|
Athanase Seromba è un presbitero ruandese appartenente alla Chiesa cattolica condannato da un tribunale internazionale con l'accusa di essere coinvolto nel massacro di duemila Tutsi perpetrato in Ruanda nel 1994 (nel periodo del genocidio ruandese). In quel periodo, Seromba era sacerdote di una parrocchia cattolica nella regione di Kibuye, nel Ruanda occidentale. Secondo quanto stabilito dalla condanna, fra il 6 aprile e il 20 aprile 1994 Seromba avrebbe fatto abbattere la propria chiesa per scacciare circa 2000 Tutsi che vi avevano cercato rifugio attirati dallo stesso sacerdote, partecipando anche attivamente al successivo massacro dei rifugiati. Fuggito dapprima nella Repubblica Democratica del Congo e poi in Toscana, dove si era presentato sotto il falso nome di Anastasio Sumba Bura, venendo destinato alla parrocchia dell'Immacolata e S. Martino in Montughi di Firenze. Sotto la pressione di Carla Del Ponte, attualmente incaricata delle Nazioni Unite per la persecuzione dei crimini di guerra, il 6 febbraio 2002 Seromba si consegnò al International Criminal Tribunal for Rwanda (Tribunale Criminale Internazionale per il Ruanda, ICTR) ad Arusha (Tanzania), dove fu processato per genocidio e crimini contro l'umanità. Il 13 dicembre 2006 fu giudicato colpevole e condannato a 15 anni di carcere, ricevendo anche l'estradizione dall'Italia. Nel marzo 2008, il processo di appello ha condannato Seromba all'ergastolo, affermando che ha partecipato attivamente ai massacri e non ha dimostrato alcun segno di pentimento.[1] Il 27 giugno 2009 è stato trasferito nella prigione di Akpro-Missérété a Port-Novo, in Benin. |
|
Post n°80 pubblicato il 19 Luglio 2010 da fortebracciodamonton
|
|
Post n°79 pubblicato il 23 Giugno 2010 da fortebracciodamonton
MILANO - Un documento esclusivo: "Le sfide per affrontare il cambiamento", è un libro sino ad oggi rimasto top secret, stampato in pochissime copie dall'ufficio relazioni interne Fininvest, e destinato unicamente ai massimi dirigenti del gruppo, che dimostra come Silvio Berlusconi non sia sceso in campo nel gennaio 1994, come ha sempre dichiarato, ma dal 1991. Un progetto, quello di Forza Italia, che conferma lo stretto legame tra il premier e le sue aziende. |
|
Post n°78 pubblicato il 14 Giugno 2010 da fortebracciodamonton
Il 10 giugno 1924 avveniva l’assassinio di Giacomo Matteotti, colpevole di aver denunciato alla Camera i loschi intrecci affaristici del regime Mussolini. Oggi, 10 giugno 2010, è stato approvato dal senato l’indecente decreto contro le intercettazioni. E in precedenza si sono avute da parte di questa maggioranza la legalizzazione del falso in bilancio, la legalizzazione del conflitto d’interessi, la legalizzazione dell’evasione fiscale, la legalizzazione dello sfruttamento del mercato del lavoro, la legalizzazione della cementificazione indiscriminata del paese, la legalizzazione della costituzione illecita di capitali all’estero, la legalizzazione della censura sulla rete. Oltre a 19 (diciannove) leggi ad personam. La Costituzione, sulla quale il capo del governo ha giurato1, viene considerata dallo stesso come un inutile, infernale ostacolo alla sue mire. Ora che è stata votata la legge bavaglio siamo curiosi di vedere le reazioni di coloro che, sopratutto a sinistra, vedevano nei post-fascisti finiani un baluardo delle libertà democratiche. Vogliamo ripetere le parole di George Orwell che abbiamo usato come “motto” di questo blog: “Nel momento dell’universale menzogna dire la verità diventa un atto rivoluzionario“. Adesso siamo entrati nella fase in cui la disobbedienza civile, spesso invocata, si deve tramutare da concetto astratto a prassi consuetudinaria. Deve diventare uno strumento civile e non-violento per tutti coloro che si sentono ancora Cittadini e non sudditi. Deve diventare uno strumento assillante, asfissiante e destabilizzante per il neo-regime. Questo fino a quando le regole democratiche non saranno ripristinate nella loro pienezza e questa gente spazzata via dalla loro stessa cialtroneria istituzionale.
fonte: http://minitrue.it/06/2010/ora-come-allora
|
|
Post n°77 pubblicato il 10 Giugno 2010 da fortebracciodamonton
LA MOBILITAZIONEDiteci chi ha firmato la norma di CARMINE SAVIANO ROMA - Appelli. Lettere. Presidi. Prosegue la mobilitazione contro la Legge Bavaglio. Sul web sono oltre 260mila i cittadini che hanno aderito a "Libertà è partecipazione informata", l'appello lanciato da Stefano Rodotà con giuristi, giornalisti e blogger. E a Repubblica. it continuano ad arrivare foto dei Ragazzi del post-it. Il web è il cantiere delle proteste. In migliaia analizzano da giorni il testo del Ddl sulle intercettazioni. Polemiche sull'emendamento 1707: "Violenza sessuale di lieve entità". Su Facebook, in 21mila, ne chiedono l'immediata cancellazione.
Fonte La Repubblica |







Inviato da: fortebracciodamonton
il 24/05/2010 alle 12:00
Inviato da: hulla60
il 24/05/2010 alle 10:58
Inviato da: hulla60
il 24/05/2010 alle 10:58
Inviato da: gocciola78
il 18/03/2010 alle 11:34
Inviato da: gocciola78
il 18/03/2010 alle 11:31