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Messaggi di Gennaio 2023

 

Perché il Vaticano ha aperto il caso Orlandi proprio adesso? Le ombre infamanti sui Papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI

Post n°120 pubblicato il 18 Gennaio 2023 da daniela.g0
 

 

Il Vaticano riapre il caso Emanuela Orlandi   

Il 9 gennaio 2023 il Vaticano ha annunciato la riapertura del caso Emanuela Orlandi, la giovane di 15 anni che il 22 giugno 1983 scomparve nel nulla. Non si ebbero più notizie della ragazza, che uscì da una lezione di musica in piazza Sant'Apollinare a Roma, fu vista alla fermata dell'autobus per far ritorno a casa in territorio vaticano, ma di lei non si ebbero più notizie. 

L'iniziativa è stata avviata dal promotore di giustizia Alessandro Diddi, poche ore dopo la morte di Papa Benedetto XVI e successivamente agli attacchi rivolti a Bergoglio da parte di Padre Georg Gänswein. 

Certo non può passare inosservato il polverone mediatico che si è sollevato in questi ultimi giorni. I palinsesti televisivi Rai sono stati riempiti dal caso: sia "Porta a porta" che "Chi l'ha visto" si sono concentrate sul giallo. 

FqMagazine ha divulgato alcune conversazioni Whatsapp di persone vicine a Francesco sulla ragazza, avvenute tra il 2013 e il 2014. FQMagazine, ancora, ha raggiunto Pietro Orlandi, il fratello maggiore della ragazza scomparsa. Open, nelle cui retrovie aleggiano le finanze del noto e onnipresente George Soros, sta dando ampio risalto alla vicenda: adesso parla anche il giudice che indagò su Emanuela Orlandi, attraverso il quotidiano La Stampa degli Elkann Agnelli.  

Quello che emerge come comune denominatore in tutto questo polverone mediatico, sollevato dai primi di gennaio 2023, è la volontà da parte dei media mainstream di gettare un'ombra profonda e duratura sui pontificati e sulle persone di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. 

A permetter ciò, ancora una volta la perfetta tempistica con cui il Vaticano ha riaperto il caso, a pochissimi giorni dalla morte di Benedetto XVI. 

Ma è un copione già visto, come il tentativo di addossare su Giovanni Paolo II la scandalo della pedofilia con il Rapporto McCarrick del Vaticano e l'attacco contro di lui sferrato dal New York Times e da altri giornaloni, orchestrato qualche anno fa. 

D'altronde, già a dicembre dello scorso anno era stato sferrato un ennesimo attacco tramite una lettera scritta da Mehmet Ali Ağca, autore dell'attentato che stava per costare la vita a Papa Giovanni Paolo II il 13 maggio 1981. La lettera, indirizzata a Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, è stata pubblicata dal Corriere della Sera, che non ha mancato di darvi ampio risalto. 

L'attentatore di Giovanni Paolo II, oggi accusa il Papa polacco di essere coinvolto nel rapimento di Emanuela Orlandi. Quello stesso Giovanni Paolo II che, dopo una lunga e sofferta convalescenza in seguito ai colpi partiti dalla pistola di Ağca che lo raggiunsero e ferirono gravemente, lo aveva perdonato e persino visitato in carcere. 

Non esiste alcuna prova della veridicità di tali affermazioni, che provengono da un uomo che ha già tentato, nella sua vita, l'omicidio. Ma i media, compattamente, hanno diffuso la notizia come si fa con un grande scoop giornalistico. 

Poi arriva la volta del "socio" della banda della Magliana che accusa il Vaticano per il rapimento di Emanuela Orlandi. Si tratta di un certo Marcello Neroni, sodale di Enrico De Pedis, boss dell'organizzazione mafiosa romana. Anche qui piovono accuse infamanti su Giovanni Paolo II da parte di persone con un passato non certo integerrimo

E ancora una volta, coralmente uniti, i media mainstream non mancano di gridare alla notizia. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI passeranno alla storia per i Papi più odiati dal sistema, che è pronto a dar voce a persone che hanno avuto affari con organizzazioni criminali - anche di stampo mafioso - pur di screditarne il nome. 

Naturalmente, è necessaria la definitiva scomparsa dei diretti interessati, perché, è risaputo, i morti non parlano e non hanno l'abitudine di difendersi. 

E come mai il Vaticano ha dovuto aspettare proprio la morte di Benedetto XVI per aprire questo spinoso caso? Bergoglio avrebbe potuto farlo sin da subito, agli inizi del suo pontificato, se vi erano reali intenzioni di far luce sul drammatico accaduto. Così la perfetta tempistica della divulgazione di messaggi Whatsapp, il fiume di interviste a Pietro Orlandi, in onda sui giornali o a "Porta a porta", sembra aspettassero la scomparsa di Benedetto XVI. 

Molti giornali sono fiduciosi sul fatto che adesso, senza Benedetto, Bergoglio "è oggettivamente più solo e più libero", scrive AGI.it fra i tanti. Grandi testate meravigliosamente allineate nell'esultanza che, adesso, con Bergoglio, finalmente si riavrà giustizia, mentre su Benedetto aleggia il sospetto che fosse di ostacolo alla verità.

Davvero tanto è l'ottimismo mostrato dalle grandi testate: qualcuno ricorda anche come Bergoglio non ci fosse quel 22 giugno 1983, quando Emanuela scomparve. Nessun coinvolgimento da parte sua, certamente. Ma dimentica di chiedersi dove fosse il Cardinal Bergoglio in quello stesso momento.   

 

I desaparecidos d'Argentina   

I media dimenticano come su Jorge Mario Bergoglio ha aleggiato un passato oscuro, come su gran parte della gerarchia ecclesiastica che ricopriva il suo ruolo durante la dittatura militare, tra il 1976 e il 1983, in Argentina. 

