Abbattere le statue di Cristoforo Colombo è un’assurdità

Perché odiare Colombo? – Il blog di Orlando Sacchelli

Generalizzare la distruzione dei monumenti mi sembra una follia. Bisogna distinguere, magari tenendo presente la casistica. È comprensibile che il 25 luglio 1943 la gente si sia messa a distruggere i fasci: non si può rimproverare retrospettivamente un’azione del genere. Ma distruggere oggi tutte le statue di Cristoforo Colombo mi pare un’assurdità. Per esempio, in Cile, c’è un monumento in cui Colombo calpesta un indiano che chiaramente soffre. È una statua molto ambigua, ma secondo me abbatterla sarebbe un gravissimo errore, perché si cancellerebbe una parte della storia. In generale, il passato va conservato e analizzato: cancellare tutti i documenti legati a un regime orribile significherebbe cancellare l’orrore“.

Dedicato ai sostenitori della cancel culture che non riescono a contestualizzare statue, film e lessico. Cancellare la memoria di ciò che impoverisce l’umanità è un controsenso.

Carlo Ginzburg, storico

foto: la statua di Cristoforo Colombo abbattuta in Minnesota

I bambini di Steve McCurry

Il mondo di Steve McCurry”-Venaria Reale – La rana sulle stelle

Sono più di 140 le foto di Steve McCurry raccolte nel volume Bambini nel mondo. Si tratta di scene di vita quotidiana catturate in ogni angolo del globo. Per meditare sulla vita dei più piccoli e su certe dimenticanze dei “grandi”.

Non riesco a non pensare che ovunque tu sia nato, nella ricchezza o nella povertà, in paesi tranquilli o disperati, se sei un bambino ti affacci al mondo ovunque nello stesso modo, innocente, senza preconcetti, ancora non plasmato dalla cultura. Poi arrivano lingue diverse, religioni diverse, e gli umani diventano diversi, spesso nemici. Ma c’è un momento in cui questi piccoli esseri hanno una sola preoccupazione: vivere, sopravvivere, e farlo nel modo più pieno e soddisfacente possibile. Io ho cercato di cogliere quel che resta in loro di questa spinta primordiale dell’uomo, prima che la storia la sovrasti e la deformi“.

Steve McCurry

Il mondo di Steve McCurry”-Venaria Reale – La rana sulle stelle

Le foto di Steve McCurry nelle scuole per insegnare empatia e diversità | Fedu Magazine

Steve McCurry nelle scuole di Reggio Emilia - IL FOTOGRAFO

I premi vinti, le mostre e le esposizioni di Steve McCurry

Children", la mostra in Salaborsa

I ladri di immagini intime possono essere fermati (e anche i sedicenti ginecologi)

We Need To Make Non-Consensual Deepfake Porn Illegal - Restless Network

Il felice acronimo NCP (Non Consensual Pornography) ingloba non solo il cosiddetto Revenge Porn ma anche la galassia di soprusi legati alla diffusione di immagini private, carpite nei camerini dei negozi o estratte da pc e telefonini rubati. Le vittime sono quasi sempre donne che ora possono contare sull’aiuto dell’associazione PermessoNegato, per ottenere giustizia almeno sul piano legale. Ma, come spiega il presidente Matteo Flora, “il grado di riuscita dell’operazione dipende dalle piattaforme e dal fatto che la condivisione del materiale sia o meno già diventata virale. Google, Microsoft e Facebook, ad esempio, hanno tolleranza zero verso questi fenomeni e intervengono con un tempo di risposta tra le 24 e le 72 ore. Per nulla scontate, invece, le segnalazioni rivolte a Twitter e a molti siti pornografici online“. In cifre si parla di 990mila utenti che su Telegram condividono pornografia non consensuale, e di un aumento di materiale con protagonisti i minori pari a un +525%. Esiste tuttavia uno strumento in grado di “prevenire”, per ora attivo solo su Facebook e Instagram, ed è il “programma pilota sulle immagini intime condivise senza autorizzazione”. Va da sé che la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti costituisce reato, ma poiché l’iter per ottenere giustizia è troppo macchinoso, basterebbe approcciarsi a certi scambi con molta cautela, magari facendosi riprogrammare il cervello qualora si abbia consapevolezza d’essere dipendenti dalla sovraesposizione.

