Community
 
Cavallo_paz...
   
 

AQUILA INDIANA

Storia ed altro dei nativi americani

 

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: Cavallo_pazzo_1
Se copi, violi le regole della Community Sesso: F
Età: 54
Prov: RM
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Maggio 2012 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31      
 
 

LO SPIRITO DEL VENTO

 

AREA PERSONALE

 

FACEBOOK

 
 

CRAZY HORSE

 

TATANGA MANI



Sono venuto al mondo con la pelle color bronzo e con essa mi sento bene. Alcuni dei miei amici sono nati con la pelle gialla, nera o bianca.
Nessuno l’ha scelta e va bene così. Ci sono rose gialle, rose rosse e bianche, ognuna di esse è bella.
Io spero che i miei figli vivano in un mondo in cui tutti gli uomini, di ogni colore, vadano d’accordo e lavorino insieme senza che la maggioranza cerchi di uniformare gli altri al proprio vivere. 
                                                       (Tatanga Mani)

 

GERONIMO

 

TRE AQUILE

 

CHEROKEE

 

NUVOLA ROSSA

 

ARKEKETAH, DELLA TRIBù DEGLI OTO

 

JOSEPH, DELLA TRIBù DEI NASI FORATI

 

AH-LA-KAT, NIPOTE DEL CAPO JOSEPH

 

TECUMSEH (CAPO SHAWNEE)

 

TORO SEDUTO (SIOUX)

 

VICTORIO

 

COCHISE

 

METACOM (RE FILIPPO-FIGLIO DI MASSASOIT)

 

 

I MERCANTI FRANCESI

Post n°19 pubblicato il 20 Maggio 2012 da Cavallo_pazzo_1

Sbarcano nella regione dei Grandi Laghi, successivamente chiamata Canada, con intenzioni amichevoli facendo regali e comportandosi con rispetto. Si stabiliscono sulle rive del fiume San Lorenzo e si alleano con gli Uroni, agricoltori sedentari, uniti in una confederazione di 4 tribù.

Nel 1608 il francese Samuel de Champlain fonda, dove poi sorgerà Quebec, una colonia di pionieri e di francescani impegnati nell'evangelizzazione degli indigeni che frequentano il piccolo emporio commerciale.

 Gli Uroni riescono ad avere grossi guadagni dal commercio e arrivano ad essere anche intermediari tra i francesi e gli Algonchini, fornitori di pellicce. In questo commercio si inseriscono altre tribù; tra queste spiccano gli Irochesi delle Cinque Nazioni (Mohawk, Oneida, Onondaga, Cayuga e Seneca).

 Gli Irochesi, alleati con gli olandesi, riescono ad eliminare la concorrenza dei Moicani e a divenire gli unici fornitori di pellicce in cambio di armi da fuoco e munizioni.

In pochi anni, i Mohawk diventano la tribù più temuta dell'Est.

La Lega Irochese arriva ad avere fino a tremila guerrieri armati dagli olandesi e dagli inglesi; ha inizio un periodo di guerre spietate contro i francesi e gli indiani loro alleati (1645-1686). 

Gli Uroni hanno estremo bisogno delle armi da fuoco per difendersi dagli Irochesi con i quali sono in guerra nonostante appartengano allo stesso ceppo e parlino la stessa lingua.

I Francesi, consigliati dai padri gesuiti, danno fucili solo agli Uroni convertiti; dal 1640 circa gli Uroni sono divisi: da una parte gli uroni convertiti al cattolicesimo e dall'altra quelli fedeli alla tradizione. I primi più agguerriti contro gli Irochesi ed i secondi invece sono anche disposti a trovare un accordo con i loro fratelli-nemici.

Gli Irochesi sono determinati ad annientare il potere degli Uroni per avere l'esclusiva del commercio di pellicce con i francesi e la loro strategia è quella di seminare il terrore ovunque; organizzano imboscate lungo i fiumi, affondano le canoe di passaggio, massacrano gli altri indiani, prendono in ostaggio i francesi per chiedere esosi riscatti, i villaggi degli Uroni vengono annientati uno dopo l'altro, i raccolti distrutti, le donne e i bambini fatti prigionieri e i guerrieri torturati a morte. I sopravvissuti riparano nel Quebec o fuggono verso occidente.

Nell'inverno tra il 1649 e il 1650 gli irochesi si spingono fino alla regione dell'Ontario e minacciano gli indiani neutrali, poi arrivano fino alla valle del fiume Ohio, zona ricca di castori, e si scagliano contro i padroni della valle, la tribù degli Erie che aveva accolto gli Uroni in fuga. La furia degli Irochesi prevale e gli Erie vengono sterminati nonostante una eroica resistenza.

