DarkSoul

La mia vita dopo la tossicodipendenza

 

ORA SONO LIBERO

Il mio passato ed il mio errore sono sepolti senza nome e senza ricordo.

 

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Agosto

Post n°243 pubblicato il 01 Agosto 2016 da mygangsta

 

Come ogni anno è arrivato Agosto. Me ne andrò come ogni anno lontano da tutto e da tutti in montagna per meditare e stare con me stesso.

Ho ancora molto su cui riflettere, la mia mente ha fatto diversi ragionamenti in questi mesi, ho accettato la mia passata tossicodipendenza, ora è il momento di "fare il punto della situazione" e mettere insieme i pezzi per continuare sempre avanti.

Salutando oggi la ragazza che amo, e dicendole come battuta se doveva innamorarsi proprio di uno con i miei trascorsi, mi ha risposto "forse in tutte le tue relazioni senza senso di una notte del passato, tu stavi semplicemente cercando me, la ragazza che vuoi amare davvero"

Ne sono rimasto colpito. Chissà se c'è del vero in questa considerazione.

Un altro argomento su cui riflettere nel mio agosto meditativo solitario in alta quota.

 

A settembre tornerò ad annotare qua pensieri sparsi.

 
 
 

Forse è vero

Post n°242 pubblicato il 20 Luglio 2016 da mygangsta

 

Forse è vero che si può convivere con un passato doloroso, con l'errore e mettere a tacere il senso di colpa.

Forse è vero.

Credevo non fosse possibile ma ho scelto di non arrendermi. Ho scelto di guardare in faccia tutto il mio dolore per la passata tossicodipendenza e ho scelto di affrontarlo. Mi sono detto "O accetti quello che hai fatto e ne prendi atto o tutto questo ti annienterà".

E' stato difficilissimo, non sono mancate lacrime e sconfitte, quella terribile sensazione di vuoto interiore, di "non voglio", di sofferenza. Perchè io non volevo, non volevo capire, sapere, affrontare il mio passato, non volevo accettare di essere stato un tossicodipendente.

Non volevo il giudizio e pregiudizio degli altri, non volevo dire al mondo "sì, questa è la mia situazione: sono stato un tossicodipendente."

Ma è inutile fuggire. E' necessario prendere consapevolezza e accettare.

Ho trascorso mesi in meditazione, in riflessioni, a cercare di capire, di accettare. Ho scavato dentro di me, mi sono seduto con il mio passato, con il pensiero della tossicodipendenza e li ho guardati in faccia, li ho sentiti, li ho ascoltati. Ho cercato di accettarmi anche per quello che sono stato, non soltanto per quello che sono ora.

Non è stato semplice. Ma posso dire che, anche se il dolore e l'indignazione rimangono, sto affrontando tutto con più leggerezza. Non ho il terrore dell'estate e di questo sole caldo, di questo mese di luglio che mi vide accettare la prima dose.

Vado avanti, ce la sto facendo.

E' straordinario.

"Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte" K. Gibran

 
 
 

Una lettera

Post n°241 pubblicato il 16 Giugno 2016 da mygangsta

Anche su questo mio blog voglio riportare alcuni stralci di una lettera che, dopo notti intere di riflessione, finalmente sento di aver concluso.

E' una lunga lettera destinata a mio padre, al padre di un ex tossicodipendente, a un padre che ha inevitabilmente sofferto e continua a soffrire. Non so quando troverò la forza di fargliela avere ma so soltanto che se la merita davvero molto.

 

"... Papà, tu sei stato all'inferno. Lo so, ti ci ho condotto io stesso. Proprio io, quel figlio desiderato e amato...

... Molto spesso avrei voluto dirti che non mi trovavo per nulla d'accordo con certe tue idee, sul tuo dare per scontato mille cose riguardanti me, il mio carattere e la mia vita, su quanto tu mi vedevi erroneamente uguale a te ma, se riuscivo a trovare il momento per accennare queste cose, le tue uniche parole erano Non tradirmi proprio tu...

