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Un blog creato da molinaro il 04/06/2007

Carlo Molinaro

Pensieri sparsi, poesie e qualsiasi cosa

 
 
 
 
 
 

ONE MAN TELENOVELA

Attenzione! Chi volesse vedere le puntate della mia ONE MAN TELENOVELA, tutte in bell'ordine, una per una, in fila, può cliccare qui sulla giocalista di YouTube. Se poi qualcuno ritenesse che tanto lavoro merita un compenso, come gli artisti di strada quando fanno passare il cappello, può mettere le banconote in una busta e mandarmele: via Pinelli 34, 10144 Torino. Grazie!

 
 
 
 
 
 
 

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Sette poesie un po' grezze scritte fra gennaio e febbraio

Post n°1119 pubblicato il 03 Febbraio 2012 da molinaro
Foto di molinaro

TU CI SEI

Ti tengo la mano stretta
perché c'è il ghiaccio
non hai le scarpe adatte
neanch'io le ho tanto adatte
ma ci teniamo
ed è facile sapere
di essere insieme
è facile quando ci teniamo per mano

ma tu ci sei
anche quando non ci sei
quando sistemo due vasi sul terrazzo
o provo a lavorare
o trovo qualche scusa per rinviare
i piatti da lavare
mentre vivo il mio giorno e tu sei via
ci sei

questo forse non sempre lo sai
perciò te lo scrivo.



SCENEGGIATO

Causa neve e treni soppressi
dopo la cena a Vercelli dormo a Vercelli
e prima di dormire
c'è la consueta tivù con mia madre:
guardo uno sceneggiato fino alla fine
- è una cagata:
ci sono ragazze carine però vestite
che parlano di cose d'innamoramenti:
una si deve sposare con uno
ma invece sposa un altro,
una è innamorata di Gesù cioè fa la suora,
una la uccidono per futili motivi
(va fatto perché è un format poliziesco)
e una ha problemi col menù di pesce,
comunque tutte dicono
che se riesci a immaginare
di essere con l'uomo fra trent'anni
allora sei davvero innamorata:
infatti quella che doveva sposare uno
gli chiede proprio quello, dove saremo fra trent'anni,
e lui le dà la risposta sbagliata (un po' scazzato)
e lei sposa un altro
che comunque credo conoscesse già
perché ci aveva fatto una figlia
(bimbetta scassacazzo, sia detto per inciso).

Io non sono mai riuscito a immaginare
a nessuna età e con nessuna donna
e nemmeno da solo
come e dove sarò fra trent'anni,
e neanche fra venti,
e neppure fra dieci,
e nemmeno fra un mese:
quindi non dispongo di un tipo d'amore
da sceneggiati.

A parte questo,
dormire a Vercelli mi ha fatto pensare a un amico
mio coetaneo morto d'alcol anni fa
che scriveva cose
- non ha mai pubblicato ma scriveva:
ho piccoli suoi frammenti sparsi,
poca roba:
il grosso delle cose che scriveva
erano a casa sua
dove viveva da solo e dove
l'hanno trovato morto.

Dopo il funerale suo fratello mi ha detto
che voleva passarmi gli scritti
perché magari li mettessi in ordine
per una pubblicazione:
ma nel frattempo la madre
è andata nell'alloggio
e ha bruciato tutto.

E hanno detto, la gente, le seguenti cose:
- Certo l'amore fa commettere sbagli...
- L'amore materno, un eccesso di protezione...
- L'amore con la naturale gelosia della madre...
- Sono eccessi d'amore che producono effetti...

Insomma tutti hanno parlato d'amore
nel descrivere una grandissima stronzata,
una vaccata, una crudeltà, dopo lui morto
uccidere quello che lasciava di sé.

Ma essendo la madre l'autrice
dell'insano gesto
dev'esserci una convenzione lessicale
che impone l'uso del termine amore.

Così come negli sceneggiati è prescritto
che l'unica forma d'amore corretta
- dopo le trasgressioni per far storia e audience -
sia due cuori con un mutuo trentennale

e vaffanculo
e poi sul treno stamattina
ho trovato abbandonato un Grand Hotel
ma non ho avuto il coraggio di aprirlo.



DICONO


Nulla è presente sempre o per intero.
(Bernard Malamud, Le vite di Dubin, pag. 170)


Dicono che se l'amore
non è tutto intriso di desiderio
non è vero amore: è simpatia,
amicizia, complicità, anche sesso
ma non amore.

