Creato da blackangel690 il 14/01/2007

DRAGON LANCE

un mondo fantasy

 

 

IL DRAGO E IL MAGO partII

Post n°43 pubblicato il 26 Luglio 2007 da blackangel690

Voglio vedere, voglio guardare
Voglio vedere, sentire, sognare
Cosa accade nel mondo laggiù,
sotto le nubi, sotto il cielo blu
Ove l’uomo si prodiga notte e dì
Senza sosta e sempre così

L’acqua vibro leggermente e apparve un’ immagine indistinta e confusa che però si schiarì pian piano.
C’era un uomo alto e fragile. Silenzioso era rannicchiato di fronte ad un fuoco, tra le mani stringeva un libro, le mani che lo tenevano erano scarnite e contorte, fragili e le sue vesti erano nere come il carbone che non ardeva alle estremità del falò poi l'immagine svanì

Questo era un brutto presagio che portava sventura, per la Torre e la sua guardiana Sarha era il momento di allertarsi.

Alzai la testa dal bacile sgomentata; nel frattempo sentii il rumore di nuovi lampi provenire dalle nubi sottostanti.
Come era possibile che qualcuno osasse sfidare gli dei delle tre magie e la sua guardiana ! Era un affronto che non poteva restare impunito. Quel uomo dalle vesti nere aveva una magia molto potente ed era chiaro che volesse le ricchezze e i tesori custoditi nella Torre. 
"Non avrà un bel niente" urlai e mi misi a correre verso la Torre, là era custodita l’armata degli dei.

Giunsi ansimante ai piedi della torre e notai che non indossavo più la collana di ametista, probabilmente l’avevo persa durante corsa, ma non era importante, avevo moltissimi gioielli anche molto più preziosi.
Arrivai dinanzi al portale d’oro decorato con incisioni di edera e al centro spiccava l’effige degli dei, una luna divisa in tre parti, i tre colori che facevano riferimento ai tre ordini.
Stesi le mani e pronunciai un incantesimo che in passato avevo usato solo una volta. All’inizio temevo di non ricordarmelo, ma poi le parole sgorgarono dalle mie labbra come se le avessi appena lette su un libro.

Porta antica, porta chiusa
per secoli non sei stata dischiusa
Ma ora basta aspettare
basta esitare,
è ora di agire, è ora di andare
Spalancati dinanzi a me
Che io possa ridestare l’esercito che
riposa dietro te
La guerra è vicina il nemico avanza
e verso l'invasore gli dei non mostrano tolleranza.

 
 
 

IL DRAGO E IL MAGO  part. I

Post n°42 pubblicato il 24 Luglio 2007 da blackangel690

Era il tramonto, la brezza fresca scompigliava i miei lunghi, neri capelli e faceva danzare i grandi orecchini d’oro e diamanti che portavo. Di fronte a me si stagliava il meraviglioso paesaggio che si poteva ammirare dalla Torre d’Argento.
Uno stormo di rossi golan volava appena al di sopra del mare di candide nubi emettendo il dolce richiamo tipico di quegli uccelli. 
Era tutto così bello, così meraviglioso; quello spettacolo che appariva dinanzi a me era
sempre accaduto, sempre da quando ero divenuta custode di quella magica terra secoli e secoli or sono.
 Con un delicato gesto, quasi timorosa di disturbare il meraviglioso spettacolo del sole al tramonto , mi coprii le spalle con il grande scialle di seta bianco ornato di fregi d’argento raffiguranti i magici fiori dell’ Albero di ciliegio.

Il sole era ormai tramontato, dovevo iniziare a prepararmi per il rituale della sera.
Andai in un’altra stanza molto grande e con il soffitto magnificamente affrescato; su una parete si trovavano moti armadi stracolmi di meravigliose vesti e su un’altra c’era una grande specchiera. 
Mi tolsi la semplice tunica bianca e i gioielli che indossavo, solo gli orecchini e una semplice collana di anelli d’oro e guardai cosa potevano offrire gli armadi per la cerimonia. Il colore per le cerimonie serali estive era il viola; trassi da un armadio un meraviglioso abito in seta viola che aveva ricamati in oro sulle maniche e sull’orlo delle foglie di edera.
Andai alla specchiera e presi da un grande cofanetto una collana e degli orecchini di ametista, poi mi truccai.
Quando fui pronta tornai sulla balconata e vidi che la luna stava salendo rapida in cielo, scesi allora la scalinata e arrivai ai piedi della torre.

