Creato da ciaobettina0 il 19/09/2014

Beauty and the Past

la bellezza dell'arte, l'arte della bellezza

ARMONIEONLINE
la mia pagina Facebook
dedicata alla mostra "Armonie"
 

sotto:
presentazione della mostra Armonie di luglio e settembre 2015.
CLICCA SULLE TRE PAGINE CHE SEGUONO PER LEGGERE LA PRESENTAZIONE 

 


PITTURA E DECORAZIONE

 

GLICINI E ORTENSIE
E. Neri 
finta finestra su tavola 

dipinto di Elisabetta Neri

clicca per ingrandire

 

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luci del Natale a Legnano

Post n°40 pubblicato il 04 Dicembre 2017 da ciaobettina0
 

foto di Elisabetta Neri

 

foto di Elisabetta Neri

Legnano (MI), Piazza San Magno

L'atmosfera di queste foto è magica: volumi smaterializzati nella luce e nel colore, bimbi che saltellano cerando di acchiappare le stelle in movimento, una giostra che conferisce al luogo un sapore d'altri tempi... il periodo natalizio è la festa delle luci, luci che illuminano e scaldano il buio delle fredde e buie giornate invernali.
Con le feste natalizie ci si lasciano alle spalle le giornate che si accorciano, per accogliere il lento e progressivo percorso verso le stagioni più luminose, la primavera e l'estate.

foto di Elisabetta Neri

Legnano (MI), Piazza San Magno

Qui a Legnano quest'anno la piazza San Magno si è vestita di immagini e di colori, con la Madonna del Granduca di Raffaello proiettata sulla facciata della basilica di San Magno, e un addobbo natalizio che decora il muro in mattoni del campanile settecentesco.

foto di Elisabetta Neri

Legnano (MI),la Basilica di San Magno vista da Largo Tosi

Il tipo di illuminazione secondo me meglio riuscito è quello che colora di blu i rinascimentali incastri di volumi della chiesa di San Magno, lasciando in netto contrasto il tiburio della cupola centrale; come infatti facevo notare durante la conferenza "Legnano e il Seprio, trae del passato e fonti d'ispirazione"

immagine realizzata da Elisabetta Neri

la pianta di questa struttura cinquecentesca nasce dallo straordinario dialogo tra poligoni regolari:

immagine realizzata da Elisabetta Neri

la visione della chiesa dall'angolazione della foto in alto (scattata da largo Tosi), ci restituisce l'aspetto originario dell'edificio: la facciata infatti è stata realizzata nel secolo scorso, in concomitanza con l'aggiunta della campata che si prolunga verso Piazza San Magno, facciata che in queste serate pre-natalizie è dissimulata dalla dolcissima Madonna con Bambino di Raffaello. Lo sguardo materno di questa figura femminile che stringe teneramente a sè il bambino ci ricorda che il Natale è principalmente festa di riconciliazione, rinascita ed amore.

foto di Elisabetta Neri

Volgendo invece lo sguardo verso corso Italia, la scena si colora di bianco e rosso: l'alto edificio vestito a festa, svettante su tutti gli altri, è lo stesso su cui è stato allestito un giganteso calendario dell'avvento. Per chi avesse voglia di percorrere corso Italia, in una traversa a sinistra in fondo alla via c'è ancora la mia personale di pittura "Donne di ierie di oggi", che resterà aperta e visitabile ancora per una settimana.

immagine realizzata da Elisabetta Neri

foto di Elisabetta Neri

Ed ecco la megafinestrella aperta ieri 3 dicembre, parte del gigantesco calendario dell'avvento, con un quadro di Velasco Vitali.
Tale installazione è stata molto discussa sui social, provocando sia reazioni positive che negative; io ritengo che l'idea sia bella e nuova, un'attrazione che concentra l'attenzione di chi abita fuori Legnano sulla nostra città, che stuzzica la curiosità e induce alla meraviglia, è un modo per risvegliare il bambino che è in noi; ottima anche l'idea di "portare l'arte in piazza", farla uscire dai musei per renderla fruibile a tutti. Se però posso fare una proposta (chissà che non possa essere realizzata l'anno prossimo?) sarebbe bello inserire, all'interno delle finestrelle, opere di diversi pittori che interpretino l'idea de Natale: ogni autore, con la propria personalissima visione di questo periodo dell'anno così significativo e celebrato, potrebbe portare un contributo per rendere unica questa festa e questo luogo; e, trattandosi di Legnano, sarebbe bello se la proposta di interpretare il tema del Natale fosse fatta agli artisti legnanesi, più o meno noti: si potrebbe organizzare un concorso per selezionare le opere migliori da inserire nel calendario. 

