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Creato da brunaverdone il 07/02/2009

Bruna Verdone

Pensieri, parole, poesie,riflessioni,immagini...

 

LA VITA NON E' QUELLA

Post n°764 pubblicato il 18 Aprile 2014 da brunaverdone
 

 
 
 

LE SCARPE ROSSE E PITTA-ROSSO

Post n°763 pubblicato il 16 Aprile 2014 da brunaverdone
 


Pittarello Rosso diventa Pittarosso e assolda Simona Ventura nello spot tv .La conduttrice e giudice di X Factor si è messa in gioco in uno spot in cui la vediamo sfoggiare un abito bianco da novella Marylin corredato da altissimi tacchi, neanche a dirlo, rosso fuoco. Nello spot, la vediamo volteggiare insieme ad un dei ragazzi che improvvisano un flash mob al grido di: Pi-tta-rosso, Pi-tta-rosso.
Scusate ma trovo questo spot assolutamente di cattivo gusto.Quello spot con tutto quel rosso che viene spalmato dui muri e per terra mi ricorda con impressionante crudezzail sanguedelle donne assassinate...Perchè? Ecco il pechè:
Le scarpe rosse dal 27 luglio del 2012 quando Elina Chauvet le utilizzò per la prima volta in un’installazione artistica pubblica davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne uccise nella città messicana di Juarez. Da quel giorno le scarpette rosse, dello stesso colore del sangue versato da tantissime donne in tutto il mondo, sono diventate il simbolo della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.
Come accettare questo spot senza indignarsi,senza inorridire ogni volta che viene trasmesso?

Stupidi i creativi di Pittarello-rosso che hanno perduto un bellissima occasione per fare una bella "pubblicità progresso" proprio pensando al significato che hanno per tutte le donne del mondo le scarpe rosse...

 
 
 

RIFLESSIONI DOPO UN ASSEMBLEA DI CONDOMINIO

Post n°762 pubblicato il 15 Aprile 2014 da brunaverdone
 

Non c'è niente di più desolante di un assemblea condominiale. Renzo ripeteva spesso che quello era,  in miniatura, lo specchio della società. Effettivamente devo, a malincuore riconoscere che è così. E' stupefacente cosa si può osservare,solo in un paio di ore in quelle stanze delle riunioni. Questo io credo, in ogni condominio. Alcune persone sono capaci di montare delle discussioni infinite per motivi davvero ridicoli. Si attaccano uno con l'altro per motivi di principio o di pretese assurde...Insomma si scoprono comportamenti aggressivi e intolleranti. Per quanto mi riguarda invece, io vengo sempre presa poco in considerazione per il fatto che si ritiene che il mio modo di fare sia troppo buonista. Ma vi pare possibile che nella guardiola, che era dell'ex portiere, e che ora è la sala riunioni, si debba fare storie per una bicicletta che un giovane studente affittuario ha preso l'abitudine di lasciare lì? Penso di averli dissuasi a proccedere contro questo ragazzo ,ma non ci giurerei. La cosa strana è che anche l'abbellimento (una guida,un tappeto, delle piante verdi,dei vasi)sul mio ballatoio, anche quello viene visto come un abuso...Insomma sentono il bisogno di esercitare la loro autorità anche in queste cavolate...

 
 
 

LA SPIRITUALITA' E' DENTRO DI NOI

Post n°761 pubblicato il 08 Aprile 2014 da brunaverdone
 

Quanti di noi danno importanza allo loro parte intima di spiritualità? Una volta ho fatto questa domanda ad un amico e,lui mi ha risposto affermando che non sapeva neanche se in lui fosse presente o no...Non aveva mai sentito il bisogno di esplorare questo territorio, evidentemente, ben sepolto in fondo alla parte più inesplorata della sua anima.

Di sicuro sono molte le persone che vivono tranquillamente senza mai porsi domande esistenziali. Chissà ,in fondo forse ,stanno meglio di quelle che continuano ad approfondire ogni accadimento con l'idea che sia possibile trovare dei fili che conducano a svelare chissà quali segreti e verità...

