bar ci si poteva sedere per essere serviti

 con quanto si desiderava, e

“non si pagava nulla”!

 

<Isabel mi devi togliere una curiosità sui bedico, perché non ho capito il peso della disponibilità nel dare cose anche oltre il necessario…!!.

<Bella domanda!

Disponibilità illimitata…..

L’intera popolazione è stata educata per vivere una vita basata sul proprio autocontrollo comportamentale senza la necessità di interventi da parte di terze persone.

Come ti avevo già accennato durante il nostro viaggio:

esistono delle regole ben precise che vengono rispettate grazie ad un meccanismo spontaneo di adeguamento personale…!!>

<Splendido:

tutto questo non è altro che patrimonio civile del popolo selenese…!!>

 

Nel frattempo si resero conto che il tempo a loro disposizione si era praticamente azzerato.

 

Un rapido passaggio a casa per i preparativi di rito in vista della “romantica” cena in casa Aleandro…..

 


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 98°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito: 

Esistevano altri studi per nuove formule riproduttive le cui scoperte si sarebbero susseguite all’infinito…!!

Esistevano altri studi per nuove formule riproduttive le cui scoperte si sarebbero susseguite all’infinito…!!

<Comunque venendo a noi….. devi cucinare come solamente un italiano vero….. sa fare!!! Perché altrimenti…?? Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!! Uahahah…!!>

<D’accordo!!!!! Mio bel cuoco italiano….. cucina pure i tuoi spaghetti…!!>

Una mezzoretta scarsa eeee…….

 

<Tutto prontooooooo! Si mangiaaaaaaa……!!>

Una terrina con

mezzo chilo di spaghetti al pomodoro,

rigorosamente al dente e spolverati di formaggio grana, fu “amorevolmente adagiata” sulla tavola appena apparecchiata da una Isabel più affamata che mai…..

<Adesso stappiamo una bottiglia di prosecco. Eh Alex….. ci vuole?>

<Certo….. ci penso io…!!>

I tappi, anche se di plastica, possedevano una caratteristica rigidità elastica che portavano all’aderenza perfetta e andavano molto bene per le bottiglie di vino sia frizzante che non…!!

Poooooooooooooooppppppppppppp…..!!!!!

 

<Questa sì che è musica!!>

 

Uahahah…!!  Ahahahah…!!  Uahahah…!!  Ahahahah…!!

E dopo aver mangiato e bevuto si adagiarono sul grande divano, sazi e appagati, con quella vaga intenzione di ripercorrere i bei momenti vissuti in mattinata.

Troppo astratta quell’intenzione e…….

l’addormentamento fu istantaneo…!!

  

“nono”

 

Verso le diciassette e trenta Aleandro, in clamorosa smentita, chiamò Isabel per invitarli a cena!

Una sveglia improvvisa che comunque non provocò disagio alcuno a quella giovane coppia che, già baciata dalla fortuna, accettò di buon grado quell’invito

comunque:

certamente “inaspettato”…!!

<Buondì, ah che bella dormita!> Esclamò Alex.

<Buongiorno a te tesoro…!! Ohhhhhhhh….. scusami,  pensavo fosse già trascorsa la notte! Ahahahah…!! E invece siamo ancora in pieno pomeriggio, un po’ inoltrato ma sempre di pomeriggio si tratta! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!!>

<Però devo dirti che ho dormito bene anch’io, ma di un bene come forse non mi era mai capitato prima…..

Due ore e mezza di sonno da sogno…!!

 

Ma dimmi…. cosa ti piacerebbe fare adesso?>

<Nulla…!! Nulla di nulla…!! Continuiamo a sognare…!! Uahahah…!!>

Ahahahah…!! Uahahah…!!  Ahahahah…!! Uahahah…!! 

Alex confidò a Isabel le sue perplessità circa la teoria di Aleandro nel merito dei flash in galleria!

<Già ricordo benissimo che mi avevi sussurrato qualcosa sull’argomento..??..!!..??  Ma forse non devo aver dato molto peso all’accaduto…… a quelle tue visoni….?? Ahahahah…!! Mi sono comportata come una grande mascalzona! Ahahahah…!!>

<Già esattamente, proprio una grande mascalzona…!!  Uahahah…!!  Uahahah…!! Ma comunque non ci sarebbe stato nulla di particolarmente rimarchevole se Aleandro alla mia richiesta di chiarimenti non avesse avuto quella reazione così imprevedibile, per certi versi anche un po’ misteriosa, negando nella maniera più assoluta la possibilità di una presenza all’interno di quella galleria…??

Perché..? Che significato ha negare l’evidenza di un fatto realmente accaduto, dove io sono stato l’unico vero testimone…!!

Questo mi fa pensare che stia nascondendo qualcosa di suo proposito, ma non riesco ad immaginare cosa mai potrebbe essere….??  Uhmm….. ho una voglia matta di ritornare da quelle parti per un giretto esplorativo nella “misteriosa” galleria…??  Uahahah…!!


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 97°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito: 

Aleandro non esitò un solo istante nel ringraziare Isabel e Alex per la piacevole mattinata trascorsa in così gradevole compagnia. Oltretutto, vedendoli piuttosto sfiniti, diede grande dimostrazione della sua bontà d’animo

lasciandoli liberi con la solenne promessa di non disturbarli più…..!!

Almeno fino al giorno successivo…??

Aleandro non esitò un solo istante nel ringraziare Isabel e Alex per la piacevole mattinata trascorsa in così gradevole compagnia. Oltretutto, vedendoli piuttosto sfiniti, diede grande dimostrazione della sua bontà d’animo

lasciandoli liberi con la solenne promessa di non disturbarli più…..!!

Almeno fino al giorno successivo…??

 

Alla fine, verso le quattordici, riuscirono a rientrare tutti nelle proprie abitazioni.

<Finalmente>, esclamò Isabel, <sono stanchissima ma felice. Felice nel vederti così entusiasta di vivere questi momenti particolarmente emozionanti che solamente un terrestre, e questo è fuori discussione, può vantarsi di provare! Ahahahah…!! Non ti sembra…?? Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Non è cosa di poco conto vedere,

direttamente con i tuoi stessi occhi,

posti incantevoli che mai ti saresti immaginato potessero esistere.

Ma per davvero…!!>

<Verissimo…!!

Parole giustissime…..

Che donna….. stupenda, meravigliosa,

unica e…… Uahahah…!!>

 

<Ahahahah…!! Ahahahah…!!  Pensa che sei solamente all’inizio di un’avventura che ti porterà a vivere altri momenti d’incredibile piacere.

 

Almeno finché non avrai visitato tutto quello che ancora ti manca:   

le serre, le industrie, le miniere,

 la sala della pioggia, il giardino, eccetera eccetera eccetera!

E allora…..?

Ti puoi ritenere un uomo fortunato…… oppure no…??>

<Ostrega, che culo che ho…!

Ma tutto questo me lo merito….??

Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Ahahahah…!! Eheheh…!!

Adesso non fare il finto modesto…??

Nehhhh…… Ahahahah…!!

Senti caro, bando alle ciance, dobbiamo mangiare perché ho una fame pazzesca e…….>

<Io avrei un’idea: potrei mettermi a fare il cuoco…??…??

Ti preparo un bel piatto di spaghetti al pomodoro, olio di oliva e basilico.

Cucinati come solamente un italiano sa fare…!!

Però che forza la vostra….. siete riusciti a procurarvi perfino l’olio di oliva!

Incredibile….. ma è tutto vero…!!>

 

<Noi siamo quelli delle imprese impossibili….. Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!!>

<Perché nelle nostre serre siamo riusciti ad ottenere un risultato semplicemente stupefacente

 

che, andando oltre l’ostacolo dell’ambiente ostile, ci ha consentito di realizzare una struttura adeguata alle nostre esigenze. Ma il capolavoro si è concretizzato inserendo coltivazioni in ogni angolo disponibile sia in altezza che in larghezza. Creando delle piante nane rampicanti con lunghe ramificazioni dotate di robusti viticci sia per le olive che per la maggior parte dei prodotti, frutta compresa!>

<Certo che l’intelligenza sviluppata in ogni sua forma porta a risultati grandiosi, alcune volte anche inaspettati…!!>

Esistevano altri studi per nuove formule riproduttive le cui scoperte si sarebbero susseguite all’infinito…!!


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 97°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito: 

Aleandro non esitò un solo istante nel ringraziare Isabel e Alex per la piacevole mattinata trascorsa in così gradevole compagnia. Oltretutto, vedendoli piuttosto sfiniti, diede grande dimostrazione della sua bontà d’animo

lasciandoli liberi con la solenne promessa di non disturbarli più…..!!

