Creato da: a.monte41 il 17/09/2012
Che cos'è un bacio se non il linguaggio del cuore?... Il silenzio più eloquente di due bocche che si baciano?

La canzone dell'amore

 

 

 

 

innamorati

 

con la dolcezza dello sguardo

 

passione del bacio

 

l'intensità del bacio si manifesta in ogni luogo

 

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Il tuo cuore

Il tuo cuore

 

libero di amare, insieme per sempreIl tuo cuore

mi ha chiamato e il mio,

sentendo la tua voce,

è qui per amarti.

Sirena in alto mare...

Il tuo cuore

specchio della mia anima,

silenzio notturno

di bisogno d'amore.

Perla d'oceano...

Il tuo cuore

il mio cuore

liberi di amrsi

senza ombre.

Patrizia Esposito

 

 

Canzone d'amore

 

 

Il canto dell'amicizia

 

 

Io che non vivo

 

come posso stare una vita senza te

 

Io ho in mente te...

 

 

nel cuore e nell'anima

 

 

Io per lei

 

 

Lascia colare il tuo bacio 

Lascia colare il tuo bacio

come una fonte -
filo fresco nella tazza
del mio cuore!
Il mio cuore, poi, sognando,
ti restituirà, doppia, l'acqua del tuo bacio,
dal canale del sogno,
da sotto la vita.
E l'acqua del tuo bacio
- o nuova aurora della fonte!
sarà eterna,
perché il mio cuore sarà la sua sorgente.

Juan Ramon  Jimenez (1881-1958)

 

 

Il canto d'amore

 

 

gli eroi, gli amanti hanno tutti una storia...


Ecco di cosa è fatto

il canto sinfonico dell'amore:

c'è il canto dell'amore di un tempo,

il rumore dei baci sperduti

degli amanti illustri,

i gridi d'amore delle mortali

violate dagli dèi,

le virilità degli eroi favolosi

erette come pezzi contraerei,

l'urlo prezioso di Giasone,

il canto mortale del cigno.

Guillaume Apollinaire

 

GRAZIE DELLA VISITA

Un bacio fra di noi

 

 

Bacio

un bacio fra di noi
un fuoco che si riaccende
l'amore che rinasce
l'alba che risorge
tutto questo fra le tue labbra
il dolce sapore di un amore
il dolce sapore
di una passione infinita

corradina

 

 

 

 
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La leggenda dell'albero di Natale

Post n°129 pubblicato il 10 Dicembre 2013 da a.monte41

 

 

 

Quella che stiamo per raccontarvi è una leggenda che proviene dalla Germania;
ci spiega com'è nata l'usanza di addobbare un abete durante il periodo natalizio... Era la vigilia di Natale. La neve scendeva copiosa...
C'era gran silenzio intorno alla casetta ai margini del bosco.
In quella casa vivevano il guardiacaccia, la moglie e i tre figli.Quel giorno a casa c'erano soltanto la mamma e i due bambini perché il papà era andato in città, a piedi per la troppa neve, a comperare i regali di Natale.
I bambini giocavano allegri nella saletta riscaldata dal grande camino, mentre la mamma preparava la cena.Per fare più in fretta, il guardiacaccia aveva percorso un sentiero tra i boschi.
La città era sempre bella ed affascinante, con i numerosi negozi dove il taglialegna poteva comprare le cose più utili e carine per la sua famiglia.
Ben presto si accesero le luci, d'inverno viene buio presto, e il taglialegna pensò che doveva sbrigarsi a tornare a casa.
Mentre stava per imboccare il sentiero del bosco, si fermò per guardare la città che era ormai lontana. Le luci del tramonto lasciarono ben presto il posto ai colori della notte.
"Spero di non perdere la strada, "pensò il guardiacaccia, "non ho con me nemmeno una luce..." ed affrettò il passo. Ma mentre cercava qualche traccia nota, si accorse che si era smarrito.
Come ritrovare il sentiero di casa, in quella penombra, con i rami degli alberi sempre più intrecciati? Il guardiacaccia pensò alla sua famiglia che lo stava aspettando. Il gelo diventava sempre più intenso. Il pettirosso, che dormiva su un ramo della quercia, lo sentì e chiamò il gufo, che con i suoi occhi gialli vedeva bene anche di notte. Si svegliò anche la civetta, sentendo tutto quel chiacchierare. Gli uccelli tennero una riunione e alla fine decisero di aiutare il guardiacaccia.
Volarono in alto nel cielo e chiamarono le stelle.
Forse penserete che le stelle non sentano il richiamo degli uccellini, da lassù in alto, nel cielo più profondo.... Ma non è così!
Ad una ad una, scesero dal cielo ed andarono ad ascoltare gli uccelli.
Videro il guardiacaccia che stava tremando per il freddo e decisero di aiutarlo. Lentamente, scesero sulla terra e si depositarono su un abete, illuminandolo con la loro luce magica.
Il guardiacaccia vide quella luce, si alzò e cercò di raggiungere quell'albero. Le stelline allora si spostarono e si depositarono su un altro abete. E così gli fu indicata la strada di casa. Quando bussò alla porta, i suoi familiari che erano in ansia per il suo ritardo, gli aprirono la porta felici.
La cena era pronta e festeggiarono insieme.
Il guardiacaccia raccontò che cosa gli era successo e, per far vedere la bellezza dello spettacolo, accese tante candele e le mise sull'abete che aveva in giardino. Da quella volta, ogni anno si diffuse l'usanza di decorare un albero di Natale con stelline, candeline ed altri addobbi.

 


 
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