Creato da mari27_ il 28/03/2007

inferenze

false verità

 

 

Addii...

Post n°236 pubblicato il 04 Marzo 2010 da mari27_

Tutto è un residuo di nulla.
Perchè, dopo mesi di parole, emozioni, promesse ed intese, di punto in bianco non esiste più un "noi". Ed anzi, cosa ben peggiore, sembra non essere mai esistito.
Non ricordo neppure più la tua voce.

Se è vero che non è stato un caso incrociarsi, è anche vero che il destino ha giocato una carta che con noi non poteva fallire; gli abbiamo dato pane per i suoi denti.

Addio, A.

 

 
 
 

money

Post n°235 pubblicato il 03 Novembre 2009 da mari27_

Ispirami o brama di potere
ciò che dentro le tue braccia si rifugia
quando gli amanti indecisi recidono
l'unione furtiva che li conduceva
tra i sospirati talami

Nel mentre che la notte
cede l'incauto passo alla prima luce
si risveglia l'alma dell'infante piacere
di torcere anche il più piccol
capello alla dignità prima
vogliosamente sopita

E quando la tua ira cieca
ha sconvolto le antiche dolcezze
tu sfili sontuoso tra i ricami argentei
colmo di un lustro che neppur ti attendevi
e tuttavia desideroso
di averne sempre più

La gioia annullata
la serenità decapitata
cedon il passo a Te
divino amore di ciascun misero mortale
che cede alle tue lusinghe ingannevoli

"Oh quanta gioia ti darò,
quale felicità siederà
al tuo fianco per sempre.
Non aver cura di nulla e nessuno


sono Io qui a ristorare i tuoi giorni,
a scaldare le notti colme
di giovani corpi che solo tu
toccherai con le mie mani
bacerai con le mie labbra

Oh quanto diletto nel consumarsi
dell'invidia altrui per il raggiunto
potere che farà di te un Re
pronto a regalarmi ogni lode

ed a magnificarmi agli occhi
dei suoi sudditi.
Quale fulgore illuminerà
il tuo nome per sempre".

Incauto e voglioso si lascia
prendere, è posseduto ma non geme
dimenandosi invero gaudente
per siffatta conquista

Ha vinto

 

Nel mentre una goccia di letizia
cade emorragicamente
pianta dalle memorie
di quelle notti di un tempo andato

Ha vinto, sì
ha vinto

 
 
 

luminescenze

Post n°234 pubblicato il 26 Ottobre 2009 da mari27_

Vero è che le cose più splendenti non hanno bisogno di parole, poichè si manifestano da sè.

Benvenuto Federico.

Reggio Calabria, 23 ottobre 2009

 
 
 

Quei due, sconosciuti

Post n°233 pubblicato il 20 Ottobre 2009 da mari27_

La melodia dei loro passi.
Quel dondolìo di anche stordite dall'età;  sottile, silenziosamente musicale, infinitamente dolce; e la Vita, gentile spruzzo d'acqua rigenerante, ad ammantare di rugiada i capelli grigi.  
Erano così, stretti in tenerezze malcelate, come quando molti anni prima si erano trovati a passeggiare lungo le medesime vie.
Allora lo stento della sopravvivenza, ora la sopravvivenza dello stento, che gli occhi non tardavano a manifestare, nè avrebbero voluto nascondere.

 
 
 

Elogio di chi...

Post n°232 pubblicato il 06 Ottobre 2009 da mari27_

Era coscientemente attento e stupidamente attratto dalle belle cose.
Persino un'amicizia così particolare non gli destava il minimo picco di ilarità, o di disagio.
Tutto complottava affinchè egli ottenesse l'orrenda consapevolezza dei suoi errori, che poi gli sarebbe servita per glorificare la propria intelligenza nel comprenderli.

Gli astri tremavano al cospetto della sua persona, specie la notte, quando la sua bellezza rifulgeva linda al di sopra dell'orizzonte, come a tracciare una linea visibilmente luminosa. Come una coltre di nebbia, che rischiarava tuttavia, senza turbare la vivacità delle cose e dei suoni.

Era placido il suo dormire, somigliante al lento scorrere del fiume, in un tutt'uno con la naturale bellezza dei sensi.
Incantato.
E tuttavia vivo, vorace di emozioni eterne.

 

 

Nota: se mai qualche anima vagante si dovesse imbattere in questo post, potrebbe trovarlo - anzi, quasi certamente lo troverà - spoglio, senza senso alcuno. Scrivo questa nota per comunicare ai cibernauti che con tale blog non intendo suscitare attenzione nè meraviglia in essi. Già la semplice lettura anche se rarefatta, annoiata o meramente indifferente è sufficiente, e non risulta necessaria al raggiungimento dello scopo: nutrire anzitutto l'animo di chi lo ha creato. Ringrazio comunque tutti coloro che si soffermeranno anche su di una piccola, stupida parola.

