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Un blog creato da musicoloco il 01/12/2007

IL CUORE DI ALBERTO

L'amore di un padre per un figlio dal cuore fragile. UN BLOG PER LA RICERCA DELLA VERITA'

 
 

L' IPOCRISIA DELLE ISTITUZIONI BUONISTE

 

Alla Presidente del Tribunale Sig.ra Melito, che non intende "generalizzare", rispondiamo con questo video di una mamma che "non ha mai accusato nessuno" e si è vista portare via il figlio Davide... da scuola, senza un preavviso! Vigliacchi!!!

Poi, se non bastasse, aggiungiamo la storia di Anna Fassa, che sembra qualcosa cui difficilmente credere, se non fosse che il sottoscritto, autore di questo blog, abbia già ricevuto molte altre chiamate, molto peggiori, da tutta Italia.

Per molte altre storie, fra cui tutte quelle che sono in corso di presentazione in programmi come "La Vita in Diretta", prego tenersi aggiornati attraverso il canale del buon Sergio Nardelli di Taranto: http://www.youtube.com/user/Pensavodiessersolo

La rete di notizie e famiglie vittime di tali traffici continua anche su http://www.youtube.com/user/RobertoVigliotti

 
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EMERGENZA FAMIGLIA

MEDIOEVO, STREGONERIA E ATTUALITA'

(...) Una galassia di sette di ogni tipo, mascherate da fondazioni, associazioni, club, comunità, leghe, ecc., le quali, oltre a prelevare denaro pubblico, fanno rivivere situazioni che qualcuno pensava appartenessero al passato medievale, come, per esempio, l'uso dei bambini per invocare Satana, oltre al traffico di organi, maltrattamenti o facili adozioni (continua).

 

 

Giuliano Caimmi | 

Giuliano Caimmi

 

POTERI OCCULTI

 L’attualità * di questi giorni nell’ambito della Giustizia, con lo scontro fra magistrature – vedi De Magistris e speriamo anche la Forleo nel tuturo -, ha rivelato le nostre profezie sulla sua reale condizione interna di questo Potere.

Sta emergendo quella parte strisciante di magistratura collusa con altri poteri finanziari, politici e amministrativi e poteri occulti, all’interno e all’esterno di questo Paese.

La ripetizione delle questioni affrontate a suo tempo dall’indelebile e intramontabile
pool di

sta riemergendo sotto altre forme e nomi, ma nella stessa sostanza, dimostrando che la Tangentopoli è tuttora anche più forte di prima.

Ci auguriamo che, nello scontro e nel desiderio di pulizia di parte della Magistratura Italiana, possano esserci degli effetti benefici anche per le nostre questioni causate da un cattivo uso da parte di alcuni magistrati della Giustizia e di vari Enti Locali “buonisti” e pseudo-morali che gravitano attorno a loro.

Noi, per quel che ci riguarda, faremo tutto il possibile, per collaborare a questo.

Continua su...SEGNI DEI TEMPI

 

 

SIGN O' THE TIMES

Sensazionale imitazione di Berlusconi della Sabina Guzzanti, dipinto dei tempi odierni.

 


 

Sito ufficiale del centro studi sugli abusi psicologici

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La Verità è che solo quando costruirete dentro di voi una coscienza critica vi libererete da tutti gli schemi mentali che il sistema in cui viviamo ha programmato in voi....

LA VERITAAA?

I GRECI DICEVANO: per diventare intelligenti bisogna seguire tre vie:

1----DUBBIO

2----SOSPENSIONE DEL GIUDIZIO

3----MANCANZA DELLA PASSIONALITà (intesa come comprensione e gestione delle proprie emozioni)

RIFLETTETE SUL VIDEO DI RISPOSTA.
 

LA MUSICA DI PAPĀ

CONTRO TUTTE LE MAFIE

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MICROMEGA

Per capire un po' pių da "SVEGLI" cosa sta accadendo in Italia e perchč.

MICROMEGA, PIAZZA DEL DISSENSO

Il sito dei Senatori Pancho Pardi, Furio Colombo e Giuseppe Giulietti dell'IdV.
 

PETIZIONE DI TRAVAGLIO

 

ANTIMAFIA DUEMILA

Per tenersi informati sulla lotta italiana antimafia

 
 

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IL (NON) PROCESSO BREVE

Post n°372 pubblicato il 21 Gennaio 2010 da musicoloco
 

Mentre noi genitori privati illegalmente dei figli, ci adoperiamo per discutere su come farci giustizia, a Palazzo Madama, sede della Camera Alta della Repubblica Italiana, ieri è passata la ddl sul processo breve e le ultime leggi ad personam per il Cavaliere. Da "casa Alfano" la Finocchiaro, presidente dei Senatori, era riuscita a capire che una forte opposizione forse avrebbe potuto creare il giusto ostruzionismo per questa ennesima debacle della giustizia. Invece la vera debacle viene dai voti segreti.

"Alla prova del voto segreto però l'opposizione non ha retto e almeno 5 senatori del centrosinistra votano ripetutamente con la maggioranza. Il Pd ha chiesto 78 voti segreti. La presidenza del Senato gliene concede solo 15. Ma alle prime tre votazioni chieste dal senatore del Pd Giovanni Legnini, è l'opposizione che va sotto: ogni volta mancano almeno 5-6 voti. I senatori della maggioranza ridono e applaudono. Di voti segreti non se ne fanno più." (fonte Corriere della Sera)

Il processo breve dunque ha subito ben poche modifiche e tra pochi giorni passerà ala camera per essere legge entro e non oltre il 15 febbraio del 2010. Data storica. Data in cui gli italiani si vedranno negare la giustizia in centinaia di migliaia di casi. Mentre il Cavaliere avrà ottenuto la sua giustizia con l'ennesima legge prima delle elezioni regionali.

Centinaia di migliaia di processi al macero, compresi quelli di Berlusconi.

Così dovete sapere che, nel caso della Corte dei Conti, i processi moriranno dopo circa 3 anni dai primi atti depositati nella citazione a giudizio. Gli anni diventano 2 se il danno non supera i 300mila euro. Come dire, sotto i 300mila euro di danni non fate nemmeno denuncia, anzi, rubate!

Ecco la riforma della Giustizia.

Quasi tutti i procedimenti pendenti in primo grado verranno estinti!

Furbi, eh?

Prima l'indulto e poi il processo breve hanno azzerato il concetrto di reato in Italia. Ora potete continuare a fare i vostri traffici illeciti, bambini o cose che siano.

Grande condono tombale per tutti!

Soprattutto per i processi penali a carico del Presidente del (Te Lo S)consiglio, Mediaset e Mills.

Idv protesta. L'italiano medio cosa farà nei prossimi giorni?

Processo breve al Senato, l'Anm attacca . E il Pd insorge: faremo ostruzionismo

Intanto in Italia, a Bari, succede anche questo: Il procuratore Laudati: possibili strumentalizzazioni dell'indagine

 
 
 

GENTILE CARMELINA CAVALLO

Dopo avervi parlato persino della presenza di famiglie false che depistano quelle vittime di sottrazioni illecite di minore, dopo avervi parlato di bambini drogati da LSD e imbottiti di psicofarmaci, a età sotto i 10 anni, da educatrici di comunità e assistenti sociali, dopo avervi parlato di madri forzate a ricoverarsi in psichiatria, minacciate da operatori a desistere dal cercare i propri figli per l'affido al Servizio Sociale, padri e madri sbattuti in cella e accusati di pedofilia per aver osato opporsi a questi provvedimenti;

Dopo questo e molto altro, ho deciso che la Neo Presidentessa del Tribunale di Roma merita una risposta in merito ai "disguidi minimi" che qualche assistente sociale o giudice avrebbero provocato a MIGLIAIA DI FAMIGLIE I CUI FIGLI SONO DEPORTATI NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO CHIAMATI CASE-FAMIGLIA, COSTRETTE A SPENDERE MIGLIAIA DI EURO DI LEGALI E SUBIRE UMILIAZIONI DA PARTE DI VERI "MIND CONTROLLERS" PER OTTENERE LA CUSTODIA DEFINITIVA DEI LORO FIGLI, COSA SACRA.

Intanto cominciamo da questo video:

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ALL' UFFICIO DI PRESIDENZA (I PIANO)
DEL TRIBUNALE DEI MINORI DI ROMA
Presidente: dr.ssa Carmela Cavallo
Segreteria della Presidenza: tel 06 68893234 – fax 06 6871056
tribmin.roma@giustizia.it

 


Gentile Carmelina Cavallo,

 

mi rallegra sapere che il plenum del CSM, questo aprile del passato 2009, le abbia offerto la poltrona di presidente del Tribunale dei Minori di Roma, dopo le esperienze di Napoli e Milano. Devo dire un curriculum che suggerisce un' eccellente percorso professionale, senza contare il premio del Parlamento Europeo del 1995 per il suo impegno verso i minori. A questo punto direi proprio di poter denominare la capitale come città sicura per i minori.

 

Purtroppo però ho il dispiacere di informarla che a seguito di un'indagine, da me personalmente condotta, da puro e semplice cittadino investigatore, ho potuto costatare (o collassare?) che un vero e proprio racket si sta consumando fra le mura del servizio sociale italiano, con vidimazione facile del Tribunale dei Minori di quasi tutte le città d'Italia, da Nord a Sud. Anche mio figlio ne fa parte.

Il racket funziona così fluidamente da impedire qualunque indagine preliminare, come prevederebbe il nostro Diritto Romano e le valide convenzioni dei diritti europee. Con banali scuse, che chiamerei menzogne, gli operatori del servizio sociale redigono relazioni false, piene di falsità, senza alcun rispetto delle procedure, e trasmettono ai giudici, anch'essi evidentemente collusi, un' urgenza spropositata di sottrarre il minore dalla famiglia d'origine, che per questo vede la propria potestà compromessa e ridotta. Tale operazione suggerisce un'azione rapida e criminosa, tendente più a coprire interessi di lucro, legati ai soldi che servono a gestire tali emergenze, piuttosto che all'emergenza stessa. E soldi ne girano eccome: le case-famiglia, gli assegni per l'affido a terzi, l'adozione, la gestione in generale delle visite, gli psicologi e i tecnici CTU, e così via.

Dunque si potrebbe ipotizzare secondo lei un sistema ben consolidato, forte e inattacabile, intorno a cui ruotano caste di ordini vari, ordini persino religiosi e magari anche parte delle forze dell'ordine, tutti ben istruiti a amplificare quei miseri motivi per cui un bimbo debba essere portato via dai loro genitori? A me sembra possibile ipotizzare tutto questo.

 


A me sembra molto poco extra terrestre pensare che qualche gruppetto di lucratori d'eccellenza si sia inventato un sistemino trasversale ben studiato per trafficare bambini altrui senza ombra di sospetti alcuni, utilizzando proprio le istituzioni ufficiali preposte alla tutela. E' come dire che un prete, mentre ti benedica con una mano, con l'altra ti pianti un coltello nell'addome! O forse lei pensa che tutto questo sia impensabile?

 

Se dovesse rifiutare di pensarlo, allora proprio perchè persona addetta ai lavori, le suggerirei di prepararmi una casella di posta molto capiente: le invierò centinaia di casi di abusi riconducibili a tale organizzazione trasversale deviata, studi di avvocati che lavorano da anni a questi abusi, famiglie distrutte con figlie suicide, casi di arresti illeciti, numerosi atti negati senza motivo da pm e cancellerie, e molto altro.

E proprio da queste maree nere di casistiche, da me accertate in esigua parte, che derivano centinaia di condanne da parte della Corte Europea, legge alla mano, di giudici e operatori a vario livello, poi allegramente reinseriti nel sistema, come si suole fare anche al Parlamento Italiano con politici e assessori corrotti e poi condannati con sentenza definitiva.

 

Insomma l'Italia si sta trasformando in un "paradiso" di traffici illeciti! Ma i bambini, signora Cavallo! Lei che li tutela, non le sembra una vergogna apocalittica sapere che qualcuno sequestri e venda bambini altrui per dare da mangiare ai suoi o peggio solo per far soldi per sè e per pochi "sodali"?

Ho seguito i suoi recenti interventi in TV e mi sembra che la sua propensione sia piuttosto quella di minimizzare riportando le discussioni a meri "disguidi" in un sistema tutto sommato meritevole di lode per qualche affido felice e due o tre casi di bambini salvati da rari casi di genitori realmente pazzi furiosi.

E le sembra tutto qui? Disguidi?

 

La informo che sta crescendo inesorabile un movimento di centinaia di famiglie indignate e agguerrite per quella che definirei, senza fatica alcuna, una tratta di minori in paese cattolico e civilizzato. Il che delineerebbe uno scandalo senza precedenti.

Allora, a che indirizzo debbo inviarle tutte le prove del caso?

Non sarebbe l'ora di aprire un'inchiesta a livello nazionale, magari coordinata con la Corte Europea, per far piazza pulita di questa frangia criminale che occupa il posto delle Istituzioni e sta demolendo intere generazioni di bambini, fra abusi, psicofarmaci, droghe e deportazioni?

Attendo una commento qualunque a questo mio scritto.

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Ecco come affronta il tema la dott.ssa egregia:

 
 
 

MODENA: PSICOFARMACI A UNA BAMBINA DISABILE DI SOLI 7 ANNI

Psicofarmaci a una bambina disabile di soli 7 anni

Il Senatore De Eccher presenterà un’interrogazione in parlamento perché sia fatta luce sulla vicenda

 Modena. La notizia della somministrazione di psicofarmaci a un bambino ci lascia sempre stupefatti e con l’amaro in bocca. Ma questo fatto è realmente sconvolgente: a una bambina disabile di soli sette anni è stato somministrato un antipsicotico. Una volta ricevuta questa notizia il Senatore Cristano De Eccher, che da anni si batte contro gli abusi di psicofarmaci ai bambini ed è stato il principale promotore di una legge approvata dalla Provincia Autonoma di Trento contro gli abusi di psicofarmaci sui bambini, ha deciso di presentare un’interrogazione al Senato per fare luce su questa vicenda.

La bambina era in custodia presso una casa famiglia locale dal gennaio del 2008. Su specifica richiesta dell’avv. Francesco Miraglia del foro di Modena, il 17 settembre 2008 i genitori sono stati informati che alla minore veniva somministrato lo psicofarmaco RISPERDAL. Da notare che questo psicofarmaco viene usato per le “psicosi schizofreniche acute e croniche e gli effetti collaterali più comuni sono atassia, ansia, insonnia, bassa pressione sanguigna, irrigidimento e dolore muscolare, perdita dei sensi e tremore. Inoltre secondo il sito http://www.cchrint.org/psychdrugdangers (tratto dal database dell’FDA) il RISPERDAL, negli ultimi 4 anni, ha causato tra il resto ben 308 decessi, 116 sindromi maligne neurolettiche, 94 episodi di aggressione violenta e 82 casi di disturbi psicotici in bambini dai 5 ai 9 anni.