Almeno fino al giorno successivo…??

Aleandro non esitò un solo istante nel ringraziare Isabel e Alex per la piacevole mattinata trascorsa in così gradevole compagnia. Oltretutto, vedendoli piuttosto sfiniti, diede grande dimostrazione della sua bontà d’animo

lasciandoli liberi con la solenne promessa di non disturbarli più…..!!

Almeno fino al giorno successivo…??

 

Alla fine, verso le quattordici, riuscirono a rientrare tutti nelle proprie abitazioni.

<Finalmente>, esclamò Isabel, <sono stanchissima ma felice. Felice nel vederti così entusiasta di vivere questi momenti particolarmente emozionanti che solamente un terrestre, e questo è fuori discussione, può vantarsi di provare! Ahahahah…!! Non ti sembra…?? Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Non è cosa di poco conto vedere,

direttamente con i tuoi stessi occhi,

posti incantevoli che mai ti saresti immaginato potessero esistere.

Ma per davvero…!!>

<Verissimo…!!

Parole giustissime…..

Che donna….. stupenda, meravigliosa,

unica e…… Uahahah…!!>

 

<Ahahahah…!! Ahahahah…!!  Pensa che sei solamente all’inizio di un’avventura che ti porterà a vivere altri momenti d’incredibile piacere.

 

Almeno finché non avrai visitato tutto quello che ancora ti manca:   

le serre, le industrie, le miniere,

 la sala della pioggia, il giardino, eccetera eccetera eccetera!

E allora…..?

Ti puoi ritenere un uomo fortunato…… oppure no…??>

<Ostrega, che culo che ho…!

Ma tutto questo me lo merito….??

Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Ahahahah…!! Eheheh…!!

Adesso non fare il finto modesto…??

Nehhhh…… Ahahahah…!!

Senti caro, bando alle ciance, dobbiamo mangiare perché ho una fame pazzesca e…….>

<Io avrei un’idea: potrei mettermi a fare il cuoco…??…??

Ti preparo un bel piatto di spaghetti al pomodoro, olio di oliva e basilico.

Cucinati come solamente un italiano sa fare…!!

Però che forza la vostra….. siete riusciti a procurarvi perfino l’olio di oliva!

Incredibile….. ma è tutto vero…!!>

 

<Noi siamo quelli delle imprese impossibili….. Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!!>

<Perché nelle nostre serre siamo riusciti ad ottenere un risultato semplicemente stupefacente

 

che, andando oltre l’ostacolo dell’ambiente ostile, ci ha consentito di realizzare una struttura adeguata alle nostre esigenze. Ma il capolavoro si è concretizzato inserendo coltivazioni in ogni angolo disponibile sia in altezza che in larghezza. Creando delle piante nane rampicanti con lunghe ramificazioni dotate di robusti viticci sia per le olive che per la maggior parte dei prodotti, frutta compresa!>

<Certo che l’intelligenza sviluppata in ogni sua forma porta a risultati grandiosi, alcune volte anche inaspettati…!!>

Esistevano altri studi per nuove formule riproduttive le cui scoperte si sarebbero susseguite all’infinito…!!


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 96°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito: 

<Cambiando discorso, qui la temperatura sarà di 2 o 3 gradi sotto lo zero. In città fa decisamente meno freddo,

come mai questa differenza?>

<Cambiando discorso, qui la temperatura sarà di 2 o 3 gradi sotto lo zero. In città fa decisamente meno freddo,

come mai questa differenza?>

<A dire il vero anche in città si trovano certe zone con temperature basse. Sono posti abbastanza singolari dove l’incoveniente viene risolto con l’aria calda dei depuratori.>

<Mi sembra giusto dove fa freddo si riscalda…!!>

<Certo, anche a casa ognuno si regola la temperatura a proprio piacimento!

Riprendo la tua domanda per dirti che sotto il suolo lunare la temperatura cambia. Si va in profondità e la temperatura aumenta. Però in alcuni sporadici casi si verifica esattamente l’opposto. Precisamente nel momento in cui l’ambiente viene raffreddato dalle infiltrazioni di temperatura gelida provenienti dall’esterno, considerato che l’aria non esiste. In questo modo le pareti della grotta si raffreddano lasciando inalterate le strutture di unione fondamentali per la tenuta stagna dell’habitat.>

<Fantastico, mi sembra tutto così surreale…..>

<Chi ha freddo si scalda con l’aria calda dei depuratori, comunque si può lavorare bene anche indossando degli indumenti un po’ più pesanti!>

<Certo che sì!  

Io sono innamorata dell’abbigliamento tirolese.

Giacca in lana cotta stile tirolese, maglia in lana cotta in pura lana vergine…… uaoooooo mi piace un casino…!!> urlò Isabel.

<Allora ragazzi….. voi cosa dite..?

Io sarei un po’ infreddolita e anche leggermente affamata!!>

 

<Hai ragione sono già le tredici,

quando ci si trova in buona compagnia non ti accorgi della velocità del tempo che scorre!

Allora volendo, “piano piano”, possiamo anche rientrare.>

Alex prima di salire sul trenino si rivolse ad Aleandro per un chiarimento circa le luci flash intraviste nel viaggio di andata all’interno di una galleria tutt’altro che virtuale??

<Ma quella è una galleria che noi non frequentiamo più da molto tempo…!!> rispose Aleandro.

<E’ pericolosa perché manca di manutenzione e frequentarla sarebbe da incoscienti.

Lì dentro i crolli non rispettano più nessuno…!!>

<Ma Aleandro………?? Guarda che io non avevo le traveggole perché quelle luci….. le ho viste veramente…!!

E’ stato tutto così veloce da sembrare irreale,

comunque la mia non è stata una vaga sensazione

ma una vera certezza!

Inoltre, anche se solamente per un attimo,

accanto a quelle luci ho intravisto delle sagome in movimento…??

Però…. tu mi smentisci clamorosamente e allora….?

Vuol dire che avevo per davvero le traveggole…..

pazienza…!!>

 

<Ma sicuramente….. hai preso un’abbaglio….. Mi dispiace per te…!!>

A quel punto Alex sorpreso dall’atteggiamento ostruzionistico di Aleandro preferì zittirsi evitando così ulteriori affermazioni discordanti.

Giusto il tempo per fare l’occhiolino a Isabel e chiudere la parentesi con un suo personalissimo pensiero…..

<“Mi piacerebbe tanto conoscere il motivo che ha portato Aleandro a mentirmi così spudoratamente?”>

Con la macchina per ritrovarsi nuovamente di fronte all’abitazione di Aleandro dove i magnifici tre si fermarono per un veloce e cordiale saluto.

Aleandro non esitò un solo istante nel ringraziare Isabel e Alex per la piacevole mattinata trascorsa in così gradevole compagnia. Oltretutto, vedendoli piuttosto sfiniti, diede grande dimostrazione della sua bontà d’animo

lasciandoli liberi con la solenne promessa di non disturbarli più…..!!

Almeno fino al giorno successivo…??


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 97°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito: 

Aleandro non esitò un solo istante nel ringraziare Isabel e Alex per la piacevole mattinata trascorsa in così gradevole compagnia. Oltretutto, vedendoli piuttosto sfiniti, diede grande dimostrazione della sua bontà d’animo

lasciandoli liberi con la solenne promessa di non disturbarli più…..!!

Almeno fino al giorno successivo…??

Aleandro non esitò un solo istante nel ringraziare Isabel e Alex per la piacevole mattinata trascorsa in così gradevole compagnia. Oltretutto, vedendoli piuttosto sfiniti, diede grande dimostrazione della sua bontà d’animo

lasciandoli liberi con la solenne promessa di non disturbarli più…..!!

Almeno fino al giorno successivo…??

 

Alla fine, verso le quattordici, riuscirono a rientrare tutti nelle proprie abitazioni.

 

<Finalmente>, esclamò Isabel, <sono stanchissima ma felice. Felice nel vederti così entusiasta di vivere questi momenti particolarmente emozionanti che solamente un terrestre, e questo è fuori discussione, può vantarsi di provare! Ahahahah…!! Non ti sembra…?? Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!!>

 

<Non è cosa di poco conto vedere,

direttamente con i tuoi stessi occhi,

posti incantevoli che mai ti saresti immaginato potessero esistere.

Ma per davvero…!!>

<Verissimo…!!

Parole giustissime…..

Che donna….. stupenda, meravigliosa,

unica e…… Uahahah…!!>

 

<Ahahahah…!! Ahahahah…!!  Pensa che sei solamente all’inizio di un’avventura che ti porterà a vivere altri momenti d’incredibile piacere.

