Il campanile di Oroset

felice
seguito 1^

Viveva
a Carpenedo, praticamente la punta settentrionale di Mestre, dove abitava da solo in un appartamento di proprietà posto al secondo piano di una palazzina di tre piani.
Giovane laureato in ingegneria elettronica che grazie al suo istinto sociale riusciva a percepire forti segnali di interesse riuscendo così ad accedere alle sue letture preferite.
Negli anni seguenti la laurea imparò il francese e l’inglese. Prima andando a lavorare a Parigi come commesso in una nota libreria del centro e successivamente a Londra come fattorino.

Pensò che vivere in un posto a lungo fosse l’unico modo per imparare una lingua

Lavorava, come dirigente, presso una delle banche più conosciute di Mestre.
Stimato per la sua singolare professionalità, grinta e passione.

Benvoluto da tutti con quel suo carattere unico,
sempre fra il serio ed il faceto.

Ma, seppur uomo dalla forte personalità ed estroverso come pochi, dava quell’impressione, esageratamente rassicurante per la sua giovane età, di possedere tanta e tale saggezza da farlo apparire in uno stato di appagamento pressoché totale. Giusto per quel suo modo di star bene che lo portava senza fatica alcuna ad essere un uomo felice…!!

Allora…………….??
Una vita esente da sorprese??
Impossibile!
Perché nella vita accade sempre qualcosa di nuovo,
di inaspettato, di non previsto……

E certamente Alex non rappresentava l’eccezione considerato che la vita gli riservò eventi e sviluppi imprevedibili collegabili ad un filone fantastico che poteva anche essere confuso con un sogno!
Ma solamente nella pura immaginazione perché altro non era se non una bella realtà……

una magica realtà…!!

Tutto ebbe inizio nel momento in cui il protagonista del romanzo,
puntuale alle otto del mattino,
in completo beige
con camicia bianca, cravatta giallo oro, scarpe e cintura marrone,
salì in macchina per recarsi in ufficio.

Libro I e Libro II
luna1

Libro I gratuito 
http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html

Il campanile di Oroset

felice
“capitolo primo”

Giovedì dieci gennaio 1980 ore 5,15:
una flotta di duecentocinquanta astronavi con a bordo
l’intera popolazione di Kallox
abbandonò il pianeta!

Ma c’era un programma da rispettare nel pieno delle sue regole…!!

Raggiungere l’obiettivo prefissato:
il pianeta Terra e il suo satellite Luna,
rispettando l’arco temporale di cui potevano disporre!
Però solamente ed esclusivamente la Luna poteva offrire la propria ospitalità garantendo loro un anonimato che doveva essere eterno…!!

Una rotta già tracciata sulla carta,
sperimentata e collaudata!
La velocità delle astronavi era costante e a tratti la si poteva mantenere anche con i motori spenti sfruttando la forza delle gravità satellitari.
Per aumentarla e soddisfare ogni necessità di spostamento era sufficiente riaccendere i motori.

L’universo infinito e sconosciuto.

Ma ciononostante aleggiasse un’aria indefinibile continuarono a nutrire una grande fiducia riposta nella speranza di vivere una nuova vita in un mondo che quel viaggio doveva, per forza di cose, raggiungere.

Dopo venti giorni di navigazione incominciarono ad avvertire l’immensità terrificante dello spazio…!!
Al ventiseiesimo giorno si avvicinarono ai primi pianeti.
Telescopicamente parlando non autorizzavano a facili illusioni,
ma pur sempre di pianeti si trattava!

Pianeti particolarmente inospitali, caratterizzati da un’evoluzione interna ancora in atto.

Al ventisettesimo giorno,
mercoledì sei febbraio 1980,
si avvicinarono alla Terra e al suo satellite Luna…!!

Trentatré anni, sei mesi e venticinque giorni dopo…….