A volte si evita di esplorarsi sino in fondo per paura di leggere cose non troppo gradite ,ma che continuiamo a fare per quieto vivere,per abitudine, per apatia,per forza d'inezia...

E la vita continua senza lode e senza infamia.

Apriamo quella stanza. Diamo spazio a tutto quello che chiede di uscire dal nascondiglio... La vita è una soltanto ,non permettiamo che la paura di sbagliare ci tenga in ostaggio. Non continuiamo a vivere come degli automi. Giochiamo a carte scoperte, specialmente con noi stessi prima che con gli altri.

Non facciamo come i bambini che pensano sia sufficiente non nominare una cosa per far sì che non esista...Questo gioco non funziona. Apriamo tutte le stanze.E' primavera!

 
 
 

AMORE OLTRE LA MORTE!

Post n°760 pubblicato il 05 Aprile 2014 da brunaverdone
 
Tag: amore, morte

Quest'albero mi ha fatto pensare alla mia vita trascorsa insieme a Renzo...Noi due siamo proprio come lui, un possente intreccio di robuste radici intrecciate all'infinito. Non si capisce dove comincia una e finisce l'altra...avvinghiate strettamente una all'altra proprio come noi due...Così abbiamo superato venti di bufere...restanto avvinghiati uno all'altro. Dove comincio io ,dove finisce Renzo? Non esiste uno scollamento dove possa insinuarsi uno spiraglio di allontanamento...Un unione compatta e indissolubile nonostante la morte che,illusa, crede di averci separati...ma non è così...un amore che continua oltre la morte,per sempre!

 
 
 

OVUNQUE - Ma cos’e’ questo ovunque?

Post n°759 pubblicato il 03 Aprile 2014 da brunaverdone
 

Ovunque

Ma dov'e' questo ovunque?

Nel pezzetto di carta che lasciamo in un libro

Per non perdere il segno

Per sentirci un po' vivi

Dentro stanze sudate

Tra lenzuola pulite...

 

Ovunque

Ma cos'e' questo ovunque?

Forse e' un piccolo segno che lasciamo nel vento

E' un tormento di voci

Che non puoi piu' sentire

E ti mancano tanto

Che non riesci a dormire..

 

E tu annaffi il giardino anche se fuori piove

E poi scivoli dentro a un "ti amo" scontato

E ti mangi le unghie mentre guardi la notte

Aspettando il mattino come un treno in ritardo..

Ovunque

Basta che sia per sempre...

Ovunque

Basta che sia per sempre...

 

Ovunque

Ma dov'e' questo ovunque?

E' una sedia ormai vuota che rimpiange il tuo culo

E' fischiare alle stelle

Come fossero donne

 

Un po' fredde ma belle

Mentre alzano le gonne

 

E la vita ti scappa come un cane per strada

E ti togli la giacca e fai a botte col tempo

Poi tu scrivi parole con la dolce speranza

Che qualcuno magari poi ritorni davvero

Ovunque

Basta che sia per sempre

Ovunque

Basta che sia per sempre...

 

parole e musica di Enrico Nascimbeni

 

 
 
 

COSA MI PIACE ?

Post n°758 pubblicato il 01 Aprile 2014 da brunaverdone
 

 
 
 

UNA FARFALLA CADUTA ORA SINUOSO DELFINO

Post n°757 pubblicato il 31 Marzo 2014 da brunaverdone
 
Foto di brunaverdone

 

Ieri sera ho visto in tv un programma dove hanno fatto vedere una ragazza che faceva ginnastica artistica e che, per causa di un rovinoso incidente, mentre si esibiva volteggiando in aria in un esercizio, è ora, purtroppo, sopra una sedia a rotelle...Non potete capire che ammirazione ho provato per questa ragazza di nome Giulia. Incredibiilmente forte e determinata a non soccombere dietro questo incidente che ha fermato il suo volo nell'aria...Si è trovata un modo per uscire dall'immobilità a cui l'ha costretta il brutto incidente. Ora il suo nuovo sport è il nuoto. Studia e continua la sua vita in modo allegro e sereno. Una ragazza da portare come esempio. Una ragazza sempre sorridente, nonostante tutto... Io la porterei nelle scuole per insegnare ai ragazzi come si è fortunati ad essere sani...e di come si debba reagire alla sfurtuna che ti piomba addosso quando meno te lo aspetti. Forse tutti quei giovani che si lamentano per ogni piccolo contrattempo avrebbero di certo qualcosa da imparare...

