Un blog creato da prolocoserdiana il 22/02/2010

SAL&ALLEGRACOVERBAND

Fra noi e voi

 
 
 
 
 
 

LO ZOO DI CASA SAL&MARY

Se non è uno zoo questo?!?

 
 
 
 
 
 
 

NON MI ABBANDONARE

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NERONE 1 E 2

Alla mia nuvoletta nera 1 e 2

 
 
 
 
 
 
 

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prete su Fb: "Ha più innocenti sulla coscienza Riina o Emma Bonino?

Post n°622 pubblicato il 20 Novembre 2017 da prolocoserdiana
 

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Un sacerdote bolognese è diventato bersaglio delle polemiche dopo aver pubblicato su Facebook un post molto forte sul tema dell'aborto. Come riporta "Il Resto del Carlino", don Francesco Pieri ha scritto: "Ha più morti innocenti sulla coscienza Totò Riina o Emma Bonino?". Netta la risposta della Bonino: "L'offesa non l'ha rivolta a me ma a milioni di donne italiane".

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L'esternazione del religioso emiliano arriva a pochi giorni dal caso scatenato da un altro parroco bolognese, don Lorenzo Guidotti, riguardo la violenza subita da una 17enne dopo una serata alcolica per la quale aveva detto sempre su Facebook di non provare pietà.
Don Pieri ha anche citato il cardinal e arcivescovo di Bologna, Giacomo Biffi, scomparso nel 2015 citando un articolo del 1998, in cui il prelato paragonava l'aborto ai lager nazisti: "La massima vergogna del '900, che pure ha conosciuto le più orrende infamie della storia, come i molti e diversi genocidi che sono stati perpetrati - disse Biffi a San Luca in occasione della Giornata della Vita ricorda il quotidiano -, resta senza dubbio la legalizzazione e il finanziamento pubblico dell'aborto".
Emma Bonino: insulti qualificano chi li fa - "Gli insulti normalmente qualificano chi li fa non chi li riceve e, comunque, immagino che questo Don Piero abbia fatto il mio nome per rappresentare milioni di donne che hanno subito in un modo o nell'altro il trauma dell'aborto. L'offesa quindi non l'ha rivolta a me ma a milioni di donne italiane".

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Ciao Sal&Mary. Stavolta siamo tutti-e felici per quei pochi giorni che vi siete presi e che vi serviranno a ricreare la vostra serenità. Lavoro ce ne hai lasciato a sufficienza e, sapendo che ci controllerai dal tuo portatile, vedremo di seguire i tuoi consigli e di dare il meglio. Dimenticavo: ma sai che Luca alle tastiere è nolto meglio di te? Ciao pumanero...Ti aspettiamo. Sabrina per tutta l'allegraBand

 

 
 
 

Perché il primo amore non si scorda mai?

Post n°621 pubblicato il 19 Novembre 2017 da prolocoserdiana
 

 

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Retorica romantica o fondamento psicologico-clinico?

In realtà, quando si tratta di sentimenti non è tutto così automatico e determinabile. Scordare o ricordare il primo amore dipende molto dall’esperienza che si è avuta. Sarei più preciso: dipende dal colore emotivo dell’incontro che ha dato luogo ad una storia d’amore. Giovani adolescenti, sia ragazze che ragazzi, possono avere avuto un primo incontro molto sognante e piacevole, e che quindi ha prospettato loro un mondo nuovo, un mondo affettivo che rispecchia molto i racconti di amici più grandi, quando non addirittura dei genitori. Un mondo che i giovanissimi sognavano di imitare».
L’amore rappresenta una situazione tanto nuova quanto piacevole che si imprime nella mente: si può accostare simbolicamente ad un piano teatrale della mente, spesso caricato da idealizzazione. Durante il primo incontro d’amore accade una scena che non verrà mai dimenticata. In altri termini, è qualcosa di simile a ciò che C. Lorenz in L’anello di Re Salomone descrive a proposito della vita degli animali, l’imprinting. Nello specifico, con "imprinting" si intende una forma di apprendimento a cui si è biologicamente predisposti: un esempio è la tendenza degli anatroccoli a seguire ciò che vedono spostarsi davanti a loro poche ore dopo la schiusura delle uova. Parimenti, il primo amore è quella visione che ci si para davanti non appena dischiuso il guscio dell'emotività, e che resta così impresso nella mente e quindi indimenticabile.

