Maggio 2019: Noel Gallagher’s High Flying Birds – NOEL GALLAGHER’S HIGH FLYING BIRDS (2011)

Noel Gallagher's High flying birds

 

Data di pubblicazione: 17 ottobre 2011
Registrato a: State of the Ark, Strangeways, Dean St. Studios, Abbey Road Studios (Londra)
Produttore: Noel Gallagher & Dave Sardy
Formazione: Noel Gallagher (voce, chitarre, banjo, basso, tastiere), Dave Sardy (drum programming), Mike Rowe (tastiere), Jeremy Stacey (batteria), Mikey Neary (basso, effetti sonori), Gary Alerbrook (tromba), Trevor Mires (trombone), Andrew Kinsman (sassofono), Jon Graboff (pedal steel guitar), Luis Jardim (percussioni), Lenny Castro (percussioni), Paul Stacey (chitarra, basso), The Wired Strings (orchestrazioni), Chorus and Festival Corus (cori), Beccy Byrne, Cherelle Rose, Jay Rose-Thomas (cori)

 

Tracklist

 

                        Everybody’s on the run
                        Dream on
                        If I had a gun…
                        The death of you and me
                        (I wanna live in a dream in my) Record machine
                        AKA… What a life!
                        Soldier boys and Jesus freaks
                        AKA… Broken arrow
                        (Stranded on) The wrong beach
                        Stop the clock

 

 

Non sono come John Lennon, che credeva di essere l’Onnipotente.
Credo solo di essere John Lennon
(Noel Gallagher)

 

28 agosto 2009, un comunicato: “È con un po’ di tristezza e grande sollievo che vi dico che questa notte lascio gli Oasis. La gente scriverà e dirà quello che vorrà, ma semplicemente non riuscirei a lavorare con Liam un giorno di più. Le mie scuse a tutte le persone che avevano comprato i biglietti per Parigi, Costanza e Milano“. Noel Gallagher lascia il gruppo che aveva fondato con il fratello, gli Oasis. Pare che nei camerini fosse scoppiata una violentissima lite tra i due fratelli, culminata con due chitarre rotte. Nel corso dei mesi e degli anni successivi ciascuno ha riportato la sua versione sulla goccia che fece definitivamente traboccare il vaso di una band da sempre abituata alle varie crisi di nervi. Certo non erano nuovi i fratellini Gallagher ai violenti litigi, e più di una volta dovettero metterci una pezza per poter ricominciare e andare avanti. Tuttavia stavolta la cosa era seria e di presupposti per andare avanti ormai non ce n’erano più.
E quando finisce una storia così importante (non si può certo negare agli Oasis un posto di tutto rispetto nella definizione e nell’evoluzione del brit pop degli anni ’90), l’unica cosa che ti rimane è azzerare tutto e ricominciare. E mentre Liam Gallagher dava vita ad un progetto abbastanza fiacco come quello dei Beady Eye, Noel metteva su la sua band, i Noel Gallagher’s High Flying Birds, dimostrando apertamente che la mente brillante nel gruppo era la sua.
Fu così quindi che poco più di due anni dallo scioglimento degli Oasis, Noel pubblicava il suo primo disco da solista, salutato da molti come l’album che avrebbe potuto fare con la band madre, se solo il fratello più piccolo glielo avesse lasciato fare. Dal punto di vista squisitamente stilistico non si registrano particolari differenze: il canovaccio è quello di una canzone pop-rock di stile beatlesiano dall’alto tasso emotivo.
Il disco si apre appunto con la beatlesiana Everybody’s on the run, forse più “maccartiana” che “lennoniana”, ma la semente è quella lì. Prosegue col folk british di Dream on, che pare venire dritta dritta dalle registrazioni di Don’t believe the truth, l’album del 2005 degli Oasis. If I had a gun è una stupenda autocitazione di altre opere dense di carisma e passione del passato, mentre The death of you and me richiama da vicino certi Kinks. (I wanna live in a dream in my) Record machine ha invece qualche affinità con You can’t always get what you want dei Rolling Stones, altro gruppo determinante nell’ispirazione di Mr. Gallagher.
Aka… What a life! prova a girare gli stilemi verso richiami più marcatamente dance, mentre con Soldier boys and Jesus freaks siamo nuovamente nei territori di Ray Davies. Gli ultimi tre pezzi in scaletta, Aka… Broken arrow, (Stranded on) The wrong beach e soprattutto Stop the clocks infine non sono che un diretto omaggio al passato vissuto negli Oasis.
Come detto in precedenza, rispetto alle prove scialbe dei Beady Eye (tuttavia bisogna riconoscere a Liam di aver dato una buona prova col convincente As you were del 2017), Noel Gallagher ha pienamente dimostrato che i meriti e la brillantezza dei pezzi degli Oasis erano soprattutto i suoi. Il gruppo darà vita ad altri due album, altrettanto buoni, Chasing yesterday del 2015 e Who built the moon? del 2017. E mentre Liam (e milioni di fans) spera ancora in una reunion, Noel dimostra che la buona musica continua a viaggiare tranquillamente ancora, nel tempo e nello spazio!

Maggio 2019: Noel Gallagher’s High Flying Birds – NOEL GALLAGHER’S HIGH FLYING BIRDS (2011)ultima modifica: 2019-05-02T09:44:11+02:00da pierrovox

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Se possiedi già una registrazione clicca su entra, oppure lascia un commento come anonimo (Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog).
I campi obbligatori sono contrassegnati *.