Lunedì 02 settembre 2013
Un uomo tranquillo sulla cui faccia mite aleggiava sempre il sorriso, con uno sguardo acuto ed il fisico asciutto come quello di un vero atleta.
Ovvero
Alessandro Ruggero Boson, per gli amici Alex. Trentatreenne, nato il 15 giugno a Mestre, l’altra Venezia situata nella terraferma.
Di alta statura con quel qualcosa di indefinibile e attraente che lo faceva diventare simpatico appena gli si parlava.
Viveva a Carpenedo praticamente la punta settentrionale di Mestre………

Libro I e Libro II
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Libro I gratuito 
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Il campanile di Oroset

felice
“capitolo primo”

Giovedì dieci gennaio 1980 ore 5,15:
una flotta di duecentocinquanta astronavi con a bordo
l’intera popolazione di Kallox
abbandonò il pianeta!

Ma c’era un programma da rispettare nel pieno delle sue regole…!!

Raggiungere l’obiettivo prefissato:
il pianeta Terra e il suo satellite Luna,
rispettando l’arco temporale di cui potevano disporre!
Però solamente ed esclusivamente la Luna poteva offrire la propria ospitalità garantendo loro un anonimato che doveva essere eterno…!!

Una rotta già tracciata sulla carta,
sperimentata e collaudata!
La velocità delle astronavi era costante e a tratti la si poteva mantenere anche con i motori spenti sfruttando la forza delle gravità satellitari.
Per aumentarla e soddisfare ogni necessità di spostamento era sufficiente riaccendere i motori.

L’universo infinito e sconosciuto.

Ma ciononostante aleggiasse un’aria indefinibile continuarono a nutrire una grande fiducia riposta nella speranza di vivere una nuova vita in un mondo che quel viaggio doveva, per forza di cose, raggiungere.

Dopo venti giorni di navigazione incominciarono ad avvertire l’immensità terrificante dello spazio…!!
Al ventiseiesimo giorno si avvicinarono ai primi pianeti.
Telescopicamente parlando non autorizzavano a facili illusioni,
ma pur sempre di pianeti si trattava!

Pianeti particolarmente inospitali, caratterizzati da un’evoluzione interna ancora in atto.

Al ventisettesimo giorno,
mercoledì sei febbraio 1980,
si avvicinarono alla Terra e al suo satellite Luna…!!

Trentatré anni, sei mesi e venticinque giorni dopo…….

Lunedì 02 settembre 2013
Un uomo tranquillo sulla cui faccia mite aleggiava sempre il sorriso, con uno sguardo acuto ed il fisico asciutto come quello di un vero atleta.
Ovvero
Alessandro Ruggero Boson, per gli amici Alex. Trentatreenne, nato il 15 giugno a Mestre, l’altra Venezia situata nella terraferma.
Di alta statura con quel qualcosa di indefinibile e attraente che lo faceva diventare simpatico appena gli si parlava.
Viveva a Carpenedo praticamente la punta settentrionale di Mestre………

Libro I e Libro II
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Il campanile di Oroset

felice
“capitolo primo”

Giovedì dieci gennaio 1980 ore 5,15:
una flotta di duecentocinquanta astronavi con a bordo
l’intera popolazione di Kallox
abbandonò il pianeta!

Ma c’era un programma da rispettare nel pieno delle sue regole…!!

Raggiungere l’obiettivo prefissato:
il pianeta Terra e il suo satellite Luna,
rispettando l’arco temporale di cui potevano disporre!
Però solamente ed esclusivamente la Luna poteva offrire la propria ospitalità garantendo loro un anonimato che doveva essere eterno…!!

Una rotta già tracciata sulla carta,
sperimentata e collaudata!
La velocità delle astronavi era costante e a tratti la si poteva mantenere anche con i motori spenti sfruttando la forza delle gravità satellitari.
Per aumentarla e soddisfare ogni necessità di spostamento era sufficiente riaccendere i motori.

L’universo infinito e sconosciuto.

Ma ciononostante aleggiasse un’aria indefinibile continuarono a nutrire una grande fiducia riposta nella speranza di vivere una nuova vita in un mondo che quel viaggio doveva, per forza di cose, raggiungere.