 

Almeno finché non avrai visitato tutto quello che ancora ti manca:   

le serre, le industrie, le miniere,

 la sala della pioggia, il giardino, eccetera eccetera eccetera!

E allora…..?

Ti puoi ritenere un uomo fortunato…… oppure no…??>

<Ostrega, che culo che ho…!

Ma tutto questo me lo merito….??

Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Ahahahah…!! Eheheh…!!

Adesso non fare il finto modesto…??

Nehhhh…… Ahahahah…!!

 

Senti caro, bando alle ciance, dobbiamo mangiare perché ho una fame pazzesca e…….>

<Io avrei un’idea: potrei mettermi a fare il cuoco…??…??

 

Ti preparo un bel piatto di spaghetti al pomodoro, olio di oliva e basilico.

Cucinati come solamente un italiano sa fare…!!

Però che forza la vostra….. siete riusciti a procurarvi perfino l’olio di oliva!

Incredibile….. ma è tutto vero…!!>

 

<Noi siamo quelli delle imprese impossibili….. Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!!>

 

<Perché nelle nostre serre siamo riusciti ad ottenere un risultato semplicemente stupefacente

 

che, andando oltre l’ostacolo dell’ambiente ostile, ci ha consentito di realizzare una struttura adeguata alle nostre esigenze. Ma il capolavoro si è concretizzato inserendo coltivazioni in ogni angolo disponibile sia in altezza che in larghezza. Creando delle piante nane rampicanti con lunghe ramificazioni dotate di robusti viticci sia per le olive che per la maggior parte dei prodotti, frutta compresa!>

<Certo che l’intelligenza sviluppata in ogni sua forma porta a risultati grandiosi, alcune volte anche inaspettati…!!>

 

Esistevano altri studi per nuove formule riproduttive le cui scoperte si sarebbero susseguite all’infinito…!!


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 96°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito: 

<Cambiando discorso, qui la temperatura sarà di 2 o 3 gradi sotto lo zero. In città fa decisamente meno freddo,

come mai questa differenza?>

<Cambiando discorso, qui la temperatura sarà di 2 o 3 gradi sotto lo zero. In città fa decisamente meno freddo,

come mai questa differenza?>

<A dire il vero anche in città si trovano certe zone con temperature basse. Sono posti abbastanza singolari dove l’incoveniente viene risolto con l’aria calda dei depuratori.>

<Mi sembra giusto dove fa freddo si riscalda…!!>

<Certo, anche a casa ognuno si regola la temperatura a proprio piacimento!

Riprendo la tua domanda per dirti che sotto il suolo lunare la temperatura cambia. Si va in profondità e la temperatura aumenta. Però in alcuni sporadici casi si verifica esattamente l’opposto. Precisamente nel momento in cui l’ambiente viene raffreddato dalle infiltrazioni di temperatura gelida provenienti dall’esterno, considerato che l’aria non esiste. In questo modo le pareti della grotta si raffreddano lasciando inalterate le strutture di unione fondamentali per la tenuta stagna dell’habitat.>

<Fantastico, mi sembra tutto così surreale…..>

<Chi ha freddo si scalda con l’aria calda dei depuratori, comunque si può lavorare bene anche indossando degli indumenti un po’ più pesanti!>

<Certo che sì!  

Io sono innamorata dell’abbigliamento tirolese.

Giacca in lana cotta stile tirolese, maglia in lana cotta in pura lana vergine…… uaoooooo mi piace un casino…!!> urlò Isabel.

<Allora ragazzi….. voi cosa dite..?

Io sarei un po’ infreddolita e anche leggermente affamata!!>

 

<Hai ragione sono già le tredici,

quando ci si trova in buona compagnia non ti accorgi della velocità del tempo che scorre!

Allora volendo, “piano piano”, possiamo anche rientrare.>

Alex prima di salire sul trenino si rivolse ad Aleandro per un chiarimento circa le luci flash intraviste nel viaggio di andata all’interno di una galleria tutt’altro che virtuale??

<Ma quella è una galleria che noi non frequentiamo più da molto tempo…!!> rispose Aleandro.

<E’ pericolosa perché manca di manutenzione e frequentarla sarebbe da incoscienti.

Lì dentro i crolli non rispettano più nessuno…!!>

<Ma Aleandro………?? Guarda che io non avevo le traveggole perché quelle luci….. le ho viste veramente…!!

E’ stato tutto così veloce da sembrare irreale,

comunque la mia non è stata una vaga sensazione

ma una vera certezza!

Inoltre, anche se solamente per un attimo,

accanto a quelle luci ho intravisto delle sagome in movimento…??

Però…. tu mi smentisci clamorosamente e allora….?

Vuol dire che avevo per davvero le traveggole…..

pazienza…!!>

 

<Ma sicuramente….. hai preso un’abbaglio….. Mi dispiace per te…!!>

A quel punto Alex sorpreso dall’atteggiamento ostruzionistico di Aleandro preferì zittirsi evitando così ulteriori affermazioni discordanti.

Giusto il tempo per fare l’occhiolino a Isabel e chiudere la parentesi con un suo personalissimo pensiero…..

<“Mi piacerebbe tanto conoscere il motivo che ha portato Aleandro a mentirmi così spudoratamente?”>

Con la macchina per ritrovarsi nuovamente di fronte all’abitazione di Aleandro dove i magnifici tre si fermarono per un veloce e cordiale saluto.

Aleandro non esitò un solo istante nel ringraziare Isabel e Alex per la piacevole mattinata trascorsa in così gradevole compagnia. Oltretutto, vedendoli piuttosto sfiniti, diede grande dimostrazione della sua bontà d’animo

lasciandoli liberi con la solenne promessa di non disturbarli più…..!!

Almeno fino al giorno successivo…??


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 95°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito: 

Una sola vasca ad uso esclusivo della centrale elettrica, mentre le rimanenti andavano a soddisfare l’intero apparato di zona riguardante la preparazione industriale dell’ossigeno.

Una sola vasca ad uso esclusivo della centrale elettrica, mentre le rimanenti andavano a soddisfare l’intero apparato di zona riguardante la preparazione industriale dell’ossigeno.

L’acqua trattata con dei composti ottenuti esclusivamente dalla polverizzazione di una roccia lunare meteoritica risalente a circa cento milioni di anni prima,

chiamata la nostra aria,

 produceva attraverso la specificità di certi macchinari quantità incredibili di ossigeno!

Una garanzia in termini di risorsa più che confortante per l’intera popolazione…!!

Mentre un’altra vasca veniva riempita d’acqua con l’intento di farla scorrere in un circuito chiuso appositamente creato per generare l’energia elettrica.

Allo scopo fu realizzato un procedimento che ne consentiva l’uso per un tempo non indifferente.

Una tubatura faceva scorrere l’acqua, attraverso una spessa parete di roccia, dalla vasca ad una grotta adiacente per riempire un’altra vasca identica nelle dimensioni.  

Dalla stessa partiva un ulteriore tubo dotato di testata ad imbuto che permetteva all’acqua di andare giù in picchiata per cinque metri.

L’inclinazione del tubo, frutto di un semplice ma efficace calcolo specifico, consentiva l’introduzione dell’acqua direttamente nella turbina ad una velocità più che ragguardevole.

La turbina, sistemata nella parte piana della grotta, accoppiata ad un alternatore generava l’energia elettrica.

Il completamento della centrale elettrica predisponeva l’energia per una sua facile distribuzione.

La stessa acqua raccolta nella vasca sottostante la turbina veniva reimmessa, attraverso l’ausilio di una seconda pompa elettrica,

nella vasca di superficie.

Alla fine del percorso di risalita una serie di filtri provvedevano a mantenere l’acqua perfettamente pulita.

Ciò consentiva alla stessa di essere riutilizzata nel tempo senza interruzioni di sorta.

 

Ogni spreco idrico andava evitato!

 

<E così, come per l’acqua e l’ossigeno, anche quest’energia elettrica è destinata al settore di zona!

In totale ci sono dieci centrali elettriche, sparse all’interno del secondo anello, di cui otto in piena attività per una completa copertura degli otto settori in cui è suddivisa la città. Le altre due sono invece di rinforzo per coprire eventuali situazioni di emergenza.

Ben diverso il numero di impianti utilizzati per gli acquedotti e la produzione dell’ossigeno.

Quarantotto: trentadue per l’ossigeno e sedici per l’acqua!>

Quel metodo settoriale di suddivisione seguiva una strategia logistica territoriale.

Fondamentale per garantire la massima efficienza,

identificata nella copertura dell’intera rete selenese con il minimo sforzo!

