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Creato da princy.in.paris il 09/03/2011

Serendipity

Casuale e Inatteso!

 

 

Eppure.... Serendipity resta sempre un posto in cui mi sento a casa

Post n°13 pubblicato il 29 Ottobre 2013 da princy.in.paris

Capperina ! Sono secoli che non mi affaccio viva da queste parti.
Tempi in cui eravamo in tanti a conoscerci, a salutarci ogni giorno e commentarci a tutti i post. Era un rito quotidiano quello di arrivare in ufficio e scrivere un bel post... Magari uno sfogo, una canzone o una poesia...
Per lo meno questo richiedeva, anche se minimo, lo sforzo di scrivere due righe in più rispetto al " Condividi" o " mi piace" feisbucchiano.
Eppure molti dei quegli amici sinceri li ho ritrovati li, gli ho dato un volto, sono entrata nella loro intimità, cosi come loro nella mia... e forse devo dirlo, è bello.
Bello perchè è bello condividere, e forse nei giorni in cui si comunica sempre meno, quel piccolo link condiviso è più esplicativo di un post da 20 righe.
Comunque, continuo a preferire le 20 righe, seppur rare, ma almeno sono io a voler decidere quando metterci il punto.
Che dire! Princy ne ha fatta di strada! Sono entrata qui che ero veramente piccolissima, avevo si e no 14-15 anni... Ommmmmmmmmmiodddio! Sono a 28!
Vabbè... forse nemmeno stavolta raggiungo le 20 righe, però almeno un saluto mi ha fatto piacere lasciarlo.

Baci
Sempre vostra
Princy

 
 
 

bei tempi!

Post n°11 pubblicato il 04 Ottobre 2011 da princy.in.paris

Già bei tempi,

quelli in cui riuscivo a scrivere di getto e dare voce a tutti i tumulti che da sempre mettevano in moto il mio cuore. Davvero belli, quelli in cui tutto mi sembrava così complicato che scrivendolo avevo la sensazione di brigliarlo parola dopo parola.

La verità è che non riesco a farlo e forse non mi va di farlo.

Sta di fatto che questo rimane un posto in cui almeno una volta al giorno mi piace passare. Pochi post e tantissime parole cancellate. Ma è quello che rappresenta e che ha sempre rappresentato che mi spinge a farlo.

Passo silenziosamente nella pagina come nelle vostre... a voi un caro abbraccio.

Sempre vostra
Princy

 
 
 

Passione

Post n°10 pubblicato il 07 Aprile 2011 da princy.in.paris

Pierpaolo Pasolini diceva "Non illuderti: la passione non ottiene mai perdono. Non ti perdono neanch'io, che vivo di passione" .

Mi vien da sorridere stamattina e non poco.
Inserisco la parola Passione su Google -Immagini e vengon fuori delle cose assurde. Le vedete? Monotematiche. Assurdo! Baci ed erotismo per lo più.

Iniziamo dall'etimologia della parola: dal greco ‘pathos’, dolore, sofferenza.

La filosofia s'interessò più all'amore in senso astratto e universale. Vide la passione in senso piuttosto negativo e irrazionale. Fu il Romanticismo che la rivalutò come moti dell'animo pur difficili da gestire. Spesso travolgono le facoltà volontaristiche e razionali.

E dico io meno male che è arrivato il Romanticismo a salvarci!

L'amore-passione romantico è di tradizione cortese occidentale. Prevalse la spiritualità che addirittura prescindeva dalla presenza concreta dell'amato. Era l'assenza tormentosa che lo contraddistingueva. Era lontano sia dalla nostra concezione dell'eros che dalla dedizione altruistica, se non nel permanere di una tragicità nelle nostre storie d'amore letterario e filmico, che non susciterebbero interesse se vi prevalesse un amore che fila liscio fino al happy end. Il desiderio sessuale veniva spiritualizzato, come esemplifica il mito di Tristano e Isotta tanto per citarne uno. L'oggetto dell'amore fatale era l'amore stesso che si nutriva dell'ostacolo per poter tendere a qualcosa impossibile da raggiungere, se non con la morte, quale dissoluzione per una idealizzata unione di anime e corpi. Passione cerebrale più che corporea; ostacolata più che trasgressiva nel senso che diamo oggi alla concupiscenza erotica accesa dal senso di proibizione.

