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O N E

Is it getting better,
or do you feel the same
Will it make it easier on you now
You got someone to blame

You say one love, one life
When it's one need in the night
It's one love, we get to share it
It leaves you baby if you don't care for it

Did I disappoint you?
Or leave a bad taste in your mouth?
You act like never had love
And you want me to go without

Well it's too late tonight
To drag the past out into the light
We're one, but we're not the same
We get to carry each other... carry each other
One

Have you come here for forgivness
Have you come to raise the dead
Have you come here to play Jesus
To the lepers in your head

Did I ask too much, more than a lot
You gave me nothing, now it's all I got
We're one, but we're not the same
Well, we hurt each other, then we do it again

You say,

Love is a temple, love the higher law

Love is a temple, love the higher law
You ask me to enter, but then you make me crawl
And I can't be holding on to what you got
When all you got is hurt

One love, one blood
One life, you got to do what you should
One life, with each other
Sisters, brothers
One life, but we're not the same, we get to
Carry each other, carry each other
One
One

 

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RIFLESSIONE DEDICATA AD UN AMICO

Post n°154 pubblicato il 04 Gennaio 2011 da casssandraaa

Capisco tutte quelle donne che assumono un ruolo scomodo, che non sanno farsi capire e cercano di trovare in qualche modo un loro posto nel mondo e nel loro microcosmo…da Paola a Cristina, da Francesca a Sabrina…e tutte quelle che stanno male anche con se stesse.

Le capisco perché posso sentire…e sento che certi “urli” sono dolorosi prima di tutto per loro. E forse non sanno parlare, spiegarsi, intrecciate nelle loro stesse “competenze”, in figure costruite a causa di avvenimenti, di consuetudini o per chissà quale motivo, ma…mai condivise davvero.

Ci vorrà ancora molto tempo prima che uomo e donna siano pari.

Prima che la donna capisca che essere pari nei diritti non significa abbruttirsi in usi e costumi così tenacemente condannati dalle donne stesse.

Prima che l’uomo trovi bella e interessante la donna intelligente tanto da desiderarla come compagna di vita e non solo conquista eccitante, quasi da sottomissione e via.

Prima che essere pari significhi avere anche gli stessi doveri, fuori ed in casa … ne passerà di tempo.

Ne passeranno di urla.

Ne passeranno di lotte per gli alimenti ai figli

Ne passeranno di calci e botte.

Ne passeranno di rancori e risentimenti assurdi.

Essere pari non significa dover lavorare il doppio. Passare  una giornata a scuola, in ufficio, in mezzo al traffico o in un ambulatorio, e poi tornare e rimboccarsi le maniche perché c’è da rifare i letti, cucinare, far la lavatrice, stirare i panni asciutti, spazzare, lavare i pavimenti, spolverare, ordinare e toglier di mezzo tutto quello che tutti gli altri di casa hanno lasciato in giro…

E si è già stanche … quando qualcuno vorrebbe allegria e disponibilità complice.

E ci si annulla così … per amore, per consuetudine, per dovere …

E così tocca sempre a loro cambiare il rotolo della carta igienica finita … magari quando sono in bagno per motivi loro, magari sfinite dalla giornata fuori casa e dentro, magari anche col ciclo e nessuno che possa venire a portare un rotolo di quella maledetta carta … che quando capita a loro non c’è più nemmeno nello stipetto accanto al water.

E così accade che passino le ore, implacabilmente, a raccogliere zaini e borse, cappotti e guanti, chiavi di casa e di auto, portafogli e calzini … ovunque … libri, maglie e maglioni, resti di cibo e bicchieri come ad un bivacco, scarpe e jeans, foglietti e cellulari per sentirsi poi dire che “se non trovo le cose è colpa tua e della tua mania di mettere a posto!”, accorgendosi intanto di quanto tempo si passi … piegate, curve … e non è piacevole mai, men che meno quando, come tutti i mortali, si ha qualche problema.

Ma … “tu sei la mamma”…

Eppure,  nei sogni delle donne, di quelle che son donne davvero, essere madre è una specie di dolce compimento … un meraviglioso miracolo esclusivo … e così … si resta deluse. Sconfitte nel sogno più grande del più grande amore …

Così accade che tutti i mali prendano un senso peggiore, più greve, che il risentimento diventi livore e l’insoddisfazione esploda e senza più contegno…urli.

E così accade che siano loro, le donne, ad essere le isteriche, le incontentabili …

Io sono una donna, e sono madre, una madre che ama da morire i suoi figli. Nessuno meglio di me può capire che razza di viscerale dolore è sentirsi in distonia con loro, nessuno meglio di me può comprendere che razza di male immenso è vederli passare indifferenti alla tua fatica,anche quella che fai con gioia, al tuo sforzo, fatto per la loro gioia, alla tua dedizione. Indifferenti a te.