Nel 1657 un gruppo di guerrieri Oneida uccide tre francesi e per rappresaglia vengono catturati una dozzina di Onondaga e Mohawk presenti nella colonia francese estranei agli omicidi; i loro capitribù ne chiedono la liberazione ma questa viene negata dalle autoritùà francesi. Tanto basta per scatenare l'ennesima attacco delle Cinque Nazioni e questa guerra durerà fino al 1667.

La Nouvelle France non ha forze armate, la colonia francese è composta di fattorie isolate e indifese disseminate sul territorio. Quebec e Montreal non sono neppure fortificate e difese da pochi uomini. La Lega semina il terrore nella colonia, " avanza come una volpe, si batte come un lupo e sparisce come un uccello".

Nel 1665 il Re Sole invia un reggimento di mille uomini armati anche di cannoni; il reggimento marcia sul territorio irochese, distrugge col fuoco villaggi e raccolti, fa prigionieri donne, bambini ed anziani.

La situazione diviene insostenibile per gli Irochesi e nel 1667 la Lega invia parlamentari a Quebec e arriva ad un accordo di pace con i francesi.

Gli Irochesi, dopo aver sterminato le tribù rivali nel commercio delle pellicce, si ritrovano soli di fronte alle due potenze europee, la Francia e l' Inghilterra che mirano alla spartizione dell' America settentrionale.

Sono bastati cinquanta anni per disintegrare le tribù indiane del nord-est; intere tribù sono state sterminate dalle guerre e dalle epidemie, usi e costumi hanno subito profondi mutamenti sotto la spinta europea. Il processo di sisgregazione della società indiana sembra ormai irrevocabile.

 
 
 

"CONQUISTADORES" SPAGNOLI

Post n°18 pubblicato il 20 Maggio 2012 da Cavallo_pazzo_1

Nel 1539  Hernando De Soto sbarca in una terra a cui da il nome di Florida.
Gli spagnoli avevano già sterminato la popolazione india nelle Antille e nel Centroamerica provocando la decimazione degli Atzechi e dei Maya; qui non smentiscono la loro fama e per tre anni, De Soto a capo di un centinaio di uomini, vaga nel Sud-est seminando morte. Per gli indiani è un'esperienza terribile, agli spietati scontri si aggiunge il vaiolo, una malattia portata dagli spagnoli contro la quale gli indiani non hanno difesa.
L'avanzata di De Soto viene fermata ed il suo esercito annientato in una dura battaglia presso il fiume Mississippi dove lo scontro avviene con indiani disposti a morire per la loro terra.

Nel 1540  Francisco De Coronado invade la terra a nord del Messico alla ricerca delle favolose "città di Cibola" di cui parlavano le leggende e di cui si diceva che tutte le case avevano i tetti d'oro.

Si imbattono invece nei pueblos (nome dato dagli spagnoli stessi ai villaggi murati dando anche nomi alle varie tribù: pecos, tiquex, ecc. mentre gli anglosassoni peer le stesse popolazioni usarono il nome tribale di Tiwa) abitati da popolazioni miti e religiose (hopi, zuni e altre) e qui ancora stragi, roghi, torture e impiccaggioni (strage di Tiquex). I Pueblos sopportano il dominio spagnolo per più di un secolo.

Nel 1680 i Pueblos guidati da un sacerdote del    grano di  nome  Popè, insorgono  e cancellano  la  presenza  spagnola  per circa 10  anni. 

Nel 1687  Pedro De Posada inizia la riconquista. Il villaggio di Tamaya (Santa Ana) viene incendiato.

Nel 1690 Domingo Garbaceo De Cruzate y Gongora comanda  l'assalto al pueblo di Sie e i pochi prigionieri  sopravvissuti (circa  170) vengono costretti a servire  l'esercito spagnolo e accusati di  tradimento dalle altre  tribù pueblo.
De Cruzate attacca e stermina quasi completamente  anche i Pecos  che nel giro d
i cento anni rimasero in  appena 160.

Nel 1692  Diego De Vargas Zapata distrugge le tribù dei Cochiti, dei  Tuei, deiTaos, dei Sandia; la tribù dei Cieneguilla riesce a resistere per un paio di anni ma poi si arrende per fame. Pokwoge (San Idelfonso), Kahpo (Santa Clara) e Nambe vengono abbandonate dagli abitanti che si rifugiano tra gli Hopi, tra i Navaho e tra gli Ute del Nord. Picuris si arrende nel 1694 mentre Acona resiste fino al 1699.

