DarkSoul

anime perdute

 

ORA SONO LIBERO

Il mio passato ed il mio errore sono sepolti senza nome e senza ricordo.

 

PENTIMENTO

          Io rimpiango
 

IL CORVO

"L'infanzia finisce quando scopri che un giorno dovrai morire..."

 

 

 

 

 

 

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Ambivalenza

Post n°169 pubblicato il 01 Ottobre 2014 da mygangsta

 

Non voglio mai più sentirmi
come mi sono sentito quel giorno.

Fosse facile.

Mi ricordo quei lunghi corridoi, la crudeltà delle pareti bianche, il desiderio di privacy, la nostalgia della mia camera, la stanza buia, la disperazione negli occhi di molti, la rabbia, la ribellione, le regole ferree.

Ora che mi guardo intorno e vedo la mia casa, pur dopo anni, lo considero un miracolo. Considero un miracolo essere qui e poter di nuovo disporre della mia vita nel pieno delle mie facoltà.

Ricordo il dolore, fisico e mentale, la paura, la solitudine, il rimorso. E queste sensazioni destabilizzanti tornano ogni tanto a farmi visita.

Ho trascorso due anni infernali e la via d'uscita è stata sofferta e irta di ostacoli. E, ora, a distanza di anni, non mi sembra vero.

Osservo tutto con occhi nuovi, ogni alba e ogni tramonto, ogni estate e ogni inverno, ogni corsa del mio cane, ogni passeggiata nel mio parco preferito, assaporo ogni momento con la consapevolezza che, per me, poteva pure non esserci dopo ciò che ho fatto.

Il dolore che porto con me è immenso ma grandi sono anche il grazie alla vita per avermi voluto ancora, dopo che l'avevo deliberatamente rinnegata, e lo stupore per ogni nuovo giorno.

E quando sale la paura, oscura e tagliente, e siede accanto a me nelle notti buie, e il dolore, cupo e insistente, la accompagna, penso alla mia vittoria su quella roba e mi dico che se ho vinto quella battaglia posso vincere ancora.

Mi dico che, un giorno, tutti questi pensieri di colpa si dissolveranno e tornerò a sorridere nella casa in montagna con la ragazza che amo immensamente, che la sua famiglia mi verrà incontro deponendo le armi, che mio padre mi perdonerà...

Le illusioni sono belle, rendono la cruda realtà più sopportabile.

Anche se la notte rimane nera.

 
 
 

Pensieri

Post n°168 pubblicato il 19 Settembre 2014 da mygangsta

 

Notti insonni. Ma tanto già lo sai, di che ti stupisci ancora?

Modalità "pensieri crudeli" on. Cominciamo.

So benissimo che il mio "giochetto" con le sostanze avrebbe potuto avere una fine ben diversa e questo pensiero non mi lascia indifferente soprattutto quando trovo gente che mi fa capire che, in fondo, se così fosse stato me lo sarei soltanto meritato e che dovrei vergognarmi di aver leso così la mia salute quando ci sono persone che lottano ogni minuto per conservare la loro.

Lo so e questo mi commuove spesso. E non le chiamino "lacrime di coccodrillo".

So benissimo cos'ho provato, soprattutto negli ultimi periodi, quando la mia mente era soltanto confusa e vivevo in un costante stato di "derealizzazione" e angoscia, quando cercavo di fingere con gli altri che andasse tutto bene mentre l'ambiente intorno a me ruotava vorticosamente, quando assumevo quella roba e il suo effetto durava sempre meno... So quanta sofferenza ci sia dietro a gesti come questi perchè, a un certo punto, vorresti anche tornare indietro ma, ormai, non puoi più lasciare quella roba... E io avrei voluto smettere ma non mi era possibile, senza quelle sostanze non sarei neppure più riuscito ad alzarmi da letto, comandavano loro e io finivo in un baratro di bugie e sotterfugi per continuare a darmi quella roba ormai vitale (ironia della sorte) x me...

Qualche amico mi dice di non pensarci, che ormai è passato, che è tutto finito, che devo guardare avanti... Sì, lo so e sto provando a farlo ma, inutile illudersi, non si cancellerà niente, la ferita nell'anima è profonda e ancora mi fa male e ne pago le conseguenze.

E poi oggi è il compleanno della ragazza che amo più di me stesso e che proprio la mia storia con le sostanze tiene lontana da me. Vorrei regalarle la luna ma la mia ex-dipendenza le fa paura e suo padre mi disse che è meglio che io non mi faccia mai più vedere da loro, io che ho fatto quello che ho fatto.

Chissà cosa accadrà...

 
 
 

Broken heart

Post n°167 pubblicato il 14 Settembre 2014 da mygangsta

 

 

"Hai mai amato qualcuno talmente tanto da darle un braccio?
Non solo parole, no, letteralmente darle un braccio?"

 

 

 

broken heart

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

Quel momento

Post n°166 pubblicato il 08 Settembre 2014 da mygangsta

 

Il momento in cui, finita la disintossicazione, realizzai ciò che avevo fatto a me stesso.