Tante, veramente tante, furono le sparizioni in quegli anni di giovani, svaniti nel nulla senza lasciare traccia, proprio come Emanuela. 

Persone scomparse di notte, nelle università. Persone che avevano la sola colpa di svolgere un'attività politica o di aver mostrato una qualche simpatia. 

Sono oltre 30.000 i desaparecidos, di cui, nella maggior parte dei casi, non si è mai conosciuta la sorte. 

Le ombre maggiori sul passato di Bergoglio sono state sollevate dal giornalista Horacio Verbitsky nei libri "L'isola del silenzio. Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina" e "Doppio gioco. L'Argentina cattolica e militare" (editi in Italia da Fandango). 

Estela de la Cuadra, figlia della co-fondatrice dell'organizzazione Madres de Plaza de Mayo, dichiarò: "C'è ipocrisia quando si parla della condotta della Chiesa e di Bergoglio in particolare. Ora ci sono processi di tutti i tipi e Bergoglio sistematicamente si è rifiutato di sostenerli".

 

 

 

Come ricordò l'agenzia di stampa La Presse nel 2013 «Per due volte in passato il Cardinale ha invocato il suo diritto, previsto dalla legge argentina, di rifiutarsi di apparire in tribunale durante processi per casi di tortura e omicidio nella Esma, e per il sequestro di bambini nati dalle detenute e affidati a famiglie di militari o di persone vicine al regime. Quando nel 2010 decise di testimoniare, spiega l'avvocato per i diritti umani Myriam Bregman, le sue risposte sono state evasive. Le dichiarazioni di Bergoglio tuttavia mettevano in luce come i funzionari ecclesiastici del Paese sudamericano erano a conoscenza fin dall'inizio che la giunta militare torturava e uccideva i suoi cittadini, anche se ampie parti della Chiesa hanno sempre pubblicamente dato il proprio sostegno al regime. "La dittatura - commenta la Bregman - non avrebbe potuto operare in questo modo senza il supporto chiave delle autorità ecclesiastiche"».   

 

Gli ultimi due Papi   

Un ultimo rilievo: la falsa controinformazione non spende e non spenderà mai una parola per difendere gli ultimi due Pontefici che hanno fatto da argine all'avanzare del globalismo e del relativismo, ed in ultima analisi alle nuove forme di totalitarismo ed oppressione dei popoli dilaganti in tutto il mondo. Pontefici che hanno combattuto fermamente dittature di destra e di sinistra, come fece Giovanni Paolo II in America Latina, da una parte, e nell'Europa dell'Est, al di là della Cortina di Ferro, dall'altra. Mentre a sostenerne la vigorosa attività vi era l'allora Cardinale Joseph Ratzinger, poi divenuto Benedetto XVI. 

Pontefici di Santa Romana Chiesa che si sono opposti con risolutezza ad aborto, manipolazione genetica e teoria gender, insegnata persino ai bambini. Che hanno rivendicato in maniera inequivocabile i principi non negoziabili, di cui oggi non si parla più. 

Così scriveva Benedetto XVI nella primavera del 2019, a proposito della crisi da abusi sessuali scoppiata in maniera dirompente nella Chiesa Cattolica (riporto il testo nella traduzione di Sabino Paciolla, pubblicato su Catholic News Agency): 

«[...] Ci sono beni che non sono mai soggetti a compromessi.  

Ci sono valori che non devono mai essere sacrificati per un valore maggiore e addirittura andare oltre la conservazione della vita fisica. C'è il martirio. Dio è (molto) più di una semplice sopravvivenza fisica. Una vita che fosse acquistata sulla base della negazione di Dio, una vita che si basa su una menzogna finale, è una non vita [...]».  

E ancora: 

«[...] E' il caso della pedofilia. È stata teorizzata solo poco tempo fa come del tutto legittima, ma si è diffusa sempre di più. E ora ci rendiamo conto con sorpresa che stanno accadendo cose ai nostri figli e ai giovani che minacciano di distruggerli. Il fatto che questo possa diffondersi anche nella Chiesa e tra i sacerdoti dovrebbe disturbarci in modo particolare.  

Perché la pedofilia ha raggiunto tali proporzioni? In definitiva, la ragione è l'assenza di Dio [...]».  

E, andando a conclusione di una lettera che merita di esser riletta integralmente: 

«L'attualità di ciò che l'Apocalisse ci dice qui è ovvia. Oggi, l'accusa contro Dio è, soprattutto, quella di caratterizzare la Sua Chiesa come completamente cattiva, e quindi di dissuaderci da essa. L'idea di una Chiesa migliore, creata da noi stessi, è infatti una proposta del diavolo, con la quale egli vuole allontanarci dal Dio vivente, attraverso una logica ingannevole per cui siamo ingannati troppo facilmente. No, anche oggi la Chiesa non è fatta solo di pesci ed erbacce cattive. La Chiesa di Dio esiste anche oggi, ed è oggi lo strumento stesso attraverso il quale Dio ci salva».  

L'ultimo Papa coglie ancora una volta nel segno: è esattamente questo l'intento ben celato di chi, oggi, all'indomani della morte di Papa Benedetto XVI, vergognosamente sta mettendo in atto tutta una manovra mediatica, concertata all'unisono, con lo scopo ultimo di scuotere chi non è saldo nelle fede. L'obiettivo perseguito consiste infatti nello allontanare i credenti dalla Chiesa Cattolica per distruggerla, convincendo chi ne fa parte che essa sia ormai totalmente ed irrimediabilmente corrotta al suo interno. 

