RIVOGLIO IL MIO CANZONIERE
questo qui a lato non è il mio canzoniere. è simile, ma non è il mio. però, in effetti, adesso che l'ho recuperato debbo dire ci assomiglia parecchio.
sì. sono stato moderatamente pirla a darle solamente la mia di mail. e non chiederle la sua. tecnicamente non ho instanziato la ridondanza necessaria. ma avevo freddo, era tardi e tendo a fidarmi delle persone. costei, peraltro, non è che si sia comportata in maniera 'sì esemplare. vai a lasciar i canzonieri alle prime leggio che s'incrociano.
in effetti si è fatta via, per acclarar un po' la sua leggerezza nel gestir la cosa. evidentemente mi son sbagliato: anche il sottil pensier fugace avrei potuto re-incrociarla. ma tutto sommato è meglio così [sì, lo so, fa un po' da volpe e l'uva ma m'importa 'na sega...].
che di rimbalzo in rimbalzo non sono arrivato a riaver il mio canzoniere. ma tecnicamente un rimbalzo ho dovuto veder scorrere. il secondo in una ventina di giorni: non è un inizio niente male.
niente birra, quindi. vabbhé. ne berrò comunque altre.
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Post n°710 pubblicato il 09 Febbraio 2010 da odisseando
pregavo intensamente, nella mia ingenuità, quasi volessi curvar il tragitto del divenire. che s'approssimasse a me. come le masse curvano il campo gravitazionale, relativisticamente parlando. io m'immaginavo di farlo desiderando ardentemante la cosa e pregandola. in realtà era una tensione celebrale, né più né meno. o una sega mentale, a chiamarla in altro modo. oggi ho capito che bisogna far nella maniera inversa [e non so quanto il mio agnosticismo ci abbia messo lo zampino]. bisogna decomprimere. bisogna pensare che nessuno è necessario alla propria felicità, o serenità che forse è meglio [che non lo sia una cosa, qualsiasi, ci son arrivato da tempo]. che fissarsi intensamente è il prodromo per cozzar contro nevrosi spigolose. che le cose o le persone bisogna lasciarle andare. perché noi siamo altro. e i pensieri incistosi, se riesci a decomprimere e li guardi da fuori, da distaccato, ti appaiono per quel che sono. cosa altra da te. non c'è nulla, di fuori, che sia necessaria. al limite può essere sufficiente. ma è paradossalmente una condizione fottutamente più debole. è necessaria una mente [per quanto da cazzone] decompressa.
è che non so com'è venuto 'sto post. fissando il muro e pensando al charset di una chiamata ajax, oggi pomeriggio, mi si è introdotta di sottecchi 'sta considerazione. sarà la ferritina bassa... |
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Post n°709 pubblicato il 05 Febbraio 2010 da odisseando
perché quando leggo il blog del mio amico itsoh poi mi sento inadeguato, e mi vien voglia di chiudere baracca? [la domanda è solo fino ad un certo punto retorica. le eventuali risposte, che tecnicamente non mi aspetto, mi auguro solo, nel caso, non debbano portarsi dietro il mood... "mannnò, non dire così" etc].