 
 
 

Sogno fraudolento

Post n°231 pubblicato il 27 Agosto 2009 da mari27_

Il tempo di alzarsi, lavarsi, vestirsi e sarebbe stata pronta per uscire.
Le mancava soltanto una cosa: non sapeva dove doveva andare.

Da quando si era trasferita aveva perso ogni desiderio di contatto umano, ed ogni mattina, svegliandosi in quel letto umidiccio, le ci voleva un po' per rendersi conto di dove si trovasse. Aveva perso le sue coordinate, il senso dell'orientamento, tutto.

Le capitava addirittura di svegliarsi la notte sapendo di aver sognato di essersi svegliata al mattino e di essersi chiesta dove fosse.
Non che le importasse realmente, ma alla fine avrebbe dovuto vincere la battaglia contro la esatta conoscenza della sua condizione spazio-temporale. Questo era davvero importante. Come ogni battaglia con se stessa prima ancora che con il mondo che la circondava.

Ecco: adesso doveva capire soltanto dove fosse diretta.
Saltò sul letto a gambe incrociate ed occhi in su, come se dovesse apprestarsi ad interferire con gli affari celesti, ed in pochi secondi aveva deciso.

Aveva preso in mano la sua vita, sì. Lo aveva fatto, nel bagliore della luce mattutina che adesso in realtà inondava la stanza dandole anche un tantino di fastidio. Ancora guardando in su, come se dovesse sfidare la volontà di un drago sperando di vincerla e sapendo di non poterlo fare, pensò che per andare nel luogo deciso doveva alzarsi, lavarsi, vestirsi eccetera.

Così con andatura spavalda e lenta si recò nella stanza da bagno. Lì, tuttavia, accadde l'inevitabile: non una goccia d'acqua veniva giù dal rubinetto, che anzi la osservava dal basso gorgogliando con voce roca.

E allora decise di nuovo. Decise che non poteva uscire. Decise di tornarsene a letto, ad attendere di addormentarsi ancora, e di svegliarsi di nuovo, senza sapere per un millesimo di secondo dove si trovasse esattamente. Per poi ripetere lo stesso cerimoniale.

Però era padrona della sua vita.  

 

 
 
 

Soffocare

Post n°230 pubblicato il 02 Maggio 2009 da mari27_

Nella pace del mare eterno regna una volontà sopita.
Non ha sentito voci lontane ma avvertito suoni prossimi, canzoni stonate, urla soffocate, istinti repressi.
Senza alcuna remora si avvicina, mi insulta, è capace di ammaliare.

Nella pace dell'acqua soffocante regna una volontà rapace, degna del peggior omicida.
Venere non la governa, ma la Luna ne illumina il volto tumefatto dalla vergogna.
E dall'ira.

 
 
 

LA PUBBLICA (SO)MMINISTRAZIONE

Post n°229 pubblicato il 08 Aprile 2009 da mari27_

E' il luogo ove tutto è possibile, lecito e accettabile.
Ove la capacità di ingraziarsi chiunque diventa parametro di valutazione del singolare merito di accedere al posto di lavoro.

E' la sede delle strategie unilaterali e collettive - le quali straordinariamente coincidono, combaciando come i due biscottini vanigliati che formano il Ringo dei Ringo Boy's - ove il buon andamento e l'interesse pubblico equivalgono al buon guadagno dei sani eletti ed al lauto compenso corrisposto ad personam.

E' qui che ti dicono esattamente cosa come dove quando perchè con chi devi fare cosa quando con chi come perchè dove, ED E' SEVERAMENTE VIETATO DISSENTIRE, altrimenti sei fuori dai giochi. Anzi, devi semplicemente essere grato, perchè vieni "indirizzato" adeguatamente da chi conosce l'"ambiente" molto più di te.

E' la Pubblica (SO)mministrazione.

 
 
 

Convinzioni

Post n°228 pubblicato il 14 Dicembre 2008 da mari27_

Sbatteva le ali come se fosse una farfalla, ma non era nè variopinta nè libera.

Sbatteva le ali perchè era prigioniera e desiderava liberarsi dalle catene.

Sbatteva le ali perchè le avevano sempre detto che prima o poi dimenandosi ce l'avrebbe fatta ad evadere dall'angusto luogo in cui dimorava da interminabili anni.

Ma ad un certo punto si chiese se quello sarebbe stato il suo ultimo battito d'ali.
Si chiese se le sue ali non fossero diventate troppo fragili per essersi dimenate tutto quel tempo. E si chiese tutto questo per ore ed ore.

Finchè all'improvviso si accorse che le sue ali avevano smesso di battere.

