Creato da mimbulus il 06/01/2006

Torno subito

...don't be alarmed if I fall head over feet ...

MIMBULUS' SOUND TRACK

Viva la vida,
Coldplay

29.09.'08

 

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Post n°874 pubblicato il 29 Gennaio 2010 da mimbulus

...ma è davvero passato tutto questo tempo, dall'ultima volta...?

 
 
 

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Post n°873 pubblicato il 25 Maggio 2009 da mimbulus

Lola corre.
E Cristina pure.

Fa tante, a volte troppe cose. Ma ne è felice.
E' stanca, a volte troppo. Ma ne è felice.
Dorme poco, anzi, spesso quasi per niente. Ma, a volte, è felice anche di questo.

 
 
 

Post N° 872

Post n°872 pubblicato il 24 Novembre 2008 da mimbulus

Mi perdo - e me ne rendo conto. Perdo il conto dei giorni, il filo di quello che vivo...
Non ho scritto della mia festa di compleanno, nonostante siano ormai passate più di due settimane...


Non ho scritto del pomeriggio passato ad ascoltare Lella Costa - lei - e della mia voce tremante nel momento in cui ho trovato il coraggio di dirle un paio di cose.
Non ho scritto dello spettacolo, di Lella Costa, del suo Amleto, dell'incanto della sua voce tutto racchiuso in un "Buonanotte, dolce principe..."


Non ho scritto nemmeno di Twilight, che sono andata a vedere subito venerdì sera, dopo tante aspettative, e che non mi ha lasciata né del tutto entusiasta né del tutto delusa...

Non ho parlato dello spettacolo di Alessandro Bergonzoni, Nel, che sono andata a vedere convinta che mi sarei fatta due scatole così e, invece, a parte l'essermi appisolata un paio di volte sulla spalla di un estasiato Paolino per improvvisi crolli di energia, mi sono sinceramente divertita...

Infine, non ho scritto nemmeno del motivo per cui ho appena superato una delle settimane più stressanti ed impegnative dell'ultimo anno...:
ieri, 23 novembre, la mia piccola, bellissima, scellerata, scostante, tenerissima ed insopportabilmente irritante cugina, ha compiuto 18 anni...e l'organizzazione della festa me la sono sobbarcata quasi del tutto io...Ma è andata bene, tutto regolare, niente fuochi d'artificio ma nemmeno drammi di famiglia né risse...

La devo smettere, di scappare da questo blog, perchè non mi piace farlo.

 
 
 

Post N° 871

Post n°871 pubblicato il 02 Novembre 2008 da mimbulus

C’è un meccanismo estremamente delicato, in ciascuno di noi, che regola quella sensazione che ognuno, a suo modo, definisce Felicità.
Il cuore del mio, di meccanismo, deve essersi inceppato circa un anno e mezzo fa.
Ho smesso di sentire quei brividi, quel calore, quell’impressione di improvvisa leggerezza che tanto amavo…
Adesso – intendo da quei giorni ad oggi – riesco a dirlo, a razionalizzarlo, ma c’è comunque quel Qualcosa che manca e la cui assenza pesa, ogni-singola-volta.
Ma mi ci sono sistemata, in qualche modo, in questa nuova condizione – non mi piace, non è la mia, non sono Io, ma temo di non poterci fare più niente.
Così come le farfalle se ne sono andate, spero che un giorno possano tornare.
Nell’attesa, mi sfamo di immagini ed istantanee di momenti speciali come un bambino che spalanca gli occhi sul mondo la prima volta che lo incontra – respiro emozioni nella speranza di riconoscerne, un giorno, anche il profumo.

Negli occhi guardo poco, solo per sentimento, perché lo sguardo è bello usarlo contento. Nemmeno per errore, o per essere, fiero potrei guardare il mondo privo dei desideri, privo di desiderio.

