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Creato da destraitaliana il 29/01/2007

ALTAFORTE

Informazione Non Conforme

 

 

SULLE GRADINATE

Post n°2450 pubblicato il 11 Aprile 2008 da destraitaliana
 

 
 
 

SULLA STRADA

Post n°2449 pubblicato il 11 Aprile 2008 da destraitaliana
 

 
 
 

FUTURISMO

Post n°2448 pubblicato il 10 Aprile 2008 da destraitaliana
 

 
 
 

SALA MACCHINE

Post n°2447 pubblicato il 10 Aprile 2008 da destraitaliana
 

 
 
 

FASHION

Post n°2446 pubblicato il 10 Aprile 2008 da destraitaliana
 

 
 
 

SINDACALISMO DELLA CONSUMAZIONE

Post n°2445 pubblicato il 10 Aprile 2008 da destraitaliana
 

 
 
 

E POI PASSIAMO ANCHE DA TE...

Post n°2444 pubblicato il 09 Aprile 2008 da destraitaliana
 

 
 
 

VAMPIRISMO GEOECONOMICO

Post n°2443 pubblicato il 09 Aprile 2008 da destraitaliana
 

Sulla scrivania ho tre schermi. Due sono di Bloomberg, il sindaco di New York. Uno manda in continuazione notizie dal mondo, l’altro disegna grafici su qualsiasi mercato, titolo, obbligazione o maledetta carta straccia “subprime” tu abbia in animo di analizzare e nel caso acquistare. Ma adesso non è proprio il caso.
Tenersi liquidi: questa è la parola d’ordine. Comprare, oggi non compra quasi nessuno.
Tranne i Sovereign Wealth Funds, dove vengono riciclati i petrodollari russi e arabi oppure i surplus commerciali del Far East.
Sull’altro schermo ho Google Earth. Sulla scrivania due libri:
Il canto della missione di John Le Carré, e Hitler di Giuseppe Genna. E’ tutto ciò che mi ha accompagnato in questi mesi di depressione.
Qualcuno di voi potrebbe chiedersi cosa c’entrano i computer con i libri e perché stanno tutti sulla mia scrivania. Domanda stupida. Stanno sulla mia scrivania perché fino a un po’ di tempo fa sono stato troppo depresso per spostarli. Ma questa è una risposta stupida quanto la domanda. In realtà libri e computer descrivono la realtà. Ciò che sta succedendo ora, adesso. E le conclusioni che ne traggo non mi tranquillizzano. Anzi.

Sugli schermi vedo innanzitutto la crisi economica. Non sarà la prima e molto probabilmente neanche l’ultima. Eppure guardiamo le Borse mondiali. Dall’inizio dell’anno Shanghai ha perso il 31,96, Francoforte il 18,99 Tokyo il 18,18, Milano il 18%, Honk Kong il 17,85, Parigi il 16,16, Zurigo il 14,85. New York il 14,07, Madrid il 12,60, Londra l’11,69. Si dice che la crisi è finanziaria e americana, che sono i “subprime” ad avvelenare il sistema. Ma allora perché Shanghai è al – 31,96%? E’ vero, Shanghai era sopravvalutata, lo sapevano tutti. Tranne i risparmiatori cinesi! Se cade la domanda americana, cadranno anche le esportazioni cinesi, e se i cinesi tenteranno di sostituirle con la domanda interna, crescerà l’inflazione, come sta già accadendo. Nessuno è immune dal contagio. Alcuni “catastrofisti storici” pensano che i cinesi incominceranno a sbarazzarsi dei dollari e dei titoli americani denominati in dollari. Per far cosa? Per comprare Euro registrando una perdita di valore di circa 1/3 per ogni dollaro venduto ora? Certo un riequilibrio delle riserve valutarie è possibile. Gradualmente. Intanto lo yuan è legato al dollaro e gode di una svalutazione competitiva che agevola l’export. Invertire questa tendenza sarebbe folle. Bretton Woods II funziona ancora. Male, ma funziona.

