genitoridiunastella
BACHECA * Morte perinatale, intrauterina: Avvisi associazione, attività svolte, novità e tutto quello che riguarda queste meravigliose stelle.
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Post n°67 pubblicato il 06 Maggio 2013 da genitoridiunastella
"Sarò felice di accogliervi” sono le parole che la Sig.ra Franca, la proprietaria, ci ha detto dopo aver letto la nostra richiesta… Anche stavolta ci siamo, abbiamo trovato il posto giusto per il nostro raduno estivo. L’agriturismo di suo ci mette già cinque margherite, il resto mettiamocele noi e riempiamolo tutto!!! L’agriturismo La Rocchetta
Prezzi: Matrimoniale Euro 85,00 L’acconto richiesto per la prenotazione è del 30% da inviare tramite bonifico a : Azienda Agricola La Rocchetta Banca : Quando chiamate per la prenotazione dite che siete del gruppo Genitori di una stella! Un abbraccio, virtuale ancora per poco Ilaria e Giovanna |
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Post n°66 pubblicato il 29 Marzo 2013 da genitoridiunastella
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Post n°64 pubblicato il 15 Ottobre 2012 da genitoridiunastella
Negli USA e in Inghilterra il 15 ottobre è diventata una giornata dedicata al ricordo di questi bambini ed è una giornata in cui tutte le associazioni fanno qualcosa per spiegare e diffondere la cultura sul lutto perinatale.
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Post n°63 pubblicato il 27 Settembre 2012 da genitoridiunastella
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Post n°62 pubblicato il 19 Settembre 2012 da genitoridiunastella
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Post n°61 pubblicato il 03 Settembre 2012 da genitoridiunastella
Si terrà il weekend del 6-7 ottobre. Il programma in linea di massima potrebbe essere il seguente: - ore 16.30 Processione all'interno del Santuario Santa Maria di Celle a Trofarello - ore 18.00 Santa Messa a San Giuseppe artigiano (Via Roma 11 – Trofarello) - post- messa cena in un agriturismo o similare ancora da definire. Abbiamo preso proprio ieri accordi con il proprietario dell’hotel Rigolfo e ci ha accordato delle tariffe particolari per il venerdì e il sabato sera. Occorre prenotare dicendo di far parte del gruppo Genitori di una stella. Tariffe a camera comprensive di pernottamento e prima colazione: • singola: 45 euro • matrimoniale: 50 euro • tripla: 70 euro • quadrupla: 85 euro Telefono (+39)0116495944 Fax (+39)0116495929 Il sito dove potete vedere l’albergo è www.hotelrigolfo.it, si trova al confine fra Moncalieri e Trofarello, a 400 metri dalla stazione ferroviaria, ben collegata con le principali stazioni di Torino (raggiungibili in una quindicina di minuti di treno) e vicino all’uscita dell’autostrada. Chi pensa di venire già al venerdì potremmo organizzare una cena insieme e il sabato mattina pensavamo di proporvi una gita al castello di Moncalieri e se non siamo troppi ci farebbe piacere ospitarvi per un pranzo insieme prima della processione. Per ora aspettiamo vostre adesioni, se potete fateci sapere anche quando pensate di venire e quanto pensate di fermarvi in modo da poterci organizzare. |
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Post n°60 pubblicato il 30 Luglio 2012 da genitoridiunastella
Da “Le donne credenti”, II libro de I fratelli Karamazov Molte delle donne che si affollavano attorno a lui versavano lacrime di gioia e di commozione, sotto l’impressione del momento; altre cercavano di spingersi avanti anche solo per baciargli il lembo della veste, altre ancora si lamentavano. Egli le benediceva tutte e ad alcune rivolgeva qualche parola... – Eccone una che viene da lontano! – disse lo starec, indicando una donna non ancora vecchia ma molto magra e smunta, dal viso più che abbronzato addirittura quasi nero. La donna stava in ginocchio e guardava lo starec con gli occhi fissi. C’era in quello sguardo un’espressione esaltata. – Da lontano, bàtjuska, da lontano, trecento versty da qui... Da lontano, bàtjuska, da lontano... – cantilenava la donna, dondolando pian piano la testa da una parte all’altra e appoggiando una guancia sulla