Per poterla sostituire quindi con una falsa chiesa, come scriveva Benedetto - creata da noi stessi - che in realtà è solo un'ingannevole proposta del demonio. 

E' la falsa chiesa massonica, che compie l'ennesimo tentativo di deporre ai piedi dei Papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI accuse pesantissime, certamente mai provate, per distruggerne la memoria e distogliere i credenti da qualunque devozione alle loro figure. 

Ma questa falsa ed infernale chiesa massonica - che tanti danni e ferite ha già apportato alla Chiesa - dovrebbe, piuttosto, rimboccarsi le maniche ed iniziare a scavare al proprio interno, in quell'ampia corte di omosessuali che aleggiano in Vaticano, come denunciò Mons. Carlo Maria Viganò in occasione di un'intervista telefonica con il conduttore e giornalista televisivo Raymond Arroyo nella sua trasmissione The World Over, intervista poi pubblicata in forma scritta il 12 novembre 2020 dalla testata cattolica americana The Remnant

Queste sono alcune fra le accuse pesantissime mosse dall'Arcivescovo Viganò, a pochi giorni dalla pubblicazione da parte del Vaticano del Rapporto sull'ex Cardinale Arcivescovo di Washington, Theodore Edgar McCarrick, colpevole di aver commesso atti di pedofilia: 

«In questa grottesca farsa, ormai ammantata di una falsa parvenza di legalismo, non si esita a trascinare nel fango l'intera Chiesa - il suo prestigio di fronte al mondo, la sua autorità sui fedeli - per salvare l'immagine ormai compromessa di prelati corrotti, indegni, depravati. Mi limito ad osservare che ancora adesso, in Vaticano, Bergoglio si circonda ancora di noti omosessuali e di persone dalla reputazione gravemente compromessa. Questo è il disconoscimento più palese della presunta opera moralizzatrice di Bergoglio». 

E a concludere infine sono le parole stesse di Papa Benedetto XVI: 

«È molto importante opporsi alle menzogne e alle mezze verità del diavolo con tutta la verità: sì, c'è il peccato nella Chiesa e il male. Ma anche oggi c'è la Santa Chiesa, che è indistruttibile. Oggi ci sono molte persone che umilmente credono, soffrono e amano, in cui il vero Dio, il Dio che ama Dio, il Dio che si mostra a noi. Oggi Dio ha anche i suoi testimoni (martiri) nel mondo. Dobbiamo solo essere vigili per vederli e ascoltarli.  

La parola martire è tratta dal diritto processuale. Nel processo contro il diavolo, Gesù Cristo è la prima e vera testimonianza di Dio, il primo martire, che da allora è stato seguito da innumerevoli altri.

 

La firma autografa che Benedetto XVI ha continuato ad apporre ai suoi libri, dove è ben leggibile la sigla PP che indica in modo inequivocabile il Pontefice regnante

 

La Chiesa di oggi è più che mai una "Chiesa dei Martiri" e quindi una testimonianza del Dio vivente. Se ci guardiamo intorno e ascoltiamo con cuore attento, possiamo trovare testimoni ovunque oggi, soprattutto tra la gente comune, ma anche nelle alte sfere della Chiesa, che difendono Dio con la loro vita e la loro sofferenza. È un'inerzia del cuore che ci porta a non volerli riconoscere. Uno dei grandi ed essenziali compiti della nostra evangelizzazione è, per quanto possibile, quello di stabilire un'habitat di fede e, soprattutto, di trovarli e riconoscerli».

 

 

 

 
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Meta censura i sostenitori dei manifestanti in Brasile ma la protesta è inarrestabile

Post n°119 pubblicato il 11 Gennaio 2023 da daniela.g0
 

 

Così titolava l'ANSA qualche giorno fa: "Meta rimuove contenuti che sostengono le proteste"

«La società madre di Facebook, Meta, ha definito le rivolte in Brasile un "evento di violazione", aggiungendo che avrebbe "rimosso il contenuto che sostiene o elogia" i manifestanti che hanno preso d'assalto gli edifici governativi. Lo riporta la Cnn in lingua spagnola. 

"Prima delle elezioni, abbiamo designato il Brasile come luogo temporaneo ad alto rischio e abbiamo rimosso i contenuti che invitano le persone a prendere le armi o a invadere con la forza il Congresso, il palazzo presidenziale e altri edifici federali", ha detto il presidente Andy Stone. "Stiamo anche designando questo come un evento di violazione, il che significa che rimuoveremo i contenuti che sostengono o elogiano queste azioni. Stiamo monitorando attivamente la situazione e continueremo a rimuovere i contenuti che violano le nostre politiche"(ANSA)».  

Meta di Mark Zuckerberg condanna senza appello ciò che sta avvenendo in Brasile. E naturalmente, sempre Meta non esita a rimuovere molto democraticamente i contenuti espressi a sostegno delle proteste del popolo brasiliano, nel buono vecchio stile di Facebook.  

Ma non è solo Meta a condannare le proteste che stanno avvenendo in Brasile contro Lula e la sua presidenza ritenuta illegittima. 

A condannare le proteste c'è ancora una volta tutto l'apparato mediatico italiano insieme anche a coloro che si presentano come "controinformazione". 

Quello che tutti non vogliono riconoscere infatti, è il colpo di Stato avvenuto contro Jair Bolsonaro e l'insediamento abusivo di Lula, l'uomo scelto dalle élite mondialiste e finanziato dall'onnipresente George Soros, che da molti decenni pilota con le sue finanze immigrazione ed instabilità politica in tutto il mondo. 

L'ennesimo colpo di Stato per mettere al potere un burattino delle élite non sembra però destinato a durare a lungo, poiché, al contrario di quanto riportano giornali e media mainstream, sembra che l'esercito brasiliano stia proteggendo i manifestanti invece di disperderli, come ha riportato di recente il giornalista indipendente Cesare Sacchetti. 

