Ottobre 2019: Crime & The City Solution – ROOM OF LIGHTS (1986)

Room of lights

 

Data di pubblicazione: 27 ottobre 1986
Registrato a: Hansa Studios (Berlino), The Strongroom (Londra)
Produttore: Tony Cohen & Flood
Formazione: Simon Bonney (voce), Epic Soundtracks (batteria, pianoforte), Mick Harvey (pianoforte, chitarra, organo), Harry Howard (basso), Rowland S. Howard (chitarra, organo, pianoforte)

 

Lato A

 

                        Right man, wrong man
                        No money, no honey
                        Hey sinkiller
                        Six bells chime

 

Lato B

 

                        Adventure
                        Untouchable
                        The brother’s song
                        Her room of lights (for Lisa)

 

 

“Esattamente come quello di Gabriel Garcia Marquez,
il mio è un lavoro politico,
ma ambientato in uno scenario realisticamente magico
(Simon Bonney)

 

C’è una scena nel film Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders, ripresa in un locale berlinese, in cui si esibisce un gruppo: i Crime & The City Solution. Si esibiscono in una cupa e conturbante Six bells chime, echeggiando i fantasmi di Nick Cave (anche egli è presente nel film) e gli spettri di una Germania ancora divisa. Sappiamo di come Wenders ami il rock, e sia stato sempre attento alle scene sonore più interessanti, spesso facendole incontrare con i suoi film: da Ry Cooder a Lou Reed, dagli U2 a Nick Cave, ecc…
I Crime & The City Solution erano un gruppo australiano, ma fu proprio a Berlino che seppero sviluppare e maturare la loro piena identità artistica. Ricorda lo stesso Simon Bonney: “Storicamente Berlino era un melting pot. Per noi c’è stato un approccio molto meno radicato alle regole della composizione, e più orientato al riflesso stesso che la città emanava. Questo ci ha permesso di sviluppare meglio il senso di noi stessi”. E non a caso la loro musica rifletteva a punto tale lo spirito berlinese, che Wenders ha voluto quell’esibizione ipnotica e lugubre nel suo film.
La band si forma a Sydney verso la fine degli anni ’70, ma la mancanza di idee porta la band allo scioglimento. Nella prima metà degli anni ’80 Simon Bonney, assieme a due ex musicisti dei Birthday Party, Mick Harvey e Roland S. Howard, rifonda il gruppo e si trasferisce a Londra. Questo non fa che maturare le ambizioni per qualcosa di veramente importante, tanto che ci si scalda i muscoli con due ep di ottima fattura: Dangling man e Just south of heaven, entrambi pubblicati nel 1985. Ma per la realizzazione del primo vero lp, la band decide di andare a respirare l’aria plumbea e vitale di Berlino, ed è qui che si fondano le basi per Room of lights, il loro vero disco d’esordio. L’album non solo è figlio di un’evoluzione del suono, arricchita senza dubbio dai due ex Birthday Party, ma anche frutto di una serie di influenze rintracciabili tra i primi dischi di Nick Cave e la poetica decadente e tragica di Jim Morrison. Dal punto di vista stilistico, il blues rock dei primi tempi cede il passo ad un alone spettrale carico di tensione, sfiorando spesso, in ogni singolo pezzo, lo psicodramma di una musica, che si dimena ora solenne, ora nevrotica, ora sospesa, sostenuta tanto da ritmi tribali quanto da un pathos molto denso.
Apre la danze il tetro funerale di Right man, wrong man, con tanto di digressioni chitarristiche, tappeti d’organo e un canto enfatico e tormentato, quasi come se si fosse in pieno trance. Il pezzo risente apertamente delle influenze del conterraneo Nick Cave, tanto nel canto, quanto in una musica che sa elevarsi solennemente, senza cedere al tragico dramma sonoro. No money, no honey dal canto suo riprende confidenza col blues decadente, dominato principalmente da fraseggi di chitarra e tripudi sonori dettati da un pianoforte spettrale e una ritmica tetra. Per Hey sinkiller la frenesia impazzita del gruppo erge muri sonori che tra le altre cose fanno pensare tanto ai Birthday Party quanto ai Velvet Underground di Run run run. Si giunge così alla già citata Six bells chime, uno dei capolavori assoluti del disco, che oltre al classico clima cupo si arricchisce di una forte personalità psichedelica e sinistra, per un pezzo in bilico tra disperazione e lussuria.
Il lato B si apre con l’acidula Adventure, caratterizzata dal suono delle chitarre vagamente psichedeliche e alcune distorsioni. Untouchable vive di un alternarsi emotivo fatto di distensioni e incursioni violente, assalti sonori e impatti devastanti. Questo porta alla distensione psicotica di The brother’s song, semplicemente bellissima con le sue liriche cadenzate e le sue atmosfere surreali. Si chiude con Her room of lights (for Lisa), che inizia con un garage rock psichedelico velvettiano e chiude con una serie di distorsioni lisergiche che rimandano ai Doors dei primi tempi.
Room of lights è un gioiello vero e proprio del rock alternativo di quel periodo, che non ha perso una briciola della sua attualità, e che invecchia bene, proprio come il buon vino. Sognante e fluttuante, nello stesso tempo si rivela tragico e lugubre, evidenziando una poetica degna dei più grandi sognatori di tutti i tempi. Dopo questo disco però Howard e Soundtracks lasciano il gruppo, spostando l’asse della composizione nelle mani di Bonney, che comunque non deluderà praticamente mai le grandi aspettative degli appassionati, anche se le trame magiche del primo album restano inarrivabili. Dopo aver dato un bellissimo pezzo come The adversary a Wenders come corredo sonoro del suo Until the end of the world, che vanta, tra le altre cose, la presenza di altri grandissimi artisti, la band si scioglie nuovamente. Simon Bonney si trasferisce a Los Angeles, poi a Detroit e nel 2011 presenta una line-up nuova di zecca che riporta su il vecchio gruppo, e incide il buon American twilight nel 2013. Nonostante questi continui stravolgimenti, e la presenza di personalità fortemente istrioniche e vivaci, i Crime & The City Solution si sono dimostrati una delle realtà rock gotico e poetico, carismatico e capace di estendere il proprio fascino attraverso il tempo.

 

Berlino negli anni ’80 era una comunità artistica avvincente, piena di interessanti collaborazioni tra musicisti e artisti. Una scena di impollinazione incrociata che ha visto gli australiani Nick Cave e Simon Bonney ripararsi dalla lente intensa dei mezzi musicali di Londra per lo sviluppo di gruppi costituiti da compagni espatriati e i migliori talenti locali
(Mat Smith)

 

Ottobre 2019: Crime & The City Solution – ROOM OF LIGHTS (1986)ultima modifica: 2019-10-07T11:32:06+02:00da pierrovox

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