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Creato da o3radovicka il 01/05/2010

Umiltà e Dignità

Radovicka:riflessione, arte, etica

 

“Epitaffio” filantropia sul legno di una porta chiusa…

Post n°306 pubblicato il 24 Maggio 2012 da o3radovicka

Tutto passa: il tempo che scorre, il quotidiano che scivola, il solitudine che scava nel possesso le tempie candide, la, dove le attese rimangono per sempre, prima ancora di accadessero… Tutto passa tranne a quel istanti in cui i miei pensieri aggrappavano il tuo volto e “la fisavano” come un adesivo sulla finestrina del treno o del metrò, accompagnandomi da bisbigli arguti, da ornati di calore di baci,  artili di abbracci, e viaggi di sogni che vibbravano schermata dal vetro catartico. tutto era  bellissimo. Quel potere suggestivo sguardo, mi facevo possedere un colpo solo: il  tuo essere assoluto. Quel vigore fascinoso erano pensieri di liquido e lettere squisito di rosa incandescente, con sfoglio acuto e bonario, annodati nel cuore, muta di echi e pulsi caldi, assaporati tra le labbra. A volte c’era un vuoto, al fondo della voce, ed ogni silenzio respiro prendesse possesso di quella risonanza di vuoto… erano notte umide che filavano ragnatele di solitudine, ed io, chiusa nell’ infiammata onda di vena segregata, di graffia leggera, rovina depredata da spettri di morso della distanza o di quel rifiuto, forse di pseudorifiuto . E poi cerano segmenti pezzi di respiri in cui anche quelli tratti rozze ricordi, valevano quanto quelle “educate” e quelle incolte si diventavano uguali a quelle colte.. E non amavo quei tratti scettici di essere sollevate in punta di penna ed esaminare una per una. Non volevo ne anche penetrare al profondità di quei segmenti, mi facevano del male, ma lasciavo quel buio smemorarmi in un pianto per alzarmi ad alba, abbracciare il raggio del calore, sentire la rugiada, lasciando quelli tratti libero, come archetti, ala per unirsi con un'altra ala, in unico corpo, e sentirti parte di me, dentro di me, pulso del mio sangue e gusto sulle mie labbra.. Pian pianino la tua presenza, mi faceva sentire sola e scettica,  il tuo sguardo non aveva più il respiro caldo, e  in quel vuoto terribile non c’erano nè parole, né i fianchi ma soltanto l’oscurità, che “proteggevo” lo sguardo, velandolo di malinconia....ma speravo sempre in ogni tuo dolce  mossa  che durava solo un Flash di gioia, del resto, era la forma stereotipata di una indifferenza che mi umiliava e io  morivo nella mia vita segreta, fuggendo in una forma di “Addio inquietudine”  di una  perenne tortura del filo rosso invisibile , "preghiera" interiore!!!!...

Tra le ombre ed ebrezze ciglia,

dove si è negato il colore del sorriso...

Evaporano i sogni,

fummo di pensieri lacerati,

vestiti con la brina

carica di cenere dolore,

viaggio imprigionata da malinconia 

 

 

 

L’amore deve avere qualità permanente su di essa, deve trascinare con la sua pergamena a rotonda che ci chiude, in non fuori… è alternativa che le cose andassero diversamente, di quel pezzetto più ammirata, ma forse  è unico "addio" di rovesciamento…!

 

La forza dell amore

Robert Doisneau  Francia- al período de 1945 doppo la seconda guerra mondiale 

Leggiimi con gli occhi del cuore,
Io, con la lingua del sole
ti parlerò di me...
fili di stelle
iniziano a stendere luce intorno a noi

 

 La forza della passione

  

Un Chant d'Amour. Jean Genet, 1950 ... Ambientato in un carcere francese, dove una guardia carceraria ha il piacere voyeristico di osservare i prigionieri compiere atti sessuali. In due celle adiacenti, c'è un vecchio algerino uomo dall'aspetto e un detenuto bello ventenne. L'uomo più anziano è innamorato della più giovane, sfregarsi contro il muro e condividere  il suo fumo di sigaretta con la sua amata attraverso una guardia carceraria straw, apparentemente geloso del rapporto del prigioniero, entra  in cella del detenuto più anziano e lo picchia

 

I bei ricordi

Don Johnson and Mary-Louise Parker in Warner Brothers' Goodbye Lover - 1999

Goodbye Lover (Johnson  and Meri Luise Parker )

 

 Spontaneità

Il desiderio di scoprire,

la voglia di emozionare,

il gusto di catturare...