In data 9 ottobre 2008, il dottore rispondeva alla comunicazione dell’avv. Miraglia, sostenendo che la somministrazione del farmaco era stata una decisione di un altro dottore di un istituto di Pisa; sosteneva, inoltre, che la citata somministrazione era stata concordata consensualmente con i genitori della piccola. Peccato che, nonostante la richiesta scritta dell’avv. Miraglia “di essere informati dei benefici, della necessità, degli effetti collaterali e quant’ altro con riguardo alla somministrazione dello psicofarmaco”, a tutt’oggi né il dottore della struttura di Pisa, né il dottore del Servizio di Neuropsichiatria Infantile di Mirandola hanno fornito tali informazioni.

In data 30 ottobre 2008, i genitori hanno visitato la piccola che risultava notevolmente dimagrita, presentava secrezione eccessiva alla bocca, sguardo assente e disorientato, tanto da far preoccupare notevolmente non solo i genitori ma anche la dott.ssa e la psicologa della piccola che mostravano urgenti e gravi preoccupazioni sullo stato di salute psicofisica della bambina. Ma alla richiesta di immediato intervento, i genitori si sentivano rispondere che nulla potevano fare, vista la collocazione in struttura della minore.

Fortunatamente la somministrazione è stata interrotta, ma la famiglia ha deciso di presentare un esposto al fine di tutelare la propria bambina chiedendo che venga riportata immediatamente in famiglia dove potrà ricevere l’amore e le cure che solo una famiglia può dare.

Attualmente si assiste a una generalizzata tendenza alla "medicalizzazione" dei comportamenti infantili. Molto spesso si ricorre a dei medicinali solo perché i bambini sono troppo chiassosi o irrequieti, non ci si ferma a parlare con loro cercando di risolvere i loro problemi con l’amore e la comprensione. Una mamma o un papà sono in grado di farlo spinti dal loro amore, ma a volte è facile ricorrere alla pillola soprattutto se non si viene informati esaurientemente o se gli effetti collaterali vengono minimizzati.

In questi anni sono sorte varie associazioni per contrastare questa tendenza come ad esempio la campagna Perché non accada (www.perchenonaccada.org) o la campagna Nessuno tocchi Pierino (www.nessunotocchipierino.it), ma purtroppo il fenomeno è nuovamente in aumento secondo i dati resi noti da Roberta Angelilli, Vicepresidente del Parlamento europeo, rappresentante del Forum europeo per i diritti dei minori e delegata del Sindaco di Roma per i diritti dei minori, nel corso della conferenza stampa “Psicofarmaci e minori: tra abuso e disinformazione” svoltasi recentemente a Roma.

Per continuare la campagna di sensibilizzazione il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani in collaborazione con il Consiglio Regionale della Toscana e il Club Brunelleschi ha partecipato all’organizzazione e promozione del convegno “BAMBINI ALL'INFERNO - Uso ed abuso di psicofarmaci sui minori“ che si terrà il 14 gennaio 2010 alle ore 14:30 presso la Sala Affreschi - Consiglio Regionale Via Cavour 4, Firenze.

 

CCDU Onlus

www.ccdu.org

 

 

 
 
 

IL RISCHIO MEDIATICO DEL PROBLEMA RISOLTO

Post n°369 pubblicato il 12 Gennaio 2010 da musicoloco

Oggi vorrei parlare del rischio mediatico. Denomino rischio mediatico quell'effetto psicologico dovuto all'intervento dei mass media, Tv e giornali, in modo massiccio e deciso, in un problema diffuso di recente e imminente esplosione, per la sua portata esponenziale. Il problema è quello dei bambini sottratti alle famiglie in modo illecito dalle stese istituzioni, Tribunali e Enti Locali.

E' evidente che in questi giorni ognuno di noi stia ricevendo telefonate, quando da giornalisti di testate nazionali e quando da conduttori di noti programmi, come "La Vita In Diretta" o altri trasmessi sul satellite. Insomma c'è un gran fermento attorno a quello che, per primo, il giornalista Antonio Rossitto, sull'edizione del 19 novembre 2009 di Panorama, ha ben definito: i sequestri di stato (di minori). E' proprio da questo articolo - la redazione è stata subito querelata - che si sono moltiplicate le iniziative per capire qualcosa di semplice: che fine stanno facendo i bambini del 2000? In quali traffici finiscono? Chi manovra tutto questo? Chi si permette di perpetrare tanto male ai bambini?

Premesso che avremo delle sorprese molto eclatanti - in arrivo imminente - riguardo gli autori di tali traffici, di tutta eccellenza, ne sono certo, non nego di essere contento, dopo anni di buio generale, che finalmente si parli dell'attacco generalizzato da parte di forze economiche trasversali all'infanzia dei nostri giorni, al futuro di un pianeta già avvelenato a affumicato da logiche industriali distruttrici e ancora interessato da cambiamenti climatici, anche naturali, di grande evidenza per tutti - basta vedere i continui sbalzi di temperatura, ormai quotidiani.

C'è però una conseguenza quasi naturale del fatto che si parla di qualcosa. La conseguenza è quella che, dopo un periodo di massiccia campagna a favore della soluzione di quel dato problema, la popolazione, già afflitta da mille problemi quotidiani e notizie catastrofiche continue, tenti ad acquisire quel dato problema di cui tanto si parla, attraverso al propria psiche, come problema risolto .

In altre parole, più se ne parla e più sembra risolto. Addirittura si mette mano ad una decina di casi, li si piazza davanti alle telecamere, li si porta a compimento e subito dopo... la banda criminale che si occupava di quei traffici ricomincia come prima, fregando altre famiglie e rubando altri bambini!

Da sempre ho affermato il principio che la Stampa, geneticamente impastata con i poteri forti, sia quella che dà le "notizie meteo" di ogni genere, quella che, se vuole, modifica la mente di chi ascolta creando quartieri terminati e ben attrezzati per gli sfollati del terremoto senza che questi siano mai stati nemmeno tratteggiati con una biro! Figurarsi se si tratta di coprire misfatti così apocalittici come la TRATTA DI MINORI, nell'anno 2010, in uno stato dove si trovi la Santa Sede e il suo Cattolicesimo! Immagino che spiegamento di forze invisibili e servizi non segreti, ma ultraterreni!

Eccolo là il rischio mediatico, quel rischio di vedere risolti, con delle immagini TV e degli articoli di giornale, pieni di promesse e chiacchiere, problemi che non saranno affatto risolti, problemi che rimarranno ancora per molto la spina nel fianco di quei genitori privati di figli innocenti e incapaci di difendersi da orchi disumani privi di anima e assetati di avidità e dominio.

La mia esortazione a questi giornalisti volenterosi è la seguente: se siete veramente puliti e ben intenzionati cercate di analizzare a fondo ogni storia, considerando anche a quale indirizzo poi destinare la sua soluzione, dato che lo scenario deviato che si presenta nella nostra Bell'Italia è ormai illimitato.

Non aggiungo altro.

 

 
 
 

UN ANNO DI SEQUESTRI DI MINORI IN ITALIA

Foto di musicoloco

Buon anno bimbi della generazione del 2000

Mi vergogno persino ad augurarvelo, a voi bambini post-giubileo, incluso il mio amato figliolo Albertino. Che anno posso augurarvi? Un'anno fuori dal mondo, in un inquadramento  "senza diritti" in false case famiglia, quando la vostra vera famiglia è quella che vi ha messi al mondo e che, fra una manipolazione ed un'alienazione forzosa, rischia di essere cancellata dalla vostra vita.

Mentre scrivo, il PM messinese Stefano Ammendola notifica la sussistenza della giusta causa per prorogare di altri sei mesi (art. 406 cpp) le indagini sul "figlio che non c'è", aggiungendo nella richiesta che sia stato rilevato che il minore in oggetto "è stato ritrovato".

Beati loro che hanno ritrovato mio figlio!

Io non so neppure dove si trova attualmente! 

In compenso sarei indagato per il reato di sottrazione di minore (nella fattispecie un mio figlio naturale), come recita l'art. 574 cp. Vogliamo leggerlo quest'articolo?

Art. 574 cp: Sottrazione di persone incapaci
Chiunque sottrae un minore degli anni quattordici, o un infermo di mente, al genitore esercente la patria potesta', al tutore, o al curatore, o chi ne abbia la vigilanza o la custodia, ovvero lo ritiene contro la volonta' dei medesimi, e' punito, a querela del genitore esercente la potesta' dei genitori, del tutore o curatore, con la reclusione da uno a tre anni.
Alla stessa pena soggiace, a querela delle stesse persone, chi sottrae o ritiene un minore che abbia compiuto gli anni quattordici, senza il consenso di esso, per fine diverso da quello di libidine o di matrimonio.

Insomma, sembra che la potestà genitoriale sia superiore a quella delle Istituzioni, almeno da quanto si evince dal Codice penale Italiano. Ma... basta un decreto lampo del Tdm ed ecco che si ribalta la situazione e IL GENITORE diventa "colui che sottrae il minore" e dunque l'indagato!

CHE BEL GIOCHETTO, VERO?

In oltre un anno di personali indagini, avviate attraverso lo strumento di questo blog, semplicemente con un avviso di contattare l'autore sottoscritto, ho potuto finalmente rendermi conto di cosa voglia dire "sottrarre un minore" in Italia.

Per quei magistrati, evidentemente intenti ad interpretare a modo loro i codici del diritto romano, sottrarre un bambino va visto solo in un verso: se è il genitore a farlo senza il permesso delle Istituzioni.

In altre parole, quando le Istituzioni, magistrati inclusi, sono sotto accusa per essere LORO gli abusatori dei minori in oggetto e dunque un genitore li "sottrae" alle LORO grinfie (leggasi REATI), allora si passa da "salvatori" a "indagati" e si finisce con quella che definirei la persecuzione giudizia nell'interesse del minore. Ma qual'è l'interesse del minore, essere salvato dal genitore "salvatore" oppure essere salvato dalla magistratura e dal Servizio Sociale?

Vorrei rispondere con i fatti.

Da quando ho scritto quell'avviso sul blog di contattarmi per raccontare vicende personali di sequestri di minore legalizzati, da parte di magistratura e enti locali deviati (cominciamo ad usare i termini giusti!), ogni settimana, nessuna festa natalizia esclusa, ho ricevuto chiamate da tutta Italia, pensate un po!, soprattutto da mamme che si son viste sparire il figlio, persino da scuola, per ordine del binomio a delinquere TribunaleMinori-AssistentiSociali (lo chiameremo il TMAS, per comodità). Le ultime chiamate vengono da Torino (2), Chieti (1), Ravenna, Forlì, Roma (2), Venezia.

A tutti quei presidenti e responsabili che, in programmi TV, stanno mimimizzando su quella che definirei

l'organizzazione pedocriminale TMAS spa,

vorrei fornire il numero di telefono e il nominativo di quelle famiglie che ho ascoltato per mesi, le cui strategie per togliere loro i figli sono pressocchè identiche per tutti:

  • Decreto lampo, con sottrazione di uno o più figli (ad alcuni ne tolgono uno e ne lasciano un'altro!), spesso da scuola, per evitare storie del genitore coinvolto (sono pure vigliacchi!);
  • Immediata impostazione di criteri di alienazione, anticipati da 4 frasette diffamatorie nel decreto, da parte dell'Assistenza Sociale di zona, che provvederà immediatamente a distruggere l'immagine che il minore ha del genitore, ingiuriandolo a calunniandolo fino a "lavare il cervello" del bambino così rapito, il quale comincerà ad odiare la mamma o il papà senza sapere perchè e senza averlo mai fatto fino a quel momento, nemmeno fra le situazioni conflittuali, tanto dannose al minore, vissute coi i suoi genitori, come recitano i decreti e le relazioni ad hoc;
  • in più di un caso, il genitore viene letteralmente aggredito con un bel TSO lampo (Trattamento Sanitario Obbligatorio) e sbattuto in SPDC (Neuropsichiatria), obbligato dunque ad assumere psicofarmaci mai assunti, per creare subito l'alibi perfetto per l'allontanamento (sempre i soliti 403 cc e 336 cp) del minore dalla famiglia, con effetto immediato e uso delle Forze dell'Ordine; come dire se il genitore è da TSO come può fare il genitore?;
  • i minori così rapiti cominciano una trasformazione psicofisica, paragonabile a quella cui erano destinate le razze non ariane ai tempi delle deportazioni del 1939: perdita di capelli, depressione totale, incontenibilità rabbiosa, inappetenza, bulimia, afasia, apatia, e molti altri sintomi che, se non fosse ancora chiaro, preludono alla rovina di quegli stessi bambini, così incarcerati, alcuni di appena 2 o 3 anni di vita, e persino di pochi mesi;
  • nonostante le prime opposizioni, talvolta ben strutturate, dei legali di quella famiglia colpita dal sequestro legalizzato, nessun magistrato osa accordare la revoca del decreto così emesso, con ferma protesta dei legali e reazioni che vanno verso la ricusazione del PM, la querela (e non denuncia querela o esposto) dell'intero servizio sociale coinvolto nella vicenda (ricordo che è opportuno anche includere il dirigente) e talvolta anche delle forze dell'Ordine, carabinieri o polizia che siano, che hanno materialmente eseguito il mandato, per le modalità oscene con cui lo eseguono;
  • in molti casi si parla di "luoghi segreti" dove finirebbero i bambini sottratti alla famiglia d'origine, scenari che potremmo immaginare soltanto in film come quello di Tim Burton, genere animazione 3D, "La Sposa Cadavere", dove la morte e la vita sono sapientemente ridicolizzate con un aldilà modello pianobar anni '50.

(cfr. gli artt. 3, 31 e 36 della Costituzione italiana).

L'art. 1 comma 2 della legge n. 149 del 28 marzo 2001 (G.U. 26 aprile 2001) recita: " Le condizioni di indigenza dei genitori o del genitore esercente la potestà genitoriale non possono essere di ostacolo allesercizio del diritto del minore alla propria famiglia. A tal fine a favore della famiglia sono disposti interventi di sostegno e di aiuto".

Voglio anche precisare che non tutti i magistrati si comportano così.

Quei pochi che non sono appartenenti a tale organizzazione criminale, sono alquanto fuori di sè per le notizie che ricevono circa le azioni belliche della TMAS spa nei confronti delle famiglie vittime. Ed è a questo che sarebbe opportuno lavorare: all'individuazione di quella parte di magistratura consapevole degli abusi da parte dell'altro pezzo deviato di Istituzioni (PM, assistenti sociali e psicologi), sistema già ampiamente condananto da una

sentenza, chiamata "Scozzari", in Corte Europea.

Qui potete visionare la sentenza e qui potete leggere la vicenda.

Dunque oggi, 4 gennaio 2010, abbiamo la possibilità di affermare dei capisaldi incontrovertibili:

ESISTE UN'ORGANIZZAZIONE DEVIATA PEDOCRIMINALE DENTRO LE ISTITUZIONI CHE UTILIZZA TRIBUNALI ED ENTI LOCALI PER SEQUESTRARE BAMBINI ALLE FAMIGLIE ITALIANE O RESIDENTI IN ITALIA, A SCOPO EVIDENTE DI LUCRO, CON MERCATI CHE PARTONO DALLA PEDOFILIA E PEDOPORNOGRAFIA FINO ALL'AFFIDO "IN NERO" AD AMBIENTI MOLTO ELEVATI ED ABBIENTI, ED AL TRAFFICO DI ORGANI, NEI CASI PEGGIORI.

