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GRAZIE STEVNI

 

 

vivere in montagna

Post n°295 pubblicato il 09 Maggio 2012 da ginoross

 
 
 

Post N° 294

Post n°294 pubblicato il 05 Maggio 2012 da ginoross
Foto di ginoross

CAMMINANDO

…E se vedi due fiori abbracciati
ascolta soltanto il loro profumo,
ascoltalo da lenti appannate,
in silenzio,
... lontano, lontano.

Se davvero li ami
Lascia quel prato,
e riprendi la strada,
per non rubare spazi alla vita,
per non violentare emozioni.

Cammina da solo,
in silenzio,
e se ti prende la tristezza
lascia che i ricordi ti raggiungano
con il profumo di quei fiori
portato dal vento…

E i ricordi saranno il mio mondo
dolcezza infinita
nell’amaro di questa mia vita.

 
 
 

Nostalgia del passato

Post n°293 pubblicato il 22 Aprile 2012 da ginoross
Foto di ginoross

é sera,passeggiando tra le movimentate vie di questa città,dove le case sembrano degli alveari,sento un po' di nostalgia del mio paesello,corro dunque nella mia stanzetta situata nelle sottotetto ed accordata col ticchettio della pioggia,voglio sfogarmi e scrivere ricordi di un tempo lontano.

Dal campanile,solitario,
un tintinnio, lento, monotono,
nelle sere di maggio,
è l’ ora del rosario.
...
Puntuale, la campanella,
rompe l’ aria della sera,
è la Rina, che di lena,
tira nella cordicella.

E la gente, unita,
dalla grande fede,
a piccoli crocchi,
raggiungeva la chiesetta.

Saliva, lento, la scaletta,
l’ Arcangelo,
dai lunghi baffi bianchi,
e si segnava, con l’acqua benedetta.

Poi, arrivavano tutti, pian piano,
i miei vecchi,
con le toppe sui pantaloni,
ed il rosario in mano.

Uno scricchiolare di ossa, stanche,
inginocchiate davanti a Lei,
che guardava, con tanto amore,
la fede, vera, di quelle teste bianche.

E iniziavano i misteri della croce,
che la Sabina recitava,
con voce ferma e chiara,
rispondevano, i miei vecchi,
a bassa voce…

Ricordo i loro volti, santi,
la serenità di quei sorrisi,
vissuti con gioia ed onestà,
pronti a pertire, senza rimpianti…

Sono volti, famigliari, seno nomi,
che scorrono, pagine di ricordi,
di un libro, ancora aperto,
ma con vicino, già, due lumi.

Salve Regina!, Ti saluta un coro,
dalla grande fede e dalle poche cose,
e se ne torna, lento, al focolare,
e Tu Regina, non ti scordar di loro…

Vorrei avere quella fede, vera,
di quel tempo, quando era maggio,
come i miei vecchi, nella chiesetta,
col loro rosario, recitato, la sera…



 
 
 

la pastorella!

Post n°292 pubblicato il 15 Aprile 2012 da ginoross

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bruno Agosti

LA PASTORELLA

Tra i rododendri, profumati,
d’ un rosso porpora, dipinti,
ogni giorno, l’occhio scorreva,
attento, per non perdere i capretti.

E vedea passare , a stille,
un ruotar lento di carri,
da stanchi buoi trainati,
e tornar la sera, a valle.

Udiva voci, lontane, allegre,
a rompere la pace di quei monti,
a raccontar che il mondo gira ancora,
a rincuorar le sue giornate pigre.

Scrosciava le sue pagine, il ruscello,
a raccontar di vita al prato verde,
a ristorar piedini indolenziti,
a dissetar la pecora e l’ agnello.

Fischiavan le marmotte, tra le vette,
ad allertare tutto il vicinato,
che un aquila su in alto si avvicina,
e nelle tane se ne vanno, a frotte…

Altagurdia, la torre del castello,
ed un sospiro, dolce, nel suo cuore,
un mantello, rosso, sul cavallo,
un freemito , un sogno, come amore.

Lo sguardo segue quelli sprazzi rossi,
che, lesti, scendon giù dal castello,
voglia Dio che per questa via lui passa,
che batticuore, per quanto lui è bello.

E si fa bella, seduta al ciglio della strada,
si accomoda i capelli, con le mani,
brillano i sui occhi, come giada,
si mette un fiorellino in mezzo ai seni.

Ascolta, lontano, il rumor del trotto,
ma il suo cuore sente che si avvicina,
è come un martello, dentro il suo petto,
si accorgerà che sono bella e carina ?

L’ amor non vuol ricchezza ne onore,
l’ amore non sente tempo ne stagioni,
l’ amore ti porta una gioia e un dolore,
e nell’ amoere non ci sono ragioni.

E’ un tormento, profondo, nel petto,
è un angoscia che ti manca la voce,
è un giorno, che dirai benedetto,
son tante notti, con il cuore in pace.

Sono pensieri, vicini al rudcello,
mentre il trotto più netto si sente,
un mantello rosso, sotto il cappello,
ma ora, è meglio far finta di niente.

Fiero lo sguardo, dagli occhi azzurri,
un saluto galante, con voce decisa,
un cenno con mano, per incontri futuri,
e ripafrte lasciandola sola e delusa.