P.S. È di due settimane fa la notizia di un sedicente ginecologo che faceva i controlli sulle pazienti – molto giovani e in alcuni casi minorenni – in video chiamata, e ovviamente le incaute lo hanno assecondato. Ma è possibile che in un mondo iper connesso alla rete, dove ogni argomento viene sviscerato sin nel dettaglio, a trionfare sia ancora l’ingenuità? O dobbiamo ammettere una volta per tutte che ragazzi e ragazze navigano esclusivamente per seguire gli influencer e per la pornografia?

La Ferilli no social più intelligente che bella

Sabrina Ferilli a 57 anni lascia senza fiato con l'abito a fascia

A leggere certe dichiarazioni non ci si crede, perché è inverosimile che personaggi di spicco possano fare certe scelte. E invece Sabrina Ferilli ha scelto di non essere social e con la sua ben nota naiveté  ha detto: “Non ho Instagram, e Facebook lo uso solo per le date del mio tour teatrale; non ho l’iPhone, ho un Nokia da 25 euro che non fa neanche le fotografie e ogni tre messaggi mi dice memoria piena. Sto tra Marte e la Terra, in ‘sto mondo che è andato avanti ma che si è scordato di me”. Chapeau, Sabrina. Mentre i tuoi coetanei provano in tutti i modi a stare al passo coi tempi, spesso inconsapevoli o peggio ancora incuranti del ridicolo a cui si espongono, tu te ne resti in disparte. E a quelli come me lasci sperare che non tutto è perduto, che un altro mondo meno teatrante e più autentico è ancora possibile.

Mario può morire. Primo sì in Italia per il suicidio assistito

Suicidio assistito, primo storico sì in Italia: la sentenza

C’è di che essere fieri. Finalmente l’Italia può scrivere una pagina edificante del suo cammino verso il rispetto dell’altro, quando l’altro è, come nel caso di Mario, un malato tetraplegico da undici anni, senza più speranze. Il Comitato etico dell’azienda sanitaria di riferimento, la Asur Marche, ha deciso che nel suo caso ci sono le condizioni per accedere al farmaco letale; a darne l’annuncio l’Associazione Coscioni che, dopo la sentenza della Corte Costituzionale 242 del 2019 sul caso di Dj Fabo, si è battuta affinché nel rispetto delle condizioni indicate dalla Consulta, si potesse estendere all’Italia il suicidio assistito.

Mario, 43 anni, ha detto in un video: “Mi sento più leggero, mi sono svuotato di tutta la tensione accumulata in questi anni. (…) Sono stanco e voglio essere libero di scegliere il mio fine di vita. Nessuno può dirmi che non sto troppo male per continuare a vivere in queste condizioni e condannarmi a una vita di torture. Si mettano da parte ideologie, ipocrisia, indifferenza, ognuno si prenda le proprie responsabilità perché si sta giocando sul dolore dei malati”.

E adesso niente speculazioni d’ordine etico morale religioso. Solo rispetto per un uomo che ha deciso di abbandonare la nequizia di un destino tanto crudele.

Esiste il rapporto sessuale?

Il lessico di Recalcati e quelle parole che sembrano cadute dall'alto - Corriere.it

Il titolo dell’ultimo saggio di Massimo Recalcati è: Esiste il rapporto sessuale?; alla domanda, solo apparentemente provocatoria, risponde lo stesso psicanalista in una bella intervista rilasciata a Daniela Monti, con parole che se non chiariscono del tutto il concetto, perlomeno aiutano a far luce su certe dinamiche di coppia. Cito:

È una domanda che si pone Lacan e che io riprendo. I rapporti sessuali esistono. Nessuno li vuole mettere in dubbio. Il problema è che nessuno di essi sarà mai in grado di stabilire un rapporto tra il mio godimento e quello dell’altro. Questi due godimenti non combaciano, non si conciliano, restano giocoforza separati“. Ma tra gli aspetti che Recalcati porta all’attenzione del lettore, trovo che due siano particolarmente ficcanti nella loro ovvietà, che tuttavia sembra sfuggire ai più se il nostro ha inteso stigmatizzarli. Il primo riguarda il nudismo; il secondo la necessità, all’interno di una relazione di coppia, di saper stare da soli.

Sul nudismo.

