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POINT BLANK

Post n°31 pubblicato il 13 Luglio 2005 da catcherintherye001

POINT BLANK

 

Seduto sulla poltrona ormai deformata dagli anni fissava la luce al neon del soffitto emanare quel bagliore del tutto innaturale, bianco e tagliente come una lama. Ogni minima imperfezione, una ruga, una stempiatura era amplificata, ingigantita da quella luce sino ad avere effetti grotteschi oppure devastanti, da film dell’orrore: quante volte si era ritrovato a guardare Emily cambiare faccia a seconda del punto dove si trovava o quella voglia sul collo di Raymond passare dal rosso al viola in un solo secondo.

Il turno di notte era il suo preferito, in corsia non c’era poi così tanto da fare se non la solita routine e sull’ospedale calava una quiete che non aveva pari e lui vi si immergeva, in apnea, scivolava lento tra i corridoi vuoti senza fare rumore oppure rimaneva ore immobile, a respirare la vita.

Il ronzio dell’aria condizionata, uno zzZZ costante, gli teneva compagnia, davanti agli occhi aveva quel filmino girato con Sue il week end appena passato, loro due che facevano l’amore, il suo triste culo bianco che si muoveva avanti e indietro e Sue che ogni tanto sbirciava la videocamera digitale. Nessuna traccia di erotismo, di passione, solo qualche minuto di meccanico movimento, due corpi avvinghiati con in sottofondo i rumori domestici, la porta del vicino che sbatte, un televisore ad alto volume ed infine lui che viene con un piccolo gemito trattenuto. Il loro porno casalingo era rozzo e bestiale, lontano anni luce da quello che erano abituati a vedere, inquadrature patinate, zoomate sui particolari anatomici, corpi atletici.

Avrebbe dovuto provarci di nuovo ma non con Sue, lei non era adatta. Ancora si ricordava di quando era riuscito a rimediare quell’invito per andare ad un incontro di scambisti, c’era stato dietro tre mesi a quel tizio per farsi dare l’indirizzo e tutto quanto e poi, una volta arrivati, Sue era scappata via in lacrime mentre lui ce l’aveva già duro per quel poco che aveva visto.

Raggiunta la macchina Sue gli aveva fatto promettere che non sarebbero mai più andati in un posto del genere, lui le disse di sì tanto per tranquillizzarla, aveva gli occhi fuori dalle orbite e il trucco si era completamente sciolto sul suo viso, macchie nere e blu che si mescolavano con le sbavature porpora del rossetto come in un quadro di Pollock. Ritornati a casa Sue era andata subito a letto così lui andò a masturbarsi sotto la doccia pensando a quella mulatta che se ne stava nella penombra là dagli scambisti.

Entro breve Ed sarebbe tornato e dopo toccava a lui, una ronda per il reparto sperando che tutti quei vecchi dormissero sonni beati. Si alzò per andare a prendere un caffè, se ne versò una tazza intera, caffè nero come quella notte senza stelle, lo buttò giù bollente e senza zucchero, sentì lo stomaco bruciare e con una smorfia di dolore sferrò un pugno sul tavolo facendo saltare le tazze; arrivavano dei passi ritmati, buttò fuori la testa nel corridoio, era Ed.

“Tutto liscio, nella B13 ce n’è uno sveglio” fece Ed; la B13 era una della camere singole, sarebbe passato a controllare. Si incamminò lentamente, il sapore amaro ancora in bocca, nei bagni non c’era anima viva e dalle camerate gli unici suoni che provenivano erano respiri profondi e frusciare di lenzuola.

La B13 era proprio in fondo, poteva vedere la luce accesa, bussò due volte ed entrò, il vecchio si girò trasecolando, poi vide che era lui e gli offrì un sorriso, orribile, sdentato che non ricambiò. “Ciao carino” disse il vecchio, gli avevano detto che non aveva tutte le rotelle al posto giusto, “E’ tutto ok signore ? Vuole che le dia qualcosa per dormire?” gli chiese. “Cosa ne dici se ci divertiamo un po’ insieme eh ? Quanto vuoi per giocare con questo ?” il vecchio abbassò il lenzuolo, sotto era completamente nudo, il corpo molle e cadente e il pene moscio e avvizzito, quindi gli prese la mano cercando di avvicinarsela con quel sorriso ancora stampato in faccia. Lui diede un violento strattone che fece sbattere il vecchio contro la spalliera del letto. Il suo sorriso era sparito per far posto ad una espressione cattiva, dura che quella luce al neon rendeva una insopportabile miscela di odio e malvagità. Prima che potesse dire una sola parola lui prese il cuscino e lo premette con tutta la sua forza sulla faccia del vecchio il quale cercò di lottare per liberarsi, le gambe nude che si agitavano cercando di scalciarlo e le braccia di divincolarsi da quella stretta soffocante. La lotta del vecchio durò poco ma lui non mollò la presa se non dopo alcuni minuti, diede un ultimo colpo sul cuscino, come per assicurarsi che il vecchio fosse veramente soffocato, fu come un tonfo sordo, un rumore primordiale e primitivo che per un attimo lo riportò negli abissi del tempo, non aveva mai sentito nulla del genere prima, lo fece sentire invincibile, in grado di decidere di punto in bianco della vita e della morte.

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Commenti al Post:
Billieholiday
Billieholiday il 13/07/05 alle 16:52 via WEB
Bella Catch...intensa, dolorosa...Chi tra i due protagonisti il più frustrato? Quante frustrazioni esistono al mondo? Chi ha il coraggio di dire che è stanco, che non si accontenta, che non si rassegna?...Un abbraccio :-) B.
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catcherintherye001
catcherintherye001 il 14/07/05 alle 11:22 via WEB
Si' Billie, chi è il più frustrato, il più alienato ? ricambio l'abbraccio, ciao
(Rispondi)
obscuraimago
obscuraimago il 15/07/05 alle 16:09 via WEB
Molto "pulp" (che detto in questo senso è un complimento riferito allo stile che si adatterebbe davvero ad un film di Tarantino), come sempre un viaggio nelle profondità dell'animo umano. Un saluto dal Dj/mr.moho
(Rispondi)
JustLikeAwoman
JustLikeAwoman il 16/07/05 alle 16:53 via WEB
era da un pò che non leggevo i tuoi racconti...beh qst è un pò diverso dagli altri...tutti sono uniti dallo stesso filo conduttore...la noia e l'alienazione...due dolorosi mali dei giorno nostri.
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sisondina
sisondina il 18/07/05 alle 22:33 via WEB
ciaooo come va?? io tutto benone..baci
(Rispondi)
chupita1976
chupita1976 il 19/07/05 alle 14:14 via WEB
continuo a sentire i passi lungo il corridoio... a una vita triste che si spegne e di cui nessuno sentirà la mancanza... uccidendo il vecchio vuole in fondo uccidere se stesso? ci si specchia dentro in quell'uomo tanto solo da chiedere piacere a un estraneo? e la solitudine del vecchio è un po' quella che prova lui accanto alla sua donna, che "sente diverso"?
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