Per anni, molte persone mi rimproveravano di non guardare mai dritto negli occhi le persone con cui stavo parlando – lo sguardo fuggiva sempre dietro, sempre oltre, sempre verso punti diversi dello spazio.
Ultimamente, invece, mi sono resa conto che ho un tale, disperato Bisogno di lasciarmi cullare dalle persone che davanti, che tendo ad abbandonarmi, letteralmente, nei loro occhi…
…ed è proprio piantando i miei in quelli scuri e dolcissimi di una persona a me molto cara, ieri sera, che per un istante mi è sembrato davvero possibile poter tornare, un giorno, ad essere Felice proprio in quel modo Lì
E’ stato un gesto semplicissimo, il suo – farsi avanti per ricordarmi la conferma della sua presenza alla mia cena di compleanno – ma che a me è sembrato grandissimo…E mentre mi guardava da lassù – anche il lassù è letterale, vista l’altezza – con quel suo sguardo dolcissimo e sempre sorridente, io…Io, come dicevo prima, mi ci sono abbandonata, in quello slancio d’affetto, e mi è bastato per andare a letto sorridendo.
L’ho sempre detto, che basterebbe così poco, per vivere in pace con il mondo.

...la vita, lo sai bene, ti viene come viene,

ma è fuoco nelle vene

e viverla insieme
è un brivido, è una cura,
serenità e paura,
coraggio ed avventura,
da vivere insieme...

 
 
 

Post N° 870

Post n°870 pubblicato il 31 Ottobre 2008 da mimbulus

Questi, invece, sono Per Te...per farti sciogliere ancora un po'! ;)

 
 
 

Post N° 869

Post n°869 pubblicato il 31 Ottobre 2008 da mimbulus

Compagnia del Teatro dell’Argine

ODISSEA
scritto, diretto e interpetato da Mario Perrotta

musiche originali composte ed eseguite da
Mario Arcari (clarinetto, oboe, percussioni)
Maurizio Pellizzari (chitarra, tromba)

aiuto regia Paola Roscioli




Lo spettacolo

“Questa sera mi affitto due musicisti, li porto nella piazza del paese e faccio il botto! ‘Stasera succede un casino,,,”. Così entra in scena Telemaco - figlio di un Ulisse mai tornato - e comincia il suo spettacolo d’arte varia. Non risparmia nulla, a sé stesso e agli altri: racconta, come sa e come può, la sua versione dei fatti. E ogni sentimento si fa carne viva sulla scena e diventa corpo, parole in musica, avanspettacolo, versi sciolti e danza, odissea a brandelli di un ragazzo che non sa tenere insieme i cocci di una storia - quella di suo padre - che non sta più in piedi. Per Telemaco il tempo dell’attesa è scaduto: è ora di fare spettacolo.




La mia Odissea

C’è un personaggio nell’Odissea che, da sempre, cattura la mia attenzione, un personaggio che molti non ricordano neanche: Telemaco.
Ho provato a chiedere in giro e, difatti, molti ricordano il cane di Ulisse - Argo, mi pare... - ma non il figlio. Io, invece, ne ho sempre subito il fascino, perché la sua attesa è carica di suggestioni. Telemaco non ha ricordi di Ulisse, non l’ha mai visto, non sa come è fatto, non sa il suono della sua voce: per Telemaco, Ulisse è solo un racconto della gente.
Ed è proprio questa assenza ad aprire infinite possibilità nei pensieri di Telemaco. Lui è l’unico personaggio dell’Odissea che può costruire un’immagine di Ulisse calibrata a suo piacimento. I pensieri di Telemaco, forse, sono l’unico luogo dove Ulisse può essere ancora un eroe.
Ma gli eroi durano il tempo di un romanzo e questo Telemaco lo sa...
E’ così che ho disancorato Telemaco dal tempo degli eroi e l’ho trascinato qui, nel ventunesimo secolo, avvilito da una madre reclusa in casa; assediato dalla gente del paese che, non sapendo che fare tutto il giorno al bar della piazza, mormora della sua “follia” e della sua famiglia mancata; circondato dal mare del Salento, invalicabile e affamato di vite umane. Solo così potevo immaginare un’odissea mia, contemporanea, solo portando la leggenda a noi, in questo nostro tempo così disarticolato e privo di certezze.
E dunque si mescolano nello scrittura il mito e il quotidiano, Itaca e il Salento, i versi di Omero e il dialetto leccese, legati insieme da una partitura musicale rigorosa, pensata ed eseguita dai musicisti che mi accompagnano in questo lavoro e diventano anch’essi, con i loro molteplici strumenti, voci musicali del racconto.