 

<”Magico magico”! E’ tutto così fantastico che mi sembra sempre di sognare…..!!> intervenne Alex.

<E pensare che a Kallox avevate l’energia solare…..>

<Già però anche questa è energia pulita.

Di antica data, con metodi tradizionali, ma pulita…!!>

<Cambiando discorso, qui la temperatura sarà di 2 o 3 gradi sotto lo zero. In città fa decisamente meno freddo,

come mai questa differenza?>


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 96°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito: 

<Cambiando discorso, qui la temperatura sarà di 2 o 3 gradi sotto lo zero. In città fa decisamente meno freddo,

come mai questa differenza?>

<Cambiando discorso, qui la temperatura sarà di 2 o 3 gradi sotto lo zero. In città fa decisamente meno freddo,

come mai questa differenza?>

 

<A dire il vero anche in città si trovano certe zone con temperature basse. Sono posti abbastanza singolari dove l’incoveniente viene risolto con l’aria calda dei depuratori.>

<Mi sembra giusto dove fa freddo si riscalda…!!>

<Certo, anche a casa ognuno si regola la temperatura a proprio piacimento!

Riprendo la tua domanda per dirti che sotto il suolo lunare la temperatura cambia. Si va in profondità e la temperatura aumenta. Però in alcuni sporadici casi si verifica esattamente l’opposto. Precisamente nel momento in cui l’ambiente viene raffreddato dalle infiltrazioni di temperatura gelida provenienti dall’esterno, considerato che l’aria non esiste. In questo modo le pareti della grotta si raffreddano lasciando inalterate le strutture di unione fondamentali per la tenuta stagna dell’habitat.>

<Fantastico, mi sembra tutto così surreale…..>

<Chi ha freddo si scalda con l’aria calda dei depuratori, comunque si può lavorare bene anche indossando degli indumenti un po’ più pesanti!>

 

<Certo che sì!  

Io sono innamorata dell’abbigliamento tirolese.

Giacca in lana cotta stile tirolese, maglia in lana cotta in pura lana vergine…… uaoooooo mi piace un casino…!!> urlò Isabel.

<Allora ragazzi….. voi cosa dite..?

Io sarei un po’ infreddolita e anche leggermente affamata!!>

 

<Hai ragione sono già le tredici,

 

quando ci si trova in buona compagnia non ti accorgi della velocità del tempo che scorre!

 

Allora volendo, “piano piano”, possiamo anche rientrare.>

 

Alex prima di salire sul trenino si rivolse ad Aleandro per un chiarimento circa le luci flash intraviste nel viaggio di andata all’interno di una galleria tutt’altro che virtuale??

 

<Ma quella è una galleria che noi non frequentiamo più da molto tempo…!!> rispose Aleandro.

 

<E’ pericolosa perché manca di manutenzione e frequentarla sarebbe da incoscienti.

Lì dentro i crolli non rispettano più nessuno…!!>

<Ma Aleandro………?? Guarda che io non avevo le traveggole perché quelle luci….. le ho viste veramente…!!

E’ stato tutto così veloce da sembrare irreale,

comunque la mia non è stata una vaga sensazione

ma una vera certezza!

Inoltre, anche se solamente per un attimo,

accanto a quelle luci ho intravisto delle sagome in movimento…??

Però…. tu mi smentisci clamorosamente e allora….?

Vuol dire che avevo per davvero le traveggole…..

pazienza…!!>

 

<Ma sicuramente….. hai preso un’abbaglio….. Mi dispiace per te…!!>

 

A quel punto Alex sorpreso dall’atteggiamento ostruzionistico di Aleandro preferì zittirsi evitando così ulteriori affermazioni discordanti.

Giusto il tempo per fare l’occhiolino a Isabel e chiudere la parentesi con un suo personalissimo pensiero…..

<“Mi piacerebbe tanto conoscere il motivo che ha portato Aleandro a mentirmi così spudoratamente?”>

 

Con la macchina per ritrovarsi nuovamente di fronte all’abitazione di Aleandro dove i magnifici tre si fermarono per un veloce e cordiale saluto.

Aleandro non esitò un solo istante nel ringraziare Isabel e Alex per la piacevole mattinata trascorsa in così gradevole compagnia. Oltretutto, vedendoli piuttosto sfiniti, diede grande dimostrazione della sua bontà d’animo

 

lasciandoli liberi con la solenne promessa di non disturbarli più…..!!

Almeno fino al giorno successivo…??


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 95°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito: 

Una sola vasca ad uso esclusivo della centrale elettrica, mentre le rimanenti andavano a soddisfare l’intero apparato di zona riguardante la preparazione industriale dell’ossigeno.

Una sola vasca ad uso esclusivo della centrale elettrica, mentre le rimanenti andavano a soddisfare l’intero apparato di zona riguardante la preparazione industriale dell’ossigeno.

L’acqua trattata con dei composti ottenuti esclusivamente dalla polverizzazione di una roccia lunare meteoritica risalente a circa cento milioni di anni prima,

chiamata la nostra aria,

 produceva attraverso la specificità di certi macchinari quantità incredibili di ossigeno!

Una garanzia in termini di risorsa più che confortante per l’intera popolazione…!!

Mentre un’altra vasca veniva riempita d’acqua con l’intento di farla scorrere in un circuito chiuso appositamente creato per generare l’energia elettrica.

Allo scopo fu realizzato un procedimento che ne consentiva l’uso per un tempo non indifferente.

Una tubatura faceva scorrere l’acqua, attraverso una spessa parete di roccia, dalla vasca ad una grotta adiacente per riempire un’altra vasca identica nelle dimensioni.  

Dalla stessa partiva un ulteriore tubo dotato di testata ad imbuto che permetteva all’acqua di andare giù in picchiata per cinque metri.

L’inclinazione del tubo, frutto di un semplice ma efficace calcolo specifico, consentiva l’introduzione dell’acqua direttamente nella turbina ad una velocità più che ragguardevole.

La turbina, sistemata nella parte piana della grotta, accoppiata ad un alternatore generava l’energia elettrica.

Il completamento della centrale elettrica predisponeva l’energia per una sua facile distribuzione.

La stessa acqua raccolta nella vasca sottostante la turbina veniva reimmessa, attraverso l’ausilio di una seconda pompa elettrica,

nella vasca di superficie.

Alla fine del percorso di risalita una serie di filtri provvedevano a mantenere l’acqua perfettamente pulita.

Ciò consentiva alla stessa di essere riutilizzata nel tempo senza interruzioni di sorta.

 

Ogni spreco idrico andava evitato!

 

<E così, come per l’acqua e l’ossigeno, anche quest’energia elettrica è destinata al settore di zona!

In totale ci sono dieci centrali elettriche, sparse all’interno del secondo anello, di cui otto in piena attività per una completa copertura degli otto settori in cui è suddivisa la città. Le altre due sono invece di rinforzo per coprire eventuali situazioni di emergenza.

Ben diverso il numero di impianti utilizzati per gli acquedotti e la produzione dell’ossigeno.

Quarantotto: trentadue per l’ossigeno e sedici per l’acqua!>

Quel metodo settoriale di suddivisione seguiva una strategia logistica territoriale.

Fondamentale per garantire la massima efficienza,

identificata nella copertura dell’intera rete selenese con il minimo sforzo!

 

<”Magico magico”! E’ tutto così fantastico che mi sembra sempre di sognare…..!!> intervenne Alex.

<E pensare che a Kallox avevate l’energia solare…..>

<Già però anche questa è energia pulita.

Di antica data, con metodi tradizionali, ma pulita…!!>

<Cambiando discorso, qui la temperatura sarà di 2 o 3 gradi sotto lo zero. In città fa decisamente meno freddo,

come mai questa differenza?>


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 94°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito: 

Tutta l’acqua veniva fatta scorrere all’interno di tubazioni dimensionate in base al loro utilizzo:

  • acqua potabile;
  • scarico acque bianche;
  • scarico acque nere.

 

Tutta l’acqua veniva fatta scorrere all’interno di tubazioni dimensionate in base al loro utilizzo:

  • acqua potabile;
  • scarico acque bianche;
  • scarico acque nere.

 

<Già perché tutte le acque bianche di scarico vengono convogliate in vasche e fatte scorrere su setti filtranti per poi andare a riempire altre vasche ad uso esclusivo della grande serra.

Mentre le acque nere, unite ai residui delle acque industriali, vengono incanalate direttamente nell’impianto di purificazione del settore di appartenenza per essere trattate seguendo precisi piani di smaltimento!>

 

In totale otto impianti di purificazione provvedevano a trasformare l’acqua nera di fogna in un’acqua,

seppur non potabile,

batteriologicamente pura.