palma della mano. Parlava come se si lamentasse. C’è nel popolo un dolore silenzioso e paziente, esso si ritrae in sé e tace. Ma esiste anche un dolore lacerante; esso erompe una volta in lacrime disperate e da quell’istante si sfoga in lamenti. Specialmente nelle donne. Ma non è meno penoso del dolore silenzioso. I lamenti danno sollievo, sì, ma corrodono e lacerano il cuore ancora di più. Un tale dolore non vuole neanche conforto, si nutre della consapevolezza della propria indistruttibilità. I lamenti non esprimono altro che il bisogno di irritare continuamente la ferita. – Sei della città? – proseguì lo starec, guardando fissamente la donna. – Della città, padre, della città; veramente siamo gente di campagna, ma viviamo in città. Sono venuta, padre, per vederti. Abbiamo sentito parlare di te, bàtjuska, ne abbiamo sentito parlare. Ho seppellito un bambino piccoletto, poi sono andata a pregar Dio. In tre monasteri sono stata e mi hanno detto: «Nastàsjuska, va’ anche laggiù», ossia qui da voi, angelo santo. Sono venuta, ieri sono stata alla liturgia notturna, ed ecco che oggi sono qui da voi. – Perché piangi? – Piango il mio figlioletto, bàtjuska; aveva quasi tre anni; ancora due mesi e avrebbe avuto tre anni. È per il mio bimbetto, padre, che mi tormento. Era l’ultimo figliuolo che ci era rimasto: quattro ne abbiamo avuti, io e Nikìtuska, ma in casa nostra, padre benamato, i bimbi non campano. I tre primi li ho sotterrati io, ma non li ho pianti troppo, ma quest’ultimo l’ho sotterrato e non lo posso dimenticare. È proprio come se fosse qui davanti a me, e non si allontana. Mi ha disseccato l’anima. Guardo i suoi pannolini, la camiciuola, le scarpette e singhiozzo. Tiro fuori tutto ciò che è rimasto di lui, guardo ogni cosa, e piango. Dico a Nikìtuska, mio marito: «Padrone mio, lasciami andare in pellegrinaggio». Lui è vetturino, non siamo poveri, padre, non siamo poveri: lavoriamo per conto nostro, e sono nostri cavalli e carrozza. Ma a che ci serve ora la roba? Si sarà messo a bere il mio Nikìtuska, senza di me; di certo è così; anche prima, non appena mi voltavo, lui subito si disanimava. Ma adesso non penso neppure più a lui. Già da tre mesi sono lontana da casa. Ho dimenticato, ho dimenticato tutto e non voglio più ricordare nulla; e poi che cosa farei adesso con lui? L’ho finita con lui, l’ho finita, l’ho finita con tutti. E non vorrei neppure più rivedere la mia casa, né la mia roba, non vorrei vedere più nulla! – Senti, madre – proferì lo starec –, un grande santo dei tempi antichi vide una volta in un tempio una mamma che piangeva come te; anche lei piangeva il suo figlioletto, l’unico che aveva e che il Signore aveva chiamato a sé. «Non sai» le disse quel santo «come questi bambinelli se ne stanno tutti fieri davanti al trono di Dio? Nel regno dei cieli non c’è nessuno più fiero di loro. Tu, o Signore, dicono a Dio, ci hai donato la luce; noi l’abbiamo appena veduta e Tu ce l’hai ripresa. E pregano e chiedono con tanta baldanza che il Signore concede subito loro il grado di angeli. Perciò, disse quel santo, gioisci anche tu, donna, e non piangere perché il tuo piccolo è ora vicino al Signore nella schiera dei Suoi angeli». Ecco cosa disse in tempi antichi quel santo alla donna piangente. Ed egli era un grande santo e non poteva non dirle il vero. Perciò sappi anche tu, o madre, che il tuo bambinello è oggi presso il trono del Signore e gioisce, si rallegra, e prega Dio per te. Non piangere quindi neppur tu, ma gioisci. La donna lo ascoltava con la guancia appoggiata alla mano e con gli occhi bassi. Sospirò profondamente. – Anche Nikìtuska, per consolarmi, mi parlava proprio come te. «Non sei ragionevole» mi diceva. «Perché piangi? Il nostro bambinello è vicino al Signore Iddio e canta insieme con gli altri angeli». Mi dice così, ma piange anche lui; lo vedo che piange come me. «Lo so, Nikìtuska», dico io, «dove potrebbe essere se non accanto al Signore Iddio?... ma qui con noi ora non c’è più, Nikìtuska, non è più seduto qui vicino a noi come prima...». Se lo vedessi solo una volta, se potessi rivederlo una volta ancora! Non mi avvicinerei, non gli