Un blog creato da molinaro il 04/06/2007

Carlo Molinaro

Pensieri sparsi, poesie e qualsiasi cosa

 
 
 
 
 
 

ONE MAN TELENOVELA

Attenzione! Chi volesse vedere le puntate della mia ONE MAN TELENOVELA, tutte in bell'ordine, una per una, in fila, può cliccare qui sulla giocalista di YouTube. Se poi qualcuno ritenesse che tanto lavoro merita un compenso, come gli artisti di strada quando fanno passare il cappello, può mettere le banconote in una busta e mandarmele: via Pinelli 34, 10144 Torino. Grazie!

 
 
 
 
 
 
 

AREA PERSONALE

 
 
 
 
 
 
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Settembre 2017 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

FACEBOOK

 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

Il luogo comune

Post n°1318 pubblicato il 06 Giugno 2017 da molinaro
Foto di molinaro

Voi che va bene uccidere chi vi entra in casa per rubare, voi che il ladruncolo bisogna metterlo dentro e buttare via la chiave, voi che è intollerabile lo sbarco clandestino, voi che le erbacce sulle sponde dei fiumi, voi che gli ex/le ex sono tutti stronzi/e da tenere lontani, voi che non si vive senza vino e salumi, voi che è assurdo non avere l'automobile, voi che è troppo pieno di zoccole seminude, voi che per la figlia ci vuole un buon partito, voi che la panettiera deve mettere i guanti per l'igiene, voi che dopo le otto si fa silenzio, voi che andate a casa sbronzi, voi che strombazzate a chi va un poco più adagio, voi che le briosce soltanto in quel caffè, voi che il calzino lungo, voi che i curdi cosa cazzo vogliono, voi che i giovani non leggono, voi che una volta sì, voi che se la vedo con un altro l'ammazzo, voi che l'onestà bisogna contestualizzare, voi che sapete tutto sui vaccini e sulla Corea, voi che io devo lavorare cazzo vuoi, voi che per i figli tutto e non si discute, voi che non volevo ma sa com'è signora mia, voi che questo, codesto, quello e quell'altro, voi che annuite leggendo questo che scrivo, voi che scuotete il capo, voi che certo non vado contro il mio interesse, voi che ti denuncio, voi che gliela faccio vedere io a quel coglione, voi che una volta qui era tutta cuccagna, voi che fino a un certo punto, voi che l'islam ci ha ragione perché non c'è più la morale, voi che un regalo al medico va fatto perché ti curi bene, voi che fa schifo la periferia, voi che casa mia è una badia, voi che vuoi mai è una ruota che gira, voi che ragazza mia, voi che quello, codesto, questo e quest'altro, niente, io non ho mica niente da dire, pensandoci, niente, m'è venuto così, vado a dormire serenamente, in fondo anche della teoria dei quanti non ho mai capito granché. Vi voglio bene, forse, buona notte.

 
 
 

L'esclusiva

Post n°1315 pubblicato il 01 Febbraio 2017 da molinaro
Foto di molinaro

In effetti sì, lo ammetto, sapere
- disse il vecchio pazzo -
che una donna non vuole da me l'esclusiva
è la cosa che più mi rasserena in amore:
perché mi lascia libero il pensiero,
non chiude l'orizzonte, non costringe
i sogni a percorrere strade segnate.

Però ho capito che per tutte o quasi tutte
le donne questa cazzo di esclusiva
(che a nessuna io mai richiederei)
è fondamentale, e allora mi adatto
come posso, a strattoni, facendo casino:
poi la vita è ormai quasi finita,
è andata com'è andata.

 
 
 
 
 

Nel settimo anno

Post n°1312 pubblicato il 10 Agosto 2016 da molinaro

Un libro d'anacronistico amore.

 

 
 
 

Favoletta dell'uomo di scarsa empatia

Post n°1311 pubblicato il 17 Luglio 2016 da molinaro
Foto di molinaro

«Quando percepisco che una cosa non ti fa piacere, mi blocco» - disse Alfio a Bianca.

«Questo mi sembra bene» - disse Bianca ad Alfio.

«Quando percepisco che una cosa ti fa piacere, mi blocco» - disse Alfio a Bianca.

«Ohibò, questo non mi sembra bene» - disse Bianca ad Alfio.

E domandò: «Perché?»

«Per lo stesso motivo».

«E qual è lo stesso motivo?»

«È che se percepisco qualcosa che viene da te, la mia azione (o non azione) diventa legata a uno scopo. Farti piacere, non farti dispiacere. Diventa l'insignificante appendice di uno scopo. Diventa finta. Diventa irreale».

Alfio spiegò meglio:

«Non è più una mia spontanea azione o non azione. È qualcosa di indotto in me da circostanze esterne. Dunque, non esiste».