LINK PER VEDERE ALTRE FOTO DEL NATALE 2017 A LEGNANO

 
 
 

femminile, singolare

Post n°39 pubblicato il 20 Novembre 2017 da ciaobettina0
 

disegno di Elisabetta Neri

credo che, disegnando o dipingendo, venga naturale ricercare il "bello" in ogni cosa, mirare al raggiungimento di un ideale di piacevolezza formale. In fatto di bellezza femminile questo non significa però proporre angoscianti corpi o volti tutti uguali; amo infatti mettere in risalto le caratteristiche che rendono "unica" ogni donna, in ogni epoca o cultura, rifuggendo dall'omologazione. Il segreto per piacere è, a mio parere, piacersi per come si è, altrimenti si corre il rischio di sbiadire la propria identità nell'inseguimento di un ideale astratto di perfezione, scivolando verso percorsi scoscesi e pericolosi che inevitabilmente conducono verso alcune ossessioni femminili tipiche della nostra epoca.
Il raggiungimento di un ideale estetico è un'utopia: infatti ogni epoca ha il suo, e oggi le mode cambiano così rapidamente da far sì che anche questo immaginario modello muti di continuo; inoltre i canoni estetici sono molto diversi anche da una zona all'altra della terra.

disegno di Elisabetta Neri

La mia mostra di pittura "DONNE DI IERI E DI OGGI", in programma a Legnano fino al 10 dicembre, vuole essere un omaggio alle donne in tutta la loro singolarità.
Le tecniche che ho utilizzato maggiormente sono il pastello (morbido, sfumato...) e l'acrilico (resistente, dalle tonalità decise...)

dipinto di Elisabetta Neri

Nei miei dipinti si incontrano ragazze del Trecento che raccontano una singolare storia di amicizia...

dipinto di Elisabetta Neri

...donne rinascimentali, esili e fragili figure dalla capigliatura bionda e dalla carnagione chiara, dai lineamenti delicati e dalla fronte alta... 

dipinto di Elisabetta Neri

...sofisticate fanciulle in abiti settecententeschi...

dipinto di Elisabetta Neri

Contadine che si riposano dopo un duro lavoro...

dipinto di Elisabetta Neri

...che vivono un'esistenza semplice, molto distante dalla complessità odierna; la contadina rappresentata inell'opera intitolata "Contrasti" , realizzata all'inizio degli anni novanta, appartiene ad un tempo non molto lontano: è ispirata alle donne che vedevo durante la mia infanzia in un piccolo paesino del centro Italia (Roccalvecce, collocato tra Lazio, Umbria e Toscana), con i loro abiti a fantasie minute, il "sinale", ed un pesante recipiente in bilico sul capo. 

dipinto di Elisabetta Neri

Nell'immagine in alto, molto diversa dalla contadina è la ragazza a sinistra dallo sguardo malinconico, rispondente all'ideale di bellezza imperante all'inizio degli anni '90: concentrata su se stessa ed intenta a scolpire il proprio corpo con il body building, un corpo che non fa minimamente pensare alla dolcezza della maternità. Nello stesso settore del quadro, un ragazzo si perde all'interno di un grande schermo maneggiando un joystick, e tanti uomini "in divisa" (giacca cravatta e valigetta) parlano d'affari al loro enorme cellulare con l'antenna.

dipinto di Elisabetta Neri

Figlia della generazione rappresentata nel dipinto "Contrasti" è la protagonista di "Like": una bellezza contemporanea, splendida ragazza imprigionata in un mondo virtuale "bidimensionale", attraente e luccicante, dallo sguardo perso e privato del calore di cui ogni essere umano necessita.

dipinto di Elisabetta Neri

disegno di Elisabetta Neri

disegno di Elisabetta Neri

Infine ecco due ragazze, bellezze radiose perchè fiere delle loro origini, dei loro costumi, della loro pelle scura, delle loro labbra morbide e dei loro capelli ricci... che non vogliono assomiglire a nessun'altra donna se non a se stesse!

