
Descrivere cosa provo quando in questi giorni leggo la classifica della Stella Alpina non è facile. Gioia, capogiro, orgoglio, attesa... Ognuno di questi termini ha qualcosa di vero, ma non ne esiste uno che li raggruppi tutti.
Sarò onesto, pur prendendo la situazione con le molle e con le dovute proporzioni, è una cosa che non era realmente prevista ma che, diciamoci la verità, sognavo. Certo, è presto, è difficile, è un sogno, è tante cose... Ma soprattutto è una soddisfazione, sia che duri una sola domenica, sia che duri tutto il campionato.
Io poi sono particolarmente soddisfatto perché, gira e rigira, per me è una situazione inedita. Mai nella mia vita mi ero trovato in testa ad un campionato sportivo (ho vinto il Fantacalcio una volta e ancora me lo sogno di notte!), e l'idea che domenica andremo sul campo di una squadra che non ci guarderà come una delle tante squadre da battere ma come la capolista un po' mi emoziona. E allo stesso tempo mi responsabilizza, perché io ho sempre creduto che una squadra, quando guida il campionato, finisce anche per rappresentarne il bene ed il male e mi piace pensare che si possa dire che siamo leader non solo in campo ma anche fuori.
Io credo infatti che questa posizione di classifica sia il giusto premio per il lavoro e la passione di tutti. Dei ragazzi che scendono in campo e dell'allenatore in primo luogo. Non è mai mancato l'impegno e la determinazione e si sono tutti impegnati con dedizione a limare anche quelle situazioni spiacevoli che si erano verificate nel corso della preparazione. Ne è nato un gruppo vero, di ragazzi che si impegnano e si divertono. Molti sono cresciuti. Altri hanno messo la loro esperienza al servizio degli altri. Ma tutti stanno dando il 150%.
E poi è il giusto premio per Silvio, Simone e per me, perché, anche se non è mai bello lodarsi, stiamo dando tutto pure noi, ogni giorno, in ogni momento libero della giornata.
Domenica sarei stato contento pure con un pareggio. Ma quando Michele ha buttato dentro quel pallone non ce l'ho fatta a trattenermi. Sono corso anche io in mezzo al campo, cosa che non ho praticamente mai fatto e gli sono saltato sopra come un bambino. Credo che avrei potuto urlare la mia gioia all'infinito, perché, anche se ho cercato di mantenere il controllo sin dalla mattina, ero davvero una corda di violino...
E ora... Beh, ora si ricomincia. La gioia è stata tanta ed è stato giusto godersi una settimana da primi della classe, potersi gonfiare il petto e godersi i complimenti, le pacche sulle spalle. Perché sono cose che non capitano spesso e, come dice il mister, nel calcio, quando si può, è sempre giusto festeggiare.
E allora io dico grazie a tutti, ma proprio a tutti, quelli che ci stanno mettendo il cuore, grazie per avermi dato la possibilità di essere per una volta in cima. Ma allo stesso tempo chiedo di non fermarsi ora. Abbiamo visto quanta felicità possiamo provare, smettere adesso sarebbe un peccato. Continuiamo tutti con lo stesso impegno e dedizione. Se poi ci sarà chi è stato più forte di noi gli stringeremo la mano, ma prima dovrà avercelo dimostrato!!! Forza ragazzi, è ora di ricominciare!
Inviato da: stellugine
il 03/09/2021 alle 11:14
Inviato da: dueoreper1Nick
il 02/01/2012 alle 00:21
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il 20/06/2011 alle 13:54
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il 24/10/2009 alle 16:01
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il 05/06/2009 alle 10:13