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Creato da lamentedellanima il 18/10/2007

La mente e l'anima

Come liberare la propria mente per seguire i moti dell'anima

 

 

SIGNIFICATO DELLA MALATTIA...

Post n°53 pubblicato il 03 Aprile 2012 da lamentedellanima
 

Per ritrovare la salute perduta, l'equilibrio interiore e l'armonia, occorre considerare la malattia in modo olistico, prendendola in esame non solo dal punto di vista fisico, ma anche da un punto di vista mentale, emozionale e spirituale. Se smettiamo di considerare i sintomi fisici come una "seccatura" da eliminare, e con pazienza ci interroghiamo sul senso del disagio, potremmo sorprenderci nel vedere come spesso il corpo segnali problemi non fisici che richiedono la nostra attenzione. La malattia denuncia così uno squilibrio che abbiamo la possibilità di correggere, a tutto vantaggio non solo della nostra salute ma anche della nostra felicità.

La malattia, ad esempio, dal punto di vista emotivo, può indicarci che stiamo disperdendo energia attraverso emozioni di rabbia, di frustrazione, di tristezza o altre emozioni dolorose che ci allontanano dalla gioia e dalla pace interiore. Dal punto di vista mentale, può essere un prezioso messaggero che ci indica che possiamo vivere in modo più felice e rilassato se solo siamo disposti a cambiare un nostro "schema mentale limitante". Dal punto di vista spirituale, può stare a indicare che ci stiamo allontanando dalla nostra missione, dal progetto di vita che la nostra anima ha in serbo per noi. Tutti e quattro i piani, fisico, emozionale, mentale e spirituale, ci dicono la stessa cosa in coro: ci stiamo allontanando dalla nostra grandezza interiore e dalla possibilità di essere felici; abbiamo bisogno di apportare dei cambiamenti, affinché un equilibrio possa ricostituirsi dentro e fuori di noi.

Il tipo di disturbo che si impadronisce del nostro corpo, è spesso la rappresentazione di quello che accade nella nostra mente. Un senso di costrizione o di oppressione a livello fisico, ad esempio, può stare a rappresentare un'oppressione o una costrizione che stiamo vivendo a livello mentale; un senso di soffocamento può rappresentare la difficoltà ad esprimersi nella vita come vorremmo; una malattia che porti all’immobilità può simboleggiare un senso di impotenza profonda a muoversi nella vita e così via.

Quello che qui ci interessa non è tanto trovare il corrispondente significato dell'emozione e della mente con la malattia, quanto piuttosto evidenziare che esiste un collegamento tra la ‘forma’ fisica in cui la malattia si manifesta e la ‘forma’ psichica del disequilibrio che potrebbe stare a rappresentare. In quest'ottica, la malattia ci offre un'opportunità unica ed estremamente preziosa: quella di apportare dei correttivi nei nostri comportamenti, in noi stessi e nella nostra vita, volti sia a ritrovare la salute del corpo, ma anche uno stile di vita che ci permetta di esprimere ciò che siamo in modo più completo e, in un’ultima analisi, di essere più felici.

Crediamo che le malattie ci attacchino, ma in realtà potrebbe essere proprio il contrario, e cioè che siamo noi ad attaccarci alle malattie, anche se non ne siamo consapevoli. A volte la malattia costituisce per noi un’occulta ancora di salvezza che per nessun motivo siamo disposti a lasciare andare. Siamo abituati a mettere in luce solo i disagi fisici che la malattia comporta, senza sondare l’altra faccia della medaglia, quella dei
benefici occulti. Questi ultimi devono essere ‘smontati’, pezzo per pezzo. Finché la nostra mente utilizzerà la salute per modificare le dinamiche relazionali, non vedendo alternative diverse, sarà difficile poter creare un terreno fertile alla salute.
Se è vero che la mente ha un ruolo fondamentale nel creare la salute e la malattia, è anche vero che non è sufficiente desiderare di essere sani per evitare di ammalarsi. Se vogliamo davvero ricreare armonia dentro e fuori di noi, sono certo che non sia sufficiente agire sul corpo e sull’intenzione, se questa non è seguita dal cambiamento concreto degli atteggiamenti mentali e quindi anche dei comportamenti concreti. Se ad esempio ho la febbre alta ma sto a torso nudo all’aperto, in pieno inverno, è difficile che la sola intenzione mi possa guarire: le azioni che dobbiamo compiere al fine di riacquistare la salute devono essere coerenti ed armoniosamente integrate. Così se ho un atteggiamento negativo nei confronti della vita, non riuscirò mai a scorgere una via alternativa di guarigione, partendo dal cambiamento dei miei comportamenti. La domanda da porsi è: voglio realmente guarire?
Seguire le cure che la scienza medica ci mette a disposizione può essere un’ottima cosa, ma fare solo quello può non essere sufficiente. La medicina va aiutata: è come un seme (la medicina e la voglia di guarire) che deve cadere in un terreno fertile, perché se cade su una lastra di cemento difficilmente fiorirà. Il compito di ognuno di noi, allora, è quello di individuare tutti gli atteggiamenti mentali e comportamentali che ci impediscono di vivere una vita serena, che ci causano stress e ci impediscono di goderci la vita. Come ormai la ricerca ha ampiamente dimostrato chi sa vivere serenamente ha probabilità di rimanere in salute di gran lunga superiori rispetto a chi invece non lo sa fare.