Ad un tratto sentii come un rumore di un tuono lontano, un boato; con tutta probabilità al di sotto delle nubi stava per scoppiare un temporale ed era forse per questo che l’aria era così fresca.

Dopo essere giunta al piazzale continuai diritta fino a scorgere in lontananza alla vista dei due imponenti Draghi Custodi, statue di magnifica fattura poste a guardia dei monumenti.
I loro nomi erano Haryon del Fuoco,un drago d’oro con gli occhi di rubino e Jaryon dell’Acqua, un drago d’argento con gli occhi di zaffiro, se qualcuno avesse osato attaccare la Torre Sacra io avrei dovuto destarli dal loro sonno di pietra per difenderla.  I piccolo animali che abitavano il sottobosco si erano già destati per la cerimonia e probabilmente mi attendevano con impazienza.

Accelerai il passo perché rischiavo di arrivare davvero in ritardo e dopo pochi, rapidi passi entrai nella radura al cui centro stavano le statue dei tre dei della magia: Lunitari al centro, Nunitari a destra e Solinari a sinistra nell’ordine i tre dei rappresentavano i loro maghi in terra le vesti rosse, le vesti nere e le vesti bianche.

Arrivai all’altare posto di fronte alle enormi statue, spalancai il grande libro e iniziai con la litania introduttiva che avevo ripetuto ormai centinaia di volte, eppure ogni volta mi diceva qualcosa di diverso e di nuovo:

Danzano e cantano le cento fanciulle
la Vergine si erge dalle sue culle
Volano in alto i cento dragoni
la Madre ci porge tutti i suoi doni
Lenta o veloce giunge la sorte
è la Signora che ci chiama alla morte

A questo punto presi la brocca d’argento appoggiata all’altare e la riempii in una delle limpide polle. 
L’acqua si increspò lievemente, intanto farfalle e lucciole cominciavano a danzare attorno alla corteccia del grande albero .
Portai la brocca sino a un bacile posto dinanzi alle statue e qui la svuotai, poi la poggiai a terra e mi misi a scrutare cantando una filastrocca magica.

 
 
 

Post N° 40

Post n°40 pubblicato il 16 Luglio 2007 da blackangel690

Luc ormai era nella sua tenda per comprendere con i suoi maghi come potesse un oggetto tanto piccolo cambiare quelle sorti che sembravano inarrestabili. I maghi e le streghe sfogliavano i libri antichi e vecchie pergamene quelle che contenevano i segreti delle pozioni e degli oggetti unici alla fine la strega trovo l’oggetto in questione. Il tulipano di cristallo era un oggetto potente era un portale dal quale venivano richiamate le creature e gli eroi del passato ma una volta utilizzato il portale si richiudeva  portando con se l’oggetto tanto ricercato dagli esseri viventi, purtroppo il libro riportava solo le capacità dell’artefatto e poi spiegava che solo un essere con le conoscenze della magia bianca e con la sapienza del linguaggio delle antiche rune poteva aprire quel portale. Le rune erano sotto i loro occhi ma nessuno di loro poteva decifrare quel linguaggio antico come il tempo. Nel frattempo Luc si addormentò guardando la fiammella della candela che si stava ormai spegnendo.  Sonnya veniva verso di lui sorridendo, era felice, a Luc mancava il respiro. Rivederla dopo tanto tempo dopo che i secondi vogliono dire una vita, e adesso averla lì di fronte senza riuscire a dire una parola, i suoi occhi brillavano, Sonnya capì, si avvicinò al cavaliere e lo abbracciò. All’orecchio di Luc arrivarono delle parole fioche ma che sarebbero rimaste scritte nel suo cuore per l’eternità. “ Luc ascolta questa è la mia magia che mi porta nel tuo sogno, sono ancora debole quindi fai bene attenzione a quello che ti sto per dire. Un essere è riuscito a liberarmi aveva le sembianze di una bambina elfica ma so bene chi ella sia, è la dea che ho sempre pregato e venerato. So che te hai bisogno di me come io di te quindi adesso mi dirai dove ti trovi io non ho molta magia per individuarti quindi mi dovrai aiutare”. Il paladino della luce narrò tutte le cose che successero dal momento che lei non fu più al suo fianco fino alla disfatta dell’esercito in pochi istanti e gli disse la sue dislocazione, poi più nulla solo silenzio

 
 
 

Post N° 38

Post n°38 pubblicato il 02 Maggio 2007 da blackangel690

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Post N° 37

Post n°37 pubblicato il 02 Maggio 2007 da blackangel690

la regina non si destava…

“perché? “ urlo il re disperato…

il piccolo elfo guardò la disperazione del re..

“ l’ombra oscura sta trattenendo la sua anima con se”…

non è possibile…

eppure gli ho strappato il cuore, non può essere ancora in vita…

“ infatti non è in vita…”

dissero in coro le due streghe”

è il suo spirito che sta trattenendo l’Anima di Sonnya

tenendola incatenata,

ora devi andare là dove nessuno ha mai osato entrare…

nel regno delle anime dannate …

libera l’anima di Sonnya e portarla a te…

liberala mio Signore…

liberala o per lei sarà la fine…”

 

dal blog di LuciferREdegliInferi

ATTO FINALE

AD OGNUNO IL SUO…

Dopo la carica inarrestabile, vendicatrice di Luc, l’Angelo Nero dovette arrestare la sua ascesa al trono degli inferi, non si sarebbe mai aspettato tanta tenacia da quell’essere; doveva ammetterlo: “era forte, più forte di qualunque mortale avesse incrociato il suo cammino, più forte quasi di un Dio”… L’Angelo della Distruzione però aveva capito il motivo per cui lui combatteva;  era sceso per conquistare un Mondo che a lui apparteneva di diritto, ma ritornò sconfitto in una battaglia senza eguali, ma con un’arma in più, ora sapeva… ora sapeva il suo nemico a cosa mirava, quale era il tesoro che bramava, sapeva bene che, perdere una battaglia non significava aver perso la guerra e un ghigno comparve su quel volto angelico. Su quel campo aveva lasciato il suo corpo dilaniato dal RE, ma questo non era un problema perché lui con la sua magia nera, con la sua magia da negromante poteva avere tutti i corpi che voleva e si sarebbe reincarnato in un corpo di un giovane e potente e possente cavaliere dei draghi.

L’indomani nella Grande Torre delle arti divinatorie, un tempo appartenuta a chierici di luce e sapienti maghi dalle vesti bianche, si compiva un rito oscuro, un rito macabro avveniva il sacrificio di Berardin un cavaliere devoto a Paladine, Dio delle sacre scritture.

Dopo urla e lente agonie il corpo del prode cavaliere venne reso esanime per dar posto ad un potente Signore, il Signore dell’oblio, lui, l’unico essere capace di vivere tra vita e morte, l’unico essere capace di vivere per millenni, in un angolo del mondo senza farsi notare, ma capace con un dolce requiem di scaricare tuoni fulmini e tempeste era tornato, era Il Signore Della Distruzione.

La Grande Torre 

era fatta di alabastro nero, immersa in una foresta incantata e chi la scorgeva da lontano per la prima volta gli sarebbe sembrato di aver visto un dito che sbucasse dal terreno, come se stesse lì ad indicare l’unica luna che non si potesse vedere Nuitari la luna nera. Dalla stanza piu in alto della torre c’era il Signore Oscuro che scrutava l’orizzonte consapevole che da lì a poco orde di nemici si sarebbero insinuati dentro la foresta per venire a riprendere quell’anima l’anima di Sonnya. L’Angelo Nero alzò gli occhi al cielo per scorgere Nuitari, per cercare conforto in quella luce oscura che solo chi è devoto alle vestigia oscure può scorgere, e una trama nella sua mente iniziò a tessersi, era un piano di difesa e di attacco.