Fu devastante e ancora lo è. Pensare a quali rischi ero corso incontro con somma incoscienza, a come avevo aggredito la mia persona, la mia salute, la mia mente...

Tremendo momento di consapevolezza, in cui non potei fare a meno di riflettere su cosa avevo fatto a me stesso con l'assunzione di quella roba.

E' come quando ti risvegli da un lungo incubo. Ti prende lo sconforto e la paura per ciò che hai fatto e l'unica cosa che vuoi è correre ai ripari sperando di essere in tempo per condurre una vita sana senza fare ulteriori danni al tuo corpo e alla tua mente.

E' come quando arrivi al binario e il treno sta partendo. Vuoi soltanto correre per raggiungere quel treno. Vuoi soltanto correre per recuperare il tempo perduto e rimettere insieme i tasselli sparsi.

Ti sembra assurdo ciò che hai fatto e sai che potevi benissimo non risalire da quel pozzo profondo. E questo ti scuote nel profondo, sai di tanti che non sono più risaliti e l'ombra di quanto loro accaduto accompagna ancora oggi le tue giornate.

 

Decisi, in quel momento che mi lanciò addosso tutto il peso e la gravità delle conseguenze della mia scelta, che avrei cambiato rotta dal giorno dopo, avrei rimesso a posto tutti i tasselli, avrei seguito scrupolosamente la mia salute con scelte salutistiche, avrei radicalmente cambiato vita. L'urgenza era troppo forte.

 

E così ho fatto. Ma so bene cos'è quella roba e tutti i rischi che comporta. Cerco di vivere alla giornata senza pensare a quali conseguenze potrebbero farsi ancora vive da un giorno all'altro, magari tra parecchi anni.

E non posso non darmi colpe. E vorrei davvero che nessuno cadesse più in simili trappole.

 

Il momento della consapevolezza è un pugno di sabbia negli occhi.

 

 
 
 

I benpensanti, perbenisti e simili

Post n°165 pubblicato il 06 Settembre 2014 da mygangsta

 

I "benpensanti"... Insidiosa categoria davvero.

Non posso non detestarli per come si comportano con me, quelle persone così "integerrime" e moraliste (ma solo in apparenza, ovvio). Chi è senza peccato, scagli la prima pietra... E allora vorrei vedere che farebbero.

Questi perbenisti e benpensanti conoscenti che provo ad evitare in ogni modo possibile, ma che non sempre mi riesce purtroppo, poichè si ricordano di me e provano un sadico piacere a fingere di interessarsi alla mia vita per capire se io davvero abbia smesso con le sostanze anni fa (cosa che sembra loro incredibile) e come faccia a vivere ora di nuovo "a posto" come gli altri, come loro.

Chiedono, indagano, vogliono sapere e mascherano le domande insidiose sotto espressioni quasi interessate e sorrisi falsi di compiacimento. Ma io non ci casco, non più. Non darò loro soddisfazione, non avranno da me risposte o racconti di quello che ho vissuto con le sostanze, lascerò che si crogiolino nella loro morbosa curiosità senza riuscire a saziarla.

Proprio oggi, un "benpensante" mi ferma e, dopo due parole e finti convenevoli, lui che sa della mia passata dipendenza, con pregiudizio assurdo, mi chiede se i miei tatuaggi risalgano al periodo dell'uso di sostanze, come se fosse logico e scontato il collegamento.

E' stato puro godimento smentirlo e fare a pezzi il suo stupido pregiudizio dicendogli che no e che, anzi, risalgono a dopo, a quando già era tutto finito e io non facevo più uso di nulla.

Peccato che si sia cmq preso subito la rivincita rispondendomi che ci crede perchè tanto io mica posso avere paura di... E qui mi fermo.

 

Che dire, viva il perbenismo... (ironia modalità on)

 
 
 

Perchè?

Post n°164 pubblicato il 03 Settembre 2014 da mygangsta

 

"Perchè l'hai fatto?"

Una domanda che ha il potere di far crollare ogni certezza da me ritrovata, ogni spiraglio di serenità che, a fatica, cerco di riportare nella mia vita.

Quella domanda che non vorrei mai sentire e a cui non vorrei mai dover rispondere.

Una domanda che mi è stata fatta in più occasioni, con toni accusatori, indagatori, tristi, ironici, preoccupati, delusi e via dicendo, in questi anni.

E io sempre a non saper rispondere, a passare oltre, a dire "non lo so", cosa che fa arrabbiare ancora di più chi domanda perchè gli pare illogico arrivare a distruggersi la vita senza un motivo apparente, forse sarebbe più accettata una risposta tipo "per gioco, per noia, per problemi familiari o chissà cos'altro..."

Eppure è così. Io non ne avevo motivo, neanche uno, neanche irrilevante.

Eppure è successo. Senza motivo.

Eppure ancora la gente chiede, per morbosità, per curiosità, per non lasciare in pace chi ha sbagliato ma ha ripreso la retta via dopo averla smarrita.

E questo rode parecchio e allora, ecco, hanno un'arma: la domanda "Perchè l'hai fatto?"

