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La Chiesa e le profezie della beata Emmerick. La Sicilia, feudo di Maria e la fine dell’Europa di Kalergi - Terza parte

La maestosa stele della Madonna di Trapani prima di essere abbattuta (foto: Cancelliere) 

 

La stele della Madonna di Trapani   

Una copia della statua di Maria Santissima di Trapani, una grande statua in bronzo opera dello scultore Mario Ferretti ed eretta per volontà del vescovo del luogo, mons. Corrado Mingo, nel 1961, era stata innalzata in cima ad una maestosa stele alta circa 20 metri, interamente lastricata di marmo e visibile a tutti coloro che facevano ingresso nel porto. La statua inoltre sembrava dominare dall'alto l'intera città. 

Ma nel 2001, a causa di lavori per l'ampliamento del molo Ronciglio al porto ne fu decisa la rimozione, a cui l'allora vescovo della diocesi di Trapani, mons. Francesco Miccichè, non poté opporsi in quanto necessaria per "motivi di sicurezza". 

La statua rimase per alcuni anni distesa a terra in un'area di proprietà della Capitaneria di porto. In seguito, grazie alle insistenze di un fedele, trovò una collocazione più dignitosa presso una zona del porto e fu innalzata quindi su un piedistallo alto circa quattro metri. 

Essendo tuttavia la copia della Madonna di Trapani concepita dal suo scultore per essere ammirata dal basso e da lontano, la statua si presenta ora all'occhio del visitatore sproporzionata nelle sue dimensioni complessive, con le teste di Madre e Figlio che risultano troppo grandi.  

Questo il testo della nuova targa che fu posta nel 2012: 

«O Maria, Regina della Pace, benedici e proteggi tutti i popoli che vivono sulle sponde del Mar Mediterraneo, affinché, pur nelle diversità di culture, di religioni e di etnie, incrementino rapporti di collaborazione e di integrazione per costruire e diffondere fraternità, libertà e promozione di autentici valori umani».  

Alessandro Plotti, arcivescovo, anno 2012   

Apparentemente nulla da dire, salvo, a ben riflettere, che i valori cui si fa cenno sono "gli autentici valori umani" e non cristiani come ci si potrebbe aspettare. Mentre la fraternità e la libertà cui si fa cenno riecheggiano da vicino i valori di una nota Rivoluzione...  

Valori tutti umani e non cristiani. D'altronde l'enciclica di Bergoglio Fratelli tutti è sulla stessa riga: fratellanza che riecheggia da vicino le logge massoniche... Mentre al quarto capitolo dell'enciclica si auspica una «governance globale per le migrazioni». 

Potremmo continuare a parlare quindi del traffico di esseri umani e dell'invasione in Italia di clandestini, che mai come adesso, sotto il governo Meloni, hanno raggiunto un tale record di sbarchi. Giorgia Meloni ha infatti spalancato le porte ai clandestini nel nostro Paese più di ogni altro governo precedente, mentre a parole invocava i blocchi navali. Potremmo parlare anche di come l'intento sia quello di dissolvere identità e cultura di un popolo, come quello italiano, in un crogiolo di razze diverse e religioni, mentre il progetto di sincretismo religioso procede a gonfie vele. 

E con esso, la distruzione della Chiesa, della fede cattolica e del «tessuto democratico di un intero Paese», come volle sottolineare lo statista Bettino Craxi in occasione dell'accordo di Villa Madama nel 1984 e della genesi dell'otto per mille alla Chiesa Cattolica.   

 

Il conte Richard von Coudenhove-Kalergi   

Potremmo parlare del piano Kalergi, senza che nessuno si scandalizzi e parli di un ridicolo "complottismo", vecchio termine da Unione Sovietica per chi ha dimenticato. Il conte austriaco Richard von Coudenhove-Kalergi (Tokyo, 1894 - Schruns, 1972) influenzò fortemente il pensiero europeo nella prima parte del secolo scorso, tanto da essere definito il "padre dell'Europa": tuttavia, di un'Europa senza radici né identità, che le élite finanziarie e mondialiste tentano di costruire già dai primi del Novecento. Ne ha scritto a tal proposito Matteo Simonetti nel suo: Kalergi. La prossima scomparsa degli europei, Nexus Edizioni, 2017. 

Ma non solo. La sua influenza si è estesa enormemente fino ai nostri giorni: Kalergi riteneva che gli Stati sovrani fossero depositari di odio razziale, e come tali dovevano essere aboliti. 