Eppure…

Osserviamo ciò che è accaduto con la fredda lucidità dell’economia – the dismail science diceva Carlyle.
Un settore periferico del mercato dei titoli americano, il più grande del mondo, va in crisi (vedi
qui).
La crisi tramite le “cartolarizzazioni”, cioè la trasformazione dei debiti in titoli, si allarga, prima agli Asset Backed Securities (ABS), poi ai Collateral Debt Obligations (CDO’s). A questo punto la crisi diventa una valanga. Tutti i titoli in cui si suppone la presenza di mutui subprime perdono di valore. Le Agenzie di Rating, i Soloni del pensiero unico economico, vengono prese alla sprovvista. Loro sono abituate a valutare la solvibilità di un debito, cioè la capacità di un creditore a restituirlo, non la volatilità di un titolo, cioè il suo cambiamento di valore sul mercato. Reagiscono ad agosto con l’improntitudine di chi si è fatto cogliere in fallo. Effettuano un downrating di migliaia di titoli. Le banche che li possiedono non reggono il colpo. Qualcuna fallisce, come la Northern Rock in Inghilterra, prontamente nazionalizzata. Altre vengono salvate odal banche pubbliche in Germania, altre ancora messe sotto tutela, come Societé Générale in Francia.
In America saltano almeno cinque banche specializzate in mutui casa.

Continua qui COMEDONCHISCIOTTE

 
 
 

SALA MACCHINE TESEO TESEI

Post n°2441 pubblicato il 09 Aprile 2008 da destraitaliana
 

 
 
 

FANNO MEGLIO DI NOI : COPIAMOLI

Post n°2440 pubblicato il 09 Aprile 2008 da destraitaliana
 

La bolla immobiliare spagnola è scoppiata. I prezzi delle case sono scesi del 5-7%, e c’è chi prevede che caleranno del 25% (1). Gli investitori stranieri stanno svendendo in fretta le obbligazioni iberiche sostenute nei mutui. Ismael Clemente, il capo della branca della Deutsche Bank che si occupa di immobiliare, ha ammesso che lui e gli altri speculatori esteri stanno vendendo i titoli dei mutui ispanici col 40% di sconto. Naturalmente questo accelera il precipizio. Le vendite di auto sono crollate del 28% a marzo. Ma cosa fa il governo spagnolo?

Ha stanziato 20 miliardi di
euro per finanziare grandi opere pubbliche, anzitutto nuove ferrovie ad alta velocità, in funzione anticiclica. Una misura keynesiana. Ad effetto immediato, senza lungaggini. E con uno stanziamento enorme, nonostante la crisi certo non prometta risorse tributarie aggiuntive. Il confronto con la «politica» e l’amministrazione pubblica italiana è schiacciante. Da noi, lo Stato non è mai stato rapido a stanziare 20 miliardi di euro per contrastare una recessione; da sempre, è rapidissimo solo a «prendere» 20 o 30 miliardi di euro dalle tasche dei cittadini, con ogni nuova finanziaria. Forse gli spagnoli non hanno i verdi e gli ecologisti e i localisti fanatici che impediscono ogni opera pubblica, sia l’alta velocità siano gli inceneritori.

E già che parliamo di ambientalismo, ecco un’informazione per i nostri Pecorari Scanii che parlano a vanvera di energie rinnovabili: sabato scorso, giornata di vento forte, i generatori a vento spagnoli hanno generato 9.862 megawatt, pari al 40,8% del consumo di elettricità totale di un giorno (2). Nei giorni più calmi, i super-mulini a vento iberici coprono il 28-30% del fabbisogno di energia elettrica. Sabato la forza del vento ha superato quella idroelettrica, per la prima volta. In giugno il governo di Madrid ha varato un decreto che porterà alla costruzione di «parchi del vento» galleggianti off-shore lungo la costa, più costosi dei mulini a terra ma capaci di profittare di brezze più potenti e costanti. La Spagna, apprendiamo, è con la Danimarca e la Germania il Paese che più produce energia dal vento, e conta di triplicare la produzione entro il 2020.