 

 
 
 

RIASSUNTO EFFICACE... PROVE IN ARRIVO

Foto di musicoloco

Dal momento che l'intera vita della famiglia Caimmi dovrà essere una missione per salvare Alberto Caimmi dal Male di questo paese, ho deciso che elaborerò un riassunto efficace della storia di Albertino, elencando i messaggi del mio blog che inserivo mano mano che la vicenda si dipanava.
Sarà ancora il sottoscritto padre di Alberto a sviluppare così una spiegazione esauriente sugli autori da tali orrori, invitando i lettori del blog a riferirsi, per il momento, al messaggio precedente, dove si parla del figlio di Aldo, e facendo poi le dovute correlazioni con molti dei messaggi elencati di seguito.
A me è tutto alquanto chiaro.
Non più di 2 giorni fa sono stato invitato dal PM Ammendola della Procura di Messina, a fissare un appuntamento, in presenza di un legale d'ufficio, per rispondere, pensate un po!, alla domanda:
"Perchè ha portato suo figlio via da Messina nonostante ci fosse un provvedimento della Corte d'Appello di Messina che lo impedisse?"
.............E dopo 11 mesi questa è l'unica domanda che sapete farmi?"
Secondo voi perchè, da cittadino, ho avuto l'istinto di di denunciare l'intera composizione monocratica della Corte d'Appello messinese (vi invito caldamente a leggere la tragicità degli eventi e le loro modalità), appena ricevuto "di straforo" la notifica del loro "decreto" ?
Ma vi invito ancor più ad ascoltare questa telefonata, gelosamente custodita, che a mio avviso, è la risposta a tutto.
La responsabile della comunità Angela Musiano, "sorpresa" che non ne avessi copia, mi lesse un decreto via telefono, mai notificatomi in altro modo, per non parlare del fatto che era "scritto con i piedi" con correzioni e sbafature che qualunque maestra avrebbe bocciato! Il primo giorno utile che vidi mio figlio, il 3 gennaio, ricevetti brevi manu una copia del decreto da una educatrice.
Sentito come le parlo alla responsabile del lager dove mio figlio fu abusato, parlando di VALORI CLASSICI?
E la denuncia a Reggio Calabria dei giudici, assistenti sociali e educatici? E i fax a Procenesi alla pg di Viterbo? E i video girati a mio figlio?
 
POTREMMO O NO RISPONDERE SEMPLICEMENTE: "HO PORTATO VIA MIO FIGLIO DA QUELL'INFERNO PERCHE' SONO IL PADRE DI ALBERTO E AVEVO IL DOVERE DI DIFENDERLO DA DEI POTENTI MOSTRI ABUSATORI, MADRE E ISTITUZIONI, TUTTI UNITI APPASSIONATAMENTE?
PER NON DIMENTICARE QUEI GIORNI,
AI SEGUENTI LINK E' POSSIBILE VISIONARE
LA VICENDA DI ALBERTINO,
DAL 3 GENNAIO 2009 IN POI.
OGNI COMMENTO E' SUPERFLUO.
Si aprono le porte dell'inferno

E PER CHI HA STOMACO PER LEGGERE:

DALLA DENUNCIA TOTALE DELLE ISTITUZIONI AL SEQUESTRO DEL FIGLIO:

Per chiunque, Istituzioni comprese (possibilmente non colluse), volesse visionare gli atti essenziali dell'intera barbara vicenda, offro un fascicolo unico da me creato in pdf, scaricabile QUI (11,6Mb).

Per soli PM: vi invito a leggere il contenuto della storia di Aldo, nel messaggio precedente a questo. Fin troppo eloquente.

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LA MACELLERIA DI BAMBINI.

(dalle favole di Walt Dispney)

 
Tua moglie entra in macelleria e vede tuo figlio appeso al gancio tra un prosciutto di Parma e una fila di salsicce di suino, sul punto di esalare l'ultimo respiro, per via del gancio stesso, tutto cosparso di sangue gocciolante. Il figlio invoca alla madre di salvarlo dal macellaio impazzito dalla posizione di impiccato, ma ancora in vita. La madre, con azione repentina, lo stacca dal patibolo e corre via col figlio 700 km lontano denunciando il macellaio di bambini e l'intera azienda responsabile.
 
La Procura vicina alla macelleria cerca,
già dal giorno dopo, i due fuggiaschi ovunque, denunciando la madre per sottrazione di minore dal macellaio e intimando la restituzione immediata del figlio in macelleria. Alla fine riuscirà a togliere il figlio dalle mani della madre, riportandolo vicino al macellaio, in un magazzino di sua proprietà.
 
La madre disperata, e con un grosso punto interrogativo sul viso, si sbatte per mesi alla ricerca di una soluzione, chiedendo persino al Papa cosa fare, dato che il giudice nemmeno gli scrive più. E proprio dopo tali eccessivi sfoghi della madre "sequestratrice", dopo quasi un anno di patimenti, il giudice del Tribunale vicino alla macelleria in oggetto, le chiederà semplicemente: "ma scusi, lei perchè avrebbe portato via il figlio da quella macelleria?".

 
 
 

LA STORIA DEL FIGLIO DI ALDO E LE SETTE DENTRO LE ISTITUZIONI

DA Stefano Lorenzetto:un'intervista drammatica ad Aldo Verdecchia, apparsa sul "Giornale" domenica 17 ottobre 2004.

Magari bastasse ammonire i figli a non accettare caramelle dagli sconosciuti, per salvarli dai pedofili.

Aldo Verdecchia, industriale dolciario marchigiano di 57 anni, avrebbe chiuso all’istante la sua fabbrica di lecca lecca, gelée alla frutta, tronchetti di liquirizia, gemme di pino, pasticche balsamiche e digestive, pur di riavere indietro il suo Valentino. Di più: l’avrebbe bruciata. «Invece ho dovuto lottare per 18 anni contro una setta di degenerati morali, pornografi e plagiatori, collusa con autorità; giudiziarie, politiche e religiose, prima di vederlo tornare a casa».

Era il 22 aprile del 2002 - Valentino avrebbe raggiunto di lì; a 15 giorni la maggiore età; - e Verdecchia ricevette finalmente una lettera scritta con grafia minuta:

«Caro babbo, sino a poche settimane fa non sapevo neanche chi eri, mi era stato detto che quando ero piccolo mi avevi picchiato, frustato con la cintura, anche chiuso al buio».

Un padre trasformato in mostro. Da perseguitato a persecutore. La verità capovolta. Ce n’era abbastanza per impazzire. Ma poi, nel secondo foglio, ecco saltar fuori prepotente la verità vera, orribile, «origliata dietro la porta» dall’adolescente: la prova incontrovertibile delle foto oscene rinvenute dalla polizia in casa di un falso psicologo che fino a quel momento aveva fatto da padre al ragazzo. E la resa di una madre che «dopo strenui tentativi di difesa ammette di essersi fatta fotografare nuda da quel maniaco». Infine la supplica, spontanea: «Io qui non mi sento libero. Questo fine settimana voglio tornare a casa». Dunque toglietevi dalla testa che Verdecchia abbia fondato l’associazione Giù le mani dai bambini, con sede a San Benedetto del Tronto, per restituire alle caramelle la reputazione guastata da generazioni di orchi. E provate piuttosto a immergervi con la mente, se ci riuscite, nel dramma di un papà che vede il figlio di pochi mesi portato via per ordine della magistratura. Che vede il suo Valentino trascinato a vivere in una comunità dove si celebrano «riti d’incarnazione», si praticano sedute spiritiche, si consumano sordidi incontri fra adulti e minori. Che vede prima sequestrare e poi restituire con tante scuse al falso psicologo 19 casse di materiale porno, fra cui alcune immagini di suo figlio nudo e di altri bimbi violentati persino da animali. Che vede il medesimo figuro ottenere l’iscrizione all’Ordine degli psicologi nonostante una condanna a 10 anni di reclusione per aver esercitato abusivamente «tale attività; in favore (o ai danni) di alcuni giovani disadattati, uno dei quali addirittura morto suicida», come si legge nella sentenza, facendo «opera di disgregazione delle famiglie e ricevendo onorari cospicui». Che vede il poliziotto Celso Cipolletti, il primo ad aver scoperto il marciume, trasferito di sede, inquisito e infine sepolto in un lo**** dopo un incidente stradale dalla dubbia dinamica. Che vede il suo collega Angelo Lambiase, reo d’aver ripreso in mano l’indagine lasciata a metà, sottoposto dai superiori a visita psichiatrica coattiva. Che vede le richieste di chiarimenti rivolte da due presidenti della Repubblica, Cossiga e Scalfaro, rispettivamente al Consiglio superiore della magistratura e al ministero della Giustizia, disattese o insabbiate. Che vede un prete onesto, don Germano Orazi, a conoscenza degli abusi commessi su Valentino, morire di crepacuore in seguito alla censura delle gerarchie ecclesiastiche per violazione del segreto confessionale. Che vede un pubblico ministero morire d’infarto dopo essere stato rimosso dall’incarico per aver avviato un’azione penale contro la madre depravata. «Se questa fabbrica è ancora in piedi, be’ allora significa che Dio esiste», mi dice il presidente di Giù le mani dai bambini aprendomi di sabato mattina il cancello della Val (acronimo di Verdecchia Aldo e Luigi, «mio fratello e mio socio»), a Centobuchi di Monteprandone. «È un miracolo che non l’abbiano ancora fatta saltare in aria con la dinamite. Mi filmavano e mi fotografavano da dietro quelle siepi. Sono stato costretto a chiedere la licenza di porto d’armi per difesa personale. Dopo vent’anni di lotta solitaria non ho più un quattrino, solo questi muri. M’avevano chiuso tutte le porte in faccia. Nell’88 persi un contratto con la Germania di 10 miliardi di lire dell’epoca perché non trovavo una banca disposta a finanziarmi l’acquisto di un macchinario del valore di 350 milioni. Oggi mi ritrovo con un’esposizione personale pari a un miliardo di vecchie lire. Ma io almeno alla fine sono riuscito a riportare a casa mio figlio.

Pensi ai 100.000 bambini ospitati in Italia in istituti che spesso diventano lager». Centomila? È sicuro? «È la cifra indicata nel 2000 dall’onorevole Antonio Guidi, presidente della commissione bicamerale per l’infanzia».

(Le cifre aumentano.)

Sponsor di Giù le mani dai bambini. «L’unico che mi ha aiutato. Ha anche posato per noi come testimonial». Nell’aula di Montecitorio l’ha definita un’associazione «eroica». «È andato oltre. Ha denunciato alla Camera che proprio nelle Marche e soprattutto nel Maceratese gli organi di pubblica sicurezza che indagavano sui pedofili sono stati fermati per ordini superiori o della magistratura. Questa storia ha rovinato la mia vita e la mia famiglia in modo irreparabile».

Quand’è cominciata?

«Nell’83. Fino a 36 anni ho pensato solo al lavoro. Ero riuscito a piazzare le mie caramelle in 6.000 delle 15.000 farmacie italiane. Stavo sempre in giro. Come i marinai, avevo donne in ogni città. Storie d’amore brevi. Finché a Civitanova Marche incontrai per strada una bella ragazza, mora, di ottima famiglia. Ci mettemmo insieme, continuando però ad abitare ognuno a casa propria. Restò incinta quasi subito».

Grosso guaio.

«Al contrario, ne fui contento. Pensai che era venuta l’ora di accasarmi e la sposai. Era il 30 ottobre ’83. I miei genitori e tutto il parentado la trattavano come una principessa. A maggio dell’anno dopo nacque Valentino. Gli accordi matrimoniali prevedevano che avremmo vissuto insieme a Porto d’Ascoli, in una mansarda che le avevo lasciato arredare a suo piacimento. Ma lei, con la scusa che doveva lavorare altri 180 giorni per conseguire l’abilitazione di maestra elementare, andò a insegnare a Porto Potenza Picena. Passati sei mesi, non voleva saperne di tornare a casa».

Perché?

«Aveva ricominciato a frequentare il suo vecchio fidanzato. Il sedicente psicologo. Per cui scappò nella propria città d’origine, dove questo signore teneva aperto uno studio abusivo di psicoterapia, portandosi dietro mio figlio. Chiesi aiuto a suo zio prete, che aveva celebrato le nostre nozze. Lo informai che avrei domandato la separazione e l’affidamento del bambino, perché avevo la certezza che la madre lo portava in quell’ambulatorio abusivo frequentato da sudicioni. Al che lui mi minacciò: “Se racconti queste cose al giudice, ti farò durare la causa di separazione dieci anni senza che tu venga a capo di nulla”».

Ma lei come faceva a sapere che lo psicoterapeuta fasullo era uno sporcaccione?

«M’ero improvvisato investigatore privato, dopo aver capito che mia moglie voleva dare a mio figlio un altro papà. Del resto era stata lei stessa, nei pochi mesi di convivenza, a raccontarmi cose da pazzi sul conto del suo ex».

Tipo?

«Che celebrava sedute spiritiche e riti d’incarnazione alla presenza di preti e suore. Una volta mi disse: “Io non sono figlia di mio padre e mia madre, perché lui mi ha incarnata con lo spirito di un indio”».

Davvero cose da pazzi.

«Mi sentii perduto. Le proposi di farsi curare da uno psicologo vero, ma lei andò su tutte le furie. Perciò, a conoscenza di questi precedenti, non mi restava che denunciarla per sottrazione di minore e violazione degli obblighi matrimoniali. Nel frattempo altri papà separati cominciarono a chiedere l’affidamento dei figli irretiti dalla setta. Così, il 26 settembre ’86 ci fu un’irruzione della polizia, che portò al sequestro di 19 scatoloni contenenti videocassette, diapositive e foto aberranti. Quella stessa notte il pretore che aveva disposto la perquisizione ordinò; in tutta fretta l’immediata restituzione del materiale al finto psicologo».

Per quale motivo?

«Dai processi è; emerso che un vescovo era intervenuto per mettere tutto a tacere, giacché nelle immagini rivoltanti figuravano anche religiosi. Non faccio il nome del presule solo per carità cristiana, essendo io ancora credente, nonostante tutto. Si tratta dello stesso vescovo che nel ’93 fu fermato alla frontiera di Chiasso per esportazione clandestina di valuta e che, agli arresti domiciliari, andò in un paese marchigiano ad amministrare le cresime sorvegliato da carabinieri in borghese».

Lei ha visto quelle immagini?

«Purtroppo sì. In alcune comparivano minori stuprati da un cane e sullo sfondo il diploma contraffatto appeso alla parete dell’ambulatorio o il tavolo di cucina del plagiatore. Fu rinvenuto anche l’allucinante diario di un giovane sambenedettese, M. T., che nove anni dopo si sarebbe tolto la vita devastato da questa atroce esperienza».