... Davvero non sei mai stato in grado di capire, caro papà, che io ero (e sono) una persona tanto quanto te, non una persona uguale a te. Cercavo di dirtelo innumerevoli volte ma tu mi ripetevi sempre che io non potevo permettermi di tradirti, che avevi riposto tutte le tue speranze soltanto in me, che ero stato così voluto e desiderato per anni che, davvero, ora non potevo non essere come tu avevi immaginato...

... Papà, non puoi pensare che una persona sia come un gioco che tu assembli e costruisci a piacere. Nonostante tutta la tua "immaginazione", io ho avuto un mio carattere, una mia personalità e la capacità di decidere della mia vita. Quando l'hai capito, non ci furono altro che litigi...

... Un giorno ho trovato quella gente... L'occasione di essere me stesso e colpire mio padre, non ho detto no...

... Ti risparmio ogni dettaglio della mia vita dissoluta, della roba presa e della gente frequentata. Tu non ti meritavi e non ti meriti questo. Sappi solo che ho pagato a caro prezzo il folle proposito di vendicarmi di te...

... Papà, ora prova a pensare a me non come una persona che ha sbagliato, ma come a una persona che ha saputo rimediare al grave errore. Pensa a me come a una persona che ha sofferto immensamente per i suoi gravi errori, che ha risalito un lunghissimo tunnel, che ce l'ha fatta e che ora ti aspetta..."

 

"Ogni guerriero della luce ha ferito qualcuno che amava. Perciò è un guerriero della luce: perchè ha passato queste esperienze, e non ha perduto la speranza di essere migliore"

Paulo Coelho

 
 
 

"Non posso"

Post n°240 pubblicato il 31 Maggio 2016 da mygangsta

 

Non deve essere facile essere il padre di un ex tossicodipendente.

Ieri, trovandomi a passare a casa dei miei, ho avuto modo di incontrare mio padre e, prima che riuscisse a defilarsi per l'ennesima volta, sono riuscito a ottenere che si fermasse un attimo ad ascoltarmi.

Ci tenevo sapesse che ho intrapreso da tempo un percorso interiore che mi sta aiutando e che mi sta addirittura facendo accettare il mio passato. Volevo di nuovo fermarmi a parlare con lui, volevo potergli raccontare qualcosa di me.

Volevo raccontargli che si può tornare a essere persone migliori anche dopo un passato come il mio, che si può cambiare e che io l'ho fatto. Volevo sapesse che se ho sbagliato una volta, ciò non vuol dire che io debba farlo ancora. Volevo dirgli che, ogni notte, mi corico con la soddisfazione di non aver toccato neanche un grammo di quella roba anche quel giorno. Volevo dirgli "Puoi di nuovo fidarti di me. Puoi ancora fidarti di me. So quello che ho fatto e so che proprio io ho tradito la tua fiducia e le aspettative che avevi su di me ma, se vuoi, per quanto mi riguarda, possiamo ricominciare anche oggi a costruire una sana relazione padre/figlio".

Mi ha ascoltato senza parlare. Nel suo sguardo non ho letto odio ma stanchezza e disillusione. Ho letto amarezza e dolore.

Poi, cercando di congedarsi, ha detto: "Non posso".

Al che gli ho detto "No, tu ora rimani e mi spieghi il perchè di quella frase. Non hai detto non voglio ma non posso. Cosa significa?"

E' rimasto per dirmi: "Non posso. E' andata così. E non dirò che non ho sbagliato con te. Ho sbagliato tutto con te, se proprio vuoi saperlo, ma immagino tu l'abbia sempre saputo. Non sono stato capace di nulla con te. E' la mia spina nel fianco tutti i giorni. Ho fallito e sbagliato proprio con il figlio con cui non avrei mai voluto sbagliare. Non posso rimediare. Non posso farci niente. Io non posso"

Avrei voluto rispondere che non mi importa se ha sbagliato, anche io ho sbagliato. Avrei voluto dirgli che non è mai troppo tardi per ricominciare. Avrei voluto dirgli che può essere mio padre anche ora, alla mia età. E che non è stato facile crescere senza un padre accanto.