Questo il link per vedere il video di cui parlo

http://www.video.mediaset.it/video/lucignolo/clip/449108/la-farfalla-che-diventa-un-delfino.html

 

 
 
 

DUE ANIME NON S'INCONTRANO PER CASO

Post n°756 pubblicato il 30 Marzo 2014 da brunaverdone
 

 
 
 

VOI AVETE MAI PIANTO PER LA GIOIA?

Post n°755 pubblicato il 28 Marzo 2014 da brunaverdone
 

Quando leggo un post sulle pagine  nei vari blog , non posso fare a meno di riflettere...Ora ne ho letto uno dove cè un video che mostra una donna cieca dalla nascita che riesce a sentire per la prima volta.
"Solo sette parole, i sette giorni della settimana, declamati da una terapeuta inglese e ascoltati per la prima volta dalla paziente Joanne Milne, sorda dalla nascita. Affetta dalla sindrome di Usher, la quarantenne non aveva mai sentito alcun suono ma grazie all'impianto di una protesi la donna ascolta per la prima volta. L'emozionante momento è stato filmato dalla terapeuta e pubblicato per la prima volta sul sito del quotidiano inglese Daily Mail " Questa la notizia.
Come non riflettere? Quanti di noi danno per scontato il fatto stesso di vivere? Sembra una cosa a noi dovuta solo per il fatto di esistere, e invece non è così dovremmo ricordarcelo sempre. La vita è già di per se stessa un miracolo quotidiano ,anche quando non succede nulla. Figuriamoci quando riusciamo ad essere felici per un fatto, oppure per un emozione provata...Io nella vita ho pianto tanto di dolori e sofferenze, ma ho anche pianto spesse volte per la gioia provata. E non erano cose così straordinarie ma eventi accaduti in modo sorprendente e inaspettato...ed il fatto di aver percepito questa bellezza in una piccola e semplice cosa mi ha commoso profondamente,tanto da piangere come una bambina. Questo per me è davvero un grande dono:riuscire ancora ad emozionarsi sino alle lacrime.

Questo il video http://larep.it/QmM0jB 

 
 
 

IL COMPLEANNO DI MIA MADRE

Post n°754 pubblicato il 26 Marzo 2014 da brunaverdone
 

 

Oggi è il tuo compleanno madre mia. Il mio cuore e il mio pensiero sono con te. Non potrebbe essere diversamente. Se avessi potuto scegliere una madre non avrei potuto fare di meglio. Il destino mi ha regalato una madre splendida! Tutto il nostro essere,nel bene e nel male parte da lì, dalle madri. Le nostre radici. Anche ora che non ci sei più, tu sei parte integrante di me. Tu, l’esempio costante di come si può essere sempre nel giusto. Senza se e senza ma… Onesti, responsabili, e amorevoli nel formare una famiglia… Uno dei suoi grandi pregi era la facoltà di ascoltare. In una società dove tutti vogliono parlare, dove spesso si viene interrotti nel bel mezzo di un discorso, lei si metteva in ascolto e taceva guardandoti negli occhi. Affermava ogni volta, che c’è sempre da imparare nell’ascoltare gli altri, che s’impara di più ascoltando piuttosto che parlando. Forse anche perché, consapevole di aver conseguito solo la terza elementare, e conoscendo bene i suoi limiti, teneva gli occhi aperti sul mondo per assorbire tutto quello che avrebbe potuto arricchire la sua anima. E quanto era grande la sua anima! Quanto amore era capace di regalare. Chi l’ha conosciuta sa cosa dico, e che non esagero.