La popolazione indiana del sud-ovest si riduce da 90.000 a 20.000 persone e dei 40 villaggi ne restano solo 19.
Gli spagnoli penetrano anche nel Texas e nella California ma la regione è ormai dominata dagli Apache, dai Kiowa e dai Comanche che si dimostrano invincibili.
"I tartari delle pianure" grazie all'uso dei cavalli sfuggiti agli spagnoli durante l'attacco ai Pueblos sono imbattibili.

 
 
 

LE CULTURE INDIANE - 8^ parte

Post n°17 pubblicato il 03 Aprile 2011 da Cavallo_pazzo_1

L'ARTICO

I gruppi della famiglia eschimese costituiscono il nucleo etnico della regione artica. All'arrivo degli europei occupavano un'area che si estendeva per oltre 10.000 km sulla superficie di tre continenti.
Il principale elemento culturale distintivo è la comunanza linguistica di tutti i popoli dell'area artica.
Il sistema di sopravvivenza è completamente basato sulla caccia e sulla pesca e la vita quotidiana è necessariamente impegnata dalla produzione di equipaggiamenti di elevata tecnologia.

 
Tra questi i più tipici sono i kajak monoposto con pala doppia e i più grandi umyak, le lampade alimentate con olio di balena, gli arpioni a testa mobile, i trapani, i cucchiai e i martelli di cuoio, le slitte, gli occhialetti dalle strette fessure fatti di legno o di membrane animali.

 


Nei lunghi mesi invernali si dedicavano ai canti e alla narrazione di gesta mitologiche ed epiche.
La religione eschimese è animista e teista. Ogni essere animato e ogni fenomeno della natura possiede un suo spirito protettore.
A sovraintendere le occasioni di culto è lo sciamano, colui che possiede la conoscenza profonda delle cose e degli esseri viventi e che è in grado di comunicare col mondo sovrannaturale.

 

 
L'abitazione invernale tipica era l'igloo, costruzione semi-sotterranea coperta da una volta circolare composta di blocchi di ghiaccio squadrati e disposti a spirale. D'estate l'abitazione più diffusa era la tenda in pelle di animali.

 
 
 

LE CULTURE INDIANE - 7^ parte

Post n°16 pubblicato il 03 Aprile 2011 da Cavallo_pazzo_1

 IL SUBARTICO

La zona del Subartico comprende una vasta parte del territorio americano, fra le Montagne Rocciose a ovest e l'isola di Terranova a est; include gra parte dell'odierno Canada e dell'interno dell'Alaska.

E' una regione densamente ricoperta da conifere, costellata da boschi di pioppi e salici; verso nord la fitta coltre arborea dirata aprendosi progressivamente agli ampi orizzonti della tundra artica. L'ambiente è inoltre fortemente caratterizzato da molti laghi, stagni e fiumi di ogni forma e dimensione.

In questa vasta area si hanno i valori più bassi di densità abitativa di tutto il continente americano; i gruppi umani insediativi si suddividevano in centinaia di unità appartenenti per lo più alla stessa famiglia, e con un minimo di organizzazione sociale. Si trattava di gruppi di cacciatori nomadi adattatisi a condizioni climatiche estremamente difficili e naturalmente legati ai cicli stagionali della fauna.

D'estate si ritrovavano intorno ad alcuni centri di commercio dove potevano scambiare i prodotti accumulati nel duro inverno trascorso nelle foreste ed era in queste occasioni di incontro che si svolgevano i loro riti collettivi più importanti.
La tecnologia di questi gruppi era piuttosto rudimentale, fabbricavano archi e frecce, trappole, racchette da neve, canoe di corteccia di betulla e particolari slitte invernali da trasporto.
Tagliavano e cucivano le pelli per abiti e calzature che decoravano con aculei di porcospino bagnati, schiacciati e tinti con coloranti vegetali.
Il modello di abitazione era il classico teepee di pelle su intelaiatura di pali di legno.

 
 
 

LE CULTURE INDIANE - 6^ parte

Post n°15 pubblicato il 17 Marzo 2011 da Cavallo_pazzo_1

 LA COSTA NORD-OCCIDENTALE

La costa nord-occidentale si estende per oltre tremila kilometri lungo la zona costiera dell'area compresa fra la baia di Yakutat in Alaska ed il confine settentrionale dell'odierna California.

Al tempo dell'arrivo dei primi europei, nella seconda metà del XVIII secolo, vi abitava una complessa mescolanza di etnie appartenenti ad almeno nove differenti famiglie linguistiche.
Il territorio della Costa nord-occidentale è costituito da un susseguirsi ininterrotto di fiordi e di isolette ricoperte da una fitta coltre di foresta pluviale temperata con un regime di precipitazioni costante dall'autunno alla primavera.
La principale forma di sussistenza veniva dalle attività collegate al mare, la dieta alimentare veniva inoltre integrata con la raccolta intensiva dei frutti selvatici, elemento questo che favorì grandi insediamenti umani pressoché stanziali.