Dicono che se l'amore
è tutto intriso di desiderio
non è vero amore: è voglia di bellezza,
desiderio, ormone, passione,
ma non amore.

Dicono che se fai delle cose
gentili, attente, pensate
senza la furia del desiderio, sono cose
volontaristiche, belle intenzioni,
ma non amore.

Dicono che se fai delle cose
spinto dal desiderio ardente
che tutto travolge, sono cose
egoistiche, impulsi tuoi, proiezioni
ma non amore.

Dicono.
Dicono.
Dicono.
Ma stare un po' zitti?



GLI OCCHI

I miei occhi dicono cose
che non so
e alle quali
se me le racconti
non crederò.



GLI AMORI NON SI POSSONO BUTTARE

Per un amore mancato
non ci sono rimedi - egli pensò.

Quando qualcuno gli parlava di lei
splendida ragazza
s'accresceva la sua nostalgia.

Quando qualcuno gli parlava di lei
ragazza qualsiasi
egli si confermava nell'idea
d'essere il solo a vederla davvero.

Quando nessuno gli parlava di lei
- ed era questo il caso più frequente -
saliva il vuoto della sua vertigine.

Qualche volta fingeva di convincersi
che il suo era un delirio - ma le finzioni
non durano mai molto.

Ormai quasi si asteneva
dal cercarla - ma ogni giorno
era ferito dal non ritrovarla.

Per un amore mancato
non ci sono rimedi - egli pensò.
Lo tieni in casa così come tieni
ogni amore per sempre.

Gli amori non si possono buttare
come vestiti vecchi o cianfrusaglie
per fare spazio in casa.

(Se ci provi ti accorgi con sgomento
che gli amori è la casa.
Di più:
che gli amori sei tu.)



LIKE

Io sono contento quando mettono un like
sul primo video che ho messo in Vimeo,
vimeo.com/7039845
(ho anche giocato al lotto
70 - 39 - 84 - 5 ma non ho vinto)
- il video che ho fatto con lei
collaborativamente:
lei che adesso da tanto tempo
non mi parla neanche più.

Non è facile avere un like su Vimeo:
lo possono mettere solo gli iscritti
e gli iscritti a Vimeo non sono così tanti
come quelli di Facebook o YouTube:
Vimeo è un sito un po' più aristocratico,
insomma, più da professionisti del video
o almeno amatori di serio livello.

Nel momento in cui scrivo sono 28 like
e 27016 visualizzazioni, la maggior parte
dagli Stati Uniti, poi Gran Bretagna, Germania,
Spagna, Italia, Turchia e Canadà.

Quel video tecnicamente
non è niente di speciale:
una sequenza di foto di nudo
scattate dagli allievi di uno stage.

Ma è bellissimo, cazzo, è bellissimo.
E nel mondo lo sanno: l'ho inserito
in qualche forum di fotografia
e dagli Stati Uniti hanno detto this is beauty
e wonderful o almeno very nice
e dalla Spagna hanno detto preciosa
e dall'Italia hanno detto
foto farlocche e ragazza qualsiasi.
Gli italiani sono pezzi di merda.
Me nel mondo lo sanno che è bellissimo.

Temo che a lei, alla ragazza preciosa
non gliene freghi niente dei 28 like
e delle 27016 visualizzazioni:
tre anni fa non è che le dispiacesse,
ma adesso, adesso...
Adesso anche un respiro l'indispone
se è un respiro mio.

Io sono contento quando mettono un like
sul primo video che ho messo in Vimeo,
ma se lei, la ragazza a cui voglio ancora bene,
la ragazza preciosa mettesse
un like anche piccolo, o almeno un not dislike
su me, sulla mia vita, ecco, sarei contento
di più.