direi neppure una parola, mi nasconderei in un angolo pur di vederlo un attimo, pur di sentirlo giocare nel cortile e poi venire, come una volta, gridando con la sua vocetta: «Mammina, dove sei?» Potessi solo una volta, una volta sola sentirlo camminare nella stanza con i suoi piedini che facevano toc toc!... Mi ricordo che quasi sempre correva da me gridando e ridendo! Potessi solo sentire i suoi piedini, sentirli, riconoscerli! Ma lui non c’è più, bàtjuska, non c’è più e non lo sentirò mai più! Ecco qui la sua cinturina, ma lui non c’è più e io non potrò mai più né vederlo né sentirlo! Essa cavò dal seno la piccola cintura di passamano del suo bimbetto e, al solo vederla, fu scossa dai singhiozzi e si coprì il volto con le dita attraverso le quali colarono rivi di lacrime. – Questa – disse lo starec – questa è l’antica «Rachele che piange i suoi figli e non può consolarsi perché essi non sono più»; tale è la sorte assegnata sulla terra a voi madri. E tu non consolarti, non occorre che tu ti consoli, piangi pure; ma, ogni volta che piangi, ricordati che il tuo bambino è uno degli angeli di Dio, che di là ti guarda e ti vede, gioisce delle tue lacrime e le indica al Signore Iddio. E ancora a lungo durerà questo tuo sublime pianto di madre, ma alla fine si trasformerà in una quieta gioia, e le tue amare lacrime non saranno più che lacrime di dolce tenerezza e di purificazione del cuore che laveranno la tua anima dal peccato. Io pregherò per la pace del tuo bambino: come si chiamava? – Alekséj, bàtjuska. – È un bel nome. In ricordo di Alekséj «uomo di Dio?». – Di lui, bàtjuska, di lui, di Alekséj «uomo di Dio». – Quale grande santo! Pregherò, madre, pregherò e nella mia preghiera ricorderò la tua afflizione e pregherò anche per la salute di tuo marito. Però tu commetti peccato ad abbandonarlo. Torna da tuo marito e abbi cura di lui. Di lassù il tuo piccolo vedrà che hai abbandonato il suo papà e piangerà per voi; perché vuoi turbare la sua beatitudine? Lui è vivo, vivo, giacché l’anima vive in eterno; non è nella casa, ma è invisibile accanto a voi. Ma come potrà venire nella sua casa, se tu dici che hai preso a odiarla, la tua casa? Da chi dunque andrà, se non troverà insieme il babbo e la mamma? Adesso tu lo sogni e ti tormenti, ma allora egli ti manderà dei sogni tranquilli. Va’ da tuo marito, madre, va’ oggi stesso. – Andrò, caro, seguirò i tuoi consigli. Mi hai sconvolto il cuore. Nikìtuska, Nikìtuska mio, tu mi aspetti, caro, mi aspetti… |
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Post n°59 pubblicato il 21 Marzo 2012 da genitoridiunastella
Sabato 31 marzo 2012 Ore 9 - 13 Aula Volta Università degli Studi di Pavia PROGRAMMA 8.45/9.00: Registrazione dei partecipanti 9.00/9.15: Saluto delle Autorità 9.15/9.30: Intervento Introduttivo Maria Assunta Zanetti 9.30/10.15: Dichiarazioni anticipate e consenso informato nelle gravi disabilità Massimo Gandolfini 10.15/11.00 Il consenso informato in sanità: il ruolo dell’ostetrica Tamai Catia 11.00/11.15:break 11.15/12.00: Alleanza Terapeutica: Progetto di Cura e Occasione di Speranza per il bambi-no non perfetto Gloria Pelizzo 12.00/12.45 Consenso informato e dichiarazioni anticipate di trattamento Mauro Ronco 12.45/13.00 Intervento conclusivo Marco Ferraresi Per info e iscrizioni: Selene Ostuni E-.mail selene.ostuni@gmail.com Cell 3288423721 Cecilia Ramaioli - Cell 3398728507 E-mail studio.ramaioli@libero.it http://www.ugcpavia.it/2012/03/consenso-informato-patto-dellalleanza-terapeutica/ |
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Post n°58 pubblicato il 28 Febbraio 2012 da genitoridiunastella
Cinque anni di associazione Ricordiamo ancora quando decidemmo il nome, dopo un consulto sul web con varie mamme, ed il giorno in cui il sito apparve finalmente on-line, il 26 febbraio 2007. Era una nuova esperienza, partivamo ma non sapevamo dove saremmo arrivate, se mai avremmo aiutato qualcuno, ma avevamo tanto entusiasmo e tanta voglia di accogliere nel nostro angolino i cuori delle mamme sofferenti, per cercare di scaldare il loro dolore con qualche parola di conforto. |