«Mi sembra una cazzata» - ribatté Bianca. E aggiunse:

«Però hai detto che se percepisci che una cosa mi dà fastidio ti blocchi. In questo caso fai una cosa positivamente indotta dalle circostanze, e pare che vada bene».

«Attenta: non ho detto che smetto di farla, ho detto che mi blocco. Se la sto già facendo, ciò che blocco è lo smettere di farla, perché sarebbe quello (lo smettere) la cosa indotta, cioè finta, cioè inesistente».

«Mi sembra una stronzata» - ribatté Bianca. E aggiunse:

«Però a volte ho la sensazione che tu faccia spontaneamente cose che mi fanno piacere, e che tu smetta spontaneamente di fare cose che mi fanno dispiacere. Non è così?»

«Alcune volte è così. È quando, in un modo che a me pare del tutto casuale, e dunque veramente mio, reale, non legato a uno scopo conscio inquinante, il mio agire ti dà piacere, o il mio smettere di agire ti toglie un dispiacere».

«È bello quando accade. Io credo che sia l'amore».

«Forse. Ma possiamo basare la nostra relazione su qualcosa di così accidentale? Che non sai quando accade e quando no?»

«Tu dici che se non è accidentale è finto!»

«Questo mi pare ovvio. Dunque una relazione ha bisogno di moltissima finzione».

«Ti fai troppe seghe mentali» - ribatté Bianca.

 

Ci fu un minuto di silenzio. Bianca, ragazza riflessiva, espresse una sua riflessione:

«Mi pare che ogni cosa esistente fuori dalla tua testa renda a te inesistente, se da te percepita, il tuo agire. È corretto?»

«Abbastanza».

«Dunque tu mi ameresti meglio se io non ci fossi».

«Potrebbe essere vero. Però...»

«Però?»

«Però il tuo non esserci sarebbe un dolore insopportabile. Nulla è più insopportabile di un non esserci di un'amata».

«E dunque che si fa?»

«Siici, ti prego. E in qualche modo, vere o finte, le cose d'amore con te le farò. In fondo che importa il vero o il finto? Mi pare che al mondo nessuno ci badi».

«Io ci bado al vero o finto, e anche tu» - ribatté Bianca. E aggiunse:

«Non so bene cosa fare. Devo pensarci. Non so».

 

Ci fu un altro minuto di silenzio, poi Alfio disse:

«Uscendo da questa stanza, voglio sbattere contro il muro».

«Puoi farlo, se vuoi».

Alfio andò a sbattere violentemente contro il muro. Gli uscì dal naso molto sangue.

«Perché lo fai?»

«Perché se imbocco la porta, il mio uscire da questa stanza non è più una mia azione spontanea, ma qualcosa di indotto dalla posizione della porta, quindi finto, quindi irreale».

«Capisco» - rispose Bianca, e aggiunse:

«Forse non ce la faccio a stare con te».

 
 
 

Il paradosso estremo

Post n°1310 pubblicato il 30 Marzo 2016 da molinaro
Foto di molinaro

IL PARADOSSO ESTREMO

 

Quando mi sveglio inganno la memoria

per sognare d'averti sognata:

perché anche in sogno ti concedi raramente,

anche in sogno ti devo immaginare.

 
 
 

amo Eva Escañuela Sánchez

Post n°1309 pubblicato il 30 Marzo 2016 da molinaro
Foto di molinaro

amo Eva Escañuela Sánchez
nata a Reus
nella comarca del Baix Camp
il 6 agosto 1983
oggi residente a Torino
nel quartiere Vanchiglietta

proprio lei
lei non un'altra
credo che dirlo
non sia un delitto
sia un mio diritto

che male può venirle
se dico che la amo?

dichiaro confermo e sottoscrivo
che lei con me nulla
ha mai fatto d'amore
neanche un bacio
purtroppo

e nemmeno m'ha adescato
o come si dice
me l'ha fatta annusare
niente di tutto questo
mai

lei è perfettamente innocente
sono io
che mi sono innamorato
che male c'è a dirlo?

dirlo perché si sappia
che non è una creatura immaginaria
che non è quelle sciocchezze
che inventano i poeti
quelle muse fatte solo di parole
senza corpo né anima

no
lei è
Eva Escañuela Sánchez
nata a Reus
nella comarca del Baix Camp
il 6 agosto 1983
oggi residente a Torino
nel quartiere Vanchiglietta

io ci tengo che questo sia chiaro
e mi sembra una cosa naturale
e se dirlo è un male
spiegatemi perché

 
 
 

Pensandoci

Post n°1308 pubblicato il 18 Gennaio 2016 da molinaro
Foto di molinaro

Pensandoci
(perché a una certa età
persino un pazzo come me
pensa, qualche rara volta)
è che con le donne
la mia offerta
(chiamiamola così)
è sempre stata strana.