la mostra di pittura "Donne di ieri e di oggi" è visitabile a Legnano fino al 10 dicembre, presso la vineria culturale "La Polvere di Bacco", in via Beccaria 9, dove si possono gustare ottimi aperitivi o taglieri di salumi e formaggi, accompagnati da un buon vino! 

foto della mostra di pittura: a QUESTO LINK e a QUESTO LINK

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Cairate e il suo affascinante fantasma

Post n°38 pubblicato il 12 Settembre 2017 da ciaobettina0
 

dipinto di Elisabetta Neri

Dal prossimo 23 settembre avrò l'onore di esporre i miei quadri sull'arte e sull'architetture del Seprio al Monastero di Santa Maria Assunta a Cairate. ( clicca qui per visualizzare l'evento ).
Il Monastero di Cairate  vanta una storia millenaria e merita sicuramente una visita: in seguito ai restauri terminati nel 2012, infatti, la visita al complesso monastico costituisce una sorta di "viaggio nel tempo"; diverse soluzioni di recupero e proposte di approfondimento permettono di scoprire la storia di manufatti e strutture, e di immergersi in un'atmosfera suggestiva e stimolante che permette di "rivivere" le diverse epoche di fioritura del Monastero.

CLICCA QUI PER VEDERE ALTRE FOTO DEL MONASTERO DI SANTA MARIA ASSUNTA

La mostra itinerante "Armonie", giunta alla sua quarta edizione, si presenta ad ogni tappa arricchita di nuove opere, spesso legate al luogo nel quale viene allestita; tra le immagini ispirate ai monumenti o alla storia di Cairate ci sono "L'arco di Manigunda" e "Manigunda".

Arco di Manigunda (particolare)

manigunda

Manigunda, acrilico su tela, cm 90 x 200 cm

Ma chi è Manigunda? Il personaggio è avvolto da un'aura di mistero, tanto che qualcuno afferma addirittura di aver visto il suo fantasma aggirarsi negli ambienti del monastero... si tratta della leggendaria fondatrice longobarda del Monastero di Santa Maria Assunta a Cairate, vissuta nell'VIII secolo e nipote del re Liutprando; una splendida ragazza dalle lunghe trecce bionde che divenne monaca per tener fede ad un voto fatto in seguito ad una miracolosa guarigione. La bella fanciulla, infatti, era affetta da una malattia ai reni, dalla quale guarì soltanto bevendo l'acqua della fonte di Bergoro . Dato che il complesso di Cairate si ingrandì velocemente e divenne ben presto un centro molto attivo, ho immaginato la sua fondatrice come una donna forte, capace e un po' malinconica.
L' immaginario ritratto di Manigunda rappresenta quindi una ragazza bella e altèra, con un'ombra di tristezza nello sguardo.
Le fonti d'ispirazione sono state molteplici; diversi elementi che compaiono nel dipinto sono tratti dal repertorio pittorico e scultoreo dello stesso monastero di Santa Maria Assunta, come ad esempio i fiori quattrocenteschi, o i decori scolpiti sui sarcofagi, o la decorazione scultorea medievale.
Le colombe facevano parte dei rilievi che decoravano la chiesa di epoca romanica, così come la figura fenminile, ora conservata presso la Pinacoteca Ambrosiana, che da alcuni è stata associata alla figura di Manigunda, forse per le sue lunghe trecce.

L'abito indossato dalla figura femminile in calcare, presenta una gonna a pieghe ed una cintura terminante con una serie di punte: nel dipinto ho cercato di riprodurre, reinterpretandolo, questo particolare dell'abito.
Gli abiti indossati da Manigunda dovevano però assomigliare più a quelli di alcune raffigurazioni longobarde, piuttosto che a quelli della statuetta romanica; perciò ho fatto riferimento anche all'abbigliamento alle figure che si trovano nel tempietto di Cividale del Friuli, e a quelle realizzate ad affresco sulle pareti della Cripta di Epifanio a San Vincenzo al Volturno. In tutti e due i casi le donne indossano un velo fissato da una corona e un abito lussuoso con una sorta di bolerino ornato da un collare e da bordature tempestati di pietre preziose. Tra le mani hanno una corona, che nel mio dipinto ho voluto far "risplendere" con la foglia oro.
Nella posa, nei decori e nei colori ho voluto invece ispirarmi a Klimt, in particolare alla figura che rappresenta la medicina, realizzata per il soffitto dell'Aula Magna dell'università di Vienna; il fondo oro "spugnato" si rifà invece a quello che caratterizza altri suoi dipinti, come ad esempio il ritratto di Adele Bloch-Bauer.