Penso che l’esibizione in generale sia nemica irriducibile dell’erotismo che invece si nutre di segreti. Penso, per essere molto chiaro, che nel nudismo non vi sia nessun erotismo e che ve ne sia molto di più in una mano che carezza un bicchiere. Il nostro tempo ha perso il senso del tabù e questo in sé non è affatto un male se si considera il tabù come una prigione della libertà, ma diventa un male perdere il senso dell’inviolabile, del mistero, del segreto. Questa perdita depotenzia l’erotismo“.

Sugli equilibri di coppia.

Si tratta di stare in un equilibrio instabile tra desiderio e tenerezza, direbbe Freud. È necessario che il nostro partner resti un segreto per noi, a distanza, non troppo prossimo, non troppo familiare. È necessario ammirare la sua lontananza, la sua differenza, la sua alterità. È necessario non cedere alla tentazione di familiarizzare il rapporto. Riconoscere che non tutto è condivisibile, ma che amare significa condividere proprio questo incondivisibile. Il desiderio, quando c’è ancora, quando resiste al tempo, mostra che l’altro ha saputo conservare il suo segreto. Le coppie che sanno stare insieme sono quelle nelle quali ciascuno sa stare da solo“.

Già. La tanto vituperata solitudine.

Selvaggia Lucarelli e quella dipendenza che non t’aspetti

Chi è Selvaggia Lucarelli trucchi capelli look

E chi poteva immaginare che una donna forte come Selvaggia Lucarelli, il cui eloquio è non di rado fonte di polemiche accese, sia stata protagonista di un vissuto che in genere viene associato alle persone deboli? Eppure è così che è andata per una sua storia d’amore che al pari di molte altre, quando caratterizzata da forti asimmetrie, si definisce tossica. La giudice “molesta” di Ballando con le stelle ne ha parlato in Crepacuore. Storia di una dipendenza affettiva, senza fare  mistero di come una relazione, durata quattro anni, l’abbia indotta a isolarsi da tutto – famiglia, amici, lavoro – con ripercussioni sul legame con il figlio Leon che a un certo punto si è sentito messo da parte. Leggiamo:

Oggi, guardandomi indietro, faccio ancora fatica ad ammetterlo, ma la felicità di mio figlio, la sua sicurezza perfino, erano la cosa più importante solo in quei rari momenti in cui sentivo di aver messo la mia relazione al sicuro. L’unico pericolo che avvertivo come costante e incombente era quello che lui mi lasciasse per la mia evidente inadeguatezza”. In sostanza, quello che premeva a Lucarelli era riempire un vuoto, e infatti  chiarisce:

Quando non eravamo insieme sentivo uno strano disordine emotivo, una specie di febbre, di sete che dovevo placare. Vivevo le mie giornate senza di lui come un intervallo, una pausa dell’esistenza. Mi spegnevo, in attesa di riaccendermi quando lo avrei rivisto. Ero appena diventata una giovane tossica, convinta, al contrario, di aver colmato quella zona irrimediabilmente cava della mia esistenza“.

Sono certa che molte donne si riconosceranno in questa narrazione perché cronaca di una comune quotidianità amorosa vissuta trattenendo il fiato, con la sempiterna convinzione che è normale che sia così.

Proteggersi dal virus con eleganza

Celebrities in Gloves — Rihanna wearing leather opera gloves.

Rihanna

Come sarà il mondo dopo la pandemia? Nessuno si azzarda a fare previsioni, anche perché viviamo ancora il tempo di mezzo. Però quello su cui tutti concordiamo è che a prevalere è di nuovo la paura, ora più di qualche mese fa quando già osavamo pensare a una rinascita; e invece il numero di contagi in risalita è un ritornello che ricorda l’impossibilità di sottrarsi alla navigazione a vista. Chi può resista con eleganza, campo privilegiato dalle donne alle quali verrà facile indossare i guanti a imitazioni di tante celebs che ne hanno fatto il nuovo accessorio d’ordinanza. Per proteggersi dal virus con stile, anche in ambito fetish.

Kristen Stewart

Beyonce Knowles Gloves Lookbook - StyleBistro

Beyoncé

Celebrities in Gloves : Photo | Adriana lima, Adriana lima victoria secret, Supermodels

Adriana Lima

Jennifer Lopez departs The Tonight Show Starring Jimmy Fallon on December 11 2018 in New York City.

