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Messaggi del 05/11/2022

 

Le analisi sui vaccini COVID convergono sulla presenza di grafene. Il silenzio delle Istituzioni - Seconda parte

Post n°113 pubblicato il 05 Novembre 2022 da daniela.g0
 

La Dr.ssa Purnima Wagh  

 

Ma anche altri scienziati nel mondo hanno confermato la presenza di grafene e agglomerati nel sangue tramite ricerche scientifiche e analisi specialistiche di laboratorio. 

Fra questi, la ricerca condotta dalla Dr.ssa indiana Purnima Wagh, esperta in virologia e immunologia, con due dottorati di ricerca presso l'Università inglese della London School of Hygiene & Tropical Medicine. 

Insieme ad un gruppo di ricercatori provenienti da tutto il mondo la Dr.sa Wagh ha eseguito delle analisi su 2305 campioni di sieri di dodici diverse case farmaceutiche. Nella lista sono presenti le marche dei vaccini più distribuiti negli Stati Uniti e in Europa Occidentale come Pfizer, Moderna, Astrazeneca e Johnson & Johnson. Ci sono anche vaccini cinesi come il Novavax e altri vaccini cubani. 

Il risultato della ricerca è che nei sieri Pfizer e Moderna non c'è né l'mRNA né la cosiddetta proteina Spike mentre in quelli di Astrazeneca e J&J non c'è l'adenovirus che sono stati dichiarati nei relativi bugiardini di accompagnamento. 

In ognuno di questi farmaci analizzati sono stati riscontrati invece ingredienti quali acqua, idrossido di alluminio, nanoparticelle metalliche e nanoparticelle di ossido di grafene.   

L'atto di sindacato ispettivo n 1-00388   

L'atto di sindacato ispettivo n 1-00388 della legislatura 18, pubblicato il 16 giugno 2021e relativo alla seduta n. 337 del Senato della Repubblica, afferma nella sua premessa ricordando che «in Israele e negli Stati Uniti la vaccinazione con vaccini anti COVID-19 a mRNA per la fascia dei giovanissimi 12-16 anni e over 16 è iniziata da tempo, ed è notizia recente che proprio in Israele sono state riportate 275 miocarditi nei giovani di età compresa tra i 16 e i 30 anni; 

a tale evidenza si è aggiunta la preoccupazione destata dall'ultimo rapporto di vigilanza dei CDC, i centri per la prevenzione e il controllo delle malattie negli USA, secondo cui, dopo le vaccinazioni con Pfizer e Moderna, nei soggetti tra i 16 e 24 anni si sono riscontrate miocarditi in numero superiore rispetto all'atteso; 

lo scorso 20 maggio 2021 è comparsa sul sito di HART (Health advisory & recovery team) una lettera aperta, sottoscritta da un gruppo di medici inglesi, indirizzata all'MHRA (Medicines & healthcare products regolatory agency), l'equivalente dell'AIFA italiana; 

i contenuti dell'appello sollevano dubbi consistenti, sia sotto il profilo etico che sotto quello scientifico, rispetto alla scelta di somministrare i vaccini agli "under 18"».  

Continua ancora il documento: «si ritiene opportuno riportare alcuni passaggi significativi della citata lettera, il cui contenuto è comunque integralmente visionabile sul sito web di HART: i firmatari affermano che "è irresponsabile, non etico e in effetti non necessario includere i bambini sotto i 18 anni nel lancio nazionale del vaccino COVID-19", ed è chiarito che gli studi clinici sui bambini pongono enormi dilemmi etici a causa dei rischi sconosciuti, aggiungendo che si dovrebbe attendere la fine degli attuali studi di fase 3 e diversi anni ancora per ricevere tutti i dati sulla sicurezza negli adulti, al fine di escludere o quantificare tutti i potenziali effetti avversi; 

in particolare, si legge che "Tutti gli studi di fase 3 sui vaccini COVID-19 sono in corso e non dovrebbero concludersi fino alla fine del 2022/inizio 2023. I vaccini sono, quindi, attualmente sperimentali con dati limitati sulla sicurezza degli adulti a breve termine e non disponibili (...). La tecnologia del vaccino mRNA completamente nuova, che non è mai stata precedentemente approvata per l'uso nell'uomo (...). I potenziali effetti a insorgenza tardiva possono richiedere mesi o anni per manifestarsi. Le limitate sperimentazioni sui bambini intraprese fino ad oggi sono totalmente sottodimensionate per escludere effetti collaterali non comuni ma gravi. I bambini hanno una vita davanti a loro e i loro sistemi immunologici e neurologici sono ancora in fase di sviluppo, il che li rende potenzialmente più vulnerabili agli effetti avversi rispetto agli adulti. Sono già state sollevate una serie di preoccupazioni specifiche, tra cui malattie autoimmuni e possibili effetti sulla placenta e sulla fertilità. Un articolo pubblicato di recente ha sollevato la possibilità che i vaccini mRNA COVID-19 possano innescare malattie neurodegenerative basate su prioni. Tutti i potenziali rischi, noti e sconosciuti, devono essere bilanciati rispetto ai rischi del COVID-19 stesso, quindi ai bambini si applicherà un rapporto rischi/benefici molto diverso rispetto agli adulti"; 