Infatti sembra che le informazioni secondo le quali i militari avrebbero consegnato i manifestanti alla polizia federale siano false. Piuttosto è vero invece che i militari stiano proteggendo i manifestanti proprio dalla polizia federale che risponde a Lula e ad Alexandre de Moraes, Ministro del Tribunale Supremo Federale. 

Nei prossimi giorni si assisterà probabilmente ai soliti violenti disordini programmati dallo stato profondo americano ad opera di infiltrati, per incolpare successivamente i manifestanti brasiliani che reclamano la verità sulle elezioni presidenziali. 

Le forze armate rimangono però a sostegno del popolo brasiliano. 

Infatti, secondo quanto ha riportato il giornalista Sacchetti, gli alti vertici giudiziari brasiliani hanno minacciato l'arresto dei comandanti delle forze armate e del Ministro della Difesa, se non reprimeranno le proteste. Occorre ricordare tuttavia che il Ministro della Difesa, in teoria, è stato nominato da Lula e dovrebbe rispondere a lui. Questo non fa che confermarci che Lula non possieda alcun controllo. Lula non può governare nulla.

Si avvicina un altro duro colpo allo stato profondo americano, alle élite che ne fanno parte e a tutto il blocco Euro-Atlantico che agognano la fine del nemico Bolsonaro.

 

 

 
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Si aprono nuovi scenari per l’Italia mentre la BCE continua ad aumentare i tassi di interesse?

Post n°118 pubblicato il 08 Gennaio 2023 da daniela.g0
 

 

Pochi giorni fa il quotidiano britannico Financial Times ha avvertito come l'aumento dei tassi di interesse abbia fatto salire gli "oneri finanziari di Roma". 

Sempre secondo quanto ha riportato il quotidiano economico britannico, gli economisti affermano come "l'Italia sia il Paese della zona euro più suscettibile a una crisi del debito poiché la Banca centrale europea aumenta i tassi di interesse e acquista meno obbligazioni nei prossimi mesi". 

Gli esponenti della BCE hanno insistito sul fatto che continueranno ad alzare i tassi con incrementi di mezzo punto durante i primi mesi di quest'anno. Klaas Knot, governatore della banca centrale olandese e uno dei falchi del consiglio direttivo, ha detto al Financial Times che la banca centrale stava appena iniziando la "seconda metà" del suo ciclo di rialzi dei tassi. 

Infatti sin dalla scorsa estate la BCE ha iniziato ad aumentare i tassi di interesse. Questa linea, decisa dalla corrente dei falchi tedeschi e olandesi, rischia tuttavia di far crollare la molto fragile eurozona in quanto la BCE smetterebbe di comprare titoli di Stato. 

Gli analisti ritengono che la BCE stia sopravvalutando i rischi per l'inflazione e sottovalutando la prospettiva di una recessione. L'amministratore delegato del FMI Kristalina Georgieva ha dichiarato durante il fine settimana che metà dell'UE sarà colpita dalla recessione quest'anno.   

Sembra che a questo punto si stiano aprendo degli scenari inaspettati e questo non è affatto detto che si tratti di un male per l'Italia. 

L'Italia diventerebbe proprio il primo Paese dell'eurozona che sarebbe costretto ad uscire dall'euro. L'uscita dell'Italia dalla moneta unica con la BCE che non comprerà più titoli di Stato, segneranno la fine dell'euro e del Trattato di Maastricht. 

Dopo più di vent'anni di soggezione del nostro Paese, che ci hanno condotto alla perdita di sovranità nazionale, significherà dunque un cambiamento epocale. 

L'euro, come moneta non sovrana, ha rappresentato di fatto la distruzione della capacità di uno Stato di onorare sempre il suo debito emettendo la propria moneta sovrana, quella che viene definita dagli economisti come "Ability to pay". Ciò ha esposto il nostro Paese all'aggressione speculativa dei mercati, grazie alla consapevolezza della perdita dell'Italia di "Ability to pay", la cui presenza è infatti l'unica rassicurazione che può calmare i mercati. 

La vecchia Italia che adoperava la lira sovrana non sperimentò mai le difficili e drammatiche situazioni che oggi hanno distrutto la nostra economia, nonostante i parametri all'epoca della lira fossero ben peggiori di quelli degli anni successivi all'avvento del famoso euro. 

Lo stesso amaro destino è spettato anche ad altri Paesi europei, come Grecia e Spagna, definiti in passato dalle élite mondialiste spregevolmente come "cintura dell'aglio". Il Sud dell'Europa, grazie al cappio dell'euro, è stato infatti, in questi anni dei Trattati europei che l'hanno introdotto, il bersaglio da distruggere da lungo tempo programmato dalle élite mondialiste in quanto ha rappresentato l'ostacolo più consistente al conseguimento dell'agognato Great Reset voluto dalle grandi famiglie come Rothschild, Warburg, Rockefeller, ecc. 

Ma i panorami europei, come abbiamo visto, stanno mutando: la possibile fine dell'euro e del trattato di Maastricht riaprirà la via al ritorno delle sovranità nazionali dei singoli Stati europei. Sembra dunque, come paventa lo stesso Financial Times, che le cose non si mettano affatto bene per l'Unione Europea fondata su quella moneta unica che tanto ha impoverito gli stessi Paesi europei, in particolare quelli del Sud Europa, in tutti questi anni dei Trattati. 

Dietro un'apparente stagnazione della situazione internazionale, in realtà molti equilibri stanno mutando velocemente mentre la falsa controinformazione, come i giornali e i media mainstream, non perdono comunque occasione per tentare di continuare a terrorizzare le masse, tra ritorno di virus pericolosissimi, lo spettro di cambiamenti climatici apocalittici e privazioni draconiane che i cittadini europei dovrebbero autoimporsi per salvaguardare l'ambiente. 