 

 

 
 
 

Post N° 36

Post n°36 pubblicato il 02 Maggio 2007 da blackangel690

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Post N° 35

Post n°35 pubblicato il 02 Maggio 2007 da blackangel690

Black aveva il dono della preveggenza non lo aveva imparato da adolescente studiando libri o imparando ricette per porzioni, quello era un dono della sua famiglia che non conobbe mai. Fin da piccolo per lui è stata una guerra di sopravvivenza, la vita, e alla scuola delle arti oscure era sempre un passo avanti, fino a che anche il conclave degli arcimaghi  dovette riconoscere che la sacra prova dove un novizio o muore o diventa un mago,era stata conclusa. La sua era una fame di conoscenza spasmodica e una voglia di emergere in battaglia che nemmeno lui capiva il perché, ma rimaneva il fatto che ogni lotta, ogni scontro leale per lui era un modo per misurarsi. Quel Luc era stato un osso duro, lo scontro lo aveva solo stancato fisicamente ma non mentalmente. L’Angelo della Distruzione aveva ancora molte risorse nascoste e oggi sentiva che lo scontro si faceva vicino, sapeva…sapeva perché lo aveva letto nella sua mente, lo aveva  visto in sogno che quelle nuvole laggiù ad est erano le legioni dell’impavido RE.

Le truppe del Re con i suoi generali paravano di fronte alla foresta magica, “quanti saranno? A  migliaia” pensò Black… “tutto l’impero e qui di fronte a me, l’impero che doveva essere il mio popolo ora è il mio nemico”, un macabro sorriso distolto comparve sulla bocca del Signore dell’Oblio “mi stai offrendo il tuo regno, il tuo popolo per un’anima” e l’Angelo Oscuro scese le scale circolari della Torre per andare a serrare la sua armatura e pregare la sua Signora della Notte, la sua Regina, la sua dea Tarkhsis.

Concentrato nella sua preghiera, la quale non era una richiesta di aiuto ma era solo il saluto onorevole che faceva l’Entità Oscura alla sua dea, in  quel lasso di tempo, la Furia di Valaar, la sua spada, si illumino prima di una luce purpurea poi attorno ad essa scariche elettriche di un viola intenso rimanevano attorno alla lama creando un’aurea accecante.

“È il momento del massacro” pensò… prese il suo flauto elfico e la sua spada bastarda  e in un buco oscuro si dileguò…

 
 
 

Post N° 34

Post n°34 pubblicato il 02 Maggio 2007 da blackangel690

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Post N° 33

Post n°33 pubblicato il 02 Maggio 2007 da blackangel690

Il portale si aprì nella stanza nella quale era rinchiusa l’anima di Sonnya, prima della guerra voleva assicurarsi solo che l’anima fosse ancora lì… Black si avvicinò alla bara fatta di cristallo duro come il diamante, toccò lo scrigno era gelido di un freddo intenso era talmente forte quella magia che aveva lanciato su quel sarcofago che era sicuro che nessuno poteva mai svegliare quel sonno siderale. L’angelo oscuro si avvicinò al viso per carpire quali valori, quali segreti potesse avere quella donna per far smuovere un Re con le sue legioni, un popolo di razze diverse e ad un tratto quel viso aprì gli occhi…  

Il Signore della Distruzione per un attimo smise di respirare come bloccato da quegli occhi che lo fissavano, “non è possibile” disse a voce bassa, la mia magia è forte pensò, non può essere che lei sia sveglia è stato un miraggio.

Fece un passo in dietro, spiegò le sue ali e fluttuò a mezz’aria sopra la prigione di cristallo, faccia a faccia con quel viso e si avvicinò. Avvertiva il freddo del ghiaccio, quella bara racchiudeva tutti i colori dell’aurora del nord in un arcobaleno magico fatto di luce. Dentro ad essa racchiusa c’era l’anima di Sonnya che fluttuava, leggera come una foglia d’autunno, il suo viso pallido i tratti somatici erano simili a quelli di un elfo ma si notava guardandola bene che dentro di lei in passato scorreva sangue umano, le sue spalle erano leggermente ricurve in avanti a testimonianza delle molte ore passate in gioventù su quei libri di magia, la sua pelle sembrava vivere di luce propria, era chiara come la luce di Lunitari la luna bianca, quella pelle leggermente scarnita rendeva il suo corpo ad un primo sguardo fragile, ma Black sapeva, conosceva la forza il carattere di quella donna, doveva essere tenace e combattiva per muovere così tanta gente, ma anche dolce e passionale per smuovere un re dal suo trono, era una donna completa, carismatica questo doveva essere il motivo di tanta determinazione per le persone al suo seguito doveva essere lei la vera regina di quel popolo. Ora i suoi occhi erano chiusi, doveva essere stata un’allucinazione forse dovuta all’adattamento al nuovo corpo. 

