BCE, il successore di Draghi dovrà avere tre doti fondamentali

La corsa alla poltrona di Mario Draghi è già cominciata. Il numero uno della BCE a novembre dovrà passare la mano, e c’è molta incertezza riguardo al nome del suo successore, così come sul fatto se sarà un “falco” oppure una “colomba”.

Il cambio alla guida della BCE

bce tassi di interesseI dubbi sulla figura più adatta a prendere il testimone dal banchiere italiano nascono dalla situazione dell’economia europea. E’ evidente che c’è stato un rallentamento, che peraltro è giunto prima del previsto ed è stato anche peggiore delle attese, anche se non c’è ancora lo spettro della recessione UE. Al punto tale da spiazzare la stessa BCE. L’istituto centrale europeo programmava il primo ritocco dei tassi di interesse verso la fine dell’estate, ma a dicembre ha dovuto fare una inversione a U e tornare sui suoi passi. Troppi rischi sulla crescita maggiormente sbilanciati verso il basso.

Chiunque erediterà la patata bollente da Draghi, dovrà saper maneggiare molto bene gli strumenti della politica monetaria convenzionale e non convenzionale nell’Eurozona. Ma sarà un “falco” oppure una “colomba”? Non è questione da poco, perché essere l’uno o l’altro cambia la percezione dei mercati proprio in relazione alle mosse che potrebbe fare (nuovo Quantitative Easing, prestiti alle banche, tassi negativi). Vale soprattutto in caso di peggioramento ulteriore della situazione economica.

Falco o colomba

Fare solo alcuni dei nomi che circolano per il ruolo di capo della BCE potrà chiarire meglio il concetto. L’attuale presidente della Bundesnbank, Jens Weidmann, è un tedesco con atteggiamento marcatamente da “falco” ed ha sempre votato contro le misure di Draghi; il finlandese Olli Rehn invece è più un neutrale (ne’ falco ne’ colomba); un altro nome che circola, quello di Ardo Hansson, invece è sempre stato critico verso il QE. Si comprende come avere l’uno o l’altro a capo della BCE, cambia del tutto le prospettive future di politica monetaria.

Quale che sia questo nome, è fuori di dubbio che dovrà avere tre doti fondamentali. Primo: grande competenza tecnica in materia di politica monetaria; Secondo: la sua nazionalità è un fattore che andrà de-enfatizzato. Terzo: le doti di leadership dovranno essere forti, per poter esercitare il ruolo mantenendo concordia e collaborazione con gli altri cinque i membri del Comitato Esecutivo e con i governatori delle banche centrali nazionali.

BCE, il successore di Draghi dovrà avere tre doti fondamentaliultima modifica: 2019-03-18T09:35:34+01:00da nonsparei

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