Se non comprenderemo questo, allora rischieremo di credere che la nostra salute sia lasciata al caso, all'imprevisto, o, peggio ancora, a un dio severo e crudele che ci dà un corpo sano e poi ce lo toglie, a suo capriccio quando meno ce lo aspettiamo, un dio insensibile che ci calpesta senza pietà. E per giustificare questa assurdità, Penseremo e crederemo di essere indegni di avere salute, di avere abbondanza e felicità. E siccome ciò che crediamo diventa poi vero per noi, si trasforma in realtà nella nostra vita, il nostro senso di colpa crescerà insieme alle nostre possibilità di ammalarci.

Essere sani è il nostro stato naturale: se ciò non avviene è fondamentale ricercarne i motivi. Forse è proprio la nostra mente a non volere un corpo sano e forse ha ragioni ben precise per respingere la salute. In ogni caso faremo bene a non banalizzare queste ragioni perché lo sminuirle non ci aiuterà a rintracciarle.

 
 
 
 
 

LA MENTE CHE CI LIMITA...

Post n°51 pubblicato il 05 Giugno 2011 da lamentedellanima
 

La nostra mente è per la nostra Anima un grande handycapp, perché con tutti i suoi schemi e pregiudizi, con la sua visione ed interpretazione distorta della realtà, limita enormemente le nostre capacità potenziali, sia di comprensione, sia di azione. Vivere la realtà che ci circonda adoperando solamente gli schemi della mente è come voler guidare un'automobile che al posto dei vetri ha del materiale che non è il vetro, ma che non ci permette di vedere, spiando la strada da un forellino fatto in quel materiale. E' chiaro che per colui che ha sempre guidato la sua auto così, nella convinzione che tutti facciano allo stesso modo perché non esiste altra possibilità, il problema naturalmente non si pone neppure. ma quando egli capisce che la sua mente, nella quale si identifica, costituisce soprattutto un limite invece di un vantaggio, e che esiste la possibilità di vivere la realtà in un altro modo estremamente più efficace, piacevole, utile per se stessi e per gli altri, allora le cose possono mutare: in meglio! Per alcune tra le religioni orientali la meditazione è essenziale per il raggiungimento dell'illuminazione. Essa è uno strumento per rallentare, fermare l'attività della mente, partendo dal presupposto che una mente attiva fa più danni di una ferma. La mente è come un bimbo capriccioso messo in una stanza dove ci sono tanti oggetti di cristallo. Fermarlo può impedirgli di fare dei danni. Ma invece perchè anzichè fermarlo non provare a parlargli spiegandogli che i suoi giocattoli, invece di essere di plastica come quelli degli altri bimbi, sono di cristallo, dandogli così fiducia e la responsabilità di proteggere, ordinare e lucidare tutti quei cristalli? E' la consapevolezza che può fare la differenza, è la consapevolezza che può permettere alla mente di fare, anzichè dei danni, miracoli!

 
 
 

IL CONCETTO DI FELICITA'...