Non due cuori e una capanna,
non tu e me soli in un cuoricino di fiori,
ma nemmeno una botta e via,
ci facciamo una scopata senza impegno,
fra un mese neanche ce la ricorderemo.

No, niente di tutto questo
e nemmeno qualcosa d'intermedio, no:
proprio qualcosa d'altro.

La mia offerta è sempre stata qualcosa come
guarda che splendore tu sei
e guarda che splendore noi siamo
se ci baciamo, guarda
come sorride il cielo guardando
un nostro abbraccio.

(Ho usato quattro volte guardare
in quattro versi consecutivi:
forse è significativo, forse
sono un dannato contemplativo
anche quando agisco concretissimo:
agisco per contemplare l'azione.)

Quasi un'opera d'arte
il nostro abbraccio:
realizzando l'opera
ne siamo fieri e ne godiamo
con tutti i sensi, riscaldiamo
noi stessi e l'universo.

Realizzando l'opera
- che è la cosa più importante di tutto,
altro che cuori e capanne o scopate senza impegno -
possiamo vederci due ore ogni settimana per sempre
o abitare insieme e fare figli per sempre
- in ogni caso l'opera è per sempre:
è l'opera l'impegno.

Non dico che non ci sia differenza importante
fra vedersi due ore a settimana
e stare insieme e fare figli:
c'è una qualche differenza importante, sì,
ma non è, per me, l'importante.

L'importante è che l'universo sorrida
quando ci diamo un bacio. E tu
vivi come vuoi, abita da sola in un convento
o scopa sette uomini ogni sera,
mi è del tutto indifferente:
l'importante
è che l'universo sorrida
quando ci diamo un bacio, l'importante
è che io desideri salire
le scale di casa tua e tu quelle
di casa mia, per sempre.

Sì, è strano - e poi questo che ho detto
è solo una vaga approssimazione.
Non so fare una vera descrizione,
non so dare una vera spiegazione
della mia offerta
alle donne
di cui m'innamoro.

È strano, lo ammetto. In effetti
la mia vita relazionale
è stata un gran casino e per come sono fatto
poteva andar peggio,
meglio se non mi lamento.

 
 
 

One Man Telenovela novantacinquesima puntata

Post n°1307 pubblicato il 27 Novembre 2015 da molinaro
Foto di molinaro

La novantacinquesima puntata della One Man Telenovela.

 
 
 

Come certe proteine

Post n°1306 pubblicato il 18 Novembre 2015 da molinaro
Foto di molinaro

COME CERTE PROTEINE

 

Come ci sono certe proteine che superano la barriera emato-encefalica

così ci sono versi, immagini, persone, sensazioni, colori, accadimenti eccetera

circolanti nel fluido esterno, nella realtà là fuori di me, che

superano la barriera tra il là fuori e il mio cuore/intelletto

e mi mettono in contatto.

È raro, ma succede qualche volta, qualche volta succede - ed è molto bello.

 
 
 
Successivi »
 
 
 
 
 
 
 

ULTIMI COMMENTI

Era quasi nove anni fa. Qualcosa è cambiato e qualcosa no.
Inviato da: molinaro
il 06/06/2017 alle 11:31
 
Queste tortuose specie di poesie, questo appigliarmi a...
Inviato da: molinaro
il 06/06/2017 alle 11:26
 
Grazie!
Inviato da: molinaro
il 09/08/2016 alle 11:41
 
E' raro per te , per me è rarissimo . Io spreco tutto...
Inviato da: RavvedutiIn2
il 28/07/2016 alle 14:55
 
Morale: troppe pippe mentali conducono inevitabilmente a...
Inviato da: makavelika
il 26/07/2016 alle 15:15
 
 
 
 
 
 
 
 

ULTIME VISITE AL BLOG

doramemaedilwanted_2013oscardellestellevagabondow007LoNe.DrEaMlacky.procinoSky_Eaglemgf70a_solitary_manGothMakeUpMassimiliano_UdDalefantiioguadagnolineavvasschia
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
web stats presenti in questo momento
 
 
 
 
 
 
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
I commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
 
 
 
 
 
 
 

AVVERTENZA

Questo blog è una specie di diario dove scrivo quello che mi pare quando mi pare (una libertà tutelata dalla Costituzione della Repubblica Italiana). Non ha alcuna periodicità, non assomiglia minimamente a una testata giornalistica! Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001.

 
 
 
 
 
 
 

CARLO IN CASA PROPRIA NELLA PRIMAVERA 2008

 
 
 
 
 
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 
 
 
 
 
 
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom