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EDUARDO

 

«Napule è ’nu paese curioso:»
«
è ’nu teatro antico, sempre apierto.
Ce nasce gente ca senza cuncierto
scenne p’ ’e strate e sape recità.
Nunn’è c’ ’o ffanno apposta; ma pe’ lloro
o panurama è ‘na scenografia,
o popolo è ’na bella cumpagnia,
l’elettricista è Dio ch’ ’e fa campà
.
                       Eduardo
 

 

figli di Napoli

 

 

 

 

 

 

 

 
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Core analfabbeta

Stu core analfabbeta
tu ll'he purtato a scola,
e s'e' mparato a scrivere,
e s'e' mparato a lleggere
sultanto na parola:
"Ammore" e niente cchiu'
.

MARECHIARE

Quanno sponta la luna a Marechiare
pure li pisce nce fann' a l'ammore,
se revotano l'onne de lu mare,
pe la priezza cagneno culore
quanno sponta la luna a Marechiare.

A Marechiare nce sta na fenesta,
pe' la passione mia nce tuzzulea,
nu carofano adora int'a na testa,
passa l'acqua pe sotto e murmuléa,
A Marechiare nce sta na fenesta
Ah! Ah!
A Marechiare, a Marechiare,
nce sta na fenesta.

Chi dice ca li stelle so lucente
nun sape l'uocchie ca tu tiene nfronte.
Sti doje stelle li saccio io sulamente.
dint'a lu core ne tengo li ponte.
Chi dice ca li stelle so lucente?

Scetate, Carulì, ca l'aria è doce.
quanno maie tanto tiempo aggio aspettato?
P'accompagnà li suone cu la voce
stasera na chitarra aggio portato.
Scetate, Carulì, ca l'aria è doce.
Ah! Ah!
O scetate, o scetate,
scetate, Carulì, ca l'area è doce.

 

 

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...leggende napoletane...

Post n°636 pubblicato il 19 Gennaio 2011 da viacolvento56
Foto di viacolvento56

'O munaciello

Il personaggio , più temuto, ma anche più

amato dal popolo napoletano. Spiritello simpatico,

bizzarro e piuttosto imprevedibile. 'O Munaciello.

Ma qual è la sua storia? Chi era davvero "'o munaciello"? Una prima ipotesi attribuisce

al munaciello il ruolo di gestore degli antichi

pozzi d'acqua. Riusciva ad avere facile

accesso nelle case passando attraverso i

cunicoli che servivano a calare il secchio.

I dispetti probabilmente li faceva dato che

i proprietari del pozzo non provvedevano

a pagarlo per i suoi servizi. Ma non è che

una delle due ipotesi relative a tale personaggio.

La seguente è quella più accreditata.

 

 

Una storia d'amore. Ma anche una storia

di tristezza, di dolore, di sofferenza. La storia

del munaciello. La nascita di questa leggenda

è legata a un amore osteggiato. Napoli, 1445.

Sotto il regno di Alfonso V Il di Aragona

 (1385 - 1458). Due giovani, Stefano Mariconda,

un umile garzone di bottega, e Caterinella

Trezza, figlia di un ricco mercante di stoffe,

s'incontrano e s'innamorano.
I due amanti, a causa dell'opposizione

delle rispettive famiglie, erano soliti incontrarsi

.durante la notte su un terrazzo appartato

e buio del quartiere Mercanti. Per raggiungere

.quel terrazzo, Stefano era costretto ad

attraversare strade solitarie e pericolose.
Ma una notte, mentre cercava di raggiungere

l'amata, il buon Stefano fu ucciso.

Udita la notizia, Caterinella, pazza di dolore,

scappò di casa e chiese ospitalità presso

un monastero. Pochi mesi dopo, la giovane

diede alla luce un bimbo deforme. Con il

trascorrere degli anni, il piccolo divenne simile

a un nano e, poiché la mamma era solita

fargli indossare un piccolo saio cucito

dalle suore del monastero, il popolino cominciò

a chiamarlo "'o munaciello".
Il bambino era deriso da tutti, soprattutto

dai parenti materni. Mai alcun sorriso toccò

le sue labbra, ma solo tanta tristezza,

tanta malinconia. Ben presto si diffuse

l'idea che il munaciello avesse in sé qualcosa

di magico, di sovrannaturale. Quando lo si

incontrava, la gente si segnava e mormorava

parole di scongiuro.
Si diffuse soprattutto una particolare

credenza: se il munaciello portava il cappuccio

rosso, dono della madre, buone notizie erano

in arrivo; se il cappuccio stesso era nero,

 tremende sciagure erano in agguato. Al

munaciello vennero attribuite tutte le disgrazie

di quegli anni e contro di lui si commisero

persino le cattiverie più atroci. Fino a quando,

una notte, il munaciello scomparve, forse ucciso

 da un membro della famiglia Trezza.

Ma la storia non si conclude con la sua morte.

Il munaciello, ancora oggi, si aggirerebbe lì

dov'è vissuto, lì dove ha sofferto, allo scopo

di vendicarsi delle angherie subite. Molti giurano

di averlo visto e di aver subito i suoi scherzi

e i suoi dispetti. I napoletani gli attribuiscono

 piccoli incidenti domestici, nonché i propri

vizi e le proprie debolezze. Uno spiritello

bizzarro, un piccolo diavolo che s'insedia

nelle case dei napoletani, temuto e rispettato.

Ma com e' 'o Munaciello oggi...

come lo vedono i napoletani...

come lo vivono...?