Lo sguardo  non è un frutto  spaziale, ma temporale…:)

 

Il grande fotografo tedesco – ma americano d’adozione – Helmut Newton  è, nella fotografia, il massimo cultore della bellezza femminile.. E’ un’interessante retrospettiva che indaga sulle mille sfaccettature della sua arte. potere, fascino – in un potente percorso di amori, partenze e ritorni…  

Ci sono anche "strani" amori: Paz Vega, splendida e sensuale. Si tratta di uno scatto che la ritrae molto svestita nel Santuario della Vergine dell’Incarnazione…

 
 
 

Non amo le distanze… Quando l’attesa non č vittoria…!

Post n°305 pubblicato il 22 Maggio 2012 da o3radovicka

Il tramonto  si  impallidiva

e svaniva  distesa sui  tetti e campanili, ricurvi e aguzzi

 

Le speranze, spesso assomigliano a illusioni e la realta è uno specchio che si frantuma. Stringo la testa tra le mani...Scavo nel  “Io”  per trovare l’ eco nel  cuore sospeso, anche se lettere di pensieri proclamano l'ondata di caldo, adornarsi di celeste e di perle.   Il dolore si nasconde nelle pieghe dell’anima, indossa la sua maschera per presentarsi al mondo senza disturbare,  si diventa insidioso, cerca uno sbocco, un’uscita. Io, creatura di  polsi caldo e nervi... pensando alla fragilità della carne, ed alla facilità con cui le persone ti abbandonano e ti umiliano, conservo la convinzione degli affetti del mio cuore,  e di un  "tuo remoto" _ “bontà”... Non so, perchè lo faccio, so quando  la pazienza  non è vittoria,  la sofferenza deve diventare parola per essere comunicata e compresa dall'altro.  Mi sento  più  abbandonata, che mai  anche se  il mondo è pieno di “corpi negati”...

 

 

 

 

 

 

Non  vedermi  con gli occhi della “parte sbagliata” che scuote e non ha niente di consolatorio. Ad aspettare dall’altra parte è  un corpo è un respiro che è legata con fili di sogni di alchimia d'amore, che  ha bisogno di riempire l’animo di ammirazione e venerazione… un’anima calpestata e arrabbiata, come un vulcano spento da  desideri,   a cui si devono delle risposte…! 

 

 Paul Newman _Elisabeth

 

 “Il tuo piacere sarà il mio onore”, disse il dio della guerra (Marte) alla dea dell’amore.“Frena la tua superbia, amico”, rispose lei. “Ti farò cedere le armi e chiedere pietà: la schiavitù d’amore tu stesso invocherai”

Giovanni Battista ( venere Marte)

(Siamo un po’ come i dei)  nessuno dei due vuole concedersi per primo, anche se entrambi ardono di desiderio. Umiliarsi o esibirsi? Esigere o implorare?  Le strategie d’amore e quelle della guerra hanno molto in comune: in entrambi i casi chi cede per ultimo dominerà… Tra le braccia di Venere, Marte tempera il suo ardore… 

 

Gli occhi scuti…apparentemente ostinata, ma in realtà indefinibile. Stavo  cosi, davanti a lui abbattuta, sbalordita, disgustosamente impacciata, e credo che sorridessi, cercando con tutte le mie forze di avvolgermi nelle falde della mia spinosa veste   da camera foderata…vortice disgregate… Il pudore mi protegga dallo suo sguardo,  e dalla sua  avidità  che “minaccia”  la mia fragile pienezza… Il mio essere “questua” le sue parole d’amore, e il cuore  desidera  che  “il  mio e il suo”, tutto arso, succhiati nella lingua del fuoco e avvolgersi di prorompere in un disarticolato e folle di un morente o del balbettio meraviglia di quell’intima risonanza, tra le abbracci d’amore. Un sapore ancora inespressa,  che fallisce miseramente nella pulsione più violenta ed autentica…!

 

imagine Sieff

 

Parlami con le pieghe delle tue labbra, e guardami con le lacrime schiacciato che germogliano di acqua argento. Pensami al buio, che muta le distanze, sottrarsi dal tempo è scosso dal cupo frastuono, cercami nella cenere  tiepida, di abbandonarci  del noi.  Linee  di mappe  della nostra geometria dell’ anima, nel unico cielo, abbracciandoci …    

  

 

Il poeta francese  Paul  Elard  con Nusch, sua seconda moglie…  (Man Ray)      

 

Il punto di partenza della  morale ma anche della convivenza civile è  che il piacere e il bene non sempre coincidono...!

  

Joan Baez. Per la sua grazia come persona a settant’anni. Per la grazia della sua voce, ancora, a settant’anni. Per le battaglie a favore dei diritti civili, per la sua vita piena di ricordi e di persone.

Virginia Woolf: A Writer's Life

 

Perhaps you were never made to be able to say "I love you", Harry writes in a letter to Camilla… She assents in her reply. I can't give myself. Passion leaves me cold.

 (traduco)

-          Forse non sono mai stati fatti per essere in grado di dire "ti amo", Harry, scrive in una lettera a Camilla.