PER ANNI

Un amore che dura per anni
vissuto in tutti i giorni o quasi tutti
continua ad arricchirsi di dettagli
di tinte e sfumature
di domande e risposte
parole e sensazioni
novità
variazioni:

non è più solo un prato dove passi
annusando la terra
godendo del profumo
senza toccare nulla:

è un prato dove ti fermi
quasi senza volere
sposti qualcosa
prepari un giaciglio
forse intrecci un riparo di rami
o scavi sotto l'erba per scoprire
cunicoli e radici:

un amore che dura per anni
è un fiore di campo di cui ti prendi cura
così diventa un fiore coltivato
benché nato da sé:

un amore che dura per anni
contiene decisioni e costruzioni
ma questo non è un male
non lo trasforma in roba artificiale:

anche i bambini con la sabbia
decidono la forma del pupazzo
o del castello
o il percorso del solco per le biglie
e talvolta i poeti
scelgono con cura le parole:

lo fanno per fare qualcosa
per non restare fermi
l'attimo dopo che hanno visto il mare
l'attimo dopo che hanno visto quello
che le parole non sanno raccontare:

lo fanno per fare qualcosa
perché qualcosa bisogna pur fare
dopo che al cor gentil ratto s'apprende
l'amore o il mare:

riempire di vita il passare
riempire di vita il cambiare
riempire di vita il sognare
riempire di vita il camminare:

e alzare il pugno contro la risacca
che si riprende la sabbia e la vita
ma ci lascia la buona fatica
di tinte e sfumature
di domande e risposte
parole e sensazioni
novità
variazioni.

 
 
 

Sono l'acqua

Post n°1118 pubblicato il 29 Gennaio 2012 da molinaro
Foto di molinaro

SONO L'ACQUA

M'impenno contro un sasso che mi chiude
scivolo in un solco
mi ribello tracimo debordo
corro
inciampo in zolle
in pozzanghere calme mi raccolgo
le riempio mi riverso
insisto contro rocce
m'ingorgo dentro gole
fuoriesco da una crepa
cerco altra via
e corro e corro e corro
non verso un punto d'arrivo
- che non esiste -
ma perché è così che deve essere:
e nel correre
lentamente la terra m'assorbe
mi riduce
mi dilegua nel secco:
se questo sia rinascere o svanire
nessuno mai saprà.

 
 
 

La stanchezza

Post n°1117 pubblicato il 14 Gennaio 2012 da molinaro
Foto di molinaro

LA STANCHEZZA

a volte la stanchezza prende
in una strada assolata
a volte in una strada buia
o in casa
o in altri luoghi

a volte è una stanchezza buona
a volte no

a volte è una stanchezza
che dà uno spasmo di afferrare
a volte è una stanchezza
che lascia andare

credo che sia così
anche morire

a volte vorrei
congiungermi carnalmente
con ogni essere vivente

a volte vorrei
svanire

forse è la stessa cosa
non so dire

 
 
 

Distesi sul letto

Post n°1116 pubblicato il 11 Gennaio 2012 da molinaro
Foto di molinaro

DISTESI SUL LETTO

distesi sul letto
ascoltiamo un po' Guccini un po' Sol Ruiz
danziamo con il corpo
ti tengo mi tieni
 
la musica
quando è bella davvero mi brucia mi agita
mi toglie il respiro
e anche tu me lo togli
 
ho questa tara che porto da sempre
che la meraviglia
per penetrarmi mi lacera
per darmi piacere mi lacera
 
come a una vergine che però lo è sempre
dopo mille amori
dopo mille milioni di amori
lo è sempre
 
lo è sempre come la prima volta
la prima volta che non c'è mai stata
perché
lei è nata non vergine
 
è nata deflorata sanguinante
ma vergine sempre
da sanguinare ancora
è difficile spiegare
 
ma va bene così
distesi sul letto
ti tengo mi tieni
danziamo con il corpo
 
la musica è bella
tu sei bella
la sera è bella
meraviglia lacerante
 
e l'amore è così vivo
e io così vecchio
che comincio a credere davvero
che sarò fortunato
 
non mi morirà l'amore
morirò prima io
vedendolo vivere e questo
è privilegio di pochi
 
sia sempre aperta sanguinante la ferita
perché l'amore tu la meraviglia
non restiate fuori
non restiate mai fuori da me
 
danziamo con il corpo
ascoltiamo un po' Guccini un po' Sol Ruiz
distesi sul letto
ti tengo mi tieni

 
 
 

Era da tanto

Post n°1115 pubblicato il 04 Gennaio 2012 da molinaro
Foto di molinaro

ERA DA TANTO

a C. S.

«Era da tanto
che non m'accompagnavi alla stazione»
lei dice a Porta Susa - e lì nel sotterraneo
di colpo c'è l'odore dei ricordi:
la percezione viene dal passato,
però l'odore è nuovo.

I ricordi
sono come i semi della rosa del deserto:
resistono a lungo asciutti, rannicchiati
negli angoli del vento
- a lungo, non per sempre -
certe volte ti passano accanto
ma l'odore lo puoi solo immaginare:
non lo puoi respirare:
è chiuso dentro.

Rotolano
finché li ferma l'acqua d'uno sguardo,
d'un bacio, d'un abbraccio,
d'un respiro vicino:
allora
è tutto un germogliare, un districarsi:
gli sterpi anchilosati
guizzando
ricompongono il fiore:
nemmeno un petalo è andato perduto
ma il fiore è nuovo:
fiore di oggi, mai fiorito prima.

 
 
 

Auguri leggeri

Post n°1114 pubblicato il 31 Dicembre 2011 da molinaro
Foto di molinaro

AUGURI LEGGERI

auguri leggeri
di pensieri senza pensieri
di sogni o desideri
frivoli o seri
che s'avveri o non s'avveri
sempre sinceri
consapevoli e fieri
per ciò che sei ciò che sarai ciò che eri
auguri ad amici e forestieri
per i lunghi anni interi
o gli istanti passeggeri
silenziosi o ciarlieri
compagni di sentieri
fra gli amori e i misteri
nessuno si trinceri
dietro i vuoti o gli zeri
auguri masnadieri
auguri avventurieri
per tutto ciò che speri
auguri più di ieri
freschi come bicchieri
auguri miei auguri tuoi auguri veri

 
 
 

auguri di natale

Post n°1113 pubblicato il 24 Dicembre 2011 da molinaro
Foto di molinaro

AUGURI DI NATALE


gli auguri di natale spesso sono un pretesto
per mandare qualcosa a chi di rado
o quasi mai

ma quella a cui a livello di pretesto
li manderei
non vuole no

gli amici e conoscenti che li ho visti
beccati in giro
li ho fatti a voce

oggi e domani tocca alla famiglia
parenti e affini
in pranzi e cene

comunque poi non ha molta importanza
io non sono un credente e stanotte
per me non nasce niente

questo non vuol dire che non gradisco
gli auguri anzi mi fanno piacere
li accetto e li ricambio

lo sapete benissimo che sono
un maledetto fottuto buonista
rispetto quasi tutto

e vi faccio l'augurio a modo mio
per natale e capodanno
e tutto l'anno

che ci s'incontri per voglia
per voglia ci si abbracci
frequentemente

 
 
 

Solstizio

Post n°1112 pubblicato il 21 Dicembre 2011 da molinaro
Foto di molinaro

SOLSTIZIO

C'è l'ultimo blu dietro i tetti e il campanile.
Ho risolto un problema di computer
(il difetto era nel cavo)
e mi sono lavato i capelli
e mi sono fatto la barba e aspetto lei:
festeggiamo stasera il solstizio d'inverno,
ossia l'embrione della primavera:
benché all'inizio lo si noti poco
è da domani che i giorni si allungano.

Aspetto lei e stasera festeggiamo:
sono contento perché sento che la amo
(è un qualcosa nell'aria, nel disordine
intorno e dentro, nel socchiudere gli occhi
e quasi scomparire) - sono contento
di quella gioia ansiosa e traballante
che non sarà perfetta ma è la mia.

Il dopobarba che mi ha regalato un'altra ragazza
l'ho usato solo nelle grandi occasioni
- come oggi appunto - però è quasi finito:
avere tutti gli amori in tutti i minuti
forse un giorno ammetterò, a malincuore,
che è molto difficile, davvero.

Ma ora non ci penso. È quasi nero il blu
dietro i tetti e il campanile illuminato:
credo che la mia pelle abbia un profumo
buono di pelle, credo che lei sarà
- fra poco arriva - contenta questa sera.

 
 
 

Come sarà la nuvola

Post n°1111 pubblicato il 16 Dicembre 2011 da molinaro
Foto di molinaro

COME SARÀ LA NUVOLA

Un coniglio, una penna, un ventaglio,
una mano, una casa, un veliero:
se tu guardi le nuvole in cielo
trovi tutte le forme,
trovi tutte le cose.
 
Hanno milioni di milioni di forme
le nuvole nel cielo e sempre cambiano:
si fanno, si disfanno,
svaniscono, compaiono.
 
Milioni di milioni di nuvole diverse:
sono possibili tutte le forme,
sono possibili tutte le cose
tranne una:
tranne quella che hai pensato prima tu.
 