Ma il vero cambiamento è dietro l'angolo e stavolta potrebbe essere epocale, mentre si comincia ad intravedere il panico dei giornali. 

La nostra classe politica, asservita agli interessi sovranazionali ormai da troppo tempo, si troverebbe presto a fronteggiare una situazione del tutto inattesa che ne potrebbe segnare irreversibilmente la fine.

 

 

 
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Cosa accadde a Bergamo e in Lombardia dal febbraio 2020? I rapporti desecretati delle Forze di Difesa Neozelandesi

Post n°117 pubblicato il 03 Gennaio 2023 da daniela.g0
 

Può esserci un collegamento tra i gravi fatti accaduti a Bergamo e dintorni e gli avvenimenti che si verificarono in Inghilterra e in Nuova Zelanda nel lontano 1999?

 

 

Il 29 dicembre 2010 uscì sul sito neozelandese chemtrailsnorthnz.com un articolo molto interessante, a firma di Clare Swinney, che tratta del fenomeno delle scie chimiche in relazione alla possibilità che esse siano causa scatenante di varie malattie, secondo i rapporti desecretati della Forza Difensiva della Nuova Zelanda. 

Alcuni dei link che originariamente corredavano e supportavano l'articolo non funzionano più o sono stati rimossi, come sempre accade quando sul web sia presente un articolo che tratti di argomenti "proibiti" dalle false democrazie dell'Occidente. 

Restano tuttavia le immagini (come quella che riporta uno stralcio di giornale dell'epoca - vedi sotto), le testimonianze di alcune persone ed una narrazione che si rivela nel complesso particolarmente credibile. 

Il perché di questa credibilità, lo scopriremo dopo. Intanto lo ripropongo di seguito, con l'invito a leggerlo con attenzione.   

 

Rapporti desecretati delle Forze di Difesa neozelandesi: scie chimiche collegate a focolai di malattie   

Tra un assortimento recentemente pubblicato di rapporti declassificati di avvistamenti di oggetti volanti non identificati (UFO) dalla Nuova Zelanda, risalenti al 1952-2009, c'erano lettere scritte nel 1999 e nel 2000 da un cittadino preoccupato, che prevedeva che si sarebbe verificata un'epidemia di malattie dopo una "scia di condensazione aerea", altrimenti nota come "scie chimiche", è stata osservata sopra un'area popolata. 

Le scie chimiche, comunemente denominate anche aerosol, differiscono dalle scie di vapore degli aerei in quanto spesso indugiano nel cielo per ore e possono essere viste in schemi a griglia, in linee parallele (vedi sotto) o formando "X" nel cielo .

 

 

Sebbene vedere una scia chimica non costituisca una prova che le malattie siano state causate da essa, vale la pena esaminare la questione, viste tutte le prove che dimostrano che le scie chimiche stanno facendo ammalare le persone, e alla luce di quanto si sa sulla loro composizione. 

Prove raccolte per oltre un decennio rivelano che le scie chimiche sono utilizzate per almeno sette funzioni, tra cui il controllo meteorologico e le applicazioni militari, e sono composte da un'ampia varietà di ingredienti nocivi. 
Includono comunemente alluminio e bario, che sono tossici sia per l'uomo che per l'ambiente. 

Possono includere torio radioattivo, globuli rossi essiccati, agenti patogeni pericolosi, tra cui Mycoplasma Fermentens Incognitus, oltre a spore di muffe, dibromuro di etilene e nanotubi autoreplicanti che causano il morbo di Morgellons [per informazioni su questa patologia rimando il Lettore all'indirizzo http://ufologiaemisteri.altervista.org/il-morbo-di-morgellons/, n. d. r.], che secondo le scoperte del ricercatore Clifford Carnicom, ora contaminano praticamente tutti. 

I rapporti declassificati, che sono online sotto il titolo: Original Files: NZ's UFO Sightings , sono stati pubblicati su un importante sito di notizie della Nuova Zelanda, Stuff.co.nz il 22 dicembre 2010, e sono stati rilasciati al pubblico dalle Forze di Difesa della Nuova Zelanda ai sensi della legge sull'informazione ufficiale. 

Tra i 2.101 documenti declassificati complessivi sono sepolte lettere, ritagli di cronaca e pagine di articoli di cronaca, che rivelano che un privato, il cui nome è stato tolto dal carteggio per motivi di privacy, ha più volte tentato di lanciare l'allarme sui pericoli di scie chimiche nel 1999 e all'inizio del 2000. 

Sembra che inizialmente il corrispondente, che chiameremo "Mr Gibson", abbia scritto a Warren Kyd, il membro del parlamento neozelandese per Hunua. 

Nella sua lettera, datata 25 maggio 1999, scrisse che la scia che aveva visto era stata spruzzata in un enorme arco sopra Auckland e mentre un'agenzia gli aveva consigliato che solo un aereo militare poteva intraprendere quel tipo di attività, il traffico aereo Il controllo ha detto che proveniva da un aereo passeggeri in rotta verso le Fiji. 

Ciò non è improbabile, poiché gli aerei passeggeri sono stati visti spruzzare scie chimiche in Nuova Zelanda e in altre parti del mondo. 

Il signor Gibson ha anche indirizzato il deputato a un articolo dell'edizione di aprile 1999 della rivista Nexus

Questo articolo, del giornalista canadese William Thomas, intitolato Contrails': Poison From The Sky, (e da allora ribattezzato Chemtrails': Poison From The Sky sul sito Web di Nexus), menzionava che nelle aree in cui erano state viste persistere queste scie, un pronto soccorso era stato "sommerso da casi simil-influenzali" e medici e infermieri si lamentavano di "essere estremamente impegnati con le diagnosi respiratorie". 