Ma oggi ... oggi cos'è la Passione?

Non so dargli una definizione precisa... Ma so che è Emozione allo stato puro. E' Vita per me. Qualcosa che si colloca tra Mente e Cuore piuttosto che tra due corpi. Non voglio associarla solo all'Amore propriamente detto, e non la associo al sesso. Soprattutto solo al sesso.
Ecco mi accorgo sempre più come queste due parole vengano sempre messe l'una accanto all'altra. E' decisamente scontato nonchè un po' troppo semplicistico. Ma si sa sembra che ai giorni nostri il sesso faccia muovere il mondo.

Ma non è così. Non lo è assolutamente. Almeno non lo è per Princy Che distingue il fare sesso dal fare l'amore non solo con una linea sottile e invalicabile ma con un vero e proprio muro di Berlino. Io non faccio mai sesso. Io faccio L'amore.

Passione, Desiderio, Irragionevolezza.

Io di irragionevolezza ne so qualcosa.
Bramosia allo stato puro ... Forse in fondo l'etimologia della parola stavolta ha centrato il bersaglio perchè la passione ti porta uno stato di tensione talmente forte che è quasi impossibile ignorarla, combatterla. Resta un modo per attenuarla: assecondarla. E semmai non fosse possibile... allora ben vengano questo tipo di sofferenze.... vero motore di anime vive .

 
 
 

strapiombo

Post n°9 pubblicato il 07 Aprile 2011 da princy.in.paris

Lo strapiombo è una voragine ribollente, un tumulto che fa erompere all'improvviso una colossale fontana di rabbia esalata con ansiti fitti dalla terra e le immagini rampollano come cose tangibili a una velocità ebbra di pensieri e metafore che non danno modo di farsi registrare. Se prima gli occhi erano nutriti di rugiata mielata, ambrosia del paradiso ora... PROSPETTIVE CAPOVOLTE. In uno stato di fusione con l'anima del mondo. Angoscia senza fitte. Vacua, tetra e tenebrosa. Soffocante, dolente, inerte, angoscia. Il mio destino torna ad allinearsi a quelli di tanti altri, gente stretta alla gola da uno stupefacente inebetizzante. La mia poetica torna ad essere un'algebra, cifre i processi associativi. Giacere sotto la maledizione della noia invincibile, sgomentevole. L'esistenza torna ad essere un'oasi d'orrore in un deserto di tedio. Unico modo per tornare a sentire la vita è l'uscita dal mondo. Da un'inferno acquistato su richiesta senza merito. Da questo labirinto privato, entro una costruzione che prima o poi mi crollerà addosso. Una malattia tediosa e monotona e segreta. Resta un netto e vivo ricordo di abbaglianti splendori, vivaci particolari che si stagliano ancora in un chiarore sprezzante, beffardo. Come quando si copre un quadro ad olio con un vetro , i serbo. Per gustarli in seguito come stille preziose, custodite gelosamente. Per proteggerli dall'acido della realtà, di quel tergicristallo che spazza via dal vetro la pioggia .L'unico modo per avvertire la felicità è sedersi sulla soglia dell'attimo...obliando il passato, e forse anche il presente.

 
 
 

Luce

Post n°8 pubblicato il 01 Aprile 2011 da princy.in.paris

Amo il sole e il suo sembiante sui miei capelli.
Luce. Luce. Luce.
Ne sono affascinata terribilmente. Lucine colorate che fondendosi ne rivelano un'unica intensità. Con la luce i miei occhi vedono. Anche se socchiusi. E il calore, quel calore che ti avvolge e ammanta.
Amo le giornate di sole.
Le amo mentre respiro primavera. Le amo quando spero che questo profumo etereo mi accompagni in ogni stagione. Perpetuo il suo moto incessante, tra le foglie e sopra i muri, nei primi fiori.
Amo la luce... Amo il sole... Amo il calore di te ... inebriante e travolgente.... E' come avere un angelo sempre al tuo fianco... ti fa sentire immensa...

