Creato da PROGETTO_NORD_EST il 26/05/2006

VENETO LIBERO

Il nuovo partito per la vera autonomia e il sviluppo del nostro territorio!

 

 

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Post n°101 pubblicato il 09 Febbraio 2009 da PROGETTO_NORD_EST

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NON ACCETTIAMO LEZIONI DI FEDERALISMO

Post n°100 pubblicato il 11 Ottobre 2008 da PROGETTO_NORD_EST
 

Il segretario del PNE commenta così convegno dal tema "Il ruolo delle
assemblee legislative nel federalismo fiscale" che si è svolto stamattina a
Venezia, alla presenza del Presidente della Camera

VENEZIA - «Non accettiamo lezioni di federalismo da personaggi che arrivano
da regioni come la Sicilia e la Puglia, dove le amministrazioni pubbliche non
si sono certo contraddistinte per senso di responsabilità». Non usa mezze
parole o frasi di circostanza il capogruppo in consiglio regionale di Progetto
Nordest, Mariangelo Foggiato, nel commentare il «triste spettacolo» al quale ha
assistito a Venezia, in occasione del convegno dal tema "Il ruolo delle
assemblee legislative nel federalismo fiscale". «Abbiamo ascoltato interventi
fumosi - aggiunge il segretario del PNE - nello stile che è tipico dei baroni
accademici del sud ma che è distante anni luce dalla concretezza dei veneti. E'
apparso evidente che i relatori parlavano una lingua diversa. Ecco perché me ne
sono andato prima che il convegno finisse: non sopportavo più quell'
atteggiamento di supponenza, quasi che i relatori illuminati del sud siano
stati inviati a educare quei rozzi e ignoranti dei veneti». Ma non è solo una
questione di metodo, è anche è soprattutto una questione di sostanza. Da questo
punto di vista Mariangelo Foggiato ribadisce la posizione del suo movimento:
vogliamo dare al Veneto una forma di governo a statuto speciale «A questo
proposito - prosegue - vorrei sottolineare ancora una volta i risultati emersi
da una recente indagine di Unioncamere del Veneto che pone l'accento sulle
inaccettabili disparità tra realtà limitrofe. Il totale delle entrate
tributarie ricavate dalle amministrazioni pubbliche in Trentino, infatti, è
circa il 31,2% del Pil: solo il 6,4% finisce nelle casse dello Stato centrale,
mentre il 24,7% rimane a disposizione delle amministrazioni periferiche. In
Veneto - aggiunge - il prelievo tributario è pari al 29,6% del Pil, con una
quota attribuibile allo Stato di circa il 22,7%, mentre solo il rimanente 6,9%
viene riscosso dalle amministrazioni periferiche. Sulla base dei due sistemi
amministrativi, il Trentino lascia allo Stato centrale il 21% delle risorse
tributarie prelevate da cittadini ed imprese, mentre per il Veneto tale quota
sale al 76-79%. In Veneto quindi lo Stato centrale ha il ruolo di principale
attore pubblico, in quanto le risorse riscosse ammontano a 47,9 miliardi di
euro, mentre a livello delle amministrazioni regionali e locali il totale delle
entrate è di quasi 12 miliardi. Applicando un assetto analogo a quello del
Trentino, le amministrazioni regionali e locali venete vedrebbero le entrate
lievitare da 12 a quasi 33 miliardi di euro, mentre il governo centrale
vedrebbe scendere le entrate da 47,9 miliardi a poco più di 27». «Sono numeri
oggettivi - conclude il segretario del PNE - che confermano, se mai ce ne fosse
bisogno, la legittimità delle nostre richieste».