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Post n°56 pubblicato il 30 Agosto 2011 da genitoridiunastella
Carissimi mamme e papà, |
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Post n°54 pubblicato il 14 Aprile 2011 da genitoridiunastella
...finalmente ci siamo! L'essere diventati in tanti non facilita la ricerca di un posto tranquillo, carino, a buon prezzo e che possa ospitarci tutti. Country House Casa Cantone
La gentilissima signora Tatiana, con cui abbiamo preso contatto, ci ha fornito il seguente listino prezzi e ci riserva un'opzione per dieci camere FINO A GIOVEDI' 14 aprile (sbrigatevi quindi a prenotare, altrimenti non è assicurata la possibilità di stare tutti assieme!) camera matrimoniale con bagno €75.00 a notte se soggiorno di 2 notti -camera tripla con bagno €85.00 a notte se soggiorno di 2 notti -camera quadrupla con bagno €95,00 a notte se soggiorno di 2 notti La stazione ferroviaria più vicina è Foligno, a soli 10 km dall’agriturismo. Ilaria e Giovanna |
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Post n°53 pubblicato il 07 Marzo 2011 da genitoridiunastella
L'Associazione di Volontariato Sulle ali di un angelo Onlus presenta la prima edizione del Concorso Letterario Internazionale "Sulle Ali di un Angelo" aperto ad autori di ogni età e nazione - avente per tema "La gioia per l’attesa e il dolore per la perdita di un figlio" Troppe volte dopo la perdita di un figlio, soprattutto se avviene molto precocemente o ancor prima della nascita, oltre al dolore, subentra una grande solitudine, mentre i genitori hanno voglia e bisogno di parlare del loro figlio, intorno ad essi si crea un gelo di silenzio, con questo concorso vorremmo dare voce alle mamme e ai papà e ridare un’identità ai nostri figli "dimenticati". …"Storie di piccole vite che nel loro breve passaggio su questa terra hanno lasciato un segno indelebile nei cuori di chi le ha amate"… Il concorso è aperto a tutti e non richiede alcuna quota d'iscrizione. Possono partecipare autori italiani e stranieri maggiorenni, le opere devono essere in lingua italiana. Il Concorso è articolato in due sezioni: NARRATIVA - POESIA |
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Incontro di Sabato 9 Ottobre 2010
Firenze |
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Post n°50 pubblicato il 04 Marzo 2010 da genitoridiunastella
Abbiamo trovato il posto, un agriturismo vicino al mare: |
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Post n°49 pubblicato il 23 Febbraio 2010 da genitoridiunastella
Riflessioni e testimonianze sulla perdita prenatale Non c'è battito, l'attesa si è interrotta". http://www.leoneverde.it/scheda.asp?idv=1594 Giorgia Cozza
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Memory Box, la scatola dei ricordi: cosa è, a cosa serve, come si prepara di Federica Mattei
Per chi non lo sapesse la Memory Box è una scatola in cui usualmente, nei paesi anglosassoni, si conservano i ricordi delle persone sia vive (ricordi dell’infanzia, di scuola, del matrimonio etc) sia morte. Nel caso della morte perinatale la Memory Box ha un’importanza particolare. La maggior parte dei genitori che perdono un bambino non vogliono dimenticarlo. Creare una Memory Box può essere un modo di rendere viva e tangibile la presenza del bambino. Quando la morte colpisce un bambino nel periodo della gestazione, al termine di essa o quando è appena nato ci sono pochissime cose che gli appartengono. Il test di gravidanza,l’immagine ecografica, una tutina comprata per lui e poco più. All’estero, se il bambino viene a mancare dopo le 20 settimane di gravidanza, quando nasce viene chiesto ai genitori se vogliono prendere in braccio il figlio, avere delle foto del piccino e/o le impronte delle sue mani e dei piedi. Queste cose servono a rendere reale il “bambino immaginario” che i genitori creano nei loro pensieri durante la gravidanza. Rendere “reale” il bambino favorirà poi il processo di elaborazione del lutto e queste memorie raccolte alla nascita diventano così parte della Memory Box. In Italia quasi nessun ospedale o operatore propone ai genitori di raccogliere queste memorie, ma si spera che presto