Ripeteva spesso che anche la persona più umile, semplice , o insignificante può  aiutarci a guardare le cose in un'altra prospettiva; regalarci un modo diverso per osservare la vita e quindi, nuova presa di coscienza e conoscenza.…Questa,una delle sue regole di vita. Sapeva far tesoro di ogni cosa o persona. Insieme a lei ti sentivi in un porto sicuro.

Ci diceva sempre che vale tutto quello che si dice solo se poi si mette in pratica con l’esempio. Quello, infatti, è stata la sua regola di vita. Quello per cui io sono diventata quello che sono. Una donna e madre a sua immagine e somiglianza ma di sicuro in difetto…Non potrei mai eguagliarla. Aveva talmente tante qualità, che metteva spesso al servizio degli altri,  non basterebbe un libro per descriverle… Katia l’aveva soprannominata “la nostra Madre Teresa di Calcutta”per la sua generosità nei confronti degli altri. La nostra casa era sempre piena di ospiti, Paesani che venivano per operazioni da fare al Policlinico…e noi abitando lì vicino, eravamo il giusto supporto. E come se non bastasse, se in ospedale conosceva nuove persone in difficoltà, era capace di portare anche loro in casa…Davvero un porto di mare sicuro e confortevole. Ovunque ci fosse bisogno, lei era immancabilmente disponibile e presente. Come si poteva non ammirarla? In casa sua, e nel suo cuore,  c’era sempre posto, non c’era pericolo di restare chiusi  fuori…

Grazie madre adorata! Riposa in pace.

 
 
 

ANCHE L'ANIMA VUOLE LA SUA PRIMAVERA!

Post n°753 pubblicato il 21 Marzo 2014 da brunaverdone
 

 

Noi tutti,nessuno escluso,ogni giorno ripetiamo meccanicamente i stessi gesti e le stesse cose...Ogni tanto però, dovremmo prendere visione e fare un piccolo controllo su quanto stancamente andiamo facendo. Forse sarà l'avvicinarsi della primavera che mi ha fatto riflettere su questo,sul fatto che  ripetiamo, senza neanche farci caso più di tanto,le nostre giornate "fotocopia"...Questo non è un bel vivere. Dobbiamo essere grati alla vita e essere consapevoli che abbiamo in mano le redini per poterla, almeno in parte,indirizzare da una parte o dall'altra.Non lasciamoci prendere dalla pigrizia. Bando alla routine e incominciamo a scompaginare l'ordine prestabilito...Guardiamoci dentro e cerchiamo di portare in superfice le cose che abbiamo dimenticato nel nostro profondo, le cose che abbiamo sempre rimandato di fare, i nuovi progetti...Non lasciamo che resti sepolta questa parte di noi, tanto prima o poi chiederà il conto...Anche l'anima vuole la sua primavera! E' tempo di rinascita.

 
 
 

DEDICATO A KATIA

Post n°752 pubblicato il 18 Marzo 2014 da brunaverdone
 

UN RICORDO DEDICATO A KATIA per il suo compleanno mancato oggi 15 Marzo

 

                 "Eppure sono stata qui!  Sono passata di qui!

                                                                 Qualunque cosa accada, non dimenticatemi!"

                                                                                 da "L'Identità" di Milan Kundera

 

All'Esquilino la sua casa. Tutt'intorno, i luoghi che hanno fatto da scenario alla sua breve esistenza: troppo presto estromessa dal banchetto della vita, non restano che amare riflessioni e dolci ricordi.

Quanti hanno preso la gomma e cancellato dall'agenda il suo nome? Quando sarebbe stato il tempo giusto per farlo? Oggi, ieri, dopo un anno? Far sparire dall'agenda un nome può essere  facile, ma cosa si prova nel cancellare il nome di una persona amata che muore? Per gli amici di Katia, per chiunque l'abbia conosciuta non deve essere stato facile. Quanti conservano i suoi messaggi nel telefonino per sottrarre il suo passato all'oblio?

