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Creato da Billieholiday il 23/12/2004
Una donna e il suo jazz
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Ho conosciuto l'amore
Non il mio, il vostro
Ho osservato l'amore, convincendomi
Spiegando a me stessa che esisteva
Era lì, traboccava e forse illudeva, non voi, me
L'amore combattuto, voluto e realizzato, contro tutto e tutti, contro il cielo che urlava sole e bagnava di pioggia
Ho conosciuto quell'amore
Senza dubbi avete camminato, beati e benedetti
Eravate sicuri e certi
Eravate belli
Ora sei lì, che guardi le tue montagne e la pianura generosa che si stende, offre di sé la sua pacata tranquillità, mentre un cielo freddo, limpido e lavato, rischiara ogni cosa e pacifica i nostri cuori
Invece tu sei qui
Che cerchi pace, senza renderti conto, che di pace hai vissuto e di bello ti sei adornata
Siete stati benedetti dall'amore
L'amore che esiste, per pochi...
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Le svuoto
Con calma e silenzio osservo il contenuto e cerco di capire
Scontrini spiegazzati di colazioni e di aperitivi, ricordo ogni bar
Quello era al porto e faceva caldo
L'altro era caduto, spazzato via dalla brezza estiva, svolazzava via come il pizzo del mio vestito leggero
Questo era di quel ristorante d'attesa, o forse di quello a picco sul mare
Questo è della spesa fatta di corsa nella pausa pranzo. prosecco e patatine
Questo è un biglietto del treno, andata e l'immancabile ritorno, passato a ricordare momenti appena trascorsi, mai timbrato dal controllore
Questo è invece lo scontrino del libro che comprai, lo stesso che riposava sul tuo comodino, perchè anche le parole che leggevi dovevano appartenermi in qualche modo
Questo invece è dello spettacolo che vedemmo insieme
Li ordino per data
Ora non ho timore di guardarli
Di ricordare
Li accartoccio tenendoli per un istante chiusi nel mio pugno, chiusi come i miei occhi sul passato dei miei abbagli
Ora posso
Li getto via
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Se la lontananza è come il vento
Nel tepore apatico di questa passione
Non sorprenderanno più fiamme inattese
Sotto la cenere alcun sogno combustibile.
Dal punto più alto di questo monte inquieto
Il blu festoso dell’oceano strappa alle mie labbra un sorriso.
Spero che un giorno smetterai di fare confusione
Tra il dolore ed il piacere,
la paura ed il bisogno di ferire
son certa che un giorno chiameremo tutto questo
col nome giusto
e ritrovata serenità.
Se la lontananza è come il vento
Su trame morbide di vele spiegate
Soffierà in direzione contraria a ogni dove
Oltre ogni logica di navigazione.
Dal punto più alto di questo monte inquieto
Il blu festoso dell’oceano strappa alle mie labbra un segreto.
Spero che un giorno smetterai di fare confusione
Tra il dolore ed il piacere,
la paura ed il bisogno di ferire.
Son certa che un giorno chiameremo tutto questo
Spero che un giorno smetterai di fare confusione
tra il dolore e il piacere,
la paura e il bisogno di ferire.
Son certa che un giorno chiameremo tutto questo
Col nome giusto
E ritrovata serenità.
Carmen Consoli
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Ci sono fili invisibili che legano le parole di un discorso
Capita raramente che i fili si intreccino in maniera mirabile, quasi a formare un tessuto pregiato
Nessuno che tiri di più un capo o l'altro, nessuno più lungo o più corto
L'ascolto si accorda con le parole pronunciate, è generoso
Niente di tutto questo è scontato, né il tempo che passa, né l'argomento, ma a noi riesce, eccome...
Con me non è facile, con te si
Un ritrovarsi continuo in un sentire comune, c'è testa e c'è cuore
Un uomo senza patria e senza spada con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro
Ecco cosa sei
Grazie per sapermi parlare con le parole del mio cuore
*un pensiero affettuoso per Michael Brecker, che oggi suona altrove...
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Spazzati i calcinacci
Asciugate le lacrime
Sciolti i capelli
Riparto da me
Dal coraggio che ho di parlare di me
Non di gruppi del cazzo e di Musica, di cui ti ergi a fine conoscitore
Beh almeno quello, visto che del mondo sei digiuno... e poi non so
Dai vaffanculo liberatori
Dall'affermazione del mio valore
Dalle catene che non ho
Dalla consapevolezza, la odio 'sta parola, ma c'è
Dalle mie passioni, i miei libri, i miei affetti, la mia Musica
Gioie sante della mia vita, lo sapete bene come sono
Eccome se lo sapete...
