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Tesi89
   
 

Dietro l'angolo

Occhi aperti sulla vita quotidiana

 

POESIA

 

SOSTA

Nel tuo vagare
vieni a me
come colui
che sosta
per bere alla mia acqua
come colui
che fugge
disseccata la mia fonte.
Non più mi troverai
nella sosta consueta
a ciglio asciutto
mi allontanerò
non più mi troverai
di me
non berrai neanche
una lacrima.

 

POESIA

LA PAROLA DEL SILENZIO

Ascolta...
Lo senti il silenzio?

E' un brusio compresso di voci
un bisbiglio sommesso che cresce

inquieto ricerca la via

a lungo represso irrompe

sradica gli argini

si fa parola possente

grido

boato
esplosione nella notte quieta

Lo senti ora il mio silenzio?
E' per te.

 

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LuMaMeGiVeSaDo
 
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La tua voce
corre
sulle altre
confondendole
in un suono
che non potrò
mai più
ascoltare
intento
a difendermi
da te
che dici
di amarmi.

Piero Ciampi

 

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www.fammiscegliere.com

 

AREA PERSONALE

 

NATALE   di G. Ungaretti

     

Non ho voglia               
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

Napoli,  26 dicembre 1916

 

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POESIE

OMBRA

Da sempre
la mia ombra.
Rifletti di me
la parte oscura
e mi accompagni
senza far rumore.
Nel mio volto
il tuo volto
come uno specchio antico
appeso al muro.
Sei l`ombra del mio passato
sempre presente
/da sempre/
la mia ombra

VANESSA VALLASCAS

 
Citazioni nei Blog Amici: 43
 

 

NASCITA

Post n°245 pubblicato il 22 Maggio 2012 da Tesi89
 

A MIO FIGLIO: AUGURI DI FELICE COMPLEANNO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Avevo davanti agli occhi un obiettivo ben preciso quel giorno di venti anni fa: vederti  a tutti i costi, il prima possibile, conoscerti, abbracciarti...e non c'era paura che tenesse, paura del dolore, dell'ignoto, dell'inevitabile, dell'imponderabile a scoraggiarmi, perchè sapevo che tutto ciò che mi sarebbe potuto accadere avrebbe portato  a te.
Perciò salii in auto a cuor leggero quel caldo primo pomeriggio di fine maggio, nonostante i primi segnali del tuo arrivo anticipato  si fossero palesati già dalla notte precedente: la valigia pronta da tempo mi dava un senso di vaga sicurezza, insieme alle mie cose là dentro c'erano anche le tue e questo confermava la realtà, che davvero stavi per venire al mondo.
Ricordo l'arrivo in ospedale, i vari monitoraggi e controlli, le ore che passavano lunghe, incerte e sempre più sofferenti, ma la consapevolezza ancora  lucida che presto tutto questo sarebbe finito portandoti a me. Ricordo la mano di tuo padre che mi stringeva e la sua voce che mi esortava a stare calma, anche quando solo un minimo attimo di  calma cominciava a diventare un sogno impossibile.
Poi, la sera tardi, tutto è precipitato: chissà perchè sembrava non avessi più fretta di conoscerci, eppure cominciavi a dare segni di sofferenza, io ero ormai allo stremo delle forze... tuo padre fu fatto uscire in fretta e furia, lo seguii con lo sguardo appannato di chi non sa bene dove aggrapparsi, ma sa che deve almeno provare a restare a galla. Dopo, ricordo solo l'epidurale d'urgenza, anestesisti e chirurghi vestiti di verde, un'infermiera che mi diceva di respirare profondamente e non preoccuparmi. Minuti infiniti, il terrore di perderti  e perdermi, qualcosa di vago e indefinito che dal mio ventre passava di braccia in braccia...movimenti sicuri e veloci, voci in sottofondo, il mio sguardo fisso su quell'angolo in fondo alla sala operatoria dove eri tu, gli orecchi tesi al massimo  e infine il tuo pianto, vitale, liberatore, benefico...un sollievo enorme! Prima che ti mettessero fra le mie braccia stupite, inaspettato regalo di compleanno, ho intravisto l'ora  sul muro bianco di fronte a me: erano esattamente le 22.12.
Nello stesso preciso istante, diviso da noi solo da una parete tuo padre si è alzato in piedi di scatto, ha guardato l'orologio della stanza d'attesa e ha sorriso: a pelle, senza un perchè, sapeva che finalmente eri arrivato.