Thomas ha inoltre scritto: 

"In Inghilterra, dopo che sono state segnalate scie di condensazione persistenti e ricadute simili a ragnatele su Londra e Birmingham, la BBC ha riferito il 14 gennaio 1999 che più di 8.000 persone - per lo più anziani - sono morte di polmonite e altre complicazioni respiratorie nell'ultima settimana di dicembre e le prime due settimane di gennaio 1999».

Alla luce di rapporti come questi, il signor Gibson ha consigliato nella sua lettera: 

"Se questo aereo stava rilasciando qualcosa nella nostra atmosfera e causa come queste pubblicazioni, [sic] suggerisce, un gran numero di persone ad Auckland soffrirà di una malattia simile all'influenza". 

Un articolo di giornale, che si trova nel Libro 1 a pagina 37 degli archivi, e pubblicato dieci giorni dopo che la scia chimica è stata avvistata su Auckland, ha rivelato che si era verificata una "improvvisa ondata" di disturbi. 

"Il pronto soccorso dell'ospedale è stato molto impegnato negli ultimi giorni con pazienti affetti da disturbi respiratori, tra cui polmonite e asma", ha riferito il NZ Herald il 3 giugno 1999. (Vedi sotto).

 

 

Inoltre, un successivo articolo del NZ Herald, datato 6 luglio 1999 e intitolato: "Il tasso di mortalità sale nell'influenza 'Plague' [peste, n. d. r.]", ha rilevato che circa 100 persone sono morte a giugno al Middlemore Hospital di Auckland "principalmente per malattie respiratorie"

Nonostante la previsione di Gibson sembrasse corretta e supportata da rapporti esteri, il governo ha accantonato le sue preoccupazioni. 

"Sono state fatte indagini e al signor Kyd è stato assicurato che non c'è motivo di allarmarsi", ha avvertito il segretario esecutivo di Kyd, Faith Sarten, in una lettera datata 21 giugno 1999. 

Non soddisfatto della risposta, il signor Gibson si è recato dal signor Kyd e su suo consiglio ha successivamente scritto al ministro della Difesa neozelandese, l'on. Mark Burton il 9 febbraio 2000. 

Una risposta dell'On. Burton non può essere trovato nel fascicolo, solo un avviso di ricevimento della corrispondenza del signor Gibson. 

Più di un decennio dopo e il governo neozelandese, che ha ormai ricevuto una moltitudine di lettere, e-mail e telefonate da cittadini preoccupati, non risponde ancora alle loro preoccupazioni riguardo a ciò che le prove dimostrano che si sta verificando su scala molto più ampia. 

Ad esempio, quando ho inviato un'e-mail a 112 dei 122 membri del Parlamento il 10 settembre 2010 per un'azione di massa sulle scie chimiche e ho chiesto loro di aiutare a fermare questo avvelenamento della nostra atmosfera dal continuare, la più considerata di una manciata di risposte ricevute è stata quella dell'assistente esecutivo a Catherine Delahunty, la portavoce per le sostanze tossiche del Partito dei Verdi neozelandese. 

Dichiarava: "Posso vedere la tua grande preoccupazione per le 'scie chimiche'. Tuttavia, i Verdi devono dare la priorità al loro lavoro tossico alle sostanze chimiche conosciute (e anche in questo caso, sono limitati su ciò su cui possiamo concentrarci).   

Riferimenti:   

Sotto: la lettera che "il signor Gibson" ha scritto al deputato di Hunua, il signor Warren Kyd, che si trova nel libro 1 dei file declassificati, a pagina 35, seguita dalla risposta a pagina 36.

 

 

Di seguito in 2 parti: Un articolo dal Libro 1 a pagina 38, datato luglio 1999.

 

 

 

Sotto: Nel libro 1, a pagina 39, c'è una copia di una lettera inviata a Paul Holmes, conduttore del popolare programma di attualità delle ore 19:00, Holmes, andato in onda su TV1 tra il 1989 e il 2004.

 

 

Sotto: un articolo del NZ Herald, del 6 dicembre 1999, che era nel libro 1 a pagina 44 e numerato 10. Sembra essere l'ultima voce relativa a questa questione.

 

 

 

Grazie a Ben Tomlin per averci consigliato su questi reports.    

 

 

I tristi avvenimenti di Bergamo e l'alone di mistero che li avvolge   

Nel 2021 è uscito un articolo chiamato "Unexpected detection of SARS-CoV-2 antibodies in the prepandemic period in Italy", pubblicato sul Tumori Journal. L'articolo in questione, segnalato dal prof. Vanni Frajese, endocrinologo e docente all'Università degli Studi Foro Italico di Roma, risale ad ottobre 2020 e riporta dati italiani. L'Istituto Nazionale dei Tumori infatti era in possesso del sangue conservato di pazienti oncologici prima che si rilevasse il COVID-19 nel marzo 2020. 
E' risultato, ad analisi specifiche, che gli anticorpi contro il COVID, le IgG e le IgM erano presenti nel sangue di questi pazienti oncologici già a settembre 2019. Questo fa pensare che il virus del SARS-CoV-2 fosse presente in Italia già ad agosto 2019. In particolare, nel febbraio 2020, nel 50% dei campioni di sangue di coloro che provenivano dalla zona di Milano erano presenti gli anticorpi ed i pazienti erano asintomatici. 

L'articolo è passato del tutto inosservato e pone enormi interrogativi, in quanto, se vi era un numero così elevato di persone infette e del tutto asintomatiche, ci si chiede allora cosa accadde realmente a Bergamo. Il perché di tutte quelle persone morte. 