Mario Perrotta

 
 
 

Post N° 868

Post n°868 pubblicato il 31 Ottobre 2008 da mimbulus

Post di servizio:

Questa è la versione del film:

E questa quella di cui ti ho accennato con i giocatori veri! :)

 
 
 

Post N° 867

Post n°867 pubblicato il 30 Ottobre 2008 da mimbulus

Il ragazzo è immobile, ritto davanti al recinto del lupo. Il lupo va e viene. Gira in lungo e in largo senza mai fermarsi.
"Che scocciatore, quel tipo..."
Ecco quel che pensa il lupo. Sono ormai due ore che il ragazzo sta davanti alla rete, piantato lì come un albero gelato, a guardare aggirarsi il lupo.
"Che vuole da me?"
Questo si chiede il lupo. Quel ragazzo lo turba. Non lo spaventa (un lupo non ha paura di niente), ma lo turba.
"Che vuole da me?"
Gli altri bambini corrono, saltano, gridano, piangono, fanno la linguaccia al lupo e nascondono il viso nella gonna della mamma. Poi vanno a fare i buffoni davanti alla gabbia
del gorilla e ruggiscono davanti al naso del leone che frusta l'aria con la coda. Ma quel ragazzo lì, no. Rimane in piedi, immobile, silenzioso.
Solo i suoi occhi si muovono: seguono il viavai del lupo, lungo la rete.
"E che, non ha mai visto un lupo?"
Dal canto suo, il lupo non riesce a scorgere il ragazzo che una volta su due.
Perchè non ha che un occhio, il lupo. Ha perduto l'altro lottando contro gli uomini, dieci anni fa, il giorno che fu catturato.
All'andata (se quella si può chiamare andata), il lupo vede lo zoo tutto intero, con le sue gabbie, i bambini che impazzano e, in mezzo a loro, quel ragazzo del tutto immobile.
Al ritorno (se quello si può chiamare ritorno), il lupo non vede che l'interno del recinto. Un recinto vuoto, perchè la lupa è morta la settimana passata. Un recinto triste, con la
sua unica roccia grigia e il suo albero morto.
Poi il  lupo fa dietrofront, ed ecco lì di nuovo il ragazzo, col respiro regolare che emana vapore bianco nell'aria fredda.
"Si stancherà prima di me" pensa il lupo continuando il suo andirivieni.
E aggiunge: "Sono più paziente di lui".
E aggiunge ancora: "Io sono il lupo".

Fra una settimana sarà il mio compleanno. Ed io divento sempre triste, quando arriva il mio compleanno, perchè il tirare le somme dei 365 giorni precedenti, diventa un processo inesorabile ed ineluttabile.
Un anno fa, in questi giorni, mi davo da fare, tesa ed emozionata, per organizzare gli ultimi dettagli di quelli che sarebbero stati grandi giorni di Amore e Gioia.
Un anno fa, in questi giorni,  mi stavo per laureare.
E non è la laurea in se per sé, non sono gli anni di studio più o meno solerte e costante, la vita in un'amatissima casetta perugina (che già mi sembra lontana anni luce, ed io che
una volta pensavo non mi sarei più potuta riprendere, da quest'esperienza) e tutto il resto...E' stata la gioia immensa, incondizionata, che ha illuminato i volti delle persone più care che ho.
Mia madre che, più che la madre di una laureanda, sembrava quasi la madre di una futura sposa, tanto era presa da bomboniere ed abiti eleganti.
Mio padre - mio padre che ha pianto, quel giorno, ed io non me lo voglio più dimenticare, quel momento, quell'istante in cui il mio cuore ha saltato un battito e che a me è
sembrato eterno.
Nonna. E gli orecchini della bisnonna. Non mi ricordo se, questa cosa qui, all'epoca l'ho già raccontata, ma per me è così importante che corro il rischio di ripetermi e ci torno
su: quando sono nata, la mia bisonna, che per me era semplicemente "nonna Colomba", mi regalò un paio di piccolissimi orecchini d'oro, due mezze sfere, che io non ho mai indossato, e che mia nonna - la figlia maggiore di nonna Colomba - ha sempre gelosamente custodito. Un giorno, alla fine d'ottobre dell'anno scorso, nonna mi preleva - letteralmente - da casa, e mi porta con sé dal suo orefice di fiducia; insieme, abbiamo ideato un nuovo paio di orecchini da realizzare partendo da quelli della nonna...Li ho creati io, pensati, disegnati...Quattro generazioni di donne - Colomba, Anna, Gabriella (mia madre) ed io - racchiuse in un gioiello, simbolo sì, di vanità femminile, ma anche di tempo e tradizione...
A Paolo, Alessio e tutti gli altri non devo dire niente, assolutamente niente, perchè ho finito da tempo le Parole per descrivere quello che Sono per me, e quello che Siamo è in
una foto, forse nella foto più bella che ho di quel giorno, dove siamo tutti lì, stretti, vicini...No, non mi riferisco a quella bella, quella in cui siamo in posa dopo il rimprovero del fotografo e allora sorridiamo e restiamo immobili. No, la mia preferita è quella scattata immediatamente prima. quella imperfetta, imprecisa, dove qualcuno è un po' girato da una parte, qualcuno guarda in basso, qualcuno parla o ha gli occhi un po' chiusi. Quella Vera. "Tanto va così, ti accorgi che la vita è una foto di gruppo..."