Questo non puoi: non puoi pensare prima
come sarà la nuvola, non puoi
averla a modo tuo.
 
Il cielo non è dentro la tua testa,
non fa la nuvola a tuo piacimento.
Fa la nuvola che fa.
 
Vedici pure ogni cosa che vuoi
ma prendila com'è.

 
 
 

Mesaviat e Taivasem (racconto breve)

Post n°1110 pubblicato il 14 Dicembre 2011 da molinaro
Foto di molinaro

Mesaviat non si comportava da irresponsabile sotto la spinta di una qualche passione, come talvolta agli uomini accade: era, piuttosto, per lui una passione essere irresponsabile. O, meglio ancora, nell'irresponsabilità cercava lo spazio per una possibile passione. Si comportava dunque da irresponsabile per aprire la porta a una passione che volesse entrare. Aveva sentito dire che l'essere responsabili chiude la porta alle passioni: e ne deduceva che l'essere irresponsabili quella porta evidentemente la apre.

Mesaviat amava le passioni forti perché nient'altro al mondo lo faceva sentire vivo. Quando percepiva una passione passargli accanto, aumentava la propria irresponsabilità, in modo - così almeno credeva - da tenere bene aperta la porta. E sulla porta si affacciava, invitando la passione ad entrare. Gesticolava, saltellava, pronunciava frasi disarticolate, rivolto alla passione; si sbracciava per mostrare la porta spalancata. La passione qualche volta si avvicinava, gli faceva due piroette che lui non sapeva interpretare, mormorava qualcosa; ma poi subito si allontanava, come un colpo di vento.

Allora Mesaviat si disperava, tirava calci, strappava camicie, fermava la gente per strada per raccontare a tutti la grande passione che gli aveva fatto due piroette e gli aveva mormorato qualcosa: e, racconto dopo racconto, in quel qualcosa di mormorato al volo vedeva sempre più chiaro, e spiegava, a chiunque incontrasse, tutta la storia della grande passione, e tutto il dolore per il rifiuto della passione a entrare nella sua porta spalancata.

Nel fare questo gran cancan, Mesaviat metteva molta passione, e di tale passione riflessa, surrogata, immaginata, si nutriva e campava. E rendeva di giorno in giorno la sua vita sempre più irresponsabile e insensata e folle, perché responsabilità, sensatezza e ragione respingono le passioni, mentre lui le voleva accogliere, sempre. Voleva tenere, e teneva, la porta spalancata. Il suo cruccio, il suo dolore lancinante, era che in quella porta spalancata nessuna passione mai entrasse.

Taivasem, il fratello di Mesaviat, era un uomo molto ordinato e responsabile. Poco incline ai sogni, pratico, attivo, affidabile e disponibile, Taivasem teneva ben chiusa la sua porta. Se allo spioncino si affacciava qualcuno, badava prima di studiarlo e conoscerlo, e soltanto dopo, se del caso, offriva e accettava qualche confidenza. I due fratelli abitavano uno di fronte all'altro in una larga via di una piccola città.

Un giorno nella via passò una grande, grandissima passione: aveva tempeste di nuvole per capelli, i suoi occhi erano un rogo di stelle e il suo corpo un oceano in burrasca, e la terra rabbrividiva al tocco del suo piede. Mesaviat corse a sbracciarsi alla porta spalancata, urlò tutti i suoi sproloqui più dementi, fece cadere sulla stufa l'anfora dell'olio che prese fuoco e gli bruciò la casa, tese le mani verso quella grande passione: entra, entra, entra da me, non vedi quanto spazio c'è?

La passione rallentò, fece due piroette, poi altre due piroette, e si scagliò contro la porta chiusa di Taivasem. Taivasem, impaurito, spinse un armadio contro l'uscio, sprangò le finestre, ma non ci fu nulla da fare: la passione entrò per le fessure, gonfiò gli infissi, fece esplodere le camere da dentro. Nulla poteva fermarla. La passione prese Taivasem e lo portò lontano, lontano da casa, lontano dalla città: gli fece godere cose che mai e poi mai lui avrebbe osato immaginare.

Mesaviat, disperato e avvilito, privato di una passione così grande, che a lui aveva preferito l'insulso responsabile fratello, si impiccò a un fico.

Qualche giorno dopo Taivasem, incapace di sostenere una passione così grande, si impiccò a un olmo.

 
 
 
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