Un blog creato da molinaro il 04/06/2007

Carlo Molinaro

Pensieri sparsi, poesie e qualsiasi cosa

 
 
 
 
 
 

ONE MAN TELENOVELA

Attenzione! Chi volesse vedere le puntate della mia ONE MAN TELENOVELA, tutte in bell'ordine, una per una, in fila, può cliccare qui sulla giocalista di YouTube. Se poi qualcuno ritenesse che tanto lavoro merita un compenso, come gli artisti di strada quando fanno passare il cappello, può mettere le banconote in una busta e mandarmele: via Pinelli 34, 10144 Torino. Grazie!

 
 
 
 
 
 
 

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Favoletta dell'uomo di scarsa empatia

Post n°1311 pubblicato il 17 Luglio 2016 da molinaro
Foto di molinaro

«Quando percepisco che una cosa non ti fa piacere, mi blocco» - disse Alfio a Bianca.

«Questo mi sembra bene» - disse Bianca ad Alfio.

«Quando percepisco che una cosa ti fa piacere, mi blocco» - disse Alfio a Bianca.

«Ohibò, questo non mi sembra bene» - disse Bianca ad Alfio.

E domandò: «Perché?»

«Per lo stesso motivo».

«E qual è lo stesso motivo?»

«È che se percepisco qualcosa che viene da te, la mia azione (o non azione) diventa legata a uno scopo. Farti piacere, non farti dispiacere. Diventa l'insignificante appendice di uno scopo. Diventa finta. Diventa irreale».

Alfio spiegò meglio:

«Non è più una mia spontanea azione o non azione. È qualcosa di indotto in me da circostanze esterne. Dunque, non esiste».

«Mi sembra una cazzata» - ribatté Bianca. E aggiunse:

«Però hai detto che se percepisci che una cosa mi dà fastidio ti blocchi. In questo caso fai una cosa positivamente indotta dalle circostanze, e pare che vada bene».

«Attenta: non ho detto che smetto di farla, ho detto che mi blocco. Se la sto già facendo, ciò che blocco è lo smettere di farla, perché sarebbe quello (lo smettere) la cosa indotta, cioè finta, cioè inesistente».

«Mi sembra una stronzata» - ribatté Bianca. E aggiunse:

«Però a volte ho la sensazione che tu faccia spontaneamente cose che mi fanno piacere, e che tu smetta spontaneamente di fare cose che mi fanno dispiacere. Non è così?»

«Alcune volte è così. È quando, in un modo che a me pare del tutto casuale, e dunque veramente mio, reale, non legato a uno scopo conscio inquinante, il mio agire ti dà piacere, o il mio smettere di agire ti toglie un dispiacere».

«È bello quando accade. Io credo che sia l'amore».

«Forse. Ma possiamo basare la nostra relazione su qualcosa di così accidentale? Che non sai quando accade e quando no?»

«Tu dici che se non è accidentale è finto!»

«Questo mi pare ovvio. Dunque una relazione ha bisogno di moltissima finzione».

«Ti fai troppe seghe mentali» - ribatté Bianca.

 

Ci fu un minuto di silenzio. Bianca, ragazza riflessiva, espresse una sua riflessione:

«Mi pare che ogni cosa esistente fuori dalla tua testa renda a te inesistente, se da te percepita, il tuo agire. È corretto?»

«Abbastanza».

«Dunque tu mi ameresti meglio se io non ci fossi».

«Potrebbe essere vero. Però...»

«Però?»

«Però il tuo non esserci sarebbe un dolore insopportabile. Nulla è più insopportabile di un non esserci di un'amata».

«E dunque che si fa?»

«Siici, ti prego. E in qualche modo, vere o finte, le cose d'amore con te le farò. In fondo che importa il vero o il finto? Mi pare che al mondo nessuno ci badi».

«Io ci bado al vero o finto, e anche tu» - ribatté Bianca. E aggiunse:

«Non so bene cosa fare. Devo pensarci. Non so».

 

Ci fu un altro minuto di silenzio, poi Alfio disse:

«Uscendo da questa stanza, voglio sbattere contro il muro».

