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Riferito al post 734 di cui dovete
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I borghi che vanno a caccia di residenti. Con incentivi, bonus, premi e tagli fiscali

Post n°869 pubblicato il 21 Aprile 2018 da prolocoserdiana
 

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Li chiamano comuni a rischio scomparsa, o anche comuni in polvere. Eppure sono una parte integrante del nostro patrimonio storico e artistico, e insieme rappresentano una grande opportunità sprecata per dare la possibilità di trovare casa, a condizioni accettabili, a quanti non riescono a farlo in città. L’Italia dei borghi è fatta di circa 6mila comuni, con una popolazione inferiore ai 5mila abitanti: ed è qui che molti possono decidere di fare una scelta di vita. Specie se incentivati da scelte coraggiose delle amministrazioni locali che combattono, con gesti concreti, la deriva dello spopolamento.

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  • A Civita di Bagnoregio i turisti pagano. Per sostenere gli incentivi agli abitanti di Civita di Bagnoregio, in provincia di Viterbo, il sindaco ha scelto un metodo molto efficace: i turisti pagano. Tre euro nei giorni feriali, cinque in quelli festivi, per visitare un borgo magico, set naturale di decine di film. Così, soltanto nel fine settimana pasquale, il comune ha incassato oltre 100mila euro, con i quali finanzia la sua politica per il ripopolamento. Tasse basse o cancellate (per esempio l’imposta comunale sulla casa); mensa scolastica, scuolabus e parcheggio gratis. E 500 euro per ogni famiglia residente sotto una certa soglia di reddito. Con un occhio, e una spesa, alla buona manutenzione del luogo, a partire dai lavori per fermare i rischi di frane.
  • Duemila euro per andare a Bormida. Siamo nelle Alpi marittime, in Liguria, nella provincia di Savona, dove il sindaco spinge a tutta velocità sul ripopolamento di un borgo dove vivono solo 394 persone. Le opportunità sono due: l’affitto low cost e l’acquisto con un forte bonus. Nel primo caso si possono abitare case pagando da 50 a 120 euro al mese di affitto, sulla base della metratura. Nel secondo caso, invece, il nuovo residente viene accolto da un bonus di 2mila euro.
    A Candela il bonus “Nuovi residenti. Coraggioso, il tentativo di ripopolare il piccolo borgo di Candela, in provincia di Foggia. Si tratta di incentivi messi a disposizione, sotto la voce di spesa “Nuovi residenti” per chiunque decida di trasferirsi in questa splendida località. E non sono pochi. E’ un bonus, infatti, da 800 a 2mila euro, per iniziare una nuova vita.
    Meno tasse a Cabella Ligure. In questo caso, invece, l’amministrazione comunale ha scelto la strada degli incentivi fiscali per spingere le persone a trasferirsi qui. Siamo a Cabella Ligure, in provincia di Alessandria, dove sono previsti sconti fiscali, dall’Imu all’Irpef, per chi ristruttura vecchi edifici abbandonati e sceglie una nuova residenza nel borgo ligure.

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Località sicuramente più che incantevoli, ma io dalla mia Sardegna non mi muoverei mai, anche a costo di pagare il doppio delle tasse...Sereno, allegro e sorridente weekend a tutti/e. Sal

 

 
 
 

Primavera: i benefici della luce sul nostro corpo e sulla nostra psiche

Post n°868 pubblicato il 19 Aprile 2018 da prolocoserdiana
 

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La primavera è ormai arrivata. Le giornate si allungano. Il clima si fa di giorno in giorno meno rigido. Ci sentiamo più energici, ne beneficia anche il nostro umore. Sussiste infatti uno stretto legame tra la sfera meteorologico-astronomica e quella psicofisica.
Nel nostro emisfero, quello boreale, l’equinozio di marzo decreta la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, mentre l’equinozio di settembre segna la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno (il contrario accade nell’emisfero australe). Gli equinozi segnano anche il passaggio da un maggior periodo di luce rispetto al buio e viceversa: in particolare, nel nostro emisfero, a partire dall’equinozio di marzo il periodo di insolazione durante la giornata sarà maggiore rispetto a quello di buio. Si tratta dunque di momenti fondamentali all’interno del calendario.
Dal 20 marzo, perciò, la luce ha la meglio sul buio. È utile, a tal proposito, ricordare che la radiazione solare viene suddivisa in tre tipi: luce visibile (cioè quella percepita tramite i nostri occhi), luce infrarossa (invisibile, ma responsabile della sensazione di calore che il Sole determina sul nostro corpo), luce ultravioletta (responsabile delle tanto temute scottature). Focalizziamoci sulla luce visibile, vale a dire su tutti quei raggi luminosi che, andando dal violetto al rosso, sommati insieme danno la luce bianca. L’effetto più immediato è quello di rendere visibile la realtà che ci circonda. Ma c’è un effetto più profondo, che interessa a 360 gradi sia il nostro fisico che la nostra psiche. La luce solare, infatti, stimola nel nostro corpo la produzione di serotonina, una sostanza fondamentale nella regolazione dell’umore, ma anche della temperatura, della sessualità e dell’appetito; una sostanza che ci regala una profonda sensazione di benessere oltre che di rilassamento, riducendo nel nostro corpo la concentrazione di alcuni ormoni responsabili dello stress (tra cui l’adrenalina).
Effetti benefici che, se sommati tutti insieme, possono ben far sopportare le bizze meteorologiche che questa tanto amata, e temuta, stagione porta inevitabilmente con sé.

