Banche, l’impatto di Basilea III potrebbe essere molto pesante

Servirà una montagna di denaro alle banche, per riuscire a mantenere gli attuali livelli di patrimonializzazione che impone Basilea III. A sostenerlo è uno studio danese, commissionato dalla Federazione Bancaria Europea e da alcune associazioni bancarie nazionali, come la nostra ABI.

L’analisi d’impatto sulle banche

bancheSecondo una precedente stima dell’Eba, per conservare gli attuali livelli di Cet1 occorrerebbero circa 90 miliardi euro. Secondo lo studio danese invece, la somma che servirà sarà molto più sostanziosa, ossia compresa tra 300 e 400 miliardi. Per riuscire a centrare l’obiettivo, le banche dovrebbero ridurre le attività ponderate per rischio, e in definitiva quindi ridurre il credito. Si stima un aumento medio dei tassi applicati ai mutui ipotecari dell’Ue di circa 10 punti base, e un calo degli investimenti del settore privato di circa 70 miliardi di euro annui.

Ricadute sul PIL

Proprio per questo motivo l’ABI ha sollecitato alla Commissione Ue di effettuare un’analisi di impatto, prima dell’entrata in vigore di questi nuovi parametri. Dal canto suo, l’istituto danese Copenhagen Economics ha già effettuato tale genere di analisi, arrivando a concludere che la ricaduta negativa sul PIL europeo sarà dello 0,45%. Ma c’è anche un altro aspetto che non fa stare tranquille le banche: il settore teme infatti una forte riduzione dell’appeal rispetto agli istituti USA, che hanno un +20-24% rispetto ai requisiti di patrimonializzazione. Questo divario aumenterà anche quello in termini di price/earning e di book value.

Un’altra critica dell’associazione bancaria europea, riguarda l’ostilità delle singole Autorità bancarie nazionali verso le fusioni crossborder. Ma malgrado tutto, la Bce continua a difendere Basilea III come il miglior compromesso che potesse essere raggiunto.

Banche, l’impatto di Basilea III potrebbe essere molto pesanteultima modifica: 2019-11-22T10:10:53+01:00da nonsparei

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