«Puoi farlo, se vuoi».

Alfio andò a sbattere violentemente contro il muro. Gli uscì dal naso molto sangue.

«Perché lo fai?»

«Perché se imbocco la porta, il mio uscire da questa stanza non è più una mia azione spontanea, ma qualcosa di indotto dalla posizione della porta, quindi finto, quindi irreale».

«Capisco» - rispose Bianca, e aggiunse:

«Forse non ce la faccio a stare con te».

 
 
 

Porca putrella

Post n°1310 pubblicato il 30 Marzo 2016 da molinaro
Foto di molinaro

PORCA PUTRELLA
(sonetto scherzoso)

Irsuti intellettuali in crisi hipsterica
dicon «porca putrella», curvi e affranti,
traditi dall'Oriente e da un'America
che più non crea né diavoli né santi.

Cercano qualche salvezza esoterica
in Buddha di provincia, predicanti
amore astratto e una pace generica
da celebrare in moderati canti.

Dio quanti affanni, dio quante apprensioni
fra un vernissage ed un apericena:
scuotono il capo, bevendo e mangiando.

E io da fuori in silenzio osservando
ben vedo ciò che domina la scena:
l'orrore di sentirsi dei coglioni.

 
 
 

La proposta dello stalker

Post n°1309 pubblicato il 30 Marzo 2016 da molinaro
Foto di molinaro

Tu, ragazza, se infine superando
rassicuranti semplificazioni
(«è un pazzo squilibrato, lo mantengo
a distanza, non gli rispondo mai,
non esistono altre soluzioni»)
provassi a fare scavi nel terreno
in cui un giorno intuisti valori
troveresti non scrigni di tesori
ma radici da coltivare insieme.

«È questa la proposta dello stalker»
intona il coro delle femministe
disposte ad arco intorno al palcoscenico:
difficile che scenda un deus ex machina
scritto da commediograf* gentili
a svelare che esistono altri mondi,
altre vite, altre anime, altri stili.

 
 
 

Pensandoci

Post n°1308 pubblicato il 18 Gennaio 2016 da molinaro
Foto di molinaro

Pensandoci
(perché a una certa età
persino un pazzo come me
pensa, qualche rara volta)
è che con le donne
la mia offerta
(chiamiamola così)
è sempre stata strana.

Non due cuori e una capanna,
non tu e me soli in un cuoricino di fiori,
ma nemmeno una botta e via,
ci facciamo una scopata senza impegno,
fra un mese neanche ce la ricorderemo.

No, niente di tutto questo
e nemmeno qualcosa d'intermedio, no:
proprio qualcosa d'altro.

La mia offerta è sempre stata qualcosa come
guarda che splendore tu sei
e guarda che splendore noi siamo
se ci baciamo, guarda
come sorride il cielo guardando
un nostro abbraccio.

(Ho usato quattro volte guardare
in quattro versi consecutivi:
forse è significativo, forse
sono un dannato contemplativo
anche quando agisco concretissimo:
agisco per contemplare l'azione.)

Quasi un'opera d'arte
il nostro abbraccio:
realizzando l'opera
ne siamo fieri e ne godiamo
con tutti i sensi, riscaldiamo
noi stessi e l'universo.

Realizzando l'opera
- che è la cosa più importante di tutto,
altro che cuori e capanne o scopate senza impegno -
possiamo vederci due ore ogni settimana per sempre
o abitare insieme e fare figli per sempre
- in ogni caso l'opera è per sempre:
è l'opera l'impegno.

Non dico che non ci sia differenza importante
fra vedersi due ore a settimana
e stare insieme e fare figli:
c'è una qualche differenza importante, sì,
ma non è, per me, l'importante.

L'importante è che l'universo sorrida
quando ci diamo un bacio. E tu
vivi come vuoi, abita da sola in un convento
o scopa sette uomini ogni sera,
mi è del tutto indifferente:
l'importante
è che l'universo sorrida
quando ci diamo un bacio, l'importante
è che io desideri salire
le scale di casa tua e tu quelle
di casa mia, per sempre.