Nel suo Pan-Europa, Kalergi ipotizza come un'entità sovranazionale dovrebbe prendere il posto degli Stati nazionali. È facile capire come queste idee coincidano perfettamente con l'idea di Unione Europea odierna, così come ci viene presentata. E non a caso esiste un premio europeo Coudenhove-Kalergi che di anno in anno viene tributato ai vari leader politici europei ritenuti meritevoli. Come non è un caso che il conte Kalergi risultasse iscritto alla massoneria fin dal 1921 e che fosse stato finanziato nella sua attività divulgativa dal barone Louis de Rothschild. Il nobile appartenente alla dinastia dei Rothschild lo introdusse a sua volta a Max Warburg, che come è noto faceva parte di un'altra potente dinastia di banchieri. 

Fra i tanti leader premiati spiccano i nomi di Sandro Pertini nel 1986, Angela Merkel nel 2010 e Jean-Claude Juncker nel 2014. 

L'obiettivo che Kalergi si proponeva era quello di creare un nuovo uomo che avrebbe dovuto popolare il Continente europeo: un uomo che fosse il risultato dell'incrocio tra la razza europea, quella africana e anche quella asiatica, in modo da perdere qualunque legame con la propria tradizione e identità originarie. L'obiettivo ultimo di Kalergi era cancellare infatti l'identità cristiana per sostituirla con qualcosa di indefinito, e, come tale, facilmente malleabile e manipolabile. 

Un nuovo modello di "schiavo" che avrebbe dovuto popolare l'Europa a servizio delle élite finanziarie e mondialiste, prodotto di quel meticciato tanto caro oggi anche ai vari marchi di moda o altro che lo sponsorizzano, e segno che il piano Kalergi è tutt'altro che una farneticazione di stampo complottistico: basta compiere un giro per le vie delle nostre città per accorgersi di quanto negli ultimi anni sia aumentato il numero degli stranieri, in particolare africani ma anche di razza asiatica. 

E accorgersi di come spesso vi sia da parte delle autorità una sorta di atteggiamento reverenziale di fronte agli stranieri, mentre gli abitanti del posto rimangono inascoltati e sempre più isolati. Di fronte agli stranieri è infatti possibile chiudere un occhio ma davanti ai cittadini onesti si applica la massima intransigenza. 

Un paradosso tutto moderno che stride pesantemente con il sangue versato dai nostri antenati a difesa della nostra terra. Una discriminazione proveniente da quelle stesse autorità che sono preposte a difesa dei cittadini ma che perdono la loro ragion d'essere e di esistere nel momento in cui non hanno più a cuore gli interessi del loro stesso Paese. 

Mentre sempre più lavoratori locali vengono sostituiti con la manovalanza degli immigrati, retribuita a bassa costo e con il risultato di creare sempre più disoccupazione tra gli abitanti del luogo, rendendoli quindi vulnerabili e ricattabili. 

È anche la fine programmata di un intero Continente, quello europeo, con la sua identità e radici cristiane tanto odiate dall'attuale establishment per sostituirle con una nuova etnia mista e una falsa religione, che in ultima analisi mira a creare una nuova forma di paganesimo, dietro al quale si nasconde il culto di satana.    

 

Alla volta della Sicilia   

Il grande cerchio si chiude ritornando al tentativo di distruzione della Chiesa Cattolica, alla costruzione di una falsa chiesa tutta umana e al culto della Madonna del limite, che si muove come un cavallo di Troia verso questa direzione e alla volta della Sicilia, feudo conclamato di Maria e dalla quale è possibile raggiungere tutta l'Italia.  

Quello che tuttavia la falsa chiesa non sa e non ha valutato, come disse la beata Katharina Emmerick, è che «se pure rimanesse anche un solo [vero] cattolico, la Chiesa risorgerebbe di nuovo». 

Perché le sue fondamenta non sono umane, ma fondate da Dio stesso. 

Ecco perché i piani della «setta segreta», come la chiamava la Emmerick, sono destinati a fallire.   

 

La fine del colonialismo francese. La fine della globalizzazione e la crisi del potere finanziario   

L'ascesa economica della Nazione russa è inarrestabile, nonostante la falsa controinformazione sostenga il contrario. Mentre anche l'euro, come il dollaro, stanno inesorabilmente crollando. 

L'influenza della Russia sta inoltre allargando sempre più la sua ombra sull'Africa. Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha affermato che la sua Nazione ha firmato accordi militari con ben 40 Paesi africani

È un cambiamento epocale per tutta l'Africa: il lungo e opprimente colonialismo francese sul Continente sta volgendo definitivamente al termine, per mano russa. Il Paese che porta nel suo stendardo San Giorgio nell'atto di uccidere il drago sta togliendo alla Francia quelle che, già a partire dal XIX secolo, sono state le sue fonti di guadagno ai danni degli africani. 