Il giusto procedimento per scongiurare la trasformazione in pericolosi ricettacoli di malattie.

Dopodiché, nell’impossibilità di un suo riutilizzo, veniva scaricata nelle cavità lunari più profonde che ancora non presentavano problemi di contenimento.

Per il futuro si stavano valutando certi studi alternativi.

Il più promettente, ma anche il più azzardato, trattava l’espulsione dell’acqua direttamente verso l’esterno.

Operazione da eseguire solamente nelle giornate di sole onde facilitarne l’evaporazione al contatto con il suolo arroventato.

<Tu non lo vedi perché è coperto ma adesso l’acqua di questo lago si trova trenta metri sotto il suo livello originario. Lo si può leggere dal misuratore posizionato a lato dell’impianto di copertura.

Noi usiamo l’acqua e il lago si abbassa. Mi sembra tutto regolare!

Ci sono tre tubi immersi nell’acqua che escono dal coperchio. Quei due sottili sono in realtà dei cavi scaldanti che permettono al ghiaccio di sciogliersi. Mentre il tubo più grosso collegato alla pompa elettrica sistemata lungo il bordo del lago serve per prelevare l’acqua.

L’acqua aspirata passa attraverso due distinte e separate uscite che, collegate ad altrettanti tubi, portano:

A – all’acquedotto;

B – alle strutture impiegate per generare l’ossigeno e l’energia elettrica.>

<Vedo che ci sono parecchie persone che lavorano per seguire tutte queste cose…..>

<Tutte queste cose come le chiami tu non sono altro che delle apparecchiature particolarmente sofisticate che servono per pompare l’acqua, generare l’ossigeno e gestirlo, generare l’energia elettrica ed infine alimentare l’acquedotto…!!>

Le pompe elettriche costruite a Selene si contraddistinguevano per la raffinata tecnologia che ne permetteva un loro utilizzo in modo continuativo e permanente per molti anni senza subire interruzioni di sorta…!!

Uno dei due tubi in uscita entrava direttamente nella conduttura che portava all’acquedotto del settore di zona.

Successivamente l’acqua subiva un passaggio attraverso un sistema di filtraggio piuttosto complesso che ne assorbiva le impurità.

Dopodiché, di una purezza cristallina, veniva immessa in due distinti acquedotti del settore dove l’erogazione proseguiva regolata da un sistema basato sui livelli di riempimento.

Differente il compito del secondo tubo cha andava a riempire un certo numero di vasche predisposte per un loro impiego atto a generare l’energia elettrica e l’ossigeno.

Una sola vasca ad uso esclusivo della centrale elettrica, mentre le rimanenti andavano a soddisfare l’intero apparato di zona riguardante la preparazione industriale dell’ossigeno.


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 95°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito: 

Una sola vasca ad uso esclusivo della centrale elettrica, mentre le rimanenti andavano a soddisfare l’intero apparato di zona riguardante la preparazione industriale dell’ossigeno.

Una sola vasca ad uso esclusivo della centrale elettrica, mentre le rimanenti andavano a soddisfare l’intero apparato di zona riguardante la preparazione industriale dell’ossigeno.

L’acqua trattata con dei composti ottenuti esclusivamente dalla polverizzazione di una roccia lunare meteoritica risalente a circa cento milioni di anni prima,

chiamata la nostra aria,

 produceva attraverso la specificità di certi macchinari quantità incredibili di ossigeno!

Una garanzia in termini di risorsa più che confortante per l’intera popolazione…!!

Mentre un’altra vasca veniva riempita d’acqua con l’intento di farla scorrere in un circuito chiuso appositamente creato per generare l’energia elettrica.

Allo scopo fu realizzato un procedimento che ne consentiva l’uso per un tempo non indifferente.

Una tubatura faceva scorrere l’acqua, attraverso una spessa parete di roccia, dalla vasca ad una grotta adiacente per riempire un’altra vasca identica nelle dimensioni.  

Dalla stessa partiva un ulteriore tubo dotato di testata ad imbuto che permetteva all’acqua di andare giù in picchiata per cinque metri.

L’inclinazione del tubo, frutto di un semplice ma efficace calcolo specifico, consentiva l’introduzione dell’acqua direttamente nella turbina ad una velocità più che ragguardevole.

La turbina, sistemata nella parte piana della grotta, accoppiata ad un alternatore generava l’energia elettrica.

Il completamento della centrale elettrica predisponeva l’energia per una sua facile distribuzione.

La stessa acqua raccolta nella vasca sottostante la turbina veniva reimmessa, attraverso l’ausilio di una seconda pompa elettrica,

nella vasca di superficie.

Alla fine del percorso di risalita una serie di filtri provvedevano a mantenere l’acqua perfettamente pulita.

Ciò consentiva alla stessa di essere riutilizzata nel tempo senza interruzioni di sorta.

 

Ogni spreco idrico andava evitato!

 

<E così, come per l’acqua e l’ossigeno, anche quest’energia elettrica è destinata al settore di zona!

In totale ci sono dieci centrali elettriche, sparse all’interno del secondo anello, di cui otto in piena attività per una completa copertura degli otto settori in cui è suddivisa la città. Le altre due sono invece di rinforzo per coprire eventuali situazioni di emergenza.

Ben diverso il numero di impianti utilizzati per gli acquedotti e la produzione dell’ossigeno.

 

Quarantotto: trentadue per l’ossigeno e sedici per l’acqua!>

 

Quel metodo settoriale di suddivisione seguiva una strategia logistica territoriale.

 

Fondamentale per garantire la massima efficienza,

 

identificata nella copertura dell’intera rete selenese con il minimo sforzo!

 

<”Magico magico”! E’ tutto così fantastico che mi sembra sempre di sognare…..!!> intervenne Alex.

<E pensare che a Kallox avevate l’energia solare…..>

<Già però anche questa è energia pulita.

Di antica data, con metodi tradizionali, ma pulita…!!>

<Cambiando discorso, qui la temperatura sarà di 2 o 3 gradi sotto lo zero. In città fa decisamente meno freddo,

come mai questa differenza?>


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 94°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito: 

Tutta l’acqua veniva fatta scorrere all’interno di tubazioni dimensionate in base al loro utilizzo:

  • acqua potabile;
  • scarico acque bianche;
  • scarico acque nere.

 

Tutta l’acqua veniva fatta scorrere all’interno di tubazioni dimensionate in base al loro utilizzo:

  • acqua potabile;
  • scarico acque bianche;
  • scarico acque nere.

 

<Già perché tutte le acque bianche di scarico vengono convogliate in vasche e fatte scorrere su setti filtranti per poi andare a riempire altre vasche ad uso esclusivo della grande serra.

Mentre le acque nere, unite ai residui delle acque industriali, vengono incanalate direttamente nell’impianto di purificazione del settore di appartenenza per essere trattate seguendo precisi piani di smaltimento!>

 

In totale otto impianti di purificazione provvedevano a trasformare l’acqua nera di fogna in un’acqua,

seppur non potabile,

batteriologicamente pura.

Il giusto procedimento per scongiurare la trasformazione in pericolosi ricettacoli di malattie.

Dopodiché, nell’impossibilità di un suo riutilizzo, veniva scaricata nelle cavità lunari più profonde che ancora non presentavano problemi di contenimento.

Per il futuro si stavano valutando certi studi alternativi.

Il più promettente, ma anche il più azzardato, trattava l’espulsione dell’acqua direttamente verso l’esterno.

Operazione da eseguire solamente nelle giornate di sole onde facilitarne l’evaporazione al contatto con il suolo arroventato.

<Tu non lo vedi perché è coperto ma adesso l’acqua di questo lago si trova trenta metri sotto il suo livello originario. Lo si può leggere dal misuratore posizionato a lato dell’impianto di copertura.

Noi usiamo l’acqua e il lago si abbassa. Mi sembra tutto regolare!

Ci sono tre tubi immersi nell’acqua che escono dal coperchio. Quei due sottili sono in realtà dei cavi scaldanti che permettono al ghiaccio di sciogliersi. Mentre il tubo più grosso collegato alla pompa elettrica sistemata lungo il bordo del lago serve per prelevare l’acqua.

L’acqua aspirata passa attraverso due distinte e separate uscite che, collegate ad altrettanti tubi, portano:

A – all’acquedotto;

B – alle strutture impiegate per generare l’ossigeno e l’energia elettrica.>

<Vedo che ci sono parecchie persone che lavorano per seguire tutte queste cose…..>

<Tutte queste cose come le chiami tu non sono altro che delle apparecchiature particolarmente sofisticate che servono per pompare l’acqua, generare l’ossigeno e gestirlo, generare l’energia elettrica ed infine alimentare l’acquedotto…!!>

Le pompe elettriche costruite a Selene si contraddistinguevano per la raffinata tecnologia che ne permetteva un loro utilizzo in modo continuativo e permanente per molti anni senza subire interruzioni di sorta…!!