E che mi manca terribilmente. E che in questo percorso di recupero interiore la sua assenza si fa sentire. E che, più accetto il mio passato, più vorrei che mio padre facesse parte del mio presente.

Ma mio padre non può. Dopo il primo fallimento, non può riprovare a essere mio padre adesso. Non più. Ormai ha fallito una volta, quindi perchè provarci una seconda?

Al che gli ho detto: "Io non mi arrendo. Sappi che io ti aspetto, papà"

Non si aspettava che io lo chiamassi così. E' rimasto profondamente scosso e si è chiuso la porta alle spalle come fosse inseguito da una tempesta.

 

 

Non deve essere facile essere il padre di un ex tossicodipendente.

 
 
 

Consapevolezza

Post n°239 pubblicato il 24 Maggio 2016 da mygangsta

 

Inizio a pensare che la passata dipendenza sia stata per me, in qualche modo, un "percorso obbligato" per arrivare a ottenere la Consapevolezza che intravedo ora.

Con il difficile e intenso percorso interiore che ho affrontato in tutti questi anni post dipendenza, ho iniziato a mettere insieme i tasselli della mia vita, a pensarla in modo differente, a capire che "nulla avviene senza motivo".

Subito dopo l'uscita dal tunnel della tossicodipendenza, ho sentito un prepotente richiamo, un invito urgente ad affrontare un percorso interiore per dare un senso a quanto accaduto. Non poteva essere successo "a caso", non potevo rimanere così, non potevo riprendere semplicemente la mia vita da dove si era interrotta, come nulla fosse.

Dovevo affrontare un lungo cammino "spirituale" per arrivare a intravedere una possibile "rinascita", per tornare a vivere con quel passato, per sopportarne il peso, per accoglierlo nella mia attuale quotidianità.

La tossicodipendenza, iniziata per folle sfida contro mio padre e la sua autorità, mi aveva lasciato senza punti di riferimento, senza coraggio, senza forza, ma soltanto con demoni e paure.

Ora ho ritrovato la mia forza interiore, la mia indipendenza emotiva e ho imparato molte cose.

Ho imparato a convivere con il mio passato senza odiarlo, senza maledirlo ogni secondo, senza quel devastante senso di colpa per ciò che ho fatto. E' accaduto, non posso cambiarlo ora, posso solo impegnarmi, giorno per giorno, perchè non accada mai più. E' una promessa che rinnovo a me stesso ogni giorno, del tipo "anche oggi senza", ed è stupendo non toccare quella roba da ormai undici anni e poter dire, ogni sera, "anche oggi ce l'hai fatta".

Ho avuto quel passato, non sono stato in grado di evitarlo, potevo avere un'adolescenza migliore, ovviamente, ma non era la mia strada. No, dovevo attraversare quel tunnel. Non odio più quel passato, sento che, piano piano, l'odio feroce si ritira e lascia il posto al "qui e ora" in cui mi impegno con tutte le mie forze per stare meglio e per fare meglio per il presente e il futuro.

Ho attraversato momenti tremendi, devastanti, in cui non immaginavo neppure un futuro. In cui mi vedevo soltanto come il colpevole, lo schiavo delle sostanze, il ragazzo crudele verso se stesso e chi si fidava di lui.

Ora so che non è così. E' stato un periodo. C'è stato, inutile negarlo o nasconderlo. Fa parte di me. Non mi urtano neanche più le critiche, le "frecciatine", le domande insidiose, le parole astiose dei benpensanti. "Non ti curar di loro, ma guarda e passa". Che ne sanno loro di me? Che ne sanno loro di quello che ho passato?

Ognuno ha la sua storia. E la mia è difficile ma è la mia.

 

"Le anime più forti sono quelle temprate dalla sofferenza. I caratteri più forti sono quelli cosparsi di cicatrici" Kahlil Gibran

 
 
 
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Un blog di: mygangsta
Data di creazione: 18/05/2008
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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