Incredibile come l' assenza possa essere ancora riempita dal ricordo. La misura è colma, straripa, ma crea ancora immagini e pensieri che si rincorrono, dove il presente ed il passato si confondono e si amalgamano... come scatole cinesi: un ricordo ne contiene un'altro e poi  un'altro ancora, uno che si era perduto riaffiora dal profondo abisso della mente. Così ricordare diventa un'ancora di salvezza, un regalo inaspettato, una resurrezione.

Tutto mi parla di lei: mia figlia.

I multicolori negozi degli indiani dove andavamo alla ricerca di monili originali, quelli dei cinesi dove invece nessun abito andava bene perché troppo piccolo! L'edicola di giornali sotto casa, dove prima di andare al lavoro si intratteneva a chiacchierare con chiunque, il postino che un tempo era stato suo collega, ogni cosa, ogni angolo di strada, tutto mi  parla di lei...

Accanto alla porta d'ingresso di casa ci sono ancora i segni con cui le due sorelle, Katia e Barbara si divertivano tanto ad essere misurate dal papà nella fase di crescita...

Altri segni del suo passaggio li ritrovo nelle pagine che sfoglio.  Tutto quello che leggeva ha brani evidenziati con segni di penna, sottolineava parole che le davano emozioni, passi che le sembravano rivelazioni; al margine, appunti indirizzati a me: anche quello era un modo di comunicare...

Nella casa che lei aveva in affitto, proprio accanto alla nostra, sono sparite, cancellate dalle pareti imbiancate, le tracce del suo passaggio, nulla resta a raccontare la sua storia: un nuovo inquilino entra, mette le sue cose dove prima c'erano quelle di Katia e, magicamente, si ricompone un mondo nuovo. Ma deve essere rimasto nell'aria il suo spirito gioioso, vi si creano atmosfere cariche di magia, che producono singolari epifanie. Sul ballatoio, infatti, come una volta, attraverso la porta chiusa giunge una musica a tutto volume. La vita continua. La gioventù torna ad animare quelle stanze, sugli scaffali nuovi libri, giunge a noi il frastuono di allegre serate, altri giovani s'incontrano, vanno e vengono in continuazione. Manca solo Katia.

Mi incammino per le stradine che avvolgono il quartiere come un gomitolo sfilacciato, sanpietrini divelti, cartacce, pagine di giornale, buste di plastica volano al primo soffio di vento. Una folata più forte, insieme alle carte scompiglia i miei pensieri, li mescola e li confonde sparpagliandoli alla rinfusa.

Continuo a camminare, i miei occhi si posano sui mie piedi: calzo le scarpe di Katia. Un rito, questo, ormai consolidato: ogni giorno porto a spasso un frammento di lei, una cosa che apparteneva a lei. Un golfino, una borsa, un monile: mi sembra di rafforzare il nostro " stare insieme". L'evocazione del ricordo è forte: i giardini di Piazza Vittorio, dove lei insieme con il suo cane amava passeggiare. I ruderi, i  sassi, gli alberi, tutto ha memoria, questo cielo, io lo so, questo prato, tutto è stato accarezzato dal suo sguardo, è stato amato e vissuto. Per questo credo che il suo riflesso e la sua essenza sono rimasti impigliati tra i rami degli alberi: come un palloncino sfuggito dalla mano di un bambino così la sua vita sfuggita alla terra... Eccola tra i fiori dei melograni, eccola tra i gatti che si stendono pigri al sole. Lei non è scomparsa completamente. E' rimasto loro il ricordo addosso. Il suo sguardo era luminoso. Tutto di lei irradiava luce e calore , perché lei, amandoti, ti lasciava, come le farfalle, un poco del suo colore addosso. Perchè quando rideva fragorosamente, e solo così sapeva farlo, ti rovesciava addosso una cascata di allegria contagiosa. Ora la sua assenza s'impone sopra ogni cosa, s'imprime come un'ombra. Prima era una luce abbagliante, ora è un'ombra che non conosce luoghi invalicabili, limiti o barriere. L'invisibile non è il nulla! Basta crederci.