La struttura sociale era basata su classi aristocratiche con lignaggi ereditari ed era caratterizzata dalla presenza dell'istituzione della schiavitù.
Anche dal punto di vista tecnologico i popoli della costa nord-occidentale raggiunsero un elevato grado di perfezione.
L'anno è diviso in due semestri; l'estate dedicata all'accumulo di risorse, si ha una vita sociale appartata delle singole famiglie, periodicamente isolate in territori di caccia e di pesca; l'inverno invece trascorre in un susseguirsi ininterrotto di cerimonie religiose.

Le favorevoli condizioni di vita di questa area, l'abbondanza delle risorse naturali e alimentari dei "popoli del salmone" che favorì un'elevata densità di popolazione ed un notevole surplus economico, permisero di destinare tempo ed energie alla creazione artistica. Le produzioni artistiche di questi popoli sono tra le più varie e raffinate di tutta l'America precolombiana.

I villaggi, costituiti da grandi case rettangolare di travi di legno, divengono un attivo centro di vita sociale.
La divisione dei due periodi dell'anno comporta una scissione periodica dei gruppi di aggregazione sociale. D'estate gli individui, non legati da vincoli di consanguineità, si raggruppavano in "clan" i cui nuclei di origine mitica vengono evidenziati con i "totem", monumentali pali in legno scolpito e dipinto, posti dinnanzi alla porta delle case di ciascun clan.


D'inverno i clan si scioglievano e i loro componenti si riunivano in confraternite religiose. Ogni confraternita era rappresentata da un animale divinizzato. Fra questi animali particolare importanza avevano il Corvo, il Lupo e l' Aquila. Il capovolgimento delle strutture di aggregazione sociale è segnato ritualmente dalla venuta della principale divinità venerata da queste etnie: "il dio cannibale".
Oltre alla divinità principale vi erano una moltitudine di spiriti buoni e cattivi, con i quali gli sciamani comunicavano attraverso l'usuale tamburo di pelle. Questi spiriti erano in gran parte collegati alle leggende mitiche dei clan e per ognuno di essi vi era una maschera particolare che veniva indossata quando gli si dedicavano danze e invocazioni.

La cerimonia più rappresentativa del carattere religioso e sociale dei popoli della costa nord-occidentale è "il potlack".

Con questa articolata festa cerimoniale, l'ospite fa una serie di doni di lusso (in relazione al suo rango sociale) agli invitati che appartengono al suo gruppo familiare. Il "donatore" acquisisce così una precisa posizione sociale ed una conseguente influenza politica all'interno del sistema gerarchizzato, esercitando una forma di pressione psico-sociale sul "donatario" che prima o poi ha l'obbligo di rendere almeno l'equivalente di ciò che ha ricevuto, nella stessa forma del Potlach.

 
 
 
Successivi »
 
 
 

INFO


Un blog di: Cavallo_pazzo_1
Data di creazione: 25/04/2009
 

LA RUOTA DELLA MEDICINA

  

Per i Nativi americani ogni individuo che nasce, viene  spinto da un soffio di vento delle  quattro  direzioni principali Nord, Sud, Est, Ovest,  a seconda  di quale vento sia predominante nel momento della nascita di tale bambino. Ogni vento ha delle particolari peculiarità a seconda della provenienza, e della sua rappresentazione.

 

 

NORD

Nord: conoscenza e saggezza

Il colore del Nord è il bianco, il colore della purezza e dell’equilibrio, è la trasparenza. Esso è la somma di tutti i colori dello spettro solare e rappresenta perciò la perfezione e la completezza.

L’elemento associato è l’aria. Essa trasporta i nostri pensieri, sogni e aspirazioni ed è perciò associata alla mente e alla comunicazione. Essa è legata anche al vento che sfiora l’anima di tutte le cose viventi e porta nei suoi viaggi una particella di tutto ciò che tocca. La parola chiave è: ”ricevere con la mente”.

Il Nord simboleggia l’Inverno e alle stelle che per i Nativi erano simbolo di universalità e protezione divina. Essi credono infatti di discendere dal Popolo delle Stelle. Il Nord è anche il Luogo degli Anziani, della conoscenza e della saggezza. Conoscenza significa “ciò che è conosciuto” e per i Nativi comprende filosofia, religione, scienza, che si devono integrare reciprocamente nella vita.