Uno dei due tubi in uscita entrava direttamente nella conduttura che portava all’acquedotto del settore di zona.

Successivamente l’acqua subiva un passaggio attraverso un sistema di filtraggio piuttosto complesso che ne assorbiva le impurità.

Dopodiché, di una purezza cristallina, veniva immessa in due distinti acquedotti del settore dove l’erogazione proseguiva regolata da un sistema basato sui livelli di riempimento.

Differente il compito del secondo tubo cha andava a riempire un certo numero di vasche predisposte per un loro impiego atto a generare l’energia elettrica e l’ossigeno.

Una sola vasca ad uso esclusivo della centrale elettrica, mentre le rimanenti andavano a soddisfare l’intero apparato di zona riguardante la preparazione industriale dell’ossigeno.


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 93°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito: 

<Isabel, qui fa piuttosto freddo cosa aspetti a coprirti?

Mettiti sta bella giacca a vento gialla

che più luminosa di così non si può!> affermò Alex.

 

<Isabel, qui fa piuttosto freddo cosa aspetti a coprirti?

Mettiti sta bella giacca a vento gialla

che più luminosa di così non si può!> affermò Alex.

<Certo mio caro! Il giallo è il colore del sole….. eccola…. indossata!

Adesso sto meglio….. e tu?>

<Guardami…… anch’io sto bello caldo anche se la giacca è rossa…..

Il rosso è il simbolo dell’energia!

Uahahah…!! Uahahah…!!>

 

Aleandro ed il suo assistente, da uomini navigati quali erano, si trovavano ben equipaggiati ancora prima di salire sul treno.

<Questo lago è piuttosto piccolo!> affermò Alex. <Scusami ma l’altro che abbiamo intravisto durante il viaggio mi sembrava grande almeno il doppio, forse era meglio fermarsi lì…..??>

<Forse anche sì, ma io volevo illustrarti un lago che per caratteristiche rappresentasse il top.

Di laghi ce ne sono svariate decine!  

E in questo momento l’acqua che stiamo utilizzando è solamente una parte di una grande riserva.

Una bella scorta saltuariamente incrementata con qualche altro nuovo lago che andiamo a scoprire un po’ dovunque, anche nel primo anello. Per noi l’acqua è talmente un bene prezioso che come la troviamo ce la coccoliamo come si fa con un grande amore…!!

Pensa che alcuni laghi si trovano anche nel cuore della città. Naturalmente li teniamo “buoni buoni” per quando arriverà il loro momento di gloria…!!>

 

Tutti i laghi esistenti, utilizzati e non, erano coperti da apposite strutture atte a gestire un servizio che fosse sia protettivo che monitorante circa la loro tenuta…!!

 

<Ahhhh, in effetti mi suonava strano…??>

<Sai come funziona?

Ci sono molte meteoriti che cadono sulla Luna alcune delle quali sono portatrici d’acqua, naturalmente sotto forma di ghiaccio.

 

Nel punto in cui avviene il botto si produce un calore tale che il ghiaccio si scioglie trasformandosi molto rapidamente in acqua.

L’acqua che rimane in superficie si disperde per scomparire del tutto. Mentre quella che riesce a passare nel sottosuolo, attraverso le fessurazioni, un’ulteriore parte scompare ancora e la rimanente va ad incanalarsi verso le grotte sottostanti fino a depositarsi nelle cavità esistenti trasformandole in invasi naturali.

Dei veri e propri laghi alcuni dei quali si ghiacciano.

Poi, alla fine, le fessurazioni esterne vanno a riempirsi di roccia liquefatta che, in una seconda fase, si solidifica sigillandone le parti.

Mantenendo così l’ambiente sottostante perfettamente isolato dall’esterno.

 

Questo è un laghetto che ha un diametro di circa 25 metri però è profondo più di mille.>

<Cavolo! Allora l’acqua è parecchia!>

<Si l’acqua è tanta e noi siamo abbastanza bravi ad estrarla,

 a non sprecarla e, ancora meglio, a riciclarla….>

 

Tutta l’acqua veniva fatta scorrere all’interno di tubazioni dimensionate in base al loro utilizzo:

  • acqua potabile;
  • scarico acque bianche;
  • scarico acque nere.

 

segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 94°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito: 

Tutta l’acqua veniva fatta scorrere all’interno di tubazioni dimensionate in base al loro utilizzo:

  • acqua potabile;
  • scarico acque bianche;
  • scarico acque nere.

 

 

Tutta l’acqua veniva fatta scorrere all’interno di tubazioni dimensionate in base al loro utilizzo:

  • acqua potabile;
  • scarico acque bianche;
  • scarico acque nere.

 

<Già perché tutte le acque bianche di scarico vengono convogliate in vasche e fatte scorrere su setti filtranti per poi andare a riempire altre vasche ad uso esclusivo della grande serra.

Mentre le acque nere, unite ai residui delle acque industriali, vengono incanalate direttamente nell’impianto di purificazione del settore di appartenenza per essere trattate seguendo precisi piani di smaltimento!>

 

In totale otto impianti di purificazione provvedevano a trasformare l’acqua nera di fogna in un’acqua,

seppur non potabile,

batteriologicamente pura.

Il giusto procedimento per scongiurare la trasformazione in pericolosi ricettacoli di malattie.

Dopodiché, nell’impossibilità di un suo riutilizzo, veniva scaricata nelle cavità lunari più profonde che ancora non presentavano problemi di contenimento.

Per il futuro si stavano valutando certi studi alternativi.

Il più promettente, ma anche il più azzardato, trattava l’espulsione dell’acqua direttamente verso l’esterno.

Operazione da eseguire solamente nelle giornate di sole onde facilitarne l’evaporazione al contatto con il suolo arroventato.

 

<Tu non lo vedi perché è coperto ma adesso l’acqua di questo lago si trova trenta metri sotto il suo livello originario. Lo si può leggere dal misuratore posizionato a lato dell’impianto di copertura.

Noi usiamo l’acqua e il lago si abbassa. Mi sembra tutto regolare!

Ci sono tre tubi immersi nell’acqua che escono dal coperchio. Quei due sottili sono in realtà dei cavi scaldanti che permettono al ghiaccio di sciogliersi. Mentre il tubo più grosso collegato alla pompa elettrica sistemata lungo il bordo del lago serve per prelevare l’acqua.

L’acqua aspirata passa attraverso due distinte e separate uscite che, collegate ad altrettanti tubi, portano:

 

A – all’acquedotto;

B – alle strutture impiegate per generare l’ossigeno e l’energia elettrica.>

 

<Vedo che ci sono parecchie persone che lavorano per seguire tutte queste cose…..>

<Tutte queste cose come le chiami tu non sono altro che delle apparecchiature particolarmente sofisticate che servono per pompare l’acqua, generare l’ossigeno e gestirlo, generare l’energia elettrica ed infine alimentare l’acquedotto…!!>

 

Le pompe elettriche costruite a Selene si contraddistinguevano per la raffinata tecnologia che ne permetteva un loro utilizzo in modo continuativo e permanente per molti anni senza subire interruzioni di sorta…!!

 

Uno dei due tubi in uscita entrava direttamente nella conduttura che portava all’acquedotto del settore di zona.

Successivamente l’acqua subiva un passaggio attraverso un sistema di filtraggio piuttosto complesso che ne assorbiva le impurità.

Dopodiché, di una purezza cristallina, veniva immessa in due distinti acquedotti del settore dove l’erogazione proseguiva regolata da un sistema basato sui livelli di riempimento.

Differente il compito del secondo tubo cha andava a riempire un certo numero di vasche predisposte per un loro impiego atto a generare l’energia elettrica e l’ossigeno.

Una sola vasca ad uso esclusivo della centrale elettrica, mentre le rimanenti andavano a soddisfare l’intero apparato di zona riguardante la preparazione industriale dell’ossigeno.


segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 93°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito: 

<Isabel, qui fa piuttosto freddo cosa aspetti a coprirti?

Mettiti sta bella giacca a vento gialla

che più luminosa di così non si può!> affermò Alex.

 

<Isabel, qui fa piuttosto freddo cosa aspetti a coprirti?

Mettiti sta bella giacca a vento gialla

che più luminosa di così non si può!> affermò Alex.

<Certo mio caro! Il giallo è il colore del sole….. eccola…. indossata!