Ma se gli scatoloni furono subito restituiti, lei come fece a prendere visione del loro contenuto?

«Ci arrivo subito. La sparizione della robaccia fece passare me e gli altri padri per visionari. Mancando le prove dei reati, fummo controdenunciati e calunniati. Finché, passati dieci anni, l’inchiesta approdò nelle mani di un Pm onesto, Ettore Picardi, sostituto procuratore della Repubblica di Ascoli Piceno. Il quale mi convocò; e mi disse: “Io le chiedo scusa a nome della magistratura per quello che le hanno fatto”». (Si commuove). Meglio tardi che mai. «Aggiunse: “So che riferì; a un mio collega di 19 scatoloni fatti sparire. Secondo lei, il proprietario li conserva ancora o li avrà distrutti?”. Siccome non avevo mai smesso di tenere d’occhio quel farabutto, disegnai la piantina del luogo dove secondo me erano ancora nascosti.

Il 19 aprile ’96 ci fu un blitz nel posto che avevo indicato al magistrato: un cospicuo quantitativo di videocassette e foto stava ancora lì. Come parte civile mi fu consentito di duplicarle negli uffici della Procura di Ascoli Piceno. Ecco perché ne conosco lo sconvolgente contenuto. Lo psicologo a capo della setta, qualificata da una sentenza del tribunale di Ancona come “gruppo di degenerati morali”, fu condannato, anche in appello. Ma non per gli abusi sessuali: al processo di secondo grado erano caduti in prescrizione».

Valentino le fu restituito subito?

«No. Totalmente plagiato com’era, non voleva neppure vedermi. Fu tolto alla madre e affidato ai servizi sociali dell’Usl. Che io ho denunciato chiedendo 50 miliardi di risarcimento per aver fornito ai giudici, in 18 anni, solo informazioni menzognere. Hanno persino sostenuto che io avevo abbandonato la famiglia per andare a vivere con un magistrato gay e che ero affetto da manie persecutorie».

Allora come ha fatto a riavere suo figlio?

«È stata una sua libera scelta. A forza di vedere nelle edicole le locandine del Corriere Adriatico e del Resto del Carlino che strillavano “Verdecchia assolto” oppure “Verdecchia vince in tribunale”, ha cominciato a porsi qualche interrogativo e alla fine ha chiesto di venire a vivere con me. Non mi perdonerò d’aver impiegato vent’anni per far valere i miei diritti di padre.

I miei genitori sono morti disperati senza aver mai visto il loro nipotino».

Adesso che cosa fa l’associazione Giù le mani dai bambini?

«Con avvocati e psicologi dà assistenza a papà e mamme cui i tribunali dei minorenni hanno sottratto arbitrariamente i figli e impedisce loro di suicidarsi. In vent’anni non abbiamo perso nemmeno una causa. Ho anche promosso dieci procedimenti penali contro altrettanti magistrati, ma li hanno tutti prosciolti prim’ancora d’arrivare al processo».

Ritiene che dietro la pedofilia si muovano interessi economici?

«Enormi. Come dice l’onorevole Guidi, un chilo di bambino vale più di un chilo di cocaina. Prima lo filmano e ne abusano. Poi, quando deperisce, c’è il mercato degli organi per i trapianti. Ho raccolto segnalazioni importanti. Però non ne voglio parlare fino a quando non troverò le prove. Ho paura. E sono anche molto stanco».

La piaga della pedofilia arretra o avanza?

«Nel 2002 il procuratore generale presso la Cassazione ha segnalato che nel 2001 gli abusi sui bambini erano cresciuti del 129% rispetto all’anno precedente. Da allora la situazione è ulteriormente peggiorata. La spiegazione c’è: 90 volte su 100 il pedofilo fu violentato da un adulto quand’ era ragazzino».

Se ritorna con la memoria alla sua infanzia la parola pedofilia le ricorda qualcosa?

 «Mai saputo che esistesse. Allora si parlava di ricostruzione, di boom economico, di dolce vita. Io non mi riconosco più in questo mondo».

Che cosa pensa del fatto che l’attività contro la pedofilia sia stata quasi appaltata dallo Stato a telefoni amici di vario colore?

«Non voglio riferirmi a casi specifici. Però, forte della mia esperienza, constato che i pedofili spesso fondano associazioni contro la pedofilia e i plagiatori associazioni contro il plagio».

Quindi dovrei sospettarla di pedofilia o di plagio, visto che ne ha fondato una anche lei.

«Con una piccola differenza: io i pedofili li ho trascinati alla sbarra e fatti condannare. E con l’aiuto di Margherita Falcone, una coraggiosa madre di Reggio Calabria il cui figlio fu adescato da un prete nelle Marche, ho raccolto 50.000 firme per sollecitare l’approvazione del disegno di legge numero 800, che reintroduce nel nostro Paese il reato di plagio cancellato nell’81 dalla Corte costituzionale. Un’iniziativa contrastata dalla Chiesa, in quanto creerebbe grossi problemi per i lasciti e le donazioni».

Strano: il fondatore del Telefono antiplagio, Giovanni Panunzio, è un insegnante cagliaritano di religione.

«Lo so. Ed ero presente alla conferenza stampa che tenne in Vaticano per disapprovare la nostra raccolta di firme. In quell’occasione spostò l’attenzione dal plagio all’operato truffaldino di maghi e fattucchiere, smascherando i loro trucchi con l’aiuto di alcuni illusionisti. Non bisogna dimenticare che l’abolizione del reato di plagio fu decisa dopo che un giudice istruttore di Roma, Ilario Martella, aveva sollevato il caso di un sacerdote denunciato appunto per plagio continuato, sottrazione consensuale di minorenni e atti di libidine. Costui aveva creato a Roma, Sassuolo, Montefranco, Camerano, Trevi e anche all’estero varie comunità religiose, radunando intorno a sé giovani sottratti alle loro famiglie e privati di normali rapporti sociali, culturali e affettivi. Fu accusato di trasformare i ragazzi in automi, di costringerli a vivere “nella promiscuità, nella sporcizia e nella libidine”, addirittura di indurli a farsi “deificare”.

Da allora l’Italia è diventata il paradiso dei plagiatori, che sovente saccheggiano i patrimoni di queste sventurate famiglie.

Non ha idea di quanti preti siano usciti dalla Chiesa per mettersi, come dire?, in proprio. Persino un cardinale l’ha fatto». Un cardinale? E chi sarebbe? «Il polacco Stanislav Sapieha Lukomsk. Ora frequenta i Reiki, un gruppo iniziatico di origine giapponese che pretende di trasmettere con le mani un’energia cosmica e divina». Sapieha? Mai sentito nominare. Escludo che abbia mai fatto parte del Sacro collegio. L’unico con questo nome fu Adam Sapieha, l’arcivescovo di Cracovia che nel ’46 ordinò sacerdote Karol Wojtyla. «Infatti il sedicente ex cardinale ha dichiarato al Corriere Adriatico che Adam Sapieha era il cugino di sua nonna. E ha aggiunto d’essersene andato dal Vaticano, dove risiedeva, per “forti contrasti sorti con alcuni cardinali molto potenti”. Al giornale ha fornito le foto che lo ritraggono, in abito talare con fregi rossi e croce pettorale, a colloquio col Papa e mentre accompagna in vacanza lo stesso Giovanni Paolo II in Val d’Aosta».

Ritiene anche lei che la maggior parte delle violenze sui minori venga consumata in famiglia?

«Sì. Ma quello che succede negli istituti mi preoccupa di più, perché hanno una capacità diabolica di coprire i misfatti».

Come impedirlo?

«Si doveva approvare la riforma Castelli sulla giustizia minorile. Invece il presidente della Camera l’ha fatta votare a scrutinio segreto, consentendo a 36 franchi tiratori di affossarla».

Che c’era d’importante in questa riforma?

«Aboliva i tribunali dei minorenni che strappano i figli ai genitori per mandarli nelle case-famiglia dove vengono violentati».

Capisco che abbia il dente avvelenato, però mi sembra una generalizzazione rozza e inaccettabile.

«Io sto ai fatti. Ho appena denunciato alla magistratura una comunità-alloggio che ha per santi protettori una delle più alte cariche dello Stato e il presidente di un tribunale dei minori. Quest’ultimo vi aveva fatto rinchiudere i due figli di una studiosa che ha fatto parte dell’équipe del premio Nobel Rita Levi Montalcini. E sa con quale motivazione? Mancanza di fiducia nelle istituzioni».

Sta scherzando?

«L’unica colpa della donna era d’aver ritirato i figli dalla scuola materna che frequentavano. Risultato: nella casa-famiglia la femminuccia di 6 anni è dimagrita di sei chili in un mese e il maschietto di due anni ha perso quattro chili. E questo sarebbe niente. La bimba è stata messa a dormire con un “educatore” di 35 anni che la costringeva a toccarlo. Ci sono le dichiarazioni scritte e registrate della piccola vittima rese davanti al padre, a un’assistente sociale, a un avvocato e a una psicologa di parte scelta da me. Sul suo corpicino sono stati riscontrati lividi tremendi, che al pronto soccorso si rifiutavano di refertare. Questa è la quotidianità della pedofilia in Italia. Nel giro di 24 ore ho ottenuto dalla Corte d’appello l’immediato allontanamento della bimba da quella comunità».

Fin dal 1905 la pedofilia è considerata dall’Organizzazione mondiale della sanità una malattia. Lei come la curerebbe?

«Come le altre malattie: prevenendola. So che qualcuno propone la castrazione chimica, ma il riassetto ormonale rappresenta tutt’al più una terapia di contenimento. La patologia del desiderio non si cura. Quindi bisogna impedire che questi pervertiti vengano a contatto con ambienti dove vivono i bambini».

Qualcuno propone anche la pena di morte.

«E a che scopo? Quando il danno è stato fatto, non esiste vendetta che lo ripari».

Interessante anche legersi il FORUM delle ASSOCIAZIONI ITALIANE di RICERCA INFORMAZIONE CONTRASTO dei MOVIMENTI SETTARI e CULTI ABUSANTI

Ben fatto il sito informativo sulle sètte dell'Associazione Tutor.

E' significativo come certe sètte cerchino di disgregare altre realtà religiose "diverse", come nel caso della sètta fondamentalista mormona texana, cui furono tolti ben 440 bambini e affidati ai servizi sociali: leggi l'articolo.

 
 
 

SERVIZI SOCIALI COME SETTE MILLENARISTICHE?

Il 21 maggio del 2005 l'associazione FAVIS, in favore delle vittime di sètte, di Maurizio Alessandrini, discuteva in un convegno a Rimini nella sala Manzoni, il tema della manipolazione psicologica, volgarmente detta anche "Plagio: un menticidio impunito". Durante il convegno intervenne anche lo scrittore Marco Minicangeli, autore del libro "La mano sinistra di Dio, le gesta e il sangue delle nuove fedi", ed. Datanews, 2002. A suo ben dire, il Minicangeli affermò che "uno dei peggiori destini che possa capitare ai bambini del terzo millennio è proprio quello di avere come genitori gli appartenenti ad una sètta. Non solo per il fatto che la morte è dietro l'angolo, ma anche per la vita che sono spesso costretti a fare".

La mia mente ha subito ripercorso i primi momenti quando, a Pisa insieme al fratello Marek, si ascoltava mio figlio che parlava delle operatrici che lo incitavano ad "uccidere il proprio padre per poi uccidersi" e alla madre che non doveva sapere che lui chiedesse aiuto al proprio papà e alla sociologa Daniela, "altrimenti mi uccide", ripetendo il concetto in modo terrorizzato, al punto che l'intero sistema venoso-arterioso del suo corpo era sul punto di esplodere e che molti passanti si fermarono preoccupati per questo. Tutto questo accadde un bel pomeriggio del 23 giugno 2008.

Diamo ora un'occhiata alle notizie che ci giungono dal mondo:

  • il 18 novembre 1978, in Guyana, Jim Jones, nel nome della sètta del Tempio del Popolo, riuscì ad uccidere 276 bambini;
  • il 19 aprile 1993, a Waco nel Texas, nel nome dei Davidiani, furono uccisi 25 bambini;
  • il 17 marzo del 2000, in Uganda, Joseph Kibwetere bruciò vivi circa 600 fra bambini e adulti, adepti della sètta per la Restaurazione dei Dieci Comandamenti ( di quale Dio?). Il tempio di Kampala fu trovato ben sigillato;
  • il 5 ottobre 1994, in Svizzera, secondo il rituale del suicidio che conduce alla rinascita, furono ritrovati 25 corpi carbonizzati e 23 cadaveri soffocati con sacchetti di plastica e fori d'arma da fuoco dietro la nuca;

L'elenco potrebbe essere più lungo ma ci fermiamo qui.

Appurata la fine indegna che fanno i bambini quando, come diceva il Minicangeli, si trovano tète-a-tète con questi "angeli di morte", io aggiungerei un dettaglio che, in mesi di personali indagini, comincia a configurarsi come una ipotesi più che inquietante: vuoi vedere che i Servizi Sociali di molte città, in Italia e in Europa, nascondono delle vere e proprie organizzazioni pedo-criminali di stampo sèttario millenaristico, le quali hanno il chiaro fine di lucrare sull'infanzia per poi distruggerla per sempre?

Nella vita nulla è impossibile.

Per una valida risposta ho scelto di proporvi i paragrafi da p. 59 in poi, del libro di Caterina Boschetti (recensione nella colonna a destra del mio blog) "Il Libro Nero delle Sètte in Italia". Il titolo del capitolo è "I bambini nelle sètte". I paragrafi sono:

a) la mattanza dei bambini

b) scolarizzazione inadeguata

c) cure mediche o preventive

d) diete e scarsa alimentazione

e) abusi psicologici e emozionali

Paragrafo successivo, a p.60:

"Vietato il ruolo dei genitori nell'educazione dei minori".

Partiamo da quest'ultimo paragrafo a ritroso verso gli altri. Scopriremo che

"Sono molti i movimenti religioso-magici che non ammettono il ruolo genitoriale nel medesimo modo in cui, in alcuni Paesi sottoposti a regime, si sottraevano i figli alla famiglia per educarli in campi comuni"

Regime....campi comuni....

La mia mente ripercorre le nozioni della celletta di memoria dedicata alla storia e associa altri termini:

Regime=Reich

Campi comuni=campi di sterminio o di concentramento

Ora vediamo di cosa parlano gli altri paragrafi, da a) a e) del capitolo "I bambini nelle sètte":

  • alla lettera a) si afferma che "il controllo su di loro (ndr. i bambini) risulta assai rigido, se questi non osservano scrupolosamente quanto imposto la coercizione punitiva fisica e psicologica e/o sessuale è a dir poco violenta",
  • alla lettera b) si afferma che "i bambini che fanno parte di alcuni gruppi distruttivi non vengono quasi mai avviati alle scuole pubbliche, in quanto potrebbero imparare cose contrarie agli insegnamenti del culto medesimo in cui sono inseriti insieme ai genitori";
  • alla lettera c) si afferma che, oltre al fatto che le cure dei bambini siano "assai improprie e carenti", "anche ai bambini vengono somministrati stupefacenti capaci di creare delle vere e proprie dipendenze, anche in giovanissima età";
  • alla lettera d) si afferma che "oltre a una dieta prevalentemente vegetale e alquanto scadente (...) i minori, oltre a essere presi in giro dai compagni di scuola per i loro vestiti e per il modo di mangiare, non potevano accettare caramelle o altri dolci (ndr. da persone "estranee")".