 
 
 

Mariangelo Foggiato a Roma con i sindaci veneti: i veri federalisti sono qui

Post n°99 pubblicato il 02 Ottobre 2008 da PROGETTO_NORD_EST
 



Comunicato stampa:

http://progettonordest.forumfree.net/?t=32745198




Venezia
– C’era anche il consigliere regionale di Progetto Nordest, Mariangelo
Foggiato, tra i 450 sindaci e amministratori arrivati a Roma dal Veneto
per presentare in Parlamento una proposta di legge per l'attribuzione
del 20% dell'Irpef alle amministrazioni locali. Tale proposta di legge
è composta da tre articoli e prevede in primo luogo la «ridefinizione
del sistema di finanziamento dei comuni», basato sui principi di
sussidiarietà e di capacità contributiva al fine di attuare le norme
costituzionali in materia di finanza locale. L'obiettivo è la modifica
della legge 296 del dicembre del 2006. «Si tratta di un’idea semplice –
osserva Mariangelo Foggiato – e soprattutto in linea con lo spirito
autonomista del nostro movimento. Si propone di azzerare tutti i
trasferimenti dallo Stato ai Comuni e le tasse locali, sostituendole
con il 20% dell'Irpef da lasciare su ciascun territorio. Una proposta,
questa, che già da tempo il PNE sta portando avanti, perché
rappresenterebbe una svolta in senso federalista nella gestione della
fiscalità». «Si tratta di un’iniziativa che nasce dal territorio e che
viene portata avanti dagli amministratori più vicini ai cittadini –
aggiunge il segretario e consigliere regionale di Progetto Nordest –
per di più in modo trasversale». «Visto il clima e l’entusiasmo che c’è
oggi a Roma – conclude – vorrei dire che questa è la politica che
questa è la politica che piace alla gente, la politica dei fatti e
della concretezza. I veri federalisti, oggi, erano qui a Roma. Tra i
sindaci, non dentro il Parlamento».

 
 
 

1809: L'insorgenza Veneta, lotta contro Napoleone nella terra di San Marco

Post n°98 pubblicato il 25 Settembre 2008 da PROGETTO_NORD_EST

Comune di Padova

Assessorato alle Politiche Culturali

e Spettacolo

La invitiamo alla presentazione del libro


1809: l’insorgenza veneta

La lotta contro Napoleone nella terra di San Marco

di Ettore Beggiato

mercoledì 1 ottobre 2008 alle ore 18.00

Padova, Sala Anziani - Palazzo Moroni (palazzo del comune)

Saranno presenti:

Avv. Ivone Cacciavillani - Storico

Prof. Lorenzo Tomasin - Editorialista del Corriere del Veneto


Monica Balbinot

Assessore alle Politiche Culturali e Spettacolo

 
 
 

COME SI RICONOSCE IL FEDERALISMO?

Sembra una domanda banale, ma
molto probabilmente fra non molti mesi vi sentirete dire da tutti i Tg
nazionali che il federalismo è finalmente stato realizzato!
A cosa serve il federalismo?
Ne avremo qualche beneficio?

Guardate
il vostro portafoglio, il vostro conto corrente, il vostro stipendio,
le tasse che pagate...se vedrete aumentare di 300 - 400 euro al mese il
vostro stipendio da un mese all'altro vuol dire che la riforma ha
colpito nel segno: sono stati bloccati i finanziamenti a fondo perduto
verso le regioni ciuccia soldi ed è stato messo un tetto (almeno dell'
80% delle tasse trattenute) ai trasferimenti dalla regione allo stato
redistribuendo ai cittadini i benefici del federalismo.
Se invece
cambia nulla o poco vuol dire che ci hanno preso tutti per i fondelli,
hanno fatto un federalismo non fiscale e continua il magna magna che ci
troviamo oggi, regolatevi di conseguenza e vedete se farvi prendere
nuovamente per i fondelli...

 
 
 

La lega diventerà il primo partito in Italia.

La lega diventerà il primo partito in Italia!

Oggi nel
2008 ci troviamo ad assistere alla terza legislatura Berlusconiana, ce
ne sarà una quarta o una quinta?

La crescita enorme della lega ha fatto tremare tutti, anche gli stessi leghisti, hanno capito che più si è moderati, più si conquista la fiducia della gente, più ci si adegua al territorio italiano, più posti in parlamento vengono occupati, lo sbarco della lega al sud è imminente.



Il disegno sarà completato con l'uscita di scena di Silvio Berlusconi
che non è immortale e non attirerà elettorato all'infinito, a quel
punto la lega nord cambierà nome o lo modifichà adattandolo allo stile
italico, con argomenti italici, quelli che ha sempre combattuto fin
dalla sua nascita.

I componenti storici democristiani e gli onnipresenti in parlamento
faranno la tessera leghista, mantenendo salda l'Unità d'Italia e il
consenso ampio al sud.