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Ma c'è anche chi la pensa diversamente. Ricevo e volentieri pubblico.


Legata a quel ricordo che vorrei non aver mai vissuto...
Ho fatto uno sbaglio e ne sto subendo tutte le conseguenze
Ma tu sei un falso
Avevi giurato di essere diverso ed è proprio di quello che forse mi stavo innamorando...
E invece no, sei come gli altri.. Sei peggio
Ti piace nutrirti del dolore degli altri
Ti piace assaporare l’angoscia di chi un tempo dicevi di amare
Ti piace sapere di poter distruggere da un momento all’altro qualcosa di bello e fragile
Ti piace sapere di avere in pugno il potere di mettermi paura
Sai che ogni cosa che mi chiedi io la farò
La farò senza guardarti negli occhi
La farò tenendo la testa bassa
E facendo uno sguardo che se solo lo vedessi ti congelerebbe
Farò ogni cosa che mi chiedi
E tu ne sei contento
Perché sai che in fondo forse tengo più a te che a tutto quello che faccio per amore di un altro...

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Con la certezza che abbiate trascorso una serena domenica, con un sorriso vi lascio ad una nuova settimana. Da domani, con Mary e " nuvoletta nera, Nerone " , vagabondando nella nostra meravigliosa isola, ci prenderemo qualche giorno di vero riposo.  Sorriso, Sal

 
 
 

Eros: la durata di un rapporto intimo tra falsi miti e realtà

Post n°620 pubblicato il 19 Novembre 2017 da prolocoserdiana
 

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Leggendo questo articolo mi è venuto da ridere. Ve lo propongo con tutti gli anessi e connessi, ma vi invito a riderci sopra...Buona domenica, Sal

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Eccoci qui, siamo arrivati al punto: troppo o troppo poco? Alzi la mano tra noi chi, almeno una volta, non si è posto la fatidica domanda a proposito della durata della performance tra le lenzuola? Un rapporto sessuale può essere molto intenso a prescindere da quanto dura, ma il dubbio si insinua subdolo tra chi teme di non arrivare al fatidico 6, alla sufficienza insomma( nella matematica binaria 6 può diventare 10.) Affrontiamo quindi il delicato argomento prendendo il toro per le corna, ovvero: sinceramente, il nostro amplesso è durato abbastanza oppure no? Argh!( Prima domanda idiota. Ma beviti un caffè e poi fumati una sigaretta...)
Di sicuro abbiamo degli esempi che lasciano a bocca aperta e occhi spalacati: film cult che ci hanno mostrato performance da guiness dei primati che manco Sting nei suoi tempi migliori e dove ci chiediamo come sia possibile reggere un tale ritmo senza mai una defaillance, nè capelli scarmigliati (senza parlare del mal di schiena: ma ce l'abbiamo solo noi?). Ciliegina sulla torta: un orgasmo fantasmagorico, ovviamente raggiunto insieme, sa va sans dire. ( Copiato, letto e riletto in riviste del tipo: Chi, Donna moderna, Vip... e altre...)
Evvabbè, come non sentirsi un po' frustrati di fronte alla nostra "banale" realtà? Invece no, non ne abbiamo alcun motivo: lo dice la scienza.
Infatti, diversi studi svolti sull'argomento hanno dimostrato che la media di durata di un rapporto intimo è questione di una manciata di minuti ( mai letto in un rapporto scientifico una cazzata del genere!!!.) E noi che già ci eravamo dati per vinti e con tristezza avevamo abbandonato qualsiasi velleità da record...
Per garantirci ore e ore di passione meglio forse puntare sui preliminari (all'articolista chiedo: andata, ritorno e in caso di parità tempi supplementari e rigori?)... le signore ringraziano!