I nostri ecologisti ambientalisti e pecorari, se non erro, hanno bloccato l’installazione di pochi generatori a vento in Liguria, avendo scoperto (maguarda!) che sono anti-estetici (pardon, pongono problemi di «impatto ambientale»); del resto basta aver viaggiato in Sicilia e Sardegna per aver visto quelle torri con le pale per lo più ferme, per mancanza di manutenzione. Evidentemente, una tecnologia troppo complicata per  neander(i)taliani. I nostri verdi sono così: no al nucleare, no al vento, no a tutto. Per loro, è energia «pulita» solo quella che brucia gas, la più costosa e preziosa delle materie prime energetiche. Signorini del mondo.

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DISTRUGGI IL LAVORO!

Post n°2439 pubblicato il 08 Aprile 2008 da destraitaliana
 

 
 
 

"SI COMMOSSE PROFONDAMENTE"

Post n°2438 pubblicato il 08 Aprile 2008 da destraitaliana
 

Leggiamo dal capitolo 13 del Vangelo di San Giovanni.
In quel tempo, mentre Gesù era a mensa con i suoi discepoli, si commosse profondamente e dichiarò: «In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà».
I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse.
Il dettaglio è meraviglioso (lo riporta
san Giovanni, il discepolo che Gesù amava a significare non preferenza di persone, ma particolare semplicità di cuore del destinatario di tale amore), ci svela l’intima personalità di Cristo, spesso relegato indebitamente da parte nostra in un luogo lontano. Qui, invece, si manifesta la dolcezza autentica della piena umanità di Gesù, che soffre il tradimento di chi ama.

«Amico, per questo sei qui»?
Gli dirà quando Giuda lo consegnerà alle guardie per arrestarlo.
La commozione è profonda; siamo nel contesto della manifestazione massima dell’amore di Cristo; il suo Cuore si effonde al punto di «amare fino alla fine», inventando un modo unico e perenne che consenta ai suoi di potergli stare vicino sempre, di adorarlo, accompagnarlo, fino a cibarsi di Lui.
Un amore vero da scoppiare in sangue, ma un amore incompreso, abbandonato, lontano dal cuore
di colui al quale è rivolto.
L’ingratitudine sarebbe sopportabile per Gesù, ma la piena consapevolezza di tutte le conseguenze estreme di quel gesto, rende il dolore della sua anima traboccante di lacrime; vede la malizia
di un peccato che porta alla morte chi lo compie, tanto che ebbe a dire: «sarebbe meglio non fosse mai nato»!
Ma i dettagli sono molti e meravigliosi.
Proseguiamo.

Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù.
Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: «Di’, chi è colui a cui si riferisce?».
Ed egli reclinandosi così sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?».
Rispose allora Gesù: «E’ colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò».
E intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda Iscariota, figlio di Simone.
E allora, dopo quel boccone, Satana entrò in lui.
Gesù quindi gli disse: «Quello che devi fare fallo al più presto».
L’immagine, immortalata dall’arte, è simbolo apice della tenerezza di Cristo verso il discepolo, il quale, parafrasando Evagrio, così impara a conoscere il Mistero dell’amore e la profondità delle altezze teologiche; insegna che l’intimità con Cristo è la vera chiave della sapienza; ed insegna ancora che tale intimità suppone una piena fiducia, un colloquio amoroso con l’amato, una confidenza verace.