Ora lo so anch'io
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Monetine lucenti, sparse intorno a te, che tu scansi con i piedi nel tuo cieco cammino, senza notare la luce che riflettono
Guardo meglio, hai occhiali da sole, per evitare lo sfarfallìo
Cerchi diamanti falsi, patacche di nessun valore, le cerchi perchè ti sei imposto di cercare come se farlo, fosse un obbligo
Una regola, che sei convinto ti aiuti a restare a galla
Chi sottostà ad una regola non è mai libero, tu ti imprigioni da solo, ma ti canti l'inno alla libertà
Sei talmente ingenuo che pensarti, mi intenerisce
Non si odia un bambino
Io non ti odio
Odio me stessa, per non esser riuscita a parlarti con giuste parole, per non aver imparato la tua lingua, non aver trovato il sistema per svelarti l'inganno
Ti ho parlato con le parole della ragione e dell'amore, concetti incomprensibili per te che vivi di abbagli. Avrei dovuto abbagliarti, pagarti con la medesima moneta. Assecondare la tua follia, al punto che anche a te sarebbe apparsa tale.
Ma non ho tempo, non ho pazienza, non ho abilità.
*Adoro Davis in questo brano per le sue innumerevoli stonature, che rendono perfetta questa esecuzione. E' un po' come per l'amore*
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Finirai la notte di natale a brindare davanti ad uno specchio, alla tua salute....
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E mi intenerisco
I tuoi tentativi
Patetici
Non sei giovane, la musica che ascolti non è la tua
Ho compassione
Usi un pronome femminile
Mi fai ridere forte
Guardati dal di fuori
Metti gli occhiali
La presbiopia incalza
Ascolta la tua musica, visto che il resto ha il volume azzerato
Nessuno capirà un cazzo, di questo post e nemmeno tu
Ma io, dopo, mi sentirò meglio
Ti sembra poco?
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Comincia a ingiallirsi il nero del livido
non è più così tanto nitido
e da oggi il dolore ritorna semplicemente sottocutaneo
Ho cambiato la scheda al telefono
ho lavato nel lago lo spirito
e nel farlo il tuo corpo ha finito per essermi estraneo
È un periodo pieno di sorprese
e non si contano più le offese
che per decenza mi rimangerei
ma ero stanco di sentirmi come
uno straccio sotto ai tuoi piedi
mi sarebbe esploso il cuore prima o poi
Alla parte non mi presto
del povero Cristo
e perchè mai tu l’hai data a me?
Vuoi rispondere perché, io dove finisco?
In quale labirinto se non c’è uscita o speranza di evadere
Continua a ingiallirsi il nero del livido
non è più di dominio pubblico
e da oggi il ricordo diventa eternamente contemporaneo
La vendetta è servita sul tavolo
da strapparti dei fili dal cofano
ma nel farlo il piacere sarà, quello sì, momentaneo
È un periodo pieno di sorprese
in sottofondo a queste imprese
la musica pian piano salirà
voglio prendermi un registratore
per tenerci dentro le parole
di quel proverbio che mi servirà
Alla parte non mi presto
di chi è crocifisso
e perché mai tu l’hai data a me?
Vuoi rispondermi perché, io dove finisco?
In quale meccanismo se non c’è uscita o speranza
non c’è nessuna certezza di evadere
Alla parte non mi presto
del povero Cristo
e perchè mai tu l’hai data a me?
Vuoi rispondere perché, io dove finisco?
In quale labirinto se non c’è uscita o speranza
non c’è nessuna certezza di evadere
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Di sicuro entrambi ingannammo noi stessi, pensando di esercitare questo potere sull'altro
Ritenendoci intelligenti, abbiamo perso la ragione
Tu nell'illusione continua dell'eterna giovinezza
Io nell'illusione che tu fossi diverso, ma anche io
Eppure, nessuno fugge mai da se stesso, nessuno trova la strada, e l'inganno più grande è quello di continuare a camminare senza sosta
Ci pensammo diversi, io di sicuro, tu lo hai solo finto
Nessuna croce da portare, ma peggio
Il peso si porta, l'inganno seppur apparentemente leggero ci affonda, come un macigno legato al collo, gettato in un mare pieno di pesci
Non c'è salvezza per i bugiardi
Io più di te, e tu ancor di più
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