 
 
 

IL DRAGO E LE NUVOLE

Post n°244 pubblicato il 18 Maggio 2012 da Tesi89
 



IL DRAGO E LE NUVOLE, ed. Rupe Mutevole, è il titolo del volumetto di poesie appena pubblicato da una carissima amica.
Claudia Muscolino è una vera poetessa, appassionata, inquieta ed evocativa quanto basta a coinvolgere il lettore accompagnandolo fra parole toccanti e immagini suggestive, fra metafore e colori, fra toni ora forti e ora sommessi, in un viaggio personale, a tratti doloroso e a tratti anche amaramente ironico, che si dipana verso per verso lungo un filo sottile, ma dritto e sicuro fino all'ultima pagina. Ci si immedesima intimamente in queste donne dolenti e appassionate,  inquiete e arrese, forti e rabbiose, tenere e svelate, donne-mogli, donne-amanti, donne-madri, donne-figlie, donne a tutto tondo e nello stesso tempo bambine che altro non sono se non lei stessa nei suoi molteplici e multiformi aspetti...Ci si immedesima a tal punto da compiere questo viaggio tutto d'un  fiato, quasi senza rendercene conto, ansiosi di ritrovare  nei pensieri dell'autrice la sua figura e la sua personalità nel tentativo di  meglio conoscerla e comprenderla e, forse,  attraverso le sue riflessioni, di arrivare a comprendere  un po' meglio anche noi stessi.
Di stile e struttura è già stato detto ampiamente in sedi più adeguate del mio piccolo blog: a me interessa qui esprimere l'impatto emotivo che questa lettura ha avuto su di me come donna e condividere il mio apprezzamento personale per il lavoro svolto da Claudia invitando alla lettura chi, come me,  ama la poesia, perciò riporto alcuni dei suoi componimenti, seguendo il mio gusto personale in base alle emozioni che mi hanno suscitato. A chi, incuriosito, volesse approfondire e intraprendere questo breve, ma profondo viaggio nell'animo femminile non resta che procurarsi il libro, mettersi comodo  e iniziare il cammino.

            MIMOSA

Il giallo della rabbia e del miele
vigila sul rosso del mio sentire alato.
Azzurro e rosa
mescolano i loro umori
nel mio cielo.
Arancio e oro,
nel silenzio remoto del ventre,
scompaiono,
nell'urlo nero sprofonda
la speranza di una resurrezione.
Indaco orizzonte,
preludio di una notte senza fine.

            ALI

Se c'è qualcosa che puoi dirmi,
al di là del silenzio
e delle regole.
Se c'è qualcosa che puoi darmi,
al di là della neve
e delle fragole,
allora affrettati a preparare
il triangolo del cuore,
prima che le frecce fuggano
e io con loro.

         SATELLITE

Resto qui
seduta
ad aspettarti
al margine del silenzio,
sul labile confine
di un pianeta
indistinto.

        LUCERTOLA

Voglio rimanere qui,
su questo muro,
sotto il sole accecante,
sotto un cielo senza stelle,
legata a te
con una doppia corda,
nell'oscuro gioco del piacere,
senza più confidare nella sorte.


        LA CONCHA

Sono conchiglia di vetro,
in fondo all'abisso.
Nascosta e nuda
in un universo
di memoria remota.
Sono medusa antica,
senza fissa dimora,
vago in questo sonno,
che pur somiglia a una veglia
e a lei anela.


      MODI DI DIRE (SCHERZO IN UNA SERA DI PIOGGIA)

Cerco,invano,
la quadratura del cerchio
e l'uovo di colombo.
Cerco,nel tuo animo,
la chiave di volta
o la chiave di violino.
Cerco,nel fondo dei tuoi occhi,
una luna nel pozzo,
che non c'è.
Cerco,sospesa sull'erba,
traccia di un drago,
tra le nuvole
(come quand'ero bambina!)
Cerco,infine,
il bandolo della matassa
che altro non è
che il tuo corpo
insieme al mio.