Con i soldi dei riborsi elettorali fonderà nuovi partiti autonomisti o
secessionisti (forse questo stà già accadendo) in modo da tener buono
il voto del nord che innocentemente e da polentoni continueranno ad
andare a votare "il meno peggio".


Lo stato virtuale italiano sarà sempre più reale.



Cambia tutto per non cambiare niente.

Questa è la mia opinione, spero di sbagliarmi.

 
 
 

Foggiato PNE: No all'acquisizione di una quota Alitalia

Post n°95 pubblicato il 07 Agosto 2008 da PROGETTO_NORD_EST
 

Foggiato PNE: NO ALL’'ACQUISIZIONE DI UNA QUOTA DELL’ALITALIA

http://progettonordest.forumfree.net/?t=30800195

NO ALL’'ACQUISIZIONE DI UNA QUOTA DELL’ALITALIA



Mariangelo Foggiato (segretario Progetto Nordest) contro la
proposta del vicepresidente della Regione Veneto: stiamo lontano dai
carrozzoni



Venezia 5 agosto 2008 - «Il Veneto stia alla larga dai carrozzoni».
Così il segretario di Progetto Nordest, Mariangelo Foggiato,
sull’ipotesi di acquisizione di una quota di Alitalia avanzata nei
giorni scorsi dal vicepresidente della Regione Veneto, Franco Manzato.
Secondo l’esponente del carroccio, sarebbe «inutile nascondere il
nostro interessamento: la flotta di Alitalia assicura un servizio per
oltre 25 milioni di turisti che ogni anno giungono da noi e la valenza
del pacchetto giustifica la nostra attenzione». Di tutt’altro avviso è
il consigliere regionale del PNE. «Non dobbiamo cedere alle
logiche nazionali – spiega Mariangelo Foggiato – ma dobbiamo anteporre
gli interessi dei veneti. Capisco che la Lega Nord debba sottostare
alle pressioni che provengono dal governo nazionale, ma questo non
giustifica l’idea di acquistare una quota di un carrozzone come
Alitalia, con tutti i suoi debiti. Sarebbe un’operazione quantomeno
azzardata e onerosa e non porterebbe alcun beneficio al Veneto.
Invitiamo dunque presidente Giancarlo Galan a respingere le sirene
romane, oggi amplificate dai leghisti veneti, e a decidere
nell’interesse della nostra regione e dei suoi abitanti».

 
 
 

La lega sbarca a sud: liste e "Parlamento"

Post n°94 pubblicato il 31 Luglio 2008 da PROGETTO_NORD_EST
 

Mentre leggevo il corriere della sera di oggi a momenti butto su tutto....:


Da "Il Corriere della Sera" di mercoledì 30 luglio 2008
L`offensiva del Carroccio A novembre a Napoli 350 «deputati» e un nemico: il «mercenario Garibaldi»,

La Lega sbarca a Sud: liste e «Parlamento»

ROMA - Il primo dibattito si
annuncia incandescente, con
una riunione della Commissione
cultura nella quale storici meridionali
dibatteranno dei «mercenario
Garibaldi» e dell`unità
d`Italia, «che fu imposta a forza
di cazzotti, pugni e sgozzamenti».
Una seduta lunga due giorni,
dal 29 al 3o novembre, che segna
la nascita ufficiale del «Parlamento
del Sud», con sede a Napoli. Si
riuniranno 350 «parlamentari»
scelti dal deputato della Lega
nord Giacomo Chiappori, segretario
di Alleanza Federalista, il
movimento sotto la cui egida nasce
il consesso. Che sarà battezzato
da Umberto Bossi in persona:
«Mi ha assicurato l`adesione al
progetto e la sua presenza a Napoli».
Con perfetta simmetria rispetto
al «Parlamento del Nord» di
Vicenza, spunta dunque un «Parlamento
del Sud». Dopo le recen-
ti polemiche sul dito alzato da
Bossi contro lo «schiava di Roma»
dell`Inno di Mameli, i lumbard
assestano un altro colpo alle
istituzioni «centraliste». Anche
se in questo caso è chiaro
che si tratta di un atto simbolico.
«1129 novembre - spiega Chiapporí
- parte il processo costituente
di Alleanza federalista, un
nuovo soggetto politico che si
presenterà alle elezioni amministrative,
regionali e, forse, anche
alle Europee». Quest`anno la Le-
ga ha continuato la sua
espansione oltre i territo-
ri d`elezione, spopolando
in Emilia e conquistando
un parlamentare
perfino nelle Marche.
Per il Sud, invece,
aveva scelto di allearsi