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Onde...Buona primavera ricca di sorrisi a tutti/e. Sal

 
 
 

TANTO PER SORRIDERE UN PO'

Post n°867 pubblicato il 19 Aprile 2018 da prolocoserdiana
 

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Ops...Scusate, ma la crisi ha colpito anche me...

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Ma pensate voi che razza di pretese!!!

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Ma dai?!?

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Per concludere: non domandatevi se e che Governo avremo...potreste finire mooooolto male!!!

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AAA. Cercasi disperatamente Matteo Renzi. Chi lo avesse visto in circolazione è pregato di rivolgersi al programma CHI L'HA PIU' VISTO?

Serena giornata a tutti/e, Sal

 
 
 

Doni il cibo che avanza? Il comune ti riduce la tassa sui rifiuti fino al 50 per cento

Post n°866 pubblicato il 18 Aprile 2018 da prolocoserdiana
 

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Milano è la prima grande città italiana ad applicare questa normativa. Lo sconto riguarda tutta la rete commerciale, dal piccolo negozio al supermercato. Oltre 10mila i punti vendita interessati. E il taglio della Tari va dal 20 al 50 per cento.

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Meno rifiuti, meno tasse, sia per i cittadini sia per le imprese. E finalmente le amministrazioni comunali si stanno muovendo in questa direzione, grazie a una legge nazionale che, sebbene con molti difetti, ha introdotto questa possibilità per i comuni.


La legge è quella per ridurre gli sprechi alimentari (legge Gadda, dal nome della prima firmataria) e favorire la donazione di eccedenze alimentari, specie dalla rete dei piccoli negozi al dettaglio e della grande distribuzione. Così in diversi comuni (il primo è stato San Stino di Livenza in provincia di Venezia) i punti vendita che si organizzano per il prelievo del cibo avanzato si vedono tagliare la Tari, ovvero la tassa sui rifiuti, del 20 per cento.
La legge è quella per ridurre gli sprechi alimentari (legge Gadda, dal nome della prima firmataria) e favorire la donazione di eccedenze alimentari, specie dalla rete dei piccoli negozi al dettaglio e della grande distribuzione. Così in diversi comuni (il primo è stato San Stino di Livenza in provincia di Venezia) i punti vendita che si organizzano per il prelievo del cibo avanzato si vedono tagliare la Tari, ovvero la tassa sui rifiuti, del 20 per cento.
I vantaggi del meccanismo sono diversi, e valgono per tutti. Il primo, lo abbiamo sempre detto, è che in questo modo, attraverso cioè incentivi mirati, si centra l’obiettivo di ridurre i rifiuti, e quindi alleggerire l’intera catena di smaltimento dell’immondizia. Quel cibo avanzato e sprecato, infatti, prima o poi, se nessuno lo raccoglie, diventa immondizia. E quindi un costo e un altro spreco.

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Buona serata e allegro risveglio. Sal

 
 
 

Notifiche? Per il nostro cervello sono come lʼoppio

Post n°865 pubblicato il 18 Aprile 2018 da prolocoserdiana
 

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Quando arriva un nuovo messaggio o una nuova mail, i nostri neuroni attivano gli stessi meccanismi come di fronte a un pericolo imminente. Gli effetti sono aumento di ansia e depressione

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Le notifiche creano dipendenza, come i farmaci oppioidi. Il cervello riceve gli stessi impulsi che i nostri antenati avevano quando avvertivano un pericolo imminente. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista scientifica NeuroRegulation. Una ricerca fatta su 135 studenti ha evidenziato che chi utilizza continuamente lo smartphone sviluppa maggior ansia, depressione e senso di isolamento.
"La dipendenza dall'uso di smartphone inizia a formare connessioni neurologiche nel cervello in modo simile a quelle che si sviluppano in coloro acquisiscono una dipendenza da farmaci oppioidi per alleviare il dolore", spiega Erik Peper, professore di educazione alla salute presso l'Università di San Francisco e primo autore dello studio. Si parla di "semi-tasking": gli studenti che sono abituati ad avere sempre sott'occhio lo smartphone, lo guarderanno regolarmente anche durante le lezioni o lo studio a casa. Svolgeranno quindi più compiti contemporaneamente, ma con risultati dimezzati. Non solo, saranno più inclini a provare ansia, depressione e senso di isolamento. La comunicazione e l'interazione sono date anche dal linguaggio del corpo, che con chat e social network viene meno.
Per abitudine, e spesso come gesto involontario, si controlla il cellulare prima di andare a dormire, quando ci si sveglia o ogni volta che arriva una nuova notifica. Spesso, non se ne può fare a meno. Si è obbligati a farlo. Lo schermo che si illumina o il cellulare che vibra attivano infatti gli stessi percorsi neuronali che una volta ci avvisavano di un pericolo imminente, come l'attacco di un predatore. "Ma ora siamo dirottati, dagli stessi meccanismi che una volta ci proteggevano, verso le informazioni più banali", spiega Peper. Risposte istintive, biologiche, insite nell'essere umano. Ora però, l'istinto viene manipolato per ottenere click,visualizzazioni e guadagni.

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Se mi doveste cercare al cellulare, sappiate che il mio è acceso una ventina di minuti la mattina, meno di un'oretta la sera...Sorriso, Sal

 
 
 
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