 

 

 
 
 

La domanda

Post n°163 pubblicato il 31 Agosto 2014 da mygangsta

 

L'ho incontrata qualche settimana fa e le ho chiesto:

 

"Preferisci trascorrere la tua vita con un ragazzo con un passato difficile, che ha fatto degli sbagli ma che ti ama sinceramente e profondamente oppure con uno dalla condotta irreprensibile ma che esce con te senza grandi aspettative e superficialmente?"

 

 

 

"Ride delle cicatrici d'amore, chi non ha mai provato una ferita" Shakespeare

 

 

 
 
 

Un ragazzo

Post n°162 pubblicato il 29 Agosto 2014 da mygangsta

All'inizio di Agosto mi è stato chiesto di incontrare un ragazzo che da poco "ha preso una cattiva strada" (la stessa che presi io anni or sono) perchè sentisse dalla reale esperienza di chi cadde nella trappola delle sostanze, a cosa sta andando incontro con questa sua scelta.

Non è stato facile per me accettare, non me la sento di rivedere il mio sbaglio personificato ma, per fare un favore a una persona a me molto vicina, ho incontrato questo ragazzo.

Giovane, con un lavoro, una famiglia, interessi e hobby. Dopo aver rotto il ghiaccio, gli ho chiesto come mai abbia iniziato a fare uso di sostanze e lui, con un sorriso, ha risposto che ne fa un uso ricreativo, per divertimento, quasi fossero un hobby, un "qualcosa in più" da fare nella propria vita.

Ha aggiunto che sa controllare il tutto e che le sostanze ben si integrano con la sua vita quotidiana, che sono un diversivo, come l'aperitivo o il caffè.

Al che gli ho raccontato di aver fatto io stesso, anni prima, uso massiccio di svariate sostanze. Anche io l'ho fatto senza pensare alle conseguenze e credevo che fossero soltanto una parentesi, un momento, qualcosa che si può smettere e cominciare quando si vuole mentre si continua con la vita di tutti i giorni. Ma non è stato così.

Non gli risparmiato i dettagli più duri della mia storia, iniziata proprio come la sua. E' venuto a sapere di quei momenti in cui ormai il mio corpo e la mia mente chiedevano soltanto "la polvere bianca" e io dovevo soltanto correre a soddisfare quella richiesta, dei malesseri, delle vertigini e altre cose che qua ommetto, della comunità di recupero e di cosa vidi là dentro, dei pregiudizi e biasimo della gente, di un padre che mi amava e ora mi odia, di tutto ciò che ho perso e degli incubi che, spesso, mi svegliano ancora oggi...

Mi ha ascoltato ma gli è sembrato tutto così distante da lui, lui che sta trovando nelle sostanze scelte "sballo e divertimento" e che crede non possano nuocergli affatto. In fondo, ora lo fanno stare bene, come potrebbero distruggergli la vita?

 

E' tutto molto triste, anche io pensavo le stesse cose ma ora so bene a cosa mi hanno portato. Non c'è cosa peggiore del rovinarsi con le proprie mani e non voler essere aiutati...

Spero per lui che si lasci aiutare e che capisca realmente cosa sta combinando a se stesso.

 
 
 

Ritornare

Post n°161 pubblicato il 28 Agosto 2014 da mygangsta

Ecco che ritorno da questa estate, da questi due mesi che mi ricordano tanto il mio errore, perchè tutto iniziò d'estate.

 

E' stato un Agosto intenso per emozioni e sentimenti non sempre positivi.

 

Ho viaggiato in solitudine riflettendo su cos'è la mia vita ora, sulle relazioni che ho perso, sulla salute che io sfidai per incoscienza, ho appreso notizie che mi hanno lasciato nell'anima una tristezza infinita.

 

Ora la vita quotidiana ricomincia e con essa tornerò a scrivere cos'è la vita (almeno nel mio caso) "post-dipendenza"

 

Inverno, arriva.

 
 
 

"Polvere magica"

Post n°160 pubblicato il 29 Luglio 2014 da mygangsta

 

Nulla torna come prima.

Inutile che si illudano quelli del "smetto quando voglio", del "non è nulla", del "viva la trasgressione" e discorsi simili per giustificare la dipendenza e l'uso di sostanze. E ne conosco eccome.

No, non è così. Può dirlo uno che ha attraversato quel tunnel e che sa bene che le cose cambiano pur tornando come prima (se lo tornano). Perchè questa "trasgressione" ha un prezzo molto alto e magari lo racconterò, piano piano, qui.

 

Basti per ora dire che, ancora oggi, dopo tutti gli anni e le terapie passate e la vita normale che conduco, spesso mi sveglio per forti incubi sulla "polvere magica" e il ricordo è forte e doloroso. E, a volte, in segreto, torna la paura di ciò che ho fatto e di poterci cadere di nuovo, drammatico pensiero che mi sfiora, è inevitabile. Così come mi adombra il pensiero del "come sarebbero andate le cose se nessuno se ne fosse accorto e..."

 

E mi rendo conto che il sospetto negli altri rimane e che non sia facile pensare di trascorrere la propria vita accanto a uno con il mio passato.

 
 
 
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