Non siamo certo tutte uguali.

Non si “giustifica” nulla. Si spiega.

Se niente accade per caso, allora, a maggior ragione, nessuna madre, mai, urla per caso, odia per caso, sbatte per caso una porta.

A volte neanche questo.

Un risentimento sotterraneo, peggiore di qualunque esplosiva rabbia.

Una sottomissione incapace di risveglio, esempio negativo per chi guarda e guardando cresce.

Un dolore silenzioso, ineluttabile, a volte custodito nel profondo per non odiare, per non sbattere porte che non si riaprirebbero più, e siccome sei la mamma, non lo vuoi, non lo vorresti mai…

Se niente succede per caso…

 
 
 

ancora...

Post n°153 pubblicato il 19 Maggio 2010 da casssandraaa

Basta, davvero basta! Basta con tutto questo! Perchè sono tutti ancora al loro posto? Basta...basta...basta...

 
 
 

siamo civili?

Post n°152 pubblicato il 15 Maggio 2010 da casssandraaa

 
 
 

pensando...

Post n°150 pubblicato il 12 Febbraio 2010 da casssandraaa

 

Essere soli, sentire la solitudine..."quella" solitudine.
Sentirsi soli. Soli di quel tipo di solitudine che non ti abbandona, perchè non sai prendere in giro nemmeno te stesso.
Soli.
Non è certo il numero di persone con cui vivi,a dartene la sensazione, nè l'ambiente che frequenti nè le amicizie che hai nè il lavoro che fai. E' come un velo sottile che avvolge tutto e, sfumando i colori, sfocando i contorni, allontana tutto. una presenza continua, anche discreta a volte, ma continua.
Sembra che nulla aderisca al tuo sentire, al tuo pensare, al tuo vivere.
Sembra che il resto del mondo danzi una musica che tu non senti...o peggio, che il mondo non dia alcun ascolto alla musica che è in te. Come non avessi voce, come non avessi corpo. Un fantasma...passare nelle vite altrui e sentire il cellopahane che avvolge le anime impedire che il tuo passaggio lasci un segno.
Addormentarsi soli e dolcemente cullare l'anima, consolandola della sua solitudine...il passato torna a visitarti e lo guardi come se non fosse neanche il tuo, il futuro è un'incognita e perdersi in interrogativi che non avranno risposte non ha senso quando il corpo chiede riposo e la ragione annaspa tra le nebbie della stanchezza...così ogni sera ti addormenti ed il cuore, sincero e pulito anche negli errori, guida i tuoi passi nel regno di Morfeo...un regno di sogni, in cui tu non sogni più.
Svegliarsi soli, cercare un segno, cogliere un gesto, catturare un attimo e ricomporre l'anima, che risollevi il corpo, che si risollevi, che abbia forza. 
E' un'incredibile difficoltà...vivere... Guardi intorno e vorresti scuotere tutti questi corpi stupidamente vuoti, sguardi senza anime...parole senza costrutto e ti senti invece come il bimbo zoppo nella favola del "Pifferaio magico": non poteva saltare nè correre e quando il Pifferaio, per  vendicarsi di non essere stato pagato dal paese per averli liberati dai topi, portò via tutti i bimbi con la sua magica melodia, lui non riuscì a stare al loro passo e li vide scomparire per sempre. Loro persi. Lui salvo, ma solo.
Guardi la gente, la ascolti parlare e senti il gelo avvolgerti...non vedi il Pifferaio ma sai che c'è! Gli altri sembrano incapaci di sentire altro che non sia la sua melodia.
 
Donne mature o giovanissime totalmente prive del senso della dignità. Uomini ormai lontani dal senso che questa parola racchiude.
Parole...tante e vuote, private del loro autentico significato, violentate nel loro senso profondo, usate ed abusate tra un abito firmato ed una riunione importante, sbattute e rivoltate nei letti privati o sulle panchine in piazza, sotterrate nei cimiteri dei cuori dove nulla ha più senso se non IO e SUBITO.