Proviamo ora a far coincidere le situazioni vissute da questi bambini condizionati da sètte, descritte in questi paragrafi, con quanto accaduto a mio figlio Alberto a Messina:

a) Controllo rigido e punizioni. Esattamente ciò di cui parlava Albertino! Le operatrici cercavano di punirlo per ogni parola o gesto detti, il che procurava una reazione ancora peggiore in lui. Un giorno arrivarono all'assurdità di comunicarmi tale irrequietezza di Alberto incontrollabile, che per me poteva essere placata solo con l'abbandono di quei luoghi di detenzione e il ritorno ad una famiglia di origine. Ogni volta che lo incontravo c'erano ben due educatrici " a guardia", spesso insolitamente "compiacenti", ma mai distratte verso la benchè minima parola fra mio figlio e lo scrivente, quasi a voler dirigere ogni nostro sospiro. Fu per questo che scrissi una lettera dove chiedevo di "allentare la morsa" durante quei miseri incontri di un'ora per due volte a settimana col figliolo.

b) Scolarizzazione inadeguata. Fu una delle prime confessioni emerse dai racconti di Alberto dopo il 3 gennaio 2009, data in cui decisi, senza più consultarmi con nessuno, di portar via mio figlio da quell'inferno di abusi: mio figlio aveva sospeso la scuola.

Ecco perchè Albertino parlava in certi modi! Ascoltate questa conversazione, registrata in comunità durante un nostro incontro di un'ora:

2008, 22.5 - Alberto dice che possiamo fare i compiti ma solo inventati.mp3  

In compenso iniziò a parlare di viaggi organizzati a Siena piuttosto che in famiglie affidatarie, e persino a trovare medici che avrebbero dovuto convalidare il ricovero in strutture per bambini scemi, a Milano, per poi passare al regno dell'occulto con messe nere nella chiesa della SS. Annunziata di Messina, con incappucciati simil-massonici e inni a Satana, droga e persino ricoveri d'urgenza all'Ospedale Papardo per malori post-narcotizzazione!

c) Cure mediche e preventive. Le uniche cure ho potuto attivarle nel dicembre 2007, dopo ben 3 settimane di insistenze, presso il Bambin Gesù di Roma, per il cedimento della cavetteria del suo pacemaker. E sono stato accusato subito di aver procurato la rottura del pacemaker conuna caduta dall'altalena (pensate un po!): tentato omicidio! Mio figlio poi candidamente mi rassicurò sul fatto che era la madre a costringerlo a dire, anche a lui, che io avessi cercato di rompergli il pacemaker, continuando a fornire dettagli raccapriccianti su presunte narcotizzazioni, dopo una certa "messa nera", insieme alle educatrici della comunità Sofia Idellson di Messina. Dopo il droga-party mio figlio rischio, per l'appunto, il collasso cardiaco e fu per questo portato presso l'Ospedale Papardo, poichè nemmeno riusciva ad alzarsi dal letto la mattina dopo. Insomma, chi è che ha tentato l'omicidio?

d) dieta e alimentazione. Scarsa? Quando mio figlio si è ritrovato con i due "babbi", Marek ed io, conosceva solo "pasta al sugo", "sofficini", "pizzette e crocchette" e "patatine fritte". Dieta di grassi saturi. Priva di sostanza. Mai un'insalata. Niente legumi, minestre, carne, cose alquanto rare, come la frutta. Niente vitamine e proteine. Mai fatto una colazione. Diceva che non erano soliti prepararla. Era magro come un chiodo. Ero riuscito persino a scattargli una foto, sia prima di entrare nel carcere-famiglia" che dopo. Insomma sia la madre che le sue amiche educatrici lo tenevano ad un regime alimentare da bambino dell'Africa Nera. L'ospedale Bambin Gesù, scriverà in cartella il dato 5 kg sotto il peso minimo, già dal dicembre 2008. Ma naturalmente nessuno oserà accogliere le mie numerose segnalazioni scritte al Servizio Sociale dall'estate 2007 fino a tutto il 2008. PAsserò piuttosto come genitore "che perde il controllo", "che si altera", "vittimista", "poco consono", ecc.

e) abusi psicologici ed emozionali. Questo paragrafo sarà, con ogni probabilità,  oggetto di una trattazione a parte poichè gli abusi psicologici sono alla base dell'intera vicenda, nell'arco di tutto il 2007 e 2008, sia in famiglia che in comunità, dal momento che sembra ci sia una certa "amicizia" fra i due ambienti, una sorta di "sodalizio".

Intanto è già abbastanza eloquente questa denuncia: 

Luglio 1, Denuncia Squadra Mobile.pdf

e questa telefonata ad Albertino in LINEA DIRETTA COL GIUDICE:

Ottobre 11, 2008 - Telefonata Alberto - Se il Giudice dice....mp3

Intanto, mentre questo pezzo di magistratura di stampo criminale settario si accanisce sull'unico genitore sano della vicenda, con sofisticati "giochi proibiti", nel  Sfido qualunque giudice messinese a contrastare questa mia analisi e lo invito a rivedersi anche gli audio e i video depositati.

2008, 15 Febbraio, in una telefonata con maestra Prestipino, mio figlio era già stato dichiarao "rovinato", ammettendo che solo quando vedeva il proprio padre fosse più equilibrato.

 

 
 
 

SPROFONDARE NEL REGNO DELL'OCCULTO

Post n°364 pubblicato il 26 Novembre 2009 da musicoloco

Il 26 novembre del 1925 furono emanate alcune norme italiane che bandivano le società segrete. Persino Mussolini, con una dichiarazione pronunciata il 22 luglio 1924, in sede del Gran Consiglio, si dichiarò antimassone e antigiustinianeo, anche se, paradossalmente, il suo medico di famiglia, un certo Ambrogio Binda, era un massone di Piazza del Gesù.

Tante contraddizioni. Un mare magnum di contraddizioni, con un unico filo conduttore: i soldi e il potere nelle mani di pochi. E in questo mare c'è chi rema a favore e chi contro corrente. Dipende dall'ora solare del giorno delle calendae. E se poi finiscono i soldi in una "famiglia", beh, non c'è alcun problema: si passa ad un altra. Se un'azienda si prosciuga si passa a quella accanto.

E così dal soldo si passa pian pianino al regno dell'Occulto. C'è chi crede che Satana dia potere, chi invece si crede di essere Satana, chi offre visioni esoteriche di tipo idilliaco, con effetti "speciali", ad un gruppo di "credenti", i quali crederanno e quindi aderiranno a quel dogma, diventando così "adepti". In fondo chi non ha sperimentato il potere di convincimento? Se una persona è convinta di quello che pensa è capace di influenzare intere masse di "credenti", anche se a quelle masse stia indirizzando insulti e idiozie di ogni genere. Mai come oggi l'apparizione della Madonna stessa ha fatto così tanti soldi fra gli "adepti". E così per far soldi qualcuno sceglie di "calarsi nell'ombra", un po' come farebbe un'illusionista quando deve occultare il trucco della "donna segata in due senza una goccia di sangue".

A p. 291 del capitolo "Una voce critica", libro "Fratelli d'Italia, del buon Ferruccio Pinotti, leggiamo una testimonianza di una quarantenne anonima, dal nome fittizio di Alessia, la quale ha scelto di di depositare quanto dichiarato nel libro presso un notaio, probabilmente con qualche timore per la sua incolumità. Alessia afferma che la segretezza non significa qualità della ricerca spirituale. Il segreto è utilizzato come barriera per nascondere la mediocrità spirituale di certi massoni. O per avere una rete di rapporti d'affari garantita".

Rete. Affari. Mediocrità. Segretezza.

Del resto in un'intervista al Gran Maestro della Gran Loggia Nazionale d'Italia, il dott. Luigi Danesin, con all'attivo circa 8800 "fratelli", apprendiamo che esistono "logge e obbedienze spurie, persone che si attribuiscono titoli roboanti tra di loro, ma che non hano riconoscimenti internazionali". Eh sì, perchè per essere "loggia riconosciuta" in Italia è necessario passare per un riconoscimento che provenga direttamente dagli ambienti reali inglesi, secondo protocolli di pensiero di tipo dogmatico. E c'è anche il pensiero adogmatico, che, per intenderci, è una corrente opposta, più nostrana, diremo mediterranea ellenistica - e quindi più vicina alle origini di qualsiasi disciplina iniziatica esoterica - che ammette, fra l'altro, la presenza di donne nella "obbedienza" massonica. In Italia le donne hanno creato la distinzione netta fra le due logge principali, quella di Palazzo Vitelelschi, la Gran Loggia Nazionale d'Italia, e quella della Gran Loggia Regolare d'Italia: una le ammette, l'altra no.

Senza contare che, mentre la Gran Loggia d'Inghilterra opera un po' ovunque nel bacino mediterraneo con l'interesse di avere "filiali" che facciano gli interessi della "casa madre", come ci spiega Aldo Mola nel suo libro edito dalla Bompiani nel 1997, per altri versi ci giunge notizia che lo stesso re Carlo d'Inghilterra si sia sempre sottratto all'iniziazione massonica, minando non poco il futuro della massoneria inglese stessa. Pensate: in Inghilterra il sovrano è anche Gran Maestro e, nel contempo, capo di Stato e capo della Chiesa Anglicana. Se Berlusconi avesse tutti questi titoli...

Alessia l'Anonima ci spiega anche di aver conosciuto "gradi elevati (ndr. della massoneria) che non sapevano nulla di quello che è un vero cammino iniziatico", per non parlare di ambienti definiti "puttanaio!" (cfr. p. 287 e 292 di "Fratelli d'Italia").

Torniamo ora al concetto di occultismo, quel modo "non visibile" che in quest'epoca malversa anche su quelle famiglie che dicono NO alla sottrazione dei propri figli da parte dei Centri di Potere italiani, e che per questo si consultano fra di loro.

Beh, la sapevate l'ultima?

Giungono bersagliamenti, secondo un principio di diffamazione voluto, su siti di assistenti sociali e forum vari, ognuno di quei genitori denuncianti risulterebbe inattendibile e, anzi, nasconderebbe ben altre storie dietro le proprie querele al "sistema".

Lo conosciamo. Si chiama debunking. E a farlo sembrerebbero addirittura genitori ex-denuncianti, i quali, in principio - almeno così sembrava - erano fra quelle "vittime" colpite dal fenomeno pedo-criminale ufficializzato della sottrazione di minore facile.

Come li chiamiamo? Informatori? Infiltrati? Venduti al nemico? E' opportuno pensarci un po' e indagare a fondo. Per scoprire perchè si comportano così.

Insomma: la guerra di tutti contro tutti è aperta.

A proposito:

http://blog.panorama.it/italia/2009/11/13/i-nostri-figli-portati-via-da-un-giudice/

Finalmente se ne parla...

 
 
 

SAN MARINO "A PORTE CHIUSE" ESPELLE DA AULA DUE GENITORI: MAREK E AUGUSTA NON GRADITI!

Pubblico volentieri gli sviluppi della vicenda e saluto cordialmente due amici di "sventure", e mi auguro che tali sventure terminino un giorno per tutti. Marek, vedrai che qualcosa si muoverà.

                                                     

PUBBLICHIAMO L’ARTICOLO DI MASSIMILIANO SACCHI DAL SITO REALITY RSM.

Vogliamo anche invitare lo stesso Sacchi a scrivere direttamente sul nostro giornale, qualora voglia denunciare fatti e malafatte. Lo aspettiamo!

”Era da tempo che non parlavo o scrivevo in merito la malagiustizia sammarinese e i vari soprusi che diverse persone ( padri e madri), me compreso, lamentano, “. Per chi ancora non avesse capito chi sono o per chi ancora non mi conoscesse “REALMENTE”, vorrei presentarmi. Mi chiamo Massimiliano Sacchi e ben presto pubblicherò la mia storia vera sostenuta da “prove” e non da teorie come invece è stata pubblicata nei fascicoli della causa civile n.300/2007 straboccante di falsità, menzogne, diffamazioni e accuse infondate delle quali non è mai stata depositata una sola prova.
PREMESSA : Se fossi stata il mio avvocato non ti avrei permesso di scrivere quelle diffamazioni orrende e prive di fondamento. Se fossi stata il mio avvocato sicuramente avresti vinto la causa nella prima udienza. Di prove ne avresti avute a sufficienza ma del resto lo sai benissimo ! !( chi ha buon orecchio e buona vista intenda!)
TORNANDO AL PARADOSSO: Stamane assieme ad una carissima ragazza madre di Rimini, ho deciso di recarmi presso il Tribunale Unico di San Marino in quanto ero stato avvisato che si sarebbe svolto il processo in 2° grado per la vicenda del ragazzo Polacco che , secondo l’accusa, avrebbe sottratto i propri figli alla ( ex moglie).
Vista naturalmente l’importanza di questa causa penale, che tratta un tema molto delicato ossia la sottrazione minorile, ho deciso di presentarmi accompagnato con la sig.ra Augusta Diamante, la madre Italiana alla quale è stata sottratta la figlia in tenera età dal padre sammarinese ed è stato archiviato tutto in modalità fulminea presentando tra l’altro una motivazione che chiunque avrebbe ritenuto insufficiente e non chiara. A breve pubblicherò la storia di Augusta Diamante al fine di rendere pubblica un indecenza che è stata tenuta sottaciuta per troppo tempo e sta facendo soffrire una creatura molto piccola.
Tornando all’udienza in 2° grado che vede imputato il Sig. Marek Norbert Szyszkowski di sottrazione minorile, attendiamo ansiosi, io e la Sig.ra Diamante, di entrare in aula per capire cosa realmente significhi la parola, “o” ,accusa “sottrazione”, ma accade un imprevisto molto strano che sinceramente non mi ha stupito più di tanto ma dovrebbe, al contrario, fare riflettere certe persone che leggono. ( avvocati e giudici inclusi)
Io e la Sig.ra Augusta Diamante entriamo all’interno della sala udienze, quando ad un certo punto, il magistrato si esprime e non inizia l’udienza.
Non potete essere presenti “si pronuncia”, questo processo è a “porte chiuse” e non potete assistere.
Rimaniamo esterrefatti ! ! e con educazione ci allontaniamo dal processo uscendo dalla sala udienze. Il paradosso sta nel fatto che io e la sig.ra Diamante ci eravamo accertati se il processo si teneva a porte aperte, a porte chiuse o porte “semi aperte”.
Eravamo stati informati da fonti certe che il processo si sarebbe svolto a porte aperte. STOP non aggiungo altro
Per quale motivo non ci hanno voluto? Forse eravamo scomodi a qualcuno? Indesiderati da qualcuno?
Abbiamo parlato con l’avvocato del Sig. Marek Szyszkowski, Avv. Alberto Francini, il quale oltre ad essersi dimostrato molto educato è rimasto stupito anch’esso del fatto che ci abbiano fatto uscire dalla sala udienza. Lo stesso avvocato, Alberto Francini , si era opposto a tale richiesta. Sembra addirittura che il magistrato non vedesse tutti questi grossi problemi nel farci assistere al processo di Marek Szyszkowski.
A questo punto le domande nascono spontanee e cioè: chi non ci voleva? Per quale motivo? Forse perché si parla di minori naturalmente già divulgati in tutta la stampa Italiana, Polacca e Sammarinese? Parliamo della solita e strumentale tutela dei minori?
Non eravamo gli unici ad essere presenti al processo ma vi era anche un’altra ragazza che però è stata fatta uscire solamente “DOPO” l’ingresso mio e della Sig.ra Diamante. Come mai non è stata fatta uscire prima ma è stata fatta uscire solamente ,e appena, siamo entrati io e la Sig.ra Diamante? Forse per giustificare la nostra presenza “non gradita”? Se non ci fossimo presentati io e la Sig.ra Diamante avrebbero permesso alla ragazza di restare in udienza?
Non aggiungo altro in quanto ancora sono veramente scioccato dall’accaduto.
Commentate voi perché io non ho altro da aggiungere “ PER IL MOMENTO”.