sulla protezione dal COVID nei bambini si aggiunge che "I bambini sani non corrono quasi alcun rischio di COVID-19, con un rischio di morte di appena 1 su 2,5 milioni. Nessun bambino precedentemente sano di età inferiore ai 15 anni è morto durante la pandemia nel Regno Unito e i ricoveri in ospedale o in terapia intensiva sono estremamente rari e la maggior parte dei bambini non presenta sintomi o ha sintomi molto lievi. Sebbene il Long-Covid sia stato citato come motivo per vaccinare i bambini, ci sono pochi dati concreti. (...)». 

Poi i senatori firmatari del documento vogliono «ricordare che, ai sensi dell'articolo 10 del decreto del Ministro della salute 24 ottobre 2014, recante l'approvazione dello statuto dell'Istituto superiore di sanità, il Comitato etico "opera in qualità di organismo guida e di valutazione sotto il profilo etico per le ricerche e per le sperimentazioni, in conformità con la normativa vigente", e che, ai sensi del decreto del Ministro della salute 8 febbraio 2013, recante i criteri per la composizione e il funzionamento dei comitati etici, essi hanno la responsabilità di garantire la tutela dei diritti, della sicurezza e del benessere delle persone in sperimentazione e di fornire pubblica garanzia di tale tutela; 

il Comitato etico ha funzione consultiva nei riguardi dell'ISS in relazione a questioni etiche connesse con le attività scientifiche, assistenziali, didattiche e amministrative, allo scopo di proteggere e promuovere i valori etici e il rispetto della persona». 

I firmatari tengono ad evidenziare che «desta perplessità la previsione in base alla quale "Questo medicinale è stato autorizzato con procedura 'subordinata a condizioni'. Ciò significa che devono essere forniti ulteriori dati su questo medicinale. L'Agenzia europea dei medicinali esaminerà almeno annualmente le nuove informazioni su questo medicinale e il riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP) verrà aggiornato, se necessario"».  

I senatori firmatari sono tredici e appartengono al partito Fratelli d'Italia. 

Dal governo italiano non arrivò mai nessuna risposta: era il mese di giugno 2021. 

Oggi il nuovo governo vanta una maggioranza cui appartiene proprio lo stesso schieramento politico degli allora senatori firmatari del documento. Ci sarà la volontà adesso di rispondere a queste domande che pongono enormi interrogativi dal punto di vista etico?  

Un governo, quello di Giorgia Meloni, che annovera come ministro della Giustizia l'ex magistrato Carlo Nordio, il quale dichiarò a novembre 2021 che "vaccinarsi è un obbligo morale verso gli altri e verso noi stessi" e si schierò a favore di limitazioni delle libertà dei cittadini non vaccinati e obbligo di green pass. E in merito al concetto di libertà dichiarò: "L'attentato alla libertà lo fanno quelli che non si vaccinano e frequentano le altre persone, perché mettono a rischio la loro salute"

Mentre ha dichiarato pochi giorni fa come "una velocizzazione della giustizia transita attraverso una forte depenalizzazione dei reati"

O come il nuovo ministro della Salute, Orazio Schillaci, rettore dell'Università di Tor Vergata a Roma, il quale dichiarò in un'intervista rilasciata alla trasmissione Rai Unomattina, il 14 ottobre 2021, che "il green pass rimane uno strumenti indispensabile per garantire la sicurezza nelle aule universitarie".  

Ma era lo stesso Anthony Fauci a dichiarare, già fin dal luglio 2021, in un'intervista trasmessa dal canale televisivo statunitense MSNBC, come il vaccino non impedisse la trasmissione del virus. 

E persino durante una delle trasmissioni Rai Porta a Porta, già a marzo 2021, l'allora ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del governo Draghi, Enrico Giovannini, disse a chiare lettere che anche chi aveva ricevuto il vaccino COVID poteva ancora trasmettere il virus. 

Informazione peraltro presente già sul sito dell'AIFA nella sezione delle FAQ dove si trovavano oltre 30 domande relative al vaccino COVID sperimentale distribuito in Italia (Astra Zeneca, Pfizer-Biontech, Moderna, ecc...). 