Jennifer Lopez

Model Kaia Gerber is seen leaving the Coach 1941 fashion show at the NYSE during New York Fashion Week on February 12...

Kaia Gerber

Sarah Jessica Parker in January 2019.

Sarah Jessica Parker

Eleonora Daniele: nessuno mi ha mai chiesto chi era mio fratello, sapere che era autistico equivale a sapere chi era

Eleonora Daniele, il post fa riflettere: "Io sono con te"

Come ben sa chi se lo porta sotto pelle, dal dolore per la perdita di una persona amata non si guarisce; si impara solo a dissimulare. Gli artisti, quelli veri, lo trasfigurano in un’opera d’arte, e in letteratura si trovano pagine che sembrano dirti: non sei solo, so cosa provi. Ora, io non so cosa abbia spinto Eleonora Daniele a scrivere del fratello autistico (morto nel 2015 all’età di 44 anni), ma di sicuro avrà sentito la necessità di condividere il senso di colpa da cui si è sentita investita per il solo fatto di avere in comune con Luigi gli stessi genitori “ma un destino immotivatamente diverso“. A conti fatti, però, Daniele si dice arricchita da questa esperienza, perché “senza di lui non sarei mai diventata la persona che sono. Mi ha spinto a lottare contro le ingiustizie e a non mollare mai“.

Benché autobiografico, “Quando ti guardo negli occhi” racconta l’impotenza di tante famiglie costrette non solo a fronteggiare i problemi inerenti i disturbi dello spettro autistico, ma pure la burocrazia e una società che ancora fatica ad accogliere la diversità. Di lettura agevole, è consigliato a chi è in grado di accettare una tragedia come compagna inseparabile di vita.

Uno stralcio:

Qualche giorno dopo il suo funerale, ero già in diretta su Rai Uno. In diciott’anni di trasmissioni quotidiane, ne ho assorbiti di colpi. Storie umane forti, a volte tragiche, spesso piene di speranza, non importa che appartengano a sconosciuti. Per accoglierle ho dovuto aprirmi, questo significa anche che mi sono lasciata ferire. Quando chiudo il programma, non chiudo il cuore. Mi porto tutto dietro, dentro la vita privata. Ho imparato a conviverci.

Pensavo di riuscire a fare lo stesso il giorno in cui mi arrivò quella notizia, ma non andò così. Per la prima volta non riuscivo a trovare la voce per parlare in tv. Mi usciva solo aria, l’affanno di chi non ce la fa a proseguire. Mi sentivo senza vita, e così avrei voluto rimanere, a galleggiare nel nulla, imbozzolata nell’assenza di Luigi.

Più di chiunque altro, mio fratello mi vedeva per quella che sono. Mi guardava e diventavo completa. Mancava lui, mancavo io“.

Ornella Vanoni: per me il sesso è tenerezza

Ornella Vanoni è malata: ecco la situazione clinica - il Democratico - Giornale di libera informazione

Schietta e a tratti ruvida come tutti quelli che non conoscono filtri, Ornella Vanoni, 87 anni, mantiene, e anzi sembra preservare, la peculiarità del suo carattere, così sui generis che puoi solo amarla o detestarla. Mi è piaciuta particolarmente in un’intervista di Michele Masneri, soprattutto quando le è stato ricordato che Philip Roth sosteneva che “la vecchiaia è un cervello desiderante e un corpo che non ce la fa”, e lei ha replicato: “Se rimane il desiderio, se è così, dev’essere una cosa terribile. Ma per fortuna per me c’è il cervello che governa tutto. Ci son stati degli uomini, recentemente, che sono entrati nel mio letto. Ma al momento clou, poi, li ho mandati via. Io non ho più voglia di quella cosa lì. Vorrei piuttosto delle carezze, delle tenerezze. Poi quando una è stata bella, sicura del suo corpo, l’ha fatto all’aperto, o con la luce accesa, adesso sarebbe tutto uno: “Spegni la luce”, “Devo andare un attimo in bagno”… No, dai, per carità”. Non c’è ombra di malizia in queste parole, ma solo gioioso e consapevole disincanto, tipico di una donna così pacificata con se stessa da permettersi una parentesi di ironica sincerità che tante donne più giovani di lei neppure prenderebbero in considerazione.