L’animale Totem connesso a questa direzione è il bisonte.
Il Bisonte era l’animale più importante per i Nativi Americani perché si donava completamente per permettere all’uomo di vivere, fornendogli tutto ciò di cui aveva bisogno.

 

 

EST

Est: illuminazione

Il colore dell’Est il Giallo; questa direzione è associata  al Sole come astro e alla Primavera come stagione, rappresenta la rigenerazione e la trasformazione, la via dell’illuminazione interiore.

L’elemento associato è il fuoco, ciò che arde senza bruciare per riscaldare e portare alla crescita; è la manifestazione materiale del Grande Spirito.

La parola chiave è: “determinare con lo spirito”.
Il Potere dell’Est è il Potere della Luce, dell’illuminazione mentale e spirituale e della visione interiore che deriva dalla coscienza dell’unità di tutte le cose viventi e la consapevolezza della Visione Interiore.

L’animale totem associato all’est è l’aquila.
L’Aquila è il simbolo della libertà da tutte le forme di ignoranza e bigottismo, della chiaroveggenza e della preveggenza poiché è l’animale che vola più in alto e che può vedere tutto e che riesce a guardare direttamente il Sole senza essere accecata dalla sua luce. Essa custodisce la dimora degli ideali più nobili.

 

 

SUD

Sud: fiducia e innocenza

Il Sud è legato al colore Rosso e all’Estate e rappresenta  la vitalità, il vigore fisico, il coraggio e l’energia sessuale; rappresenta la giovinezza, la generosità, la passione, l’amore. 

L’elemento associato è l’acqua. L’acqua prende la forma del suo contenitore e  scorre prendendo la forma di ciò su cui scorre per cui essa rappresenta la fluidità e l’adattabilità. L’Acqua dona la vita perché rende fertile la Terra, fa nascere le piante e le alimenta.

La parola chiave è: “dare con le emozioni”.

L’animale totem è il topo.
Il topo rappresenta la capacità di prendere coscienza delle cose avvicinandosi ad esse con le sensazioni e il tatto. Il Sud insegna ad agire nello stesso modo, con fiducia nel nostro istinto, nelle nostre sensazioni e nelle nostre emozioni.

 

OVEST


Ovest: introspezione e trasformazione

Il colore dell’Ovest è il Nero, il colore della non-forma da cui tutto ha origine. Esso assorbe tutti i colori dello spettro in sé, immagazzina ed è protettivo. Nere erano infatti le Tende della Luna, i tepee dove le donne Native si ritiravano durante le mestruazioni, per ascoltare nelle profondità del loro corpo il potente contatto con la Madre Terra. L’ovest è la direzione dove tutto è in funzione di qualcosa che deve avere il suo ciclo, ciò che nasce deve inevitabilmente morire; è legata alla Luna come astro e a tutto ciò che è ciclico. 

L’elemento collegato all’ovest è la Terra che ha come caratteristiche la solidità, la stabilità e la fermezza fino all’inerzia.

L’Ovest è l’unica direzione associata a qualcosa di concreto e di materiale;  è il luogo delle apparenze, del mondo della forma, di ciò che si manifesta fisicamente ed il luogo dell’esperienza dove si impara e si cresce. La terra è rappresentata dalla sua forma più duratura, la pietra; da sostentamento, conforto e sicurezza.

L’Ovest è associato all’Autunno e la parola chiave è: “trattenere con il corpo”. Attraverso il corpo ci è consentito di immagazzinare energie e nutrimento, ma nel corpo si possono anche conservare le vecchie ferite che ci hanno fatto soffrire nelle emozioni, nella mente o nello spirito. 

L’animale totem associato all’ovest è l’orso bruno o il Grizzly che rappresenta la forza. Saper riconoscere il giusto momento per ritirarsi a recuperare le forze e riorganizzare i propri pensieri, solo così è possibile preparare nuove e fertili strategie di azione.

 

ULTIME VISITE AL BLOG

zebmakeyspinu.vitalieCavallo_pazzo_1VicecMarquisDeLaPhoenixLaotsdolcesettembre.1nitida_menteeikopotterLORISMANIApsicologiaforensebeasbarprofile.magazinetvpepito1969jemoda
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ULTIMI COMMENTI

 

GRABBING BEAR

 

MASSASOIT (CAPO WAMPANOAG)

STATUA DI MASSASSOIT (capo Wampanoag)

 

WAHUNSONACOCK (CAPO POWHATAN - PADRE POCAHONTAS)

 

DIECI ORSI (COMANCHE)

 

CHATO

 

NAICHE' (FIGLIO DI COCHISE)

 

NANA

 

MANGAS COLORADAS