diventi una prassi anche da noi. La Memory Box non raccoglie soltanto i ricordi della gravidanza che si è interrotta o dell’evento nascita/morte ma può venire arricchita col passare degli anni. In occasioni come la ricorrenza della data di nascita, del Natale, nelle occasioni importanti per la famiglia molti genitori comprano piccoli regali per il bimbo, scrivono lettere, preparano compilation musicali e tutti questi oggetti possono essere inseriti nella Memory Box. Inoltre coloro che fanno parte di associazioni per il sostegno ai genitori colpiti da morte perinatale, di gruppi di discussione e/o sostegno su internet etc... spesso mandano l’un l’altro piccoli oggetti, poesie, bigliettini in ricordo dei propri figli. Anche queste cose diventano parte della Memory Box. Insomma qualsiasi cosa per un genitore è importante diventa parte della Scatola dei Ricordi. Ma conservare in una scatola questi ricordi serve? Sicuramente serve a farci sentire chi non c’è più è ancora parte della nostra vita e questo è di aiuto ai genitori perché essi vogliono continuare a pensare ai loro figli. Tenere una Scatola dei Ricordi è un modo di dire loro che li amiamo e che loro sono ancora parte della nostra vita. Fare attivamente qualcosa aiuta i genitori a focalizzarsi sui ricordi felici, sull’amore che persiste anche se la vita del bimbo che amiamo è finita. Inoltre, se si decide di coinvolgere tutti i membri della famiglia, tenere una Scatola dei Ricordi aiuta a parlare del bambino che non c’è più e ad esprimere i sentimenti di ognuno al riguardo. Ciò può essere particolarmente utile per i fratelli del bimbo o per altri bambini presenti nella famiglia o fra gli amici più cari. I bambini fino a una certa età non hanno idea di che cosa sia realmente la morte e spesso hanno livelli di stress alti perché hanno paura di ciò che non conoscono. Quando sono più grandi anche se si rendono conto di cosa è accaduto realmente non hanno un vocabolario adatto per spiegare come si sentono. Questo spesso fa si che mettano in atto degli atteggiamenti aggressivi. Perciò tenere una Scatola dei Ricordi può aiutarli ad esprimere le loro idee sulla morte, le loro preoccupazioni, i loro sentimenti al riguardo,può aiutarli a parlare del fratellino con i genitori e i parenti ma anche a instaurare con lui un rapporto diretto e a mantenere un legame. Chiedere ai fratelli di disegnare e dipingere qualcosa da mettere nella Scatola dei Ricordi oltretutto li aiuta a descrivere i loro sentimenti. Quest’ultima cosa è particolarmente importante nel caso i figli siano adolescenti e che quindi tendano a nascondere i loro sentimenti per timore di sembrare immaturi. Occuparsi di creare una Memory Box aiuta i genitori in lutto a prendersi del tempo per se stessi, pensare a ciò che è successo, lasciarsi ad andare a ricordi ed emozioni, sentire in qualche modo di stare accudendo il proprio piccolo. Troppo spesso qui in Italia i genitori non sono ammessi a prendersi cura del bimbo che è morto, soprattutto quando è una perdita precoce. Creare una Scatola dei Ricordi è un modo per loro di rendersi partecipi dell’evento, di onorare la breve vita del proprio figlio. Se l’esistenza della Scatola dei Ricordi è condivisa con altri membri della famiglia ciò ricorda a tutti coloro che sono vicini ai genitori che il loro lutto non finisce anche se pian piano essi tornano alla vita. Creare delle memorie significative fa parte di un salutare processo di elaborazione del lutto come dimostrato da uno studio dell’ inglese Perinatal Institute che usa il modello RTS(Resolve Through Sharing) , perché i genitori trovano conforto nell’avere ricordi del proprio bambino, fa sentire loro che la vita di loro figlio, a qualsiasi stadio della gestazione, è riconosciuta e onorata. Avere una Memory Box serve a dare un posto nella famiglia al bambino che non ce l’ha fatta, a dare valore alla vita che si è interrotta, a riconoscerne il valore ma anche a dare un posto reale e materiale all’interno della casa, un posto dove toccare le cose che sono appartenute o che erano destinate a lui. La Scatola dei Ricordi contiene una piccola vita che i genitori porteranno