 
 
 

Questione di naso

Post n°227 pubblicato il 08 Novembre 2008 da mari27_

Era un bel naso il suo, un nasino alla francese...in effetti sembrava una francese. Aveva la erre moscia come una francese e quella cadenza blanda, la voce quasi afona per quanto delicata, la pelle chiara come neve con screziature appena rosate, i capelli di un castano scuro modulati in un caschetto sbarazzino.

Erano lei e lui, in macchina, quando lui le mollò inaspettatamente e senza motivi apparenti un ceffone talmente forte da farle sanguinare il nasino alla francese. Allora si assistette all'impossibile evoluzione di quella creatura eterea, pura e timida.
Lo attaccò, lo schiaffeggiò, lo denunciò.
Ma soprattutto lo lasciò.

Continuava a dirle che no, non poteva stare senza di lei, la francese, con il suo nasino e la erre moscia e le gote appena rosate e i capelli a caschetto.

Il giorno dell'udienza Lei si recò in Tribunale, maledicendo il giorno in cui aveva conosciuto colui che, in una tiepida sera di settembre, le aveva rotto il nasino alla francese. Meno male che le era rimasta la erre moscia, altrimenti non avrebbe potuto più essere scambiata per una francese.

R.C. 8 novembre 2008

Appendice: quale stupidità si celi dietro il voler apparire ciò che non si è, questo ancora devo capirlo appieno, ma quale deficienza si celi dietro lo schiaffeggiare una donna per delle inutili sciocchezze, questo mi è invece cristallino: chiamasi sindrome da insulsa vita contornata da insulsa mente. No malformazioni esteriori ictu oculi, no nistagmo, no occhi storti, no gobba, anzi in genere aspetto abbastanza piacente. Sbruffonaggine acuta. Terapia e posologia: 20 gocce di xanax mattina e sera (se serve, anche il pomeriggio, nel caso di soggetti mooolto agitati) oltre ad una buona dose di psicoterapia trisettimanale.

 
 
 

enigmi

Post n°226 pubblicato il 04 Novembre 2008 da mari27_

Possibile che tu abbia le gambe così corte? Devi correre, altrimenti ti raggiungeranno, come al solito. Stavolta devi essere più veloce di loro, non devi permettere che i ricordi arrivino a te, ti assalgano e, nel combattimento, abbiano la meglio.

Che pappamolle! Hai lasciato che ti raggiungessero...o la tua bicicletta si è guastata nel bel mezzo dell'inseguimento, o hai fatto finta di voler fuggire ma in fondo desideravi essere raggiunta.

Allora perchè, dopo che loro ti hanno sopraffatta, dopo che ti hanno bastonata e tu facevi finta di divincolarti, hai detto a te stessa come a volerti giustificare (davanti a chi?) che tu non desideravi realmente andasse a finire in questo modo, che avevi fatto tanto per abbandonare l'idea di lasciarti recuperare come una di quelle barchette ferme in mezzo al mare dopo una tempesta in attesa che una nave all'orizzonte si intraveda e le porti in salvo?

Sei un enigma irrisolvibile, assolutamente.

 
 
 

Impasse

Post n°225 pubblicato il 01 Novembre 2008 da mari27_

Trovarsi sradicati dal luogo in cui non hai radici
chè ci avevi fatto l'abitudine
e, come si sa, quella è dura a morire.

Non chiedere come si possa tornare indietro
in un istante, come se un anno intero
non fosse trascorso.

Il fatto è certo: rivederlo all'improvviso
aveva causato in Lei un rigurgito di veleno
misto al dolce sapore del miele
che Lui le aveva iniettato nelle vene.

 
 
 

SOGNO O REALTA' - sogno E realtà

Post n°224 pubblicato il 23 Ottobre 2008 da mari27_

Ho ricordato che quando ero bambina adoravo il profumo di mia nonna.
Ho ricordato che crescendo mi inebriava l'odore degli alberi in fiore ed il colore delle foglie di autunno.

Ho ricordato che ero felice con la persona che amavo e che questa persona mi trattava come una regina.
Ho ricordato che anche lui mi amava appassionatamente ed in maniera disinteressata.

Ho ricordato la mia nascita, la mia prima comunione, il mio primo amore, le mie prime lacrime da adolescente convinta che nessuno la capisse.

Ho ricordato il mio primo bacio.

Adesso vorrei che qualcuno mi ricordasse che ho ricordato un sogno.

 
 
 

ad impossibilia nemo tenetur!