Adesso sto meglio….. e tu?>

<Guardami…… anch’io sto bello caldo anche se la giacca è rossa…..

Il rosso è il simbolo dell’energia!

Uahahah…!! Uahahah…!!>

 

Aleandro ed il suo assistente, da uomini navigati quali erano, si trovavano ben equipaggiati ancora prima di salire sul treno.

<Questo lago è piuttosto piccolo!> affermò Alex. <Scusami ma l’altro che abbiamo intravisto durante il viaggio mi sembrava grande almeno il doppio, forse era meglio fermarsi lì…..??>

<Forse anche sì, ma io volevo illustrarti un lago che per caratteristiche rappresentasse il top.

Di laghi ce ne sono svariate decine!  

E in questo momento l’acqua che stiamo utilizzando è solamente una parte di una grande riserva.

Una bella scorta saltuariamente incrementata con qualche altro nuovo lago che andiamo a scoprire un po’ dovunque, anche nel primo anello. Per noi l’acqua è talmente un bene prezioso che come la troviamo ce la coccoliamo come si fa con un grande amore…!!

Pensa che alcuni laghi si trovano anche nel cuore della città. Naturalmente li teniamo “buoni buoni” per quando arriverà il loro momento di gloria…!!>

 

Tutti i laghi esistenti, utilizzati e non, erano coperti da apposite strutture atte a gestire un servizio che fosse sia protettivo che monitorante circa la loro tenuta…!!

 

<Ahhhh, in effetti mi suonava strano…??>

<Sai come funziona?

Ci sono molte meteoriti che cadono sulla Luna alcune delle quali sono portatrici d’acqua, naturalmente sotto forma di ghiaccio.

 

Nel punto in cui avviene il botto si produce un calore tale che il ghiaccio si scioglie trasformandosi molto rapidamente in acqua.

L’acqua che rimane in superficie si disperde per scomparire del tutto. Mentre quella che riesce a passare nel sottosuolo, attraverso le fessurazioni, un’ulteriore parte scompare ancora e la rimanente va ad incanalarsi verso le grotte sottostanti fino a depositarsi nelle cavità esistenti trasformandole in invasi naturali.

Dei veri e propri laghi alcuni dei quali si ghiacciano.

Poi, alla fine, le fessurazioni esterne vanno a riempirsi di roccia liquefatta che, in una seconda fase, si solidifica sigillandone le parti.

Mantenendo così l’ambiente sottostante perfettamente isolato dall’esterno.

 

Questo è un laghetto che ha un diametro di circa 25 metri però è profondo più di mille.>

<Cavolo! Allora l’acqua è parecchia!>

<Si l’acqua è tanta e noi siamo abbastanza bravi ad estrarla,

 a non sprecarla e, ancora meglio, a riciclarla….>

 

Tutta l’acqua veniva fatta scorrere all’interno di tubazioni dimensionate in base al loro utilizzo:

  • acqua potabile;
  • scarico acque bianche;
  • scarico acque nere.

 

segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 93°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito: 

 

<Isabel, qui fa piuttosto freddo cosa aspetti a coprirti?

Mettiti sta bella giacca a vento gialla

che più luminosa di così non si può!> affermò Alex.

 

 

<Isabel, qui fa piuttosto freddo cosa aspetti a coprirti?

Mettiti sta bella giacca a vento gialla

che più luminosa di così non si può!> affermò Alex.

 

<Certo mio caro! Il giallo è il colore del sole….. eccola…. indossata!

Adesso sto meglio….. e tu?>

<Guardami…… anch’io sto bello caldo anche se la giacca è rossa…..

Il rosso è il simbolo dell’energia!

Uahahah…!! Uahahah…!!>

 

Aleandro ed il suo assistente, da uomini navigati quali erano, si trovavano ben equipaggiati ancora prima di salire sul treno.

 

<Questo lago è piuttosto piccolo!> affermò Alex. <Scusami ma l’altro che abbiamo intravisto durante il viaggio mi sembrava grande almeno il doppio, forse era meglio fermarsi lì…..??>

<Forse anche sì, ma io volevo illustrarti un lago che per caratteristiche rappresentasse il top.

 

Di laghi ce ne sono svariate decine!  

E in questo momento l’acqua che stiamo utilizzando è solamente una parte di una grande riserva.

Una bella scorta saltuariamente incrementata con qualche altro nuovo lago che andiamo a scoprire un po’ dovunque, anche nel primo anello. Per noi l’acqua è talmente un bene prezioso che come la troviamo ce la coccoliamo come si fa con un grande amore…!!

Pensa che alcuni laghi si trovano anche nel cuore della città. Naturalmente li teniamo “buoni buoni” per quando arriverà il loro momento di gloria…!!>

 

Tutti i laghi esistenti, utilizzati e non, erano coperti da apposite strutture atte a gestire un servizio che fosse sia protettivo che monitorante circa la loro tenuta…!!

 

<Ahhhh, in effetti mi suonava strano…??>

<Sai come funziona?

 

Ci sono molte meteoriti che cadono sulla Luna alcune delle quali sono portatrici d’acqua, naturalmente sotto forma di ghiaccio.

 

Nel punto in cui avviene il botto si produce un calore tale che il ghiaccio si scioglie trasformandosi molto rapidamente in acqua.

L’acqua che rimane in superficie si disperde per scomparire del tutto. Mentre quella che riesce a passare nel sottosuolo, attraverso le fessurazioni, un’ulteriore parte scompare ancora e la rimanente va ad incanalarsi verso le grotte sottostanti fino a depositarsi nelle cavità esistenti trasformandole in invasi naturali.

 

Dei veri e propri laghi alcuni dei quali si ghiacciano.

Poi, alla fine, le fessurazioni esterne vanno a riempirsi di roccia liquefatta che, in una seconda fase, si solidifica sigillandone le parti.

Mantenendo così l’ambiente sottostante perfettamente isolato dall’esterno.

 

Questo è un laghetto che ha un diametro di circa 25 metri però è profondo più di mille.>

<Cavolo! Allora l’acqua è parecchia!>

<Si l’acqua è tanta e noi siamo abbastanza bravi ad estrarla,

 

 a non sprecarla e, ancora meglio, a riciclarla….>

 

Tutta l’acqua veniva fatta scorrere all’interno di tubazioni dimensionate in base al loro utilizzo:

  • acqua potabile;
  • scarico acque bianche;
  • scarico acque nere.

 

segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 92°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito: 

Per l’appunto ci siamo organizzati limitando l’area di estrazione ad una sola miniera in grado di fornirci il minerale in quantità più che sufficiente per il nostro fabbisogno. Così facendo abbiamo concentrato in un unico sito tutti i rischi derivanti da eventuali esalazioni radioattive!

Per l’appunto ci siamo organizzati limitando l’area di estrazione ad una sola miniera in grado di fornirci il minerale in quantità più che sufficiente per il nostro fabbisogno. Così facendo abbiamo concentrato in un unico sito tutti i rischi derivanti da eventuali esalazioni radioattive!

L’uranio estratto viene posato all’interno di barili pesantemente schermati che giacciono nel laboratorio appositamente creato per ogni tipo di trattamento.

Fino ad oggi non ce ne siamo mai serviti, ma un giorno  immaganizzati quando il suo impiego diventerà una realtà lo sarà solo ed esclusivamente ad uso dei reattori nucleari in dotazione alle astronavi…!!

Mai…..

 l’uranio verrà utilizzato per scopi diversi.

Ci teniamo “buone buone” le nostre centrali idroelettriche ottime produttrici di energia pulita!>

<”Bravi bravi”! Senti un po’ Aleandro ma tutte quelle astronavi, le dieci dell’hangar e le altre che si trovano lassù, dormienti all’interno del cratere hangar, come la mettiamo con i loro reattori nucleari…?>

<Si tratta di reattori nucleari kalloxiani progettati per funzionare sia in continuità che ad intermittenza. Paragonabili ad un normalissimo motore dove l’accensione e lo spegnimento sono di normale routine.  Tutto ciò li predispone per un lavoro continuativo e duraturo nel tempo che li porterà a vivere ancora per parecchi anni.

Inoltre sono stati costruiti con una protezione ad altissima incidenza isolante per

una garanzia di massima sicurezza contro ogni eventuale,

anche se improbabile,

fuga radioattiva!>

 

<Una garanzia in più per tutti….

Ma io non avevo nemmeno il più piccolo dei dubbi circa la vostra grande efficienza…!!

Vi siete organizzati così bene che rasentate la perfezione…..

Fate quasi schifo……. Uahahah…!!>

<Ahahahah…!! Sei tutto matto…!!