 
 
 

Passaggi

Post n°7 pubblicato il 30 Marzo 2011 da princy.in.paris

Se dovessi spiegare come questo buio ha invaso la mia vita sinceramente non saprei da dove iniziare. Mi verrebbe spontaneo credere che qualcosa della mia infanzia o delle mia adolescenza abbia in qualche modo influito su ciò che sono oggi. Probabilmente è una considerazione inevitabile. Deformazione professionale che volete farci.
Attaccamenti sbagliati per lo più. Pensieri e convinzioni. Sempre quelli.
Abbandoni.
Giostre routinarie. Persone che vanno. Persone che vengono. Persone che invadono.
Ecco forse è più questo quello che mi devasta.
Qualcuno che entra e sbaraglia ogni porta. Ti domandi inesorabilmente se abbiano fatto tutto da soli e se sei stata tu a dargli la chiave. Ma poi conta qualcosa in fondo?
Forse si. Forse no. Sono entrate. Sono rimaste. Ci sono. Se ne sono andate.
Passaggi. Attraversamenti. Corse. Fughe.
Ingenuamente mi vien da chiedermi perchè entrare se sai già che non resterai...
Egoismo?
Sicuramente.
Narcisismo?
Non lo so.
Paura?
Ovvio.
Posso io evitare tutto questo?
No.

In fondo ti chiedo solo di restare. Oppure di andartene e non tornare mai più.

 
 
 

attese

Post n°6 pubblicato il 25 Marzo 2011 da princy.in.paris

Ti ho atteso come Penelope aspettava Ulisse, come Giulietta aspettava Romeo,c ome Beatrice aspettava Dante per riscattarlo. Il vuoto della steppa era affollato dai ricordi di Te, dei momenti passati insieme, dei luoghi nei quali siamo stati,d elle nostre gioie e delle nostre discussioni. Ma quando guardavo indietro, verso le orme dei miei passi, non ti vedevo. Ho sofferto molto. Ho capito che avevo imboccato un cammino senza ritorno, e mi sono resa conto che, quando agiamo così, non possiamo fare altro che continuare per quella strada. Nella steppa usano sempre la parola "azzurro" per disegnare il cielo, anche quando è grigio, perchè sanno che al di sopra delle nuvole è sempre di quel colore....... il mio passato mi avrebbe accompagnato per sempre: tuttavia, quanto più fossi riuscita a liberarmi dei fatti e a concentrarmi solo sulle emozioni, tanto più avrei capito che nel presente esiste sempre uno spazio grande come la steppa che dev'essere colmato con altro amore e altra gioia di vivere.... la sofferenza nasce quando ci aspettiamo che gli altri ci amino nel modo che immaginiamo, e non nella maniera in cui l'amore deve manifestarsi...libero, incontrollato, pronto a guidarci con la sua forza e a impedirci di fermarci.

 
 
 

gli amanti

Post n°5 pubblicato il 22 Marzo 2011 da princy.in.paris

 


Nulla è più lontano dalla realtà quanto una reale visione dell’anima allo specchio. Nulla è più lontano dall’irrazionale quanto l’inconscio razionale di Magritte. Percezione sensoriale, frantumazione dello spazio, dilatazione del tempo. Al di là della mente, nell’estrapolazione arcaica di segni che rimandano al sensibile, tutto ha un senso. Surrealistica introspezione dell’io nella conflagrazione di arte, filosofia e psicoanalisi. Il corpo, tempio dell’essere acquista valenza simbolica e l’astrazione dell’anima prende forma.