con l`Mpa di Raffaele Lombardo.
E ora? «Lombardo è un caro
amico - spiega il deputato An-
gelo Alessandri - ma è da almeno
un mese e mezzo che non lo
sentiamo». Insomma, il feeling
elettorale si è un po` raffreddato.
E Bossi ora potrebbe ritenere più
sicuro affidare lo sbarco nel Meridione
a un suo parlamentare e a
un movimento satellite.
Il «Parlamento del Sud» si riunirà
mensilmente e avrà più o
meno gli stessi organi, commissioni
comprese, di Montecitorio
e Palazzo Madama. I «parlamentari»
rappresenteranno, in proporzione,
regioni e province dei
Sud. «Sono professori, ingegneri,
operai, tutta gente della società
scelta da me. Con due requisiti:
ognuno deve avere almeno 50
"presentatori". E tutti devono
presentare la fedina penale ed essere
immacolati». Chi pagherà?
«Autofinanziamento, niente sovvenzioni
statali o di partiti». Tra
gli slogan ideati da Chiappori
per il 29 novembre ci sono il clas-
sico leghista «Padroni a casa nostra».
E il nuovo: «La gallina domani
non l`uovo oggi».
Ma non è tutto. Chiappori annuncia
un`altra iniziativa clamorosa,
riedizione, capovolta dello
sbarco garibaldino: «Organizzeremo
una sortita via, nave da
Marsala a Genova. Arrivati li restituiremo
al mittente mille camicie
rosse». Chiappori è convinto
che al Sud ci sia una componente
«non solo borbonica che
considera l`unità d`Italia come
un atto antidemocratico. Il voto
è stato lasciato nelle mani dei militari,
che hanno pagato per votare.
E poi l`esercito non era fatto
di garibaldini: c`era di tutto, dagli
inglesi agli ungheresi». Ai Magazzini
del Cotone di Genova organizzerà
un convegno sullo Stato
federale, in chiave storica. Perché
il federalismo rimane l`obiettivo:
«Se fallisce, si torna dritti alla
secessione».

 
 


Alessandro Trocino

[.]


 
 
 

CPT a Verona: via gli zingari arrivano i clandestini

Post n°93 pubblicato il 28 Luglio 2008 da PROGETTO_NORD_EST
 

I nuovi fronti della sicurezza: Ospitare i centri di permanenza temporanea

http://progettonordest.forumfree.net/?t=30510892

L'Arena, domenica 27 luglio 2008 cronaca pag. 9

SICUREZZA. La nostra città dovrebbe ospitare una delle sei strutture
previste dal decreto sicurezza del governo. E coprirebbe tutto il
territorio della regione






A Verona un centro per clandestini

FLAVIO TOSI

di Elisa Pasetto


La disponibilità a Roberto Maroni l’aveva già data in un loro
precedente incontro, ammette Flavio Tosi. «E il ministro,
evidentemente, l’ha raccolta. Ora certamente il titolare dell’Interno,
prima di decidere, si confronterà con chi si occupa del territorio:
prefetto, sindaco, presidente della Provincia». Così, senza troppo
stupore e anzi confermando che trova «normale che ogni regione per
garantire la sicurezza si faccia carico di avere uno di questi centri»,
il sindaco accoglie la notizia della probabile prossima apertura,
proprio a Verona, del Centro per l’identificazione e l’espulsione per
gli immigrati clandestini (Cie) del Veneto, uno dei sei previsti dal
decreto sicurezza sul territorio nazionale, in aggiunta ai Cpt già
esistenti.