Alcune parole in antico elfico “Tulta-llo Mindolluin”  un portale si aprì e l’Angelo Oscuro si proiettò fuori dalla torre…

 
 
 

Post N° 32

Post n°32 pubblicato il 02 Maggio 2007 da blackangel690

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Post N° 29

Post n°29 pubblicato il 06 Aprile 2007 da blackangel690

Luc asserragliò tutte le sue truppe di fronte alla foresta magica era un esercito composto da migliaia di soldati, molti erano giovani alle prime esperienze di guerra altri erano dei veterani. Gli arcieri si sistemarono sopra l’altura così da non essere presi in mezzo al fuoco nemico mentre i vari genieri armavano le balaustre e catapulte e si sistemavano alle spalle del fuoco amico.                   

Luc visse quegli ultimi attimi di quella estenuante battaglia aveva ancora negli occhi il sacrificio di Sonnya. “No!” non poteva permettersi di lasciarla lì dentro chissà in quale angolo sotterraneo di quella torre maledetta, giurò che quella doveva essere la battaglia decisiva, l’ultima, o lui o quel Angelo portatore di sventura. Era più  determinato che mai, la voleva, la bramava come se non ci fosse nessun altro… Mentre pensava a lei un’ elfa  Piccola si avvicinò a lui e le porse un fiore; in quegli occhi vide una luce che non riconobbe ma che gli era familiare, poi spostò lo sguardo su quel fiore, era un tulipano di cristallo brillava sotto i raggi di quel sole spento. Quel fiore gli fece venire in mente le lunghe passeggiate di primavera sotto i manti di foresta secolare, quelle querce che a Sonnya piacevano tanto. Poi trasalì un pensiero verso quella Piccola che gli fece dono di quel ricordo. Non c’era più, quella Piccola elfa si era volatilizzata così come era arrivata ma il fiore di cristallo era lì nella sua mano, era caldo, era un segno di speranza, ma quegli occhi gli bruciarono il cuore, erano gli occhi di Sonnya. Lo avrebbe giurato di fronte a Paladine stesso.

 
 
 

Post N° 28

Post n°28 pubblicato il 06 Aprile 2007 da blackangel690

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Post N° 27

Post n°27 pubblicato il 06 Aprile 2007 da blackangel690

I maghi del regno e gli elfi del regno avevano forgiato una lama per Luc e la chiamarono la fiamma di Orthit per via di quelle venature rosse che comparvero sull’acciaio dopo la tempra. Un evento unico perché l’arte del forgiare l’acciaio anche seppur proprio dei nani anche dagli elfi era conosciuto. I maghi poi lanciarono su quella lama potenti incantesimi con formule per liberare quella magia che era conosciuta solo da Luc, la magia era forte ed era stata studiata per contrastare l’Oscuro Signore secondo le magie che lui in passato aveva scagliato avevano dedotto che la magia oscura che utilizzava era l’arte psionica e quindi in base a questo venne creata la fiamma di Orthit e venne potenziata ulteriormente con magie divinatorie illusioniste.

Luc fece cenno alle baliste e alle catapulte di iniziare l’assedio alla torre iniziando a bruciare quella tetra foresta. Dopo qualche attimo un rullare di tamburi dava inizio alle ostilità e il cielo si tinse di rosso, era un mare di fuoco che si riversava in terra e più precisamente al centro della foresta e ai lati. Dopo il primo attacco dei focolai si innescarono nei vari punti in cui l’attacco venne sferrato, Luc non ci credeva si sarebbe aspettato qualcosa di più difficile, qualcosa di impenetrabile e con la gioia nel cuore felice di non aver perso nessuna vita per arrivare almeno di fronte alla torre ordinò un secondo, un terzo e un quarto attacco. Le fiamme e il fumo sovrastava persino la torre talmente era alto e si iniziava a notare che le lingue di fuoco consumavano quegli alberi maledetti. Luc non vide alcuna risposta allora ordinò di preparare gli arieti, iniziare a muovere la fanteria e la cavalleria. Legioni intere di uomini si avvicinarono alla torre ormai Luc si sentiva vicino ogni attimo di più alla sua amata Sonnya, ma ancora non capiva se quell Angelo maledetto stava sulle difensive oppure visto le dimensioni degli esercite se l’è data a gambe. La felicità pervadeva il cuore del Re e al solo pensiero che quel giorno avrebbe visto gli occhi della sua regina aprirsi nuovamente un brivido lo pervase.                                                                   

