DarkSoul

anime perdute

 

ORA SONO LIBERO

Il mio passato ed il mio errore sono sepolti senza nome e senza ricordo.

 

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IL CORVO

"L'infanzia finisce quando scopri che un giorno dovrai morire..."

 

 

 

 

 

 

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Io e la polvere bianca: l'inizio. Parte 2

Post n°186 pubblicato il 13 Dicembre 2014 da mygangsta

 

Talvolta (non so fare una stima) la dipendenza inizia così. Come "uno stupido gioco". Quasi fosse una nuova avventura, un'esperienza meglio delle montagne russe, qualcosa che ha il brivido del proibito, della segretezza, della sfida con se stessi e con il mondo.

Così è stato per me. Non smetterò mai di condannare la leggerezza, la totale mancanza di coscienza e di ragione con cui accettai quella sfida e provai "la più leggera del suo campionario".

Eppure, quel giorno d'estate, fare quel gesto "proibito" mi fece sorridere. Era un gioco. Rompevo con tutti gli schemi finora seguiti, mi appropriavo di una realtà nuova e ancora sconosciuta, era adrenalinico.

Ora mi rendo conto della bassezza di questi "ragionamenti" (o meglio, vanneggiamenti) eppure, se torno indietro col ricordo, fu esattamente così.

Non mi fermai a pensare alla famiglia che si fidava di me e mi amava, allo studio, ai valori, a come mi ero comportato correttamente fino a quel momento... No, pensai soltanto a provare quella roba con quella gente che "usciva dagli schemi".

E da lì qualcosa iniziò a cambiare. Mi piacque (quanta amarezza nel scrivere ciò) e divenne un'abitudine portata avanti di nascosto da tutti, condivisa solo con quel gruppo in ogni momento possibile.

Poi, un giorno, passai a nuova sostanza. Ci incontravamo sempre più spesso con quelli e ci sentivamo pronti. Questa roba mi coinvolse ancora di più, lo "stupido gioco" era adrenalina.

La mia vita era cambiata e io anche.

La sfida con me stesso era sempre più alta, ormai era una partita dove le uniche mosse che puoi fare sono sempre in avanti e non importa qual'è la posta, sei disposto a rischiare, a procedere, quelle "Sirene di Ulisse" ti chiamano, ti cercano e ti incantano.

Quella era la mia nuova vita. Tutto il resto, piano piano, passava in secondo piano e io cercavo di integrare la sostanza nella realtà di tutti i giorni per fare in modo che nessuno sospettasse nulla. La mia priorità era trovare il tempo per fare uso di quella roba.

Poi, dopo un paio d'anni, passai a quella che ora chiamo la peggiore.

E questa è storia amarissima e per ora non ne scriverò.

 

 

 
 
 

Io e la polvere bianca: l'inizio. Parte 1

Post n°185 pubblicato il 09 Dicembre 2014 da mygangsta

 

E 'arrivato il momento di dedicare due righe a uno che non meriterebbe nulla ma che, purtroppo, è stato la chiave della mia dipendenza.

Nonostante la mia volontà di sfocare la sua immagine, me lo ricordo bene.

Mi fu presentato da "amici" (?) comuni. Sicuro di sè, severo, non si perdeva in chiacchiere. Freddo, granitico, voce scandita, sguardo profondo. Carismatico.

Non uno che sta simpatico al primo incontro, per intenderci.

Ma sapeva parlare e, dall'alto della sua età quasi il doppio della mia, si atteggiava a consigliere, guida, "uno da seguire".

Era "uno che la sapeva lunga".

Si usciva tra ragazzi. E lui si portava dietro quella roba.

Un assolato pomeriggio d'estate mi propose di provare la più "leggera" del suo campionario.

"E' uno stupido gioco, è soltanto poco più di una sigaretta, niente di che".

E sia. "Ci provo, tanto non mi farà nulla".

Fu così che iniziai.

Ma poi il fumo diventò cosa da principianti. "C'è qualcosa di meglio. Sai la neve è centomila volte meglio. Ma non c'è solo lei, ci sono tantissimi allucinogeni da sballo"

E sia. "L'altra non mi ha fatto nulla, non sono cose così pericolose come blaterano"

Ormai c'ero dentro ma non me ne rendevo conto anche se, dopo un po', iniziai a pensare più alla neve che al resto.

Eppure era uno stupido gioco, no? "Nessuno se ne accorge e sarà il tuo passaporto per serate a mille"

Ma poi diventò troppo stupida anche quella roba. "C'è ancora di meglio. E' il momento. La polvere bianca. Roba da audaci".

Ok, avevo appena preso l'ascensore per l'inferno. L'escalation era completa. La mia vita correva verso la distruzione.