 

 
 
 

FESTA DELLA MAMMA

Post n°243 pubblicato il 13 Maggio 2012 da Tesi89
 

Non ho mai amato le feste imposte, soprattutto quelle pubblicizzate a getto continuo da tv e giornali per incrementare la vendita di cioccolatini, fiori e gioielli ad ogni occasione, eppure ogni anno, in questo periodo, lo stesso dilemma mi coglie: il mese di maggio che mese sarebbe senza la festa della mamma?!?...
All'istante mi tornano in mente i preparativi lunghi, febbrili e misteriosi a cui  vedevo affaccendato mio figlio bambino in previsione del "grande giorno": teneri biglietti fantasiosi e variamente decorati spuntavano dalle tasche dello zaino già diversi giorni prima, puntualmente ignorati da me per non rovinare l'effetto sorpresa... insieme a piccoli oggetti frutto di ore di impegno e lavoro scolastico: improbabili posacenere, portaritratti, candelabri o simili che invece ai miei occhi assumevano l'aspetto di vere meraviglie artistiche e come tale andavano trattate...li conservo ancora tutti quanti in una grossa scatola in cantina...e guai a chi me li tocca!
Perchè poi sono i ricordi a fregarti, come sempre: il pensiero del sorriso di eccitazione  e felicità di tuo figlio al momento della "sorpresa", gli occhi spalancati in attesa di un tuo cenno di stupore e approvazione, in attesa di un abbraccio di ricompensa...lo stesso sorriso e gli stessi occhi che con gli anni hanno sostituito i bigliettini, le poesie e le opere d'arte con rose rosse e scatole di cioccolatini, più banali, forse, più consumistiche e meno personali, certo, ma in fin dei conti che importa quando anche a vent'anni ci sono ancora quegli occhi e quel sorriso?...Ti puoi permettere un sospiro di sollievo e gratitudine: anche se le discussioni sono quasi all'ordine del giorno e le ansie costantemente in agguato, le soddisfazioni continuano ad avere  la meglio.
Perchè poi sono  i ricordi a fregarti, come sempre...o forse a salvarti?
Buona festa della mamma a tutte!



 
 
 

PASQUA

Post n°242 pubblicato il 07 Aprile 2012 da Tesi89
 

                              

Cerca di non preoccuparti, cerca di non pensare ai
Problemi che ti turbano, non sai che
Va tutto bene, si` tutto e` bello
E noi vogliamo che tu riposi bene stanotte
Lascia che il mondo giri senza di te stanotte
Se ci proviamo possiamo fare in modo che ti dimentichi di noi
stanotte...


Spero che questa Pasqua di rinascita e di rinnovamento porti a tutti voi, miei cari e vecchi amici di blog, laici o credenti che siate, la quiete e la serenità di cui  ognuno di noi ha  bisogno, in tempi di animo e mente  sempre più confusi e agitati.
I miei auguri più affettuosi a chiunque passi di qui, nessuno escluso.

 

 

 

 

 

 
 
 

CASALINGA DISPERATA?...