Tuttavia l'articolo che riporta questi dati non ha avuto alcuna risonanza mediatica, anche perché avrebbe messo in discussione tutta la narrativa dominante sul virus. 

Ma esiste un altro dato importante che fin qui non è stato rilevato e che viene spesso taciuto: l'articolo in questione segnalato da Frajese dà per scontata l'esistenza del virus del SARS-CoV-2. Quasi tutti danno per scontata l'esistenza di questo virus che, tuttavia, e questo è un dato di fatto oggettivo, non è mai stato isolato. 

Finora infatti nessuno ha mai fornito prove scientifiche dell'esistenza del virus del SARS-CoV-2. 

La dottoressa indiana Purnima Wagh ha fatto richiesta al Centro per la prevenzione e la cura delle malattie degli Stati Uniti, il CDC, di fornire un campione isolato e purificato del virus. Tuttavia il CDC non è stato in grado di fornire tale campione. Dunque, non si possono fare affermazioni in merito all'isolamento del virus. 

Secondo quanto ha riportato il giornalista indipendente Cesare Sacchetti, altri ancora hanno provato a chiedere prova dell'isolamento del virus come ha fatto la ricercatrice canadese, Christine Massey, che ha aperto un sito dedicato all'argomento nel quale mostra tutte le sue lettere alle differenti istituzioni sanitarie internazionali. 

La Massey ha scritto alle autorità sanitarie canadesi, britanniche, americane ed europee ma nessuna di queste quando le è stato chiesto di produrre un campione del virus isolato ha saputo darle una prova dell'isolamento del cosiddetto COVID-19. 

Sappiamo però che a Bergamo si verificò un gran numero di morti. 

Quel che risulta è che in Lombardia era prassi la somministrazione, ai pazienti ancora in Pronto Soccorso o nei reparti di Medicina, di farmaci come il Propofol o altri farmaci come alcune benzodiazepine. La somministrazione di tali farmaci provoca una grave depressione respiratoria e poi la morte se non si procede velocemente ad intubare il paziente per permettere la respirazione. Questi farmaci infatti vengono normalmente somministrati in sala operatoria prima che il paziente venga intubato. 

Inoltre moltissimi pazienti COVID furono intubati in fretta: ma questa prassi allora diffusamente seguita si rivelò inutile e dannosa in quanto la maggior parte dei pazienti moriva. Questo spiega bene l'enorme lievitare del numero delle persone decedute.
Tuttavia, ciò non è ancora sufficiente a spiegare del tutto quel che avvenne allora a Bergamo e in quella zona della Lombardia. 

Molte persone raccontano di strani sintomi mai visti prima, in quei giorni, senza contare che, secondo le testimonianze di sanitari e medici di famiglia residenti nella zona di Milano, già nell'autunno 2019 (ed addirittura anche nell'inverno 2018 fino all'estate successiva) erano aumentate in modo spropositato il numero delle polmoniti. Polmoniti che allora furono curate efficacemente con le cure tradizionali e non vi fu certo alcuna risonanza mediatica. Lo si può leggere chiaramente negli stessi commenti al video riportante l'intervento di Frajese. 

Ma ho ascoltato di persona molte testimonianze di residenti a Milano e in Lombardia, fra cui anche sanitari, che assicurano come negli indimenticabili mesi di febbraio marzo 2020 si verificarono fatti gravi e inspiegabili. 

Addirittura anche nell'inverno 2018 e fino all'estate successiva: "Sono un sanitario e posso affermare che già nell'inverno del 2018 io e tutti i miei colleghi eravamo stupiti nel constatare l'enorme numero di casi di polmonite. Ed aggiungo pure che tale situazione continuò anche nella primavera e persino nell'estate 2018. Tutti curati (e guariti) con le terapie tradizionali". 

E c'è chi sostiene che già nel 2016 o 2017, il P.S. San Gerardo di Monza era pieno di persone con sintomi di sindrome polmonare: "Avevo portato mia figlia piccola, per una bronchite persistente. Ho chiesto al pediatra, cosa diavolo stesse succedendo. Il pediatra era allibito e non se ne capacitava. Mi disse che non avevano mai visto così tanti accessi, per questo motivo". 

Se tutto questo risponde a verità, allora non si può non pensare che dal 2017 fino al fatidico 2020 qualcosa di non ben identificato fosse la causa di un gran numero di sindromi polmonari che si verificarono in quella zona della Lombardia.  

Ma cosa poteva aver colpito simultaneamente tante persone tutte insieme? 

Sappiamo però che una situazione analoga si verificò in Nuova Zelanda, come svelarono i rapporti declassificati delle Forze di Difesa neozelandesi, e si verificò analogamente un elevato numero di persone colpite da malattie respiratorie che andarono a riversarsi nei Pronto Soccorso degli ospedali, nell'ormai lontano 1999.  

Se il paragone può sembrare a qualcuno azzardato o addirittura fantascientifico, riporto qui un'altra testimonianza, quella lasciata dalla scrittrice e attivista ambientale americana, dott.ssa Ilya Sandra Perlingieri, deceduta nell'ottobre 2013 a San Diego in California. 

Nel 2009, durante un viaggio aereo negli Stati Uniti, la dottoressa avvistò personalmente un aereo che volava proprio sotto quello dove lei si trovava, che lasciava dietro a sé due scie grigio-nerastre. L'aereo recava ben leggibile sulla carlinga una scritta: "United".
Proprio così: l'aereo che rilasciava due grosse e lunghe scie dal colore grigio-nero e che volava proprio sotto al suo, era contraddistinto con il nome della grande compagnia aerea statunitense.