Come ha scritto di recente il news-magazine The Cradle, gli Stati africani stanno spezzando uno dopo l'altro le catene del colonialismo, come le tessere del domino: Ciad, Mali, Burkina Faso, Niger ed ora anche il Gabon stanno dicendo "no" al dominio di lunga data della Francia sugli affari finanziari, politici, economici e di sicurezza.

 

 

Mentre solo pochi giorni fa, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan si è incontrato con il suo omologo russo Vladimir Putin e si è augurato che le due Nazioni vadano avanti con l'utilizzo delle valute nazionali per il commercio bilaterale. 

Durante l'incontro, Putin ha anche annunciato che Mosca è vicina alla conclusione di un accordo per facilitare le esportazioni libere di grano dalla Russia verso sei Paesi africani con l'aiuto di Turchia e Qatar. 

«Siamo vicini a concludere accordi con sei Stati africani, dove intendiamo fornire generi alimentari gratuitamente e anche effettuare consegne e logistica gratuitamente... Le consegne inizieranno nelle prossime due settimane», ha detto Putin. Secondo l'accordo, la Russia fornirà fino a 1 milione di tonnellate di grano ai Paesi più bisognosi. Il grano verrà inviato a Turkiye per la lavorazione prima di essere spedito agli Stati africani con finanziamenti dal Qatar. 

Sta nascendo una "nuova Africa" libera dal giogo di sfruttamento e povertà che l'Occidente le ha imposto fino ad oggi: siamo di fronte a un'epoca che sotto i nostri occhi sta per concludersi, mentre il futuro si avvia verso il multipolarismo. 

Benché le menzogne della falsa controinformazione stiano tentando di far credere che i BRICS siano associati al globalismo, per via di un documento di Goldman Sachs pubblicato nel 2001: ne ha scritto di recente il giornalista Cesare Sacchetti. Ma la Goldman Sachs tentò di favorire l'entrata dei Paesi emergenti nel G7 senza riuscirvi, e senza poter impedire alla Russia di fare ciò che effettivamente fece nel 2009: ovvero dar vita ad un'alleanza fondata sul multipolarismo.  

E anche il mondo delle ONG del miliardario ungherese di origini ebraico aschenazite, George Soros, sta volgendo al termine all'interno dell'Unione Europea. Infatti la Open Society Foundations di Soros, ora gestita dal figlio Alexander, cesserà in gran parte le proprie attività nell'Unione Europea. La fondazione di famiglia, con un patrimonio di 25 miliardi di dollari, ha annunciato una riduzione della sua forza lavoro di almeno il 40% dopo che Alexander è subentrato al padre. 

L'Open Society Foundation afferma un "cambiamento radicale di direzione strategica". Sostengono anche che il loro nuovo modo di lavorare richiederà "ulteriori ristrutturazioni significative" e "la chiusura di tutti i programmi regionale e globali". Questa informazione proviene da una lettera che è stata inviata ai gruppi che l'OSF sostiene in Ungheria e l'agenzia di stampa internazionale Bloomberg ha avuto modo di leggerla. Il messaggio fa riferimento ad una diversa nota inviata al personale della sede berlinese dell'OSF. 

«L'OSF interromperà in gran parte i finanziamenti all'interno dell'Unione Europea, e ulteriori finanziamenti saranno estremamente limitati». 

George Soros è l'uomo che più di ogni altro ha influenzato gli avvenimenti di quasi cinquant'anni. E' il finanziatore dei tanti movimenti femministi e a favore dell'aborto che sono nati con l'unico scopo voluto e perseguito dalle élite finanziarie e globaliste di distruggere la civiltà occidentale e l'identità nazionale e cristiana. 

Dietro ai violenti disordini che hanno colpito Paesi cattolici, come la Polonia, o alle svariate rivoluzioni che hanno travolto quei Paesi che si sono rifiutati di allinearsi ai diktat delle élite globaliste, ricorre sempre lo stesso nome: George Soros. 

E' il caso dell'Ucraina, tristemente noto Paese fra i tanti che hanno subito le potenti ingerenze del miliardario, e della manifestazione di protesta denominata Euromaidan. 