Post n°50 pubblicato il 18 Aprile 2011 da lamentedellanima
 

 

La felicità è un modo di essere: non c’è nessun motivo per essere felici, come non c’è nessun motivo per non esserlo. E allora perché a volte non ci sentiamo felici? SI può iniziare subito ad essere felice, non c’è bisogno di un perché! Eppure siamo abituati a cercare sempre un motivo per essere felici e per non esserlo. Spesso questa mentalità è frutto di situazioni concomitanti: può essere dipeso dall’ambiente familiare nel quale si è cresciuti; può dipendere dal contesto sociale nel quale si vive, che spinge l’essere umano a raggiungere degli obbiettivi e se non riesce, subentra la frustrazione. Eppure a me capita di vedere spesso i documentari di Geo & Geo, dove documentano la vita delle popolazioni latine del nord America: ebbene hanno molto meno di noi in termini di beni materiali, ma se guardate i loro occhi brillano di luce! Oggigiorno la felicità è quasi un dovere, anzi un obbligo. Se non siamo felici, ci vergogniamo, ci sentiamo in colpa. Rifiutiamo la sofferenza, la morte, la fatica, il sacrificio, come se non fossero altre facce della felicità, come se i momenti più belli della nostra vita non venissero spesso dopo periodi di sacrificio e magari anche dolore. Eppure per essere felici basta poco: forse serve comprendere ed accettare sé stessi, serve comprendere ed accettare gli altri, con tutta la dose di pazienza conseguente... Serve capire cosa possiamo fare, cosa è giusto fare per noi e per gli altri. Ciascuno ascoltando la propria indole, i propri desideri profondi, la propria anima. Serve anche capire quando fermarci un po' e non fare proprio niente. La felicità sta probabilmente nel chiedere un po’ di meno a noi stessi, alla vita ed assaporare un po’ più lentamente tutte quelle cose positive che ci succedono ogni giorno. Ma è anche bello ogni tanto essere un po' infelici e malinconici. Mica si può sempre ridere. La filosofia orientale in questo campo insegna: parla del concetto di equilibrio, di nutrire giorno per giorno la propria vita senza eccessi, senza aver bisogno di una meta... cosa molto comoda visto che se ci pensiamo bene permette di essere soddisfatti ogni giorno invece che stare in ansia fino a quando non si raggiungerà l’agognata meta. I concetti felicità /meta hanno parecchi svantaggi. Non è detto che la si raggiunga questa meta; secondo molte volte una volta raggiunta la meta la "felicità" che ne consegue finisce presto, e si ha bisogno di un'altra meta da raggiungere.

Il pensiero occidentale cerca mete, felicità;  il pensiero orientale dice essenzialmente stai tranquillo, agitati di meno, pensa a quello che stai facendo oggi. Così alla fine la felicità è solo una questione di scelta di come vivere… E ricordate che i miei post non vogliono insegnare: io sono un apprendista quanto voi... sono qui per imparare!

 

 

 
 
 

MOMENTI DELLA VITA... NON SI PUO' SEMPRE CORRERE...

Post n°49 pubblicato il 24 Febbraio 2011 da lamentedellanima
 

Nella vita ci sono periodi facili e periodi che lo sono meno, a volte questi coincidono con problematiche legate al lavoro, alla famiglia, alle amicizie o alla salute. Quelli che noi chiamiamo periodi di malessere o malattia. Molti medici e non asseriscono che le malattie siano tutte auto immuni, cioè provocate dal nostro livello coscienziale più profondo per inviarci un segnale circa qualcosa che non va nella nostra vita. Spesso però noi, presi dalle cose del quoptidiano, non facciamo proprio caso a questi segnali, preferiamo prendere una pasticca e tutto passa. certo credo che ciascuno di noi abbia un proprio modo di reagire agli eventi della vita ma le malattie auto immuni ci diconono qualcosa che dobbiamo ascoltare! E' vero che ogni caso è un caso a se ma la malattia, come afferma G.Groddeck ci dice qualcosa! Allora dovremmo imparare a fermarci, ascoltarci, prenderci cura di noi, delle nostre emozioni, della nostra vita. Ma spesso non siamo abituati a ragionare così, non abbiamo tempo, ci sono troppi impegni darispettare e compiti da portare avanti. Io invece ho la sensazione che se non ci fermiamo ad ascoltare ciò che non va nella nostra vita e non prendiamo provvedimenti i farmaci da soli non basteranno!

 

Trovata sul web:

 

La felicità

La felicità ti rende gentile.
Le prove ti rendono forte.
I dolori ti rendono umano.
I fallimenti ti rendono umile.
Ma solo la tua volontà ti fa andare avanti.
Tu sei speciale!
Tutti noi lo siamo, che ci crediamo o no, è così!!!

 
 
 
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