Un’indiscrezione trapelata ieri in ambiente padovano, probabile sede
del Cie regionale fino a pochi giorni fa. Il parlamentare veneto
Filippo Ascierto (An), componente della commissione difesa della
Camera, che nei giorni scorsi aveva caldeggiato l’apertura della
struttura in territorio euganeo proponendo come sede ideale l’ex base
dell’aeronautica Primo Roc vicino ad Abano Terme, dalle pagine del
Mattino di Padova ha sciolto ogni dubbio: «Quello che per ora è certo è
che il Cie del Veneto non si farà in provincia di Padova», ha
affermato. «I tecnici del gruppo di lavoro che hanno esaminato le basi
militari dismesse indicate dal ministero della Difesa, hanno
individuato un sito che può essere velocemente attrezzato allo scopo di
custodire gli immigrati clandestini per il periodo strettamente
necessario alla loro identificazione. E si tratta di una location che
non si trova nel territorio di Padova».

A tirare in ballo esplicitamente Verona è l’onorevole di Forza Italia
Lorena Milanato, che aggiunge come, nonostante il ministero
dell’Interno non abbia ancora diramato la mappa dei centri, «abbiamo
saputo che dovrebbe essere Verona a ospitare quello veneto».

Ma dove sorgerebbe, in terra scaligera, il Cie? Tra le ipotesi allo
studio da parte dei tecnici ministeriali spunta il nome di
Boscomantico. Ma Tosi non si sbilancia: «Trovare un sito con le
caratteristiche idonee a Verona non è difficile, ne esistono decine»,
commenta, «e il ministero sa che daremo tutta la collaborazione per
individuare quella ideale. Piuttosto che avere aree dismesse o edifici
abbandonati pieni di clandestini che vivono in condizioni subumane per
poi andare in giro a delinquere», continua, «meglio avere una struttura
sicura, controllata dalle forze dell’ordine, che consenta finalmente di
allontanare chi deve essere allontanato, con espulsioni reali,
lasciando tranquilli i cittadini italiani e gli stranieri che sono nel
nostro Paese per lavorare».

E sul fatto che una struttura del genere possa creare disagi ai
veronesi, il sindaco tranquillizza i cittadini: «Non mi risulta che il
carcere di Montorio crei problemi a chi abita nella zona», afferma. «La
stessa cosa sarà per il Cie a cui penso: un centro detentivo, blindato
e sorvegliato militarmente, da cui i clandestini usciranno solo per
essere espulsi. Nulla a che fare, per intenderci, con le immagini che
ci giungono dal Cpt di Lampedusa. Altrimenti non se ne parla proprio».

Meno chiare, invece, le idee su modalità e tempi di realizzazione del
Cie: «Se l’ipotesi si concretizzerà parleremo col ministero di come
andrà gestito il centro e di chi lo sorveglierà». Ovvero, secondo il
sindaco, l’esercito. Ulteriori forze, precisa, rispetto a quelle già
richieste al ministro Maroni per garantire la sicurezza in città.

«In Veneto», conclude Tosi, «il Cpt non c’era, ma ora serve: in futuro
potremo finalmente avere la certezza di espellere i clandestini anche
da qui».

 
 
 

Verona Merita l'Italia, il Veneto merita l'Italia

Post n°92 pubblicato il 06 Maggio 2008 da PROGETTO_NORD_EST
 

 





 



Esprimo le più sentite condoglianze al
ragazzo ucciso la settimana scorsa in centro a Verona e condanna senza mezze
misure il comportamento dei media che come in altre occasioni utilizza fatti
tragici per far comodo a un partito o all’altro…
Verona non merita di essere etichettata come razzista e
fascista, Verona come tutto il Veneto hanno solo la colpa di non aprire gli
occhi e prendere le distanze dal sistema Italia, un sistema decadente che
governa il paese grazie alle televisioni e ai giornali, fa leggi inutili e le
poche sensate non le applica.

Anche nei prossimi anni i Veneti saranno solamente
contribuenti, numeri, non persone, saranno numeri che pagano tasse e che
alimentano la mafia italiana, più della metà delle risorse prodotte in Veneto
infatti verranno sprecate in opere e ruberie al di fuori del Veneto e i media
telecomandati da chi governa utilizzeranno le informazioni che fanno comodo al
momento giusto, ci saranno nuove stragi di Erba, nuovi omicidi irrisolti, un
nuovo Corona che ci prenderà per i fondelli mentre il parlamento farà i propri
interessi e coprirà i buchi della propria malagestione con i soldi dei soliti contribuenti.

 
 
 
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