 

Klimt

I riccioli oro su fondo bianco, disegnati di getto senza seguire un progetto ben preciso, mi richiamano alla mente le chiavi della notazione musicale, e  i decori su fondo rosso sono invece ispirati alle spirali che costituiscono l'Albero della Vita di Klimt, un'immagine che ben esprime il concetto di vitalità e di crescita, concetto che a mio parere si addice perfettamente allo sviluppo del Monastero di Cairate.

A QUESTO LINK LE DIVERSE FASI DI REALIZZAZIONE DI "MANIGUNDA"

A QUESTO LINK LE FOTO DELLA MOSTRA "ARMONIE" A CAIRATE

A QUESTO LINK IL VIDEO DEI MIEI RINGRAZIAMENTI

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VARESEPRESS

 
 
 

contrasti e colori sul Naviglio

Post n°37 pubblicato il 01 Settembre 2017 da ciaobettina0
 

Milano sempre di corsa, Milano al lavoro... ma c'è un angolo della città dove i ritmi rallentano e si respira aria di vacanza in ogni periodo dell'anno: è la zona dei Navigli, rilassante, vivace e creativa.

Domenica 3 settembre avrò l'occasione di gustarmi un po' quest'atmosfera partecipando alla manifestazione "La via degli artisti", insieme alla mia amica e collega Roberta: con i nostri stili agli antipodi, abbiamo deciso di condividere questa avventura artistica.

Nonostante i nostri percorsi pittorici seguano strade divergenti, la nostra ricerca ha una finalità comune: essendo spesso a contatto con il mondo "virtuale" (per lavoro o per passione) ci accostiamo all'arte per sperimentare un "fare" più concreto, per recuperare un contatto più autentico con la realtà.

I riflessi colorati di questa zona pittoresca di Milano mi hanno spesso ispirata per foto e dipinti; A QUESTO LINK alcune mie foto scattate ad Aprile di quest'anno.

Questa immagine mostra invece un acquerello realizzato ai tempi dell'università che ritrae l'Alzaia Naviglio Grande (fine anni ottanta).

Vi aspettiamo domenica 3 settembre sull'Alzaia Naviglio Grande, alla postazione n. 52, nei pressi della chiesa di Santa Maria delle Grazie al Naviglio!

CLICCA QUI per vedere le foto

Ed ecco il catalogo dell'esposizione con il mio dipinto "Like":

 
 
 

Legnano e il Seprio: tracce del passato e fonti d'ispirazione

Post n°35 pubblicato il 16 Maggio 2017 da ciaobettina0
 

 

Come già scritto sulla pagina del profilo, il blog è per me uno stimolo a conoscere e a riconoscere il "bello" che ci circonda. Anche i quadri preparati per la mostra itinerante "Armonie" sono stati pretesto per apprendere: prima della loro realizzazione mi sono avventurata alla ricerca di posti più o meno sperduti del Varesotto (guidata dal navigatore, perchè ho un pessimo senso dell'orientamento) alla ricerca di particolari architettonici, decorativi o pittorici affascinanti, per fissare con una foto quei dettagli che sarebbero poi entrati a far parte delle mie opere.

Anche la preparazione del materiale per "Legnano e il Seprio: tracce del passato e fonti d'ispirazione" (VENERDì 9 GIUGNO ORE 21, vineria culturale La Polvere di Bacco, via Beccaria, Legnano) si è sviluppata come un percorso ricco di sorprese; come sempre, al principio del cammino ignoravo dove mi avrebbero portata le mie gambe e quali regioni avrei attraversato.