Non ci sarebbe stato ritorno.

 

In un riassunto flash ecco l'inizio e lo svolgimento di tutto ciò che durò anni nella realtà.

Non so che fine abbia fatto quello. Lo odio ma riconosco che la colpa non fu soltanto sua. Fu, anche e soprattutto, mia.

Chi offre è malefico ma chi accetta non è da meno.

E, per inciso, la tossicodipendenza non è "uno stupido gioco" come la chiamavamo noi. E' una roulette russa con la Fine.

 

To be continued...

 
 
 

Sostanze. Della serie "ti abitui a..."

Post n°184 pubblicato il 06 Dicembre 2014 da mygangsta

 

Non tutti accetteranno di buon grado il ravvedimento.

Per molti rimarrà sovrano il pregiudizio, il sospetto, la diffidenza, l'etichetta.

Mi diceva oggi una delle mie sorelle che un suo conoscente, parlando, ha finito col dire: "Con questa situazione ho perso il lavoro e ora sono a casa mentre un tossico come tuo fratello lavora"

Inutile dire che lui sa benissimo che io ho smesso da anni ormai e che la mia attuale vita è normalissima. Inutile dire che lei prontamente glielo ha ricordato.

Ma è così, per alcuni non ti riscatterai mai, rimarrai "quello che..."

Se la notizia si diffonde sarà difficile poi farla dimenticare. E scommetto che si diffonderà.

E ti abituerai a essere etichettato, ti sembrerà quasi normale, anche se doloroso. Ti farà rabbia ma il giudizio altrui non cambierà.

E non sarà bello.

 
 
 

Quando le sostanze vincono

Post n°183 pubblicato il 04 Dicembre 2014 da mygangsta

 

A questo portano le droghe.

Non ad altro.

Può essere anche la mia storia, prima della rinascita.

 

 

Il percorso della dipendenza viene illustrato in modo inequivocabile in questo video. Da guardare fino alla fine.

 
 
 

Conseguenze dell'abuso di sostanze

Post n°182 pubblicato il 02 Dicembre 2014 da mygangsta

 

Ci sono persone (e non posso tutto sommato dare loro torto) che proprio odiano chi fa certi sbagli come il mio.

E non ammettono perdono e comprensione. Non che io li voglia, in fondo anche io mi sono odiato moltissimo per questo e, pur avendo di nuovo imparato a convivere con me stesso, tuttora non accetto di essere caduto nella tossicodipendenza più nera.

Però a volte il pregiudizio e l'odio sono troppo forti e non fanno ragionare sull'attuale e rinnovata realtà dei fatti.

Come la scorsa settimana. Ero sul tram e sale il padre di lei. Si accorge di me, si avvicina e, come nulla fosse, mi intima: "Non si azzardi a frequentare mia figlia. La avverto, non si azzardi proprio".

Al che gli rispondo "Anche se la amo sinceramente, non la sto frequentando, stia tranquillo".

Dice ancora "Dicevo così, giusto per sicurezza". Poi, si allontana e dopo un po' scende.

 

Ecco uno di quelli che non capiranno mai. Non lo biasimo, non fa piacere sapere, o anche solo immaginare, quanto io abbia rischiato la mia vita per le sostanze. Non deve essere facile immaginarsi un "futuro genero" che ha rischiato l'overdose. Però si ostina a non voler capire che tutto è radicalmente cambiato da anni.

 

Come quello psicologo che mi disse "Dentro di lei c'è un 'buco nero' che la portò alla tossicodipendenza e quel 'buco nero' è ancora lì dentro di lei, non se ne andrà mai e lei dovrà lottare tutta la vita contro l'impulso di fare di nuovo uso di sostanze stupefacenti..."

 

Fatto un errore, sembra non ci sia mai davvero un reale ritorno alla normalità.

 

 
 
 

Lettera

Post n°181 pubblicato il 24 Novembre 2014 da mygangsta

 

Riordinando vecchi libri ho ritrovato questa lettera. Un colpo, decisamente un colpo mi è preso rivedendola.

L'avevo rimossa e ritrovarmela davanti, ormai spiegazzata e datata, mi ha riportato con violenza indietro a quel tempo. Il tempo in cui ero schiavo della polvere bianca.

Una lettera che io scrissi proprio a lei, alla droga, i primi giorni di comunità. Una lettera forte, che ho letto con commozione e di cui ho deciso di affidare alcuni stralci a questo blog prima di darla alle fiamme.

 

"Cara droga, come vedi ti chiamo per nome e forse mi sembra di poterti parlare più facilmente indirizzandoti questa lettera. Ci conosciamo da tanto ormai che ci sembra così difficile poterci allontanare...

