Processo per stupro

Trieste: diciassettenne picchiata e violentata da un immigrato iracheno

Mentre continua a propagarsi l’onda mediatica generata dal video di Beppe Grillo, quello in cui ha provato maldestramente a difendere il figlio con frasi del tipo “una persona che viene stuprata la mattina, il pomeriggio va in kytesurf e dopo otto giorni fa la denuncia…“, qualcuno ha ricordato un documentario Rai risalente a 43 anni fa dal titolo Processo per stupro, in cui la madre di uno dei ragazzi accusato di violenza di gruppo ai danni di una ragazza di Latina, disse:

Mi fijo nun ha fatto niente di male, è annato a divertisse. Certo che je piaceva pure a llei  d’anna’ a divertisse“. Il documentario, non più disponibile per volontà dei legali degli accusati che chiesero il diritto all’oblio, conteneva una perla degli stessi:

Signori miei, una violenza carnale con fellatio può essere interrotta con un morsetto. Lì il possesso è stato esercitato dalla femmina sui maschi. È lei che prende, sono loro i passivi, abbandonati nelle fauci avide di costei“.

Ora, c’è qualcuno che se la sente di affermare che queste parole sono del tutto anacronistiche?

Processo per stuproultima modifica: 2021-04-30T12:38:20+02:00da VIOLA_DIMARZO
  1. Io chiederei a quel “giullare” di Grillo: se invece di un figlio maschio potenziale stupratore, eri il padre di una figlia femmina stuprata cosa avresti detto o fatto?

  2. “[…] il possesso è stato esercitato dalla femmina sui maschi. È lei che prende, sono loro i passivi, abbandonati nelle fauci avide di costei“

    Di fronte a queste affermazioni come tante altre in simili fatti, provando disgusto, resto sempre più convinto che la donna ha solo subito una violenza. Il vero stupro lo subisce dopo, nelle aule di tanti tribunali.

  3. Quando sento queste cose…Mi sovviene un celebre processo dove avvocato di parte civile era la Lagostena Bassi…la promotrice della legge che ha definito la violenza carnale reato contro la persona…reato che fino a poco tempo fa…lo ricordo solo a me stessa era reato contro la morale…ebbene durante quel processo…la difesa dei 4 imputati arrivo a sostenere che era stata la ragazza a violentarli( sic!)…sentire le parole di Grillo che si aggrappa alle tempistiche della denuncia ( ricordo a me stessa che si può denunciare sino a 90gg dal fatto)Non fa che rimarcare come ….Ancora una volta …il processo si fa alla vittima…

  4. Non so se il mio commento precedente è arrivato…leggendo meglio il tuo post noto che hai riportato proprio una delle arringhe della difesa degli imputati…quella sulla fellatio…non mi dilungo su un altro passaggio dove la difesa asseriva che ..avendo uno degli imputati praticato alla vittima il cunnilinctus…non poteva averla stuprata…dato che quell’atto d’amore era un omaggio reso alla donna…già…

  5. Si è sempre estrapolato dallo stesso processo…ricordo il nome della vittima…Fiorella…e l’appassionata arringa della Lagostena Bassi…la ragazza li conosceva…uno in particolare..si fidava…il tribunale però…costituito da uomini ( la Bassi si appellò al loro essere padri) emise una sentenza con condanne storiche ed esemplari…

  6. Il fatto di conoscere tutti o una parte degli stupratori dà il via alla narrazione che colpevolizza sempre la donna: li conoscevi, ti sei appartata con loro, come possiamo credere che tu non fossi consenziente? da ragazza mi sono trovata in qualche situazione piuttosto spiacevole, fortunatamente si era uno contro uno…chi non ci è passato, non può capire quanto facilmente un ragazzo “tranquillo” possa trasformarsi in individuo pericoloso e minaccioso.

  7. Io penso che una ragazza al giorno d’oggi non possa e non debba fidarsi più nessuno. I violentatori ci sono sempre stati, tocca a lei usare prudenza, soprattutto nel frequentare certi individui e certi posti (vedi il caso Genovese). Perché come gli uomini sono a rischio di essere rapinati dai balordi, le donne sono a rischio di essere stuprate dai mascalzoni, dai drogati e dai malviventi. Fare la ramanzina non serve a nulla. E questo vale ancora di più quando ci si ubriaca. Perché a quel punto è difficile separare il consenso dalla violenza. Poiché se è vero che una donna ubriaca deve essere considerata incapace di intendere e di volere, allora pure un uomo ubriaco deve essere considerato incapace di intendere e di volere. A quel punto ci si può anche incolpare a vicenda. Quando le donne capiranno che il mondo non può essere fatto a loro immagine e somiglianza, forse diventeranno più sagge e le cose andranno un po’ meglio. Ma se continueranno a dire: faccio come mi pare, vado dove voglio, mi vesto come desidero, allora continueranno ad andare incontro a dei pericoli, perché il mondo è un luogo pericoloso. Prima lo capiranno e meglio sarà per tutti.

    • Non giustifico gli stupratori, ma non giustifico nemmeno le false denunce per stupro. Una piaga che ultimamente è molto diffusa e poco punita perché si parte dal presupposto che una calunnia non sia poi così dannosa. Quante volte è stato scoperto che certe donne, per ragioni economiche o di vendetta, accusavano falsamente gli uomini di stupro? Tante. La conseguenza è facile da immaginare: molti tribunali finiscono per diffidare di una donna donna che denuncia una violenza, perché non vogliono correre il rischio di trovarsi davanti a una bugiarda.

      • Ovviamente sulle false denunce per stupro concordiamo tutti, vanno perseguite come qualsiasi altro reato. Per me uomini e donne sono uguali, non ho mai pensato alle donne come a esseri angelicati e agli uomini come esseri indiavolati, essendo il male trasversale.

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