E come un fermoimmagine, che però stavolta esiste solo nei miei ricordi, c'è un piccolo angelo biondo che corre su per le scale della mia facoltà stringendo in mano un quaderno, e sorridente e fiero, mi mostra le frasi che ha scritto per la maestra, in cui le racconta che sta per assistere alla "laureazione della Cristina"...Ci sono due amati occhi blu, di un boscaiolo che si è perso, temo, fra i suoi alberi, ed io, per la prima volta, ho quasi paura di avventurarmi in quel buio per cercarlo, per trovarlo, per perdermi di nuovo in quell'azzurro...Le volte in cui ci siamo sentiti, in questo lunghissimo anno, temo si possano contate sulle dita di una mano, e non capisco il perchè...colpa di entrambi, mancanza di entrambi...e non c'è niente di peggio...

Dal giorno della laurea-compleanno, c'è stato poi il corso di grafica, concluso a marzo, e subito dopo l'inizio di questo straordinario viaggio all'ENS...
C'è stato un Ritorno - lento, a piccoli passi, e forse non ancora del tutto accettato.
C'è stata la Scoperta di una persona tanto diversa da me, quanto diventata importante come l'aria, per la mia piccola esistenza.

C'è Paolo, che è sempre il mio Charlie, il mio cavaliere dalla scintillante armatura che è sempre al mio fianco, anche se a volte penso che entrambi butteremmo volentieri l'altro giù dalla torre! :)

Basta. Come sempre mi perdo in discorsi senza senso.
Probabilmente, è tutta colpa di Paolo, che torna oggi da me dopo una settimana passata a casa dai suoi...E' solo una crisi da sindrome da abbandono. :)

 
 
 

Post N° 866

Post n°866 pubblicato il 27 Ottobre 2008 da mimbulus

 
 
 

Post N° 865

Post n°865 pubblicato il 25 Ottobre 2008 da mimbulus

Credo che poche volte, nella mia vita, mi sia mai sentita così orgogliosa di me stessa come mi è successo ieri.
Esame finale per il superamento del primo livello del corso L.I.S.
Ottimo, eccellente lavoro di squadra con le mie bimbe.
Io non sono mai stata abituata a studiare in gruppo, né alle superiori, né, tantomeno, all'università; il massimo che facevamo, a Perugia, era farci ognuna il riassunto di una parte di programma e poi passarlo alle altre.
Stop.
Invece con Irene e Bea (Bea, bacino a te che leggi!) abbiamo lavorato benissimo, organizzate e volenterose, come del resto durante tutto il corso.
Beh, sembra proprio che i nostri sforzi siano stati ampliamente apprezzati da chi di dovere.
Potrò mettere a curriculum uno primo livello valutato 98/100.
Ma non è il voto a rendermi fiera del nostro successo...No, è stato piuttosto vedere i volti raggianti di chi ci aveva guidate ed accompagnate durante tutto questo cammino, e, ci potrei giurare, gli occhi leggermente lucidi di commozione della nostra meravigliosa ed impareggiabile docente...

Pronte per il secondo livello?? :)

 
 
 
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