Ma si solleva solo adesso un gran polverone per la dichiarazione rilasciata lo scorso 10 ottobre da Janine Small, presidente dei mercati internazionali di sviluppo di Pfizer, davanti al Parlamento Europeo, dove si è tenuta l'audizione sulla legittimità dei contratti conclusi da Ursula Von Der Leyen. La Small, come è noto, alla domanda dell'eurodeputato olandese Roos se la casa farmaceutica avesse testato la capacità del vaccino di bloccare il contagio, ha risposto con un secco no.   

Conclusioni   

Quello che emerge, anche confrontando quella che è la situazione negli Stati Uniti d'America, è come le autorità abbiano spinto la popolazione verso l'inoculazione di questi sieri sperimentali malgrado le evidenze emergenti avrebbero dovuto condurre ragionevolmente verso conclusioni opposte o comunque verso la massima cautela. 

Malgrado le sconcertanti conclusioni degli studi sopracitati che dovevano sollevare, nei vari enti governativi e nei governi occidentali, almeno molteplici e inquietanti interrogativi e che invece sono stati del tutto ignorati, come in uno dei peggiori incubi che assume sempre più i contorni di un progetto di riduzione della popolazione mondiale. 

D'altronde Bill Gates aveva già ammesso che attraverso i vaccini si poteva ridurre la popolazione mondiale. E sono ben noti gli effetti avversi manifestati dai bambini indiani durante la sua campagna vaccinale. 

Promettendo di eradicare la polio con 1,2 miliardi di dollari, Gates prese il controllo del National Advisory Board (NAB) dell'India e impose 50 vaccini contro la polio (fino a 5) per ogni bambino prima dei cinque anni. I medici indiani incolparono la campagna di Bill Gates per una devastante epidemia di poliomielite da ceppo di vaccino che paralizzò 496.000 bambini fra il 2000 e il 2017. 

Nel 2017, il governo dell'India annullò il regime vaccinale di Gates e sfrattò Bill Gates e i suoi collaboratori dalla NAB. I tassi di paralisi della poliomielite diminuirono precipitosamente. 

Anche le epidemie più spaventose in Congo, nelle Filippine e in Afghanistan sono legate ai vaccini di Bill Gates. Mentre nel 2014 la Bill & Melinda Gates Foundation finanziò test di vaccini sperimentali contro l'HPV, sviluppati da GSK e Merck, su 23.000 ragazze in remote province indiane. Circa 1.200 soffrirono di gravi effetti collaterali, inclusi disturbi autoimmuni e della fertilità. Sette morirono. Le indagini del governo indiano accusarono i ricercatori di gravi violazioni etiche, come pressioni sulle giovani, maltrattamento dei genitori, falsificazione di moduli di consenso e rifiuto di cure mediche alle ragazze colpite dagli effetti avversi. 

Ma ciò che più scandalizza, non sono i conflitti di interesse e la corruzione ormai troppo diffusa nelle case farmaceutiche o in una classe medica spesso accondiscendente.  

Ciò che più scandalizza, è invece l'intero asservimento, la sudditanza supina delle istituzioni di tutti i Paesi occidentali.  

Se l'operazione terroristica del COVID-19 ha avuto paradossalmente un merito, è stato quello di mostrare agli occhi del mondo l'ormai vero volto assunto dall'Occidente, che mentre si riempie la bocca di parole come "democrazia" e "rispetto delle minoranze", in realtà si dimostra essere una sbiadita e corrotta, ma feroce, dittatura al servizio di un'élite finanziaria priva di ogni moralità e decisa a dominare il mondo. 

Una piano, quello delle élite, studiato nei minimi dettagli che per funzionare aveva bisogno di un ultimo ma fondamentale anello mancante: l'asservimento della Chiesa Cattolica. 

Piano portato infine a termine con la sostituzione del romano pontefice Benedetto XVI nel febbraio 2013, il quale tuttavia con le sue controverse dimissioni ha volutamente evidenziato l'emergere di una falsa Chiesa massonica. 

Falsa Chiesa che si è svelata anch'essa agli occhi del mondo con l'operazione terroristica del COVID, dimostrando tutto il suo completo asservimento e il totale tradimento della sua missione salvifica, a partire dalla sospensione delle celebrazioni liturgiche nel marzo 2020. Apostasia della Chiesa che ha trovato il suo apogeo nel silenzio, anzi nella spinta accanita per i sieri sperimentali apportatori di salvezza al posto dell'unico Salvatore Gesù Cristo. Il solo che la vera Chiesa Cattolica possa riconoscere. 

Oggi, però, all'indomani dell'approvazione di FDA, EMA e AIFA, è arrivato il turno dei bambini, anche molto piccoli e con eventuali fattori di rischio. Chi si assumerà la responsabilità dei possibili effetti avversi - anche gravi e sconosciuti - che possono scaturire dall'inoculazione di controversi sieri sperimentali su bambini di appena pochi mesi, tenendo conto che non sarà neppure consentita loro la facoltà di decidere per se stessi?   

 

 

Qui la prima parte dell'articolo.

 
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