“Non esiste forza o potenza alcuna che riesca contrastarmi o sovrastarmi, lo hai dimenticato cavaliere?”  quella voce lo fece sussultare, questa volta Luc si sentì cessare la vita dentro di lui, per un attimo i battiti del cuore rallentarono fino a fermarsi, quella voce era dentro di lui.                  

Riusciva a sentire quella musica questa volta il frastuono della battaglia sovrastava un canto fatto di urla alternato ai sussurri dei morti accompagnato da quel flauto. Tutto ad un tratto vide svanire piano piano le fiamme davanti a lui, vide che quello che aveva davanti era solo una visione, il bosco era lì intatto come se riprendesse vita. Il canto divenne più intenso la musica era assordante, il cielo divenne plumbeo, la luce non faceva più parte di quel mondo.                     

Un pensiero coprì tutti gli altri,  poi un urlo " uomini ripiegate”.                                                                                                    

In un attimo gli uomini del re caddero, cavaliere dopo cavaliere fante dopo fante, vennero assaliti dal freddo bacio della morte, quella foresta era costituita dai non morti, uomini che credevano di essere ancora vivi e che lottavano ancora convinti dei loro ideali per l’eternità e chiunque veniva trafitto da un non morto, continuava a lottare fino a quando non moriva, ma non si rendevano conto che erano già morti. "Mio signore, ogni secondo che passa ogni uomo che cade diventa un uomo in meno per noi e un non morto in più per il nemico, questo è il rapporto aggiornato a pochi minuti mio signore”. Il re divenne pallido in un attimo comprese il disegno che l’Araldo del Signore aveva in testa, in un attimo regalò il suo esercito a quell’essere, “è la fine” e il re scese da cavallo e pregò a Paladine.  

 
 
 

Post N° 26

Post n°26 pubblicato il 06 Aprile 2007 da blackangel690

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Post N° 25

Post n°25 pubblicato il 06 Aprile 2007 da blackangel690

Una forza magica e invisibile che riecheggia nelle orecchie.
La musica di un flauto che nuovamente suona. La musica infernale e divina dalla quale non si  può trovar riparo. Contro di essa a nulla valgono i poteri, né le  armi, né la volontà. Questa volta il suono è violento e tagliente, una musica cacofonica che annienta. Un richiamo infernale e l’esercito fantasma si dissolve al solo udire di quelle note.

Al tramonto la vallata è ricoperta di sangue e cadaveri dilaniati.
Nessun uomo è stato risparmiato dai fendenti della belva e dai colpi dei non morti: colpi così potenti e devastanti da squarciare la terra.
E per coloro che non sono stati colpiti dalla spada, è stata la magia a fare da guida verso l’oltretomba. La magia in forma di folgori e spaventose visioni, e fiamme viola e rocce infuocate dal cielo.
Neri avvoltoi,  corvi e sciacalli si aggirano tra i morti nell’ora del crepuscolo. Nel cielo i colori del tramonto mentre uno stormo di uccelli migra verso sud e il vento muove le fronde degli alberi.
Nessuno è stato risparmiato.
Nessuno vive.
Poi, inchinandosi deferente al sole del tramonto, l’essere della distruzione si alza in volo.
Poi quel suono tace, quel suono melodioso che ammaliava.
Libertà finalmente, dopo secoli di prigionia nel suo trono di pietra e ghiaccio: per l’Angelo Oscuro dall’armatura di tenebra e argento questa è la vittoria più grande.
Ma il suo volo è breve.
Una forza sconosciuta lo trattiene. Le orbite sul teschio, posto sull’elsa della spada, s’illuminano l’Angelo della Distruzione si schianta a terra, il tonfo crea una voragine di dimensioni enormi ed una nuvola grigia si alza.