Una farfalla m'investe sfiorandomi dolcemente i capelli...

A volte, mentre sono in giro nel quartiere, ho come delle allucinazioni...Una ragazza con il fisico sottile, lunghi capelli e passo danzante mi passa accanto, si allontana quasi fluttuando: una lancinante fitta al cuore mi inchioda... Dolore, rabbia, amore, spasimo, assenza, sgomento...

 Non è lei... ma ricordo malinconicamente che anche Katia è passata di qui...

 

 
 
 

FRIDA KAHLO

Post n°751 pubblicato il 14 Marzo 2014 da brunaverdone
 

 

Finalmente sta per aprire i battenti alle scuderie del quirinale una Mostra edicata a Frida Kahlo, na pittrice che amo molto. Ho letto molti libri su di lei e anche la sua storia di vita è altrettanto interessante quanto i suoi quadri.

Nel sito dedicato alla memoria di mia figlia,visto che anche lei l'amava molto, ho inserito diverse pagine a lei dedicate...per chi volesse vederle ecco i vari link

Questo per vedere le pagine del suo bellissimo e colorato diario

http://www.katiaverdone.it/diarigrandiautoriFrida.asp

Questo per le sue opere e la sua vita

http://www.katiaverdone.it/fridakahlo.asp

 
 
 

LA FELICITA' S'IMPARA

Post n°750 pubblicato il 12 Marzo 2014 da brunaverdone
 

 


 Non è uno stato di grazia, né il talento innato di chi sa come reagire ai colpi della vita. Ma un'arte sapiente. Che si può apprendere.

Una ricerca scientifica sulla felicità? Strana idea. Ma gli americani, si sa, riescono a fare statistiche su tutto. E a dimostrare che per ottenere qualcosa basta volerlo. Lo proverebbero le risposte dei cinquemila volontari che si sono offerti come cavie per misurare, nell'arco di dieci anni, le variazioni del loro "quoziente di contentezza". Risultato: tutte le persone che all'inizio della ricerca si erano dichiarate felici, hanno confermato il loro stato d'animo a distanza di molto tempo. Anche dopo aver subito torti e colpi bassi dal destino. Conclusione dei ricercatori: esiste una predisposizione alla felicità. Non si tratta di un talento innato. Per poter leggere la partitura delle emozioni e imparare a destreggiarsi tra le difficoltà della vita, bisogna impegnarsi. Questa almeno è la tesi di Intelligenza emotiva (Rizzoli) di Daniel Goleman, professore di psicologia ad Harvard, secondo cui la felicità sarebbe una "inclinazione biologica", come l'amore, la tristezza, la paura. Non abita tra le stelle, ma nel nostro cervello, in un insieme di circuiti neurologici chiamato amigdala, che controlla le funzioni emozionali. In alcune persone questi circuiti sono "manomessi" da un eccesso di razionalità: sono gli infelici, che Goleman divide in Sopraffatti (non hanno controllo sulle emozioni) e Rassegnati (si controllano ma non reagiscono agli stimoli). Invece gli Autoconsapevoli dominano le emozioni senza bloccarle. Persone particolarmente intelligenti? No, dice Goleman: l'intelligenza razionale non basta per essere felici o amati. L'intelligenza emotiva (che si può imparare) è la capacità di prevedere e controllare gli impulsi, incanalandoli nella giusta direzione. Nessuno può essere felice senza imparare ad ascoltare gli altri e le loro emozioni. Una ricetta troppo facile? In realtà la felicità che toglie il fiato non possiamo costruircela. Però, ed è quello che sosteneva anche Freud, ci sono persone che la felicità sanno cercarla (e spesso la ottengono) e altre che si rifiutano inconsciamente di vivere esperienze positive, convinte che per ogni piacere goduto ci sia un prezzo da pagare: preferiscono una vita mediocre agli alti e bassi delle emozioni. Allora forse è vero, come sostiene il professor Salvatore Natoli, filosofo e autore di La felicità (Feltrinelli) che quello stato di grazia ce lo può regalare solo il destino. Ma lo stesso Natoli aggiunge: "È saggio pascersi delle piccole felicità e trovare pienezza nella ricchezza del quotidiano".

