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Creato da Fili_Invisibili il 06/11/2007

Di Me

Le parole cadono come pezzi di vetro scheggiato, belle, scintillanti sotto la luce. Pensiero dopo pensiero, una dopo l'altra, lasciando tagli irregolari di un quadro astratto.

 

 

« Messaggio #170Stella Africana »

Le braccia di Afrodite

Post n°171 pubblicato il 14 Gennaio 2009 da Fili_Invisibili

Fu scoperta nel 1820 da un contadino greco di nome Yorgos Kentrotas in una caverna sotterranea sotto un antico teatro nell'isola di Milo.
Aveva cuore e naso rotti e si era spezzata in due parti. Era fredda come il marmo... Il basamento dal quale era caduta era li accanto insieme a un pezzo del suo braccio superiore sinistro e una mano che teneva una mela.

Non è dato sapere da quanto tempo fosse lì in attesa di essere ritrovata. Chissà quanto aveva gridato il suo cuore… per rivedere la pelle umana, sentire il calore di un tocco, sentire quella bellezza che la gente vedeva in lei, annusare gli odori della vita e assaporare l'amore.
Si chiamava Afrodite di Milo. Era malconcia; Yorgos accolse questa fragile creatura sotto la sua ala, come fosse un'Anima perduta. La nutrì; aprì il suo cuore a lei. La ripulì dalla polvere e le diede speranza, fede e amore. La fece sorridere dentro mentre lei faceva sorridere lui.
Mi piace pensare che sia andata così, è piacevole pensare a quei sorrisi, il sorriso del marmo che ritrova vita…
Afrodite fu poi acquistata dal Marchese de Riffardeau, ambasciatore francese in Turchia che dopo il restauro la donò al Re Luigi XVIII che successivamente la fece sistemare nel Museo del Louvre.
Mentre veniva trasportata verso la nave i marinai francesi furono assaliti da una banda di briganti greci; durante gli scontri fu trascinata sulle rocce, perse entrambe le braccia ma i marinai si rifiutarono di andare a recuperarle.
Si ritiene che Afrodite fu scolpita nell'anno 150 ac da Alessandro di Antiochia; è sopravvissuta anche al cambio del nome. Oggi si chiama Venere di Milo ed è una delle più famose opere d'arte antica. Si dice che rappresenta la bellezza fisica, amore e fertilità ma io penso che rappresenta una verità più profonda. Anche senza braccia visibili il suo simbolismo ancora si protende verso noi e ci avvolge.
Lei è l'amore che ci dice che ha bisogno di noi. Ci dice che ci completa mentre la completiamo. Le sue braccia sono le nostre braccia. Più importante, rappresenta la bellezza trasparente dell'imperfezione. Ci spiega che la bellezza e l'amore si protendono verso noi ma non possiamo vederli. L'amore vuole avvolgere le sue braccia intorno a noi ma lo respingiamo. Ci parla ma non lo ascoltiamo.
La Venere risiede al Louvre ma il suo domicilio è in noi. Non possiamo rinchiuderla. Dobbiamo farla uscire. Ha bisogno di respirare.

 
 
 
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LA MIA OMBRA


La mia ombra
ha smesso di seguirmi.
Ha preso un sentiero diverso.
Mi guardo dietro
ma non la vedo.
Continuo a guardami dietro
sperando di vederla.
Vorrei ritrovarla.
Vorrei smettere
di seguire il mio cammino
e lasciarmi condurre
dalla mia ombra,
quell'andare silenzioso,
quel passare inosservata,
restare inosservata.

 

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...un sorriso per te in questo giorno speciale ..un...
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Avrai altri amori
ma nessuno
saprà adorarti come me
nessuno saprà adorarti
in quel modo
nè conoscere
il tuo vero sapore
nessuno

 

DIPINTO D’AUTORE

Adoro l'espressione di piacere

che dipingo sul tuo viso

occhi socchiusi

labbra dischiuse

disegnare il tuo corpo

con le mie labbra

tracciare le tue pieghe

col più morbido dei miei pennelli

sfumare chiaroscuri

con le mie mani

mia tela prediletta

io ti amo