-          Ha assensi nella sua risposta.  Non riesco a dare. La passione mi lascia freddo.

 

La domanda se Camilla è freddo: Forse era incapace di amare. Harry vuole  quello che vuole il maschio, una certa fierezza d'amore ... una fiamma che deve unire e saldare insieme. Pensa a una donna primitiva che sarebbe venuto alla grotta di un maschio di possedere ed essere posseduto. Romance e il sesso sono, per lui, in categorie separate. Camilla, abile nel romanticismo, solo vagamente sapeva, sentiva vagamente cosa volesse dire…

 

 

(Lytton Strachey and Virginia Woolf in 1923)…Strachey scrisse a Leonard Woolf, che lavorava come funzionario in Ceylon, dopo aver ritirato la sua proposta e ha chiesto di sposare Virginia… Nonostante la proposta non è riuscita, Strachey e Virginia Woolf rimasti amici stretti per il resto della loro vita. Strachey anche dedicato il suo primo libro, "Queen Victoria", in Virginia  

 

Donne che hanno amato e sofferto. Donne che avevano un sogno. Donne che hanno sconvolto, stupito, scandalizzato. Donne che hanno lasciato un segno indelebile sulle mura di grandi città. Donne rivoluzionarie, donne contro. Donne che hanno indossato i blue jeans. Donne che hanno cantato il sesso senza paura, donne che hanno lottato, donne che hanno indossato il primo smoking, donne che non vogliono essere solo umiliate ma quando amano sanno amare con corpo e anima e mente.

 

 
 
 

Il tramonto conquista lo spazio notturno

Post n°304 pubblicato il 16 Maggio 2012 da o3radovicka

 

 

 Nota:  Per   Chi   ancora mi  considera  “amica _virtuale”:

  vorrei annunciare che:  sarò di meno sul community libero….

 Sono registrata  in un'altra  social network…!  Buona vita tutti chi passa da qui...Grazie...  (radovicka)

    

 

 

 

 

Se potessi strapperei la distanza tra me e quello spazio in cui ti trovi,
ma ho imparato che anche quella lontananza è un soffio travolgente
che c'invade nel desiderio, nell'attrazione, nell'unione...ora è fredda l'aria.. 
Schermata dal vetro catartico serpeggiava un'inquietudine palpabile...

 

 

 

 

 

 

Mi guardi e non saprei se sei  fiero o vanitoso, quale sei… Con quei tuoi occhi ardenti di vita, di passione, di amore… Rassegnata, e  custodito, quella scintilla indomata che serpeggia nel tuo sguardo cristallino…Ancora, mi sguardi sempre così, persa tra la tristezza e consapevolezza, e forse  di parole non ancora pronunciate, ma che palpitano, per essere liberate… Attinge il ricordo, scavando nell’ animo, come fa il mare con la roccia  di cui liscia la ruvida consistenza.. Echi…Tu, hai lisciato le zeppe di spigoli di una sensibilità ancora troppo aspra, di una distorta simmetria, asettico suolo come unico “perfetto” da scoprire. Umidore lucido, lessi sul occhi miei, solo un messaggio, lì, senza parole… giacciono, stanche cicatrici e fresche  mute parole..mi chiuse nel pugno spasmo del respiro...

 

 

 

 

 

 imagine by Julia Margaret Cameron...  “I wait”  (1860)

 

Il respiro non è soltanto una funzione fisiologica; è il fenomeno da osservare, esplorare e assaggiare…dell’umana profondità…si po’ trasformare nel sussurro, morso, venere… Sono gocce condensate  arcobaleno che  colorano il tuo essere…

 

 

 

 

 
 
 

Gli amori prendono forma nella competizione

Post n°303 pubblicato il 14 Maggio 2012 da o3radovicka

Lui, il suo abito di rettangoli e raziocinio, la forza nervosa nel sorreggerla…Col sguardo tra le pieghe di labbra di lei, gode quel sorriso che soffia come il sole intorno al suo viso. Si nutre dalla grazia e la rapidità dei suoi movimenti, beve il sapore dei suoni della sua voce... per sino il suo stato fra arrabbiato e affettuoso l’attragono nella maniera desideroso... Lui, lento, si avvicina, stende la mano, e l'afferra ai suoi fianchi... lo trascina rapidamente verso di se... tiene fisso lo sguardo sul volto di lei e poi pian pianino la sfiora lentamente con le ditta... Quel visino oscilla tra i tepori respiri. Lui si ferma, posa la sua bocca calda sulle labbra di lei, la tocca e la bacia appena accanto alle labbra, le tiene il viso quasi a mo' di carezza. Lei, abbandonata in lui con, il viso quasi dormiente, beata, e gaia... un braccio aggrappato al collo di luiimagine:(Vivien Leigh with Leslie Howard)