con se lungo la loro esistenza. Non esistono regole su come deve essere fatta una Scatola dei ricordi o su cosa può contenere. Si possono comprare delle scatole già confezionate e decorate sia di cartone che di legno o di un qualsiasi altro materiale oppure si possono comperarne di grezze e decorarle come preferiamo, rivestendole di carta, stoffa, pittura. Al loro interno possiamo mettere qualsiasi cosa per noi sia un ricordo significativo del nostro bambino, naturalmente gravidanze interrottesi in periodi diversi avranno diverse possibilità di raccogliere ricordi: il test di gravidanza, le immagini ecografiche, le impronte delle mani e dei piedi (che possono essere prese con un comune tampone inchiostrato per timbri e fatte su un cartoncino), una ciocca di capelli, le foto scattate, il braccialettino dell’ospedale, la copertina in cui il piccolo è o sarebbe stato avvolto ma anche giocattoli, lettere, diari, gioielli, cd musicali, foglie dell’albero piantato in memoria, creazioni che abbiamo fatto per lui, doni scambiati con altri genitori speciali, disegni o regalini fatti dai fratelli. Questi sono suggerimenti ma sono sicura che ogni genitore troverà tante altre cose perché ognuno di noi ha un rapporto unico e speciale con suo figlio e le cose per noi significative e importanti non mancheranno di venirci alla mente. Nel passare degli anni la Scatola potrà essere insufficiente a contenere i ricordi e quindi si potrà pensare a comprare e decorare una piccola cassapanca. Se abbiamo altri figli potremo poi dare ad ognuno di loro, se lo desiderano, parte del contenuto della scatola quando lasceranno la nostra casa. Altrimenti potremmo disporre che il contenuto della scatola venga seppellito con noi alla nostra dipartita. Insomma ognuno di noi darà vita alla propria Scatola come meglio crederà. Sarà il nostro modo di onorare i nostri bambini e di condividere con loro nel cuore quello che non abbiamo potuto condividere nell’esistenza. http://www.psicoterapie.org/536.htm |
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Post n°47 pubblicato il 30 Ottobre 2009 da genitoridiunastella
La nostra onda di luce è cominciata sabato 10 ottobre dopo una bellissima messa celebrata da Don Carlo, nella Parrocchia di Sant'Antonio, Villafranca, dedicata a noi tutti, genitori di una stella presenti e non e a questi splendidi bambini che accompagnano ogni giorno della nostra vita, ma non eravamo soli, intorno a noi si sono riunite altre persone, parrocchiani di Villafranca, di Roatto, un coro di bambini e parenti di stelle. " E' una settimana che penso e ripenso a parole, cerco di trovare frasi per poter farvi arrivare il pensiero di tutti noi che siamo quì, ma solo oggi sono riuscita a capire perchè non trovavo nè frasi nè parole. Queste perchè non esistono. Non ci sono parole che possono spiegare le emozioni che stiamo vivendo quì oggi, non ci sono frasi che possono esprimere l'amore che respiriamo in questo momento. L'amore di genitori speciali come voi, l'amore che va oltre ogni cosa, oltre al tempo, oltre alla vita, oltre alla morte. Eccola l'onda di luce, iniziata poco dopo con l'accensione dei flambeau, un onda che ha continuato il suo cammino nella strada che ci ha portato alla Madonna della neve, una piccola cappella a Lei dedicata, incastonata come un gioiello in cima ad un monte e l'accensione delle candele sotto il Suo altare, candele che portavano il nome di ogni bambino. Le stesse candele che abbiamo acceso nella giornata del 15 ottobre. http://digilander.libero.it/genitoridiunastella/giornata_del_ricordo.htm |
GIORNATA DEL RICORDO
Il 15 0ttobre - ore 19.00
accendiamo una candela, per ricordare i nostri bambini, quelle stelle che hanno fatto parte della nostra vita e che occupano parte del nostro cuore tutti i giorni.
http://www.babyloss-awareness.org Diffondi l'iniziativa:
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Inviato da: dswllxy
il 21/11/2012 alle 15:04
Inviato da: annadimaggio677
il 24/08/2012 alle 17:39
Inviato da: lollino950
il 13/06/2012 alle 16:52
Inviato da: maria
il 13/01/2012 alle 16:52
Inviato da: chiaracarboni90
il 22/09/2011 alle 16:02