L'Ucraina era un Paese abbastanza stabile, senza conflitti interni. Alla fine del 2013 la decisione del presidente Viktor Yanukóvich di non firmare l'accordo di associazione all'Unione Europea e di restare alleato della Russia accese la miccia della grande protesta.

L'Euromaidan fu decisa segretamente nel 2014 dal dipartimento di Stato diretto dall'amministrazione Obama e attuata attraverso la rete di ONG finanziate da Soros. 

Si può allora comprendere come la crisi che ha investito il magnate ungherese, che per più decenni ha costituito il braccio delle famiglie più potenti, quali i Rothschild, i Rockefeller e i Warburg, stia segnando la fine di un'epoca come la fine del monopolio assoluto di queste grandi famiglie.  

Come ha scritto il giornalista Cesare Sacchetti, quel che sta cambiando è la struttura del potere economico e finanziario che ha consentito a tali famiglie di avere un monopolio assoluto sull'economia mondiale negli ultimi 30 anni. La globalizzazione che ha trasferito tutte le ricchezze nell'1% della popolazione mondiale sta volgendo al termine. 

I licenziamenti delle "grandi" corporation e gruppi bancari come Amazon, Facebook, Goldman Sachs e Morgan Stanley sono in costante aumento. Il fondo di investimenti che possiede una sterminata rete di società, BlackRock, è quello che ha perduto il più alto ammontare di capitali lo scorso anno quando ha visto andare in fumo la cifra da capogiro di 1,7 trilioni di dollari.  

Stiamo assistendo a una crisi profonda del potere della grande finanza, alla fine della globalizzazione e al futuro declino dei flussi migratori: il potente contraccolpo che ne scaturirà non potrà che raggiungere anche tutti coloro che lavorano alla costruzione della falsa chiesa: quel grande calderone che dovrebbe contenere tutti indistintamente, senza più il requisito fondamentale della fede in Cristo, riconosciuto come Kyrios, e allo scopo di ottenere il fine ultimo della distruzione della Chiesa Cattolica, Sposa mistica di Cristo, Una, Santa e Immacolata.  

Ma le visioni della beata Katharina Emmerick scorsero sempre una luce in fondo all'oscurità, così come la riapertura all'uomo della via sbarrata dal peccato all'«albero della vita» costituisce l'ultima parola della Sacra Scrittura (cfr. Genesi 3,22; Apocalisse 22,2).   

 

Epilogo   

Qualche tempo fa ho visitato la statua della Madonna di Trapani. 

E' una statua di grande particolarità, oltre ad avere la meritata fama di essere miracolosa. Vi sono più persone che avendola visitata parecchie volte sono pronte a giurare che occasionalmente il volto della Madonna cambia espressione. Io non sapevo nulla di questa diceria, e della quale sono venuta a conoscenza successivamente. 

Quando mi sono trovata all'interno della cappella dove è custodita la statua, ho voluto rivolgere il mio sguardo verso il suo volto ma ho avuto la netta impressione che non stesse affatto sorridendo: la Madonna era seria e la sua espressione grave. L'avevo visitata già altre volte, il sorriso solare è un segno distintivo di quel bel volto materno capace di trasmettere un senso di serenità e di gioia.

Eppure quest'ultima volta - era da tempo che non la vedevo - il sorriso non c'era. Almeno, io non riuscivo a scorgerlo. 

Allora ho voluto cambiare angolazione al mio sguardo, pensando che fosse la luce, ma la piega della bocca tirata rimaneva sempre la stessa. Lì per lì ho pensato che fosse la mia posizione, che pure avevo cambiato inutilmente. O forse il caldo, l'affollamento delle altre persone presenti. O forse invece me la ricordavo diversamente.  

Erano passati alcuni giorni e non riuscivo a dimenticare quell'espressione, che mi pareva grave. Allora ho cercato le numerose immagini della statua facilmente reperibili su Internet e, in tutte, il sorriso sul volto era inequivocabile.

 

Madonna di Trapani. Primo piano  


Ho saputo poi di quella voce, secondo la quale alcuni credono di averla vista cambiare espressione.  

Inevitabilmente, ho cominciato a riflettere.  

E forse, anche a capire: quella fervente preghiera, che la Madonna chiese espressamente e con forza a tutti i fedeli nella visione avuta da Katharina Emmerick, avvertendo di come la Chiesa versasse in grave pericolo, farà la differenza per il futuro del mondo.  

La Chiesa rinascerà.  

E forse, la prossima volta, ad accogliermi sarà uno splendido sorriso materno.      

 

 

 

8 settembre 2023

Natività della Beata Vergine Maria

 

 

 
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