Dopo venti giorni di navigazione incominciarono ad avvertire l’immensità terrificante dello spazio…!!
Al ventiseiesimo giorno si avvicinarono ai primi pianeti.
Telescopicamente parlando non autorizzavano a facili illusioni,
ma pur sempre di pianeti si trattava!

Pianeti particolarmente inospitali, caratterizzati da un’evoluzione interna ancora in atto.

Al ventisettesimo giorno,
mercoledì sei febbraio 1980,
si avvicinarono alla Terra e al suo satellite Luna…!!

Trentatré anni, sei mesi e venticinque giorni dopo…….

Lunedì 02 settembre 2013
Un uomo tranquillo sulla cui faccia mite aleggiava sempre il sorriso, con uno sguardo acuto ed il fisico asciutto come quello di un vero atleta.
Ovvero
Alessandro Ruggero Boson, per gli amici Alex. Trentatreenne, nato il 15 giugno a Mestre, l’altra Venezia situata nella terraferma.
Di alta statura con quel qualcosa di indefinibile e attraente che lo faceva diventare simpatico appena gli si parlava.
Viveva a Carpenedo praticamente la punta settentrionale di Mestre………

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Felice Tolfo dalla raccolta “Storielle dei giorni nostri”

felice
Se il mattino ti regala l’oro in bocca…..

Giovanotto mi alzavo al mattino con l’oro in bocca
Quanto ne avrei potuto mettere via
Tutto quell’oro per tanti anni
Orgogliosamente sbandieravo ai quattro venti il mio slogan

la mattina mi fa sentire sempre l’oro in bocca

Beato te ribattevano moglie e figlio

Anziano
mi alzo un po’ più tardi
Le cose sono decisamente cambiate
L’orgoglio dorato ha ceduto il posto all’angoscia depressiva mattutina dal sapore tutt’altro che piacevole
Ma quel che è peggio per farla andare via
di ore
ne servono almeno due
Se ho la giornata buona
altrimenti
le ore
non si contano

Moglie e figlio non mi dicono più nulla

Felice Tolfo

Felice Tolfo dalla raccolta “Storielle dei giorni nostri”

felice
Non smettere mai di sognare

Come sarebbe la nostra vita senza i sogni
Vuota un corpo inanimato un giardino senza fiori banale comune mediocre ordinaria grigia
Indubbiamente importante ma allo stesso tempo tediosa da non accorgersene
La vita senza sogni non ti aiuta a vivere meglio

no decisamente no
priva di speranze e desideri

Mi riferisco ai sogni ad occhi aperti
esattamente quelli
Sono loro che ti portano dove vorresti tu come vorresti tu
senza se e senza ma
Quanto sono belli ti trasportano ad entusiami nuovi e insperati

Se ne sei privo
e forse te ne vanti pure
nemmeno ti rendi conto di quanto povero sei

Alle volte si esagera
ma non te ne devi vergognare
perché alla fine sempre di sogni si tratta

Se vuoi raggiungerli bisogna buttarsi

Felice Tolfo dalla raccolta “Storielle dei giorni nostri”

felice
Non smettere mai di sognare

Come sarebbe la nostra vita senza i sogni
Vuota un corpo inanimato un giardino senza fiori banale comune mediocre ordinaria grigia
Indubbiamente importante ma allo stesso tempo tediosa da non accorgersene
La vita senza sogni non ti aiuta a vivere meglio

no decisamente no
priva di speranze e desideri

Mi riferisco ai sogni ad occhi aperti
esattamente quelli
Sono loro che ti portano dove vorresti tu come vorresti tu
senza se e senza ma
Quanto sono belli ti trasportano ad entusiami nuovi e insperati

Se ne sei privo
e forse te ne vanti pure
nemmeno ti rendi conto di quanto povero sei

Alle volte si esagera
ma non te ne devi vergognare
perché alla fine sempre di sogni si tratta

Se vuoi raggiungerli bisogna buttarsi