 
 
 

IL GIRO DI PEDOFILIA INTORNO ALLE FIGLIE DI MARIA PIA MAOLONI

Post n°362 pubblicato il 08 Ottobre 2009 da musicoloco
 

Non accenna a diminuire l'intensità di questa Malagiustizia da "mercatino del bimbo" che sembra favorire maggiormente chi abusa dei bambini, che sia un genitore oppure un rappresentane delle Istituzioni stesse. E tale fenomeno si estende all'intera Europa, varcando anche l'Oceano, fino in Argentina. Ovunque è una carneficina.

Bambini, che non si possono difendere in quanto ancora poco consapevoli, sono costretti a rimanere con i loro sequestratori e segregatori, pedofili e séttari, spesso pagani, adoratori di culti tribali di liberazione della carne. Sostanzialmente persone con enormi problemi psichici, che però sono volutamente scambiate per sane da un popolo di pescecani che si appresta a inserire l'abuso fra i comportamenti consentiti dall'essere umano, soprattutto verso i bambini. Come dire: "se tua mamma abusa di te... sopporta! Fa parte della vita!".

Quanto ai riti satanici distruttivi, tipici delle sètte, beh, quelli sono dei culti come altri. Del resto la Costituzione prevede la liberta di culto, no?

Quale migliore occasione, per ritornare di 4000 anni indietro ad un'era pagana, di scegliere la crisi di fede e di valori dell'anno 2009 e invertire il male con il bene?

 Ed eccoci a parlare delle due figlie di Maria Pia Maoloni. Potete seguire la storia attraverso questo blog http://salvarefionaemilla.blogspot.com/.

 

 

 
 
 

DONNA AMERICANA STUPRA BAMBINA DI 4 ANNI POI LA ACCUSA DI AVERLA SEDOTTA

Post n°361 pubblicato il 07 Ottobre 2009 da musicoloco
 

Pedofila stupra bambino di 4 anni

Una donna di 37 anni, impiegata in un day-care center di New York, ha ammesso di aver ripetutamente stuprato un bambino di 4 anni. Khemwhatie Bedessie, questo il nome della donna, ha intrattenuto rapporti sessuali con il bambino di 4 anni almeno 3 volte in un arco di tempo tra Gennaio e la prima settimana di Febbraio.

Il 20 Febbraio il bambino ha raccontato alla madre di esser stato costretto da Khemwhatie Bedessie a seguirla in bagno, dove poi sarebbe stato stuprato dalla donna. La madre del bambino ha quindi allertato le autorità e poco più tardi ottenuto una confessione di colpevolezza da parte della Bedessie.

Da quanto è emerso dalle indagini investigative, pare che la Bedessie era solita abusare del bambino tra le 7 e le 9 del mattino, ovvero prima che arrivassero gli altri insegnanti del day-care center.

Fin qui la storia sarebbe già orrenda, seppur nella sua drammatica ordinarietà, ma è nel successivo comportamento della Bedessie che la storia passa da orrenda ad abominevole.

Infatti la pedofila in questione, in pieno stile femminista della donna "mai responsabile di niente", ha successivamente accusato il bambino di 4 anni di averla sedotta. Fonti di polizia che stanno investigando sul caso hanno infatti affermato che la donna ha impugnato come difesa una "bizzarra" accusa secondo cui il bambino (4 anni) l'avrebbe sedotta.

Questo è sicuramente un esempio estremo dell'incapacità della maggior parte delle femmine occidentali di prendersi la responsabilità delle proprie azioni, ma di esempi simili -seppur in scala minore- ne possiamo vedere ogni giorno: femmine che mandano in bianco i mariti e poi si lamentano se questi ultimi vanno a prostitute, femmine mediocri con poca o nessuna capacità che incolpano il "patriarcato" quando falliscono in qualche ambito, femmine acide e avanti negli anni che nella loro giovinezza si atteggiavano a Regine e poi a 35-40 anni si lamentano che nessun uomo vuole sposarle perchè i "maschietti sono mammoni e non vogliono prendersi nessuna responsabilità".

Di esempi c'è ne sarebbero a non finire in questo Occidente Femminista che ha disastrosamente insegnato alle femmine di non prendersi mai nessuna responsabilità perchè il capro espiatorio è sempre lì a loro disposizione: il "Genere Maschile", il "Patriarcato", etc.etc.

Questa volta però il piagnisteo non sarà sufficiente, l'accusa è troppo grave, e anche se la pedofila in questione riceverà un trattamento più morbido di quel che avrebbe ricevuto un uomo nella stessa situazione, una decina di anni di galera dovrebbe farseli.

 
 
 

NUOVO SEQUESTRO AD OPERA DI TRIBUNALI E ASS. ASOCIALI "TRAVERSALI"

Nell'anno 1935 il Terzo Reich fece un esperimento sul genere umano: togliere gli ebrei dalle loro case per deportarli nei campi di concentramento, come quello di Auschwitz. Prima di deportarli nei campi li rinchiusero nei loro stessi ghetti, privandoli dei loro effetti personali, umiliandoli e tenendoli ammassati e confinati in uno spazio limitato, privati del cibo e persino di un po' d'acqua.

Sono passati la bellezza di 74 anni. Un bambino superstite sopravvissuto alle deportazioni sarebbe ora nonno.

Nell'anno 2009 è iniziata una nuova era occulta, invisibile, sulle orme del nazifascismo, modello "1984 di George Orwell", dove con mille scuse (l'interesse "preminente" del minore, la psichiatria "scientifica", il servizio sociale "che ti aiuta", il tribunale dei minori - o minorati?-) si aprono "le porte dell'inferno" e intere generazioni sono spazzate via.

E' urgente fermare questo genocidio di bambini del 2000, di famiglie intere le quali, a causa di trascurabili e risolvibili problematiche della loro vita familiare quotidiana, sono ridotte in schiavitù, insieme alla loro prole, da un sistema abusatore, pedofilo e satanista (soprattutto), ormai Re di Babilonia.

Anche una famosa astrofisica 87enne, la Margerita Hack, si muove per denunciare abusi e sequestri di minori ad opera di bande di pedo-criminali con sede presso i Tribunali e gli Enti Locali e gli Ordini Professionali:

Non meno significative e precise (è stato detto tutto ciò che serviva sapere!) le parole di questa madre "truffata", di Thiene (VI), che ha ricevuto un pacchetto regalo da parte dei Servizi Sociali della sua città:

 
 
 

EMERGENZA FAMIGLIA

Mentre i politici, Napolitano in testa, si sgolano per cercare, in tutta fretta, di ricoprire il letame fuoriuscito dalla cisterna di Chernobyl, creato in tanti decenni, per avvelenare gli animi di tutti coloro che vivono in Italia, italiani compresi, da Nord a Sud assistiamo ad ua vera e propria persecuzione modello nazista. I nuovi kapò del sociale sono i Servizi Sociali italiani, insieme ai Tribunali dei Minori e, spesso e volentieri, anche quelli Ordinari.

Le scene sono apocalittiche.

Forze del'Ordine che intervengono con i mitra in mano, per portare via bambini di pochi anni di vita ai rispettivi genitori, madri o padri che siano, con spiegamenti di forze dell'ordine, vigili del fuoco e orde di esperti del settore psichiatrico.

Insomma una scena che ci suggerisce un' esecuzione sommaria in piena regola. Un esempio per tutte quella che ha subito Fabio Barzagli di Firenze, ad opera dei Carabinieri, su suggerimento i qualche Giudice perbenista buonista, "amante dei bambini". Ma se ascoltiamo le parole del CCDU, e di molti altri casi, da tempo immemore affrontati anche dal romano Ceccarelli (vedi il Daddy's Pride) e anche quelli che stiamo raccogliendo, ci rendiamo conto della magnitudine del fenomeno.

A noi si presenta dunque una scena in cui forze occulte, certamente trasversali allo Stato Italiano, stanno volutamente disgregando la famiglia per ridurla ad un vagone di perseguitati e poi sottomessi a qualche sub-cultura post-mondialista di carattere pseudo-esoterico.

Abbiamo prove di relazioni false, timbri falsi, accuse false, famiglie presunte "sporche e trasandate", "indigenti", "per uno schiaffo", "per un urlo al figlio", "padri poco consoni", "aggressivi e oppositivi", "madri incapaci". Interviene il plotone di esecuzione e i figli spariscono in Centri di Smistamento, o per altri lidi, tipo Centri Psichiatrici per bambini Dementi o altre famiglie arricchite "del giro" o le amatissime "Case Famiglia", il surrogato della Famiglia Italiana, che si beccano non pochi soldini per aver preso un paio di bambini in consegna.

Ne abbiamo individuate alcune che per legge tengono 4 volte tanto il numero consentito di minori "detenuti".

Cosa ci fanno con questi bambini non è dato saperlo.

 Ma mio figlio Alberto ha parlato.

Ha parlato tanto, troppo, mentre la sua piccola anima si contorceva disperata, temendo ritorsioni e ritorni al passato infernale.

 Qui non si scherza. Questi sono affari, mica giochi, Albertino!

 Qui Gesù non c'entra più. Dio è morto.

Consultate anche il sito http://members.libreopinion.com/it/aiutobambini/ di Roberto Vigliotti, altra famiglia vittima delle persecuzioni dei Servizi Asociali italiani.

 
 
 

BAMBINI E GRANDI AFFARI PER ENTI LOCALI E TRIBUNALI IN TEMPI DI CRISI

In una sola settimana mi hanno contattato almeno 6 casi importanti, attraverso email e attraverso chiamate dirette o segnalazioni. In tutti questi casi, che poi pubblicherò, appena finito di ascoltarli, si evidenzia in modo chiaro e lampante, come i Tribunali e gli Assistenti Sociali, insistano nel sequestrare i figli degli altri. In due di questi casi è evidente la forma persecutoria con la quale l'organizzazione criminale, a capo di tali Enti Locali (vale a dire, gli assistenti sociali) e di tali Enti Giuridici (vale a dire, i Tribunali), emette sentenze per far sparire "in luogo segreto" (MANCO FOSSIMO DEI DELINQUENTI!) i figli di famiglie che hanno pochissime colpe.

Quali colpe? Beh, allarghiamo per un attimo il discorso alle notizie che scorrono sui giornali di questo agosto 2009. Io mi avvalgo della redazione del quotidiano di Concita De Gregorio, dove, a p. 13, si parla della chiusura della fabbrica storica di Melfi(titolo di testa "IL LAVORO CHE NON C'E').

Melfi da te.

Per fortuna non sono il solo a pensare che il Governo di Berlusconia stia nascondendo il frutto delle annose scorribande di un manipolo di affaristi, a tutti i livelli, i quali hanno letteralmente depauperato lo Stivale, nascondendo poi gli effetti di tale razzìa, attraverso la "video-politica" e il RealPolitik.

E così come nascondono che tutto chiude in Italia, dalle fabbriche alle piccole aziende, figurarsi se non vi vogliono nascondere che esiste un vero e proprio traffico di minori, che utilizza Tribunali e assistenti sociali, per trasferire, sequestrandoli, il maggior numero possibile di minori in strutture "lager" o "gulag", allo scopo di lucrare SULLA VITA DI INTERE GENERAZIONI FUTURE.

ECCOLE LE COLPE DI UN GENITORE ITALIANO, CUI UN TRIBUNALE SOTTRAE LA PROPRIA PROLE: AVERE POCHI SOLDI.

DUNQUE DEVO IMMAGINARE CHE QUESTO BUSINESS DELLE SOTTRAZIONI DI MINORI SIA DESTINATO AD AUMENTARE VERTIGINOSAMENTE DATO CHE PER IL 2009 E' PREVISTA LA CHIUSURA DI ALMENO DECINE DI MIGLIAIA DI AZIENDE.

Tutto coincide alla perfezione con quanto affermato (e da me segnalato sul blog in QUESTO messaggio del 14 maggio scorso) da Ilaria d'Amico in una puntata del Programma-Dossier "Exit". L' affascinante Ilaria usa questi precisi termini, da me condivisi al 100%, in apertura di puntata:

"ci siamo occupati la settimana scorsa, lo ricorderete, di bambini senza famiglia, denunciando un business nuovo, qualcuno lo ha chiamato il business del nuovo millennio, quello delle case famiglia, che sono sorte, come ambiente più riservato, alla chiusura per legge degli orfanotrofi. Ebbene, abbiamo denunciato il fatto che molte case famiglia tratengono più a lungo o trattengono ingiustamente i bambini anzichè favorirne l'affido. (...) Quindi, doveva esse solo un passaggio transitorio quello della casa famiglia" (Exit, La7, 17 Aprile 2009)

La giornalista Lisa Iotti, responsabile del dossier, ha subito diverse intimidazioni, in corso d' inchiesta, mentre si aggirava nei territori di Partinico (PA), in Sicilia. Afferma una signora siciliana, intervistata dalla Iotti: "A Partinico negli anni '80 c'erano i cantieri lavoro, oggi ci sono i Servizi Sociali e le Case Famiglia". Sul blog "LiberaMente" è possibile apprendere i dettagli raccapriccianti di tale inchiesta, grazie all'articolo di Walter Molino del 24 Maggio, 2007 "Il Gioco del Silenzio".