[updt. non c'entra molto con il mio post. ma questo post di marco bracconi dei blog di repubblica.it è uno spillo nel cuore, più profondo ed essenziale, dei problemi. è da mo' che la penso così. soprattutto il finale. ma lui fa il giornalista. io cazzeggio.] |
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Post n°708 pubblicato il 02 Febbraio 2010 da odisseando
e così siamo un po' giunti al dunque. la domanda è secca. la risposta è semplice senza essere banale. la domanda è: ma tu l'ami? la risposta è: sì o no. terze vie non valgono. tutto l'affetto, la vicinanza, il parlarle, il sostenerla, tutto l'afflato valgono come un no. è dura da parte tua/vostra, è cinico da parte mia. ma il succo del discorso è tutto lì. il centro nevralgico delle tue inadeguatezze e disagi è dietro quelle sillabe: si o no. secondo me è no. perché da fuori, asetticamente, e cinicamente alcune cose rilucono distintamente. secondo me è no. perché - purtroppo e mi dispiace, sinceramente - non c'è l'esser fatti l'uno per l'altro. anche se vorremmo tutti così, anche se questo è argine per i suoi demoni, che ci sono a prescindere dal tuo starle così, accanto in maniera di condivisione "evangelica". credo sia venuta l'ora di una bella verniciata di realtà. che, seppur dura e lancinante, è sempre meglio che una posticcia illusorietà. anche quella di sentimenti che sono altri. o sono altrove. [sono cinico. sono distaccato. sono incapace di certe vicinanze che non siano sì. e sono anche fondamentalmente una testa di cazzo [si può dire testa di cazzo in questo blogghe? agggià... è il mio]. per questo credo rimarrò solo. checccchenedica o ne intuisca la mia amica alba-psicalchemica. una certa certezza che stamani, appena sveglio, mi ha ammantato. non è un lamentio. è una serenamente disperata considerazione.] |
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Post n°707 pubblicato il 31 Gennaio 2010 da odisseando
il fatto non riesca a scriver di nulla vale per scriver qualcosa? sarà lo stomaco che sta scioperando, e in cui i succhi gastrici altro che ballar il tango? sarà che comincio a sentir pachidermico 'sto blogghe, e ho una gran voglia di uscire? sarà meglio non scriver nulla in loco di stronzate? [e questo è il caso in cui riesco a sintetizzare entrambe le cose] sarà che in questo passaggio mi sembra di rimasticar solamente cose banali? né originali? di cui non valga la pena lasciar traccia. vabbhé. finirà pure 'sto vento freddo freddo, in cui non ho potuto nemmeno camminare.
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Post n°706 pubblicato il 25 Gennaio 2010 da odisseando
con un pneumatico sgonfio, ma con placida serenità: il uichend non mi ha avuto. forse perché a pensar al dolore, al fastidio degli altri impedisce di guardar il piccolo fastidio del personale ombelico. e raccontar le cose, empaticamente, per cercar di portar un po' di giovamento, come specialista vinto nelle patatine, ma almeno un po' di comprensione, serve a autoanalizzarsi. se sostieni certe istanze devi aver l'onestà di dirti devo far anch'io così. oppure tal'altre le hai fatte tue quando i pipponi occupavano troppo spazio vitale. e il fastidio lo avevi tu. però prescindere da un altro, da altro, da cose o persone, per trovar ragione se non per essere felice [che se capisci che è così semplice, poi mica ti diverti più ad esserlo] almeno per ritrovarsi fiduciosamente placidi, sarebbe financo utile scriverselo da qualche parte. per ricordarsi: come le linee guida emozionali per riprodurre più o meno all'uopo quest'effetto. [ci deve essere un qualche approccio buddhico-psicoterapico dietro, ma facciamo finta di nulla, che sennò il mio agnosticismo potrebbe averne un po' fastidio: oltre a dimostrare una certa ignoranza] effetto che passerà. ma che intanto mo' me lo porto appresso, fintanto che dura: fosse solo al bordo dei sogni che vo' - oniristicamente e laocoonticamente - a fare. |
ANGOLO [ANTI]CENSURA

libero si fa solo per dire?
"...la nostra piattaforma è libera da censure, ma ci sono delle regole da rispettare, che tutti sottoscrivete all'atto della registrazione..." come il conferencemaster si è premurato di farmi sapere?
elenco [aggiornabile, con il contributo di chiunque] delle operazioni censorie in cui mi son inciampato peregrindando al di fuori della provincia denuclearizzata. a memento.
cinasky0
non.sono.io [segnalatia by TMM]
poly [però continua a funzionare il blogghe freepoly]
ooo.SENZA.ooo [che adesso è molto essenza. cercar tra le righe essenziali]
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quando ero un fervente praticante pregavo molto. ed erano anche piuttosto ingenue, molte di quelle preghiere. pregavo, tra l'altro, perché si facesse in modo che quella fanciulla, o quest'altra, potesse accorgersi del mio amore che provavo per lei 




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