Ottobre 2019: Grinderman – GRINDERMAN (2007)

Grinderman

 

Data di pubblicazione: 5 marzo 2007
Registrato a: RAK Studios, Metropolis Studios (Londra)
Produttore: Nick Launay & Grinderman
Formazione: Nick Cave (voce, chitarra elettrica, piano, organo), Warren Ellis (chitarra acustica, mandolino elettrico, viola, violino, bouzouki elettrico, cori), Martyn Casey (basso, chitarra acustica, cori), Jim Sclavunos (batteria, percussioni, cori)

 

Tracklist

 

                        Get it on
                        No pussy blues
                        Electric Alice
                        Grinderman
                        Depth charge ethel
                        Go tell the women
                         (I don’t need you to) Set me free
                        Honey Bee (Let’s fly to Mars)
                        Man in the moon
                        When my love comes down
                        Love bomb

 

Il progetto Grinderman è una parodia
di mezza età
(Nick Cave)

 

Si prende in giro Nick Cave in un’intervista rilasciata per Pitchfork, cercando di rispondere all’incalzante domanda dell’intervistatore che gli chiede se i Grinderman non siano il segnale di un’aridità creativa che colpisce gli artisti quando si avviano verso i cinquant’anni. Lui candidamente risponde che non è il segnale di una “crisi di mezza età”, bensì la parodia…
Ma al di là dei convenevoli da intervista, Nick Cave e i Bad Seeds hanno sicuramente avvertito il bisogno di tornare a respirare quell’aria malsana che li aveva spinti a diventare degli artisti. Il progetto Grinderman nasce praticamente dopo la pubblicazione di Nocturama, un album dalle atmosfere soffuse e dal cantautorato elegante, ma che parecchi accusarono di essere troppo pacato, forse perché rimpiangevano quel tormento interiore che aveva sconquassato la vita di Nick Cave nei primi anni della sua carriera, tanto con i Birthday Party (Nick the stripper), tanto con i Bad Seeds. Resta il fatto che le critiche mosse a Nocturama furono molto ingenerose, ma i Bad Seeds al completo le colsero, e mentre stavano registrando il successivo doppio Abattoir blues/The lyre of Orpheus, in contemporanea cominciarono a stendere delle canzoni per un progetto parallelo. Le canzoni erano decisamente diverse da quanto i Bad Seeds stavano operando nel loro percorso artistico, e si rivolgevano ad un garage rock malandato, distorto e maledetto. Fu per questo che Nick Cave decise di non pubblicarle a suo nome, e che c’era bisogno di una nuova identità per tutto questo. Fu così che nacquero i Grinderman!
I Grinderman non erano l’opposto dei Bad Seeds, né tantomeno avevano il destino di sostituirli, ma era il modo in cui Nick Cave e compagni entrarono nella nostalgia. Sapevano benissimo che a cinquant’anni non puoi recuperare i tuoi vent’anni, e non volevano certo mentire al loro pubblico (come invece spesso capita a molti illustri colleghi), e quindi volevano vedere come dei gentlemen potevano diventare disturbati e disturbanti, attaccare i jack delle chitarre e fare casino. I Grinderman sono questo!
Il loro primo e omonimo album esce nel 2007, con una scimmietta in copertina a simboleggiarne lo spirito, e tanto rock ruggente a ripescare quella malsana energia dei tempi andati. Ed è così che si parte con Get it on, con tanto di chitarre distorte garage, frasi sconce, cori cupi. Tutta un’altra cosa rispetto alle malinconie dolceamare di Wonderful life! Ma non è che l’inizio! Infatti si prosegue col blues acido e distorto dell’irriverente No pussy blues, con tanto di batteria pulsante e sconcezze sputate al microfono. Electric Alice è incalzante e incorniciata da linee di archi, e si chiude con la lugubre title-track, con la sua chitarra sfuggente e roca. Depth charge ethel invece ci riporta direttamente al periodo dei Birthday Party, con tanto di muro di chitarre distorte e vagamente psichedeliche, e con un Nick Cave in piena crisi epilettica. Go tell the woman invece è un blues biascicato, declamato con cinica distanza. (I don’t need to you) Set me free si avvicina decisamente alle cose più recenti dei Bad Seeds, richiamando da vicino, anche nel titolo, i Velvet Underground più cantautoriali. Con Honey Bee (Let’s fly to Mars) si torna su uno spinto garage rock psichedelico che non disdegna di gettare uno sguardo a David Bowie, mentre Man in the moon è una ballata stralunata, dolcissima. When my love comes down si copre di cacofonie e substrati sonori, facendo tornare alla memoria i Velvet Underground più sperimentali. Si chiude il tutto con la vorticola Love bomb.
Grinderman ha rappresentato quindi una terza della carriera di Nick Cave, quella del ritorno alle origini. Una fase convincente e rappresentativa, che infatti si è chiusa nel tempo della pubblicazione di un secondo ed interessante album. Perché i grandi quando ricordano non vogliono limitarsi a sopravvivere!

 

Ottobre 2019: Grinderman – GRINDERMAN (2007)ultima modifica: 2019-10-03T09:57:47+02:00da pierrovox

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