Amore...confuso con il sesso.
Pazienza...confuso con stupidità.
Tempo...confuso con fretta.
Costanza...sostituito da ricambio.
Risparmio...sostituito da consumo.
Lavoro...confuso con sfruttamento.
E così consumiamo i nostri giorni ed il nostro tempo in fretta, con amori confezionati "usa e getta" presi da una frenesia che non dà pace, lavoriamo come matti per produrre qualcosa che dovremo consumare e cambiare subito, per essere al passo con i tempi...che corrono e saltano al ritmo del Pifferaio che perderà tutti...: "non correte...aspettate...!!!", inutile... 
Essere soli. O forse no.
Forse qualcuno canta la mia stessa canzone ed in mezzo a questo delirio io non lo sento...e lui non sente me...
Non posso essere così sola!
Ci sono, ci sono di sicuro, altri che ancora non hanno reso le armi, abbassato gli scudi.
Questo è quello che ora conta. La certezza che sento che è così.
C'è, da qualche parte c'è di sicuro, chi ancora sa fermarsi e guardare, ascoltare. Che si lascia bagnare dalla pioggia, avvolgere dalla nebbia, con la certezza che il sole è dietro queste nubi e sa aspettare...
C'è di sicuro chi ancora  considera il cuore, la mente, scrigni preziosi.E non solo per vezzo.
C'è di sicuro chi ancora conosce e conserva in sè il significato vero delle parole e non ne abusa, e chiama lavoro qualcosa che renda un uomo migliore, perchè con altri uomini costruisce, con pazienza, qualcosa che dura nel tempo e non mangia pane e plastica a colazione e non consuma amori in cellophane, e ha l'anima negli occhi.
C'è. Non è possibile che non sia così.
Addormentarsi e svegliarsi, ogni giorno soli, ma con la certezza che non è così.
In questo frastuono di anime mute, in questo orribile silenzio invaso da suoni, qualcuno, più d'uno, di certo sta cantando la mia stessa canzone.

 
 
 

Basta...

Post n°148 pubblicato il 27 Novembre 2009 da casssandraaa

...per favore basta davvero...Non è più possibile sentire, leggere, discutere di queste cose.
Nell'epoca di internet, con tutti questi social network, delle comunicazioni con aerei, navi treni super veloci, davvero abbiamo la pretesa di separare nettamente, con un segno di matita, popoli e religioni???
Molto meglio sarebbe imparare e fare intimamenti nostri la tolleranza e la comunione, come VALORI di vita. E questo non vuol dire che ognuno può fare quel che vuole, ma che tutti fanno solo quello che non danneggia gli altri.
Certo, non è facile, ci vogliono leggi, mezzi, attenzione alle persone e non ai numeri, ci vuole costanza e ci vuole impegno, serio, di tutti.
Forse è proprio questo che non vogliamo: impegnarci. Tutti.
Qualche giorno fa sono stati a casa nostra degli amici, uno di loro, separato, ha portato con sè suo figlio, sono arrivati prima degli altri e sono stati presenti agli ultimi preparativi, ai nostri scambi, alle nostre azioni. Il ragazzino (11 anni) ad un certo punto, si è rivolto al padre e ha detto "che bello avere una famiglia numerosa pà!" e lui gli ha risposto: "guarda che è faticoso, bisogno farsi spazio l'uno con l'altro, bisogna dividere le cose, ci vuole impegno..." e lui: "ma io mi impegnerei per avere questo..." e ha fatto un largo gesto con la mano comprendendoci tutti.
Io spero, che NONOSTANTE i nostri politici, noi, la gente che fa il mondo e la vita reale, riusciamo nella pratica a fare ben più di quanto fin qui, non sia stato fatto in teoria, fomentando paure, ignoranza e solitudine.
Buona serata a tutti.

 
 
 
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U N O

 

Sta andando meglio
oppure ti senti uguale?
Sarà più facile per te
ora che hai qualcuno a cui dare la colpa?

Tu dici un solo amore
una sola vita
quando c'é un solo bisogno nella notte
é un solo amore abbiamo la possibilità di condividerlo
ti lascia piccola se non te ne prendi cura

Ti ho delusa?
O ti ho lasciato un sapore amaro in bocca?
Ti comporti come se non avessi mai avuto amore
e vuoi che io ne faccia senza

Bhe é troppo tardi questa notte
per trascinare il passato alla luce
siamo uno solo, ma non siamo uguali
possiamo portarci l'un l'altro, portarci l'un l'altro

Sei venuta in cerca di perdono
sei venuta per risvegliare i morti
sei venuta per interpretare la parte di Gesù
ai lebbrosi nella tua testa

Ti ho chiesto troppo? più di molto
tu non mi hai dato nulla e ora é tutto quello che ho
siamo uno solo, ma non siamo uguali
ci feriamo l'un l'altro, e poi lo facciamo ancora

Tu dici l'amore é un tempio, l'amore é una legge superiore
mi chiedi di entrare, e poi mi fai strisciare
e io non ce la faccio a rimanere aggrappato a ciò che hai
quando tutto ciò che hai é dolore

Un solo amore, un solo sangue
una sola vita, devi fare ciò che devi
una sola vita, l'uno con l'altro
sorelle, fratelli
una sola vita, ma non siamo uguali
possiamo portarci l'un l'altro, portarci l'un l'altro
uno, uno

 

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