Sorrentino (con)vince anche come scrittore

Paolo Sorrentino gira a Napoli un nuovo film su Maradona

Il nuovo film di Paolo Sorrentino si intitola È stata la mano di Dio, ed è candidato per l’Italia agli Oscar 2022 nella categoria miglior film internazionale. (Premessa necessaria per “allegare” la lettera che il regista ha scritto per la madre. Da notare con quanta abilità ha saputo sottrarsi alle trappole della retorica).

Chissà se, nell’aldilà, è consentito andare al cinema. Così mia madre potrebbe vedere la lettera che le ho scritto, attraverso questo film. La lettera che sosta tutti i giorni nell’anima dei figli diventati grandi. Dove scriviamo, col pensiero e con le parole che non abbiamo detto, quella meraviglia che è stata o non è stata, ma che sempre rimarrà nella nostra vita sentimentale, l’idea di meraviglioso.

Abbiamo avuto madri meravigliose e da ragazzi non lo sapevamo. Coltivavano pedagogie traballanti, fameliche di sensi di colpa. Mia madre, per esempio, nei momenti di conflitto, era solita dire: “Quando non ci sarò più, soffrirete tantissimo”. Non volevamo crederci, perché rifiutavamo il concetto di scomparsa. Invece, naturalmente, è stato così. Come poteva essere altrimenti. Era uno squarcio di cattiveria gratuita e in buona fede. D’altronde la cattiveria tende a essere sempre gratuita. Ma era un altro mondo. Mia madre era sbrigativa ma molto affettuosa. L’ironia era il sollievo per qualsiasi problema. Ai primi sintomi di adolescenza, quando si cominciava a frequentare, con quella gravosità affranta, la profondità, mia madre ricorreva a uno strumento irritante: minimizzava. Da adulto, ho compreso. Mi è parsa l’unica strada. Minimizzare. Non è utile, ma è difficile rintracciarne altre. Oggi l’educazione dei figli è una missione. Per la generazione di mia madre era solo un altro fardello che la vita imponeva. Eppure, era tutto amore. Ma l’ho capito dopo. E quando ho avuto le parole per dirglielo, lei non c’era più. Per questo mi piace pensare, con un’ingenuità da bambino profondo, che nell’aldilà si possa vedere un film. Per dire quello che non ho potuto dire. E per chi può, ho un solo consiglio: ditelo. A costo di essere ridicoli, sentimentali e pieni di lacrime. È necessario, per diventare grandi, passare attraverso le porte del ridicolo e del pianto. Il pianto degli adulti. L’unico modo, per una madre, di ritrovare, davanti a sé, il bambino meraviglioso che tutti siamo stati“.

Paolo Sorrentino, Lettera a mia madre

Sorrentino (con)vince anche come scrittoreultima modifica: 2021-12-06T17:29:38+01:00da VIOLA_DIMARZO

3 pensieri riguardo “Sorrentino (con)vince anche come scrittore”

  1. Non conosco Sorrentino,non mi piace il cinema italiano ,quello fatto da cineasti di stato,quelli che stanno in piedi a sovvenzioni . Fin qui mi astengo e rimango nella mia ignoranza. Ma poi inizio qui a leggere una ‘lettera a mia madre’ e mi prende un istinto pudico che evidentemente Sorrentino non sente. Mai per nessuna ragione al mondo io pubblicherei una lettera a\su di mia madre ,sventolando ,forse, il rapporto più intimo mai possibile tra persone. E allora no, non ho letto,mi sono fermato alla terza riga ,per pudore,coglionaggine o altro… E Sorrentino definitivamente non mi piace o non mi piace più non voglio sentirlo parlare scrivere o girare un film. Per me ha rotto un tabù mercificando l’ intoccabile.

  2. Perché sei così severo? (ci diamo del tu?). Tanti scrittori hanno scritto pagine bellissime dedicate alle madri, non ci vedo nulla di male, e la mercificazione non c’entra. Comunque rispetto il tuo parere.

    1. Diamoci pure del tu, piacere io sono Panfilo ,ho deciso di chiamarmi così perché le nuove regole europee sui nomi da usare sono severe ed in un tempo post brexit mi pareva illegale chiamarmi Yacht. Ciao buonanotte ( con considerazione e rispetto)
      PS non severo…..pensieroso a tratti stupido mai disonesto 🙂

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