...Nessuno mi ha obbligato a stare con te, mi sei stata offerta ma non imposta. Sono io che ti ho accettato liberamente e tu, tentatrice e seduttrice, hai preteso di diventare la mia sola compagnia, il mio solo obiettivo, tutto...

...Io e te, soltanto. Per te ho mentito alla mia famiglia che forse non mi perdonerà mai, per te ho affrontato l'inferno, soltanto per te, per averti ancora, perchè tu stessi con me e mi illudessi... Non ti sei risparmiata, mi hai preteso. O te o nessuno. E io ti ho creduto, ti ho seguito, ho annullato me stesso soltanto per te...

...E se non mi avessero scoperto quel giorno, ... ora io non sarei qua e avrei dato la mia vita per te a causa di una stupida overdose. Un cretino, vero?...

...E ora qui ci sono persone che mi dicono che ti lascerò andare, che posso farcela, che quest'incubo finirà se sarò io a volerlo... Ma anche tu devi volerlo. Tu devi lasciarmi andare, una volta e per sempre.

Ti prego, chiudiamola qua, lasciami libero. Ho dato tutto per te sbagliando terribilmente, ora, te ne prego, ripagami lasciandomi libero..."

 

E, all'epoca, non sapevo se, come e quando ne sarei uscito.

 

 
 
 

Sostanze. Della serie "ti abitui a..."

Post n°180 pubblicato il 19 Novembre 2014 da mygangsta

 

Ok, ora sei dentro al Tunnel.

Ti abituerai a:

  • dormire tutte le domeniche ininterrottamente fino al lunedì mattina adducendo la scusa del "ho fatto tardi sabato notte"
  • mentire a tutti, genitori compresi (e per primi)
  • uscire con le maniche lunghe anche sotto i 40 gradi ad agosto
  • avere un solo pensiero fisso
  • non temere più gli aghi
  • fingere che vada tutto bene
  • vertigini, malesseri vari, palpitazioni, allucinazioni et similia
  • nasconderti
  • amnesie
  • toccare il fondo
  • uscire di casa a qualsiasi ora, anche a notte fonda e col gelo, perchè il tuo corpo ne chiede ancora e subito
  • vedere gente non farcela giorno per giorno a causa di quelle sostanze ma questa continua fine davanti agli occhi non ti tocca, ci hai fatto l'abitudine
  • alla decadenza, alla sofferenza

 

Ironicamente (ma non troppo) ho riportato alcune cose a cui la polvere bianca mi abituò e a cui direi abitua chi ne fa uso.

Forse è meglio lasciarla perdere... Non sono abitudini invidiabili direi... (Ironicamente scrivendo)

 
 
 

Il prezzo delle sostanze

Post n°179 pubblicato il 15 Novembre 2014 da mygangsta

 

Non avrei mai voluto scrivere post come questo.

Mai.

Ma aprii questo blog per raccontare quanto sia tremendo diventare schiavi delle sostanze e la mia esperienza personale con questa maledetta roba.

E ora c'è una persona che se ne sta andando proprio a causa loro.

E mi ritrovo qui, in questa fredda stanza a sperare che non sia proprio stanotte che gli ho promesso di trascorrere qua con lui (anche se mi costa troppo) visto il costante peggioramento delle sue condizioni. Ma, tra un'ora o una settimana, dovrà essere, lo so.

Lui sta pagando la tossicodipendenza passata col prezzo più alto che si possa pagare. Non è il primo e non sarà l'ultimo e questa amara considerazione lo rattrista ancora.

Mi diceva poco fa che il suo sogno sarebbe che nessuno dovesse più andarsene per quella roba, che è assurdo, che non si può finire da giovani in questo modo.

Come mai si possa buttare la propria vita alle ortiche in questo modo non me lo spiego. E pensare che anche io divenni schiavo, esattamente come lui, di quella roba. Ho solo avuto più fortuna.

Questi sono istanti che non si vorrebbero mai vivere, istanti in cui ti chiedi il perchè degli errori commessi e perchè possono avere un prezzo così alto.

Gli ho appena promesso che la seconda possibilità che a me è stata data dopo la tossicodipendenza sarà anche la sua, che il mio riscatto sarà anche il suo, che non perderò un secondo di questa mia vita e che la vivrò anche per lui.

Che io ho vinto quel mostro anche per lui.

Che mai la polvere bianca potrà più vincere.

 

Lunga notte.

 

 
 
 

Polvere bianca e co.

Post n°178 pubblicato il 12 Novembre 2014 da mygangsta

 

Avere un amico al "capolinea" è durissima. E oggi, mentre il cielo piangeva, ho ritrovato il coraggio di fargli visita.

Siamo legati da una dannata esperienza che segna per sempre.