 



La dott.ssa Ilya Sandra Perlingieri  

 

Nell'articolo scritto da Ilya Perlingieri, dal titolo: "L'ultimo assalto degli Stati Uniti", inviato al sito Arctic Beacon e che illustra il problema delle scie chimiche, si possono trovare le testimonianze agghiaccianti della dottoressa sull'osservazione del cielo o sullo stato di salute degli animali domestici e selvatici nelle vicinanze della sua proprietà. 

Ne riporto uno stralcio significativo: 

«[...] Esistono molte testimonianze di malattie respiratorie difficili da curare (rinite, tosse, bronchite, polmonite). I bambini e le persone anziane sembrano quelli colpiti maggiormente. Spesso sono necessarie settimane e settimane per guarire da queste malattie (a volte due mesi). Ciò che i medici diagnosticano come rinite o bronchite è costituito in realtà da forme non usuali che non esistevano prima del 2000. I farmaci sembrano non essere efficaci, mentre le medicine alternative giovano un po' di più. Le malattie dell'apparato respiratorio sono oggi la terza causa di morte. 
Tutti i mammiferi sono colpiti: perciò anche gli animali. I gatti ed i cani manifestano derma infiammato e pruriginoso. Sintomi simili si notano anche negli animali degli allevamenti (mucche, pecore, maiali e capre). Nella mia tenuta ed in quella dei miei vicini, gli scoiattoli, i ricci e gli occasionali procioni sono sempre intenti a grattarsi. 

[...] Nel 2003 Clifford Carnicom, in una sua indagine, intervistò alcuni insiders i quali affermarono che il Pentagono e le industrie farmaceutiche sono coinvolte nelle irrorazioni clandestine. [1] 

Il nostro sistema immunitario è sotto attacco ogni giorno e sta collassando a causa di questa cronica attività di avvelenamento decisa dai governi. Gli elementi chimico-biologici usati (bario, alluminio, batteri e virus) compromettono le capacità di autoguarigione del nostro organismo. Stiamo respirando ogni giorno questi veleni. Quali conseguenze sono state causate, diffondendo ogni giorno alluminio che danneggia il cervello? [2] 

In questo periodo vengono pubblicati articoli dell'attuale illegale amministrazione Obama che intende sviluppare la geoingegneria. Con bugie ed inganni che si affastellano per abbindolare le masse, affermano di voler "combattere il riscaldamento globale". Eppure la maggioranza degli scienziati oggi sta dichiarando che non esiste il riscaldamento globale, piuttosto il nostro pianeta sta subendo dei cambiamenti climatici dovuti alle operazioni clandestine di aerosol. Ciò non bisogna dire: che i singoli cittadini non hanno provocato danni significativi alla biosfera, mentre lo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali continua ad un ritmo sfrenato, ma di ciò sono responsabili soprattutto le multinazionali che continuano ad accumulare profitti: a queste società non interessa la massiccia distruzione degli ecosistemi. Noi comuni cittadini rimaniamo sull'apice di una ragnatela avvelenata ed in procinto di cadere. 

La terra sta mostrando segni di raffreddamento e sono stati pubblicati numerosi studi scientifici che lo confermano. L'ultimo rapporto dell'I.P.C.C. è stato un fallimento e non ha incluso alcuni importanti fenomeni, come l'attività solare. [3] 

Quanti cambiamenti climatici sono invece stati provocati, negli ultimi dieci anni, da più di sessanta differenti programmi di modificazione meteorologica clandestini. Sono programmi militari, privati e "pubblici", ossia si usa il denaro dei contribuenti per avvelenarli. Nessuno di questi programmi è stato mai preceduto da una discussione pubblica.»   

 

La risposta ad uno degli interrogativi più inquietanti della storia dell'umanità   

Ormai oltre dieci anni fa, un ex agente dell'FBI di nome Ted Gunderson, pose a gran voce con rabbia, durante un'intervista sul fenomeno delle scie chimiche ormai diffuso a livello planetario, alcuni interrogativi - destinati a restare insoluti - ai suoi ascoltatori connazionali: 

"Cos'ha che non va il Congresso?"  

E ancora, riferendosi a coloro che impartivano gli ordini per il via a queste losche operazioni: "Tutto questo ha un effetto sulla loro popolazione, sulla loro gente, sui loro parenti, e su se stessi. Cosa c'è che non va?". "Cosa non va nei piloti che guidano questi aerei e scaricano questo veleno sulle loro stesse famiglie?".   

L'attacco che Satana ha deciso di sferrare contro Maria, e quindi conseguentemente contro l'umanità intera, preannunciato da suor Lucia dos Santos nel 1957 durante un colloquio con padre Augustin Fuentes, è, oggi, la risposta che più mi convince. 

Non c'è infatti un'altra risposta razionale che possa spiegare in modo esauriente cosa mai abbia spinto e spinga tuttora gli uomini a tanta lucida e criminale follia, persino contro se stessi e contro coloro che amano.  

Ancora una volta, sembra che le chiavi di questa oscura ed intricata vicenda, iniziata già fin dal Settecento, il secolo degli "illuminati", ed intensificatasi sul finire del secolo scorso, si trovino ben nascoste nel mistero mai svelato e non ancora compiuto del grandioso avvenimento di Fatima.     

 

 

 

Note:  

1] Clifford Carnicom. "A Meeting Between Investigative Research and Well-Place Military Source." July 2003: www.carnicom.com [2] Kaye H. Kilburn, M.D. "Chemical Brain Injury." Oct. 2001: http://safe2use.net/ca-ipm/01-10-20.htm [3] "Scientists abandon global warming "lie" 650 to dissent at U.N. climate change conference." Dec. 13, 2008: www.globalresearch.ca/PrintArticle.php?articleId=11383www.tankernemy.com  

 

 

 
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