Un tiepido frammento scende dalle mie labbra e si posa sulla mano…scivola tra le dita alla dita di un'altra mano… vaga, e si aggrappa al vuoto…Il mio cuore afferrò l'estasi di nostalgia. La candela di ansia, giunse vibri e “ala” del male. Sempre ho creduto nella presenza dell’ anima alle quale amo, anche quando è così latente, e pare di non esistere, ma “amare” è uno stato d’animo, non un luogo… Sono attimi vulnerabili e di durissime prove. Nel mio spirito lo vede e la gioia si accendesse nei miei occhi, mentre un filo di tristezza si invase nell’ anima...e ciò che percepisco nella sua assenza, sono pensieri che mi fanno commuovere fino alla parte più intima del mio Io..(.imagine: (Wivien Leigh With Clark Gable)

 

 

 

Artemisa Gentileschi

Artemisia Gentileschi è un’icona del femminismo moderno. Ma è, soprattutto, una grande artista, una tra le prime pittrici e senz’altro la più particolare. Lei, che per prima ha dipinto volti femminili veri, reali, pura interprete del femminino, lei artista indipendente, ottima manager di se stessa, donna di cultura e di valore, viene degradata nel processo a parlare solo della sua vita sessuale, quasi ridotta ad essere volgare oggetto di piacere e niente altro.

 

Il filosofo greco Aristotele amava ricordare spesso ai suoi studenti la differenza tra uomini colti e incolti: «Gli uomini colti - affermava - sono superiori agli uomini incolti nella stessa misura in cui i vivi sono superiori ai morti».

 

 
 
 

Requiem...

Post n°301 pubblicato il 10 Maggio 2012 da o3radovicka

Tatto, olfatto e gusto: tre dei cinque sensi non possono essere trasmessi attraverso la cibernetica. E' come se ci privassimo consapevolmente di tre quinti della realtà.

 

 

A volte mi rendo conto quanta è fredda la cibernetica…

forse perché  lo ho conosciuto, l’odore umano:

con il loro sorriso, essere bizzarri, chimerici 

a volte anche noiosi, ma per lo meno l'avevano un volto.

imagine by Boris Artzybasheff (1899 - 1965)

 

  

Non sono in grado più di concepire il mondo. La gente si aggrappa ciecamente a tutto quello che trova:cibernetica, terapie di gruppo, orge, dieta non per la scelta, gioco d’azzardo, suicidio… tutte queste cose sono cosi passeggeri, si sfumano cosi rapidamente, non rimane niente…!!! paradossalmente, esternamente sembra cosi normale, schematizzabile, come se percepissi un cortese : “Buongiorno”...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 (imagini by Enrique Simonet ..

Y tenía corazón' (Anatomy of the heart).

Museum of Fine Arts. Malaga © Ministerio de Cultura )

 

 

  

Tutto ciò che ispira è notturno e profondo

 La pazienza arde,

 Le lacrime ingeriscono una parte.

 Gli occhi incastrati a fare quello che non avresti voluto fare

 Il cuore si rinfresca

 La mente disse: un po’ val la pena lasciar perdere…!

 

 

Imagine by Dorothea McGowan

Tra tormenti e delusioni,

l'odore della solitudine si mescola al successo dal breve respiro

 

 

 

 
 
 
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Guardami;  tra la mia rabbia e la nostalgia,

Stenditi; tra le mie lacrime  ed i miei occhi

Vedrai; che non morirai mai

Quando i sentimenti sono puri, ti senti avvolta, in una setta raggiante, e vede tutto l’universo dentro ad una sfera di merletto, in cui si ricamano le onde fatte di abbracci d'amore

 

E' un pensiero fisso quella campanile:

nel silenzio assoluto,

al cospetto del etere,

del vento,

e dei miei pensieri.

Campana.jpg

 

corde tra corpo e spirito il lamento perente di un "violino"

 

 

 

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Gallen-Kallela the letter O, 1908

 (Weil & GOOS). 

 

 

In questo luogo sono deposti i resti di colui che possedette bellezza senza vanita' , forza senza insolenza, coraggio senza ferocia e tutte le virtu' dell' uomo senza i suoi vizi. Questa lode, che sarebbe misera adulazione se fosse iscritta su ceneri umane, non e' che un giusto tributo alla memoria di Boatswain, un cane, che nacque a Terranova nel maggio 1803 e mori' a Newstead il 18 novembre 1808.Queste pietre segnano il posto di un amico. Uno solo ne ho conosciuto e qui riposa».
Lord Byron

 

Intelligente, né fuoco, né ghiaccio,

con energie speciali per il bene della umanità:

fascino, sorriso, cervello

 

 

 

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del resto penso:) sono  i miei prodotti:))…Grazie!!! 

 

 

 

 

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