Post n°223 pubblicato il 26 Settembre 2008 da mari27_

Se si fosse sempre certi di ciò che si prova o di ciò che si è o si vuol diventare, non ci sarebbe motivo di chiedersi il perchè delle cose, di indagare sui meccanismi che governano l'animo umano e di riconoscere un proprio "simile" sdrada facendo.
La verità è che quanto più conviene tenersi lontani da circostanze che possano infliggerci pene e preoccupazioni, tanto più conviene vivere situazioni che possano arricchirci interiormente, con la ovvia premessa di poterle e saperle riconoscere.
E si torna, come in un cerchio, alla volontà di vagliare e sondare ciò che è altro da noi.
Salvo poi, nonostante ogni vincolo e promessa con se stessi di buon senso e ottima volontà, non doversi imbattere nelle diversità più deleterie.
In tutto questo svolge importante ruolo l'elemento della "sensibiltà", che tuttavia non può trovare la giusta affermazione se non accostata al raziocinio.
Peccato che anche tra tali due componenti viga un rapporto di amore - odio...

 
 
 

searching for...

Post n°222 pubblicato il 19 Settembre 2008 da mari27_

In ogni istante cerco me stessa
nel riflesso dell'acqua, ma non mi chiamo narciso
nel volo di un uccello, ma non mi chiamo icaro
nello sguardo di un uomo, ma non mi chiamo amore

L'errore più grande, forse, è cercarsi in altro da sè...

 
 
 

convenienze

Post n°221 pubblicato il 15 Settembre 2008 da mari27_

Non condivido il pensiero di chi lascia alla convenienza del caso singolo la scelta della opportunità di un comportamento anzichè di un altro.

 
 
 

This life

Post n°220 pubblicato il 06 Settembre 2008 da mari27_

Che cosa può esserci di più malevolo dell'essere ciò che non si vorrebbe?
Perchè, poi, ci si sforza di esserlo?

Le mie gambe dicono corri, il corpo resta immobile
e l'animo turbato, enormemente.
Non resta altro che la rossa luna in cielo.

Perchè struggersi e contrarsi?
Perchè sentirsi indietro e straniti?

Una corsa dietro le quinte
temendo di dimenticarsi le battute
Un pubblico avido e severo
poco indulgente, schiavo.

La mia vita.

 
 
 

sera

Post n°219 pubblicato il 04 Settembre 2008 da mari27_

Sera.
Intenso profumo di terra bagnata
odori che mi appartengono, giorni di bambina.
Sensazione bruciante.
 
Oh...se solo potessi imbottigliare questo profumo
e portarlo sempre con me
sempre con me...

Ovunque

 
 
 

L'abito

Post n°218 pubblicato il 01 Settembre 2008 da mari27_

Le restava solo da capire se si sentiva compiaciuta o delusa.
Tutto quel baccano le aveva suscitato un sentimento strano, che adesso si sentiva cucito addosso, come un abito di sartoria. Sarebbe stata attenta a non irrigidirsi, ed a capire quali fossero i suoi reali bisogni, ma continuava a sognare del nulla. E del tutto.

Come si può continuare a sognare di qualcosa mai accaduto? Se lo domandava e se lo domandava, come se quell'abito di sartoria fosse diventato all'improvviso troppo stretto, come se ciò che le era stato cucito addosso fosse stato audacemente troppo per lei. A volte lo sentiva somigliare ad un saio, un sacco calato dal capo ai piedi, informe e insignificante. A volte lo sentiva stretto come un corsetto, da non poter tirare il respiro, da non consentire ai polmoni di ossigenarsi come dovevano. E sentiva di morire.

Pensava che laddove ve ne fosse stato bisogno avrebbe scucito a morsi quell'abito, lo avrebbe fatto, sì, anche domani. In realtà, non ne aveva il coraggio. E se poi gli altri l'avessero giudicata male? Se poi avessero visto ciò che lei non voleva far vedere di sè?

Ad un certo punto si rese conto che quell'abito lo aveva invero cucito lei, giorno e notte, primavera dopo l'altra, inverno dopo inverno. Stretto, largo, dimagriva ed ingrassava con lei, risentiva dell'andamento del suo umore, si bagnava con le lacrime e col sudore, si inaspriva con il ritmo serrato del suo cuore, si schiudeva e si celava dietro i respiri profondi.

Era lei quella?

 
 
 

Working hard

Post n°217 pubblicato il 31 Agosto 2008 da mari27_

In quell'attimo sapevo che se solo avessi voluto, sarei potuta rimanere. Lui stava tornando sui suoi passi, sarebbe stato facile ingannarne l'orgoglio facendogli credere di aver deciso.

L'attimo tuttavia passò, ed io ne fui consapevole. Lasciai che trascorresse, lento e velocissimo.

Spesso le decisioni le prendiamo noi, anche quando non sembra esser così, perchè se il prezzo da pagare è il viver male, meglio andar via il più presto possibile.

 
 
 
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