Cerca di percepire questa nuova forza da dove arriva… lì sulla collina dove a lasciato l’ultimo manipolo di uomini a difesa del loro re. Black conosce quella forza misteriosa, in passato quel potere lo rinchiuse in quella prigione di luce che detestava, quella forza era Paladine stesso venuto in soccorso del suo eroe.

“Un cavaliere benedetto” l’angelo oscuro si sentì per la seconda volta in preda all’ impotenza, non aveva calcolato che quel Re potesse essere un paladino devoto al Dio tanto odiato e temuto, allora alzò la furia di Valaar e l’alzò al cielo chiedendo l’aiuto della sua Dea Tarksiss, la Dea maledetta.

Gli incavi nel teschio posto sulla spada bastarda si illuminarono di un rosso porpora, denso caldo come il sangue ed uno stormo di draghi alle spalle dell’Angelo maledetto comparve.

 
 
 

Post N° 24

Post n°24 pubblicato il 06 Aprile 2007 da blackangel690

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Post N° 23

Post n°23 pubblicato il 06 Aprile 2007 da blackangel690

Luc immerso nella sua preghiera verso il suo dio di luce non si accorge di ciò che sta succedendo attorno a se. La strega, con fare molto indiscreto si avvicina e chiama il suo Re a fare attenzione alle sorti della guerra. Il paladino si desta dalla sua preghiera e gli vengono riferiti i fatti. Un sorriso dolce compare sul volto dell’eroe e fra se e se mormora: ”allora non è tutto finito?”. Davanti a lui c’era adesso quell’enorme nube creata dallo schianto delle essere maledetto, ma guardando negli occhi delle persone che gli stavano attorno capì che qualcosa non andava. Il saggio alzò un braccio in direzione del re con un dito accusatorio, come se avesse qualcosa da dire, le due streghe s’inchinarono alla presenza di quello che stavano vedendo loro sapevano, e Luc tutto ad un tratto si sentì scaldare sul petto poi notò che in un attimo il cambiamento di  quel calore divenne repentino, ora bruciava, era intenso ma piacevole. Gli occhi cercarono di focalizzare il punto da cui scaturiva tanta energia nel suo petto, poi talmente intensa era la luce che dovette distogliere lo sguardo, si tolse il guanto di maglia metallica e mise la mano dentro e mentre toccava, nella mente balenò un ricordo; il fiore di quella pikkola elfa.

Il saggio si avvicinò all’oggetto misterioso e disse: “ mio re, dove ha trovato questo oggetto raro? Perché non mi ha detto che possedeva il tulipano di cristallo, è un oggetto che è andato perso nei secoli, per questo molti eroi sono partiti alla sua ricerca senza mai far ritorno, mio re questa sarà l’arma che realmente riuscirà a fare girare le sorti della battaglia dalla nostra parte”.

 
 
 

Post N° 22

Post n°22 pubblicato il 06 Aprile 2007 da blackangel690

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Post N° 21

Post n°21 pubblicato il 06 Aprile 2007 da blackangel690

Il sole ormai era scomparso, erano rimasti solo i bagliori di una giornata colorata dal rosso del sangue.

Sonnya era viva e pian piano sentiva una nuova forza darle vigore, era lieve ma la sentiva, era ancora lontana, ma quella forza non le faceva dimenticare la sua vita, chi è stata e cosa aveva fatto nel suo passato mortale. Gli occhi di quel uomo tornavano alla mente un fremito la scosse; vicino alla sua bara giaceva una bambina, ma sentiva che quell’essere in quel piccolo involucro di carne e ossa che lo nascondevano, era immenso lei conosceva quella forza era la sua Dea Mischakal nella veste di una bambina elfica. Sonnya aprì gli occhi e un’ immagine filtrò da quelle sfaccettature di cristallo, a occhio nudo non si capiva ma la sua magia le permetteva ancora di aiutarla a vedere, e la sua dea si manifestò in tutta la sua grandezza e onnipotenza: “te lo sai Sonnya che noi non possiamo intervenire in maniera diretta su quello che fa il popolo di Krinn, ma un modo c’è per premiare la tua devozione, ti posso donare quello che è già tuo ma che non hai ancora il potere per usarlo, ti restituirò la tua forza e con essa non ti sarà difficile uscire da qui” la testa di Sonnya annuì stanca, e poi  cedette alla sua stanchezza, tenere gli occhi aperti voleva dire come scalare una montagna ininterrottamente per tre giorni senza mai riposarsi, quel sarcofago assorbiva tutti i suoi poteri ma non del tutto; gli lasciava quell’ alito di vita post morte che la tratteneva ancora a quel mondo.