San San Salvatore, Legnano

Sono partita da un angolino della mia città che da sempre mi incuriosisce: un insieme di ciottoli tondeggianti e irregolari che si insinua nel fianco dell'edificio religioso più importante: ciottoli levigati dall'acqua e dal tempo, un tempo lontano, distante da noi almeno un millennio. Ciottoli che ho voluto riprodurre nel biglietto d'invito, insieme al Castello Visconteo e ai miei amati pastelli.

disegno di Elisabetta Neri
"Note blu" pastello su carta da pacco ancora in fase di realizzazione

Pastelli azzurri: colore del cielo e degli occhi limpidi di una ragazza, bella e fiera come le castellane che sfilano nel corteo storico del Palio di Legnano. E' un disegno che ho iniziato a schizzare sulla carta da pacco, e che diverrà il fulcro di un mio quadro: "Note blu", dedicato alla città in cui vivo.

foto di Elisabetta Neri
Basilica di San Magno a Legnano, decorazioni della volta

note blu rendonono "unica" la cupola della chiesa di San Magno: un inusuale utilizzo di questo colore fa infatti da sfondo alle splendide candelabre dipinte a monocromo che ornano la volta.


Legnano, Palzzo Arcivescovile,1898

Nei dintorni della chiesa di San Magno sorgono alcuni edifici ricostruiti o costruiti ex novo tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del secolo scorso, momento storico che ha visto Legnano protagonista di una trasformazione travolgente: la città è infatti cambiata velocemente conseguentemente allo sviluppo industriale del territorio. In nome di una corsa sfrenata verso la modernità, alcune tracce del suo passato più remoto sono state cancellate; ma è proprio a questi periodi lontani che ci si è ispirati nel realizzare le nuove costruzioni, quasi rimpiangendo la sobria eleganza degli edifici medievali e rinascimentali.


1420 circa, ingresso alla cripta di Santa Maria al Monte

Lo stile rinascimentale, partito da Firenze all'inizio del Quattrocento e diffusosi nell'Italia Settentrionale alcuni decenni più tardi, non si è sviluppato soltanto a Castiglione Olona, trasformata dal Cardinal Branda Castiglioni in "un'isola di Toscana in Lombardia"; l'intera zona del Seprio è infatti costellata di testimonianze artistiche in bilico tra il Gotico Internazionale e il nuovo stile quattrocentesco. Nel'immagine in alto, la madonna con bambino siede su un trono sul quale fiorscono rigogliose le decorazioni tipiche dello stile tardo gotico.

foto di Elisabetta Neri
1420 circa, ingresso alla cripta di Santa Maria al Monte

E se, per sapere come si abbigliavano i nostri antenati si ricorre allo studio delle immagini dipinte, talvolta le nostre conoscenze sulla moda del passato ci sono d'aiuto per datare preziosi affreschi, come quello dell'immagine in alto, che raffigura una Santa Caterina elegantissima, in abito scuro con maniche bordate di una candida pelliccia di ermellino.


1420 circa, Madonna del latte, ingresso alla cripta di Santa Maria al Monte

Chissà quale eccitante sorpresa sarà stata la scoperta, avvenuta solo pochi anni fa, dei preziosi affreschi quattrocenteschi che ornavano l'esterno della chiesa romanica di Santa Maria al Monte: una Madonna del latte era infatti rimasta coperta per secoli da un contrafforte.

Foto di Elisabetta Neri
metà XV secolo, Crocifissione, presso il Museo della Collegiata di Castiglione Olona

Se vogliamo parlare di "sfilate di moda" rinascimentali, non possiamo però trascurare il materiale iconografico che si trova a Castglione Olona: nella crocifissione, opera di Neri di Bicci, un uomo indossa il "mazzocchio", elemento tipico del costume rinascimentale quattrocentesco, spesso rappresentato dagli artisti allo scopo di dimostrare la loro abilità nell'uso della prospettiva.


1435, Masolino da Panicale: affreschi del battistero di Castiglione Olona

Concludo mostrando le immagini degli splendidi affreschi di Masolino da Panicale che abbelliscono l'interno del Battistero della Collegiata di Castiglione Olona, dove un'Erodiade abbigliata in modo raffinato indossa una preziosa pellanda e un balzo che le lascia scoperta l'alta fronte bombata, e uomini in Pellanda e calzebrache ci permettono di volare con la mente all'interno di una città quattrocentesca.

altre immagini sul mio profilo facebook:

CRIPTA DI SANTA MARIA AL MONTE, SACRO MONTE DI VARESE

MUSEO DELLA COLLEGIATA, CASTIGLIONE OLONA

BATTISTERO DI CASTIGLIONE OLONA

a questo link immagini dell'evento: "Legnano e ilSeprio, tracce del passato e fonti d'ispirazione"

ESTRATTO DELLA CONFERENZA

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