Proprio oggi mi ricordava quanto siamo stati cretini e sprovveduti a rincorrere la chimera delle polveri bianche (mica una soltanto).

Noi che, per rincorrere la famigerata dose, una volta attraversammo insieme a piedi, nel buio della notte, una tangenziale perchè il nostro "salvatore" (gli darei ben altro nome ma lascio perdere qua sopra) ci aspettava in un cantiere abbandonato nella periferia.

Di quella folle corsa ricordo i tremendi crampi allo stomaco, le vertigini e brividi freddi per l'astinenza. E ora che sono qua nella mia casa al caldo mi domando come avessi potuto toccare il fondo in quel modo.

Ricordo il nostro camminare con in testa soltanto il miraggio della nuova dose che ci avrebbe fatto stare bene (bene?) almeno per qualche ora.

Ricordo quando entrammo in un fast food sulla strada per un caffè che riuscisse a tenerci in piedi ancora un po' e gli sguardi taglienti di alcuni clienti a vederci nelle nostre condizioni.

La mente annebbiata, soltanto il richiamo delle sostanze che ci permise di arrivare a destinazione, il "venditore" che ci apparve come la salvezza, e poi la polvere bianca che, una volta in noi, ci sembrò il paradiso...

 

Non finiremo mai di colpevolizzarci per quanto fatto e, come dice quel padre che ho perso a causa di tutto questo, "il male cercato non è mai troppo".

Non accetterò mai quello che ho fatto, come ero caduto talmente in basso da rincorrere soltanto quella roba. Non accetterò mai nulla di tutto questo.

E quanti ne vedo ora fare le stesse cose, rincorrere le stesse sostanze che ho rincorso io e mi domando cosa abbiano in testa, cosa io avevo in testa per amare così tanto quella polvere iniettabile (e non solo quella, ne provai un bel po' di roba) da rischiare la vita per lei (e vedo a cosa ha portato quell'amico) e stare male al 99% per avere soltanto l'1% "a mille"...

Mi dispiace per chi ama questa roba (e ne conosco) ma non è quella la scelta giusta.

Mai.

 

 

 
 
 

Quanto vale la vita?

Post n°177 pubblicato il 07 Novembre 2014 da mygangsta

 

Ancora una volta ho dovuto trovare il coraggio per andare a fare visita, oggi, al mio "compagno di sventura" all'epoca dell'uso di sostanze. Strano legare in una situazione di delirio totale come quella, eppure diventammo amici.

Ma lui è stato molto meno fortunato di me. La dipendenza gli lasciò quella malattia che non voglio nominare. E, dopo anni davvero difficili, sta avendo la meglio su di lui. E lui chiede di me.

Rimasi talmente scosso quando venni a sapere quello che gli era successo che evitai di frequentarlo per parecchio tempo, non per cattiveria ma per dolore. Dolore nel sapere a cosa stava andando incontro e dolore nel pensare che, così come a lui, avrebbe potuto benissimo capitare a me. D'altronde, quante volte abbiamo fatto uso insieme di quella roba...

Mi dicono "Voi ve la cercate" e hanno ragione. Lui se l'è cercata, è verissimo. Poteva essere un ragazzo sano, con prospettive e futuro. Si è giocato tutto. E per cosa poi? Me lo diceva oggi, "sono corso incontro alla mia rovina, mi ci sono tuffato, e per cosa? Per stupide sensazioni che tanto poi svaniscono e ti lasciano in modo che devi correre a procurarti altre dosi per provarle di nuovo in un circolo che non ha fine"...

E' vero. Non ne vale la pena. Per nulla.

E ora lui se lo chiede, si domanda come abbia potuto scegliere per se stesso una cosa simile anche se nessuna risposta ha più valore adesso.

E mi vengono i brividi a pensare che, al suo posto, potevo esserci io. Io che, come lui, ho giocato con la mia stessa vita per un pugno di sensazioni "a mille"... Io che, ora, ho la fortuna di poter vivere una seconda vita come tutti gli altri...

Opportunità che lui non ha. Anche se avrebbe voluto provarci e, finchè ha potuto, ha provato a vivere come gli altri, come se nulla fosse. Ammiro la sua tenacia, caparbietà, determinazione nonostante quello che l'ha distrutto giorno per giorno.

Purtroppo a volte sono scelte folli da cui non si torna indietro. Io ho potuto farlo, lui no. Come lui tanti, come me tanti. Ma non si può sapere.

Vorrei che coloro che giocano con la propria vita con le "splendide sostanze" potessero trovarsi di fronte a questa persona. Se solo avessero un barlume di amor proprio, smetterebbero all'istante.

Non voglio pensare oltre, fa troppo male e il peggio deve ancora arrivare.

Tristezza indescrivibile.

 
 
 
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