Ritornando a noi, questo carico viene da una miniera confinante con il nostro lago che si trova a poco meno di trenta metri da qui.>

<Fantastico>, esclamò Alex, <l’acqua!!>

<Già l’acqua….. Ma intanto prendetevi quelle due giacche a vento che sono state caricate sul treno appositamente per voi.>

<Grazie Aleandro, sei proprio un tesoro di uomo….. Uahahah…!!> esclamò Alex.

S’incamminarono lungo quei trenta metri di galleria in leggera discesa che ancora li separavano dal lago.

Meta raggiunta con l’apparizione alla loro destra del grande arco che ne apriva l’accesso. Mentre la galleria proseguiva il suo percorso all’interno del secondo anello.

Davanti a loro si schiuse un nuovo e confortante orizzonte ad una profondità di circa venticinque metri sotto luna.

Uno spazio dalle dimensioni considerevoli:  

circa cinquanta metri di diametro e dieci di altezza.

Giusto al centro il lago ghiacciato che,

malgrado fosse dotato di una speciale copertura protettiva,

dava un’evidente dimostrazione delle sue ridotte dimensioni!

Numerosi gli addetti presenti e tutti interessati a svolgere le proprie mansioni!

 

<Isabel, qui fa piuttosto freddo cosa aspetti a coprirti?

Mettiti sta bella giacca a vento gialla

che più luminosa di così non si può!> affermò Alex.

 

segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 92°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito: 

Per l’appunto ci siamo organizzati limitando l’area di estrazione ad una sola miniera in grado di fornirci il minerale in quantità più che sufficiente per il nostro fabbisogno. Così facendo abbiamo concentrato in un unico sito tutti i rischi derivanti da eventuali esalazioni radioattive!

Per l’appunto ci siamo organizzati limitando l’area di estrazione ad una sola miniera in grado di fornirci il minerale in quantità più che sufficiente per il nostro fabbisogno. Così facendo abbiamo concentrato in un unico sito tutti i rischi derivanti da eventuali esalazioni radioattive!

L’uranio estratto viene posato all’interno di barili pesantemente schermati che giacciono nel laboratorio appositamente creato per ogni tipo di trattamento.

Fino ad oggi non ce ne siamo mai serviti, ma un giorno  immaganizzati quando il suo impiego diventerà una realtà lo sarà solo ed esclusivamente ad uso dei reattori nucleari in dotazione alle astronavi…!!

 

Mai…..

 l’uranio verrà utilizzato per scopi diversi.

Ci teniamo “buone buone” le nostre centrali idroelettriche ottime produttrici di energia pulita!>

 

 

<”Bravi bravi”! Senti un po’ Aleandro ma tutte quelle astronavi, le dieci dell’hangar e le altre che si trovano lassù, dormienti all’interno del cratere hangar, come la mettiamo con i loro reattori nucleari…?>

<Si tratta di reattori nucleari kalloxiani progettati per funzionare sia in continuità che ad intermittenza. Paragonabili ad un normalissimo motore dove l’accensione e lo spegnimento sono di normale routine.  Tutto ciò li predispone per un lavoro continuativo e duraturo nel tempo che li porterà a vivere ancora per parecchi anni.

Inoltre sono stati costruiti con una protezione ad altissima incidenza isolante per

 

una garanzia di massima sicurezza contro ogni eventuale,

anche se improbabile,

fuga radioattiva!>

 

<Una garanzia in più per tutti….

Ma io non avevo nemmeno il più piccolo dei dubbi circa la vostra grande efficienza…!!

 

Vi siete organizzati così bene che rasentate la perfezione…..

Fate quasi schifo……. Uahahah…!!>

 

<Ahahahah…!! Sei tutto matto…!!

Ritornando a noi, questo carico viene da una miniera confinante con il nostro lago che si trova a poco meno di trenta metri da qui.>

<Fantastico>, esclamò Alex, <l’acqua!!>

<Già l’acqua….. Ma intanto prendetevi quelle due giacche a vento che sono state caricate sul treno appositamente per voi.>

<Grazie Aleandro, sei proprio un tesoro di uomo….. Uahahah…!!> esclamò Alex.

 

S’incamminarono lungo quei trenta metri di galleria in leggera discesa che ancora li separavano dal lago.

Meta raggiunta con l’apparizione alla loro destra del grande arco che ne apriva l’accesso. Mentre la galleria proseguiva il suo percorso all’interno del secondo anello.

 

Davanti a loro si schiuse un nuovo e confortante orizzonte ad una profondità di circa venticinque metri sotto luna.

Uno spazio dalle dimensioni considerevoli:  

circa cinquanta metri di diametro e dieci di altezza.

Giusto al centro il lago ghiacciato che,

malgrado fosse dotato di una speciale copertura protettiva,

dava un’evidente dimostrazione delle sue ridotte dimensioni!

Numerosi gli addetti presenti e tutti interessati a svolgere le proprie mansioni!

 

<Isabel, qui fa piuttosto freddo cosa aspetti a coprirti?

Mettiti sta bella giacca a vento gialla

che più luminosa di così non si può!> affermò Alex.

 

segue…..

Il campanile di Oroset I (episodio 91°)


felice

Felice Tolfo

 

seguito: 

<Ed è così per tutti i piccoli apparecchi elettronici come gli orologi, i cellulari, le sveglie, eccetera eccetera…??>

<Certo che sì…!!>

<Ed è così per tutti i piccoli apparecchi elettronici come gli orologi, i cellulari, le sveglie, eccetera eccetera…??>

<Certo che sì…!!>

 

Una galleria dall’aspetto più che mai rassicurante. Aerata, illuminata e sufficientemente larga da permettere un transito a doppio senso per tutti i mezzi motorizzati.

Posti diversi ma ugualmente condizionati dalle problematiche intrinseche dell’ambiente, esattamente come in città: venti/venticinque, massimo trenta chilometri orari consentiti ai mezzi che vi transitavano!

L’aria che si respirava sapeva di buono che pareva difficile realizzare tale incredibile realtà nel sottosuolo lunare…..

Si viaggiava ormai da quattro minuti dopo aver coperto un tratto lungo due chilometri e incrociato tre miniere in piena attività, un lago completo di strutture per l’acquedotto, l’ossigeno e l’energia elettrica.

Superato anche il corridoio di transito che collegava la città con la porta di accesso settima.

Ad un tratto l’attenzione di Alex fu attirata da alcuni lampi di luce provenienti da una galleria laterale che si innestava alla loro sinistra, esattamente a metà strada tra la porta di accesso settima e sesta!

Il tutto per la durata di pochissimi secondi…..!

Alex confidò negli occhi di Isabel per un’espressione di consenso circa la sua visione farcita di flash.

Nessuna reazione…!!

Il disinteresse sull’argomento era pressoché totale!

Il trenino proseguì la sua corsa per altri sessanta secondi prima di raggiungere la meta prefissata.

Un posto singolare dove lo spazio, che certamente non si sprecava, dava netta la sensazione di un parcheggio in grado di ospitare almeno cinque ma anche sei treni da porre nella lista d’attesa per il carico di roccia frantumata.

Uno di quelli era già ridondante,

pronto per raggiungere le industrie

<Ma cosa estraete da quelle rocce?> chiese Alex.

<Devi sapere che la sotto tra la roccia madre e le strutture composte da meteoriti ed eruzioni vulcaniche si trova di tutto! Estraiamo ferro, rame, manganese, nichel, tungsteno, oro, argento, eccetera eccetera. Sulla rimanenza, si fa per dire perché è tanta roba, si lavora per selezionare i materiali cementizi necessari per le costruzioni edilizie. L’ultima parte di pietrisco, considerata di scarto, dopo un’appropriato trattamento viene utilizzata come componente base nella mescola per il manto stradale.>

<Impressionante…!!>

<Ma ti dirò di più perché la fortuna, fin qui nostra fedele alleata, ci ha fatto dono di due miniere di sale.  Entrambe si trovano all’interno del secondo anello ma molto distanti tra loro.

Due blocchi trasportati da altrettanti meteoriti,

forse anche in tempi diversi,

milioni di anni fa!

 

E, “attenzione attenzione”, non finisce qui…!! Devi sapere che stiamo estraendo anche l’uranio….. “Poco poco”, “piano piano”, ma qualcosa ricaviamo.

Per l’appunto ci siamo organizzati limitando l’area di estrazione ad una sola miniera in grado di fornirci il minerale in quantità più che sufficiente per il nostro fabbisogno. Così facendo abbiamo concentrato in un unico sito tutti i rischi derivanti da eventuali esalazioni radioattive!

segue…..