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MUTUO SOCIALE

Post n°2437 pubblicato il 08 Aprile 2008 da destraitaliana
 

 
 
 

INTERVISTA A GIANLUCA IANNONE

Post n°2436 pubblicato il 08 Aprile 2008 da destraitaliana
 
Tag: VIDEO

 
 
 

SUI MURI

Post n°2435 pubblicato il 07 Aprile 2008 da destraitaliana
 

 
 
 

ZZA MOBILE

Post n°2434 pubblicato il 07 Aprile 2008 da destraitaliana
 

 
 
 

TUTTI CON ISRAELE. PER "SICUREZZA"

Post n°2433 pubblicato il 07 Aprile 2008 da destraitaliana
 

Un misterioso accordo per la sicurezza è stato firmato a Tel Aviv tra Stockwell Day, ministro della Pubblica Sicurezza canadese, e Avi Ditcher, ministro della Sicurezza israeliano (1). E’ stata promulgata una «dichiarazione di intenti» allo scopo di «migliorare la cooperazione nel settore della sicurezza pubblica». Perché? Canada e Sion non hanno frontiere in comune. Fra i due Paesi ci sono oceani e mari. Forse la vera motivazione traspare dalle dichiarazioni del ministro canadese: «Il governo del Canada è impegnato a intensificare la sicurezza dei canadesi, sia attraverso le nostre azioni all’interno sia con i nostri partner internazionali. … Diamo il benvenuto a questa aumentata cooperazione per aumentare la capacità dei nostri Paesi di proteggere i loro cittadini». Per proteggere i propri cittadini, uno Stato deve stipulare accordi con lo Stato capace di mettere a rischio quella sicurezza con attentati false flag. Un po’ come un negoziante siciliano compra la sua «assicurazione» contro gli incendi dolosi, dalla mafia. L’ipotesi non è campata in aria.

Il ministro canadese si trovava a Tel Aviv, guarda caso, gli stessi giorni in cui era in visita a Sion il vicepresidente Dick Cheney. Con lui era anche il ministro della Homeland Security, la sicurezza interna USA, l’ebreo-americano con doppia cittadinanza Michael Chertoff.  L’uomo che, come
attorney di New York, dopo l’11 settembre, espulse per visto scaduto gli «israeliani danzanti», ossia i traslocatori visti festeggiare il crollo delle Torri, prontamente fermati dalla polizia di New York. Nulla è stato comunicato di incontri USA-Israele-Canada in precedenza: evidentemente, dice Chossudovsky, tutto è avvenuto dietro porte chiuse. Il ministero di Avi Ditcher ha competenza di polizia criminale e gestisce le prigioni israeliane, dove sono detenuti per lo più palestinesi. Il ministero canadese è stato creato nel 2003 come copia della Homeland Security di Chertoff, con cui intrattiene intime relazioni. Inoltre collabora strettamente con enti come l’agezia per il controllo delle frontiere canadese (CBSA), i servizi segreti (CSIS), i servizi correzionali (CSC), la celebre polizia a cavallo: tutti enti in cui Israele potrà ora avere voce in capitolo, da cui trarrà informazioni, che infiltrerà coi suoi agenti.

I termini della dichiarazione d’intenti danno ampio spazio all’intrusione: proclamano la «collaborazione» nelle questioni di «immigrazione», «scambio d’intelligence, preparazione alle emergenze, servizi correzionali, contro-terrorismo». Evidentemente, il dato più allarmante è la possibilità data ad Israele di cooperare al controllo dell’immigrazione. Il Canada è stato sempre una terra d’asilo, dove ad esempio riparavano gli americani renitenti alla leva per evitare di finire in Vietnam. Gli israeliani «assisteranno» i canadesi alle frontiere, applicando le loro superiori «tecniche di profilo biometrico» (leggi: di identificazione razziale) per identificare possibili «terroristi islamici». potranno applicare i loro rinomati metodi d’interrogatorio nelle prigioni canadesi, magari - come teme Chossudovsky - provandole su cittadini canadesi di fede islamica? Potranno applicare le loro pratiche carcerarie e gli arresti arbitrari di cui Sion ha il primato? Per contro, è possibile che agenti canadesi assistano il regime sionista sulle sue frontiere con Libano, Gaza e Siria, in base ad un accordo bilaterale ossia fuori del controllo dell’ONU?

