Il monologo sul razzismo di Laura Cesarini

Razzismo, Lorena Cesarini in lacrime: «Ho scoperto di essere nera dopo essere stata annunciata al

Giusto ieri lodavo di un mio amico la leggerezza, la stessa leggerezza che, per altri versi, un comune mortale appena un po’ impegnato si aspetterebbe dal festival di Sanremo. E invece no, la regola non scritta di quel palco che un tempo era pieno di fiori è: vuoi ascoltare le canzoni in gara? bene, accomodati, però beccati pure un pippone che nella serata di mercoledì è stato affidato a Lorena Cesarini, affinché ricordasse a tutti che il razzismo non è cosa buona e giusta. Ora, quest’attrice misconosciuta ha tutte le ragioni del mondo, essere insultata da quattro idioti che tra l’altro hanno ripreso concetti che hanno fatto il loro tempo (“È arrivata l’extracomunitaria“, “l’avranno chiamata per lavare le scale“), non è esperienza gratificante, e tuttavia insistere col vittimismo non paga più. Raccontarci la favola che un palco che attrae una platea vastissima può cambiare, seppur in minima parte, la coscienza di qualcuno, serve a cullarsi nell’illusione che in fondo questo è un mondo in cui è bello vivere. Non è così, e se lo è te ne accorgi solo quando gli imbecilli dormono.

Foto: Lorena Cesarini con una copia del libro Il razzismo spiegato a mia figlia di Tahar Ben Jelloun da cui ha letto un brano.

Enissa Amani: 40 giorni di carcere per un “bastardo” di troppo

Comedian Enissa Amani – Sie holt die Talkshow ins 21. Jahrhundert | Berner Zeitung

Scontro storico tra Enissa Amani, stand up comedian tedesca di origini iraniane, e Andreas Winhart offesosi per essere stato definito “bastardo” e “idiota” da Amani la quale, lungi dall’essere impazzita, nel 2018 esternò, evidentemente con troppa veemenza, la propria costernazione a seguito di un comizio elettorale in cui Winhart definiva “ladri” gli albanesi e “malati” i neri (peraltro apostrofati come negri). Querelata, Amani è stata condannata a pagare una multa di 1.800 euro, ma ha preferito convertirla in 40 giorni di carcere; accettata come giusta la risoluzione del tribunale, ha detto soltanto: “Trovo molto triste che Winhart non sia stato perseguito per incitamento all’odio e dichiarazioni razziste“.

Un grazie a Roberto Saviano che con un articolo sul Corriere della Sera ha fatto conoscere agli italiani questa donna coraggiosa.