Ci sarà domani, per un nuovo amore,
e via al galoppo sul suo cavallo,
a lascia per strada quel piccolo fiore,
per un mondo più grande, forse più bello.

Torna al suo gregge, la pastorella,
piangendo per quel ingrato destino,
forse non sono poi si tanto bella,
e si addormenta all’ ombra di un pino.

Si avvicina la morte, dal nero mantello,
e le sussurra una terribile nuova,
il tuo bel cavaliere morirà in duello,
è appena iniziata la sua ultima prova.

Piange ed implora, l’ innamorata,
ma la morte non cambia mai il suo conto,
una vita che muore, per una salvata,
la mia vita per l’ uomo che io amo tanto.

Appoggiata alla falce, la morte riflette,
in fondo una vita, per me un altra vale ,
mi prenderò te, domani, alle sette,
ecco già i primi tuoni del temporale.

Si scatena poi l’ ira, degli Dei infuriati,
per quel complotto, non tanto gradito,
tu, morte, ha tradito i nostri decreti,
la fine dell’ uomo, avevam stabilito.

Tornando al maniero, con le mani di sangue,
il cavaliere non trova più la pastora,
la cerca sui monti, col sole che langue,
le vorrebbe narrare la sua avventura.

Le voleva dire, che era bella e carina,
e che l’ avrebbe portata, con se, al castello, ,
che sarebbe stata la sua bella regina,
per questo, del vinto, avea portato il cavallo.

La cerca, tra i prati, tra gli alberi in fiore,
e l’ eco ripete quel nome tra le vette,
sotto il pino dorme, per sempre, il suo amore,
l’ orologio della torre batte l’ ora: son le sette.

 
 
 
 
 

L'Altare del paradiso!

Post n°290 pubblicato il 22 Marzo 2012 da ginoross

 
 
 

La Preghiera della montagna!

Post n°288 pubblicato il 22 Marzo 2012 da ginoross

 
 
 

Le Dolomiti; il mio paradiso

Post n°287 pubblicato il 01 Marzo 2012 da ginoross

 
 
 

Le Dolomiti, il salotto di Dio

Post n°286 pubblicato il 29 Febbraio 2012 da ginoross

 
 
 

musica da sogno,immagini d'estate,serando che arrivi presto!

Post n°284 pubblicato il 27 Febbraio 2012 da ginoross

 
 
 

ore che non si scorderanno mai!!

Post n°283 pubblicato il 23 Febbraio 2012 da ginoross

 
 
 

la sana idea di un mio amico

Post n°282 pubblicato il 08 Febbraio 2012 da ginoross

 
 
 

le nevicate di una volta!

Post n°281 pubblicato il 04 Febbraio 2012 da ginoross

eravamo meno ricchi,ma eravamo più umili,con più voglia di lavorare,nessuno si fermava a guardare la neve,ad imprecare contro il governo,contro la protezione civile...che non esisteva,nessuno chiamava polizia e vigili del fuoco,ma tutti prendevano qualche attrezzo,pala,scopa,vanga e spalavano neve!

 
 
 
 
 

Silenzio - Beethoven

Post n°279 pubblicato il 16 Gennaio 2012 da ginoross

 
 
 
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INFO


Un blog di: ginoross
Data di creazione: 04/12/2009
 

IL PRINCIPE

 

“Sapete cos’è un cappello alpino?”.
È il mio sudore che l’ha bagnato
e le lacrime che gli occhi piangevano e tu dicevi:
“Nebbia schifa”.
Polvere di strade, sole di estati,
di pioggia e fango di terre balorde, gli hanno dato il colore.
Neve e vento e freddo di notti infinite,
pesi di zaini e sacchi, colpi d’armi e impronte di sassi,
gli hanno dato la forma.
Un cappello così hanno messo sulle croci dei morti,
sepolti nella terra scura,
lo hanno baciato i moribondi come baciavano la mamma.
L’han tenuto come una bandiera.
Lo hanno portato sempre.
Insegna nel combattimento e guanciale per le notti.
Vangelo per i giuramenti e coppa per la sete.
Amore per il cuore e canzone di dolore.
Per un Alpino il suo CAPPELLO è TUTTO.


poesia che Anto Criseri mi ha gentilmente donato...grazie

 

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“Sapete cos’è un cappello alpino?”.
È il mio sudore che l’ha bagnato
e le lacrime che gli occhi piangevano e tu dicevi:
“Nebbia schifa”.
Polvere di strade, sole di estati,
di pioggia e fango di terre balorde, gli hanno dato il colore.
Neve e vento e freddo di notti infinite,
pesi di zaini e sacchi, colpi d’armi e impronte di sassi,
gli hanno dato la forma.
Un cappello così hanno messo sulle croci dei morti,
sepolti nella terra scura,
lo hanno baciato i moribondi come baciavano la mamma.
L’han tenuto come una bandiera.
Lo hanno portato sempre.
Insegna nel combattimento e guanciale per le notti.
Vangelo per i giuramenti e coppa per la sete.
Amore per il cuore e canzone di dolore.
Per un Alpino il suo CAPPELLO è TUTTO.


poesia che Anto Criseri mi ha gentilmente donato...grazie