Ecco uno stralcio di questo articolo, che potrebbe essere uno stralcio dell'estate 2008 vissuta dai Caimmi padre e figlio, alle prese con la Comunità "Sofia Idellson" di Messina, anch'essa dal sottoscritto querelata, addirittura per pedofilia e satanismo:

"Il silenzio è d’oro. Un impenetrabile alone di mistero avvolge i protagonisti di questa storia. Qualcosa, o qualcuno, sconsiglia di parlare e di esporsi, e piuttosto parte la caccia all’untore: c’è una talpa in qualche ufficio che ha voluto sollevare il polverone? Chi è l’infame che ha caricato la fionda delle ispezioni? E così, anche chi avrebbe da dire preferisce tacere. Anche chi in quelle comunità alloggio ci ha lavorato, e storie da raccontare ne avrebbe, non se la sente di fare il "grande passo".  Roba da infami, perchè  mettersi nei guai, ma lo sai o no dove viviamo?" (da http://www.partinico.info/?q=gioco_del_silenzio)

Non oso descrivere i danni incalcolabili che subiranno questi bambini de-bambinizzati, schiavizzati e seviziati, a regime alimentare da sottosviluppati, inquadrati in educazioni "standardizzate", a base di minacce e ritorsioni, plagio (reato abolito) e punizioni corporali e "negazioniste", bambini mescolati fra loro di ogni età.

A quelli che non credono alle mie parole dico che presto arriveranno le prove di quello che si scrive in questo blog. State tranquilli.

Sembra proprio che gli articoli di codice più usati per questi blitz da sequestratori senza riscatto siano il 403 e soprattutto il 336 c.c., ultimo comma.

In entramnbi i casi si tratta di abusi di potere eclatanti, soprattutto per l'art. 336.

Spero in futuro di poter stendere una relazione ben dettagliata sui due articoli citati, a dimostrazione della strumentalizzazione della legge a danno di minori di età.

Leggete, per il momento, QUESTO articolo, tratto dall'Unità del 19 giugno 2006, p.27.

 
 
 

COME CALPESTARE L'ARTICOLO 1 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA

Post n°357 pubblicato il 24 Agosto 2009 da musicoloco
 

A cura di Bruno Aprile:

Il 2° comma dell’articolo 1 della Costituzione italiana recita:

“La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”


Sviluppiamo:

A chi appartiene la sovranità?

Al popolo!


Come la esercita?

Nelle forme e nei limiti della Costituzione stessa!

Quali sono le forme ed i limiti stabiliti dalla Costituzione?

Quelli stabiliti dagli artt. 55 e segg. e art. 92 e segg.


Ora se il Parlamento ha il potere/delega di fare le leggi e di decidere, in rappresentanza del popolo (democrazia rappresentativa) lo deve/può fare in armonia con la volontà popolare.

Si tratta di stabilire se è prevista una forma di manifestazione della volontà popolare a prescindere da quella della rappresentanza eletta ( Parlamento).

Nella Costituzione italiana, in armonia col concetto di democrazia (sovranità esercitata dal popolo), esistono infatti dei principi che consentono la manifestazione della volontà popolare. Tali principi sono esposti agli artt. 50, 71, 75, 138.

Art. 50
Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità.

La Petizione è una richiesta ufficiale (se fatta come si deve) che viene fatta dalla popolazione alla rappresentanza che non può essere ignorata, poiché è uno strumento che consente al popolo di esercitare, come giusto che sia, l’esercizio diretto della sovranità stabilita dall’art. 1.

Ignorare le petizione significa ignorare la sovranità popolare e cade il concetto di rappresentanza. Quindi il Parlamento che ignora tale diritto o le richieste fatte da parte della popolazione si eleva alla funzione di sovrano anziché rimanere nella funzione di rappresentante (del popolo sovrano).

Art. 71
Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.

Il Popolo può proporre al Parlamento dei progetti o disegni di legge, ben redatti anch’essi in articoli e commi, che il Parlamento non può ignorare a priori. In caso di inammissibilità di tali progetti di legge è tenuto a giustificarne e spiegarne le ragioni… ma non a ignorali (i motivi sono gli stessi esposti sopra).


Inoltre, il Parlamento, ha introdotto delle leggi che impediscono di fatto al popolo l’esercizio di tale diritto poiché ha imposto l’autentica delle firme entro un termine di tempo che non può essere mai soddisfatto dai cittadini che propongono tali progetti o disegni di legge. Solo un’organizzazione partitica ha la struttura ed i fondi (grazie sono soldi del popolo stesso) per organizzare tali raccolte firme autenticate entro detti tempi stabiliti.


Torniamo sempre lì.

Se solo i partiti, che sono gli stessi che compongono il Parlamento, possono fare questo... dov’è la possibilità di utilizzo di tale strumento, da parte del popolo, che esula dalla rappresentanza eletta?

Non è ostruzionismo alla sovranità stabilita dall’articolo 1 della Costituzione? Non è questo un raggiro? Un’usurpazione della sovranità popolare?

Art.75
È indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.

Anche in questo caso, con l’autentica delle firme entro un troppo ristretto limite di tempo, il Parlamento ha fatto la stessa cosa descritta al commento relativo all’art. 71.


C’è da aggiungere inoltre che: per citare due soli esempi (Abolizione del Ministero dell’Agricoltura e del finanziamento pubblico ai partiti), sono stati spesi miliardi (denaro dei cittadini stessi) per organizzare ed indire referendum popolari che, nonostante l’abrogazione delle leggi sottoposte alla volontà del popolo, che si è espresso favorevole a tali abrogazioni, sono state reintrodotte senza nemmeno parlarne o chiedere il parere del popolo… ovvero senza giustificarne dovutamente le eventuali necessità della loro reintroduzione.

Inoltre aggiungo che, a prescindere da tali eventuali necessità (e sottolineo eventuali), ciò che è stato deciso per volontà costituzionalmente prevista del popolo non DEVE più essere reintrodotto. Queste realtà oltre che dimostrare chiaramente, al di là dell’ostruzionismo già descritto sopra per rendere accessibile al popolo il referendum abrogativo, ha dimostrato l’assoluto disprezzo della sovranità popolare.

Art. 138 (2° comma relativo alle leggi di revisione della Costituzione):
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.

Anche in questo caso vale quanto detto per gli artt. 71 e 75. Ostruzionismo ed oltraggio alla sovranità popolare.

Per concludere:


L’unico strumento che (per Costituzione) ad oggi consente al popolo di esercitare in maniera diretta la sovranità stabilita dall’art. 1 è la "Petizione" (art. 50).
Benché, che io sappia, questa non abbia obbligo di firme autenticate e limiti di tempo per la presentazione è comunque un esercizio diretto della sovranità popolare che il Parlamento farebbe bene a considerare ed a rispettare, poiché è comunque la manifestazione della volontà popolare.

Bisognerebbe quindi, a mio avviso, in qualità di cittadini sovrani, adoperarsi per far rimuovere per primi quegli ostacoli posti riguardo agli artt. 71, 75 e 138 ed essere più attivi ed attenti ad ogni tentativo del Parlamento di promuovere leggi che attentano alla Costituzione e leggi cosiddette "ad personam”- leggi che non riguardano sicuramente gli interessi della collettività ma, prevalentemente, gli interressi di alcuni esponenti della classe politica/rappresentativa, di certe categorie e di certe lobbies.



Senza una forza giuridica popolare parallela a quella rappresentativa, che abbia un compito di controllo e contrasto su quest’ultima non si potranno avere che peggioramenti. E mi sembra che si stiano già notando e concretizzando.

 
 
 

I DUE FRONTI: ANGELI E DEMONI

Post n°356 pubblicato il 31 Luglio 2009 da musicoloco
 

Non oso descrivervi le situzioni che si rivelano dalle chiamate al sottoscritto, attraverso il presente blog. Da tutta Italia. Moltissime mamme. Tanto per parlare di padri separati.

Figli scomparsi con le stesse modalità descritte nel mio blog. Addirittura una mamma da Palermo si è riconosciuta in un commento di un'altra mamma inserito in questo blog circa le modalità del SEQUESTRO ( e non SOTTRAZIONE) del figlio da parte delle Istituzioni (Tribunale+Assistente sociale). Abbiamo da poco terminato di redigere la storia mostruosa di questa donna di Palermo, che presto pubblicheremo in un blog a parte su Libero.

Sono contento. Almeno serve a qualcosa questo blog, oltre che a denunciarmi per diffamazione ( vedi messaggio ).

In questi giorni sono molti gli attacchi al sottoscritto, forse dettati dalla incredulità. Ma non credo. Penso più ad una miriade di infiltrati - 2 (f. -ta) Chi si introduce in una organizzazione per raccogliere informazioni da riferire agli avversari, perlopiù alla polizia SIN informatore, spia, a. 1834 - o faccendieri - i.e. "Chi si dà da fare in traffici spesso poco chiari; procacciatore d'affari, mediatore senza scrupoli, nel sec. XVI"- che tendono a screditare, per conto di qualche "ordine occulto" o "corrotto" - od anche soltanto occulto nelle intenzioni - le perole liberamente utilizzate nel blog.

Strano però che i metodi per screditare e accusare siano sempre gli stessi notori: denigrarmi, minacciarmi di passare ai giudici competenti le conversazioni così ottenute, tacciarmi di persona che "litiga con tutti" (tutti chi?), di seguito affermare che per questo non dovrò essere un buon genitore e che qindi hanno ragione a definirmi inadatto, insomma.... un quadretto ben spennellato!

A costoro voglio precisare quanto segue: premesso che li considero nell'elenco dei NERI, li avviso che per mancanza di tempo non posso enunciare il numero di persone che sto aiutando, eccetto me, a uscire dal tunnel della Malagiustizia, senza essere io, come padre di Alberto, stato ancora aiutato fino in fondo e con pochissimi fondi o mezzi. Personalmente collaboro - e non perdo il mio tempo su Facebook o Skype! - con decine di persone sparse in Italia e all'Estero, alla soluzione di una tragedia chiamata Giustizia Italiana e binomio Tribunali-S.S.

Scrivo lettere a studi forensi, compilo storie, contatto personaggi a tutti i livelli.

E poi dovrebbe essere abbastanza chiaro che INCAZZARSI non è nè sintomo di PSICOPATOLOGIA nè di REATO ALCUNO. E' un carattere come un altro. Incazzarsi fa bene, quando l'alternativa è sentirsi impotenti dinanzi a Poteri Occulti "forti". Meglio della depressione da impotenza. Beppe Grillo ha fatto della sua incazzatura uno show, ma nessuno lo ha internato!. In America ci si scontra come si vuole, senza che nessuno sia accusato di malattia mentale.

Ah dimenticavo: anche mio figlio si è INCAZZATO dopo che gli fecero "oh oh al piselletto" e VOLEVA VEDERE TUTTI IN GALERA, ASSISTENTI SOCIALI E GIUDICIDI VITERBO E DI MESSINA !

Dopo che Albertino si è incazzato (e anche prima) lo hanno passato come

BAMBINO CON SINDROME MANIACO-DEPRESSIVA!!!!

 

 
 
 

AFFIDI AGLI EX-MARITI O AL SERVIZIO SOCIALE: IL CASO DELLE ECUADORIANE SBARCA AL MINISTERO

Avevo già segnalato in questo blog, con QUESTO messaggio un caso davvero singolare, personalmente approfondito, di ben 900 mamme ecuadoriane cui i relativi Tribunali e Servizi Sociali tolsero i figli, anche di pochi mesi, per affidarli, nella maggior parte dei casi, ai relativi padri italiani, secondo valutazioni per nulla chiare.

Ma non c'è solo questo da dire. altre indagini si svolgono anche attorno al solito andazzo: molti di questi figli di trovano anche in Comunità e le modalità con le quali hanno proceduto i SS non sono affatto chiare.

DIRANNO CHE E' TUTTO A POSTO ANCHE STAVOLTA?

Ecco il riferimento della notizia pubblicata quest'oggi sul Secolo:

Affidi dei figli tra separati
il ministero indaga a Genova

30 luglio 2009

Il ministero della Giustizia (i.e. il sig. Alfano)  ha inviato i suoi ispettori al tribunale dei Minorenni di Genova.

L’indagine riguarda alcuni casi di separazioni di famiglie di coppie “miste”, dove le madri ecuadoriane si sono viste negare l’affidamento dei figli in favore degli ex mariti italiani. La vicenda (anticipata oggi da Il Secolo XIX in edicola che spiega in un ampio servizio tutta la storia)

Gli ispettori avrebbero acquisito i documenti relativi ai casi denunciati e avrebbero sentito le madri e anche i giudici che hanno firmato i provvedimenti. Dopo l’acquisizione del materiale, gli ispettori analizzeranno tutti i documenti e tra qualche mese potrebbero arrivare le prime decisioni. Al Tribunale per i minori la reazione e la replica è del presidente, Adriano Sansa: «abbiamo sempre operato in modo serio e nell’interesse dei minori».

Spiega Sansa:«Sono assolutamente tranquillo, le ispezioni si risolveranno in un nulla di fatto perché abbiamo sempre lavorato bene e stiamo molto attenti a fare gli interessi migliori per i bambini. A me le ispezioni non dispiacciono affatto - prosegue Sansa - anzi. Le vedo come un aiuto per capire cosa c’è da migliorare e cosa va bene. Ma i nostri uffici hanno lavorato bene, di questo ne sono sicuro».

Del resto contro Sansa, al di là del caso specifico, i ministri della Giustizia degli ultimi due governi di centrodestra non hanno “risparmiato” nulla con azioni disciplinari e ispezioni dalle quali il magistrato che è anche stato sindaco di Genova, è sempre uscito senza alcuna conseguenza, compreso il lungo parcheggio in cui l’allora ministro Castelli lasciò sansa prima dell’insediamento alla guida del Tribunale per i minori, dopo la nomina e il proscioglimento dlal’ennesima ispezione.

---------------------

Tutto questo accade in Italia mentre in Ecuador ci si appresta a varare la nuova Costituzione del buen vivir, la pace e l'intercultura , approvata dall'Assemblea costituente pochi giorni fa, e sottoposta a referendum il prossimo 28 settembre.

Leggete l'articolo: La nuova costituzione dell'Ecuador.

 
 
 

IMPORTANTE NOTIZIA! IN CELLA UN'ASSISTENTE SOCIALE, ABUSAVA DI UN 13ENNE

Post n°354 pubblicato il 27 Luglio 2009 da musicoloco
 

La donna avrebbe dovuto
seguire il ragazzo negli studi

MILANO

La mamma da giorni aveva notato un atteggiamento insolito nel figlio tredicenne, un ragazzino con qualche problema di adattamento. Lo ha tenuto d’occhio con maggiore attenzione, ha letto i suoi sms scoprendo uno scambio di messaggi inequivocabili tra lui e l’assistente sociale che lo seguiva. I carabinieri, subito avvisati, hanno sorpreso insieme l’assistente e il ragazzino. Per lei, trentenne, sono scattate le manette con l’accusa di violenza sessuale.

In cella è finita l’operatrice di una cooperativa che lavora dal 1985 sul territorio, la Diapason. Una onlus costituita da un gruppo di soci, si legge nel sito, per progetti socio-educativi a favore di minori, persone diversamente abili e famiglie in difficoltà, ma anche di animazione sociale rivolti a preadolescenti, nei territori, nelle comunità, nelle scuole di ogni ordine e grado. Proprio per queste competenze il Comune di Milano ha stipulato con la cooperativa un contratto per l’assistenza domiciliare dei minori con disagio psichico. Accordo che l’assessore alle Politiche Sociali Mariolina Moioli ha deciso di rescindere appena si è diffusa la notizia dell’arresto.

