Aprile 2020: Pylon – GYRATE (1980)

Pylon - Gyrate

 

Data di pubblicazione: 1980
Registrato a: Stone Mountain Studios (Atlanta)
Produttore: Bruce Baxter, Kevin Dunn & Pylon
Formazione: Vanessa Ellison (voce), Randy Bawley (chitarra), Michael Lachowski (basso), Curtis Crowe (batteria)

 

Lato A

 

                        Volume
                        Feast on my heart
                        Precaution
                        Weather Radio
                        The human body
                        Read a book

 

Lato B

 

                        Driving school
                        Gravity
                        Danger
                        Working is no problem
                        Stop it
 

I Pylon restano incredibilmente moderni,
anche a distanza di molti anni
(Michael Stipe)

 

A volte un suono si nasconde nel modo migliore, con ogni aspetto dei suoi elementi tra i tuoi gusti. A volte anche i gusti diventano rivelatori di qualcosa che proprio non sapevi davvero di avere. Un intero album vale la pena di un suono incredibile, ed è qui che giungiamo a questo esordio dei Pylon. Quando la gente parla di Southern Rock, pensa inevitabilmetne a metà della strada di artisti come i Lynyrd Skynyrd o gli Allman Brothers. Oppure nei tempi più recenti si tirano ballo gruppi simili come i Black Crowes o i Kings of Leon. Il rock non è forse il prodotto più grande del Sud rispetto ad altre regioni, perché in fondo è la terra della musica country, dove i giovani aspiranti musicisti potrebbero essere più motivati a indossare un cappello da cowboy e cantare di camion e crepacuore. E questo è uno stereotipo tipicamente sudista: folk rurale, e anche fino a un certo punto anche conservatore. Ma c’è un’eccezione estrema a tutto questo, ed è la prima metà degli anni ’80, quando le band nella cintura urbana che attraversano la Georgia settentrionale e le Carolinas hanno prodotto un gruppo di piccole band interessanti e di grande talento. Ne vengono in mente due: i R.E.M. e i B-52’s. Ma non sono i soli; ne abbiamo altri come i Let’s Active, venuti alla ribalta negli anni successivi. E poi i Pylon.
Qual è il suono di Pylon? A differenza dei B-52’s, con tutta la loro new wave ironica e retrò degli anni ’50, le loro origini stilistiche non sono affatto ovvie. Sembra un bizzarro crocevia in cui new wave, jangle e punk si fondono, e il risultato sembra davvero niente di simile a nessuno di queste tre. Ed esattamente è ciò che rende un’esperienza fantastica a un certo livello, e si mantiene assolutamente rinfrescante e cool anche a distanza di molti anni. Il tintinnio è una presenza costante, ma è stato strappato da ogni lentezza fangosa e fangosa. Infuso con l’elegante energia al neon della new wave, ma anche straripato da ogni lucentezza e pulizia eccessiva. E una medicazione punk viene attentamente applicata a tutto questo, in particolare nelle parti vocali e nei tamburi aggressivi. È veramente un suono proprio, che finirà per influenzare i primi R.E.M. in modo evidente. Lo stesso Peter Buck ha dichiarato di aver studiato la tecnica di Randy Bewley più dei Big Star o Byrds, più volte accreditati come sua fonte di ispirazione.
Vanessa Ellison è una parte enorme dell’appello qui, senza dubbio. Una dote vocale femminile abrasiva per suonare come se stessero provando troppo, quasi come se stessero cercando qualcosa di troppo difficile per sembrare vocali maschili abrasive. La voce urlante di Ellison è assolutamente il suono naturale di tutto questo lotto. Lei è una vera cantante in stile punk, ed è fantastica.
Nella scena di Athens non avranno avuto il successo di altre band, ma di certo possiamo affermare che non ci saremmo ritrovati con i Pixies, i R.E.M., i B-52’s o Dinosaur Jr se non ci fossero stati i Pylon.

Aprile 2020: Pylon – GYRATE (1980)ultima modifica: 2020-04-27T16:04:35+02:00da pierrovox

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