di Giulia Giacomini
 
 
 

LA SOMMA DI CIO' CHE UNO E'

Post n°749 pubblicato il 04 Marzo 2014 da brunaverdone
 

Mi sono resa conto ,quanto poco basterebbe per decidere se una persona ha qualche cosa da condividere piacevolmente con noi. In fondo anche da una semplice conversazione possiamo già capire da che parte collocarla. Non certo per sostenere la tesi che noi siamo meglio o superiori a lei, ma solo per decidere se possiamo passare del tempo insieme in modo da regalarci, anche con un semplice scambio di parole, atmosfere e sensazioni,non banali e scontate. Ormai si vive sempre correndo quindi, dovremmo,quel poco tempo che abbiamo a disposizione condividerlo con le persone con cui riusciamo a vivere delle vere sintonie e intrecciare fili conduttori che si mescolano per costruire nuovi percorsi...Persone che ti aprono nuovi orizzonti anche se fino a quel momento, stupidamente, pensavamo di averli visti già tutti...

In fondo da come si esprime una persona, da come usa le parole, i gesti... Da come si comporta in e con la famiglia. Gli amici che frequenta, anche quelli sono un riflesso della sua personalità...Le cose che ama,le sue passioni,i suoi sogni, i suoi progetti, i suoi interessi...Tutto questo è la somma di ciò che una persona è.

 

 
 
 

MI PIACE LA GENTE COSì

Post n°748 pubblicato il 02 Marzo 2014 da brunaverdone
 

 
 
 

L'OSPITE INCALLITO

Post n°747 pubblicato il 26 Febbraio 2014 da brunaverdone
 

Bevo a chi è di turno, in treno, in ospedale,
cucina, albergo, radio, fonderia,
in mare, su un aereo, in autostrada,
a chi scavalca questa notte senza un saluto,
bevo alla luna prossima, alla ragazza incinta,
a chi fa una promessa, a chi l'ha mantenuta,
a chi ha pagato il conto, a chi lo sta pagando,
a chi non è invitato in nessun posto,
allo straniero che impara l'italiano,
a chi studia la musica, a chi sa ballare il tango,
a chi si è alzato per cedere il posto,
a chi non si può alzare, a chi arrossisce,
a chi legge Dickens, a chi piange al cinema,
a chi protegge i boschi, a chi spegne un incendio,
a chi ha perduto tutto e ricomincia,
all'astemio che fa uno sforzo di condivisione,
a chi è nessuno per la persona amata,
a chi subisce scherzi e per reazione un giorno sarà eroe,
a chi scorda l'offesa, a chi sorride in fotografia,
a chi va a piedi, a chi sa andare scalzo,
a chi restituisce da quello che ha avuto,
a chi non capisce le barzellette,
all'ultimo insulto che sia l'ultimo,
ai pareggi, alle ics della schedina,
a chi fa un passo avanti e così disfa la riga,
a chi vuol farlo e poi non ce la fa,
infine bevo a chi ha diritto a un brindisi stasera
tra questi non ha trovato il suo.

Erri De Luca

 
 
 

FELICITA'

Post n°746 pubblicato il 25 Febbraio 2014 da brunaverdone
 

 
 
 

IL TUO COLORE

Post n°745 pubblicato il 24 Febbraio 2014 da brunaverdone
 



 
 
 
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PASOLINI: PROFEZIA

 

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LA FELICITA' DI FABIO VOLO

Fermiamoci un momento ad ascoltare questo video che ci da la possibilità di riflettere sul valore delle piccole cose quotidiane: che di solito si danno quasi sempre per scontate...

 

IN RICORDO DI KATIA

Una dolce amica della mia amata Katia ha creato questo video pensando a lei...GRAZIE

 

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