L’operatrice viene quindi mandata in casa del ragazzino per tenergli compagnia quando i genitori non ci sono e aiutarlo nei compiti delle vacanze. Sulle generalità del minore ovviamente il riserbo è totale. Dovrebbe trattarsi comunque di una famiglia che vive nel centro di Milano, considerando a quale compagnia di carabinieri si è rivolta la madre per la sua denuncia.

Il tredicenne sembra reagire bene alla presenza dell’educatrice, una trentenne carina e dolce. Anzi, con il passare dei giorni, appare sempre più tranquillo, è ansioso di svolgere i compiti e non protesta quando deve spegnere tv o computer per dedicarsi allo studio. Questo cambiamento insospettisce la madre che tiene d’occhio il figlio. Sospetti che vengono confermati dal tenore di alcuni sms che legge sul cellulare del ragazzino. Sono scambi di messaggi con l’educatrice dal tenore inequivocabile.

La mamma si rivolge immediatamente ai carabinieri che ieri mattina entrano improvvisamente in casa, mentre l’educatrice e il ragazzino sono soli. Li trovano in atteggiamenti che non lasciano dubbi. Lei è sconvolta e tenta qualche giustificazione confusa. Il ragazzino invece reagisce difendendo l’educatrice. «Lo volevo anch’io...», prova a dire. Ma non ci sono attenuanti.

I rapporti sessuali con un minore di 14 anni sono violenza anche se l’adolescente è consenziente.

 

Altri dettagli da fonte 2:

Arrestata assistente sociale: aveva rapporti con un ragazzino

Colta sul fatto, avrebbe dovuto dire "non sono una santa".
la Volpe


Erano soli in casa, rilassati su un divano, in atteggiamenti intimi che non lasciavano dubbi e soprattutto confermavano i sospetti dei genitori. Lei, Elena, assistente sociale, 30 anni, carina e spigliata, da sette anni al lavoro per la Diapason, una onlus che si occupa di minori in difficoltà e lavora in convenzione con il Comune. Lui, studente alle medie, 14 anni a novembre, meno della metà degli anni della sua tutor, ragazzino di periferia con problemi relazionali, troppo vicino alla donna. L´assistente sociale, già licenziata dalla cooperativa, è accusata di aver consumato rapporti sessuali con lo studente delle medie e per questo è stata arrestata.

Quando i carabinieri della compagnia di Porta Monforte, guidati dal maggiore Michele Piras, entrano nella casa dell´adolescente, al quartiere Corvetto, periferia a sud-est di Milano, non possono far altro che fermare la donna e condurla in caserma, anche se il ragazzino cerca di difenderla. «Lo volevo anch´io... Non stavamo facendo nulla di male», dice ai militari. Ma per la donna scatta subito l´arresto per violenza sessuale, aggravata dall´età della vittima e dal ruolo di tutela che la trentenne aveva nei suoi confronti. L´arresto arriva dopo un paio di settimane d´indagine dei carabinieri, seguite alla denuncia della madre dello studente - con problemi relazionali e di rendimento scolastico - che aveva scoperto alcuni sms nel cellulare del figlio.

Messaggi troppo intimi ed espliciti, inequivocabili, che facevano riferimento a una vera e propria relazione sessuale tra minore e tutor. Così è scattato il blitz. L´educatrice - «ha lavorato con noi per sette anni, gli ultimi due a tempo indeterminato, avevamo in lei estrema fiducia», dicono alla Diapason - era responsabile del programma Azimut, un progetto socio-educativo rivolto proprio a famiglie con figli tra gli 11 e i 14 anni. Un´attività quotidiana - per cinque pomeriggi a settimana - con l´obiettivo di prevenire ed evitare che i bambini vengano allontanati dalle famiglie.

La onlus operava in appalto con l´assessorato ai Servizi sociali del Comune e il sindaco Letizia Moratti ha annunciato la sospensione della convenzione, in attesa che si chiariscano le responsabilità di ogni attore della vicenda.

 

«Non vogliamo minimizzare quanto accaduto, siamo di fronte a un fatto terrificante - è la reazione di Paolo Cattaneo, presidente della Diapason - Ci sentiamo estranei a quanto accaduto, ma allo stesso tempo maledettamente in colpa». E fino a oggi, la cooperativa, fondata nel 1985, con 120 educatori e 250 minori affidati tra Milano e hinterland, non aveva vissuto una disavventura di questo tipo. «Nessun progetto - si difende la onlus - prevede che gli incontri avvengano in casa, né di mattina», quando i carabinieri hanno sorpreso insieme l´assistente sociale e il suo giovanissimo studente.

(Milano, 23 luglio 2009)

 

 
 
 

BRUNO APRILE E LA QUESTIONE DELLE ISPEZIONI MINISTERIALI

 

Caro Giuliano,


per riassumere ti posso dire che la richiesta di invio di ispezioni ministeriali presso alcuni Tribunali per i Minorenni è scaturità dal malcontento di moltissime famiglie, a cui sequestrati d'ufficio i figli, con decreti e relazioni di veridicità discutibile - senza contraddittorio o possibilità di difesa.

Ma non solo. Tale eventualità era anche nelle apparenti intenzioni dell'allora Ministro della Giustizia, il leghista Roberto Castelli, che si era reso, assieme al suo partito, paladino dei bambini sottratti in quel modo alle famiglie. Consapevole inoltre, assieme ad altri genitori, delle condanne della Corte Europea di Stasburgo inflitte all'Italia e delle ammonizioni della commissione americana che vigila sull'applicazione della Convenzione Internazionale sui Diritti del Fanciullo... mi sembrava più che legittimo ed opportuno chiedere, come parte della cittadinanza sovrana, di sollecitare il Ministro ad effettuare tali ispezioni per meglio capire, ed eventualmente ottenere, la punizione di quei giudici responsabili di inadempienze e/o violazioni di legge (che sono parecchie - e lo affermo senza mezzi termini e senza condizionale - le violazioni ci sono!).

Nessuno meglio del Ministro della Giustizia poteva fare questo (art. 107 Cost.) e non aveva/ha bisogno di chiedere permessi a nessuno o il benestare di nessuno. Mi sembra risaputo, da chi segue i telegiornali e le notizie divulgate da quotidiani nazionali di grande tiratura, che ciò rientra nelle funzioni del Ministro della Giustizia... ed il suo primo passo è proprio quello di mandare i suoi ispettorii.

Non è stato forse diffuso a livello nazionale l'invio di ispettori nei Tribunali di Milano e L'Aquila, dopo le decisioni di alcuni magistrati sulle beghe giudiziarie dell'attuale Premier e di Previti, per quanto riguarda il tribunale di Milano, e sulla decisione di togliere il crocifisso da un aula scolastica, per quanto riguarda il Tribunale di L'Aquila?

Quello che, personalmente, mi ha dato molto fastidio e che ritengo ignobile, nei confronti non solo della sovranità popolare, ma anche nei confronti dei poteri degli organi di Stato, è che in risposta ad una richiesta specifica c'è stata una bella e buona presa in giro... poiché il ministro ha pensato di poter soddisfare la richiesta presentata (documentata con riferimenti legislativi e documentazione riguardante sette casi di genitori e rispettivi figli minori) chiedendo all'Ufficio Affari Legislativi una modifica alla legge (legge che non riguardava nemmeno la questione lamentata e presentata) invece di inviare gli ispettori.

Era uscito nel 2001 un mega articolo sul Corriere della Sera, in cui furono riportate le parole dell'allora sottosegretario al Ministero della Giustizia, Miche Vietti, con le quali lo stesso mostrava forti perplessità sull'operato del TdM di Milano... e che forse l'invio di ispettori in quel tribunale era atto doveroso del Ministero (concludendo che la decisione finale spettava comunque al Ministro).

L'allora ministro, Castelli, che aveva perfino presentato un progetto di legge (pdl), sostenuto dal suo partito con proteste e manifestazioni di piazza, raccogliendo forze extra-partitiche fra i genitori coinvolti ed alcune associazioni, che prevedeva l'istituzione di sezioni specializzate presso i Tribunali ordinari a cui trasferite le competenze riguardanti le cause civili ancor oggi in mano ai TdM. Pdl che avrebbe comunque comportato un inutile dispendio di denaro pubblico, per istituire dette sezioni specializzate, poiché non dava la benché minima garanzia che le cose sarebbero caambiate.

In sostanza tutta la propaganda politica fatta dalla Lega Nord e da Castelli, ha giovato, forse, solo a loro, per aver raccolto altri consensi, voti e seggi per mezzo dei genitori che sono stati raggirati dalle finte promesse e finte soluzioni al loro problema. I genitori che speravano di rivedere o riavere i propri figli... stanno ancora aspettando adesso...

Sarebbe bastato inviare gli ispettori e

promuovere le azioni disciplinari contro quei magistrati che hanno gestito in maniera assai ambugua e discutibile molti dei loro casi

... e, come torno a ripetere per dare enfasi al concetto,

non occorrevano e non occorrono tuttora modifiche di legge o l'introduzione di nuove leggi per ottenere questo. La nostra Costituzione prevede già la punizione dei magistrati inadempienti (art. 105 Cost.) e la loro sottomissione alle esistenti leggi del Parlamento (art. 101 Cost.).

Se avessimo voluto una modifica alle leggi, ci saremmo rivolti direttamente al Parlamento, attraverso le apposite commissioni esistenti sia alla Camera e sia al Senato... cosa che abbiamo fatto pure presentando a Montecitorio una relazione di 12 pagine che elencava 6 punti importanti di tutta la materia.

Ringraziandoti per l'interesse alla questione e per lo spazio concessomi nel tuo portale ti saluto cordialmente, con la speranza di essere stato abbastanza esaustivo nel chiarimento richiesto.

 

----------------------------

Sei stato molto esauriente e ringrazio quelli come te che hanno davvero lavorato a qualche soluzione positiva, per tutti noi, senza polemiche o finte associazioni, mostrando competenza e attivismo.

Prometto una forte lotta nella direzione della punizione di quei giudici - e so che saranno d'accordo tutti quei giudici che già fanno il loro lavoro rispettando la Costituzione e le Leggi del Diritto Romano - che, in modo del tutto trasversale oppure incompetente ( lo vedremo!) rovinano la famiglia italiana, determinando l'abbrutimento di una società intera.

 
 
 
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ABUSI MINORI E MALAGIUSTIZIA

I BAMBINI AVEVANO SOLO UN NUMERO, E NON UN NOME

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Stai bene? Allora hai bisogno di farmaci!

 Grafologia Pediatrica Grafologia Pediatrica di Angelo Vigliotti
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Il libro Grafologia pediatrica dell’amico Angelo Vigliotti, si colloca in un settore che, al momento risulta carente di informazioni.

… ci accompagna alla scoperta del mondo grafico del bambino, ci permette di seguire da soli l’evoluzione grafica, ed anche di iniziare a comprendere quando, perché e soprattutto se c’è un motivo di preoccupazione.

… ci permette di osservare i quaderni dei bambini, e dei ragazzi con un altro occhio, con una attenzione maggiore, quei disegni e quei quaderni che, in genere noi abbiamo sempre a nostra disposizione e che, finalmente, dopo aver letto attentamente questo volume, diventano una diversa chiave di lettura del mondo infantile.

Dr. Marisa Aloia
Psicologa e psicoterapeuta
Esperta in test grafici

 

IL LIBRO NERO DELLE SETTE IN ITALIA

Il libro nero delle sette in ItaliaCosa significa il termine "setta"? Cosa spinge un individuo a farne parte? Ma soprattutto come è possibile che, in un paese dove vige la libertà di culto, la religione diventi sinonimo di oppressione e schiavitù? Questa inchiesta nazionale racconta in modo semplice e chiaro tutti i meccanismi e i passaggi che portano una persona qualunque a intraprendere un viaggio verso una religiosità fatta di strani rituali, preghiere sconosciute, alfabeti sacri e linguaggi criptici, ma a volte anche di droghe, di psicofarmaci e, in certi casi, di violenze sessuali e percosse. Questo libro è un itinerario nell'incubo vissuto da decine di fuoriusciti e di familiari, che hanno avuto il coraggio di raccontare soprusi e abusi di alcune nuove religioni o di semplici associazioni culturali che nascondono, invece, ben altro. I documenti inediti, denunce, ritagli di giornale, lettere e testi interni ai gruppi stessi, dimostrano che è tutto mafedettamente vero. Dal processo alle "Bestie di Satana" a Scientology, dalla Chiesa del reverendo Moon ai movimenti ufologici, dalle ramificazioni della religione cristiana al New Age, questo libro, tra interviste e testimonianze agghiaccianti, aprirà gli occhi al pubblico, mostrandogli un mondo nel mondo, dove criminalità, pedofilia, sparizioni, suicidi e casi di pazzia hanno molto spesso un unico filo conduttore.

Boschetti Caterina

2007, 479 p. Ed. Newton Compton

Leggi anche: http://www.assotutor.it/manipolazione.htm


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"LEI NON HA DIRITTO A VEDERE IL FIGLIO!"


UNA DELLE TANTE DENUNCE "OCCULTATE" DAL SISTEMA CLERICALE.
 

LA STORIA DI MAREK SZYSZKOWSKI

LA VANNUCCI CONFERMA PER LA SECONDA VOLTA

IL BATTAGLINO RILANCIA

LA POLONIA CHIUDE COL SUO ARRESTO!

3 ANNI DI CARCERE A BABBO MAREK... E 100mila € ALLA MADRE ED AI FIGLI CHE NON CI SONO!

LA VERA STORIA DI MAREK, COME NON VE LA RACCONTEREBBE LA GIUSTIZIA SANMARINESE.


NUOVA INQUISIZIONE-DIFFAMAZIONE ANCHE PER MAREK:

  • SAN MARINO GLI REVOCA IL PERMESSO DI SOGGIORNO
  • MAMMA YUDELKA LO ACCUSA ANCORA DI PEDOPORNOGRAFIA
  • "il Resto del Carlino" pubblica un articolo, "suggerendo" all'opinione pubblica che babbo Marek sia un padre che "picchia la moglie e segrega i bambini" e va condannato per questo.

LA SOLITA STAMPA.

I SOLITI ORDINI TRASVERSALI, MATRIARCALI e PAGANI


 

AVVERTENZA

Tutti i nomi indicati nei testi sono stati pubblicati in corrispondenza con il Codice della Privacy, in particolare Art. 24 Lett. A, C; Art. 67 p.1 Lett. A; Art. 71 p.1 Lett.B; Art. 73 p.1 Lett. C, A, E - - in quanto si tratta del materiale di rilevante interesse pubblico nell'ambito di violazione dei diritti e delle liberta fondamentali, anche quelli dei minori, nonche di riparazione degli errori e delle omissioni giudiziari
 

CORRADO GUZZANTI - IL PIANO ORIGINALE MASSONICO

 

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