Ai giorni nostri i napoletani lo descrivono

come una sorta di nano mostruoso dalle

scarpe con fibbie argentate, munito di chierica

e berretto. Il munaciello, appunto. Essere

dalla doppia personalità che s'intrufola nelle case

altrui: se i padroni di casa hanno la fortuna

di essere presi in simpatia, il munaciello diviene

portatore di buona sorte e prosperità; in caso

contrario, meglio evitarlo, a causa dei suoi guai

e dei suoi tremendi dispetti.
Può lasciare monete d'oro sul luogo della

propria apparizione quasi a ripagare qualcuno,

a patto che il fortunato di turno non riveli mai

ad anima viva la reale provenienza della fonte

dei suoi guadagni; perché in tal caso ogni

fortuna cesserebbe di colpo e il malcapitato,

anziché monete d'oro, rischierebbe di ritrovarsi

escrementi di capra.
In genere i destinatari dei suoi doni sono

avvenenti fanciulle ripagate dello spavento

nell'incontrarlo, oppure ignare vittime di

determinate confidenze "palpatorie" che

il malandrino spiritello sarebbe solito concedersi.

.Molti però anche i casi di persone comuni

beneficiarie dei doni del munaciello. La gente,

ancora oggi, non ha perso affatto la speranza

di rivederlo. E di riavere i suoi favori. Il popolino

che vive nell'attesa di vedere d'incanto

risollevata la propria miseria con un nobile

dono, un gentile omaggio, un cospicuo

atto di bontà.
I vecchi che vivono di ricordi lo aspettano

 ancora nel buio tetro e solitario dei vicoli

napoletani. E se una nonna, una vecchia zia,

dovessero smarrire per caso un paio

d'occhiali o qualche altro oggetto per casa,

non esiterebbero, a distanza di tanto tempo,

ad attribuirgli ancora la colpa. Sempre lui,

'O Munaciello. Per un ultimo dispetto.

O magari per un ultimo barlume di felicità.

....(credo di essere stata esauriente....è stato facile per me....  non aver paura se lo vedi avvicinarsi!!!!!!un abbraccio)

 
 
 
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TROISI FOR EVER

'O "SSAJE COMME FA 'O CORE

Tu stive 'nzieme a n'ato
je te guardaje
e primma 'e da' 'o tiempo all'uocchie
pe' s'annammura'
già s'era fatt' annanze 'o core.
"A me, a me" ...
'o "ssaje comme fa 'o core
quann' s'è 'nnamurato ...

Tu stive 'nzieme a me
je te guardavo e me dicevo ...
comme sarrà succiesso ca è fernuto
ma je nun m'arrenno
ce voglio pruva'.

Po' se facette annanze 'o core e me ricette:
tu vuo' pruvà? E pruova, 
je me ne vaco ...
'o "ssaje comme fa 'o core
quanno s'è sbagliato

                                            M.Troisi

 

SE TU MIO FRATELLO

 

Se tu mi rivenissi incontro vivo,
con la mano tesa,
ancora potrei,
di nuovo in uno slancio d'oblio, stringere,
fratello, una mano.
Ma di te, di te più non mi circondano
che sogni, barlumi,
i fuochi senza fuoco del passato.
La memoria non svolge che le immagini
e a me stesso io stesso
non sono già più
che l'annientante nulla del pensiero.
(
Giuseppe Ungaretti

 

 

 

 

FIGLI DI NAPOLI

sei...nell'anima..

a te mamma.....ti amo

 

MESSAGGIO IMPORTANTE
Gli operatori delle ambulanze hanno segnalato che molto sovente,

in occasione di incidenti stradali, i feriti hanno con loro

un telefono portatile. Tuttavia, in occasione di interventi,

non si sa chi contattare tra la lista interminabile

dei numeri della rubrica.

Gli operatori delle ambulanze hanno lanciato l'idea che

ciascuno metta, nella lista dei suoi contatti,

la persona da contattare in caso d'urgenza sotto

uno pseudonimo predefinito.

Lo pseudonimo internazionale conosciuto è ICE

(=In Case of Emergency).

E' sotto questo nome che bisognerebbe segnare il numero

della persona da contattare utilizzabile dagli operatori

delle ambulanze, dalla polizia, dai pompieri o dai primi soccorritori.

In caso vi fossero più persone da contattare si può utilizzare

ICE1, ICE2, ICE3, etc.

Facile da fare, non costa niente e può essere molto utile.

Se pensate che sia una buona idea, fate circolare il messaggio

 

 

 

un attestato di stima e d'affetto

a viacolvento56

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 lo dedico a coloro che stimo e voglio bene

Raggiodiluce

 

 

 

 

 

 

PULLECENELLA -......FAVURITE...

 

 

 

 

 

  

 

ATTESTATI AMICIZIA

 

grazie a tutti quelli che hanno assegnato questo premio al mio blog: KIARA, MAGGIE, ELENA, MIZAIC

 VIACOLVENTOVITE: una donna con gli attributi, come ce ne sono poche!!! Una persona seria, leale, generosa, un'amica vera!!! Un blog piacevole ed interessante, pieno di sentimento, di passione, di vita...ricco di argomenti, curato in maniera impeccabile ma spontaneo e istintivo...Un blog dove puoi sentire odori, sapori, suoni... da ELENA

VIACONILVENTO LA SUA SPONTANiETA' DA KIARA

 viacolvento56  perchè Tonia adora la nostra città ed ogni occasione è buona per elogiarla da MAGGIEM

 VITE di via col vento56 per l'amore, proprio come me, che ha verso la sua città e le sue tradizioni da MIZAIC

da monnalisa

COPPA DELLA AMICIZIA

ayqms-1-1-1.gif picture by romina05_2007

da Raggiodiluce 74

da Solerujo

 viacolvento56 : per la solarità che si vive nel suo blog.

da Lost-Dreaming

A Tonia con amicizia e grazie di esistere

                                                        da Raggiodiluce

al blog simpatico e amico

 

 
 

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