Sì, è strano - e poi questo che ho detto
è solo una vaga approssimazione.
Non so fare una vera descrizione,
non so dare una vera spiegazione
della mia offerta
alle donne
di cui m'innamoro.

È strano, lo ammetto. In effetti
la mia vita relazionale
è stata un gran casino e per come sono fatto
poteva andar peggio,
meglio se non mi lamento.

 
 
 

One Man Telenovela novantacinquesima puntata

Post n°1307 pubblicato il 27 Novembre 2015 da molinaro
Foto di molinaro

La novantacinquesima puntata della One Man Telenovela.

 
 
 

Come certe proteine

Post n°1306 pubblicato il 18 Novembre 2015 da molinaro
Foto di molinaro

COME CERTE PROTEINE

 

Come ci sono certe proteine che superano la barriera emato-encefalica

così ci sono versi, immagini, persone, sensazioni, colori, accadimenti eccetera

circolanti nel fluido esterno, nella realtà là fuori di me, che

superano la barriera tra il là fuori e il mio cuore/intelletto

e mi mettono in contatto.

È raro, ma succede qualche volta, qualche volta succede - ed è molto bello.

 
 
 

Burlesque in Turin

Post n°1305 pubblicato il 31 Ottobre 2015 da molinaro

Small summary of a burlesque show in Turin, Italy, on October 25, 2015.
See all the show here

 
 
 

Oceano

Post n°1304 pubblicato il 31 Ottobre 2015 da molinaro
Foto di molinaro

OCEANO

Morrò convinto che non sia l'amare
uno o tanti il problema. Il problema
sono le relazioni, la strana invenzione
dell'umano consorzio. Come dighe o sponde
le relazioni vogliono tenere
l'amore in spazi e limiti, mandarlo
in una direzione, come l'acqua
in un canale. Ma l'amore è oceano,
non si chiude in bacini o condotti,
non serve a fare girare mulini
per la farina, né a irrigare campi
di cereali. Sostanzialmente
l'amore non serve a niente: sta in questo
la sua bellezza che tutto travolge
e fa paura - come la felicità.

 
 
 

Trasloco

Post n°1303 pubblicato il 30 Ottobre 2015 da molinaro
Foto di molinaro

TRASLOCO

 

Abiterai al quinto piano e io

verrò su per le scale e arriverò

un poco ansante alla tua porta. Tu

aprirai e so che sarai bellissima:

più bella della luce giù dai vetri,

più bella della musica del tempo

che addormenta le case, più del ritmo

dei giorni che si perdono: sarai

bella d'una bellezza incontenibile,

quella che non ho mai saputo dire.

 
 
 

Tre immagini

Post n°1302 pubblicato il 30 Ottobre 2015 da molinaro
Foto di molinaro

TRE IMMAGINI

Della tua fica brilla la fessura
come i tuoi occhi, in una buona foto
pubblicata in Met Art: stai appoggiata
a un muro, il capo un poco reclinato.

Cammini lesta e dici «su, pedala!»
al tuo bambino sulla bicicletta,
vestita d'una tuta, in una via
dietro corso Tortona, il tuo quartiere.

Sorridi in piedi al bancone del bar
prendendo dalla cassa le monete
per dare il resto a un cliente che paga
un piattino di roba da mangiare.

Vorrei spiegarti questo: non sei l'unica
a fare la modella, la barista,
la madre e mille cose che si fanno
o non si fanno, nelle vite umane.

Ma tu nelle tre immagini che ho detto
sei uno strappo nella tela grezza
che fingendo realtà vieta ai mortali
l'immensa indivisibile armonia.

Ma tu nelle tre immagini che ho detto
e in tutte le altre immagini di te
sei un taglio che s'apre per un attimo
sulla bellezza vera, che non muore.

Ho avuto io la fortuna d'accorgermene
e sono corso verso te per dirtelo,
per fartelo vedere. Ma non vuoi.
Non vuoi che io mostri a te la tua bellezza.

 
 
 
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