Israele è nota per estreme violazioni dei diritti umani e atrocità, nota il professor Chossudovsky: può configurarsi una complicità in crimini di portata internazionale e contro le convenzioni di guerra. I giornali canadesi non hanno parlato di questo accordo. Inutile dire che il parlamento canadese non lo ha nemmeno discusso pubblicamente; l’opposizione lo ha accettato in silenzio. I lettori che mi accusano una specie di «ossessione anti-ebraica» dovrebbero riflettere: Chossudovsky è un coraggioso ebreo canadese, docente universitario, apparentemente più ossessionato di me. I lettori non sanno che le notizie sul Reich che appaiono qui, sono solo un decimo di quelle disponibili. Dovrebbero riflettere anche quello che è accaduto al vertice NATO in Romania.

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CONCERTO GIAQUINTO 2008 - IO NON SCORDO

Post n°2432 pubblicato il 07 Aprile 2008 da destraitaliana
 
Tag: VIDEO

 
 
 

PALERMO ANTAGONISTA

Post n°2431 pubblicato il 06 Aprile 2008 da destraitaliana
 

 
 
 

SALVIAMO ALITALIA

Post n°2430 pubblicato il 06 Aprile 2008 da destraitaliana
 

 
 
 
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Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità. Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia. La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità penosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita. Bisogna che il poeta si prodichi con ardore, sfarzo e magnificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali. Non vi è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. Noi siamo sul patrimonio estremo dei secoli! poichè abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente. Noi vogliamo glorificare la guerra-sola igene del mondo-il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria. Noi canteremo le locomotive dall'ampio petto, il volo scivolante degli areoplani. E' dall'Italia che lanciamo questo manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il Futurismo.

 

 

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Luigi Ciavardini, ex militante dei Nuclei Armati Rivoluzionari, è stato dunque condannato a 30 anni di carcere dalla Corte d'Appello sezione minori del Tribunale di Bologna. Questa condanna risulta essere, senza mezzi termini, una dichiarazione di guerra preventiva a quella parte degli Italiani non allineata all'interno dei vecchi schemi di cui il Sistema rappresenta la sintesi. All'epoca dei fatti Luigi Ciavardini aveva soltanto 17 anni ed è accusato di avere trasportato fino alla stazione di Bologna l'esplosivo responsabile della morte di 85 persone e del ferimento di altre 200. Quella strage è tuttora il più grave atto sanguinario dell'Italia nata dalla resistenza. Un massacro spaventoso che ha chiuso un decennio di piccole e grandi sconvolgimenti politici e sociali. La strage di Bologna ha sepolto sotto una coltre di morte gli anni più caldi della storia d'Italia. Ma quella strage è servita, soprattutto, a mettere fuorigioco un'intera generazione di Camerati Rivoluzionari che negli Anni 70 ha imposto fieramente la propria presenza nelle piazze di tutto il Paese. Le indagini sono andate da subito in un'unica direzione, quella dell'eversione neofascista. Un intero ambiente è stato criminalizzato e fatto a pezzi dalla meschina paura dei mercanti del Sistema. Terza Posizione è stata smantellata in seguito a questa inchiesta, mentre la storia dei Nar ha avuto un tragico epilogo di sangue ed ergastoli. Si finge di credere a questa pista unicamente per togliere di mezzo lo spettro di una nuova Rivoluzione Nazionale che con il tempo stava prendendo terreno. Francesca Romana Mambro e Valerio 'Giusva' Fioravanti vennero indicati come gli esecutori materiale, tesi che neppure eccellenti nemici politici hanno tuttora il coraggio di sostenere. A Bologna non si è fatta Giustizia. A Bologna non si è cercata Giustizia.

LUIGI LIBERO!

 
 

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