Post n°241 pubblicato il 01 Aprile 2012 da Tesi89
 


Ore 10 di una solitaria mattina qualunque in casa Tesi: squilla il telefono e una voce femminile, una delle solite che "allietano" le giornate di chi lavora in casa,  mi chiede se sono io la signora tal dei tali e se può farmi qualche domanda sulla mia "condizione" di casalinga...CONDIZIONE?!? Sarò prevenuta, ma mi sembra di percepire un leggero tono compassionevole nella sua voce, quasi fossi precipitata in un baratro senza fondo o con un piede nelle fossa e l'ansia istantaneamente mi assale....si comincia bene! Lotto con la voglia di sbattere giù il telefono (non si può, che diamine, anche lei sta lavorando in fin dei conti) e le chiedo che vuole sapere  di questo mondo ormai  sconosciuto ai più. Ebbene, pare le interesserebbero i miei disagi (!), i miei rimpianti (?), le mie rivendicazioni(?!) e, perchè no?, magari anche qualche piccola frustrazione ...in questi sondaggi, si sa,  tutto fa brodo....ma sarò abbastanza disperata per lei ???...
Sto decidendo di offendermi e farglielo capire senza tanti complimenti, quando all'improvviso qualcosa mi riporta indietro nel tempo e in un attimo mi rivedo al liceo. La mia classe doveva svolgere una ricerca, all'interno di uno dei tanti gruppi di studio che erano di moda allora, sulla CONDIZIONE DELLA CASALINGA alla fine degli anni '70...insieme a un disponibile  amico dell'epoca, armati lui di registratore Philips, nero, ingombrante e  a tracolla (ma quanti anni sono passati?...) ed io di penna e taccuino con una decina di domande campione, fermavamo le signore per strada e chiedevamo loro se volessero collaborare ad una ricerca scolastica. Ricordo che le signore in questione rispondevano sempre molto volentieri, disponibili a parlare delle loro necessità e dei loro desideri, soprattutto le più anziane, contente di avere finalmente un'opportunità, per quanto modestissima,di esprimere la loro opinione. Noi registravamo fedelmente con scrupolo giornalistico e con l'entusiasmo dei diciott'anni e proseguivamo il giro: continuammo per diverso tempo e...udite, udite! gli unici a fare  qualche difficoltà nel rispondere erano proprio i mariti, quando c'erano, che tendevano a liquidarci velocemente...
Altri tempi, naturalmente, altre scelte, altre donne, altri uomini, forse, ma per la frazione di un secondo un pensiero molesto mi attraversa con la velocità della luce : ma siamo sicuri che per le poche casalinghe superstiti di oggi, tali per scelta o per obbligo familiare, sia cambiato davvero così tanto? Quando mi chiedono la mia professione alla risposta i più  mi guardano stupiti come fossi una mosca bianca,  poi esclamano invariabilmente:" Ah, sta in casa...allora non lavora!"...Ecco, in quei momento davvero mi viene da pensare che gli anni non siano mai passati, o trascorsi invano e mi sento pericolosamente vicina alla cosiddetta età della pietra!
Comunque alle 10 di mattina, con la casa che è un disastro e l'intervistatrice scettica al telefono non ho tempo per l'analisi sociologica del fenomeno, anzi, ripensando alle mie domande di tanti anni prima  mi dico di avere pazienza: è proprio vero che chi la fa l'aspetti, così cerco di rispondere il più educatamente possibile secondo l'esempio delle mie signore di allora e poi riattacco il telefono, un po' amareggiata.
Spero soltanto  che in un futuro prossimo, finalmente,  non  sia più necessario che la mia "condizione"diventi oggetto di indagini  da parte di nessuno...                      

 

 
 
 
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INFO


Un blog di: Tesi89
Data di creazione: 31/12/2007
 

POESIE

LA MEMORIA IN LONTANANZA

Quello che senti è il silenzio dei morti
la memoria non inganna taci
sei tu che resti
il tempo dilaga e ci abbatte
quadri libri le tue vesti
quello che resta è il dolore dei vivi
il mio il tuo
devi scavare i giorni e non batte
a nessuna porta il triste scandire di lancette/
La memoria non inganna vedi
non è più di chi è già andato
né fiori né frutti
si rigenerano perpetui all'apparenza
è tutto un inganno a cui crediamo
senza appesantirci dentro
stagioni e uomini desideri e attimi
Scorre leggera adesso questa penna
scartando e levigando i solchi di parole
i muti pensieri
gli amori già passati
un giorno nuovo divenuto ieri
In lontananza i giorni stanno svegli

GIULIO MAFFII

(da "Equinozio di girasoli")

 

KLIMT - LE TRE ETA' DELLA DONNA

Klimt

 

 

SUPERBA è LA NOTTE

La cosa più superba è la notte /                                                                                       quando cadono gli ultimi spaventi /                                                                                           e l'anima si getta nell'avventura. /                                                                                        Lui tace nel tuo grembo /                                                                                                   come riassorbito dal sangue   /                                                                                             che finalmente si colora di Dio   /                                                                                             e tu preghi che taccia per sempre  /                                                                                       per non sentirlo come un rigoglio fisso  /                                                                                 fin dentro le pareti./

             Alda Merini

 

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Attenzione :  ricordiamoci tutte che per sconfiggere il tumore al seno la prevenzione è l'arma più importante che abbiamo! Può salvarci la vita...
 
Sento d'amarti e non t'amo                                                                                    quando  mi parli del tuo mondo                                                                                        e io non ci sono

Sento di volerti e non ti voglio                                                                                  quando il  tuo tempo scorre lontano                                                                                 e sempre non ci sono

Sento di odiarti e non ti odio                                                                                   quando ti affanni ad amarmi                                                                                            e non m'ami

Ma sempre                                                                                                                   che t'ami o non t'ami                                                                                           continuo a pensarti.