Gli occhi della pikkola elfa s’illuminarono da neri come il buio più profondo divennero bianchi e trasparenti, ora il corpo mutava forma, stava diventando acqua, e tramutava ancora in gas, una nube aveva invaso la stanza di quella torre, era una nuvola luminosa, era l’entità divina che si stava manifestando.

Sonnya si sentì pervadere da un vigore straordinario sembrava rinascere. Sonnya era spirito ma sembrava essere tornata alla vita. La maga socchiuse le sue mani e le portò al volto sentì la sua pelle morbida e delicata e il cuore si riempì di felicità, sapeva di essere solo spirito ma la sua magia sapeva usarla, come fare a far  rimanere compatto il suo spirito senza dissolvere la sua anima. Una preghiera di ringraziamento gli scaturì spontaneamente dalla sua mente, e lo spirito che intanto era divenuto di nuovo la pikkola elfa, sorrise.

“Ora puoi liberarti dalle tue catene mio chierico”. Sonnya farfugliò delle strane parole in elfico antico e la bara si crepò da prima per frantumarsi in mille scaglie di vetro poi in ghiaccio e ancora le scaglie divennero diamante. Sonnya era di nuovo libera, si voltò per cercare la pikkola elfa ma non vide più nessuno. Una voce nella sua mente divenne nitida “ora lui ha bisogno della tua forza, corri da lui”.

 

 

…to be continued…

 
 
 

Post N° 15

Post n°15 pubblicato il 12 Marzo 2007 da blackangel690
 

immagineUn vicolo buio.
Odore di paura nell’aria.
Poi lo vidi.
Le braccia contratte,
le nocche bianche strette in una ferrea morsa di dolore.
Gli occhi gelidi,
neri come catrame e penetranti come la luce.
Un pianto sofferente,
arrabbiato.
Il respiro ansante,
il corpo teso dalla rabbia.
Inginocchiato a terra,a ridosso del muro,
con il dolore come compagno.
Solo il suo pianto spezzava il silenzio di quella notte senza luna.
Mi avvicinai.
posai una mano sulle sue spalle.
Smise per un attimo di respirare,poi
Posò lo sguardo su di me.
E fu in quegli occhi che vidi l’orrore.
Vidi la speranza ormai morta da tempo,
la rabbia accecante di una bestia,
la solitudine più profonda.
Lo abbracciai.
Il suo pianto non smise;
pianse nel mio abbraccio,
pianse tutto il dolore,
la paura,
la follia che lo tormentava ormai da tempo.
E perdendomi in quegli occhi,
provai lo stesso dolore infinito.
Pianse finché i suoi singhiozzi non divennero urla,
urla che squarciarono la notte,le menti e il cuore.
Accarezzandogli il viso ancora rigato dalle lacrime,
gli donai il mio triste bacio.
La pioggia cominciò a cadere lenta.
Quella notte piangemmo insieme.
Le sue mani mi raggiunsero;
un tocco che scottava come fiamme.
Lo guardai ancora e mi chiesi
Quali orrori lo affliggessero mai,e perché,
per farlo soffrire in questo modo.
“Non posso amare”mi disse,
“Non posso amare. Posso provare gioia,tristezza,
gelosia... Posso tormentare il mio animo finché voglio,
e trascinarlo nell’oblio,
solo per scoprire nuovamente...
che non posso amare.”
Le lacrime sgorgarono lente dai miei occhi,scivolando.
“Non devi”... mi sussurrò,
mentre mi stringeva a sé.
Fu allora che vidi nei suoi occhi qualcosa di nuovo:
una nuova emozione,
che sovrastava e racchiudeva tutte le altre:
sofferenza,dolore,sacrificio,paura...
Fu nei suoi occhi che vidi l’amore.
L’amore perduto di un angelo oscuro.

Dedicato a jennyxxxx

 
 
 
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