Chi ben comincia: generalizzare, si sa, può essere fuorviante e anche in questo caso meglio non agganciarsi a stereotipi preconfezionati. Se è vero che solitamente al gentil sesso per "carburare" occorre qualche attenzione in più, non è detto che a molte signore dispiaccia arrivare subito al punto; allo stesso modo, non sono pochi gli esponenti del sesso forte ( altra cazzata il sesso forte può benissimo essere la donna...) che si lasciano andare a tenerezze prima di un rapporto e che possono anche preferire le coccole all'atto "pratico". Se poi aggiungiamo che dalle ultime indagini pare che tanto agli uomini quanto alle donne appartenga il desiderio di dedicare più tempo ai preliminari, fughiamo ogni dubbio e perplessità.
Quantità o qualità? un bel dilemma. E' acclarato che ai signori piacerebbe poter avere più tempo tra l'inizio e la fine di un rapporto intimo (inteso come penetrazione), quel che ancora non è ben chiaro è se sia per orgoglio personale oppure per il desiderio di soddisfare maggiormente la partner. Mah!!! ( Questa cazzata te la potevi risparmiare!!!)

Trilussa docet: tra gli studiosi ( Se Trilussa è stato un scienziato, io sono la reicarnazione di Omero...) c'è chi si è cimentato nel cronometrare il tempo effettivo del rapporto sessuale analizzando un nutrito campione di coppie di provenienza geografica diversa. Escludendo i preliminari, è emerso che il rapporto più lungo è durato nientemeno che 40 minuti mentre il più breve, con il probabile quanto comprensibile disappunto della signora, ha sfiorato i 33 secondi (!). Quindi, se la matematica non è un'opinione, facendo la famosa "media del pollo" di trilussiana memoria otteniamo che 5 minuti è la durata media di un rapporto sessuale vero e proprio, con buona pace dei super dotati del grande schermo. ( Amico mio, rileggiti la poesia e comprendine il reale significato. Potevi rimediare citando Shakespeare )

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FALSO TUTTO CIO' CHE AVETE FIN QUI LETTO. LA VERITA'?

Psicologia e sessuologia sembrano concordi:  la durata dei rapporti sessuali non è direttamente proporzionale al piacere. Il benessere sessuale dipende da tanti fattori, quali la complicità della coppia, la conoscenza del proprio corpo, la crescita del rapporto e da ultimo, ma non meno importante, dalla propria autostima e dalla capacità di capirsi col proprio patner. Ciò che  realmente conta è la qualità, mai la quantità che, quest'ultima, si sviluppa unicamente se si è perfettamente consci che l'atto sessuale è un banalissimo modo di saper condividere sè stessi non per sè stessi ( scusate il qui pro quo ), ma con chi si ha accanto...Onde: ogni rapporto intimo ha una sua logica durata e, per buona pace di tutti, non si tratta di performance o defaiance...ma di un piacevole momento in cui due corpi si uniscono. By, Sal

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Buona domenica e sereno inizio settimana,  e...le " bufale " lasciatele a chi le racconta...By, Sal


 
 
 

Sanyagore: il pastore che ha il numero di cellulare di Dio

Post n°619 pubblicato il 18 Novembre 2017 da prolocoserdiana
 

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Ogni volta che ne ha bisogno, fa una telefonata all'Altissimo per risolvere i problemi dei fedeli...

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Al mondo ci sono vari pastori che sostengono di avere strani canali per entrare in contatto con Dio, liberando i fedeli dai peccati. Nessuno di loro, però, è come Pastor Talent, al secolo Paul Sanyagore, pastore dello Zimbabwe.
Questo carismatico uomo di Chiesa, infatti, sostiene di avere addirittura il numero di cellulare di Dio. "Ho un canale diretto, posso chiamarlo quando ce n'è bisogno" ha raccontato ai giornalisti.
Alla domanda su come sia riuscito ad ottenere il numero di telefono di Dio risponde: "L’ho avuto mentre stavo pregando e ho sentito una voce che mi diceva di chiamare". Nonostante le sue affermazioni possano sembrare decisamente inverosimili, sono moltissimi i fedeli che seguono questo pastore nella sua personale Chiesa.
Sanyagore ha così tanto seguito che ha addirittura creato un proprio canale televisivo: Victory TV. Date le numerose critiche, il pastore ha promesso più volte che avrebbe rivelato il numero di telefono dell'Altissimo ma non ha ancora mantenuto
l'impegno.