Il fatto che raffiguri una coppia di cui è celata una parte, lo rende rappresentazione di tutte le coppie, lecite e non.Le teste coperte da un velo bianco danno un senso di soffocamento, il velo sembra impedire loro la comunicazione, la conoscenza assoluta e reciproca ne limita, in parte, l’identità.Perché, per quanto noi possiamo pensare di conoscere l'altro, c’è sempre una parte dell’altro di cui siamo all’oscuro.Facciamo già fatica a conoscere davvero noi stessi, a capire i nostri stessi comportamenti, a comprendere i nostri pensieri, pensare di conoscere totalmente l’altro è pura illusione.Ma.....A volte, come un castello di carte, può crollare tutto solo per sospiro più forte degli altri.........io potrei riuscire a leggerti nel cuore pur non aprendo mai gli occhi.

 
 
 

Tempo di Pensieri

Post n°4 pubblicato il 21 Marzo 2011 da princy.in.paris

Le note riempiono la stanza che trabocca di cose.
Dovrei metterle a posto - non mi va !- non ci riesco.
La stanza è il mio specchio.
Anche in me c'è  molto da risistemare, da rincollare - ma non c'è tempo -
Il tempo, quello, non c'è mai.
Lui, se ne va. Fugge via truffaldino e si porta dietro i miei ricordi. E le speranze, le illusioni, i sogni a occhi aperti che sai essere sbagliati. E li fai proprio per questo, per cullarti in qualche attimo eterno anche se finirà con una moltiplicazione di pensieri che si perdono all'infinito senza mai incrociarsi. Non si trovano. Non si incontrano. Semplicemente... si perdono. Come noi.
E il tempo... lui fugge ma ti trova sempre. Il ticchettio ad un tratto te lo ritrovi addosso e segna la prima ruga.
E' d'espressione... dici a te stessa. D'altro canto ho 25 anni. Il tempo dovrebbe essere più gentile a quest'età. Sarà anche gentile, ma non perdona mai... Scorre scorre e con il suo tic tac, stavolta un po' più forte mi riporta alla realtà, a quella stanza così in disordine che devo, ora, necessariamente sistemare.

 
 
 

Evanescente

Post n°3 pubblicato il 21 Marzo 2011 da princy.in.paris

Non ci sentiamo più molto.
I rapporti avuti nell'ultimo periodo non lasciavano intravedere dentro e fuori di me lo spazio per sentire ancora un legame, eppure mi confermi, che un legame c'è.

Mesi di silenzio. In cui io ho non detto tante cose. Poi alla fine le ho vomitare tutte insieme. Ho sventrato la pancia, ho tirato fuori tutto quello che li era rimasto. Emozioni allo stato puro. Rabbia per lo più.

Forse per la prima volta io sono stata cattiva. Ma non me ne sono andata.
Io sono coerente con ciò che ho provato.

Resta l'emozione si. Quello che insieme definimmo il nostro lampo d'infinità.
Resta il sorriso d'affetto quando mi guardi. Resta l'attrazione ogni volta che ti trovo a fissare le mie labbra. Resta la complicità e il piacere di un bacio che furbescamente passa dalla guancia al collo. Resta il tuo sguardo furbo che crede di avermi rubato quel bacio quando in realtà sono io che t'ho lasciato fare. Resta l'affinità elettiva, quella di due persone che guardano nella stessa identica direzione, la stessa arte, la stessa letteratura, gli stessi sogni, gli stessi obiettivi. Restano pochi incontri ma vissuti intensamente. Resta la sensazione che in tutto questo tempo il tuo pensiero per me mi faceva compagnia in ogni momento no. Restano tantissime cose belle.

Ma è questo silenzio continuo che mi deframmenta l'anima, ne scombina le schegge, me le sputa in faccia alla rinfusa e mi lascia da sola a risistemarne faticosamente i tasselli.

Ho imparato la tua stessa arte, quella del silenzio. Nel frattempo sussurro un brindisi a me e alla mia grande, grande coerenza.

 
 
 
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