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Ecchecavolo, a chi troppo a chi niente...E io che chiedevo solo il numero di telefono di questa biondona. Mah!!! Mary...nooooooo, le padellate non sono numeri di telefono!!!

PS. Da ieri abbiamo deciso di riprendere il nostro vecchio nome: sal&allegracoverBand...Quel sal&i siamo noi non ci diceva proprio niente. Sorriso e allegro weekend...Sal

 
 
 

RTROVA LA MADRE BIOLOGICA, MA LEI...

Post n°618 pubblicato il 17 Novembre 2017 da prolocoserdiana
 

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Belluno, cerca la madre biologica ma lei non vuole incontrarla: "Sei il simbolo della violenza che ho subìto"


“Luisa, non ho scelto io di chiamarti così né di averti, per me sei solo la più dolorosa ferita che ho avuto a 18 anni. Tutto sognavo e tutto potevo sperare, ma non certo la violenza che ho subito e di cui tu sei simbolo”. Parole forti, parole che fanno male al cuore. Specialmente a quello di Luisa Velluti, una parrucchiera di Falcade, in provincia di Belluno, abbandonata alla nascita dalla madre biologica il 6 marzo di 29 anni fa. Da quando ha scoperto di essere stata adottata, Luisa non ha mai rinunciato alla possibilità di ritrovare la donna che l’ha messa al mondo. Ma, dopo l’appello al Gazzettino e alla trasmissione Chi l'ha visto? per ritrovarla, è arrivata la doccia fredda, tramite una lettera anonima lasciata nella buca delle lettere.
La storia - “Mamma, anch’io ero nel tuo pancione?” “No cara, eri nel pancione di un’altra donna”. E’ con questo dialogo che inizia la storia di Luisa, che da quel momento ha iniziato a cercare la madre biologica. Ci ha provato prima con il Tribunale dei minori di Venezia e poi lanciando un appello alla trasmissione Chi l’ha visto?: “Sono nata il 6 marzo 1988 all’ospedale di Montebelluna: mamma, è da tanti anni che ti cerco e non sono mai riuscita ad arrivare a te, desidero incontrarti; fatti viva, io ti aspetto”.
Mamma Lory e papà Secondo - che l’hanno adottata due mesi dopo la nascita - non le hanno mai fatto mancare nulla: “Ho avuto e ho tanto amore e attenzioni
. Crescendo, però, è aumentato il desiderio pressante di conoscere le mie origini”, ha spiegato Luisa al Gazzettino. Appena la legge glielo ha permesso, a 25 anni, si è rivolta al Tribunale per conoscere il nome della mamma biologica, ma la donna non ha voluto. “L’ho presa male. Io non voglio complicarle la vita - ha spiegato Luisa - voglio solo conoscerla. Sono pronta a mantenere il segreto sulla sua identità. Se ha una famiglia e non vuole si sappia va bene lo stesso”.
E poi la lettera - “Ricordo i suoi maledetti occhi azzurri” - ha scritto ancora nella lettera la madre biologica della giovane, spiegando la violenza sessuale di cui è stata vittima. Gli stessi occhi azzurri di Luisa. “Rispetta la mia privacy. Non sbandierare una storia che non c'è. Rispetta il mio dolore e la mia solitudine”, ha concluso la donna. "Avrei preferito che certe cose me le avesse dette guardandomi negli occhi", ha commentato la ragazza.

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Grandi uomini, ma anche " grandi madri!!!" Auguro a tutti/e un sereno quanto allegro weekend. Sorriso, Sal

PS. Che sia morto il " capo dei capi " , mi fa schifo scrivere anche il suo nome, non me ne frega un ca..o. Per quel che mi riguarda se esiste la MAFIA è solo ed unicamente perchè appartiene a tutti i corrotti e corruttibili della nostra amata Italia.

 
 
 
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